Dopo il
quarto volume di Cinema Purgatorio, torno a occuparmi di
Alan Moore e, in particolare, dello speciale che
Linus gli ha dedicato con l'ultimo numero del 2019, cui peraltro era abbinato anche il calendario di questo sfortunato 2020. Anche in questo caso la lettura ĆØ arrivata con grande ritardo rispetto alla pubblicazione della rivista, ma non sono andato oltre anche grazie agli arresti domiciliari cui siamo costretti.
Andiamo, però, con ordine, e vediamo come è strutturato l'albo dedicato al
bardo di Northampton.
Costruire un omaggio
Sin da quando
Igort ha preso in mano la direzione della storica rivista di fumetti, cultura e approfondimento, ogni numero ha avuto un tema portante, sviluppato nella sezione centrale del numero alternando articoli di critica a fumetti.
Nel caso di Moore lo speciale ĆØ stato curato con la consulenza di
smoky man, ovviamente presente a sommario con un articolo composto da citazioni di Moore che ne identificano il pensiero scientifico e filosofico. Tra gli articoli ho trovato notevoli e interessanti, per vari motivi, quello di
Alessandro Bilotta sul suo rapporto con Moore e quello di
Adriano Ercolani sul parallelismo di temi e narrativa tra Moore e
Bob Dylan. In particolare l'articolo di Bilotta mi ha confermato qualcosa che giĆ pensavo del nostro sceneggiatore sin dai tempi di
Giulio Maraviglia: Bilotta è uno dei pochi autori al mondo ad aver veramente compreso il senso dell'opera dello sceneggiatore britannico e ad applicarlo senza fraintendimenti. Ciò potrebbe essere materiale per futuri articoli, ma per il momento mi fermo qui e passo alle storie.
La redazione di
Linus per questo speciale ha selezionato tre storie brevi,
Continuo a tronare,
Se Einstein ha ragione e
Lo sbaffo frettoloso del mio sorriso. Quest'ultima storiella, su cui non mi soffermerò più di tanto, disegnata da
Peter Bagge, è una vera e propria parodia di un certo modo di fare pubblicità . Nonostante l'interessante argomento, però, mi occuperò principalmente delle altre due storie a sommario.