Stomachion

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mercoledƬ 4 marzo 2026

Ritratti: John Wrench

John Wrench ĆØ stato catturato dal fasscino discreto non di una donna, ma di un numero molto particolare: il pi greco.
Nato il 13 ottobre del 1911 a Westfield, doipo tutta la trafila universitaria si ritrovò a lavorare prima presso le università di Yale e e Wesleyan, quindi per la Geroge Washington University.
Durante la seconda guerra mondiale lavorò presso la marina degli Stati Uniti, occupandosi di metodi computazionali ad alta velocità, diventando un pioniere nell'uso dei computer per l'esecuzione dei calcoli matematici. In questo modo si interessò di progetti nei campi più disparati: le onde sottomarine, le splosioni sottomarine, la progettazione strutturale, l'idrodinamica, l'aerodinamica, l'analisi dati. Nel 1953 divenne direttore dell'Applied Mathematics Laboratory presso il David W. Taylor Model Basin della Marina a Carderock.
L'asoetto più notevole del suo lavoro fu che tutte le innovazioni che ottenne nel calcolo numerico e la grande precisione nei dati erano ottenute grazie all'utilizzo di semplici calcolatrici da tavolo, come dimostra uno dei suoi primi e più noti risultati: il calcolo delle prime 1160 cifre del \(\pi\) realizzato nel 1956 in collaborazione con Levi Smith. Considerando come queste cifre sono state ottenute, ha sicuramente dell'incredibile che ben 1157 si siano rivelate corrette, dopo il confronto con quelle calcolate dall'ENIAC nel 1949.

lunedƬ 2 febbraio 2026

Ritratti: Sophie Brahe

Versione estesa della breve biografia pubblicata nell'introduzione del cielo del mese di febbraio 2026 di EduINAF.
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Ritratto risalente al 1602 - via commons
La più giovane dei dieci figli di Otte Brahe e Beate Bille, se fosse nata nei tempi moderni, sarebbe probabilmente quella che avrebbe dato maggiori soddisfazioni ai suoi genitori. E invece, nascendo il 24 agosto del 1559 (secondo altri il 22 settembre del 1556) diede non pochi grattacapi ai suoi genitori.
Sophie Brahe, infatti, era una ragazzina dalla mente vivace e curiosa che iniziò a interessarsi di scienza in generale e astronomia in particolare, seguendo l'esempio del suo illustre fratello maggiore (aveva dieci anni in più), l'astronomo Tycho Brahe. D'altra parte senza il fratello Tycho, che ne comprese il talento e si prese cura della sua educazione in prima persona, il destino di Sophie sarebbe stato segnato: sposare un ricco nobile che poteva fornire la dote migliore e dargli possibilmente tanti figli. Eppure già il suo primo matrimonio avvenne in età relativamente avanzata per l'epoca: aveva, infatti, una ventina d'anni (vista l'incertezza sulla data di nascita) quando sposò Otto Thott nel 1579.
L'anno dopo nacque il loro unico figlio, Tage Thott, e giĆ  questo dice tanto sulla fortuna che ebbe Sophie con il primo marito: potersi dedicare alle attivitĆ  che prediligeva, come lo studio della scienza e l'osservazione del cielo notturno.

lunedƬ 26 gennaio 2026

Ritratti: Aristarco

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Nonostante sia stato uno dei primi a proporre un modello eliocentrico (sicuramente un di quelli di cui si hanno più informazioni), Aristarco da Samo è stato riscoperto dagli storici della matematica solo in tempi relativamente recenti. Secondo Thomas Heath questa mancanza era dovuta al fatto che era considerato un astronomo:
(...) e quindi si potrebbe supporre che la sua opera non avrebbe suscitato sufficiente interesse per i matematici. I Greci la sapevano lunga: lo chiamavano "Aristarco il matematico".
Evidentemente le idee di Heath iniziarono a farsi largo: una trentina di anni più tardi rispetto ai volumi sulla storia della matematica dell'antica Grecia di Heath, Otto Neugebauer nel 1975 scriveva che il suo lavoro
(...) ĆØ un puro esercizio matematico che ha (...) poco a che fare con l'astronomia pratica (...)
Dobbiamo, però, considerare Aristarco sia come matematico, sia come astronomo. Fu allievo di Stratone di Lampsaco nel periodo in cui questi era a capo del Liceo di Alessandria, intorno al 287 a.C.
Venne, poi, citato in un testo del I secolo a.C., il De architectura dell'architetto e ingegnere romano Vitruvio. Questi, a un certo punto del suo trattato, fa un breve elenco dei grandi del passato che hanno avuto conoscenze in diversi campi dello scibile, e tra questi c'è proprio Aristarco. Inoltre ci dice anche che inventò una meridiana a forma di ciotola emisferica con un puntatore per proiettare ombre posto al centro della ciotola.

lunedƬ 29 dicembre 2025

Ritratti: Arthur Cayley

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Arthur Cayley - via commons
Sono famosi, in Italia e in tutto il mondo, gli schizzi di Leonardo da Vinci relativi alle sue macchine volanti. Un po' meno famosi, invece, sono i progetti di macchine volanti realizzati qualche secolo dopo all'ingegnere britannico George Cayley. Inventore e ingegnere, ĆØ considerato un pioniere dell'ingegneria aereonautica e, proprio come i progetti di Leonardo, anche le sue macchine volanti hanno ricevuto diverse repliche.
Un suo lontano cugino, Henry Cayley, sebbene proveniente da una famiglia originaria dello Yorkshire, era nato in Russia, a San Pietroburgo. Il padre, John Cayley, vi si era trasferito alcuni anni prima per assumere la carica di Console Generale, e, tra le altre cose, aveva anche fondato una societĆ  di uomini liberi, la Perfect Union.
Henry, che aveva intrapreso la carriera di mercante, si sposò il 18 febbraio del 1814 con Maria Antonia Doughty, anch'ella nata in Russia. I due ebbero cinque figli: i primi due nacquero a San Pietroburgo, mentre il terzo nacque in Inghilterra, a Richmond upon Thames, una cittadina nei pressi di Londra. Era il 16 agosto del 1821 e nessuno avrebbe immaginato che il neonato Arthur Cayley avrebbe avuto un ruolo centrale nello sviluppo della matematica astratta britannica del XIX secolo.

domenica 16 novembre 2025

Topolino #3651: Storie d'epoca

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Le storie che vi andrò brevemente a raccontare in questa recensione di Topolino #3651 sono tutte caratterizzate dal gettare uno sguardo in tempi passati, iniziando dal nuovo episodio di Circus, Tempi moderni di Giovanni Di Gregorio e Ivan Bigarella.
Il riferimento del titolo al classico del 1936 di Charlie Chaplin trova seguito solo nell'ambientazione della storia: una fabbrica, nel caso specifico della storia di Di Gregorio una fabbrica automobilistica, una delle prime del XX secolo, evidentemente.
La storia, infatti, ribalta completamente il senso della pellicola di Chaplin: il proprietario, infatti, ingaggia il Circo Shadow per alleggerire il lavoro dei suoi operai chiedendo agli artisti circensi di realizzare spettacoli improvvisati e improvvisi all'interno dei vari reparti in cui ĆØ suddivisa la fabbrica. Nella pellicola di Chaplin, invece, il protagonista, Charlot, viene selezionato per sperimentare un nuovo marchingegno che permette agli operai di mangiare senza lasciare il proprio posto di lavoro. Il senso di alienazione di Charlot non fa altro che aumentare, mentre un significativo scambio di battute tra due operai prima che lo spettacolo improvviso del circo irrompa tra i nastri trasportatori della catena di montaggio sembra mostrare come la vita in fabbrica sia, anzi, tutta "rose e fiori":

mercoledƬ 29 ottobre 2025

Ritratti: Mary Byrd

John Huntington Byrd era nato il 28 dicembre del 1816, nel Vermont. Si era laureato all'Oberlin College nel 1846 e, poco dopo, era stato ordinato sacerdote. Era entrato nell'American Missionary Association, un'associazione missionaria evangelica che era a favore dell'abolizione della schiavitù. Questa posizione gli creò non pochi problemi. Nel 1847, infatti, quando andò a Le Roy, nel Michigan, per predicare, i metodisti del luogo, a favore della schiavitù, gli crearono una forte opposizione in tutto lo stato.
Nel frattempo, il 10 maggio di quell'anno, sposò Elizabeth Lowe. La prima dei loro otto figli, Abbie Elizabeth, nacque l'anno dopo. Quando, nel 1851, con la sua famiglia si traferì a Sicily in Ohio, erano nate anche Mary Emma e Clara Margaret. All'iniziò si concentrò più nel sostenere la famiglia, riprendendo l'attività missionaria nel 1853, sempre in Ohio. Poi nel 1855 fece domanda per andare in Kansas come missionario dell'American Missionary Association: si trasferì, quindi, con tutta la famiglia (nel frattempo era nato anche William Thomas) a Leavenworth nel luglio del 1855: all'epoca Mary Emma Byrd aveva cinque anni.
Tra studio e insegnamento
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Mary Emma Bird - via commons
Nata il 15 novembre del 1849, non frequentò la scuola fino ai dieci anni d'età: il problema principale era dovuto ai pericoli conseguenti alle prediche anti-schiavitù del padre.
E' interessante notare come dai dati del censimento del 23 giugno del 1860, dallo stato della famiglia Byrd manchi Clara Margaret, evidentemente deceduta (erano periodi difficili, soprattutto per i più piccoli), mentre si evince la presenza di una domestica, tale Hanna Ingram, e di un disoccupato, tale Timothy Stevens. Nell'autunno del 1861 i Byrd si trasferirono in una fattoria governativa presso Fort Leavenworth dove John Byrd ricoprì il ruolo di sovrinbtendente per 13 anni. La sua professione ufficiale, come emerso dai censimenti, fu quella di agricoltore.
Dopo il trasferimento, Mary iniziò a frequentare la Leavenworth High School e, oltre a studiare, a partire dai 14 anni iniziò anche a insegnare nelle classi elementari. Sembra che rimase comne studentessa fino all'anno scolastico 1865/66, ovvero fino a quasi 17 anni, e probabilmente non solo come studentessa.
Alcuni anni più tardi, nel 1871, entrò nell'Oberlin College, lo stesso dove aveva studiato il padre, abbandonandolo un anno e mezzo dopo senza laurearsi, probabilmente per motivi familiari.
Dopo aver insegnato matematica a scuola, Mary Byrd si iscrisse all'università del Michigan, dove si laureò nel 1878. L'anno successivo venne nominata preside della Wabash High School, nell'Indiana, dove mantenne l'incvarico fino al 1882, anno in cui decise di andare ad Harvard per studiare astronomia con Edward Charles Pickering.
Qui strinse amicizia con Mina Fleming e soprattutto Anna Winlock, scomparsa prematuramente nel 1904 e alla quale dedicò un sentito ricordo.

venerdƬ 26 settembre 2025

Ritratti: Pete Simmons

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Come ho raccontato in Quella volta che Superman portò in orbita Hubble, l'idea di realizzare una storia che iniziasse con la messa in orbita del Large Space Telescope, che poi sarebbe diventato l'Hubble Space Telescope, venne a Pete Simmons, all'epoca direttore della Space Astronomy Grumman Aerospace Corporation.
Simmons, nato l'11 giugno del 1926 a Palmerton, in Pennsylvania, iniziò a mostrare interesse per la scienza e la tecnologia sin dalla più tenera età: a nove anni, infatti, divenne il più giovane radioamatore autorizzato degli Stati Uniti. Quando poi si trovò ad affrontare il servizio di leva alle soglie della seconda guerra mondiale (era il 1944), nonostante la giovane età, fu scelto come addestratore dei radiooperatori dell'esercito presso la Infantry School di Fort Benning, in Georgia.
Seguendo le sue inclinazioni, studiò ingegneria elettrica presso la George Washington University, dove affinò anche quelle doti che gli sarebbero state utili nella sua futura carriera di dirigente: nel 1949 convinse l'università ad autorizzarlo a raccogliere e dirigere un gruppo di studenti per costruire il primo carro allegorico dell'università stessa per la parata inaugurale di quell'anno. Da allora in poi passarono 60 anni prima che la George Washington realizzasse un secondo carro allegorico. E in quell'occasione venne invitato a salire sul carro stesso!

lunedƬ 25 agosto 2025

WikiRitratti: Agnes Giberne

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Agnes Giberne, scrittrice e saggista britannica nata il 19 nuvembre del 1845, è stata istruita in casa dai genitori. Mentre la madre, Lydia Mary Wilson, curò gli aspetti letterari della sua formazione, il padre, il capitano Charles Giberne della Bengal Native Infantry, la introdusse alla scienza.
Il suo primo libro, un romanzo per l'infanzia, A Visit to Aunt Agnes, venne pubblicato nel 1864. Oltre ai libri per bambini, scrisse anche alcuni romanzi storici, ma ĆØ nota soprattutto per i suoi testi di divulgazione scientifica.
Nei suoi libri ha affrontato discipline come la geologia, la fisica, l'idrologia, la meteorologia, la storia naturale e molte altre. Essendo, però, un'astronoma dilettante, ha dedicato un'ampia porzione della sua produzione saggistica proprio all'astronomia. Non a caso il suo primo libro divulgativo, pubblicato nel 1879, aveva come titolo Sun, Moon and Stars: Astronomy for Beginners. Con l'introduzione di Charles Pritchard, scritta su sua iniziativa, senza che la stessa autrice lo richiedesse, il libro fu un grande successo, diventando il primo di una lunga serie.
A proposito di questo esordio, The Graphic, settimanale britannico illustrato, ebbe modo di scrivere:
Come introduzione a una scienza, non potrebbe essere più attraente, ed è il miglior libro del genere che abbiamo mai letto.
Nel 1890 ha contribuito a fondare la British Astronomical Association. Successivamente, nel 1899, l'astronoma Elizabeth Brown, che aveva contribuito a fondare la BAA insieme con Agnes Giberne, divenne direttrice dalla Solar Section dell'associazione.
Nonostante non abbia contribuito direttamente alla scienza, con gli oltre 120 libri scritti, molti dei quali a carattere scientifico, ha comunque contribuito alla sua diffusione tra la popolazione, migliorando quindi, almeno in Gran Bretagna, la percezione delle scoperte e delle innovazioni scientifiche.
Biografia che ripubblica quanto scritto nell'astrografica "Vite da raccontare"

mercoledƬ 16 luglio 2025

Ritratti: Nancy Grace Roman

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Partiamo da una delle sue foto più iconiche: in posa con davanti il modellino del Large Space Telescope, che di lì a poco sarebbe diventato l'Hubble Space Telescope. Non fu solo quella foto a valerle il soprannome di madre di Hubble, ma anche l'essere diventata program scientist.
Nancy Roman era entrata nel programma supervisionato da Lyman Spitzer, l'astronomo che per primo, nel 1946, avanzò la proposta di mettere in orbita un telescopio spaziale, dopo aver guidato l'Orbiting Solar Observatory, un programma che aveva progettato due telescopi satellitari. Il primo non era riuscito a ottenere grandi risultati, a differenza, invece, del secondo, OAO-2, che quindi divenne la base per l'entusiasmante sviluppo successivo: Hubble, appunto!
E aproposito del suo soprannome, Roman, nei suoi ultimi anni di vita, ebbe a dire:
Mi sento un po' a disagio. Devo ammettere che sento che ĆØ un onore e non sono sicura che non sia giustificato. D'altra parte c'erano molte altre persone coinvolte.

mercoledƬ 11 giugno 2025

Ritratti: Alice Lee

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Alice Lee - via commons
Il Bedford College a Londra era stato fondato nel 1847 per offrire alle donne un percorso di istruzione superiore: era stato il primo istituto di tal genere nel Regno Unito. Nel 1874 il College si trasferì dalla sua sede originale in Bedford Square a York Place, vicino la famosa Baker Street, occupando due edifici. Ed è qui che nel 1876 entra come studentessa Alice Elizabeth Lee, nata il 28 giugno del 1858, figlia di William Lee, capo carrozziere, e Matilda Baker.
All'epoca a insegnare matematica c'era Percy John Harding che nei suoi primi anni non si interessò all'insegnamento della matematica a livello universitario, cosa che però sarebbe cambiata qualche anno dopo l'arrivo della Lee a Bedford. Era l'anno accademico 1879-1880 e le immatricolazioni per matematica furono 9 e di queste in testa alla graduatoria, evidentemente di merito, troviamo proprio Alice Lee, che per questo ottene un premio di 5 sterline.
La giovane si trasferì a York Place nel corso degli studi universitari, conseguendo però la laurea presso l'Università di Londra nel 1884: il motivo era perché il Bedford College non aveva lo status accademico, quindi comunque gli esami andavano sostenuti in una università vera e propria. Lee, però, non si interessava solo di scienza, e così decise di conseguire una seconda laurea, questa volta in lettere, l'anno successivo, nel 1885, sempre presso l'Università di Londra.
Subito dopo la laurea, ottenne il posto di assistente in matematica e fisica presso il Bedford College e per arrotondare il suo (magro) stipendio dava ripetizioni di greco e latino. Dal 1892 al 1894 fu assistente residente, ovvero con vitto e alloggio offerti dal College in cambio di un aiuto non-ufficiale agli studenti.

giovedƬ 8 maggio 2025

Ritratti: Wilhelm Lenz

Il contributo più importante alla fisica di Wilhelm Lenz è un modello che è, per lo più, ricordato con il nome di un suo studente: il modello di Ising. Su questa faccenda tornerò più avanti, almeno per quel poco che se ne può sapere. Sta di fatto che, come fisico teorico, i suoi contributi sono andati in particolare nei campi della teoria atomica e della fisica dello stato solido, il tutto all'interno del paradigma della meccanica quantistica(1).
La carriera
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Wilhelm Lenz - via UniversitĆ  di Amburgo
Nato l'8 febbraio del 1888 a Francoforte, in Germania, Lenz studiò presso la Klinger-Oberralschule, una scuola secondaria della sua città natale, dalla quale uscì nel 1906, per poi proseguire gli studi presso l'Università di Gottinga(2), dove studò matematica e fisica(1).
Dal 1908 al 1911 si trasferƬ a Monaco, dove conseguƬ il dottorato sotto la supervisione di Arnold Sommerfeld, di cui divenne l'assistente per i nove anni successivi(1), diventando Privatdozent il 4 aprile 1914. Giusto in tempo prima di venire arruolato come operatore radiofonico in Francia nel corso della prima guerra mondiale(2).
L'1 dicembre del 1920 ottenne il ruolo di professore straordinario presso l'Università di Rostock, che lasciò nel corso del 1921 dopo aver ottenuto il ruolo di professore ordinario di fisica teorica presso l'Università di Amburgo. Ruolo che mantenne fino al pensionamento, avvenuto nel 1956(2).
Tra i suoi studenti si contano fisici del calibro di Wolfgang Pauli, Ernst Jordan, Ernst Ising e Albrecht Unsöld. Quest'ultimo, dopo essersi specializzato nella spettroscopia stellare, è diventato uno dei più importanti astrofisici tedeschi(1).

martedƬ 22 aprile 2025

La nostra casa ĆØ in fiamme

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E' forse un po' esagerato considerarla l'autobiografia di Greta Thunberg, anche se questa scelta è di fatto un'operazione di marketing. Il libro, infatti, è per lo più scritto da Malena Ernman, la madre di Greta, con i contributi di Svante Thunberg, il padre. Le altre due autrici, la stessa greta e la sorella Beata, sono alla fine più che altro delle protagoniste del racconto, più che delle autrici. E più che l'autobiografia della sola Greta, La nostra casa è in fiamme è innanzitutto un racconto familiare di come i Thunberg hanno prima affrontato le malattie autistiche di Greta e Beata, e poi le sfide che la maggiore, Greta appunto, poneva al loro stile di vita.
Le intelligenti osservazioni di Greta e il suo modo di vedere il mondo, in cui non riesce a concepire le sfumature di grigio, ha in pratica imposto a una famiglia sostanzialmente agiata di ripensare i propri comportamenti. E in effetti leggendo il volume Malena e Svante si rendono perfettamente conto della loro condizione economica che permette loro di poter affrontare questa sfida nel modo migliore possibile. Non senza problemi in ogni caso. Problemi legati per lo più alla vita quotidiana, come l'accesso a un'istruzione adeguata, cosa difficile anche in Svezia per ragazze come Greta e Beata. Queste esperienze sembrano suggerire alla famiglia Thunberg che sia necessario un cambio di paradigma, di modo di approcciarsi al mondo, non solo per salvare il nostro posto sul pianeta, ma anche per migliorare i nostri rapporti interpersonali: i due aspetti, infatti, non sono altro che le due facce di una stessa medaglia.
E prima ce ne rendiamo conto, prima saremo in grado di cambiare rotta. E soprattutto più facile sarà questo cambio di rotta.

venerdƬ 11 aprile 2025

Ritratti: Pitagora


Pitagora di Veloso Salgado
via commons
Porsi la domanda su chi abbia inventato la matematica è assurdo tanto quanto la domanda su chi ha inventato la ruota. Al di là di ciò, però, esiste una figura che, sebbene non possa essere considerata l'inventore della matematica, è però considerato come il primo matematico della storia (e se non il primo uno dei più importanti della sua epoca): Pitagora di Samo.
Egli ĆØ una figura a tratti leggendaria: non c'ĆØ, infatti, certezza sulla veridicitĆ  di molti degli episodi a lui attribuiti. Sta di fatto che ĆØ il fondatore e capo spirituale di una vera e propria setta che aveva posto la matematica come il punto centrale non solo dei propri studi, ma, come ben racconta Paolo Zellini, persino di una certa forma di misticismo che, oggi, ĆØ ovviamente andato perduto.
Il suo nome ĆØ associato in particolare al famoso teorema dei cateti e dell'ipotenusa, ma come vedremo a breve non ĆØ l'unico risultato associato a lui, direttamente o indirettamente che sia.

mercoledƬ 5 marzo 2025

WikiRitratti: Emma Haruka Iwao

Quando uscƬ l'AstrocuriositĆ  di marzo 2024 non potevo immaginare che il record delle cifre decimali del pi greco sarebbe stato battuto di lƬ a poco, il 14 marzo del 2024, da Jordan Ranous, Kevin O’Brien e Brian Beeler, che poi avrebbero raddoppiato il numero di cifre pochi mesi più tardi, il 28 giugno, anche questa data significativa essendo il tau day. Tra l'altro giĆ  Ranous il 18 aprile del 2023 aveva replicato il record di 1014, ovvero 100 trilioni di cifre decimali del \(\pi\) raggiunto il 21 marzo del 2022 da Emma Haruka Iwao, che avevamo giĆ  incontrato in Universo pi insieme con i fratelli Chudnovsky.

martedƬ 11 febbraio 2025

Ritratti: Pandrosia

Versione, leggermente modificata, dell'introduzione del cielo del mese di febbraio su EduINAF.
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Pandrosia insegna matematica
Immagine generata con NightCafe
C'è stato, per un po', qualche dubbio sul sesso di Pandrosion di Alessandria. Quando nel 1878 il filologo tedesco Friedrich Hultsch preparò la sua raccolta e traduzione degli scritti di Pappo di Alessandria, suppose che tutti i riferimenti femminili a Pandrosion fossero errati, per cui decise di tradurre il nome al maschile. La cosa proseguì fino a che nel 1988 Alexander Raymond Jones non portò nuove convincenti osservazioni che supportavano la "femminilità" di Pandrosion o, italianizzandolo, Pandrosia.
Ciò che sappiamo di lei e della sua scuola matematica ci viene dal terzo libro del trattato matematico di Pappo, che, un po' polemicamente, le ha dedicato l'opera. Il matematico alessandrino, in particolare, esamina due risultati ottenuti da due studenti di Pandrosia, ma con toni che fanno supporre che la matematica possa aver avuto un ruolo piuttosto importante nello sviluppo di questi metodi. Il primo metodo che Pappo critica è quello relativo alla duplicazione (approssimata) del quadrato, uno dei problemi più discussi dai matematici dell'epoca.

mercoledƬ 29 gennaio 2025

WikiRitratti: Teano

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Teano da un quadro di Raffaello - via commons
Teano ĆØ stata una filosofa della scuola pitagorica. Secondo alcune fonti ĆØ stata addirittura moglie di Pitagora. Secondo altre, invece, avrebbe sposato Brontino, il successore di Pitagora.
Anche il luogo della sua nascita è piuttosto dibattuto: secondo alcuni era nata a Creta, secondo altri nella Magna Grecia. Qualcuno si era spinto in maniera più precisa a collocare il suo lugo di nascita a Crotone.
Le sono stati attribuiti diversi trattati, molti dei quali nono sono giunti fino a noi, come per esempio Apoftegmi pitagorici, Consigli alle donne, Su Pitagora, Sulla virtù e Commentari filosofici. A questi si aggiunge il frammento tratto dal... trattato Sulla pietà riportato all'interno dell'Anthologium di Stobeo, cui sono da aggiungersi diverse lettere sopravvissute grazie ai manoscritti medievali.
Questi frammenti sono, però, considerati dagli studiosi pseudoepigrafi, ovvero ricostruzioni successive dei suoi testi originali redatte da pitagorici successivi con lo scopo di dirimere qualcuna delle classiche dispute filosofiche. Non c i sono prove che si occupò di uno dei temi cari alla setta pitagorica, la sezione aurea.

domenica 5 gennaio 2025

Topolino #3606: Nel segno di Carpi

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La storia disneyana che più viene in mente quando si pensa a Il fantasma dell'opera di Gaston Leroux è I misteri della cattedrale di Carl Barks, in originale The Phantom of Notre Duck. Pubblicata negli USA su Uncle Scrooge #60 del 1965, arriva in Italia su Topolino #550 l'anno dopo. Vede Paperone e nipoti affrontare un personaggio sfuggente, detto appunto il "fantasma di Notre Duck", che a dispetto dell'ispirazione che sembra essere quella del gobbo di Notre Dame, ricorda molto di più l'Erik di Leroux, sia per via degli abiti neri che gli permettono di confondersi con le ombre, sia per via dell'uso dei passaggi segretio che gli permettono di muoversi velocemente all'interno e sotto la cattedrale paperopolese.
Ci sono state, però, anche delle esplicite parodie del romanzo, in particolare Topolino e il fantasma dell'opera di Alessandro Bencivenni e Luciano Gatto, pubblicata sui numeri 1486 e 1487, che però è ambientata nel tempo presente. Per cui Il fantasma dell'opera di Francesco Vacca e Mario Ferracina è la prima vera parodia in costume del romanzo gotico di Leroux. I due autori, però, non guardano solo alla materia letteraria, ma anche alla tradizione fumettistica disneyana (anche se, in effetti, l'ironia nel romanzo di Leroux è ben presente). Stilisticamente, infatti, sia nella narrazione sia nel tratto adottato da Ferracina si respira l'aria delle parodie di Giovan Battista Carpi, cui i due autori tributano esplicito omaggio, in particolare a Il mistero dei candelabri, parodia de I miserabili di Victor Hugo, che è il titolo dell'opera che viene messa in scena sul palco dell'Opera Paperopoulaire. Tra i caratteristi, poi, si trova, peraltro anche omaggiato nella copertina di Andrea Freccero, troviamo il corvo poliziotto presente in quella parodia.
Al di lĆ  delle reinterpretazioni e degli omaggi disneyani, la parodia di Vacca e Ferracina resta sostanzialmente fedele alla trama, almeno in questo primo episodio, e alle idee di Leroux, che ricordiamo era un ex-giornalista.

martedƬ 10 dicembre 2024

Ritratti: Augusta Teller

Probabilmente perché egli stesso si identificava con il classico mad scientist, John von Neumann è stato spesso accostato al Dottor Stranamore, protagonista dell'omonimo film di Stanley Kubrick interpretato dal sempre magistrale Peter Sellers. In realtà i due scienziati che sono stati presi come principali riferimenti per la caratterizzazione del personaggio furono Wernher von Braun e un collega di von Neumann al Progetto Manhattan: Edward Telller.
Ancora oggi noto come il padre della bomba a idrogeno, Teller, nato il 15 gennaio del 1908 a Budapest, all'epoca ancora parte dell'impero austro-ungarico, si era trasferito negli Stati Uniti nel 1935 su invito di George Gamow, con il quale collaborò fino al 1941 presso la George Washington University. E a partire dall'anno successivo venne coinvolto nel Progetto Manhattan proprio da Robert Oppenheimer. Grazie alle ottime condizioni che quest'ultimo era riuscito a spuntare al governo, insieme a Edward entrò nel Progetto anche la moglie Augusta "Mici" Teller.

venerdƬ 15 novembre 2024

Ritratti: Alicia Boole

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George Everest, cartografo e geografo britannico, rivestì la carica di Topografo Generale dell'India dal 1830 al 1843, portando a termine un'estesa campagna di misure trigonometriche di quella che all'epoca era ancora una colonia britannica. Fu proprio in suo onore che la Royal Geographical Society rinominò il Monte Everest nel 1965, giusto un anno prima della sua dipartita.
La nipote Mary, figlia del fratello Thomas, nata l'11 marzo del 1832, aveva iniziato gli studi in Francia, dove la famiglia si era trasferita nel 1837. Qui iniziò a interessarsi alla matematica grazie ai discorsi che sentiva in famiglia che ruotavano intorno a scienziati come John Herschel e Charles Babbage, che poi avrebbe anche conosciuto personalmente dopo che gli Everest rientrarono in Inghilterra. Nel 1850 Mary, che aveva 18 anni, conobbe a Corck George Boole, che all'epoca ne aveva 35. Boole divenne il tutore, anche solo epistolare, di Mary nell'ambito della matematica. Quando poi il padre di Mary, Thomas, morì il 15 giugno del 1855, dopo un breve fidanzamento, i due si sposarono l'11 settembre di quello stesso anno. Mary, probabilmente anche grazie all'appoggio del marito, ha poi sviluppato il suo talento per la matematica che si è ben presto indirizzato verso la didattica di questa disciplina, ma la cosa interessante per la nostra storia è che dalla loro unione nacquero cinque bambine: la primogenita, Mary Ellen, che sposò il matematico Charles Howard Hinton; Margaret, che sposò Edward Taylor, mentre suo figlio, Geoffrey Ingram Taylor, sarebbe diventato un matematico e un fisico; Lucy, che divenne una chimica nonché la prima donna a essere eletta membro dell'Institute of Chemistry; Ethel Lilian, che divenne una scrittrice. E la terzogenita Alicia, matematica.

venerdƬ 4 ottobre 2024

Ritratti: Wang Zhenyi

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Come una stella di grande massa che vive la sua vita bruciando le tappe, anche Wang Zhenyi ha vissuto brevemente, appena 29 anni, riuscendo però a illuminare l'astronomia e la matematica cinese. Uno dei suoi più bei risultati è stata la spiegazione e la dimostrazione della precessione degli equinozi, nonché la proposizione di un metodo per prevedere tale fenomeno.
Nata in un non meglio precisato giorno del 1768, come tutte le grandi donne e le grandi scienziate, ha rotto contro le consuetudini della sua epoca e della sua societĆ , che non prevedeva che delle donne potessero studiare, men che meno discipline come la fisica, la matematica, l'astronomia.
Il nonno, Wang Zhefu, ex governatore della contea di Fengchen e del distretto di Xuanhua, trasferitosi nell'attuale Nanchino, era un appassionato lettore: possedeva, infatti, centinaia di volumi. E fu proprio il nonno a insegnarle l'astronomia, appassionandola così all'osservazione del cielo. La nonna, invece, di cui ho scovato solo il nome da nubile, Dong, la avvicinò all'arte di scrivere poesie. Infine il padre, Wang Xichen, l'ultimo componente della sua ristretta famiglia, che aveva studiato medicina, le insegnò medicina, geografia e matematica.