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12 ottobre 2018

Bologna #unafotoalgiorno ( e una canzone al giorno)

Erano anni che non andavo via con le amiche e, anche se è stato brevissimo, in questo fine settimana a Bologna mi sono divertita proprio tanto.
Un grazie speciale anche a CdP & Silvia che mi hanno dato un sacco di dritte carine per vedere posti particolari di Bologna e mangiare tante cose buone.

Bologna è una città che mi è proprio piaciuta perché mi è parsa una città molto viva e vivibile, piena di gente che parla tante lingue diverse, orgogliosa della sua storia. Mi ha stupito piacevolmente questa città che conoscevo solo tramite le sue canzoni.

Giorno 0: Piazza Maggiore
Appena arrivati in centro a Bologna in una serata ancora calda siamo rimaste colpite dalla vivacità di questa piazza "grande" (come cantava Lucio Dalla). 
A Bologna ci sono sette segreti da scoprire e noi ci siamo subito divertite a cercare di capire se erano veri ;) Bologna mi è piaciuta perché è divertente.
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Giorno 1: la Torre degli Asinelli
Bologna è una vecchia signora (come dice Guccini) e vederla dall'alto ha un suo fascino, che ripaga della gran fatica. Bologna mi è piaciuta perché mi è apparsa  una città genuina ed orgogliosa della sua storia, anche quella più recente.
vista-su-bologna


Giorno 2: San Luca
Il Santuario di San Luca è imponente e ricco come tanti altri santuari in giro per il mondo, ma io un portico così lungo non lo avevo mai visto... e mica niente questo è un posto da record: a Bologna ci sono i portici più lunghi del mondo! Bologna mi è piaciuta perché dopo una camminata così ci va un signor pranzo e Bologna è una città golosa!

18 febbraio 2018

La forma dell'acqua

La forma dell'acqua ha vinto il Leone d'oro a Venezia.
E' così bello da meritare un premio così prestigioso? Mah! E' carino, stranissimo, ma non è così originale o coinvolgente da essere un film indimenticabile.

Siamo in piena Guerra Fredda in un laboratorio di Baltimora, dove lavora Elisa come donna delle pulizie.
Elisa è muta e ha come amico e vicino di casa un signore omosessuale con la fissa per i parrucchini e ha come amica e collega una signora afroamericana che cerca di far valere il suo ruolo all'interno del matrimonio.
In questo mondo di "diversi" ci mancava il "mostro": ovvero una creatura che è stata catturata nel Rio delle Amazzoni e che gli americani vogliono studiare e temono che i russi vogliano fregargliela.
Elisa mentre fa pulizia impara a conoscere la cosa che vive nell'acqua e siccome la cosa è dotata di cuore (e di pisello) nasce un grande amore.
Elisa non potrà permettere che gli facciano del male e in modo rocambolesco lo farà scappare con l'aiuto dei suoi amici.

Troppo sangue, troppo sesso, troppo strano per essere davvero bello.

Cose da ricordare: chi sembra un mostro non sempre lo è, chi non lo sembra invece può esserlo.

03 giugno 2017

La verità, vi spiego, sull'amore


La verità, vi spiego, sull'amore è un film con Ambra tratto dall'omonimo romanzo di Enrica Tesio.
Il libro -premessa- non l'ho letto, ma lei la conosco perché è una blogger molto simpatica: se devo scegliere un solo pezzo per me è imperdibile come spiega la sindrome premestruale!

Enrica, una vera torinese, racconta la sua storia vera: con una bimba di qualche mese e un bimbo poco più grande il suo compagno l'ha mollata. Nel suo libro -e poi nel film- lei racconta come è stato difficile elaborare la fine dell'amore e diventare una mamma single.

Questo film è simpatico e divertente, ha un buon ritmo e ha parecchie gag simpatiche.
MA non mi ha davvero convinta.

Secondo me è un bellissimo film... da vedere su canale 5! Nulla di più, però!

28 maggio 2017

Orecchie

-Vieni al cinema oggi pomeriggio?
-Oggi pomeriggio con il sole?
-A vedere cosa?
-Orecchie.
-Orecchie?!?!????!
-Una commedia italiana.

Solo quando sono stata seduta sulla poltroncina di un cinema semivuoto mi è stato detto "ops mi ero scordato di dirti che è in bianco e nero? shh che inizia!"



La storia è quella di una giornata di infernale di un ragazzo romano, un supplente di filosofia, che si sveglia con uno strano fischio alle orecchie e con la triste notizia che è morto il suo amico Luigi, ma lui non ha idea di chi sia questo Luigi.

Questo film è geniale per il cast: c'è un Rocco Papaleo che fa il prete svinazzato che fa morire dal ridere e il protagonista ha una mimica facciale che parla da sola.
La scelta delle musiche che accompagna ogni passaggio/disavventura di sto poverello è altrettanto geniale e perfetta.
Le inquadrature sono studiate nei minimi dettagli e ci sono delle fotografie di Roma che già da sole meriterebbero un applauso.
Ma soprattutto questo film fa ridere. Di quelle risate grosse che non si riescono a trattenere, quasi con le lacrime agli occhi: esilarante!
E poi ha una morale, chiara e pure semplice, di quelle che non lasciano dubbi.

Per cui quando si esce dal film si può chiacchierare tranquillamente di quanto facesse ridere il medico che dichiara che è rimasto incinto ma anche sul senso della vita e l'incapacità di prendere decisioni importanti.

Orecchie è uno di quei film che probabilmente vedranno in molti pochi ed è un gran peccato!

24 aprile 2017

L'altro volto della speranza

L'altro volto della speranza racconta di due storie di fuga molto differenti tra loro, ma destinate ad incrociarsi.

Un uomo finlandese sembrerebbe avere la classica crisi di mezza età: molla la moglie ubriacona, un lavoro poco soddisfacente e decide di ricominciare da zero comprando un ristorante.
Compresa nel prezzo c'è una piccola squadra che promette fin da subito di regalare più di un sorriso per quanto siano improbabili.
Parallelamente seguiamo anche la storia di Khaled, giunto in Finlandia  perché é scappato da Aleppo dopo che la sua casa e la sua famiglia sono stati bombardati da chissenefregachi (i russi, gli americani, l'isis o boh). Khaled fa la domanda per avere l'asilo politico ma gli viene negata.
Nel momento in cui è un clandestino incontrerà le due facce dell'Europa: quella della solidarietà tra persone in difficoltà e quella della destra xenofaba che accerchia il più debole.

Questo film stramerita di essere visto:

  •  in giorni come questo per tenere gli ccchi bene aperti quando risuona minaccioso il vento delle destre pericolose ;
  • perché tratta di un tema estremamente attuale come quello del diritto di asilo e la gestione dei profughi;
  • perché non è facile parlare di violenza e far sorridere insieme: Kaurimaski ci riesce benissimo!

15 aprile 2017

Titanic - la mostra a Torino

Se a fine anni '90 eravate delle ragazzine, probabilmente Leonardo Di Caprio ha segnato la vostra adolescenza.
Io in quegli anni ho visto Titanic un numero di volte che credo non mi bastino le dita delle mani e dei piedi per contarle. E ho sempre pianto con i singhiozzi, sempre.

Quando ho scoperto che a Torino c'era una mostra sul Titanic non ho nemmeno provato a resistere e ho organizzato una visita con le amiche
Se passate da Torino fino al 25 giugno, vi consiglio vivamente di mettere in programma una visita a questa mostra che ormai da anni fa il giro del mondo e per la prima volta arriva in Italia.

La mostra del Titanic a Torino porta con sè molti oggetti, dalle eliche della nave ad i diversi servizi di stoviglie ed ai vestiti ritrovati nelle valigie (per saperne di più vi consiglio di visitare il Blog di Roberta che ha fatto un post davvero dettagliato di quello che è esposto nella mostra).

Tutti gli oggetti raccontano nel loro piccolo un po' di quotidianità di quei tempi, ma quello che mi ha davvero colpito sono state le storie dei passeggeri che quasi per caso erano finiti sul Titanic (proprio come il "mio" Jack Dawson), quelli che sognavano il viaggio sulla nave più lussuosa di sempre, quelli che cercavano un futuro diverso ed avevano nelle loro valigie gli strumenti di un mestiere e quelli che hanno vissuto il resto della loro vita consci di essere sopravvissuti ad una tragedia immane.

Durante il percorso troverete la ricostruzione delle cabine delle diverse classi, accompagnati da musiche differenti che aiutano a ricostruire l'atmosfera che si viveva nelle diverse classi.
Quando si attraversa il corridoio della prima classe fa davvero effetto perché si ha l'impressione di non essere ad una mostra ma di stare davvero sulla nave,
Scendendo la musica lascia spazio al rumore dei motori della stiva e le stanze da solari ed illuminate diventano sempre più scure.

Piccola nota dolente: sulle bacheche che accompagnano i pezzi esposti ogni tanto ci sono degli errori ortografici/grammaticali e secondo me è inaccettabile in un contesto come questo!
Ed anche la tanto pubblicizzata stanza con l'iceberg non è niente di che.

A parte questo dettaglio, la mostra è davvero imperdibile e merita di dedicarci un pomeriggio!


11 aprile 2017

Cartolina da Genova

Mi piace raccontare i miei viaggetti con gli stati (quelli vecchi!) di whatsapp.
Mi piace con un'occhiata avere davanti l'intero riassunto di una vacanza.

Sono stata a Genova questo fine settimana: non ho fatto la turista-maestrina come piace solitamente a me. Niente guida alla mano e percorso studiato per non perdersi nulla.
Ho semplicemente gironzolato per le sue viuzze =scarpinato su e giù per i carrugi.
E' una città che stupisce per quanto si sviluppi in altezza e per quanto stretti siano tutti quei vicoli.
Stupisce ancora di più chi fino a quel momento l'ha vista solo dai cavalcavia dell'autostrada e si era fatto un'idea completamente diversa di questa città dai mille palazzoni.

E' una bella città, ma avrebbe bisogno di una gran bella ripulita: immondizia ovunque e muri imbrattati non sono un bel biglietto da visita.
Ho pure visto un topo in pieno centro alle 22 di sera: certo era solo mentre a Roma ho viste intere famiglie... ma mi fa schifo lo stesso!

Il posto di cui mi sono però innamorata è l'Acquario.

Il sito dice che per visitarlo ci vanno 2 ore e mezza. Non credeteci: noi ci abbiamo messo 4 ore.
Quando sarete "immersi" in tutte quelle vasche ritroverete il gusto dello stupore di quando si è bambini!

Acquario di Genova. Lo squalo zebra 

16 marzo 2017

50 sfumature di nero

Ho visto con le amiche 50 sfumature di nero,
Non avevo visto il "grigio", ma avevo letto il primo libro e qualcuno mi aveva detto che nel secondo capitolo l'imprendibile mr Grey capitola e chiede all'ex verginella di sposarlo!

Potrei lanciarmi in un'analisi sui motivi per cui la saga ha venduto così tanto, su quanto siano piatti i personaggi e su come Anastasia sia la donna più moscia dell'universo!

Potrei dirvi che la trama fa acqua da tutte le parti (memorabile la scena dell'elicottero!!!), che gli attori sono espressivi come due amebe e i doppiatori ci hanno messo la stessa verve che ci mette Maria De Filippi quando fa le telepromozioni.

Invece la mia recensione termina qui: vi dirò solo che io ho dormito alla grande, fino a quando non sono stata svegliata dalla risata fragorosa delle amiche!


16 gennaio 2017

Paterson

Paterson è un autista di pullman/poeta.
Ha una vita monotona:
- si sveglia sempre abbracciato alla moglie,
- fa la stessa colazione e lo stesso percorso per arrivare al lavoro,
- scrive poesie prima di iniziare il turno,
- chiede al suo capo come sta e poi ascolta le sue lamentele,
- guida per la cittadina,
- ascolta le nuove idee della moglie, un'artista che vuole sempre fare cose nuove... ma poi qualsiasi cosa faccia lo fa sempre nella stessa maniera ossessiva con geometrie bianche e nere (dalle decorazioni dei dolci al comprare una nuova chitarra "colorata").
- porta a spasso il cane dispettoso,
- si ferma sempre allo stesso pub.
Per sette giorni su sette sempre identico e anche la domenica la sua giornata non cambia poi di molto.

Due ore di film sulla pesantezza della vita non potevano di certo avere il ritmo della samba al Carnevale di Rio e riconosco che il regista ce l'ha messa tutta per smorzare la noia con piccole gag che regalano qualche sorriso.

Sette volte la stessa scena, quella della sveglia, sempre uguale con solo la scritta che cambia: Monday, Tuesday... Vi dico solo che quando dopo Sunday ho visto ricomparire Monday ho creduto di morire. Poi per mia fortuna era uno scherzetto del regista!

Se siete particolarmente filosofici il film vi piacerà molto e ne riconoscerete la poesia.
Se siete un po' spicci come me (e le signore che ho trovato nel bagno del cinema finita la proiezione) farete fatica a smettere di sbadigliare!

10 dicembre 2016

Snowden

Temevo che Snowden fosse un film incomprensibile per chi come me non si domanda nemmeno come funzioni un computer, per chi pensa che dentro al pc ci siano delle specie di umpalumpa che fanno muovere tutto.
Insomma, mi aspettavo una gran nerdata che mi avrebbe fatto addormentare dopo 10 minuti.

Poi ho scoperto che Snowden è patrocinato da Amnesty International e mi è venuto in mente che potrebbe essere un film di quelli interessanti.

La prima cosa da sapere è che Snowden è una storia vera: è la storia di uno di quegli eroi contemporanei di cui non sentiamo mai parlare, ma che ha rinunciato una vita comoda alle Hawaii per ritrovarsi a richiedere asilo alla Russia!


Edward Snowden cresce in una famiglia dove da generazioni gli uomini servono la Patria come militari, ma lui durante l'addestramento ha un infortunio e finisce così la sua carriera.
Edward però è un geniaccio a cui piacciono i computer e, dopo una bella gavetta, si ritrova a far carriera all'interno della CIA e della NSA: è nel grande mare di internet che si combatte la vera battaglia contro il terrorismo, non sui campi di battaglia in Iraq.
Riuscendo a intercettare probabili attentatori si possono evitare altri 11 settembre e salvare migliaia di vite.

Snowden scopre che, con la scusa/intento di controllare quante più persone ipoteticamente connesse ad un probabile terrorista, in realtà moltissimi cittadini statunitensi finiscono intercettati anche se non hanno niente a che fare con il terrorismo.
La prima reazione che mi è venuta spontanea è stata uguale a quella della fidanzata di Snowden: "Eh va beh tanto io non ho  nulla da nascondere".
Poi uno inizia a pensarci ed effettivamente è vero che sul mio pc/telefono/attività online troverebbero più cavolate che altro, ma davvero avrei piacere che qualcuno sapesse sempre che cosa faccio, che cosa cerco, che cosa guardo, che cosa dico?

Snowden decide di denunciare al mondo tutto questo, consapevole che le autorità del suo paese lo condanneranno per essere un traditore e lo accuseranno di mettere a rischio la sicurezza nazionale.

La questione è spinosa: a quanta libertà e privacy siamo disposti a rinunciare per essere più sicuri? e cos'è davvero la sicurezza?

Un film da vedere assolutamente! Per essere più consapevoli di quello che è oggi il nostro mondo.


01 dicembre 2016

Un fine settimana... sorprendente

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Vista dal Castello di Magliano Alfieri

Mi piacerebbe trovare le parole adatte per raccontarvi una domenica d'inverno con il sole a gironzolare tra le Langhe e il Roero, su e giù per le colline.

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Vista dalla Torre di Barbaresco
Vorrei avere quel minimo di conoscenze per sapere descrivere le differenze e le proprietà dei tanti bicchieri di vino assaggiati tra una tappa e l'altra: ma so solo dire "Buono".

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Tramonto dal Belvedere di Treisco
E vorrei poter dire qualcosa su un tramonto con il sole che si nasconde dietro il Monviso. Ovviamente neanche per questo ho le parole giuste.
Ma porto con me i ricordi di una bellissima domenica passate con degli amici speciali che non vedevo da un sacco di tempo... e questo post mi servirà per ricordarmi di tante cose che spesso si danno per scontate, ma scaldano il cuore!

19 novembre 2016

Io, Daniel Blake

Son convinta che se uno riesce a vedere un qualsiasi film di Ken Loach, regista famoso ma che fa film che non finiscono nel circuito delle grandi multisale, e poi  per caso si imbatte in un suo secondo film poi non se ne perderà più nessuno! A me è successo così e ora basta dirmi che un film è di Ken Loach per convincermi a vederlo.

Io, Daniel Blake è l'ultimo suo film, ha vinto la Palma d'oro a Cannes ed è  piaciuto un sacco pure a me!

Daniel Blake è un signor nessuno, un cittadino inglese qualsiasi che incappa nelle maglie della burocrazia e non ha nessun strumento per venirne fuori oltre alla sua dignità.

Daniel Blake ha sempre lavorato duro ed onestamente come carpentiere, ma ha avuto un infarto e il suo medico dice che non può più lavorare ed avrebbe diritto ad un sussidio per l'indennità da malattia. L'operatrice della sanità però segue freddamente ed in modo inflessibile le procedure e lo costringe a seguire tutto l'iter per richiedere la disoccupazione.
Daniel Blake segue tutte le indicazioni che gli danno, anche quelle più assurde, senza riuscirne a venire a capo ma dimostrando tutta la sua bontà quando "adotta" una mamma single con i suoi due bimbi che è finita nello stesso girone infernale degli uffici per i sussidi inglesi.

Questo film è anche un film sulla solidarietà, sulla capacità di saper dividere un piatto di minestra, sulla disperazione di chi non viene mai ascoltato, ma è soprattutto un film sul diritto di avere dei diritti e sull'incredibile dignità di chi esige di essere semplicemente un Cittadino.


Non sono un clientené un consumatorené un utentenon sono un lavativoun parassitaun mendicantenon sono un numero di previdenza socialeo un puntino sullo schermo
Ho pagato il dovuto, mai di meno, orgoglioso di farlo, non chino mai la testa ma guardo il prossimo negli occhi e lo aiuto quando posso. Non accetto e non chiedo elemosina. 
Io sono Daniel Blake, sono un uomo, non un cane e come tale esigo i miei diritti di essere trattato con rispetto. Sono un cittadino, niente di più e niente di meno.



Ti potrebbero interessare anche questi altri film di Ken Loach:


27 settembre 2016

Io prima di te

Io prima di te -film- riesce a non deludere le aspettative di chi come me ha adorato il libro di Jojo Moyes.

La storia sembra quasi scontata:
Louisa Clark è una buffissima dama di compagnia che deve rendere meno monotona la vita di Will, un giovane milionario che è rimasto paralizzato in seguito ad un incidente.
Ci nasce l'amore... ma non è una storia banale!

Ho letto Io prima di te mentre ero in Argentina e, per dare l'idea di quanto cavolo avessi pianto, dico sempre che ero stata costretta ad aprire il mio unico pacco di Pan di stelle per trovare un po' di consolazione.

L'idea di andare al cinema e che il film non mi piacesse o, peggio ancora, non mi facesse piangere mi spaventava parecchio.
Ed invece son stata proprio tanto soddisfatta = ho pianto come una fontana in maniera poco dignitosa.

La scelta vincente di questo film ha il nome di Emilia Clarke, l'attrice protagonista. Bella di una bellezza non banale, simpatica, espressiva... fantastica! (se lo dice persino il perfido Cannibal Kid potete crederci no?)
Lui invece è gnocco, punto e basta.


Il libro è un'altra cosa, sarò sincera: si ha il tempo di approfondire la storia, le sfumature e le sfaccettature della storia che nasce tra Lou e Will. Il film è più rapido ed ha un ritmo più incalzante: per forza di cose qualcosa lo si perde per strada!

Le lacrime del libro son lacrime di disperazione vera e propria, son lacrime incontenibili, son lacrime di incredulità.
Le lacrime del film son differenti, almeno per chi come me aveva già letto il libro: si sa già che cosa succederà  e tanti piccoli dettagli sparsi qua e là vi faranno già venire l'occhio lucido.
E poi si finisce comunque con i singhiozzi e tirando su con il naso con i fazzoletti in una mano e i biscotti nell'altra!

28 maggio 2016

Ci recchiamo a Recco #cit

Sono un po' -tanto- assente dal mio albero di ciliegie in quest'ultimo periodo: vuoi per il lavoro e vuoi per un bel po' di diversivi che mi sto concedendo!

Per esempio la scorsa settimana,complice un bel sole, sono andata a Recco con gli amici e mi son divertita un sacco.

Ad essere sincera la cittadina di Recco, in provincia di Genova, mi ha un po' deluso: a differenza di molti altri paesini liguri non ha un centro storico e non è niente di speciale.
E' la classica cittadine ipercostruita della Liguria, con un cavalcavia orribile che la taglia a metà.
Una bella passeggiata per Santa Margherita Ligure o Rapallo, a nemmenouna decina di km da Recco, è tutta un'altra cosa: si può passeggiare tra le tipiche case liguri e nelle viuzze strette strette ed affollate di turisti.
La spiaggia in questa zona della Liguria poi è tutta pietrosa, anche se è abbastanza larga.
Il castello di Rapallo sul mare

Ma diciamocelo, uno va a Recco soprattutto per assaggiare la famosa focaccia e, guarda caso, domenica c'era proprio la Sagra della Focaccia di Recco!
Io ero pronta a file interminabili ed ero psicologicamente pronta a ricevere mini-quadratini di focaccia ed invece davvero era tutto ben organizzato! Certo la fila c'era, ma scorreva velocemente e la focaccia che veniva regalata era buona e abbastanza grande. Essendoci una distribuzione continua da parte di più pastifici si potevano anche fare più giri di fila per gustare diverse ricette e valutarne le differenze. [dal libro delle piccole scuse sagge per piccoli ingordi]
Recco, Genova
Già questo mi avrebbe permesso di ricordare che questo fine settimana di maggio come un momento bellissimo, ma aggiungeteci anche un gruppo di amici splendidi con cui condividere tanti momenti divertenti (quelli che fanno ridere solo a chi li ha vissuti)!

In più la ciliegina sulla torta è stata LaLunga: solo alle vecchie glorie di blogger questo nome dirà qualcosa, perché ormai il suo blog "del piccione" non esiste più. Però con LaLunga in questi anni abbiamo costruito un'amicizia fatta di messaggini, scambi di confidenze e, soprattutto, un interesse sincero di come procedevano le cose una dell'altra. E in 7/8 anni non ci eravamo mai viste, nonostante ci conoscessimo  molto bene.
Ero agitata questa volta, perché se LaLunga fosse stata antipatica sarebbe stata una grande decisione!
Ed invece LaLunga è simpatica come lo era su blogger, come lo è nei messaggi e come lo è seduta guardando il mare.
LaLunga a Recco è uno dei tanti regali che mi ha fatto aver creato e curato questo piccolo spazio e, come dice il Liga, è un vizio che non voglio smettere mai...

18 maggio 2016

Andarsene

Claudia, la mia spacciatrice di libri, mi ha prestato un libricino piccino e colorato, come solo i Sur sanno essere, con il "compito" di finirlo velocemente ed andare insieme all'incontro con l'autore.
Ed è così che ho letto Andarsene (titolo originale Los afectos) del boliviano Rodrigo Hasbùn.
Quindi questa recensione è un po' particolare perché è il frutto degli appunti che ho febbrilmente preso mentre l'autore raccontava la storia di Andarsene.
Una foto pubblicata da @Giromondolibri (@claudia_giromondolibri) in data:

Andarsene vede come protagonista una donna veramente esistita, Monika Ertl, più nota come la vendicatrice di Che Guevara: infatti questa donna giustiziò l'uomo che aveva fatto tagliare le mani al cadavere del Che per poter provare di averlo veramente ucciso.

Monika Ertl
Occhio però a non confondere questo libro con un romanzo storico: lo stesso autore dichiara che non ha fatto un ritratto fedele dei personaggi e di essersi preso diverse libertà narrative. Rodrigo Hasbùn ha raccontato che l'idea di questo romanzo gli è venuta a Cochabamba, città boliviana dove è nato e da dove è emigrato per andare a vivere a Houston, bevendo una birra con un amico che gli ha chiesto se conoscesse la storia della famiglia Ertl.

La storia di questa famiglia è infatti molto particolare: papà-Hans Ertl dopo la fine del nazismo deve lasciare la Germania e si trasferisce con la moglie e le tre figliole in Bolivia, una terra a loro totalmente sconosciuta e di cui nemmeno conoscevano la lingua.

La storia si sviluppa come un album fotografico in cui viene data voce ai diversi membri della famiglia, che raccontano un pezzetto della loro storia e dal loro punto di vista: nelle storie, e tanto più in quelle familiari, è pericoloso raccontare la storia solo da una prospettiva.

Dalla storia di Che Guevara e della rivoluzione,l'autore riesce a non farsi troppo coinvolgere e rimanere abbastanza oggettivo perché, essendo fatti che non ha vissuto in prima persona, c'è una distanza emotiva che per gli scrittori coetanei dei suoi genitori sarebbe più difficile da mantenere: "è un'eredità. E' una storia che ho ricevuto e non ho vissuto in prima persona". [Hasbùn è del 1981 e Che Guevara è stato assassinato in Bolivia il 9 ottobre del 1967]


Io amo i libri in cui il lettore è protagonista, in cui mi sento coinvolta, in cui non devo solo leggere ma devo "ragionare": qui vengono presentate diversi pezzi di vita e sta poi a noi cercare i legami e farci le giuste domande.

Io darei un bacio in fronte ad uno scrittore che dice di rispettare così tanto il lettore da non volergli far perdere tempo e quindi di aver scelto di raccontare una storia che poteva avere anche 400 pagine in meno della metà, senza perdere di credibilità! Ad avercene di scrittori con il dono della sintesi e che son capaci di tagliare i fronzoli ed andare dritto al cuore del lettore!

Se non si fosse capito a me è piaciuto un sacco ascoltare l'intervento di Rodrigo Hasbùn e mi è piaciuto ancora di più il suo romanzo. Quindi se amate il SudAmerica prendetevi un po' di tempo per scoprire questa storia!

Non è vero che la memoria è un posto sicuro. Anche lì le cose si deformano e si perdono. Anche lì finiamo per allontanarci dalle persone che più amiamo.

16 maggio 2016

Una ciliegia al Salone del libro 2016

Dopo aver detto a destra e manca che quest'anno non ci sarei andata, sabato mattina i miei buoni propositi sono andati a farsi friggere e sono andata al Salone del libro.

In giro leggerete un sacco di post di lettori che, beati loro, amano questo luogo mentre a me, ahimè, proprio non piace e non mi ci trovo a mio agio. Nonostante questo lo sappia fin dalla primissima volta che ci sono andata, continuo imperterrita ad andarci (anche sfruttando lo sconto blogger perché 10 euro di entrata mi sembra abbastanza un furto!).
Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:
Il mio contributo al Salone del libro: ho consigliato il mio libro preferito. Ho paura torero di Pedro Lemebel


Devo anche ammettere che il sabato è un giorno quasi da suicidio al Salone, ma quest'anno non mi sembrava di passeggiare troppo pigiata come una sardina e quindi, almeno da questo punto di vista, mi è andata meglio del previsto.

Quello che mi confonde è la quantità infinita di libri che si trovano in un unico spazio.
E' molto raro che io riesca ad uscire a mani vuote da una biblioteca o una libreria, che sia piccina o enorme. Ma al Salone del libro io non trovo mai nulla che mi piaccia, o meglio trovo tanti libri che mi piacerebbero ma nessuno che mi folgori. Poi magari quello stesso titolo lo compro dopo qualche mese in un ambiente più tranquillo.

Lo scorso anno ero rimasta molto soddisfatta dopo l'incontro con D'Avenia, ma quest'anno non c'era nessuno che mi tentasse al punto di far un sacco di coda per ascoltarlo (nonostante l'agenda fosse ricchissima).

Alla fine ho comprato una LonelyPlanet scontatissima (vi dirò presto dove sto pensando di andare in vacanza!) e due libri al Libraccio, come sempre. Quindi al posto del Salone del Libro forse potrei regalarmi una gita in un mercatino dell'usato e ci guadagnerei!
Però ho portato a casa un sacco di segnalibri e, forse, per un po' non dovrebbero più verificarsi scene come questa.
Scontrino di fortuna durante la lettura dell'unico libro acquistato lo scorso anno al Salone al Libraccio: La lettera d'amore (belllo bello)




28 aprile 2016

I Minions

Sto correndo il rischio che mi chi passa per questo blog mi scambi per una fine intellettualoide che guarda solo film d'autore ed impegnati, ma vorrei rincuorarvi: son pirla poliedrica, non scordatevelo!

Qualche sera fa mi son fatta convincere da alcune amiche a vedere il film dei minions: non avevo mai visto Cattivissimo me (e prometto di rimediare) ma sapevo benissimo chi fossero questi cosini gialli perché sono dannatamente ovunque. 

Di loro sapevo poche cose:
  • hanno una forma di adorazione verso i cattivi --> quindi mi stavano potenzialmente simpatici
  • son pasticcioni --> e quindi mi sentivo affine
  • sono gialli --> e a me il giallo non piace proprio!
  • non parlano o quasi --> che nervoso!
Avevo i miei preconcetti e soprattutto mi chiedevo "ma che cavolo di storia si può costruire per un'ora e mezza con questa premessa?".

E alla fine mi son divertita un sacco! Nella prima parte si vede la storia dei minions, che volenterosi tentano in tutte le maniere di aiutare i cattivissmi della storia... io ho adorato il pezzo con il tirannosauro rex!



Nella seconda parte i minions son rimasti senza padrone e si mettono in viaggio per trovare qualcuno di veramente cattivo da servire: trovano Scarlett Sterminator, cattivissima che sogna di rubare la corona della Regina Elisabetta. Scarlett è diversa da me che sono una principessa romantica e una brava personcina e mi accontenterei di sposare Harry (e far casualmente fuori tutti gli altri eredi al trono!) per diventare regina. 

Ovviamente i minions prenderanno molto sul serio la loro missione e faranno danni a destra e manca!


Un film davvero divertente e da vedere per ridere una serata, anche se non è ai livelli di altri cartoni che guarderei e riguarderei ridendo alla grande come fosse sempre la prima volta!

Voi lo avete visto?

15 febbraio 2016

SanRemo è finito

Non mi son resa conto di quanto la mia passione per il Festival fosse palese fino all'anno in cui son partita  per l'Argentina: le persone non mi chiedevano quando sarei partita esattamente, ma se riuscivo a vedere Sanremo.

E anche quest'anno è finita! Dopo una settimana di Festival io ora sono più esausta e fusa di uno sveglissimo -e sempre sul pezzo- Garko.


Datemi ancora qualche giorno per riattivarmi dopo le maratone televisive infinite e la preparazione della solita, ma sempre diversa, festa a tema. Quest'anno il tema è stato San Remo l'unico Santo televisivo, con tanto di giochi e menù a tema.
Avrei voluto fare qualche foto, ma non ce l'ho fatta.
Mi son goduta la serata, gli amici, le canzoni... e soprattutto la vittoria per aver azzeccato al triade vincente!

E comunque son molto soddisfatta (e commossa) per la vittoria degli Stadio.


05 gennaio 2016

Quo vado?

C'è stato un tempo in cui mi schifavo i film di Checco Zalone: non li avevo mai visti, ma mi sembrava dessero sfogo alla peggio Italietta sgrammaticata.
Poi per caso ho visto Cado dalle nubi e mi sono innamorata: sai, quando dicono che un uomo per conquistarti devi farti ridere? Ecco, Checco a me ha fatto scompisciare dalle risate e per lui, e solo per lui, ho fatto quello che hanno fatto altri 7 milioni di italiani: son andata al cinema il giorno in cui è uscito.

La trama di Quo vado? la sapranno pure le pietre, visto che nelle ultime settimane Checco è stato in tv praticamente ovunque. Checco era un impiegato provinciale che non faceva un cavolo da mattina a sera, ma quando un cattivissimo ministro decide di chiudere le province per lui inizia l'inferno. Abbandonare il posto fisso accettando una buona liquidazione o rimanerci attaccato come una cozza allo scoglio? Il senatore Lino Banfi consiglia a Checco di non cedere mai e da lì iniziano le peripezie di Checco.

Quo vado? è bello?, sarà quello che vi state chiedendo se non siete tra quelli che son andati a vederlo già nel primo fine settimana.
Sì, a me ha fatto ridere di gusto. Checco gioca sui luoghi comuni più comuni (quando ho lavorato in Comune ho verificato che non è mica vero che negli enti pubblici ci si lima le unghie!), sui difetti degli italiani mammoni ma mette in luce anche un'Italia che cambia. Checco anche questa volta, come già aveva fatto in Cado dalle nubi, si innamora di una ragazza impegnata: la Valeria di Quo vado? è una ricercatrice italiana che lavora al Polo Nord, coraggiosa e cosmopolita. In un'Italia dove per decenni la donna delle commedie di Natale erano solo tette e culi mi sembra una cosa assolutamente non scontata.

I primi due film di Checco Zalone son più divertenti, non c'è dubbio. Sole a catinelle a me non aveva fatto impazzire, anche se mi ero comunque divertita: secondo me Quo vado? è più bello.

E voi l'avete visto l'ultimo film di Checco Zalone? Vi è piaciuto?

05 novembre 2015

Nuvolette e ciliegie: giro del mondo in un pomeriggio

Abbiamo passeggiato per le vie di Torino in un sabato pomeriggio insolitamente affollato di streghette,zombie e mostricciattoli, io e Francesca.

torino-città
Adoro guardare Torino dalla Gran Madre 
Abbiamo girato il mondo in un pomeriggio io e Francesca: abbiamo ripercorso i chilometri del cammino di Santiago, nuotato con i delfini, siamo rabbrividite per la troppa aria condizionata in Canada. Abbiamo percorso il pianeta da Nord a Sud, da Capo Nord a Ushuaia, trovando molte più similitudini che differenze, Son persino finita a far dry canyoning in Val d'Aosta! Ma soprattutto son entrata in un gabinetto giapponese! 

Ci sono gioie dell'essere blogger che non avevo assolutamente previsto quando ho iniziato questa avventura e che ogni volta mi stupiscono per l'immediatezza di certe relazioni tra apparenti sconosciuti! E son felice di questo progettino che è una ciliegia tira l'altra...