Stomachion

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martedƬ 30 dicembre 2025

Il casco matematico di Isack Hadjar: il principio di Bernoulli

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Isack Hadjar ĆØ un giovane pilota francese di origini algerine che ha esordito in Formula 1 proprio nel corso della stagione 2025, che ha visto la vittoria finale di Lando Norris tra i piloti e della McLaren tra i costruttori. Ha guidato tutta la stagione nella Racing Bulls, la scuderia satellite della Red Bull, e a fine stagione ha ricevuto la promozione a pilota titolare in quest'ultima squadra al fianco di Max Verstappen.
Come molti commentatori del settore hanno notato, il secondo sedile della Red Bull negli ultimi anni non è stato esattamente un sedile comodo per chiunque ci si sia seduto, per cui non è detto che questa promozione sia una buona cosa per Hadjar, che in ogni caso ha già messo come si suol dire le "mani avanti", affermando qualcosa del tipo "è impossibile battere Max". In questo senso le premesse rispetto ai suoi predecessori sono sicuramente migliori, visto che la sua idea sembra essere quella di tenere le aspettative basse (anche le sue!). Altro elemento che gioca a suo favore è che la Red Bull è cambiata abbastanza da aver creato un ambiente che potrebbe essere molto più paziente rispetto a come lo è stato con i precedenti piloti che hanno affiancato Verstappen.
Non è, però, su questi discorsi che voglio concentrami, ma, come intuibile dal titolo, sul casco che Hadjar ha portato in giro per il mondo nel corso di questo 2025. E se non ne ho scritto prima, è per il semplice motivo che solo a fine stagione ho scoperto, leggendo questo articolo, che il padre di Isack, Yassine Hasjar, è un fisico.
Questi, come si può dedurre dal suo profilo su Reasearch Gate, è ricercatore presso l'Università della Tecnologia di Troyes (Université de Technologie de Troyes), in Francia, dove si occupa di nanofisica e ottica quantistica. E ha, evidentemente, disegnato il casco del figlio, che è diventato una celebrazione vera e propria della fisica e di molti dei suoi protagonisti, come Albert Einstein, Max Palck, Erwin Schrodinger (il cui nome sul casco è scritto male...), Werner Heisenberg e altri.

lunedƬ 1 settembre 2025

Cavalcare l'onda dell'asfalto

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Torniamo a parlare di Formula 1, ma non dell'esito della gara di ieri (vinta da Oscar Piastri), bensì di una curva particolare del circuito di Zandvoort in Olanda, rientrato nel calendario nel 2021, dove la gara si è corsa.
La pista, riprogettata dalla ditta italiana Dromo, specializzata proprio nel design dei circuiti da corsa, ha progettato curva 3 del tracciato, nota come Hugenholtz (John Hugenholtz ĆØ stato un progettista di tracciati da corsa, tra cui Suzuka e Zolder), ispirandosi alla sequenza di Fibonacci (come ho scoperto leggendo un articolo di Federico Albano).
Ricordo che la sequenza di Fibonacci ĆØ la seguente:

lunedƬ 28 luglio 2025

L'acqua, l'asfalto e le formula 1

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Il Gran Premio del Belgio 2025 di Formula 1, conclusosi con la vittoria di Oscar Piastri, ha riproposto un tema che si presenta ormai da anni: correre con pista bagnata. Il problema, infatti, non sono tanto le condizioni meteo, quanto la quantitĆ  di acqua che queste vetture sollevano in aria, rendendo la visibilitĆ  difficile e quindi spingendo la direzione corsa a non prendersi la responsabilitĆ  di mettere i piloti in condizioni estreme (con eventuali conseguenza anche gravi in caso di incidenti).
Qualche tempo fa ero incappato in una notizia che poi ho cercato giusto ieri nell'attesa che il gran premio riprendesse dopo un primo tentativo: in Germania sembra che siano riusciti a sviluppare un asfalto in grado di assorbire l'acqua. Non avendo, però, trovato news con fonti attendibili, mi sono messo a cercare su Google Scholar, incappando in questo articolo: The Performance of Super Absorbent Polymer (SAP) Water-Retaining Asphalt Mixture

mercoledƬ 28 maggio 2025

Di ali che flettono

E' cosa nota dall'inizio della stagione di Formula 1 che nel Gran Premio di Barcellona, che si svolgerà proprio nel fine settimana che sta arrivando (quello dell'1 giugno) cambieranno i test di controllo sulla resistenza ai carichi delle ali davanti. Per cui può essere interessante provare a raccontare proprio la fisica delle ali di Formula 1. Iniziamo con la questione dell'attrito (che avevo affrontato alcuni anni fa nel ciclismo), che spesso viene indicato con il termine drag.
L'equazione che regola l'attrito (o resistenza all'avanzamento) ĆØ \[F_d = \frac{1}{2} \rho u^2 c_d A\] dove \(\rho\) ĆØ la densitĆ  del fluido, \(u\) la velocitĆ  dei flussi, \(c_d\) il coefficiente d'attrito, \(A\) l'area. In soldoni questa ĆØ la forza che preme su una qualsiasi ala, sia essa posteriore o anteriore, e quindi ĆØ inevitabile che generi delle deformazioni sulla stessa, flettendola in funzione dell'elasticitĆ  del materiale con cui essa ĆØ costruita.

mercoledƬ 7 maggio 2025

Freschi come i freni della McLaren

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Oscar Piastri in testa al Gran Premio di Miami 2025 - via MotorSportWeek
In effetti l'usuale link post (più o meno) periodico doveva essere quello che alla fine ho dedicato alla passeggiata casuale dell'elefante, per cui non pensavo di proporne uno vero e ufficiale così presto. E invece c'è una questione che sta coinvolgendo il mondo della Formula 1 legato alla capacità della McLaren, che sta dominando l'attuale campionato, di gestire gli pneumatici. Si sono rincorse diverse voci nel caso, una delle più strane e, in qualche modo, improbabili, dovute a quanto pare alla Red Bull, suggeriva che il team britannico utilizzasse acqua dentro gli pneumatici stessi! E invece, come riportato da Salvo Sardina tra la seconda e la terza puntata del podcast WarmUp, sembra che invece ciò sia dovuto a particolari materiali utilizzati nella costruzione dei freni stessi. E allora ecco scattare la mia curiosità per cercare di capire se qualcosa in questo campo è stato fatto proprio nel campo della ricerca dei materiali.
Ed ecco una lista interessante, non esaustiva, di articoli che in effetti vanno nella direzione dello studio dei sistemi frenanti delle automobili, iniziando da Thermal characterization of insulating materials:

mercoledƬ 17 luglio 2024

Paralipomeni di Alice: Inseguimenti in pista

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Sul 22.mo volume della serie Matematica della Gazzetta dello Sport, Maurizio Codogno, curatore della collana, propone un interessante problema di "corse". Vi propongo il testo in maniera integrale:
Marco e Mirco corrono su un ciruito a velocitĆ  costanti ma diverse tra di loro, partendo dallo stesso punto, ma percorrendo la pista in direzioni opposte, e si incontrano dopo 1 minuto. Poi provano a percorrere la pista nella stessa direzione, sempre partendo da uno stesso punto, e stavolta si incontrano dopo un'ora. Qual ĆØ il rapporto tra le loro velocitĆ ?
Ovviamente per siolvere il problema bisogna partire comunque dalla classica formula che definisce la velocitĆ  di un oggetto:

giovedƬ 1 febbraio 2024

Ho perso le parole

Avevo voglia di scrivere qualcosa. Non che di bozze da sistemare e pubblicare non ne abbia, o che non avessi una qualche idea su cui scrivere, ma poi ho letto la notizia shock.
E ho perso le parole.

domenica 2 settembre 2018

Il più grande pilota di Formula 1

Mentre i tifosi ferraristi si dividono tra chi maledice Kimi Raikkonen per aver fatto la pole position davati a Sebastian Vettel e chi, con l'impeccabile logica del tifoso che può modificarsi da gran premio a gran premio, afferma qualcosa del tipo se nel tempio della velocità Raikkonen è arrivato davanti a Vettel, allora Raikkonen è più veloce, vi propongo un paio di articoli che potrebbero aiutare a dirimere la più annosa delle questioni aperte nel mondo della Formula 1: il pilota più veloce di tutti i tempi!
Eichenberger, R., & Stadelmann, D. (2009). Who is the Best Formula 1 Driver?: An Economic Approach to Evaluating Talent. Economic Analysis and Policy, 39(3), 389. doi:10.1016/S0313-5926(09)50035-5
Who is the best formula 1 driver? Until today it was impossible to answer this question because the observable performance of a driver depends both on his talent and the quality of his cars. In this paper, we for the first time separate driver talent from car quality by econometrically analyzing data covering 57 years of Formula 1 racing. Our estimates also control for the number of drivers finishing, technical breakdowns and many other variables that influence race results. While Michael Schumacher is often believed to be the best driver, he is overtaken by Juan Manuel Fangio and Jim Clark.
Phillips, A. J. (2014). Uncovering Formula One driver performances from 1950 to 2013 by adjusting for team and competition effects. Journal of Quantitative Analysis in Sports, 10(2), 261-278. doi:10.1515/jqas-2013-0031
Subjective ratings of the best drivers in the history of Formula One are common, but objective analyses are hampered by the difficulties involved in comparing drivers who raced for different teams and in different eras. Here, we present a new method for comparing performances within and between eras. Using a statistical model, we estimate driver and team contributions to performance, as well as the effects of competition with other drivers. By adjusting for team and competition effects, underlying driver performances are revealed. Using this method, we compute adjusted scoring rates for 1950–2013. Driver performances are then compared using: (i) peak performances for 1-year, 3-year, and 5-year intervals; and (ii) number of championships. Overall, these comparisons rank Clark, Stewart, Fangio, Alonso, and Schumacher as the five greatest drivers. We confirm the model’s accuracy by comparing its performance predictions to 2010–2013 lap-time data. The results of the analysis are generally in good agreement with expert opinions regarding driver performances. However, the model also identifies several undervalued and overvalued driver performances, which are discussed. This is the first objective method for comparing Formula One drivers that has yielded sensible results. The model adds a valuable perspective to previous subjective analyses.
Mentre qualcuno di voi immagino giĆ  si stia chiedendo se qualcuno di questi sforzi verrĆ  un giorno premiato con un IgNobel, mi preme ricordare che l'autore dell'ultimo articolo, Andrew Phillips, ha spiegato la metodologia applicata in un blog, producendo una dettagliata classifica dei primi sessanta piloti di tutti i tempi. Tra l'altro Andrew ĆØ anche un biologo, quindi ĆØ abbastanza certo l'approccio scientifico alla materia.
Lo so. C'ĆØ un'altra domanda inespressa che aleggia nell'aria. E per te quale sarebbe il miglior pilota di tutti i tempi? Che domande! Sono tre: Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, che non sarĆ  sceso sulla Luna ma ha pilotato il modulo di comando in orbita intorno al nostro satellite.

sabato 22 marzo 2014

Ayrton

E' un pilota per cui ho avuto odio e adorazione. Prima perchƩ sconfiggeva quasi a mani basse Mansell, che mi stava simpatico (il baffo come quello di mio padre) e poi riuscendo a vincere il Gran Premio di Montecarlo senza darsi mai per vinto in un'annata in cui era impossibile anche solo non arrivare doppiati.
Ieri ĆØ stato il compleanno di Ayrton Senna: Google gli ha regalato un doodle (via zetterstrom) e la McLaren l'ha ricordato con una bella serie di tweet:

domenica 22 aprile 2012

Formula 1 in Bahrain

C'è qualcosa di surreale nel gran premio, che sembra non verrà sospeso, che si correrà a breve in un Bahrain messo a ferro e fuoco dalla popolazione che manifesta contro il ricco tiranno, che va tenuto buono perché ha i soldi per sostenere buona parte dei conti dello sport motoristico di alta velocità.
C'ĆØ veramente qualcosa di surreale se, dopo una notte di scontri, nessuno dei piloti o delle scuderie ha deciso di ritirarsi dalla competizione, se ad esempio Alonso dice:
una gara che si preannuncia molto dura, soprattutto per gli pneumatici
o se Domenicali dice:
Mi aspetto una corsa molto dura, per le macchine, per i piloti e per le squadre
o se Hamilton dice
Non ricordo tanto vento in pista se non a Barcellona. Non ĆØ semplice gestire la situazione
Non sarà una situazione semplice da gestire, no di certo, ma per voi piloti e gente nei box saranno queste il massimo delle complicazioni. Nulla di più. Perché per voi, un gesto di solidarietà, costa miliardi, mentre per chi difende i propri diritti, può costare molto di più... E' poi indicativo il commento di Jean Todt:
giusto venire in Bahrain, nessun danno immagine
Secondo lui la gente, una minoranza, ĆØ contraria al Gran Premio, non a chi lo finanzia, ovvero il sovrano del Bahrain. E in fondo ĆØ la stessa cosa che pensa Ecclestone: E infine c'ĆØ il ruolo del giornalismo in tutto questo:
E ci sono gli esempi in un campo:

E nell'altro:
I commenti dei piloti sono tratti da Repubblica.it

lunedƬ 22 febbraio 2010

La migliore?

Alonso dice della nuova Ferrari che è la miglior macchina che abbia mai guidato. Però aggiunge anche:
Dove potremmo migliorare ĆØ negli short runs con poco carburante a bordo
Gli stessi difetti della scorsa stagione, in sostanza...

lunedƬ 5 ottobre 2009

Alonso countdown

Inizia il conto alla rovescia per l'arrivo di Alonso in Ferrari: non sono molto contento, ma in ogni caso da ferrarista si tiferĆ  comunque per lo spagnolo.
Intanto il mondiale di Formula 1 prosegue con il Gran Premio del Giappone, che come quello di Singapore, non ho visto. Mentre in quel caso vinse Hamilton, questa volta tocca a Vettel, che vince davanti a Trulli e proprio al britannico della McLaren. Kimi appena fuori dal podio, mentre Fisico arriva 12.mo, dopo aver subito uno spettacolare sorpasso da Kovalainen all'uscita dai box (l'ho visto ai tg vari: sorpasso veramente bello, con un Fisichella semplicemente irriconoscibile!).

lunedƬ 14 settembre 2009

Andamento lento

Però ha comunque portato sul podio, anche grazie all'incidente di Luis Hamilton che, non si sa se per via dell'erba sintetica bagnata o per colpa di un qualche guasto meccanico, è stato costretto al ritiro dal Gran Premio d'Italia proprio all'ultimo giro!
In ogni caso sembrava di essere, comunque, ai bei tempi, con la festa rossa per Kimi giunto terzo, ma soprattutto con una vecchia conoscenza sul gradino più alto, Rubens Barrichello. Tra l'altro il suo citare, in conferenza stampa, di quanto è stato bello vedere tutti quei tifosi in rosso anche se non in bianco (questa secondo me l'ha aggiunta per non offendere troppo i colori della nuova scuderia, ma non credo che il suo capo, il mitico Ross Brawn, si sarebbe offeso più di tanto), è indicativo di quanto sia rimasto rosso dentro!
Il suo compagno di squadra, in testa alla classifica mondiale, Jenson Button, arriva buon secondo, mentre Fisico ottiene un onorevolissimo nono posto: la sua gara è stata ovviamente problematica a causa dei noti limiti della Ferrari e dei problemi avuti da entrambe le vetture con le mescole più dure.
Ed ecco: piuttosto che parlare della classifica, di una gara che ha riservato emozioni solo nella partenza e nei primi giri, e in qualche sporadico errore dei piloti dovuto più che altro al loro desiderio di animare una corsa noiosa e anonima (vedi Trulli che prova a superare Nakajima), mi sembra d'obbligo spendere qualche parola sulla Ferrari, che per il secondo Gran Premio consecutivo viene braccata da una Force India, questa volta quella guidata da Sutil (ma con gli assetti di Fisichella!) e che giunge a 30 secondi da Rubens e quindi a circa 28 secondi da Hamilton, da cui al rientro dal secondo pit stop aveva circa 4 o 5 secondi di ritardo (tra l'altro non ho capito perché è rientrato così presto, rispetto alla fermata precedente, quando l'aveva quasi preso).
Quindi GP difficile, chiuso con un terzo posto un po' deludente, con una Brawn GP che incamera dei punti importanti in vista di Singapore, gara in notturna dove a causa delle temperature molto probabilmente dovrĆ  soffrire.

lunedƬ 7 settembre 2009

Una scelta di lungo periodo

Nella settimana di Monza commento la notizia che ha infiammato lo scorso fine settimana: Fisico alla Ferrari!
Dopo i due deludenti gran premi di Badoer, forse proprio per le difficoltĆ  della McLaren nel recente GP del Belgio, la Ferrari chiama Giancarlo Fisichella per fare quei punti necessari per portare la scuderia al terzo posto nella classifica costruttori. L'impresa che attende Fisico ĆØ quanto mai improba, considerando non la concorrenza di Kimi (in fondo i due sono sulla stessa, brutta barca), quanto per l'assenza di sviluppi seri e importanti per la vettura almeno per questa stagione.
Al di lĆ , comunque, del fatto sportivo, restano anche le dichiarazioni di Montezemolo:
Ci tenevamo tutti ad avere a Monza un pilota italiano sulla nostra macchina e inoltre si tratta di una scelta di lungo periodo, perchƩ sarƠ il terzo pilota per Ferrari.

Oltre alle parole di stima, queste suggeriscono due cose: la quasi certezza della scuderia di Maranello di avere tre vetture in gara il prossimo anno, oltre al fatto che la terza vettura sarƠ nelle mani di Fisichella, chiudendo cosƬ ogni illazione su un ritorno di Schumi e riducendo al minimo le possibilitƠ di un arrivo anticipato di Alonso.
A dire il vero questa scelta e queste parole mi fanno sbilanciare sulla squadra per la stagione 2011: Massa (che rientrerĆ  l'anno prossimo), Alonso e Kubica, che sembra sia stato in ballottaggio con il nostro pilota fino all'ultimo.
Certo il futuro potrebbe smentirmi (e magari la Ferrari potrƠ accontentare il mio cuore assumendo il grandissimo Nico Rosberg: non lasciamolo andare in McLaren nƩ restare in Williams, per favore!), ma nel frattempo restiamo a sognare una doppietta a Monza con Fisico davanti a tutti!

lunedƬ 31 agosto 2009

Il nodo della Ferrari

Probabilmente il tempo per festeggiare la vittoria di Raikkonen in Belgio la Ferrari se lo concederĆ , considerando che l'unico problema che il team ha, nell'immediato, ĆØ attendere gli esiti per gli ultimi esami specialistici che Felipe Massa dovrĆ  fare. Da questi esami, molto probabilmente, dipenderĆ  il futuro di Luca Badoer e, nell'immediato, le sue possibilitĆ  di correre il Gran Premio d'Italia.
Poiché, infatti, nonostante tutto il rispetto per il collaudatore della Rossa di Maranello, al momento la scuderia Ferrari sta combattendo per il terzo posto tra i costruttori con un solo pilota, un rientro molto in ritardo del piccolo brasiliano potrebbe convincere la scuderia a ingaggiare un pilota più bravo e abituato alle corse, come ad esempio Fisichella il cui nome è sempre più insistentemente accostato alla scuderia italiana.
Giunto secondo dietro a Kimi, si propone per quella che per molti è la sua nuova vettura per tutto il resto della stagione con una gara strepitosa e in generale un fine settimana impeccabile o quasi: forse stanno tutti bluffando e il Fisico ha più di una speranza che lo ha spinto in quel delle Ardenne? Ripeto: tutto dipenderà dagli esiti degli esami. Prima Felipe rientra nelle corse (magari subito dopo Monza), più sarà probabile vedere Badoer ancora sulla Ferrari, altrimenti una sua mancata sostituzione non solo confermerebbe un disimpegno forte dal progetto 2009, ma addirittura un rigetto, un modo per dire: non ci interessa nemmeno per ottenere dei soldi in più.
Dietro Kimi e Fisico, però, si fa luce Vettel, giovane pilota che in molti vedono sulla Ferrari tra qualche anno, forse finita l'avventura sulla Red Bull. Il giovane tedesco, che già sulla Toro Rosso dello scorso anno aveva dimostrato tutto il suo valore, con una gara attenta e fatta di giri veloci, ottiene il gradino più basso del podio, giungendo davanti alle due BMW di, nell'ordine, Kubica e Heidfeld.
Il podio, comunque, si gioca praticamente tutto tra il primo giro e la ripartenza dovuta all'ingresso della safety car a causa di un mega incidente dovuto a un eccesso di adrenalina di Grosjean, il giovane pilota della Renault (forse aveva ragione Piquet senior quando criticò Briatore per il taglio del figlio). In quelle fasi Kimi agguanta prima il terzo posto, scartando Barrichello fermo al via (giunto 7.mo davanti a Rosberg e, se non erro, con un contratto a gettone, come Fisichella), poi il secondo ai danni di una BMW, e poi, dopo la safety car, alla ripartenza supera Fisico e sembra in grado di andarsene. Al primo pit stop ha un vantaggio di un paio di secondi, che però si vedrà ridotto nel corso della gara: la Force India ha perso per il kers o, più semplicemente, per il fatto che, safety car o meno, nella prima parte della gara la Ferrari era più forte e quindi il sorpasso di Kimi prima della fermata ai box sarebbe stato inevitabile.
Il podio di Vettel, però, è stata una concessione prima dei problemi di Rubens, che alla fine ha comunque recuperato molte posizioni (era dopo la safety dietro a Badoer), poi dai problemi di Alonso, che guidando una vettura estremamente pesante, era terzo subito dietro i due cavalieri di Ferrari e Force India. Purtroppo un urto in partenza con il compagno di Fisico, Sutil (che in questi ultimi mesi ha ricevuto incomprensibili complimenti sulle sue presunte qualità, ma mi pare che il suo stile di guida non sia cambiato di molto), gli ha creato prima problemi al cambio degli pneumatici con notevole perdita di tempo, e poi lo ha costretto al ritiro.
La McLaren, che era in grande difficoltà, è riuscita nel frattempo con un solo stop, a tamponare l'allungo della Ferrari grazie a Kovalainen, sesto, e nonostante Hamilton sia stato subito buttato fuori dalla corsa. In fondo la scuderia di Ron Dennis può contare su due piloti.
In tutto questo a ridere sono Vettel, che si riprende la leadership nella squadra (che non penso sia mai stata messa in discussione neanche quando Webber andava più forte), e Button, anch'egli buttato fuori nel mega incidente del via, considerando i problemi in partenza di Barrichello. Speriamo, però, che alla fine i due punti del brasiliano raccolti in Belgio possano essere determinanti per lo sprint al titolo, perché...
Una volta ferrarista, ferrarista per sempre!

lunedƬ 24 agosto 2009

In attesa di Felipe

Con una combinazione di strategia e giri veloci Rubens Barrichello (una volta ferrarista, ferrarista per sempre!) e Kimi Raikkonen raggiungono rispettivamente il primo e il terso posto nel Gran Premio d'Europa che per il secondo anno si corre a Valencia, cittĆ  che ha anche ospitato l'altra grande competizione sportiva che raccoglie soldi in diritti televisivi, la Coppa America.
In questo modo mentre la Brawn GP e il suo capo, titolare e stratega Ross (anche per lui valgono le stesse parole - una volta ferrarista, ferrarista per sempre! - nonostante lo... sgarro!) tornano a sorridere, anche se la settimana prossima in Belgio (la gara di Schumacher, un peccato non ce l'abbia fatta a tornare, anche se non avrebbe risolto poi molto) dovrebbero tornare a soffrire con le Red Bull che sicuramente faranno valere nuovamente la forza della loro aereodinamica. Questo fine settimana, però, mentre Vettel (il prolungamento del contratto vuol semplicemente dire che salirà il prezzo del cartellino) viene appiedato dal motore Renault, Webber praticamente corre solo per la firma, sorpassato in prestazioni e strategia sia da Button, che limita i danni, sia da Kubica, che torna a punti proprio dopo l'annuncio del ritiro della BMW dalle corse (speriamo che il ritiro non sia completo, magari limitandosi alla fornitura dei motori, perché no con un ritorno alla Williams in caccia della sostituto del Toyota).
Un po' anonimo l'idolo di casa, Alonso (non mi stupirei se alla fine non andasse in Ferrari: ricordiamo che Jean Todt, anche se ora non comanda più, non lo ha mai tenuto in considerazione nemmeno come sostituto del Re!), finito subito davanti Button e dietro a Rosberg, che nel finale è andato in caccia di Kovalainen: il finnico della McLaren, con un assetto leggermente diverso, ha forse pagato più di Hamilton, finito secondo, i problemi con il secondo e il terzo set di gomme, considerando soprattutto che anche Kimi ha avuto problemi sempre con il secondo treno.
C'è da chiedersi allora: se la McLaren sviluppando (e c'è voluto veramente poco) è riuscita a battagliare con la Brawn per la vittoria finale (uno dei motivi della sconfitta è stato il solito pasticcio ai box, l'altro il grande stato di forma di Barrichello e della sua vettura), perché in Ferrari continuano a portare pochi aggiornamenti (secondo le parole dei commentatori, è stata l'unica vettura ad avere poche novità rispetto all'Ungheria) ed essere ancora lì? Sembra che le manchi veramente poco per ritornare la più forte e solo una grande stagione 2010 potrà farli perdonare di questo mancato sviluppo (che per tutti, comunque, sembra procedere molto lentamente).
Si può dire, tranquillamente, che nei risultati di quest'anno, soprattutto negli ultimi, c'è tanto dei piloti e molto meno delle vetture: in questo senso (e magari in Belgio finisce sul podio: ne è anche capace!), Badoer non è sembrata la scelta più opportuna per sostituire Massa, sempre che alla fine non si dimostri che Felipe sta recuperando così in fretta da rientrare prima della fine del campionato: speriamo bene!

martedƬ 28 luglio 2009

Dedicato a Felipe

Le ultimissime notizie dicono che Felipe rischia l'occhio sinistro, e qui si fermano le brutte notizie della giornata di ieri: per il resto sembra che tutto vada bene. La sostituzione di Massa, quindi, sembra debba essere a lungo termine (praticamente definitiva, oserei dire a questo punto), questo potrebbe spingere la Ferrari, finalmente, a puntare su un giovane pilota, da far crescere nel corso di una stagione in cui, in maniera non proprio ufficiale, si è deciso di non sviluppare più l'attuale vettura. Una vettura che, però, proprio in Ungheria si stava comportando molto bene, sia grazie al box, quasi impeccabile, sia grazie ai piloti, soprattutto Kimi Raikkonen, finalmente di un altro pianeta.
La sue possibilitĆ  di vittoria sono state frenate solo da un problema di affidabilitĆ  e quindi solo il desiderio di portare a casa un risultato positivo in un week-end difficile hanno suggerito una maggiore prudenza nel finale.
Mentre la vittoria è andata alla McLaren, lei si in recupero (solo col prossimo Gran Premio di Valencia sapremo se veramente la Ferrari avrà rinunciato allo sviluppo dell'attuale F60 o no), magistralmente guidata da Hamilton, la Renault combina un pasticcio al primo pit stop costringendo Alonso al ritiro, causa perdita pezzi e pneumatico, e spingendo la federazione, sull'onda dell'emozione per l'incidente del giorno prima a Massa, a squalificare la squadra francese per un turno. Non penso che questa squalifica e la difficile situazione di Felipe spingeranno Ferrare e Alonso ad anticipare il loro annunciatissimo matrimonio, anche perché Kimi domenica è stato eccezionale sia in partenza (sembrava quello che ha lottato con Alonso per il titolo ai tempi della McLaren), sia durante la gara.
Fin qui tre dei quattro piloti più forti in assoluto (avrete capito che il quarto è Massa, che al momento speriamo che si riprenda completamente, occhi a parte), poi il resto del gruppo, guidato da Webber giunto terzo, diventato l'avversario principale (e probabilmente unico) di Button (7.mo alla fine) nella corsa al titolo 2009. Il pilota australiano, aiutato da una comunque buona Red Bull, è riuscito a portare a casa un podio che forse, con Alonso in campo, sarebbe stato molto più difficile da ottenere.
Per il resto alla fine bene Rosberg (dategli un'auto decente l'anno prossimo, per favore!), bene le due Toyota che con una buona strategia sono riuscite a recuperare dalle posizioni di rincalzo in cui erano finite, senza dimenticare Kovalainen, che continua a combattere con una monoposto vecchia di un gran premio.
Nel complesso, comunque, se venisse confermata la notizia dello sviluppo bloccato della F60, come tifoso potrei solo dire: un vero peccato, visto che si iniziavano a vedere i risultati del buon lavoro del Cavallino Rampante. D'altra parte, però, concentrarsi sulla stagione 2010, come ha dimostrato la Brawn GP, potrebbe portare alla Ferrari un vantaggio che, considerando le disponibilità dell'azienda italiana, sarebbe difficilmente colmabile nel corso della stagione, e allora, forse, Alondo potrebbe anche allontanarsi dalla rossa.

lunedƬ 13 luglio 2009

Un po' di respiro in Germania

Il respiro è quello che prende la Ferrari con il terzo posto di Felipe Massa, per la prima volta quest'anno sul podio. Mentre la rossa di Raikkonen ha dei problemi con il radiatore (forse bucato da un detrito nelle prime fasi di gara), costringendolo così al ritiro, le vetture di Ross Brawn si eliminano a causa di una tattica errata: al momento non sono più così forti da potersi permettere tre pit stop senza essere sopravanzati dagli avversari più immediati: la Red Bull di quel genio di Neway, la Ferrari in recupero (lento), la Williams intelligentemente gestita da un bravo team e guidata da un abile pilota come Rosberg, che forse su un'altra vettura avrebbe ottenuto, in cariera, molti più risultati interessanti.
In generale, comunque, questo Gran Premio di Germania 2009 risulta bello e interessante: da una parte per il drive trough che ha dovuto scontare Marc Webber, alla fine trionfatore assoluto della gara, a causa della maschia partenza con Barrichello (che vede ripetersi le scelte da secondo pilota inflittegli già ai tempi della Ferrari, e questo inzia a innervosirlo), dall'altra il recupero delle prestazioni da parte delle altre vetture. Nelle fasi iniziali, infatti, oltre a Red Bull, Ferrari e Williams, la corsa veniva animata anche dalla McLaren, anche se con il solo Kovalainen (Hamilton purtroppo è stato eliminato da una foratura a inizio gara che ne ha condizionato il resto, anche se vista la scomparsa del finlandese della McLaren, giunto alla fine 8.o, si può immaginare che ancora di strada da fare ce ne sia), e dalla Force India che con Sutil è rimasta tra i primi dieci almeno fino all'incidente con Raikkonen che lo ha costretto a cambiare il muso.
Insomma una gara appassionante, che ha riservato sorprese e spettacolo nelle posizioni di rincalzo, anche nel finale quando Alonso, che voci danno sempre più vicino a Maranello (anche se preferirei che venisse Neway!), con una Renault estremamente veloce ha attaccato fino all'ultima curva la 6.a posizione di Barrichello.
Le premesse per vedere una seconda parte di stagione molto meno noiosa della prima ci sono tutte e queste sono legate a quanto vicine saranno nel futuro le prestazioni delle varie monoposto.

lunedƬ 8 giugno 2009

Deliri di un tifoso ferrarista abbattuto

Dopo aver perso il titolo dell'anno scorso con Felipe Massa per una cattiva gestione ai box, questa nuova stagione inizia all'insegna della crisi, una crisi tecnica che non colpisce solo la Ferrari, ma anche la McLaren e le altre protagoniste della scorsa stagione, dalla BMW alla Toyota (anche se, in quest'ultimo caso, la crisi ĆØ meno pesante e evidente) passando per la Renault, che nel finale della scorsa stagione aveva dato segni di ripresa. Il motivo? I nuovi regolamenti in materia di aereodinamica.
L'affermazione è suffragata da varie dichiarazioni di Ross Brawn, titolare della scuderia ed ex ferrarista (ancora con il cuore a Maranello), che però, capito che non sarebbe diventato il successore di Todt, decise di prendersi prima un anno di pausa e poi tornare insieme alla Honda. La Brawn GP, infatti, è la figlia diretta della Bar Honda delle scorse stagioni, impossibile da guidare e portare al traguardo nel 2008, tanto che il team decise di concentrarsi, e a ragione, sulla nuova stagione. Torniamo, però, alle dichiarazioni di Brawn. Innanzitutto questa:
Quello che vediamo oggi ĆØ una logica conseguenza degli ultimi due anni. Ferrari e McLaren hanno lottato per il titolo e hanno concentrato poco le proprie attenzioni sui grandi cambiamenti regolamentari. Per noi non si ĆØ trattata di una decisione intelligente, ma molto semplice. La nostra macchina non era all’altezza e cosi ci siamo chiesti: Abbiamo tempo da perdere? Per loro, la scelta ĆØ stata molto più difficile, ma sono due buone squadre e recupereranno
(da Formula1News)

Conferma, qualora ce ne fosse bisogno, le alte qualitĆ  del direttore della scuderia che sta dominando questo campionato, un progetto che, guarda un po', sembra ricordare la Ferrari invincibile del 2004!
Un'altra affermazione interessante ĆØ poi la seguente
Nel marzo 2008 avevo fatto questa offerta. Per essere franco, non ho detto ai colleghi che avrei fatto tale diffusore perché non volevo dire su cosa stavo lavorando, ma ho proposto delle disposizioni che avrebbero semplificato la lettura della tela, per renderla meno aleatoria. La mia proposta è stata rifiutata, per cui non mi sento responsabile di nulla.
Le regole che avevo proposto avrebbero posto fine a tutta una serie di interpretazioni. Non avremmo visto questi diffusori o certi elementi aerodinamici all'anteriore delle monoposto. Ci sarebbero state delle vetture ben precise. Quando abbiamo iniziato a lavorare sulle macchine 2009 è stato chiaro che l'ordinamento ci autorizzava a fare alcune cose, ma nessuno si era preoccupato di ragionare su un impianto diverso. Oggi tutti vogliono delle norme più definite.
(da Motorsport)

Questa dichiarazione sembra confermare, anche se non in maniera netta e forte, l'affermazione di un giornalista sportivo (non ne ricordo il nome) ospite ieri sera alla Domenica Sportiva Estate, secondo cui le attuali regole del campionato di Formula 1 sono state redatte dallo stesso Ross Brawn e questo spiega perché la vettura proposta dal suo team sia la più forte.
Gli avversari, non disponendo, come la RedBull, di un genio come Adrian Neway, si ritrovano molto più indietro rispetto alla vettura in questo momento magistralmente guidata da Jenson Button. Da notare, a tal proposito, che altri due protagonisti dell'anno, Mark Webber e Jarno Trulli, sono tutti piloti che non hanno mai, veramente, avuto l'occasione di brillare in vetture competitive. Forse il solo Jarno, nella nascente Renault di Alonso, in effetti ha una storia simile a quella di Jenson: Briatore, però, probabilmente intuendo i problemi che la convivenza tra lo spagnolo e l'italiano avrebbe prodotto (Jarno avrebbe potuto tranquillamente puntare al titolo sin dall'anno successivo alla sua vittoria a Monaco nel 2004, se fosse rimasto nella scuderia francese), gli consentì, addirittura a stagione in corso, di passare ai giapponesi.
Ora l'occasione ĆØ finita nelle mani del britannico, ma poteva tranquillamente capitare al nostro pilota abruzzese.
Torniamo, però, al mondiale: da un confronto con la scorsa stagione, limitandosi al recente Gran Premio di Turchia, si vede come a rallentare sono stati un po' tutti (da poco meno di un secondo fino anche a due) mentre gli unici ad essere nettamente migliorati sono stati quelli della RedBull. Se confrontiamo il giro veloce in prova, osserviamo che Vettel, il più veloce quest'anno, è stato più lento di un secondo e mezzo circa del Felipe Massa dello scorso anno, mentre in gara Button è stato più lento di un secondo rispetto al giro veloce di Raikkonen dello scorso anno. Nonostante questo, però, Jenson (che l'anno scorso chiuse a un giro dal brasiliano in rosso) ha concluso il gran premio 25 secondi prima del Massa dello scorso anno.
Alla fin fine, quindi, c'è qualcosa che non torna: mentre le prestazioni velocistiche sono calate, quelle di percorrenza restano fondamentalmente identiche rispetto all'anno scorso, almeno guardando i primi della classe. A questo dobbiamo anche aggiungere un'ultima, terrificante considerazione, almeno per quel che riguarda lo spettacolo. Button, in pratica, quest'anno si è risparmiato, altrimenti sarebbe sceso ancora di più rispetto al tempo complessivo dello scorso anno. Il divario tra la Brawn e la RedBull è maggiore rispetto al divario Ferrari-McLaren della scorsa stagione (c'era una lieve preferenza verso la Rossa, che l'anno scorso non è stata sfruttata dal box per portare Felipe davanti a tutti), mentre il distacco della Toyota quest'anno sembra superiore al distacco della BMW dello scorso anno. Questo ha prodotto per questi primi 7 gran premi della stagione 2009 una serie di gran premi con poco spettacolo, poco appassionanti, mentre con le regole dello scorso anno, sono convinto non solo che avremmo avuto la BMW nella lotta per il titolo, ma anche la Toyota e forse anche la RedBull, sempre grazie a quel genio di Neway.
Per ora, come ferraristi, ci teniamo questi risultati e questa stagione, invitando i tifosi a non prendersela con i piloti: loro fanno del loro meglio con il materiale tecnico che il team mette loro a disposizione, mentre i veri colpevoli, al momento, sono i tecnici che si sono fatti trovare impreparati dalle novitĆ  regolamentari, pensando di poter mantenere facilmente il divario tecnico con gli avversari (e il discorso vale, peri pari, anche per Ron Dennis e soci).

P.S.: il confronto tra le due stagioni ĆØ stato fatto utilizzando le statistiche presenti su Formula1News

lunedƬ 29 settembre 2008

Che notte, quella notte!

In particolare quella di Singapore che celebra in questo 2008 il primo Gran Premio in notturna, vinto meritatamente, ma anche con un pizzico di fortuna, da Fernando Alonso, che in un certo senso non solo lancia un segnale ai suoi colleghi (è ancora un campione!), ma anche alla Renault di fornirgli una monoposto decente per la prossima stagione (almeno se vogliono ancora lui come pilota) e in ultimo alla Ferrari, quasi a voler dire alla scuderia di Maranello di non farsi sfuggire quello che probabilmente è il più forte pilota al momento.
Dietro Alonso giunge un soprendente Rosberg, che speriamo finisca presto su una monoposto competitiva, e un controllato Hamilton, che sfrutta gli ennesimi errori del box Ferrari per consolidare la sua prima posizione in classifica, mentre la McLaren sfrutta un presunto errore di Raikkonen per portarsi in testa, di un punto, nella classifica costruttori.
Comunque tutto inizia bene, anzi meglio per la Ferrari: mantenute le posizioni, dopo i primi giri di riscaldamento, con la fuga iniziale di Massa, ecco che anche il finlandese in rosso inizia un costante e travolgente recupero su Hamilton secondo, realizzando giri veloci a ripetizione. L'arrivo del campione del mondo viene però frenato da Piquet jr., che non controlla più l'auto e finisce la sua gara contro i muri, costringendo la safety car a rientrare. Ed ecco i primi problemi: Rosberg e Kubica sono costretti a rientrare, prendendo così la penalità di una fermata di dieci secondi ai box. La penalità, anche grazie alla presenza di un lentissimo Fisichella terzo in quel momento, non influirà eccessivamente sul risultato finale di Rosberg, secondo alla fine, mentre getterà definitivamente nelle retrovie il polacco della BMW.
All'apertura della pit lane succede di tutto: Barrichello si ferma per problemi al motore, mentre inizia l'assalto ai box. E l'assalto ha fatto le sue vittime, la più illustre Massa, che viene fatto partire in anticipo dal meccanico addetto al semaforo: il brasiliano, così, si porta dietro il tubo del rifornimento, travolgendo un meccanico e rischiando l'incidente con Sutil (si noti che, dopo questo incidente, ai successivi pit stop viene rispolverato il lecca lecca!). Felipe si ferma vicino all'uscita in attesa dell'intervento dei meccanici, ma la gara è ormai persa. E sembra persa anche quella di Kimi, ma solo grazie alla pazienza e alla tattica il finlandese riesce a issarsi al 5.o posto, e a quel punto succede l'incredibile: a una decina di giri dalla fine entra la safety car per consentire la rimozione della monoposto di Sutil (che, incredibile, era riuscito a evitare l'incidente, almeno fino a quel momento!), e così la gara viene azzerata per la seconda volta. Rinasce la speranza di vedere Kimi battagliare per il podio: la sfida è innanzitutto con Glock (che ha concluso 4.o). Il nostro si fa vedere spesso dietro al tedesco della Toyota, ma un attegiamento troppo aggressivo sui cordoli a 4 giri dalla fine, probabilmente un cambiamento minimo rispetto al solito nella traiettoria, è sufficiente a far perdere al campione del mondo il controllo della vettura: gara finita, e probabilmente anche sogni di gloria sia di Massa, sia di Ferrari.
Certo, fino a che la matematica non da per spacciati i rossi di Maranello, ma con questo box la speranza non sembra essere molta...

P.S.:Prossimamente, prometto, tornerò su questo Gran Premio, ma non per parlare degli aspetti sportivi.