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04 luglio 2016

Lo zoo di Mendoza

Fonte Greenme
E' strano curiosare su facebook e scoprire che si parla di Mendoza.
Purtroppo non se ne parla per motivi piacevoli, ma oggi molti quotidiani italiani hanno riportato la notizia della morte di Arturo, l'orso bianco dello zoo di Mendoza.
[Qui l'articolo di Repubblica]

Son stata a Mendoza un anno intero e non sono mai stata allo zoo (anche perché non è mia abitudine) ma ne ho spesso sentito parlare.

Gli argentini, o per lo meno gli argentini di una classe sociale modesta, non sono particolarmente sensibili al problema dei maltrattamenti degli animali.
Per esempio le periferie son piene di cani randagi in ogni vicolo, ma nessuno si interessa a loro. E' anche vero che in certi posti le persone non vivono molto meglio di un cane randagio e quindi, fatte le dovute proporzioni tra i problemi, è anche giusto stabilire un certo tipo di priorità negli interventi.

Una volta nel Centro educativo dove lavoravo era stata organizzata una gita allo zoo ed ovviamente i bambini, come tutti i bambini del mondo, erano entusiasti di poter andare in gita e per di più a vedere gli animali.
Le mie colleghe, anche quelle più attente, non erano esattamente delle attiviste animaliste ma mi ricordo che il commento prima della partenza era stato "che peccato!"... e se lo dicevano loro ho capito che la situazione era proprio brutta.
Loro non mi hanno mai parlato di Arturo, l'orso polare che aveva una piscinetta profonda 50 cm e che aveva avuto la sfiga di finire in una città che è in mezzo al deserto.
Mi parlavano invece di Jorge, un enorme tartarugo che invece viveva in una vasca grossa come lui.

Sì lo so che non tutti gli zoo sono dei lager, che i nostri zoo hanno degli altri standard... ma credo che anche per i nostri bambini sarebbe più educativo vedere gli animali nel loro habitat: certo li priveremo della possibilità di vedere una giraffa e dovranno accontentarsi di qualche marmotta, ma forse impareranno ad apprezzare quello che hanno sotto il naso ed inizieranno a sognare di andare loro a vederli dal vivo quegli animali che da noi non ci sono!
Vai in cielo sicuramente.. All'inferno ci sei già stato quaggiù.
Fonte web



16 dicembre 2015

Quattro zampe e un amore

L'ho letto dalla Lettrice rampante, che parlava di consigli per regalare libri a Natale: "In ogni caso, state tranquilli. Nessuna amicizia è mai finita per un regalo sbagliato, libro o non libro!".
Questo libro, ricevuto in dono, ne è la prova: uno sa che ti piace leggere, sa che se vedi un cane vai in brodo di giuggiole, fa 2+2 e ti regala Quattro zampe e un amore di Edoardo Stoppa, un inviato di Striscia. Due più due non fa sempre quattro e la lettura è uno di quegli ambiti dove la matematica stride.

Da cosa iniziare?
La trama è imbarazzante: c'è un ragazzino che ama il suo cane e quando questo viene investito diventa praticamente anafettivo. Cresce e vive nella sua bolla luccicante della Milano-da-bere fino a quando un evento traumatico lo convince a partire: dopo una breve sosta a Londra si ritroverà in India e Nepal, la classica meta di chi ricerca se stessi. Lì troverà un altro cane e riuscirà a iniziare la sua nuova vita, basata su valori veri.
La fiera delle banalità e scritte male: il libro ovviamente è stato pubblicato solo ed esclusivamente per la popolarità del personaggio televisivo, ma cacchio un editor alla Mondadori non ce l'avevano?! 
mappa creata grazie all'app Cityteller

Claudia più volte mi ha detto che non sapeva come facessi a non mollarlo lì e passare a qualcosa di più interessante... mentre avanzavo tra le pagine di questo libro pensavo che almeno quest'anno non mi scervellerò per decidere qual è stato il libro peggiore dell'anno nel solito meme di fine anno!

Se volete regalare invece un bel libro per chi ama i cani, divertente e commovente, vi consiglio Io & Marley: certo è un po' un classicone, forse un titolo scontato, ma prendetelo in una libreria dove poi l'interessato potrà cambiarlo... voi avrete comunque fatto bella figura! 
Katiu invece suggerisce anche un altro classicone Il richiamo della foresta... e voi cosa mi consigliate?


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ps. c'è un giveaway fantastico da Minerva: libri in regalo... io partecipo, voi?


25 luglio 2015

Sul cavallo dell'aurora e il Milodon e altri animali patagonici

Il secondo racconto di Terra del Fuoco di Francisco Coloane è ambientato nei pressi della Cueva del Milodon, una grotta poco più a Nord di Puerto Natales nella Patagonia ciliena.

puerto-natales-panorama
Veduta Panoramica di Puerto Natales
 Io non l'ho visitata, ma a Puerto Natales pure io mi son scontrata con un milodon!
milodon-puerto-natales
Statua del preistorico Milodon
Ma chi è il Milodon? Ce lo racconta lo stesso Francisco Coloane:
Dai crani rinvenuti, ossa e frammenti di pelle, uno di quegli animali sembra aver avuto le dimensioni di un rinoceronte ed essere assomigliato più a un formichiere che a un bradipo.
Questo simpatico dinosauro erbivoro si trovava solo in questa zona del pianeta, ma ormai è estinto da milioni di anni!
Che animali si possono  incrociare?
Tantisssimi guanacos, che sono delle specie di lama
Guanacos.
Fonte Chile Sustenable
e qualche ñandù, che sono invece delle specie di struzzi,
Dai pullman se ne vedono tantissimi di questi animali, ma io ho sempre dormicchiato e quelli che ho visto non son riuscita a fotografarli!
ñandù
Fonte: Sapere
Da Punta Arenas, più a Sud, con un'escursione in barca nello Stretto di Magellano si raggiungono le isole Magdalena e Marta dove si possono incontrare i leoni marini e i pinguini di Magellano!!!
Pinguini di Magellano nell'isola Magdalena
In terra del fuoco invece vi sarà abbastanza facile imbattervi in quella che è una vera e propria piaga: i castori! Quando infatti ci si è resi conto che abbattere alberi come se non ci fosse un domani non era un'attività sostenibile nel lungo periodo, i furboni hanno pensato bene di iniziare in questa terra difficile un bell'allevamento intensivo di castori per farne pellicce. Poi ci son due versioni: o qualcuno li ha liberati in natura oppure son scappati. Il risultato è che, comunque sia andata, i castori in libertà ci "han dato dentro", insomma son andati a moltiplicarsi, non hanno trovato un competitor naturale e si divertono a fare ste cosette così e creare laghi dal nulla!!!
castori-ushuaia
Dighe dei castori nel Parco Nacional Tierra del Fuego
Da qui l'invito a ristabilire l'equilibrio naturale e... ordinarli al ristorante XD

16 marzo 2015

Noi di David Nicholls

tiramiusu-soda-libro
-E' pure meglio di Un giorno, sappilo!
Così aveva commentato un'amica di facebook la foto dei miei regali di Natale.
Più bello di Un giorno no, ma Noi è davvero un bellissimo libro.

Nicholls è un vero maestro nel disegnare i personaggi, nel renderli familiari al lettore. Ti ci affezioni, come fossero persone della tua famiglia.
E riesce a farlo perché Nicholls è un prestigiatore eccellente nel giocare con il tempo, nel dosare i racconti del presente e del passato. In Un giorno ci aveva raccontato la vita di Emma e Dex per vent'anni, sempre nello stesso giorno. In Noi tutto inizia con una frase di Karen al marito "Penso che ti lascerò". E Douglas inizia a raccontare come cerca di riconquistare la moglie e, saltellando indietro nel tempo, ci racconta come ha conosciuto una ragazza così diversa da lui e come poi l'avrebbe sposata. E alla fine li accompagni passo dopo passo nella loro storia, nel loro matrimonio, nel loro creare una famiglia, che quando chiudi il libro ti sembra di essere sempre stata con loro e ti chiedi "E mo che faccio?".

Questo è l'ultimo letto che ho libro a Mendoza, prima di partire per il mio viaggetto.
Quando faceva caldo, mangiavo il tiramisù in giardinetto e controllavo febbrilmente che nessuno scarafaggio gigante mi passasse sui piedi!
Ora guardo fuori dalla mia finestra italiana e vedo l'autunno, che già con le stagioni sono un po' confusa. Che io mi ero abituata a vivere in un posto mezzo desertico dove in un anno non sarà piovuto nemmeno una decina di volte... oh, quasi si stava meglio quando si stava peggio ;P

20 gennaio 2015

Andare al mare nel Cile centrale

Nelle vacanze del mio Capodanno  in Cile ne ho approfittato per fare anche un po' di mare oceano e inizare, per una volta in vita mia, il 2015 di una sfumatura diversa da quella del latte cagliato.

La regione di Valparaiso è quella del Cile centrale, quella della capitale Santiago e più vicina alla città di Mendoza.

Io per non farmi mancare nulla son stata a Viña del Mar, di cui vi avevo già velocemente parlato l'altra volta che ero stata in Cile, che è praticamente appiccicata a Valparaiso, e poi son tornata a Isla Negra, un paio di ore a sud da Valparaiso, e a Zapallar, un paio di ore a nord.
Non potevo scegliere località più differenti per vedere questi 150 km di costa: vediamo alcuni aspetti!
Fingersi persone organizzate per fare foto da usare poi sul blog


Oceano: 
L'oceano è congelato, come un lago di montagna. Forse giusto un po' meno a Zapallar che è un po' più al nord.
Per intenderci a Viña gli unici coraggiosi che facevano il bagno erano ragazzini mentre tutti gli altri se ne stavano con il sedere appiccicato alla spiaggia.
E' grande, immenso. Dà l'impressione che diventi subito profondo. E, almeno per me, è poco rilassante: tutti i cartelli di segnalazione delle vie di fuga per gli tsunami mi hanno caricato di qualche ansia. Sulle spiagge cilene non posso dire di aver fatto le migliori dormite della mia vita!
via-de-evacuacion-tsunami
A Isla Negra ci sono molte rocce e scogli su cui si infrangono le onde,
onde-alghe-oceano-pacifico

mentre la costa di Zapallar, in foto, e di Viña è molto più sabbiosa e morbida.

Fauna:
La caccia di un possibile fidanzato tra la fauna dei villeggianti in Cile è fallita miseramente (ma ammetto di non essermi impegnata molto) e quindi mi concentrerò sulla vera e propria fauna.
A Viña in spiaggia c'erano parecchi cani semi-randagi (molto ben pasciuti) che senza fare una piega si addormentavano all'ombra del tuo ombrellone e non si smuovevano nemmeno a pregarli in cinese.
A Zapallar e Isla Negra ho visto questi uccelli, forse pellicani, dal becco lungo e che quando volano lo fanno in fila indiana.
uccelli-zapallar

A Isla Negra però son rimasta di nuovo colpita dalle alghe! E se invece fossero capelli di sirene? vi sembra un'ipotesi poi così improbabile?
alghe-oceano-pacifico

Architettura:
A Isla Negra ci sono andata appositamente per vedere, finalmente, la casa di Neruda. E sono rimasta decisamente soddisfatta! [meriterà un post a parte]
esterno-casa-neruda-isla-negra
Zapallar invece è la Portofino del Cile, o almeno questo è il paragone che è venuto in mente a me. Questa è comunque la località scelta per andare in vacanza dalla classe dirigente di Santiago ed è impossibile non notarlo dalle bellissime ville a picco sul mare con giardini strepitosi:
ville-con-fiori
A Viña invece nonostante la foto con il libro sulla sabbia facesse pensare chissà a che spiaggia, ero circondata dai palazzoni...
palazzi-viña-del-mar
Pappa:
I tre pranzi che ho fatto in spiaggia in Cile rispecchiano esattamente la tipologia di località in cui mi trovavo. 
A Viña mi son sbaffata una specie di enorme sfogliatella, che si chiama Palmeras, ma avrei potuto scegliere tra un'immensità di altre cose: pannocchie al burro. empanadas, succhi di ananas fatti al momento e anche del pane appena sfornato da un "forno portatile" di fango.
palmeras-dolce-cileno
Ad Isla Negra i ristoranti erano poco distanti dalla spiaggia e c'era una grande varietà di scelta: io ho optato per una empanada gigantesca. E' da sapere infatti che le empanadas cilene son praticamente grandi il doppio rispetto a quelle argentine.

A Zapallar c'era un unico ristorante sul mare e sembrava un posto decisamente esclusivo: io ho finito con il mangiare un pezzo di pane e un gelato!!

E so che rischio di diventare ripetitiva, ma io di quel poco di Cile che ho visto me  ne son innamorata!

16 gennaio 2015

Storia di chi resta e di chi fugge e Storia della bambina perduta di Elena Ferrante

La saga de L'amica geniale sono 1800 pagine occhio e croce. Le ho ingurgitate in meno di un mese, riscoprendo un modo di leggere appassionato che era un po' che mi mancava.

Non posso fare altro che consigliarvi di entrare in questa Napoli nascosta in compagnia di Elena Ferrante e scoprire una storia lunga una vita in compagnia di Lina e Lenù. Come cambieranno le loro vite, vedremo cambiare anche il nostro Paese: L'amica geniale è un modo decisamente originale per conoscere la storia di un'Italia che non c'è sui libri di scuola (chi è arrivato con i programmi di storia davvero ai giorni nostri?).

elena ferrante

Il terzo libro della saga, Storia di chi resta e di chi fugge, è il più ostico dei quattro: tante sfumature tra i diversi movimenti della sinistra extraparlamentare rendono la lettura a tratti meno scorrevole. A dir al verità per un attimo mi ha ricordato il mio caro Hugo quando con dovizia di particolari raccontava le differenza di vedute dei ragazzi delle barricate.

Storia della bambina perduta è invece più angosicante, fin dal titolo. Sfogliare le pagine del libro significa aspettarsi che si abbatta una disgarazia su Lina o Lenù, con la curiosità di scoprire che cosa sia successo a Lina e perché sia scomparsa,

17 novembre 2014

Ciao da Roma

micino-libro
Amiche blogger con la passione della lettura, scusate se quando vedo su facebook che non c'è niente che vi piaccia come leggere mentre fuori piove io me la rido.

Scusate se io mi godo l'estate australe e leggo nel mio praticello in mezzo all'erba, all'ombra di un limone grandissimo, con il profumo dolcissimo del gelsomino e in compagnia di Roma. Roma è la nostra gattina trovatella che da qualche giorno ha scoperto che le piace leggere e soprattutto girare le pagine!

pianta-grassa-fiorita

Intanto da quando è tornata a fiorire la pianta grassa son tornati a trovarci anche i colibrì. I colibrì!!!
Io fino ad adesso un colibrì l'avevo visto solo nel cartone di Mulan ed è proprio uguale: io tutte le volte che lo vedo mi emoziono!

25 ottobre 2013

Buone pratiche e coccole

Passano le stagioni, cambiano i colori ma non le buone abitudini...e le merende!!!

Estate
 

Autunno

31 dicembre 2012

MMXII: piccolo bignami

Poteva essere un anno migliore, indubbiamente. Ma è sicuramente stato meglio del 2011 che, tolta la laurea, non aveva portato nulla di buono.
Mi piace a fine anno fermarmi a pensare cos'è successo in questi dodici mesi e il blog è un mezzo davvero utile per non scordarsi le cose importanti e quelle che non lo sono, ma meritano ugualmente di essere rammentate. Quello che non mi piace fare sono i buoni propositi, più che altro perchè mi conosco e so che non son brava a tenergli fede.

Ecco quindi il mio bignami mese per mese:
Gennaio: è nevicato come non nevicava da un sacco di tempo e con gli amici abbiamo fatto un pupazzo di neve bellissimo!
Febbraio: quest'anno per SanRemo con il buffet a tema ci siamo davvero superate... ora il problema è come stupire ancora i commensali per il 2013.
Marzo: ho iniziato un nuovo stage, che al momento non ha dato frutti ma mi è piaciuto molto... almeno quello!
Aprile: son tornata a Fa la cosa giusta e da sola con mia mamma, che è una cosa più unica che rara.
Giugno: è morto Fred.
Agosto: una giornata in montagna con vento e solo nubi con una nuova amica, una persona da tenersi stretta ancora per molto tempo
Settembre: finito lo stage e nessun portone che si apre
Novembre: il concerto di Emma e un fine settimana con le amiche, emozioni da ripetere...
Dicembre: anche quest'anno è stato un mese completamente assorbita dal lavoro da elfa, e speriamo che non ci sia 2 senza 3.

BUON ANNO!!







20 giugno 2012

10 marzo 2012

10 piaceri della vita

Il meme dei 10 piccoli piaceri della vita impazza ormai fra tanti dei miei blog amici e siccome Giulia mi ha chiamato in causa direttamente non posso tirarmi indietro!
Eccole qui, in ordine sparso, 10 piccole cose che mi rendono felici!

Stare con i miei animali. Ho avuto la fortuna di averne da sempre e li ho sempre amati. Ora tornare a casa e trovare Meringa, Fred e Minni mi riempie il cuore di gioia.
Meringa, inverno 2010
Schiacciarmi i brufoli e i piunti neri. Può sembrare un'attivita schifida, ma non c'è niente che mi rilassi di più di un bel brufolo sulla schiena difficle da raggiungere prima di andare a dormire. Un brufolo bello maturo è il mio placebo.

Guardare fuori dalla finestra mentre nevica. Vivo in Piemonte ma non ad una grande altezza: le nevicate non sono eventi eccezionali ma neanche quotidiani. Quando arriva la neve io sono felice come una bambina e mi sento in pace nell'osservare i fiocchi che cascano in silenzio.

Bere una tazza di tè con due campagnole seduta sul gradino del garage con il sole caldo della primavera. Rinunciare al mio tè delle cinque mi costa tantissimo, ed effettivamente lo faccio raramente, ma il massimo della goduria è berlo come ho detto sopra.

Sono indecisa se sia più godurioso un piatto di spaghetti o una bella pizza, non ho dubbi però nel dire che una bella botta di carboidrati è il massimo che posso volere nel piatto!

Leggere è uno dei grandi piaceri che apprezzo fin da quando ero piccola, scrivere invece per un certo periodo non mi piaceva... poi ho cambiato idea!

Stare in pigiama. ma cosa c'è di più comodo del pigiama???

Soffiare i soffioni, come fanno i bambini. Per me è un gesto forse liberatorio ma sicuramente estremamente godurioso!

Guardare le mie montagne. Vergognosamente, nonostante le abbia vicino, non ci vado quasi mai ma mi piace guardarle da sotto, stupirmi per quanto bassa sia la neve oppure d'estate per quanto siano brulle. E quando andavo all'università e tornavo da Torino e vedevo il pullman tornare verso le montagne anzichè andare verso la pianura mi si allargava il cuore.

Cazzeggiare, perdere tempo... è estremamente piacevole!

Sarei curiosa di sapere che cosa vi rende piacevole la giornata...
soprattutto quelle di:
Serena,
Lunga,
Elisa,
Mina,
Minerva.

02 febbraio 2012

Minni

Ad ottobre è arrivato a casa nostra Fred: un bel miciotto bianco rosso, proprio come lo cercavamo da tanto tempo.

Neanche due settimane dopo dal suo avvento ho trovato in giardino una micina poco più grande di lui: se i primi due giorni pensavamo fosse di qualche vicino perchè la vedevamo apparire sempre alle stesse ore con il passare dei giorni abbiamo dedotto che probabilmente era stata abbandonata.
All'inizio l'abbiamo accolta con la ferma convinzione che sarebbe stata da noi solo di passaggio finchè non le avessimo trovato una casetta, d'altra parte noi avevamo già Fred.
Questa foto l'ho scattata una decina di giorni fa... secondo voi com'è andata a finire la storia della gattina?

Che la padrona gliel'avremmo anche trovata ma abbiamo iniziato a trovare ogni tipo di scusa e alla fine ce la siamo tenuta.

E siccome fa coppia fissa con Fred (Weasley) pure lei si meritava un battesimo potteriano: Minni è il diminutivo di Minerva Mc Granitt, la professoressa di trasfigurazione di Hogwarts!


30 dicembre 2011

MMXI: piccoli bignami

Sono andata a ripescare un bel meme dello scorso anno e pure molto utile: mese dopo mese si deve cercare di ricordare quali siano stati gli eventi che lo hanno reso importante. Ovviamente pure quest'anno sono dovuta andare a ripescare tra i post che la memoria vacilla sempre più pericolosamente!

Gennaio: dopo aver scoperto che il mio relatore era ancora vivo è stato il mese della scrittura della tesi.
Marzo: mi son laureata, con tutte le gioie derivanti!! 
Maggio:  per tutto il mese son stata impegnata in quella specie di stage latoB, che non ha portato a nulla. 
Giugno: c'è stato l'attesissimo matrimonio di G&C, con tutti i preparativi e gli scherzi connessi, e dopo 9 mesi abbiamo finito di vedere Lost (oh che Lostalgia canaglia mi sta prendendo!).
Luglio: sono stata in colonia come educatrice sul Lago d'Orta
Agosto: le emozioni, le parole ascoltate, le cose viste, gli incontri della JMJ a Madrid
Settembre: una sera con le amiche per festeggiare il capodanno bizantino
Ottobre: è stato il mese-micio: oltre a Fred da fine ottobre abita con noi anche Minni, di cui però devo ancora parlarvi.
Novembre: e una goduta storica: il 12.11.11 ci siamo liberati di quel porco di Berlusconi.
Dicembre: il lavoro elfico!


18 ottobre 2011

Fred

Da dieci giorni in casa nostra abbiamo un nuovo ospite: è un batuffolo bianco e rosso miagolante  che si chiama FRED.
Il nome è stata una decisione presa a fatica ed in realtà, anche se nessuno ne è pienamente consapevole, questo micio ha pure un cognome importante

- Freddy Mercury? In questa casa non c'è nessuno di abbastanza rockettaro!


- mia nonna tutte le volte che gli diciamo che il gatto si chiama Fred immancabilmente risponde "ah, Fred... come Fred Buscaglione!"
 

- Io quando ho bisogno di una canzone triste e struggente spesso faccio un omaggio stonato a Fred Bongusto...

- mia mamma è convinta che il nome sia un omaggio a Fred Flintstone


 - ma in realtà il suo nome è un tributo a Fred Weasley ed alla sua ultima risata!

21 settembre 2010

Luce


Ci mancherai Luce,
ma lassù dove sei ora mi sa che avrai già trovato qualcuno a cui rompere le scatole. :)
Ti vogliamo bene
Federica e Meringa

01 maggio 2009

Primi soli

- Oh ma sei dimagrita?

- Ma quanto hai perso?






In realtà io una risposta non ce l'ho. Non ce l'ho perché son mesi che mi si è rotta la bilancia, però indubbiamente qualche vecchio paio di jeans che non mi entrava più ora mi rientra.


Non ho fatto una vera e propria dieta, ogni tanto evito di mangiare certe cose.


A parte che io inizio ad averne un po' le palle piene di tutti questi che indirettamente mi dicono Ma quanto eri ciccia prima?!?.

Oggi però tutti i miei sforzi sono svaniti in un attimo:


Visto il bel sole ho pensato bene di tirar fuori il lettino dalla cantina.

Dopo un'ora passata tra l'acchiappare la gatta (mica scema da scendere negli inferi da sola!), trascinarmi il lettino per le scale, riuscire ad aprirlo, poi montarlo, poi lavarlo con la pompa, lasciarlo ad asciugare il più grosso finalmente mi prendo il libro e mi stendo sul mio lettino.
Crack: lettino sfondato!
Ma io dò ragione al Capo: sarà stato che avete lasciato isto lettino troppo al sole e si è rovinato il telaio! ^_^




17 luglio 2008

chi è la bestia?


In questi ultimi giorni Camilla non è stata molto bene. Inutile dire che son stati giorni in cui son stata molto male, agitata e in ansia. Fortunatamente ora mi sembra stia un po' meglio e ha pure ricominciato a mangiare!

Pensando a lei, a quanto eravamo stati male quando 2 capodanni fa era scappati e la settimana di angoscia che avevamo passato fin che non l'avevamo ribeccata per le campagne di un paese qui vicino e leggendo un post di Silvia mi è venuta l'idea di creare questo meme.


Non è un meme per invitare le persone a non abbandonare i propri animali perché non voglio credere che tra i miei lettori ci possa essere qualcuno così viscido da fare una cosa del genere.


é un meme per dare qualche indicazione sul cosa si debba fare se si trova un cane smarrito, perchè non sempre è così immediato pensarci sul momento del pericolo. Io per esempio ho il papà veterinario quindi quando mi è successo un paio di volte ho chiamato lui, mi son beccata gli insulti perchè me li ero portata in casa e poi ha fatto lui le chiamate necessarie... ma mi sono informata ed ecco il meme!




Regole:

  1. Indicare cosa si deve fare se i trova un cane abbandonato, cioè una cosa facilissima: Telefonare al 112 o ai vigili del comune di competenza.


  2. Indicare il sito di prontofido, che è fatto molto bene.


  3. Mettere un'immagine contro l'abbandono degli animali (si può scegliere se riportare quella già proposta da chi ve l'ha passato o sceglierne un'altra voi: le campagne contro l'abbandono non mancano...)


  4. Solite regole di un meme: indicare chi ve l'ha passato e indicare almeno tre persone a cui si lancia questo messaggio!


  5. Se si vuole si può scrivere qualcosa relativo ai propri animali, mettere foto, dire che animali si vorrebbero... e largo alla fantasia!



Io ora ho 2 cani: Camilla che ha già 16 anni, è dolcissima e ci vogliamo tanto bene





e Meringa qui nella versione di un paio di mesi fa quando era un batuffolino

e in versione cresciutella, dopo che ho rinunciato a spiegarle che lo sdraio in giardino è mio e solo mio... era mio e ora è nostro!


e una gatta: Luce, la gatta ingorda e un po' isterica, che e coccole le vuole solo quando e come decide lei.





Ma in passato ci son stati altri cani: nell'ordine Desy (un boxer troppo simpatico che avevo da piccola piccola), Evelin (una cagnetta di cui ho un ricordo vago ma mi ricordo che con gran fantasia avevamo chiamato i suoi tre cuccioli Bianchino Nerino e Nerina), Pal (che all'inizio era Pallino, ma mio papà ci aveva avvertito che sarebbe diventato grandino visto che era un incrocio tra un lupo e qualcosa che non ricordo... e quindi chiamarlo Pallino era un po' ridicolo, è stato poco con noi perchè aveva morso e l'avevamo dato via). Poi è arrivata Camilla e dopo un anno e mezzo FriFri, che ancora mi manca tanto.


Prima di Luce invece ci son stai 3 gatti contemporanei, che son morti di vecchiaia via via: Grizùn (un vero playboy che tornava da periodi di lunga assenza con segni visibili di litigate, come quando è tornato con un orecchio mozzo), Sambo (un persiano molto selvatico ma che da me si lasciava pettinare con i pettinini delle bambole) e Bianchina (una gatta che era di una dolcezza incredibile).


Poi son passati di qui un po' di canarini quando ero piccola piccola (l'ultimo lo lasciai scappare io e col senno di poi ho l'impressione che sia finito nelle fauci di Bianchina), 2 tartarughe (Tartar morta giovane e Uga diventata Attila perché Tartar non è morta di morte naturale!!) e 4 pesciolini rossi (Ariel e Flounder primi, morti e sostituiti con Ariel e Flounder secondi... sempre molto fantasiose!).



Lancio questo messaggio a tutti voi, ma in particolare a:

27 maggio 2008

Pensieri umidi

Ormai sono rassegnata a questo tempaccio, mentre a quanto pare in tutto il resto dello stivale si sta sotto il sole. o almeno così mi ha informato il Leggo appena arrivata a Torino, cosa che non ti mette proprio di buon umore: sapere che pure voi amici blogger stavate ammuffendo mi faceva un po' forza, invece stamattina ho realizzato che al bagnato eravamo rimaste solo più io e Teddy.

Semplicemente un'immagine per sorridere sotto la pioggia, o meglio subito dopo: una lumachina!
Io adoro le lumachine, mi ricordano quando ero piccola e al mercato la pescivendola ne regalava sempre una a me e una mia sorella. e noi tornavamo a casa con la nostra lumachina bavosa in mano tutte felici. E quindi dopo un super acquazzone tipo piogge equatoriali me ne son uscita in giardino e son andata a cercare le chioccioline. e ne ho trovate tante, dentro il coso del compost di mio papà e ben 15 sul manico di una scopa dimenticata dalla nonna vicino all'edera. mi son fermata a guardarle, ne ho presa qualcuna in mano per spostarla dal rischio splash, ne ho messa una in mano. come facevo una volta.

Forse il segreto della felicità sta lì: nella calma di una lumachina che guarda il mondo dalle sue antenne e si fida a uscir dalla sua casetta per camminare su una mano che ancora non conosce.