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21 febbraio 2019

Patagonia: la mia top ten

Quattro anni fa ho realizzato un sogno: al termine del mio anno di Servizio Civile all'estero in Argentina, sono stata in Patagonia.

E' stata un'esperienza unica! 5 settimane per poter gironzolare da sola e senza un percorso prefissato, sapendo solo che dovevo tornare entro una certa data.
Mi sono sentita così libera che i primi giorni ero persino spaventata, ma ora questa è una delle cose di cui vado più fiera.

Ho visto dei posti stupendi, che mi hanno emozionato e resteranno sempre un ricordo indelebile.
La cosa della Patagonia che non scorderò sono le nuvole: le nuvole della Patagonia sono iperattive e corrono sempre.


E' stato anche un viaggio molto diverso da come me lo ero immaginato: la Patagonia, soprattutto quella più a sud del mondo, è un enorme Disneyland dove tutti facciamo più o meno lo stesso giro e vediamo le stesse cose. Non so se si può organizzare diversamente ma sicuramente uno dei problemi della Patagonia è la congestione di alcuni siti turistici e questo è bene saperlo prima di partire!

Questa è la classifica dei 10 posti che mi sono rimasti nel cuore e la storia di come un viaggio possa cambiare una persona.

10. Andare ad Ushuaia, città alla fine del mondo, merita per un unico ed esclusivo motivo: sono stata alla fine del mondo! Se però uno avesse poco tempo, allora io consiglio di escluderla dal proprio itinerario.
Dalla città di Ushuaia si possono fare varie escursioni nel canale di Beagle, fra cui la più interessante è quella per andare a vedere i pinguini: io l'ho evitata perché avevo in programma di andare a vederli a Punta Arenas.
Carina ma non indimenticabile l'escursione al Parque Nacional Tierra del Fuego!

Lettura a tema: L'uomo dalla voce tonante di Stefano Malatesta
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Parco Nazionale della Terra del Fuoco (Argentina)
9. L'isola di Chiloè è un mondo a parte e non assomiglia a null'altro che io abbia mai visto: è una gigantesca isola con un sua cultura, una sua religione ed un'architettura molto particolare (le case di Chiloè sono molto particolari: si spostano!).
Sull'isola ho fatto un tour delle chiesette di legno che mi è piaciuto tantissimo...e ho assaggiato il tipico curanto, che invece non mi è proprio piaciuto!

Lettura a tema: L'albergo delle donne tristi di Marcela Serrano, che però non consiglio particolarmente

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Le case palafitta di Castro (Cile)
8. Il Parque Nacional Los Alerces è un parco che si raggiunge da Esquel ed è un grandissimo spettacolo.
Qui oltre a dei laghi, fiumi e montagne da levare il fiato, ci sono da vedere gli alerces: sono delle conifere gigantesche e vecchissime anche di migliaia di anni.
Quando penso al panino che mi sono mangiata dopo essermi arrampicata fin quassù da sola con lo sguardo che davvero guardava la grande bellezza, mi emoziono.  Ora mi sono commossa nel ricordarlo!

Lettura a tema: Patagonia Ciuf Ciuf di Raul Argemì

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Parque Nacional Los Alerces (Argentina) 
7. El Bolson è un paesino davvero molto carino al nord della Patagonia, non troppo distante (in senso patagonico) dalla più famosa Bariloche.
Se ci andrete verificate quali sono i giorni di mercato perché merita assolutamente: qui c'è una delle più grandi comunità hippy d'Argentina e si trovano cose bellissime e molto originali.
Da El Bolson ho fatto un'escursione al Bosque tallado, che subito non mi aveva entusiasmato.
Forse perché successivamente ho caricato quella visita di tanti significati simbolici, quello è uno dei posti che davvero mi è rimasto nel cuore e mi ha cambiato tanto: non per nulla da anni lo sfondo del mio computer è una foto scattata proprio qui (...ma non è questa).
Si tratta di un museo a cielo aperto costruito su un terreno dove un bosco andò a fuoco: dai ceppi rimasti sono state ricavate -e continuano ad essere ricavate- delle statue lignee.

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El Bosque Tallado a El Bolson (Argentina)
6. Bariloche è una città molto molto turistica del Nord della Patagonia, famosa per il suo cioccolato e le sue birre. Io ci sono stata due volte: ad ottobre e febbraio (quindi sempre d'estate).
Sarà perché è stato il mio primo assaggio della Patagonia, ma ha un posto speciale nel mio cuore. E' quel posto in cui decidi di fare mille foto ad una pianta che non hai mai visto prima in un bosco che si chiama Bosque de los arrayanes e poi scopri che questa pianta è diffusissima in mezza Patagonia!
Bariloche è una cittadina molto europea, come anche i suoi paesaggi non sono niente di speciale, nel senso che è piuttosto simile come paesaggio alla nostra montagna. E' l'immensità di quello che hai davanti a fare la differenza... mai scordarsi che in Patagonia tutto è gigantesco!

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Bariloche, la "Svizzera" argentina

5. Il Perito Moreno è una delle maggiori attrazioni della Patagonia e di tutta l'Argentina.
Effettivamente è un posto straordinario: un ghiacciaio che di giorno in giorno avanza di diversi metri e da cui si staccano in continuazione lastroni di ghiaccio che producono prima un grandissimo boato e subito dopo dei grandissimi "oooooh!" dei turisti.
Io ho seguito il consiglio di chi mi ha suggerito di andarci al pomeriggio anziché al mattino: la luce è meno bella ma si evitano le fiumane dei turisti!

Lettura a tema: Terra del fuoco di Francisco Coloane
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Il maestoso Perito Moreno, Argentina
4. Pucòn è famosa per le sue spiagge al lago di sabbia nera vulcanica. Da lì si può accedere al Vulcano Villaricca e farci delle escursioni: quando sono andata io però il vulcano fumava e quindi non era possibile avvicinarcisi.
Le escursioni proposte all'ufficio turistico erano due: le terme geometriche oppure il Parque Huerquehue. Io ho scelto il parco solo ed esclusivamente perché ero capitata lì nel fine settimana e temevo che le terme fossero prese d'assalto dai turisti, mai e poi mai avrei pensato di fare una delle escursioni più belle e sorprendenti di questo viaggio!

Parque Nacional Huerquehue, Cile
3. Non mi ricordo come mi è venuto in mente di andare alla Reserva Malalcahuello, in Cile: se me l'ha consigliato qualcuno o se mi ci ero impallinata io. Ricordo però benissimo la strana sensazione di essere su un minibus dove ero l'unica turista straniera dopo tante settimane circondata da altri mochilleros. Ricordo di aver pensato che forse se nessuno ci andava c'era un motivo e in contemporanea a questo timore anche una grandissima curiosità!
Tecnicamente non siamo più in Patagonia ma in Araucania, più al nord.
Da qui si cammina guardando due vulcani: il LLaima e il Lonquimay.
Sembrerà che i miei momenti migliori  siano sempre quando mangio, ma io addentando il mio panino con un sacco di vento senza nessuno in giro e con due vulcani alle spalle sono stata tanto felice.

Lettura a tema: Ultima Esperanza di Paolo Ferruccio Cuniberti

visitare araucania cile
Il vulcano Lonquimay visto dalla Reserva Malalcahuello, Cile
2. Il Torre del Paine lo avevo escluso a priori dal mio itinerario: si trattava di evitare uno dei posti più fighi della Patagonia, le montagne che tutti i viaggiatori sognano, ma io di camminare non avevo tutta sta voglia. Nella tappa precedente ho però incontrato due ragazzi che ci andavano e mi sono unita a loro, per fortuna!
Certo ho pensato più volte di morire di infarto o sfracellata sulle pietre, ma quelle 4 ore di salita irta ne sono valse la pena!
Quando alle volte penso che qualcosa sia troppo difficile per me mi ripeto "C***o Fede sei arrivata vive al Paine, datti una mossa!".

Lettura a tema: Terra del Fuoco di Francisco Coloane

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Il Torre del Paine, Cile

1. Ho sempre desiderato vedere i pinguini e  vederli a casa loro!
Il posto dove vederli varia in base alla stagione: io sono andata ad Isla Magdalena vicino a Punta Arenas perché a febbraio lì c'è una colonia molto grande.
Ho scoperto che davvero camminano come i pinguini dei cartoni animati, ma che fanno un casino incredibile come non pensavo.
Se dovessi pensare ad un giorno in cui sono stata Felice con la effe maiuscola per me è il giorno in cui ho visto i pinguini e ho realizzato un sogno.

Lettura a tema: Ultima Esperanza di Paolo Ferruccio Cuniberti

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Isla Magdalena, Cile

09 gennaio 2019

Tigre - Buenos Aires

Buenos Aires è una città dai mille volti, così bella da levare il fiato.
E' anche una metropoli infinita in cui ho la certezza che non ci vorrei mai vivere, ma prima o poi ci tornerò come turista. Di Buenos Aires non ti puoi stancare mai!

Cosa vedere a Buenos Aires?
Questi sono solo alcuni dei posti di cui vi ho parlato in passato:


Se uno ha tempo di visitare Buenos Aires con calma, allora potrà organizzare una bella gita fuori porta. Noi eravamo state a visitare la cittadina di Tigre.
Tigre-fiume-Buenos-Aires
Tigre - Buenos Aires

Tigre si può raggiungere in tre modi:
- con il "treno della costa" che è il più turistico
- con il treno normale che parte dalla stazione centrale di Retiro e ci mette all'incirca 50 minuti
- con il battello ("la lancha") in un''escursione lungo il fiume Paranà (--> delle acque marroni del Fiume Paranà ve ne ho già parlato quando vi ho raccomandato di non andare a Rosario).

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Le chiare fresche dolci acque del fiume Paranà a Rosario.
Ci fanno il bagno. Giuro.
La cittadina di Tigre di per sé non è niente di entusiasmante: è una cittadina elegante, ma non meriterebbe lo sbattone di uscire da Buenos Aires.
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Il club del Tigre. Oggi sede di un Museo
Quello che davvero la rende speciale è la visita delle palafitte: continua ad essere un posto estremamente elitario e anche queste casette sono case di villeggiatura nella maggior parte dei casi.
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Noi abbiamo scelto di raggiungere Tigre all'andata con il treno ed è stato davvero interessante: sembrava surreale vedere salire ad ogni stazione venditori di qualsiasi cosa (dalle merendine alle penne) per darsi il cambio.
Al ritorno invece abbiamo preso il battello turistico che ti fa fare il giro tra i vari isolotti e poi piano piano ti riporta a Buenos Aires, facendoti vedere la città che si avvicina dalla foce di un fiume che è davvero enorme!
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Buenos Aires vista dal delta del Paranà
Insieme alla gita a Tigre viene spesso proposta la visita a San Isidro oppure in alternativa perché è decisamente più vicino a Buenos Aires: io San Isidro l'ho trovata  meno caratteristica e con davvero poco da vedere, fatta esclusione della Cattedrale e della Villa della scrittrice Victoria Ocampo.
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La villa di Victoria Ocampo 
 Molto più interessante è riuscire ad unire la visita all'Esma, che si trova nella stessa direzione di Tigre, e servirà per capire meglio che cos'è stata la dittatura in Argentina.


11 aprile 2018

Cinque posti che hanno saputo ritornare a vivere (forse pure meglio di prima)

Mi piacciono le città che sanno cambiare: quelle che avevano un triste destino segnato e poi, grazie al turismo o ad un progetto artistico, sono riuscite a risollevarsi.
Forse questa passione mi deriva dall'aver studiato i 5 anni del Liceo ad Ivrea: è una cittadina che vive sul ricordo del fu compianto Olivetti e le sue idee pionieristiche, ma che chi è venuto dopo di lui è riuscito a disintegrare, e nessuno riesce davvero a rilanciare.

Gli anni dell'Università li ho passati invece a Torino: la città che fino a qualche decennio fa era solo Fiat&Fabbriche e dopo l'azzardo delle Olimpiadi 2006 è diventata una meta turistica capace di sorprendere. Torino è riuscita a colorare le sue ciminiere!


Una città portuale come Valparaiso quando è stata tagliata fuori dalle rotte del Pacifico che circumnavigavano l'America Latina non aveva più speranze di essere un porto fiorente.
Valpo, come la chiamano i cileni, è diventata la città dei murales: una città che con i suoi colori e le sue colline (los cerros) ha rubato il mio cuore!
La particolarità è che, mentre in molte città (italiane e straniere) alcune zone sono state rivalutate grazie ai murales, qui a trarne giovamento è stata una città intera che si è trasformata in una gigantesca tela per artisti che arrivano da tutto il mondo.

Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:


Anche Nantes, a sud della Bretagna, ha trovato una nuova vita grazie all'arte contemporanea.
Qui si è pensato di rivedere pezzi di storia importanti facendoli interagire con installazioni  moderne, che di primo acchito non sembrano avere nulla a che vedere.
A Nantes sono stati così coraggiosi da installare uno scivolo di metallo da cui si può scendere dopo essere saliti sulla punta della torre del castello della Duchessa Anna!
Anche l'area del porto è stata trasformata ed ora è un gigantesco ed artistico luna park: io a Nantes ci tornerei ancora, ancora e poi ancora.
nantes-metro-giallo
Il concetto di spazio e misura non è una cosa oggettiva
Varsavia non mi è piaciuta tantissimo come città (molto meno rispetto a Cracovia e Danzica) ma merita di essere visitata (magari in accoppiata con Cracovia) perché Hitler nella sua follia l'ha distrutta completamente ed i russi poi le hanno dato il colpo di grazia.
Camminare per le strade di Varsavia ricostruita come era prima è uno schiaffo in pieno viso a chi ha cercato di schiacciarla e non ce l'ha fatta!
I grattacieli della parte nuova di Varsavia accanto all'Elefante dalle mutande di pizzo --> qui per scoprire cos'è!
Vicino a El Bolson (Patagonia settentrionale argentina) esiste un parco che sia chiama El Bosque Tallado: non è un posto indimenticabile o uno di quelli imperdibili durante un viaggio in Patagonia.
E' un bosco che negli anni '70 è andato completamente bruciato e gli abitanti del luogo hanno deciso di "sfruttare" questa tragedia per trasformarlo in un museo a cielo aperto. Ogni anno arrivano artisti da tutta l'Argentina -ed alcuni nomi internazionali- per mettersi ad intagliare i cespi degli alberi lasciati dall'incendio. Saper rinascere dalle proprie ceneri, rispettando i propri tempi, è già di per sé una grande arte!
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Per me viaggiare significa non solo imparare cose nuove, mangiare cibi diversi, riempirsi gli occhi di cose particolari ma portarsi a casa qualcosa che ti serva nella vita di tutti i giorni, tornare un po' cambiati.
E quindi ora, nuovo 2018/bis, io mi rimetto in viaggio-viaggetto e senza rendermene conto ho scelto un'altra città che ha saputo trasformarsi (o per lo meno così mi pare da quello che ho letto).
Quale? Questo è il primo indizio!
Il mio programma di viaggio è in fase di realizzazione finale

Se anche voi volete scrivere un post sui luoghi che avete visitato e che vi hanno colpito per questo motivo per favore segnalatemelo che sono alla ricerca di nuove idee per tanti nuovi viaggi da fare con lo zaino in spalla!

17 dicembre 2017

Come se io fossi te


Quando ho scoperto che un ragazzo italiano, Andrea Caschetto, aveva scritto un libro sul suo viaggio in Argentina non ho saputo resistere e l'ho voluto immediatamente.

La copertina di questo libro racconta benissimo quello che è il tema di "Come se io fossi te": c'è un ragazzo che corre sulle sue gambe spingendo una carrozzella vuota. Strano no? C'è qualcosa che non torna?
Andrea incontra Azzurra, una ragazza di cui era stato innamorato, e scopre che ora è paralizzata sulla sedia a rotelle. Ad Andrea Azzurra piace di nuovo, ma si rende conto di non essere completamente spontaneo con lei e che la presenza della sua sedia a rotelle in qualche modo lo mette in soggezione.
Azzurra gli confessa che il suo sogno sarebbe stato visitare l'Argentina e chiede ad Andrea di farlo al posto suo.
Andrea prende una sedia a rotelle e decide di viaggiare anche con Azzurra, di testare personalmente com'è viaggiare sulla sedia a rotelle.
Questo non è un libro sulla disabilità, ma sulla percezione di una sedia a rotelle: come si comportano gli altri quando sei diverso e su come cambiano gli spazi quando li guardi dal basso.
L'unica cosa che non mi ha convinto totalmente di questo libro è stata l'attenzione, a mio parere eccessiva, verso l'oggetto sedia a rotelle, quasi come fosse una persona. Ed effettivamente lui chiama la sedia Azzurra, come la ragazza per cui viaggia. Credo sia una cosa assolutamente voluta dall'autore, ma da lettrice l'ho trovato un po'' "estremo".

La parte che però a me interessava davvero di più era sul viaggio in Argentina e quando ho visto un capitoletto su Mendoza ammetto di aver provato una stretta forte forte al cuore (credo si chiami nostalgia quella stretta lì). Andrea ha visitato diverse città dove sono stata io e molte altre dove sarei voluta andare. Secondo me leggere un libro così, molto scorrevole, può essere un buon modo per avvicinarsi all'idea di un viaggio dall'altra parte del mondo.
L'unica cosa che mi ha lasciato molto stupita è l'apprezzamento per il cibo italiano cucinato dalle famiglie italoargentine: in un anno ho visto cose che i miei occhi non potevano credere ed il mio cervello ha tentato di rimuovere: le lasagne preparate con i pancake, il formaggio muzzarella che è una galbanino, la pasta che scuoce dopo 1 nanosecondo e il caffè in polvere lungo lunghissimo. Della pizza argentina ve ne avevo parlato qui e non me la sento di dire altro: ad un certo punto non mi pareva nemmeno più tanto male perché avevo accettato che non fosse pizza ma un'altra cosa!
Non voglio assolutamente dire che si mangi male in Argentina, anzi sono d'accordo con Andrea che "come avviene per le ciliegie, una empanada tira l'altra".



Il viaggio di Andrea tocca:
San Nicolas de los Arroyos
San Rafael
Mar del Plata

22 ottobre 2017

Le vedove del giovedì

Credo che la tonalità di giallo che piace a me sia quella che vira sul rosa.
Quando ho letto Tua di Claudia Piñeiro avevo avuto questa sensazione e dopo aver letto un altro suo libro, Le vedove del giovedì, ne sono sempre più convinta!
Il fatto che poi lei sia argentina, beh per me e la mia passione per questo paese è un valore aggiunto :)


Le vedove del giovedì è ambientato fuori Buenos Aires, ma non nella periferia a cui va subito il mio pensiero quando abbino le parole periferie e città argentine.
Altos de las Cascadas è un complesso residenziale, di quelli recintati, con la sicurezza all'ingresso e le villone all'interno.
Altos de las Cascadas potrebbe essere il paradiso, in realtà è una splendida gabbia dorata: è un modo di vivere che per noi europei è difficile da immaginare.
Quando sono stata invitata a cena a casa di due facoltosi avvocati a Mendoza in una villa in un quartiere privato mi sono chiesta come si poteva vivere in un posto indubbiamente fighissimo come quello (pulito, case con piscina, viali alberati) ma così finto!
Ma torniamo al libro de Le vedove del giovedì (da cui hanno tratto un film che non credo sia arrivato in Italia, idem per Tua)...


Le vedove del giovedì sono quattro mogli che ogni giovedì vengono abbandonate dai mariti, grandi amiconi, che hanno scelto proprio questo giorno per riunirsi.
A settembre 2001, anno di una delle grandi crisi argentine, nella piscina di una di queste fantasmagoriche ville dopo il solito incontro del giovedì vengono rinvenuti i 3 cadaveri di 3 dei 4 mariti e il quarto proprio quella sera era stranissimo, era tornato a casa prima del solito e si era rotto una gamba cascando dalle scale?

Coincidenze? Non credo proprio! Eppure sembra un terribile incidente!

Un post condiviso da •Duchess• (@ayelenstilinski) in data:




27 settembre 2017

Chilean Electric

Finito di leggere Chilean Electric di Nona Fernandez mi sono soffermata a guardare la copertina e sono stata proprio soddisfatta: è raro trovare una copertina che rifletta e contenga davvero tutti i dettagli del contenuto di un libro. Grazie a Claudia che mi ha prestato questo bel libro!


Non capita spesso di trovare un romanzo ambientato in un unico posto così circoscritto: siamo in Plaza de Armas, cuore di Santiago del Cile.
E' una Plaza de Armas diversa da quella che ho visto io: è una piazza sempre buia, per un motivo o per l'altro.
Nona Fernandez racconta di una Santiago del 1883 dove per la prima volta con grande stupore di tutti i presenti arriva l'energia elettrica e di una Plaza de Armas teatro dei violenti scontri durante gli anni bui di Pinochet.
Santiago del Cile, vista dal Cerro Santa Lucia
In un centinaio di pagine l'autrice ripercorre più di un secolo di storia, partendo dai racconti di sua nonna, passando a quello che si ricorda degli anni della dittatura, alla guerra dell'Oceano Pacifico fino ad arrivare ai giorni nostri quando in tv passa una partita di calcio tra Cile e Perù.

La città che ho visto io è una città differente: è luminosa, dove gli edifici storici vanno a braccetto con costruzioni estremamente moderne ed è tutta un cantiere. [ho guardato più volte le foto del Cile e non riuscivo a capire come mai non ne avessi manco una in Plaza de Armas, poi mi sono ricordata che la Cattedrale era tutta transennata perché in ristrutturazione].
E' una città dove le ferite della dittatura si stanno cicatrizzando con tutti i problemi che ne conseguono, dove c'è un Museo della Memoria grande quanto bello ed emozionante, ma c'è una classe dirigente che ha fatto affari con la dittatura e ne ha preso solo formalmente le distanze.
La Fernandez parla di tempi in cui Salvador Allende era solo una voce, perché nessuno poteva tenere in casa una sua immagine: erano anni bui. Oggi il suo viso compare su tanti murales sparsi per il paese: è un Cile che sta tentando di rielaborare la sua storia anche con l'arte e la lettaratura.
Murales a Valparaiso.
Fonte Pinterest

Questo libricino è stato un tuffo in una città che tanto ho amato, dove ho lasciato un pezzo importante del mio cuore.
Forse è per questo che non sono riuscita ad apprezzarlo al 100% o forse perché più che un romanzo breve a me è parso un racconto lungo e a me i racconti non piacciono molto.
Se amate la storia del Cile è una lettura breve e non potrà che arricchirvi: dategli una possibilità. Io nonostante tutto non me ne sono pentita.

28 agosto 2016

Applausi in spiaggia in Cile

Immaginatevi di essere in spiaggia in Cile, che finalmente i vostri sogni di passare Capodanno a la playa si siano esauditi, e dopo la non migliore notte della vostra vita finalmente avete il sedere sulla sabbia!

Finalmente siete lì lì per abbioccarvi sotto il vostro ombrellone e venite bruscamente svegliati da una folla che applaude, applaude incessantemente: "e mo' che cavolo c'è?"
La seconda volta che mi è capitato ho iniziato a prendere in esame svariate ipotesi, dal vip improvvisamente comparso in spiaggia ad un eroico salvataggio avvenuto mentre dormivo,  e mi son decisa a chiedere spiegazioni alla tizia che gestiva il mio ostello (Casa Elias si trova nel centro di Valparaiso e ve lo consiglio!): ma è normale che la gente applauda in spiaggia?

E la risposta mi ha lasciato senza parole!
Quando un bimbo si perde, chi lo trova inizia ad applaudire e così i loro vicini ed i vicini dei vicini in modo che i genitori del pargolo fuggitivo possano capire in che direzione devono andare a recuperarselo!
Semplice ma ingegnoso... e funziona!
Il lato B della spiaggia di Viña del mar

Il lato A della spiaggia di Vña, in un momento poco affolato!

23 luglio 2016

Patagonia Ciuf Ciuf

Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:

A Natale Claudia mi ha regalato un libricino con un titolo simpaticissimo ed accattivante: Patagonia ciuf ciuf, 182 pagine.

Il mio primo pensiero nel vedere il titolo è andato alla gita più inutile che abbia fatto in Argentina: quella sul trenino della fin del mundo, che accompagna i turisti da Ushuaia al Parco della Terra del Fuoco.
Patagonia Ciuf ciuf invece è ambientato su un altro treno patagonico, più a nord: la Trochita.
La Trochita si trova molto più a nord, in una zona della Patagonia bellissima ma che ricorda molto di più un'enorme Svizzera (in Patagonia tutto è sempre enorme) piuttosto che un posto estremo come era la Patagonia nel mio immaginario.
Sono arrivata ad Esquel quasi per caso e quasi per caso ho scoperto che era la stazione capolinea di questa linea ferroviaria ed in centro alla cittadina c'è una locomotiva che ricorda l'importanza che aveva questo paesello in passato: oramai la Trochita è un mezzo che serve solo più ai turisti.
Io di Esquel ho un ottimo ricordo sia per l'ostello pulito, curato e ospitale in cui ho dormito (La casa del pueblo), sia per la bellissima escursione nel parco Los alerces che ho fatto lì "vicino".
Parque Nacional Los Alerces

Patagonia Ciuf ciuf racconta di un rocambolesco assalto ad un treno in Patagonia da parte di due neobanditi senza esperienza alcuna: Butch Cassidy e Bairoletto sono i nomi d'arte che hanno scelto un ex marinaio ed un ex macchinista della metro di Buenos Aires per non farsi riconoscere durante la loro scorribanda.
Nei loro piani, l'assalto sarebbe dovuto essere semplice, ma iniziano a capitare una serie di imprevisti che renderanno divertente e sempre più complesso per loro gestire questo viaggio.

I libri di avventura non sono il mio genere preferito ed infatti il libro in sè non mi ha fatto impazzire, ma cavolo poche volte ho letto un libro più argentino di questo!
C'è tutto, tutto quello che può servire sapere prima di partire per un viaggio in Argentina: le privatizzazioni che lasciano sul lastrico la classe media, i lavoratori immigrati sfruttati allo sfinimento, i turisti pseudohippy che affollano la Patagonia, il passato delle grandi ribellioni, gli indios...
E poi c'è tanto mate, che gira di pagina in pagina e di bocca in bocca!
E soprattutto c'è l'asado, la nostra grigliata di carne, che i passeggeri decidono di fare sulla stufa del treno mentre son stati sequestrati: vi farà sorridere, ma io che gli argentini un po' ho imparato a conoscerli so che sarebbero benissimo in grado di farlo!!!

Se siete già stati in Patagonia ahimé questo libro vi farà venire una gran voglia di tornarci o per lo meno di sfogliare l'album delle fotografie...

H41 è la nuova birra della patagonia della Heineken
<<...Questa è l'Argentina. El Maitén è Argentina. Qui tutto ha un futuro, quello che non c'è è il presente. [...] E adesso, se permette, farò l'unica cosa sensata...>>
<<Mi arresta?>>
<<Vado a preparare l'arrosto...>>


21 luglio 2016

La birra della Patagonia

Mi son chiesta più volte se davvero facebook &compari potessero influenzare i nostri acquisti, perché io tutte ste pubblicità con cui mi martella non le guardo mai.
Ho anche avuto dei dubbi sugli algoritmi di Zuckerberg quando dopo gli attentati di Parigi continuava a sponsorizzarmi i post di quel delinquente di Salvini!

Poi mi son ritrovata al supermercato quasi apposta a comprare la nuoverrima birra H41 della Heineken: una birra che vanta di esser fatta con un rarissimo lievito della Patagonia. E per pubblicizzarla c'è un video con dei ghiacciai meravigliosi.
E l'ho comprata. Senza nemmeno vedere quanto costasse, senza chiedermi se avessi già il frigo pieno di birre come manco Homer ce l'ha: Zuckerberg hai vinto tu!


Di cosa sa la nuova Heineken che vanta questo raro lievito?
Non sono una fine esperta di birre, quindi posso solo dirvi che ha un gusto più forte rispetto ad una birra semplice.
Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:

Ma in Cile ho bevuto  la vera birra della Patagonia; si chiama Austral e vanta di essere - con molta fantasia- la birra più a sud del mondo.

Ma se volete essere super-patagonici allora dovete osare e provare la cerveza Austral Calafate. Alla domanda alla cameriera su che cosa significasse "calafate", la tizia mi ha risposto stupita "beh sa di calafate".
Il calafate ho scoperto troppo tardi che è una bacca che assomiglia ad un mirtillo, ma che ha un gusto che ricorda un'amarena.

Ed è così che ho sorseggiato una birra aromatizzata all'amarena, ma che sapeva di figo perché era la birra più a sud di tutte le altre birre! Un paio di sorsi però possono bastare!


E voi avete una birra che vi ricorda un viaggio in particolare?


04 luglio 2016

Lo zoo di Mendoza

Fonte Greenme
E' strano curiosare su facebook e scoprire che si parla di Mendoza.
Purtroppo non se ne parla per motivi piacevoli, ma oggi molti quotidiani italiani hanno riportato la notizia della morte di Arturo, l'orso bianco dello zoo di Mendoza.
[Qui l'articolo di Repubblica]

Son stata a Mendoza un anno intero e non sono mai stata allo zoo (anche perché non è mia abitudine) ma ne ho spesso sentito parlare.

Gli argentini, o per lo meno gli argentini di una classe sociale modesta, non sono particolarmente sensibili al problema dei maltrattamenti degli animali.
Per esempio le periferie son piene di cani randagi in ogni vicolo, ma nessuno si interessa a loro. E' anche vero che in certi posti le persone non vivono molto meglio di un cane randagio e quindi, fatte le dovute proporzioni tra i problemi, è anche giusto stabilire un certo tipo di priorità negli interventi.

Una volta nel Centro educativo dove lavoravo era stata organizzata una gita allo zoo ed ovviamente i bambini, come tutti i bambini del mondo, erano entusiasti di poter andare in gita e per di più a vedere gli animali.
Le mie colleghe, anche quelle più attente, non erano esattamente delle attiviste animaliste ma mi ricordo che il commento prima della partenza era stato "che peccato!"... e se lo dicevano loro ho capito che la situazione era proprio brutta.
Loro non mi hanno mai parlato di Arturo, l'orso polare che aveva una piscinetta profonda 50 cm e che aveva avuto la sfiga di finire in una città che è in mezzo al deserto.
Mi parlavano invece di Jorge, un enorme tartarugo che invece viveva in una vasca grossa come lui.

Sì lo so che non tutti gli zoo sono dei lager, che i nostri zoo hanno degli altri standard... ma credo che anche per i nostri bambini sarebbe più educativo vedere gli animali nel loro habitat: certo li priveremo della possibilità di vedere una giraffa e dovranno accontentarsi di qualche marmotta, ma forse impareranno ad apprezzare quello che hanno sotto il naso ed inizieranno a sognare di andare loro a vederli dal vivo quegli animali che da noi non ci sono!
Vai in cielo sicuramente.. All'inferno ci sei già stato quaggiù.
Fonte web



19 giugno 2016

Carlitos vs Capatoast

Rosario non è un granché come città, ve l'avevo già detto.

Monumento alla Bandiera a Rosario, Argentina

Agli argentini però piace -inspiegabilmente- un sacco e quando hanno saputo che ci sarei andata, oltre a dirmi che facevo benissimo ad inserirla  nel mio viaggio (incredibile che questo non mi avesse insospettito!), mi dicevano mi raccomando mangia un carlito!

Ricordandomi di queste sagge raccomandazioni al bar della spiaggia La Florida mi sono quindi lanciata e incuriosita ho ordinato un Carlito, anzi IL carlito che è pure patrimonio culturale della città.

Perchè non c'è la  foto del Carlito? Perché quando l'ho visto mi son cascate le braccia (sì, diciamo le braccia). Il Carlito - patrimonio culturale- è un toast. Non un toast strano: un classico toast prosciutto e formaggio. 'sto Carlito d'Argentina!

Qualche settimana fa invece a Torino ho pranzato in una toasteria in pieno centro, Capatoast, dove i toast sono giganteschi e ripieni di qualsiasi ben di dio. Per la serie che il mio enorme toast con la parmigiana all'interno ancora me lo sogno!

Capatoast: un piccolo toast 15 x 19 :)
4 amiche con un po' di appetito!

E mentre lo azzannavo elegantemente lo gustavo, ho ripensato a quella mattinata in spiaggia a mangiare un toast sgualfo, guardando un fiume marrone e ancora inconsapevole di essermi bruciata sotto il sole... e niente, l'Argentina ogni tanto mi manca per i motivi più illogici!

04 giugno 2016

#iPostiChe

Ho prenotato il volo per la mia prossima vacanza e la testa (ma non il portafoglio!) sta già pensando alle prossime vacanze!

Per questo mi è sembrato che il tag di Daniela (ideato da Nerogrigio) cascasse giusto a fagiUolo e chissà che qualche suggerimento possa farvi venire l'idea per un viaggetto!


Il posto....


... CHE PORTI NEL CUORE:

Avevo un sogno: vedere i pinguini! A Isla Magdalena (Cile) l'ho realizzato: di quel giorno ricordo il vento, il rumore dei pinguini ma soprattutto la gioia di quando son sbarcata a terra ed incredula mi ripetevo "ho visto un sacco di pinguini!"


... PIU' DIVERTENTE:

La mia prima volta a Roma è stata in terza media in gita.
Mi ero divertita un sacco e mi ero innamorata di questa città, in cui poi ho fatto in modo di tornare un sacco di volte. E non intendo smettere!



... PIU' COMMOVENTE:
Il Monte del Gozo, la collina da cui si vede Santiago, e su cui si erga il monumento a Giovanni Paolo II

Il Cammino di Santiago è l'esperienza più emozionante che abbia mai fatto. Dopo aver fatto quasi 400 km a piedi (perché ho fatto solo mezzo cammino), quando l'ultima mattina mi sono messa in cammino che era ancora buio pesto e mi mancavano solo più una ventina di km... beh mi son venute le lacrime agli occhi!

... PIU' DELUDENTE:
ushuaia-terra-del-fuoco

Ushuaia è la città più a sud del mondo e mi ha un po' delusa: me la immaginavo più selvaggia, più aspra, più estrema. Vale la pena di andarci perché se si è in Patagonia almeno sei arrivato in "culo al mondo", ma ci sono posti molto molto più belli!

... PIU' SORPRENDENTE:
Non ho foto ma io non ho mai visto una città come Ghadames in Libia.
Quello che temo è che nessuno potrà rivederla più nella sua semplicità e straordinarietà, ahimè.



... PIU' GUSTOSO:

Chi nomina Bruxelles per me nomina i primi e migliori waffle mai mangiati.
E chi dice waffle rischia di farmi sbavare sulla tastiera!


... CHE TI HA LASCIATO UN RICORDO PARTICOLARE:

Io adoro Sirmione: è un posto che conosco bene e dove in molti angoli ho ricordi particolari: sono ricordi soprattutto puzzosi visto che l'acqua termale non sa proprio di lavanda!

... PIU' ROMANTICO:
La casa di Neruda a Santiago del Cile era il nido d'amore, inizialmente segreto, con la sua ultima moglie Matilde Urrutia. Ma non è per questo che è il posto più romantico dove sia mai stata: c'erano 39 gradi e io avevo uno zaino pesante in spalla che ormai aveva creato un alone gigantesco sulla mia schiena. Quando sono uscita da quella casa mi son sentita leggera, pure un po' scema perché sorridevo al mondo, e mi sembrava di avere le farfalle nello stomaco. Non sto esagerando: in quel momento mi sono sentita innamorata. Di Neruda, della poesia. del mondo e pure un po' di me stessa.

... CHE VORRESTI RIVEDERE:
Vorrei andare di nuovo a Venezia dove son stata più volte, ma l'ultima avevo 12 anni: sarà ben ora di tornarci!


... DOVE TI PIACEREBBE ANDARE:

la mia prossima meta è la Polonia: chi mi aiuta?

Ora dovrei passare il premio a 10 blogger, ma son arrivata tardi e quindi molti di voi già lo hanno fatto... mi limeiterò a 5 blogger:
- Silvia--> lei scova solo posti originali, anche dietro l'angolo di casa
- Claudia --> lei viaggia tanto coi i libri, ma quando si muove sul serio mi porta una cartolina
- Maruzza --> che sarebbe capace di rispondere a tutte queste domande ricercando angoli nascosti di Ponza
- le chicks & trips --> il mio blog di viaggio di riferimento (perché non sono mai banali!)
- Enzo e Chiara --> viaggiatori davvero instancabili