Stomachion

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domenica 25 gennaio 2026

Topolino #3661: Alla ricerca di Atlantide

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Inizia, dopo una lunga attesa, la nuova storia da autore completo di Fabio Celoni. Le spettacolari pagine iniziali, completamente mute, fino alla doppia spalsh page con il titolo, Paperone in Atlantide, erano state anticipate nelle pagine conclusive di Topolino #3660 e vedevano Paperone mentre cercava di domare la sua barca, Il tallero, tra le onde di una tempesta in mezzo all'oceano. Poi il naufragio e lo sguardo finale su una cittĆ  sommersa, che ovviamente tutti noi lettori supponiamo essere l'Atlantide del titolo.
Dopo questo prologo, la storia si apre su Paperopoli, con Paperino e nipoti che vengono a scoprire della scomparsa dello zio al largo dell'Oceano Atlantico, oltre le famose "Colonne d'Ercole", ovvero lo Stretto di Gibilterra che separa il Mediterraneo dall'oceano. I nipoti si precipitano al deposito per reperire indizi, scoprendo le coordinate dove dovrebbe essersi recato Paperone. Paperino si lancia nell'impresa di cercarlo con entusiasmo, quasi sfrontatezza, sicuramente molta spacconaggine.

domenica 3 agosto 2025

Topolino #3636: In vacanza solo storie serie!

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E' raro riuscire a ideare un titolo che metta insieme tutte le storie di un numero, anche quando sono solo quelle di cui voglio scrivere. In questo caso, però, mi ci sono avvicinato abbastanza, anche se restano fuori due storie. Andiamo con ordine e iniziamo con la storia d'apertura, un giorno di festa di Tito Faraci e Giorgio Cavazzano.
Topolino e Pippo si trovano a Boreriver per un giorno di vacanza, mentre la città è in festa. L'umore particolarmente malmostoso di Topolino esalta, per contrasto, ancora di più la verve comica di Pippo, mentre l'imprevisto è dietro l'angolo: qualcuno ha bucato ben due ruote dell'auto di Topolino. Da qui inizia una storia divertente, la classica commedia degli equivoci all'americana in cui Faraci è maestro. Non proprio all'altezza, invece, i disegni di Cavazzano, quanto meno non in tutte le vignette, ma la cosa è più che naturale, vista la lunga carriera del Maestro, che nel complesso, comunque, è ancora in ottima forma.

domenica 29 giugno 2025

Topolino #3631: Una coppia inusitata

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Numero che per certi versi mi ha lasciato perplesso partendo dalla storia d'apertura, Lontano da casa, primo episodio di Minnhi e il pozzo del destino, saga fantascientifica in tre parti di Sergio Cabella per i disegni di Roberto Vian. La storia sembra eccessivamente ripiegata in se stessa, con il solito vizio di tenere elementi il più possibile nascosti al lettore. Il risultato è una storia quasi ermetica, il cui unico vantaggio è quello di permettere a Vian di mostrare al meglio la sua arte con illustrazioni ricche di atmosfera e splash page particolarmente evocative e sognanti.
Non si salva nemmeno la storia finale del numero, Paperofonte e le consegne alate di Roberto Gagnor e Carlo Limido che non sono riuscito a leggere oltre le prime 4 pagine e mezzo in cui la mitologia e la creazione di un mondo diventano roba da marketing. A un appassionato di mitologia come il sottoscritto semplicemente piange il cuore.
Si trova qualche gioia nelle brevi in paticolare con Il persuasore intimorente in cui Roberto Moscato e Francesco Guerrini mostrano una sfida dall'esito scontato, ma non per questo meno gradevole, tra un piazzista truffaldino e l'inesorabile Paperoga!
Le gioie maggiori, però, arrivano con Le città scambiate terzo e ultimo episodio di Nemici pubblici di Tito Faraci e Lorenzo Pastrovicchio.
Come intuibile dal titolo, Topolino e Paperone si scambiano il luogo d'azione, proprio come avevano fatto Gambadilegno e soci con i Bassotti, per affrontare, seppur in una location inconsueta, i loro usuali nemici. Sarebbe stato sicuramente più interessante chiudere senza lo scambio, ma alla fine questa era indubbiamente la soluzione più semplice e veloce.
Questo terzo episodio, comunque, conferma quanto scrivevo settimana scorsa: preferisco la caratterizzazione dei Bassotti a quella di Gambadilegno e compagni. In particolare confermo la delusione per la caratterizzazione, a mio giudizio un po' sottotono, di Plottigat. Stupefacente, invece, l'ottima intesa tra Topolino e Battista, che si rivelano una coppia efficace e particolarmente affiatata: ĆØ un vero peccato non vederli in azione in futuro. Anche se sperarlo ĆØ sempre lecito!

domenica 26 gennaio 2025

Topolino #3609: Alle origini del gotico

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con sistemazione del titolo, correzione di errori di battitura, aggiunta di un paio di considerazioni, sistemazione dei link e dell'immagine di apertura.
Il #3609 arriva in edicola in versione flipbook: arriva in Italia il What If...? dedicato ai Fantastici Quattro, su cui ho giĆ  scritto sul Cappellaio Matto. Iniziamo, quindi, con la storia d'apertura, Una gara da paura, appartenente alla serie di Lord Hatequack presenta.
In questa occasione Giulio Gualtieri con la magistrale assistenza di Roberto Vian, omaggia la mitica gita letteraria di John William Polidori, Lord Byron e di Mary e Percy Shelley che ha dato origine a due capolavori del gotico, Il vampiro e Frankenstein. Allo stesso modo Hatequack, nonna Papera, Paperone e Pico si sfidano in una gara di racconti del terrore, che propongono alcuni temi tipici della letteratura di genere. In particolare Gualtieri recupera, se la memoria non mi inganna, un frammento che Howard Phillips Lovecraft non ha mai completato. Altra citazione lovecraftiana Ć© per il Necronomicon: la lettera iniziale N di questo famoso (e mai scritto) testo maledetto, infatti, ĆØ sulla copertina del libro maledetto protagonista di uno dei racconti ideati da Gualtieri.

domenica 5 gennaio 2025

Topolino #3606: Nel segno di Carpi

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La storia disneyana che più viene in mente quando si pensa a Il fantasma dell'opera di Gaston Leroux è I misteri della cattedrale di Carl Barks, in originale The Phantom of Notre Duck. Pubblicata negli USA su Uncle Scrooge #60 del 1965, arriva in Italia su Topolino #550 l'anno dopo. Vede Paperone e nipoti affrontare un personaggio sfuggente, detto appunto il "fantasma di Notre Duck", che a dispetto dell'ispirazione che sembra essere quella del gobbo di Notre Dame, ricorda molto di più l'Erik di Leroux, sia per via degli abiti neri che gli permettono di confondersi con le ombre, sia per via dell'uso dei passaggi segretio che gli permettono di muoversi velocemente all'interno e sotto la cattedrale paperopolese.
Ci sono state, però, anche delle esplicite parodie del romanzo, in particolare Topolino e il fantasma dell'opera di Alessandro Bencivenni e Luciano Gatto, pubblicata sui numeri 1486 e 1487, che però è ambientata nel tempo presente. Per cui Il fantasma dell'opera di Francesco Vacca e Mario Ferracina è la prima vera parodia in costume del romanzo gotico di Leroux. I due autori, però, non guardano solo alla materia letteraria, ma anche alla tradizione fumettistica disneyana (anche se, in effetti, l'ironia nel romanzo di Leroux è ben presente). Stilisticamente, infatti, sia nella narrazione sia nel tratto adottato da Ferracina si respira l'aria delle parodie di Giovan Battista Carpi, cui i due autori tributano esplicito omaggio, in particolare a Il mistero dei candelabri, parodia de I miserabili di Victor Hugo, che è il titolo dell'opera che viene messa in scena sul palco dell'Opera Paperopoulaire. Tra i caratteristi, poi, si trova, peraltro anche omaggiato nella copertina di Andrea Freccero, troviamo il corvo poliziotto presente in quella parodia.
Al di lĆ  delle reinterpretazioni e degli omaggi disneyani, la parodia di Vacca e Ferracina resta sostanzialmente fedele alla trama, almeno in questo primo episodio, e alle idee di Leroux, che ricordiamo era un ex-giornalista.

mercoledƬ 27 novembre 2024

Topolino #3600: Qualcosa di strano accade nel Kansas

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Come avevo settimana scorsa, sono arrivato in ritardo con la recensione del Topo anche per il numero #3600, ma questa volta la lettura ritardata, che ho concluso giusto oggi, ha come giustificazione il viaggio del fine settimana, iniziato venerdƬ e conclusosi domenica.
Per la recensione di quest'oggi partirei dal fondo, o quasi, ovvero dalla quarta puntata di 500 piedi l'intricata storia fantascientifica di Bruno Enna e Davide Cesarello. E' un episodio molto chiarificatore, almeno relativamente al coinvolgimento degli zii di Orazio e del suo ruolo nella vicenda, ma anche su quali sono le forze in campo. Inoltre consente di aggiungere un ulteriore tassello come spunto pop cui Enna potrebbe aver attinto, visto che grazie a Cesarello alcune scene sembrano rimandare alla serie Netflix Strange Tales, mentre la situazione in cui si trovano coinvolti Orazio e gli zii ricorda non poco Matrix. Un altro possibile spunto potrebbe venire dalla versione silver age di uno dei tanti avversari della Justice League, ma ovviamente le cose potrebbero non essere come sembrano, vista la battuta conclusiva del numero.

domenica 13 ottobre 2024

Topolino #3594: Sicilia chiama Calisota

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La storia d'apertura, Il ferro di Orlando, vede il ritorno sulle pagine di Topolino del buon Topalbano. Creato da Francesco Artibani e Giorgio Cavazzano ne La promessa del gatto pubblicata su Topolino #2994, è ispirato al commissario Montalbano, la più nota creazione di Andrea Camilleri.
La storia, sempre screitta da Artibani ma disegnata da Giampaolo Soldati, vede Montalbano ospite del commissariato di Topolinia in un progetto di scambio culturale con Vigatta, la cittĆ  fittizia che a sua volta omaggia l'altrettanto fittizia Vigata. In particolare in questo programma di gemellaggio, arrivano a Topolinia una mostra sull'arte e la cultura siciliane, inclusi i mitici pupi siciliani, che come intuibile dalla cover di Ivan Bigarella giocheranno un ruolo centrale nella trama, e quindi uno spettacolo teatrale, Il bottaio di Boston. Quest'ultimo ĆØ un riferimento camilleriano al romanzo storico Il birrario di Preston.

domenica 6 ottobre 2024

Topolino #3593: Tutti al circo!

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Sul Topolino #3593 inizia una nuova saga, Circus. A metterla in scena con un primo episodio in due tempi, Ombre della ribalta, ci pensao Giovanni Di Gregorio e Paolo Mottura. E lo sceneggiatore, forte della sua esperienza su Dylan Dog, iniza la storia con un qual certo sottile ammiccamento horror che fa subito pensare a Qualcosa di sinistro sta per accadere, film horror disneyano del 1983 di Jack Clayton basato su Il popolo dell'autunno di Ray Bradbury. I punti di contatto con la pellicola e quelle atmosfere, però, non durano molto, nonostante il circo si chiami Circo Shadow.

lunedƬ 19 agosto 2024

Topolino #3586: Il ritorno di Sandopaper!

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Ritorna, con una nuova parodia, il personaggio di Sandopaper, che era comparso su Topolino #1096 e #1097 nella storia La perla di Labuan di Michele Gazzarri e Giovan Battista Carpi. Il personaggio era poi tornato sul #1679 con Le due tigri, questa volta storia completa di Carpi, nella quale ritornarono le atmosfere esotiche dei romanzi di Sandokan di Emilio Salgari mescolate con il gusto umoristico disneyano.
Mentre in un certo senso la storia di Gazzarri è più fedele alle atmosfere storiche, quella di Carpi introduce elementi modernisti, come le pizzerie, che all'epoca di ambientazione dei romanzi non erano ancora così diffuse, ma soprattutto il night club dei Bassothugs. Allo stesso modo Alessandro Sisti con questo nuovo Sandopaper è più fedele alle atmosfere storiche, come La perla di Labuan, ma è anche molto più fedele delle due storie originali ai romanzi salgariani (in effetti mi baso sui ricordi di quello che ho dello sceneggiato con Kabir Bedi).
Per contro Andrea Freccero ha rispolverato il suo più fulgito tratto carpiano, pur restando ben riconoscibile come autore indipendente. Ne riprende, però, alcune delle vignette e delle soluzioni dinamiche e umoristiche. Vorrei in tal senso sottolineare la forza comica della scena in cui Sandopaper affronta la tigre nella foresta, da confrontarsi con la mitica scena in cui Sandokan affronta una tigre nella foresta. La potete rivedere nel video qui sotto dedicato proprio alla storia di Sisti e Freccero:

domenica 11 agosto 2024

Topolino #3585: In Sardegna

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Numero squisitamente estivo, il #3585, sin dalla copertina di Davide Cesarello. La storia d'apertura, infatti, è ambientata in una delle mete turistiche più famose d'Italia, la Sardegna, ma non per una storia vacanziera, bensì per una avventura di genere storico, Il mistero dei giganti.
Realizzata da un team sardo, ovvero Bruno Sarda e Luca Usai, racconta della leggenda dei giganti di Mont'e Prama, grandi sculture dell'epoca nuragica scoperte nei dintorni di Cabras negli anni Settanta del XX secolo. Rappresentano arcieri, combattenti, pugili e sono alte all'incirca due metri. La storia, che vede Topolino, Minni, Pippo e Topesio interpretare in costume degli abitanti della Sardegna dell'epoca, fornisce una spiegazione sull'uso di queste gigantesche statue che ricorda qualcosa di giĆ  letto o visto relativamente all'isola di Pasqua, soluzione che in ultima analisi getta un ponte non solo tra queste due famose isole, ma in generale con tutte le isole abitate da lungo tempo. E' poi molto divertente vedere come Sarda e Usai giocano e si divertono in maniera umoristica con le tradizioni della loro terra d'origine, lanciando anche un bel segnale ai lettori: va bene rispettarle, ma bisogna anche essere pronti a superarle e adattarle alle circostanze.

sabato 13 luglio 2024

Paperino #529: Il papero più fortunato del mondo

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E così, ufficialmente, ho perso le ultime figurine dell'album di Paperino 90. Per la fumetteria non sono più disponibili le copie con le figurine, che, ovviamente, non sembra si riescano a trovare in nessuna edicola (magari qualcuna ancora c'è, ma chissà dove). Alla fine, quindi, mi sono dovuto "accontentare" di acquistare anche solo il Paperino, concludendo così la serie That's you life, Donald! con il quinto episodio, Il papero più fortunato del mondo di Alberto Savini per i disegni di Mario Ferracina.
L'ultimo desiderio che, infatti, Paperino chiede al genio dell'app è quello di diventare fortunato più di Gastone. E così il genio lo accontenta. E' evidente, man mano che prosegue la lettura, che quella che si sta leggendo è una specie di what if visto che le cose che succedono a Paperino sono decisamente molto fuori della norma. D'altra parte il senso della storia è tutto racchiuso nelle pagine finali, in cui Savini da, come sempre, il meglio di sé come sceneggiatore.

lunedƬ 24 giugno 2024

Topolino #3578: Nafraghi

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Iniza L'isola che noc c'è, storia in 5 (forse 6 se l'ultimo sarà suddiviso in 2 tempi?) episodi di Giorgio Salati e Giampaolo Soldati. Ed è evidente, per chiunque ha visto la serie televisiva che sto per citare, l'influenza che Lost ha avuto nella realizzazione della storia. Ci sono, però, anche alcune modifiche importanti. Topolino, Minni, Clarabella e Orazio, naufragano durante una tempesta sulle sponde di un'isola perduta insieme con un gruppo di turisti che sta passando una divertente crociera su uno yacth nell'oceano.
Fin qui sarebbe una normale storia di un naufragio, ma gli elementi che fanno pensare a Lost sono la presenza di un misterioso aggressore sull'isola che inizia a far sparire i naufraghi (alcuni indizi suggerirebbero, in effetti, la sua natura), l'impossibilitĆ  di comunicare con l'esterno a causa di un forte campo elettromagnetico che circonda l'isola e la presenza di un elemento disturbatore (noto solo al lettore) all'interno del gruppo di naufraghi.

domenica 14 maggio 2023

Topolino #3520: Effetti indesiderati

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In fondo tutte le storie si basano su un concetto non molto diverso dall'effetto indesiderato. Per esempio nel terzo episodio de Le isole delle comete di Pietro Zemelo, Alex Bertani e Nico Picone Mick inizia a sentire il fascino della sua permanenza nell'arcipelago delle isole Rodent. Questo fascino gli autori lo rendono esplicito attraverso tre elementi: innanzitutto il fascino della natura, poiché la bassa marea fa emergere dalle acque, sebbene per un periodo relativamente breve, una lingua di terra; poi ecco il fascino di un cielo stellato limpido solcato proprio dalla cometa che abbiamo visto nel primo episodio, e che continua a essere visibile sulla testa degli abitanti dell'arcipelago; e infine un incontro affascinante. Il tutto condito da un mistero che diventa sempre più intrigante: forse che in qualche modo le isole stiano esercitando una qualche forma di attrazione nei confronti dei suoi abitanti, che non riescono più ad andarsene? Diciamo che questa cosa iniziava a intuirsi già dagli episodi precedenti, ma in questo caso gli autori iniziano a seminare qualche sussurro qua e là nelle chiacchiere degli avventori del bar.
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lunedƬ 8 maggio 2023

Topolino #3519: Numero triangolare

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Il riferimento del titolo non è legato a 3519, che non è un numero triangolare, ma alla nuova storia di Newton & Pico in viaggio nel sapere, Che numero! di Giorgio Fontana e Simona Capovilla. Protagonista della storia è Carl Friedrich Gauss, definito come il più grande matematico di sempre. Cosa che sarebbe in qualche modo corretta, anche se qualcuno potrebbe anche avere qualcosa da obiettare, tipo Leonhard Euler.
A parte queste diatribe, la storia prende le mosse da un particolare aneddoto non verificato: quando il piccolo Gauss aveva appena 9 anni, la sua classe era piuttosto turbolenta, così il maestro J.G. Büttner gli impose un esercizio particolarmente lungo: sommare i primi cento numeri naturali. Il problema, almeno per Büttner, fu che Gauss risolse piuttosto velocemente il problema. Il bimbetto, infatti, notò che i numeri da 1 a 100 possono essere raccolte in coppie di estremi: 1 con 100, 2 con 99, 3 con 98, e così via. E la somma di ogni coppia è pari a 101. Di queste coppie ne esistono 50, per cui la somma è il prodotto tra 101 e 50, quindi 5050.
In effetti dietro questo ragionamento c'ĆØ la definizione analitica o aritmetica dei numeri triangolari: \[T_n = \frac{n(n+1)}{2}\] Quindi il primo numero triangolare ĆØ \(T_1 = 1\), quindi \(T_2 = 3\), \(T_3 = 6\), eccetera. E in particolare \(T_{100} = 5050\).
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domenica 19 marzo 2023

Topolino #3512: L'ultima speranza

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Ancora non siamo giunti alla penultima puntata, ma almeno per noi lettori Topolino rappresenta proprio l'ultima speranza per il mondo. Come già intuito dall'episodio precedente, la minaccia della nebbia non è circoscritta alla sola Topolinia o al Calisota, ma è decisamente molto più estesa. Nelle loro indagini alla ricerca di Topolino, Minni e Manetta trovano alcune carte nautiche che sembrano indicare un luogo ben preciso, che potrebbe essere collegato con tutta la faccenda.
Al di là dei dettagli della trama, ci sono alcuni elementi particolarmente interessanti nella storia, partendo da un riferimento abbastanza esplicito a Non ci resta che piangere, la commedia un po' fantascientifica, un po' storica del 1984 di e con Massimo Troisi e Roberto Benigni. Questo, però, si riduce a una sola vignetta all'interno di una scena più ampia che in qualche modo ricorda, invece, Morte dell'erba, romanzo post-apocalittico di John Christopher in cui gli esseri umani, a causa di una misteriosa malattia che sta distruggendo il grano, si raggruppano in comunità estremamente chiuse e diffidenti nei confronti dell'esterno.

lunedƬ 11 luglio 2022

Topolino #3476: La scienza ĆØ rock

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Almeno personalmente la storia migliore del numero è il terzo episodio di Un lungo inverno, la stagione conclusiva di Foglie rosse. Il motivo è principalmente legato al fatto che Claudio Sciarrone è riuscito a stupirmi. Avete presente il robot che viene mandato sulla Terra dagli Sgharooz per recuperare gli scienziati fuggiti? Pensavo che alla fine il personaggio sarebbe stato equivalente a un intermezzo comico, il classico nulla di fatto ideato da un gruppo caratterizzato un po' come i soldati del Rebo disneyano. E invece il robot, dopo una prima fase di esplorazione, quasi come un turista a New York, inizia a rivelare il suo potenziale minaccioso sempre un po' di più con lo scorrere delle pagine. Parallelamente, poi, abbiamo le "prede" che contemporaneamente si preparano allo scontro. Che, come si intuisce dalle pagine conclusive, si svolge a tempo di rock!
Anche tutti gli altri protagonisti si preparano al gran finale della prossima settimana, però sta proprio nei dettagli, nel modo in cui i personaggi si muovono all'interno dell'ambiente e interagiscono gli uni con gli altri.

lunedƬ 28 marzo 2022

Topolino #3461: Terrore a Topolinia

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Questa settimana seguo il sommario partendo dalla cover story, Il mistero del museo degli orrori, essenzialmente per un motivo: avevo ragione! Su cosa? Non solo sul ritorno di Mortimer Hatequack, ma anche sull'uso del personaggio, ovvero come narratore di storie dell'orrore.
La storia, scritta da Marco Nucci per i disegni di Casty, è infatti il primo episodio della serie Lord Hatequack presenta... L'ora del terrore, che come anticipato nelle interviste uscite settimana scorsa, è ispirata un po' a Alfred Hitchcock presenta, un po' a Ai confini della realtà. Questa prima storia racconta di una strana e oscura avventura che si svolge all'interno del museo delle cere di Madame Topaud, versione disneyana dell'analogo museo delle cere di Madame Tussaud. Oltre allo stile narrativo, colpiscono anche i disegni di Casty, che non solo disegna il primo papero della sua carriera, ma continua con la sua linea grafica sempre più oscura inaugurata con il Macchia Nera sviluppato di recente proprio insieme con Nucci. Lo stesso Casty, poi, inserisce alcuni cameo di alcuni suoi personaggi, presenti come ombre tra i corridoi del museo, su tutti il grande Vito Doppioscherzo.
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E poi arriviamo al secondo episodio de I giorni del disonore di Alex Bertani, Marco Gervasio ed Emmanuele Baccinelli. E vi dico subito che le mie paure della settimana scorsa erano decisamente infondate. C'è da dire che, come mi aspettavo, in realtà l'arresto del primo episodio nascondeva un piano tra Sheriduck e Paperinik per permettere a quest'ultimo di ritrovare con più libertà La bella addormentata, che scopriamo essere nelle mani di Cuoridipetra Famedoro.
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domenica 4 aprile 2021

Topolino #3410: Il non senso della montagna

Che La scalata del secolo, storia di copertina di questo Topolino #3410, mi avrebbe deluso nonostante i fantastici disegni di Paolo Mottura lo avevo giĆ  capito sin dalla scorsa settimana, quando venne reso noto anche lo sceneggiatore della storia: Fausto Vitaliano.
Ho cercato di non farmi influenzare dai preconcetti e dalla prevenzione nei confronti dello sceneggiatore, ma a conti fatti la storia ha confermato che Vitaliano non solo non è il mio sceneggiatore preferito, ma non è adatto nemmeno a realizzare questo genere di storie. Il suo approccio, infatti, è troppo infantile, con soluzioni senza molto senso. La storia (che presenta un anacronismo grande quanto una casa), in effetti, non solo non ha nulla a che fare con le grandi avventure di scalate narrate da un grande autore come Jiro Taniguchi (come l'ultima che ho recensito), e non mi sarei certo potuto attendere qualcosa del genere, ma non ha nemmeno la forza e l'epicità del Topleton di Sergio Cabella (e sempre per i disegni di Mottura), che si dimostra indubbiamente sceneggiatore molto più capace di Vitaliano confrontando due storie per certi versi molto simili per ambientazione.
Il resto del sommario risulta un po' più interessante: L'ultima voce della lista di Francesco Vacca e Francesco Guerrini è una divertente gag story sugli ultimi venti centesimi di Paperino per azzerare la chilometrica lista di debiti con lo zione, mentre Abracadabra, nuova storia della serie Miao: cronache feline, è una surreale e divertente avventura del povero Malachia ideata e congegnata da Enrico Faccini, che come al solito da il meglio di se con trame di questo genere.

sabato 13 febbraio 2021

Topolino #3403: Nel segno di Agatha Christie

Non ho trovato nessun vero spunto interessante dal punto di vista scientifico nell'ultimo Topolino, cosƬ ho deciso di anticipare a oggi la recensione settimanale, concentrandomi sulle storie che maggiormente mi hanno colpito, iniziando dalla storia d'apertura, Lo strano caso di Villa Ghirlanda, giallo in due parti di Blasco Pisapia.
L'autore, in una delle sue rare capatine in quel di Topolinia, realizza un tipico investigativo che ricorda i gialli di Agatha Christie: Topolino e Minni sono, infatti, ospiti di una ricca villa al cui interno viene effettuato un furto ai danni della padrona di casa. E tutti sembrano avere un alibi. A farla da padrone, però, non è esattamente Topolino, ma Manetta, che è stato recentemente trasferito dal commissariato di Topolinia a un altro periferico, mentre il suo posto è stato preso da tale ispettore Irk, personaggio antipatico caratterizzato come una sorta di Topesio. Il buon Manetta, ad ogni modo, venuto a sapere dell'incredibile furto, decide di indagare anche lui per potersi riscattare dall'errore che ne ha causato il trasferimento.
Gli elementi per un giallo bello e appassionate ci sono dunque tutti: vedremo settimana prossima come Pisapia li porterĆ  a termine.

domenica 8 novembre 2020

Topolino #3389: Kolossal

Con i disegni di Libero Ermetti torna Area 15 di Roberto Gagnor che, con Il kolossal di Giggs torna a occuparsi di cinema e approfondisce il personaggio di Giggs, uno dei compagni di avventure di Qui, Quo, Qua in questa deliziosa serie. La storia, oltre a raccontare in maniera divertente il processo di creazione di un cortometraggio, ĆØ anche un atto d'amore per il cinema da parte di Gagnor.
Il cinema ĆØ la vita con le parti noiose tagliate
diceva un grande regista come Alfred Hitchcock, e in piccolo lo fa anche Il kolossal di Giggs.