Stomachion

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giovedƬ 28 marzo 2024

Energia in Africa. Energia dall'Africa

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Ero lì che volevo scrivere due righe, ma non sapevo cosa, poi ecco l'illuminazione: segnalare l'impegno di oggi, che forse avrei dovuto segnalarvelo prima. Oggi a Cascina Cuccagna a Milano l'amico Roberto Rizzo racconterà qualcosa sull'Africa e sull'energia, per conto del Circolo Legambiente Zanna Bianca. I dettagli dell'evento li potete trovare sul sito di Cascina Cuccagna. Io sarò lì per curare la registrazione dell'intervento di Roberto (non sarò solo!). Poi sarò anche io coinvolto in uno degli eventi di Zanna Bianca, ma avremo tempo per parlarne.

domenica 11 settembre 2022

Topolino #3485: Vita nell'oscuritĆ 

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Il quarto episodio di Minaccia dallo spazio di Francesco Vacca e Casty mette in scena un confronto, almeno per me abbastanza prevedibile, tra la Terra, rappresentata da Topolino e Atomino Bip Bip, e il pianeta ramingo, che scopriamo i suoi abitanti chiamano Adilos. In effetti due settimane fa mistavo facendo scappare proprio l'ipotesi che il pianeta ramingo si sarebbe rivelato abitato, alla fine limitandomi semplicemente a ricordare come, secondo gli astronomi, con le opportune condizioni, un pianeta allontanato dalla sua stella d'origine avrebbe potuto sostenere la vita sulla sua superficie per un periodo relativamente lungo.
Il confronto su Adilos, ad ogni modo, è proprio la parte più interessante della storia, ed è inevitabile non leggerci un riflesso della politica del nostro pianeta, in particolare quella degli ultimi anni, basata su slogan contro coloro che in qualche modo vengono ritenuti, a torto o a ragione, come delle minacce. Ovviamente l'episodio è un esplicito invito al lettore alla collaborazione come soluzione per riuscire a risolvere i problemi comuni.

mercoledƬ 27 ottobre 2021

La fusione del MIT

In questo periodo che la moda comunicativa piace identificare come transizione ecologica, mi sono ritrovato nella timeline sia di twitter sia di mastodon discorsi su e intorno all'energia nucleare. Per cui mi ĆØ sembrato un buon periodo per provare a scrivere qualcosa su un annuncio fatto un po' di tempo fa dal MIT: MIT-designed project achieves major advance toward fusion energy.
Avete letto bene: fusione, con evidente riferimento al processo di fusione nucleare.
L'energia nucleare che ci circonda, quella su cui si basano i processi che vengono studiati nella ricerca nucleare di base, ĆØ sostanzialmente di due tipi: la fissione e la fusione.

sabato 3 luglio 2021

Energize Me

Gli After Forever sono stati una band olandese di genere symphonic metal. Il nome deriva dall'omonima traccia, la seconda, presente in Master of Reality, terzo album dei Black Sabbath. La band, formatasi nel 1995 come doom metal, virò verso il symphonic con l'ingresso della cantante che restò con loro fino allo scioglimento avvenuto nel 2009: Floor Jansen, la stessa che attualmente è la voce dei Nightwish.
Il pezzo che vi faccio ascoltare ĆØ Energize Me, tratto dall'ultimo album della band, After Forever, che giĆ  nel titolo sembra una celebrazione della carriera della band stessa.
Energize me with a simple touch or with an open heart
Energize me, fire up this flame that's burning between us

sabato 15 febbraio 2014

La conservazione dell'energia del Sole

Oggi la cattura e la conservazione dell'energia del Sole viene fatta attraverso i pannelli solari, che possiamo considerare come un primo, primitivo passo verso un controllo energetico consapevole. La strada che si potrebbe seguire sembra quella, immaginata da molti scrittori di fantascienza, di un controllo diretto dell'energia delle stelle, a incominciare da quella del Sole. E uno dei primi progetti per la cattura e la conservazione della sua energia non viene da uno scrittore, ma dall'ingegnere e inventore Charles William Siemens, nato tedesco come Carl Wilhelm e che spese la maggior parte della sua vita su suolo britannico, prendendone la nazionalitĆ .
Una delle sue invenzioni più fantascientifiche e decisamente irrealistiche (anche ai giorni nostri, a dire il vero) è sicuramente quella sorta di fornace galattica che avrebbe dovuto raccogliere e conservare proprio l'energia del Sole, altrimenti in massima parte dispersa nello spazio. Alla base di questa idea c'erano alcuni punti cardine, come la presenza di carbonio o di vapore acqueo nello spazio interplanetario, che si sarebbero dovuti dissociare per l'interazione con le radiazioni solari.
Il fantastico e fantascientifico sogno di Siemens, illustrato dall'immagine qui sopra, presente nell'articolo, uscito su Nature (pag. 440 del vol.25), che è la trasposizione integrale di una lezione dell'inventore presso la Royal Society, può essere ben riassunto dalle sue parole conclusive, che quasi rappresentano un invito a seguire la strada da lui indicata:
Se queste condizioni dovessero essere giustificate, noi guadagneremmo la soddisfazione che il nostro sistema solare non ci impressionerebbe più con l'idea di una prodigiosa dissipazione di energia nello spazio, ma piuttosto con l'azione ben ordinata e autosufficiente, in grado di perpetuare la radiazione solare al futuro remoto.

(via Ptak Science Books)
Siemens C.W. (1882). On the Conservation of Solar Energy, Nature, 25 (645) 440-444. DOI:

venerdƬ 8 maggio 2009

La fine dei minerali metallici

Quasi tutti i limiti di sostenibilita' sono stati superati: questo e' vero per le terre destinate all'agricoltura (quindi per i cibo), il pesce che peschiamo nei mari, per le risorse energetiche (petrolio, gas, uranio), per l'immissione di anidride carbonica nell'atmosfera...
Perseguendo l'idea della crescita economica (basata sulla ricerca del profitto e tenuta in vita dalla competizione tra le aziende) la nostra civilta' sta correndo sempre piu' veloce (esponenzialmente) verso un muro; questo si "vociferava" da tanto ma ora il muro e' li dietro l'angolo, lo vediamo. Lo scontro non sara' qualcosa che riguardera' le generazioni future ma noi, tra qualche anno, domani.

Ci troviamo di fronte alle piu' grandi crisi che la nostra civita' ha mai dovuto affrontare; il cancro capitalista sta intaccando gli organi vitali del sistema.

Nel grafico seguente potete vedere quanti anni rimangono prima che diversi minerali metallici (ipotizzando un ritmo produttivo del 2% annuo) finiscano:



In base al ritmo attuale il ferro finira' tra meno di 50 anni; stronzio e argento 10 anni; oro e zinco 15; piombo e cadmio 20; mercurio e rame 25.

E' facile immaginare l'impatto della fine di questi minerali per la civilta' industriale (elettrica ed elettronica ...).

(Riflessione veloce: forse questo spiega meglio la necessita' di militarizzare le discariche... le miniere del futuro...)

Un articolo approfondito lo trovate su:
http://www.hcss.nl/en/publication/1051/Metal-minerals-scarcity:-A-call-for-managed-auster.html
o anche su:
http://europe.theoildrum.com/node/5239

lunedƬ 21 luglio 2008

Conan (11): IRIS

Continuiamo a dare un'occhiata ai seminari di Energia per il futuro, in questo caso passiamo a Evoluzione della tecnologia dei Reattori Nucleari negli ultimi cinquant'anni e nel prossimo futuro. Il reattore IRIS e le sue prospettive. di Carlo Lombardi, tenutosi il 9 maggio 2007 all'UniversitĆ  di Milano.
Il buon Lombardi, dopo aver velocemente fatto una storia del nucleare con i suoi più importanti incidenti (sostanzialmente si è limitato solo a quelli di Three Mile Island e di Cernobyl), ha esposto una serie di dati tecnici sulla sicurezza e sulla validità economica di centrali nucleari di quarta generazione, in particolare di IRIS. Il progetto di questo reattore è presentato da un consorzio costituito da aziende private (tra cui l'ENEA) e da università (tra cui il Politecnico di Milano e le università di Pisa e Roma, oltre al Politecnico di Torino) ed è uno dei più avanzati. Le sue caratteristiche, prendendole dall'ultima diapositiva del seminario di Lombardi, sono:

- Safety-by-design™
- Nessuna nuova tecnologia
- Bassissima probabilitĆ di fusione nocciolo
- No evacuazione popolazione
- SemplicitĆ 
- No materiali attivati fuori recipiente a pressione
- Facile smantellamento
- Adatto a paesi sviluppati e in via di sviluppo
- La taglia media e la modularitĆ consentono di seguire le necessitĆ del mercato e riducono gli esborsi capitale
- Pronto per il 2012-2015

Un vero affare! Soprattutto considerando che, nel frattempo, in Finlandia ĆØ in costruzione un nuovo reattore di una generazione intermedia tra la 3.a e la 4.a che dovrebbe essere pronto tra una decina di anni, ma che ĆØ conveniente solo con i prezzi attuali e che sta giĆ  subendo una serie di ritardi a causa degli ambientalisti, che ovviamente vogliono essere sicuri della salute dei finlandesi e del posto in cui vivono (vedi SuperQuark di un paio di settimane fa).
Interessante, poi, da notare che, nonostante il referendum contrario al nucleare, ben 5 istituti italiani sono coinvolti nel progetto: dal punto di vista della ricerca ciò non può essere altro che un bene, soprattutto considerando che iniziamo così a recuperare un po' del terreno perso in questi decenni. Bisogna comunque sperare che l'Italia non lasci da parte lo sviluppo di energie alternative in cui il nostro paese può essere un produttore e, perché no, anche un esportatore, come potrebbe fare l'Islanda con l'energia geotermica (il cui percorso è iniziato, guarda un po', proprio in Italia! - vedi la puntata di SuperQuark della scorsa settimana).
A conti fatti, mentre il seminario di Lombardi sembra piuttosto uno spot realizzato per l'ambiente accademico del progetto IRIS, mentre l'Italia si avvia verso una direzione che, dal punto di vista economico, diventerĆ  con gli anni sempre meno sostenibile e vantaggiosa, forse dovremo iniziare a dotarci di pannelli solari autonomi per la produzione dell'energia e dell'acqua calda.
E speriamo, soprattutto, di svegliarci, altrimenti il domani sarĆ  tutto ceneri e sete.

Puntate precedenti:
1 - L'effetto dell'uomo sulla Terra

Per approfondire:
- The Nuclear Accident at Three Miles Island
- IRIS Official Web Site

P.S.: notate che, subito dopo l'http://, nel sito ufficiale di IRIS, compare la parola hulk. Considerando quello che è successo al povero Bruce Banner, questo inizio non mi fa stare poi così tranquillo...

domenica 6 luglio 2008

Conan (10): l'effetto dell'uomo sulla Terra

I problemi connessi all'uso delle attuali fonti di energia e a nuovi o rinnovati metodi di produzione, toccano profondamente a tutti i livelli lo sviluppo futuro dell'intera comunita' umana. Nella nostra societa' la sensibilita' verso questi temi e' in crescita, come dimostrano i numerosi dibattiti sull'argomento, nei quali tuttavia si tralasciano spesso aspetti tecnici e scientifici essenziali.

Così inizia la pagina Energia per il futuro, ideata dall'INFN di Milano, che raccoglie la documentazione relativa ai seminari e ai convegni effettuati sul tema. L'idea di questo e di futuri post è quella di raccontare, nel modo più chiaro possibile, ai lettori le più recenti discussioni su tali argomenti, molto importanti per il nostro futuro e quello dei nostri figli.
Oggi iniziamo con Cambiamenti climatici di natura antropica: veritĆ  scientifica o teoria ancora da dimostrare? di Maurizio Maugeri.
Il seminario si è svolto il 26 Marzo del 2007, ma grazie alla presentazione resa disponibile presso il sito dell'iniziativa, è possibile esaminare i ragionamenti e le conclusioni del dr.Maugeri. L'idea di partenza di Maugeri è di cercare di fare chiarezza tra tutte le informazioni catastrofiche che ogni giorno passano attraverso i mass media, spesso proposte da persone non del campo e, nella migliore delle ipotesi, non verificate dai giornalisti. A fronte di una serie di dati sperimentali noti sul nostro ecosistema, Maugeri illustra le difficoltà e la complessità nella realizzazione di un modello teorico in grado di descrivere il clima anche di una zona limitata del pianeta e quindi di prevedere gli sviluppi futuri e comprendere a pieno l'incidenza delle condizioni iniziali. Tra le certezze inequivocabili c'è, comunque, l'aumento della temperatura media del pianeta, che è parallelo con l'aumento dei gas serra nell'atmosfera. Ciò sposta quindi il problema su una semplice questione: se è possibile associare la maggior parte di tale aumento alle attività umane. Il relatore, alla fine, non pensa che sia necessario, allo stato attuale delle conoscenze teoriche, prendere posizione per uno o l'altro dei piatti della bilancia, criticando l'allarmismo (appena accennato, devo dire) di quelle stesse fonti (IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change) che fanno da base scientifica per il documentario di Al Gore, Una scomoda verità, che gli ha valso il premio Oscar, oltre che il Nobel per la pace per il suo impegno a favore dell'ambiente.
Queste le sue parole conclusive:

Non siamo ancora in grado di modellizzare in modo del tutto efficace il sistema climatico e pertanto non siamo in grado di rispondere in modo quantitativo a molte importanti domande sull’entitĆ  del contributo antropico al riscaldamento presente e a quello futuro.

E a questo punto lanciare la palla ai politici ĆØ forse l'unico suicidio assistito possibile.

venerdƬ 23 maggio 2008

Energia nucleare: ritorno alle centrali?

Giusto ieri Scaiola, ministro dello sviluppo economico del 4.o governo Berlusconi, ha annunciato la reintroduzione del nucleare in Italia, attraverso la messa in opera di un cantiere per al costruzione di una centrale di nuova generazione (terza), mentre le centrali di quarta generazione sono sempre più vicine ad essere pronte al loro esordio. Certo considerando l'emergenza pensare di utilizzare il solare e l'eolico è cosa che non entra nella testa di nessuno, forse perché il centro produttivo del paese è sempre coperto da cielo grigio, mentre la maggior parte dell'Italia, che con il suo sole e il suo vento potrebbe dare energia al paese e fors'anche all'Europa tutta, non ha nessun diritto di sviluppo, né economico né tantomeno energetico. A parte il fatto che, dal famoso referendum degli anni Ottanta, non abbiamo neanche sviluppato la ricerca sul nucleare, eccovi le conclusioni di un articolo scaricabile dal sito di ASPO Italia:

Non c’ĆØ dubbio che nei prossimi anni vedremo un tentativo di riprendere lo sviluppo
dell’energia nucleare, che era in stasi dagli anni 1980. Quanto questo tentativo avrĆ  successo, ĆØ
difficile dire. Certamente, come abbiamo visto, l’energia nucleare ha alcuni punti a favore che non
si possono trascurare: indipendenza dalle fonti fossili, affidabilitĆ , record provato e altri. D’altra
parte, abbiamo anche visto che ci sono dei problemi molto seri con la tecnologia attuale che
rendono difficile pensare a un rapido incremento della produzione di energia nucleare nel prossimo
futuro.
Possiamo riassumere le criticitĆ  principali dell’energia nucleare qui di seguito in forma
compatta.
1. Il costo reale dell’energia nucleare ĆØ complessivamente dello stesso ordine di
grandezza di quello di altre fonti di energia in uso attualmente, sicuramente non
più basso in modo significativo.
2. La resa energetica delle centrali nucleari (EROEI) ĆØ accettabile ma non superiore
a quella delle energie rinnovabili attualmente sul mercato
3. La disponibilitĆ  di sufficienti risorse di uranio minerale ĆØ una delle incognite
principali per il futuro della tecnologia nucleare attuale
4. I problemi delle scorie radioattive e della sicurezza, seppure in taluni casi
sopravvalutati o strumentalizzati, sono tuttora non completamente risolti e
certamente non trascurabili. Inoltre, la sicurezza militare delle centrali ĆØ un
problema spesso sottovalutato.
5. La mancanza di flessibilitĆ  di produzione da parte degli impianti nucleari non
consente al momento attuale di utilizzarli per sostituire completamente i
combustibili fossili nella produzione di energia elettrica.
6. I tempi necessari per la costruzione di nuove centrali sono troppo lunghi per
avere un impatto sulla crisi in corso. Inoltre le centrali non risolvono in tempi
brevi i problemi di trasporto e di riscaldamento degli edifici.
Per l’ottimista, nessuno di questi problemi ĆØ cruciale e li si possono risolvere con
l’applicazione di appropriate tecnologie. All’estremo opposto, c’ĆØ chi giudica questi problemi
talmente gravi da condannare senza appello la tecnologia nucleare non solo in termini di sviluppi
futuri, ma anche al punto da auspicare la chiusura degli impianti esistenti.
La persona prudente (o meglio, realista) farĆ  bene a evitare entrambi gli estremi. Sarebbe
una follia rinunciare oggi all’energia nucleare prodotta dagli impianti esistenti in Europa (e che
l’Italia importa), ma sarebbe lo stesso una follia puntare tutto sull’energia nucleare, rinunciando a
priori all’alternativa rinnovabile.
Soprattutto, sarĆ  prudente tener conto che il territorio dell’Unione Europea non dispone di
risorse uranifere minerali significative e che, pertanto, sostituire i fossili con l’uranio potrebbe
significare soltanto cambiare la nostra dipendenza dall’importazione dall’estero di un tipo di risorsa
limitata e in via di esaurimento (i combustibili fossili) con un’altra risorsa altrettanto limitata e in
via di esaurimento (l’uranio).
Al momento, dovrebbe essere chiaro che nessuna tecnologia esistente o ragionevolmente
sviluppabile in tempi brevi può sostituire i petrolio agli stessi bassi costi e con le stesse
caratteristiche di versatilitĆ  che hanno reso possibile l’attuale sistema economico e industriale. In
altre parole, non ĆØ pensabile che il declino del petrolio e dei fossili si possa compensare
automaticamente solo con incrementi produttivi da parte di altre fonti; meno che mai con la
fissione nucleare. SarĆ  dunque necessario anche un contenimento dei consumi che potrĆ  risultare
sia da una migliore efficienza nell’uso dell’energia sia da una contrazione di certe attivitĆ 
economiche particolarmente voraci nell’uso di energia.
In questa prospettiva, un paese come l’Italia potrĆ  trovare la sua migliore vocazione
impegnandosi principalmente sull’efficienza energetica e fonti rinnovabili, queste ultime disponibili
in abbondanza in forma di energia solare, diretta e indiretta. L’energia rinnovabile ĆØ oggi una serie
di tecnologie che hanno raggiunto la maturitĆ  tecnica sul piano dell’affidabilitĆ  e che si stanno
sviluppando con rapiditĆ  impressionante. Rimane davanti a noi il grande impegno, finanziario e
tecnico, di diffondere l’energia rinnovabile sul territorio adattando l’attuale rete elettrica a riceverla.
Questo impegno ĆØ, tuttavia, non solo un peso ma anche un’opportunitĆ  di creare una nuova
industria, nuovi posti di lavoro e nuove competenze.
Comunque la si voglia vedere, il problema energetico ci accompagnerĆ  per decenni nel
futuro e lo si può risolvere solo con investimenti a lungo termine. Ma è impensabile che gli
operatori preposti a investire sull’energia lo facciano in un clima politico che vedrebbe il necessario
sostegno finanziario e legislativo per una o un’altra tecnologia andare e venire in dipendenza dei
risultati delle elezioni. La questione energetica in Italia ha bisogno prima di tutto di un accordo
che veda al primo posto il bene del paese. Se riusciamo a lavorare con coerenza verso un nuovo
paradigma energetico, l’attuale crisi del petrolio e dei combustibili fossili non sarĆ  un problema ma
un opportunitĆ  per rinnovare il sistema produttivo del paese e renderlo nuovamente competitivo.

L'articolo può essere scaricato a questo link.
Buona lettura.

Update: intanto negli Stati Uniti il 30% della potenza installata viene prodotta con impianti eolici!

venerdƬ 13 dicembre 2002

Sull'energia e altre amenitĆ 

Ieri notte ero particolarmente stanco è ho dormito per un pò mentre davanti al pubblico di "Porta a Porta" faceva la sua comparsa sulla devolution (il federalismo all'italiana proposto dall'attuale governo) il ministro delle riforme Umberto Bossi.
Non era la discussione ad essere noiosa, ma io particolarmente stanco. Certo un federalismo in cui le regioni sono più responsabili nella gestione dei soldi dei cittadini e nei possibili finanziamenti dello stato sarebbe ben gradito in Italia, anche se il vero problema è essere certi che chiunque dovrà gestire la cosa pubblica (sia a livello di comuni, provincie, regioni o nazione) sia assolutamente onesto, almeno nel suo periodo di governo.
Passiamo oltre e accenniamo ad "Excalibur".
Ieri sera si affrontava il problema dell'energia e, come al solito, sono giunto alle battute conclusive (ho preferito la spy-story brillante trasmessa da Rai3) in cui si andava ad affrontare il problema del nucleare in Italia: oggi sono certamente d'accordo con quanti vorrebbero un numero maggiore di centrali nucleari, non solo perché sono molto più sicure di quelle di una ventina di anni fa, ma anche perché le scorie radioattive possono essere rese inerti utilizzandole all'interno degli accelleratori, nei quali i nostri ricercatori sono molto attivi.
Vedremo un po' come si concluderĆ  questa discussione, che sembra potersi protrarre per molto tempo ancora.