Stomachion

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venerdƬ 6 marzo 2015

Will Eisner: in viaggio verso la stella di Barnard

In occasione della Will Eisner Week italiana del 2015, vi propongo una recensione di "Vita su un altro pianeta", riprendendo in parte la struttura del mio aggiorno il post recuperando al completo l'articolo originale su it.wiki.
Mio Dio! Questo significa che è... un segnale! Può essere soltanto di origine biologica... una forma di intelligenza... come la nostra... proveniente dallo spazio!
Tra tutte le opere di Will Eisner, Vita su un altro pianeta ĆØ doppiamente particolare, almeno per l'Italia. Pubblicata per la prima volta nel 1978, arriva nel nostro paese, grazie alla Kappa Edizioni, solo nel 2004, presentando un Eisner al massimo della maturitĆ  non solo grafica, ma anche narrativa.
Strutturata in otto capitoli, la narrazione, da un incipit fantascientifico, prosegue con una narrazione veloce e appassionante tipica delle migliori spy story e dei polizieschi più interessanti, alternando, graficamente, tavole con più vignette per lo più sfumate una nell'altra, a splash page di grande effetto e sempre con la dovuta attenzione alle espressioni facciali e ai dettagli fondamentali per la comprensione e la corretta lettura della storia.
Progetto SETI
In una famosa cena tra accademici, Enrico Fermi espresse il famoso paradosso che porta il suo nome e riassumibile con le seguenti domande:
Dove sono tutti quanti? Se ci sono cosƬ tante civiltƠ evolute, perchƩ non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?
A raccogliere la provocazione di Fermi ci pensa Frank Drake con la sua altrettanto famosa equazione che valuta la probabilità di esistenza nell'universo sconosciuto di una civiltà evoluta oltre la nostra. L'interesse di Drake verso la ricerca di vita intelligente nell'universo lo spinse a proporre nel 1960 il progetto SETI, che di fatto iniziò le sue attività nel 1974. Il progetto, uno dei primi a sfruttare, a partire dal 1997, le potenzialità del web per il calcolo condiviso, propone due differenti approcci al problema: uno passivo, basato sul semplice ascolto di segnali provenienti dallo spazio, uno attivo, basato sull'invio di messaggi attraverso sonde e satelliti.
In un certo senso il progetto SETI iniziò le sue attività anche grazie al crescente interesse che all'inizio degli anni '70 del XX secolo spinse la NASA a inserire all'interno delle sonde Pioneer 10 e 11 una placca con un messaggio per eventuali abitatori extraterrestri. Gli Stati Uniti non erano, però, gli unici a interessarsi a questa ricerca, ma anche altri paesi, come Canada e Unione Sovietica, si impegnarono a portare avanti un programma di osservazioni e invio di segnali.
Il segnale
Una delle maggiori preoccupazioni contro il SETI attivo ĆØ la paura delle possibili conseguenze sociologiche e politiche nella ricezione di un segnale effettivamente generato da un'altra popolazione intelligente in un qualche angolo dell'universo.
Per rispondere a questa domanda, Eisner fa raccogliere ai due astronomi Malley e Mark Argano un inusuale segnale proveniente dalla stella di Barnard. Studiata fin dalla fine del 1800 (compariva, infatti, in alcune lastre di Harvard datate 1888 e 1890), fu nel 1916 che Edward Barnard scoprì il così detto moto proprio della stella, il più grande mai osservato(1).

mercoledƬ 6 marzo 2013

Un granello di tempo

A cavallo del secolo scorso, il Dottor Ward Wilmore lanciò una nuova teoria sul TEMPO.
Scrivendo isolato nella fredda eminenza del suo tetro castello, egli concluse che il TEMPO non era nulla più che un'altra forma di materia, una sottilissima sostanza filata intorno a noi come la tela di un ragno.
Egli sostenne inoltre che l'uomo passava attraverso la storia come se attraversasse una lunga serie di stanze, e che ogni cosa accaduta ieri ĆØ ancora qui, e tutto quello che ci accadrĆ  domani esiste ed ĆØ in attesa del nostro arrivo.
La Terra in rotazione, egli credeva, è il veicolo. Se la Terra si dovesse fermare per un momento sul suo asse, potremmo semplicemente rivivere gli eventi di ieri. D'altra parte, se il globo dovesse girare più velocemente, il futuro si precipiterebbe su di noi come un'onda.
Per provare questo punto, egli costruì un pallone e si dispose a esplorare il futuro... Naturalmente non è più stato visto o udito da allora.

(Questa ĆØ la prima pagina della storia di Spirit del 2 marzo 1947. Tutte le storie del personaggio uscite sui giornali o sulle riviste della Quality sono, o dovrebbero essere in pubblico dominio, ed ĆØ con questo spirito che ho tradotto l'incipit della storia. Cliccando sull'immagine, potrete vedere la versione ingrandita con il testo leggibile della pagina. Per chi vuole leggere tutta la storia, c'ĆØ un file completo con solo la prima pagina a colori)

venerdƬ 27 gennaio 2012

Il complotto

La giornata di oggi mi ĆØ sembrata perfetta per recuperare dal limbo la recensione dell'ultima grande opera realizzata dal maestro Will Eisner.

More about Il complottoE' il primo graphic reportage realizzato da Will Eisner. Il creatore di Spirit, impegnato nelle sue opere successive a Contratto con Dio, a ritrarre la realtĆ  statunitense e soprattutto a dare una nuova visione della comunitĆ  ebraica, in questo caso si occupa dei famigerati Protocolli dei Savi di Sion.
Questo letale documento presenta un dettagliato piano in cui un gruppo di rappresentanti delle comunità ebraiche mondiali confessano il piano e il proposito di controllare e conquistare il mondo. Al di là dell'assurdità dell'esistenza di un documento simile, sono molti quelli che nel corso di poco più di un secolo di vita sono caduti e continuano a cadere in quella che può essere definita come la più grande bufala della storia.
La bufala nasce dall'esigenza dei ministri della Russia zarista di fine XIX secolo di convincere Nicola II a resistere alle spinte modernizzatrici per mantenere lo status quo e soprattutto i privilegi di casta. La prima scelta è quella di indicare un nemico che appoggi la modernità, screditando così le forze riformatrici a tutto vantaggio di quelle conservatrici. Il nemico viene presto trovato, e sono gli ebrei, un gruppo di persone discriminate sostanzialmente per la religione, e anche per questo da sempre attaccate e diffamate.
Per portare a compimento l'opera è però necessario realizzare un documento credibile in cui gli ebrei si propongano esplicitamente di conquistare l'economia mondiale: non ha importanza se il documento sia assurdo o meno, incredibile o meno, l'importante è che sia in grado di risvegliare le paure insite nello zar e nel popolo russo.
La scelta del testo di base, o comunque del più importante(1) è Dialogo all'inferno tra Machiavelli e Montesquieu di Maurice Joly. Il dialogo, nato per attaccare politicamente la figura di Napoleone III, non ha certo portato fortuna al suo autore e in parte anche al libro stesso che, di mano in mano, finisce in possesso di Mathieu Golovinskij, esperto nella costruzione di prove false, e che rielabora su ordine dei suoi superiori il libro sul finire del XIX secolo in modo tale da poter essere utilizzato contro il riformismo russo.
Dopo l'uso, nei primi anni del XX secolo, dei Protocolli come bibliografia delle opere antisemite di Sergius Nilus, l'esplosione editoriale dell'opera fittizia è incredibile, e la sua diffusione inarrestabile. E' su di essa che si alimentano, in parte, le follie razziste e antisemite, è su di essa che si alimenta la bufala del complotto mondiale sionista. Nel corso del suo secolo e più di vita, il libello è stato più volte, da quasi tutte le corti più importanti del mondo, inequivocabilmente identificato come un falso, ma nonostante questo non solo molta gente ha continuato a crederci, ma lo ha utilizzato per giustificare razzismo, violenza, intolleranza. E in ogni caso l'attegiamento della gente verso l'ipotesi che sia un falso non è quello che ci si potrebbe ottimisticamente aspettare: forse è un falso, si dice, ma certo rappresenta gli ebrei molto bene, quindi bisogna credere in quello che dice!
Con l'ottimismo che lo contraddistingue, Eisner ha deciso di affrontare la ricerca storica sui Protocolli per divulgare ancora una volta una veritĆ  troppo spesso calpestata, per togliere alle persone una giustificazione e lasciarle nude con il loro razzismo in bella mostra, e per fornire a chi, ingenuamente, ha aderito alla follia, di avere uno strumento per ritornare sui propri passi. Peccato che da solo, un uomo e la sua opera, possono fare ben poco, e allora ĆØ compito nostro come lettori di suggerire la lettura a tutti, in modo che ci sia sempre maggiore diffusione di questi strumenti, necessari per respingere il prossimo attacco dei Protocolli.

(1) Come si legge nell'introduzione di Umberto Eco ci sono altri testi che hanno prestato parti alla stesura dei Protocolli dei Savi di Sion.

lunedƬ 25 febbraio 2008

Il fumetto come arte sequenziale

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Will Eisner - Il fumetto come arte sequenziale è un saggio su Will Eisner uscito per Tunué nella collana Le virgole.
Daniele Bonomo, l'autore, con dovizia di particolari, precisione e passione cerca di raccontare al lettore la gran quantitĆ  di attivitĆ  nelle quali Eisner era impegnato fino a poco dalla morte. Un bel saggio, con lacuni spunti di interesse anche per chi ha imparato a conoscere Eisner e le se opere, ma direi dedicato soprattutto a chi vuole avvicinarsi senza una lettura eccessivamente lunga a questo geniale autore dell'arte sequenziale che ci ha lasciato nel 2005.

giovedƬ 3 marzo 2005

Will Eisner

Non c'è nessuno come Will Eisner. Non c'è mai stato e, nei miei momenti più bui, dubito che ci sarà mai più.
Così dice Alan Moore di Will Eisner, il maestro indiscusso del fumetto, colui che è stato in grado di realizzare fumetti di ogni genere in epoche differenti.
Ci ha lasciato il 3 Gennaio di quest'anno, ma a me piace ricordarlo nel giorno della sua nascita, un giorno importante per tutti gli amanti del buon fumetto.
Creatore di Spirit, Eisner ha iniziato la sua carriera agli albori del fumetto, insieme al suo amico Jerry Iger. Il loro studio produceva fumetti per i quotidiani e per gli editori che, volendo sfruttare il nuovo medium ma senza le necessarie conoscenze, avevano bisogno di una struttura esterna per realizzare fumetti. Quindi, dopo l'esperienza con Spirit ed un fumetto di genere più popolare (una via di mezzo tra il pulp ed il supereroistico), si prende una pausa di alcuni anni per poi riprendere in mano matita e pennino e realizzare, il primo a farlo consapevolmente, delle graphic novel. La sua cavalcata, iniziata con Contratto con Dio, è proseguita spedita di successo in successo, realizzando dei piccoli capolavori quotidiani, al cui interno rivivrà per sempre, ogni volta che qualcuno li leggerà...

P.S.: se volete commentare, passate da cioccolata.blog.tiscali.it, dove ho inserito un altro post omaggio per il Maestro.

domenica 9 gennaio 2005

Vita su un altro pianeta (omaggio ad Eisner)

Vorrei fare un piccolo omaggio ad Eisner, pubblicando un estratto di un articolo che ho realizzato per Wikipedia e che ho inserito oggi on-line:

Mio Dio! Questo significa che è... un segnale! Può essere soltanto di origine biologica... una forma di intelligenza... come la nostra... proveniente dallo spazio!

Tra tutte le opere di Eisner, Vita su un altro pianeta ĆØ un'opera doppiemente particolare, almeno per l'Italia. Pubblicata per la prima volta nel 1978, arriva nel nostro paese, grazie alla Kappa Edizioni, solo nel 2004, presentando un Eisner al massimo della maturitĆ  non solo grafica, ma anche narrativa.
Strutturata in otto capitoli, la narrazione, da un incipit fantascientifico, prosegue con una narrazione veloce ed appassionante tipica delle migliori spy story e dei polizieschi più interessanti, alternando, graficamente, tavole con più vignette, a volte col bordo, spesso sfumate una nell'altra, a splash page di grande effetto e sempre con la solita attenzione nel disegnare le espressioni o nel presentare i dettagli fondamentali nella comprensione e nella lettura della storia.
La premessa alla storia, necessaria per un minimo di comprensione della vicenda che successivamente Eisner si appresterĆ  a narrare: la NASA, con le sonde Pioneer 10 e 11, ha cercato di mettersi in contatto con eventuali nuove forme di vita intelligente. Questa ricerca, fatta con osservatori sulla Terra, era iniziata giĆ  nel 1950 con l'osservatorio radioastronomico di Greenbank nel West Virginia. Successivamente altri paesi (Canada, Unione Sovietica) cercarono di mettersi in contatto con gli alieni, ma la ricerca continua ancora oggi.
Il segnale
La storia di Eisner, però, si basa su un segnale proveniente dalla stella Barnard, che già il 30 Maggio del 1916 mostrò un insolitamente rapido spostamento. Negli anni successivi numerosi segnali, dalla natura insolita, attirarono l'attenzione dei ricercatori: non è pertanto assurdo che l'inusuale segnale che viene raccolto da due ricercatori, Malley ed Mark Argano, nell'osservatorio radioastronomico di Mesa in New Mexico provenga proprio dalla stella Barnard. I due hanno, però, il torto (o la sfortuna) di rivolgersi a Cobbs della sala tracciati, che esaminando il segnale suppone che possa provenire da un pianeta che orbita intorno alla stella Barnard, a circa dieci anni dalla Terra, non più grande della Luna. Cobbs, però, si rivela essere una spia dell'Unione Sovietica, Zorky, che prontamente avvisa la propria ambasciata.
(continua...)

La storia, quindi, prosegue con i ritmi della spy story, come detto, e racconta di come un astrofisico, Bludd, venga gettato nella mischia, in un mondo di spie e controspie, in cui gli interessi economici e politici fanno di una corsa idealistica verso un nuovo pianeta una lotta intestina tra terrestri per vedere chi sfrutta meglio la vicenda.
In definitiva, ancora una volta, la storia ĆØ solo un pretesto, per Eisner, di mostrare i difetti e gli errori e le difficoltĆ  di essere umani. In definitva ĆØ probabilmente la migliore storia di Eisner che io abbia mai letto.

giovedƬ 6 gennaio 2005

Sigh!

L'ho saputo solo oggi... Will Eisner ĆØ morto, lasciando un vuoto incolmabile in tutti noi...
Addio, Will, e un grazie grande che non ĆØ mai abbastanza.

lunedƬ 20 ottobre 2003

Per non avere la memoria corta...

(questo episodio ĆØ tratto dalla storia che il padre del protagonista, pittore nell'Austria del 1910, di Verso la tempesta racconta al figlio:)

Austriaco: Klimit ingrassa sul decadente edonismo ebraico! ... ĆØ sotto gli occhi di tutti! Credetemi... l'autentica purezza razziale germanica... di cui tutti gli austriaci sono partecipi... ĆØ in pericolo!!! Guardate a nord!! In Germania! GiĆ  un'autentica coscienza ariana si sta risvegliando! E' nell'aria... ma grazie al cielo, qui, a Vienna, ancora c'ĆØ chi difende la nostra vera cultura! I nostri valori! Come il nostro Shmuel... che nelle chiese dĆ  forma ai simboli fondamentali della nostra religione!
Shmuel (il padre di Willie): Dunque... lei trova che il mio lavoro rifletta la nostra cultura... la cultura tedesca... come rappresentata dai simboli della chiesa?
Austriaco: Esattamente, ragazzo mio!!
Shmuel: BĆ©... ĆØ davvero bizzarro!
Austriaco: PerchƩ?
Shmuel: PerchƩ io sono ebreo
E l'austriaco, con la coda tra le gambe, se ne va profondamente contrariato!

(da Verso la tempesta di Will Eisner, ed.Puntozero, trad. Andrea Plazzi)