Stomachion

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lunedƬ 3 aprile 2023

La prima chiamata da un cellulare

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Era il 3 aprile del 1973 quando di fronte a curiosi e giornalisti venne effettuata la prima telefonata da un telefono cellulare portabile privato verso un numero fisso. La dimostrazione fu fatta dall'inventore del cellulare propriamente detto, Martin Cooper, ed era diretta all'ufficio di Joel Engel dei Bell Laboratories. L'importanza dell'evento andava ben oltre la dimostrazione pura e semplice: apriva una vera e propria rivoluzione nel modo di comunicare. La telefonia mobile, infatti, era stata appannaggio solo di alcune tipologie di automobili, ma la realizzazione di un oggetto portatile, anche se all'epoca non cosƬ maneggevole (aveva un peso di all'incirca un chilo), grazie ai progressi della miniaturizzazione e all'abbattimento dei costi, avrebbe permesso di lƬ a pochi decenni a tutti di potersi dotare di un telefono portatile a prezzi abbordabili.
Poi ciò che noi, come genere umano, abbiamo fatto negli ultimi 50 anni (già, oggi sono 50 anni da quella prima chiamata) di questo sistema è storia che stiamo vivendo oggi. E forse non è nemmeno una storia così edificante, ma d'altra parte i progressi della scienza e della tecnologia spesso sono mossi da visioni ottimistiche, quasi utopiche del futuro, che prescindono da come il genere umano ne farà uso. Proprio come ci insegnano lo stesso Martin Cooper o altri grandi visionari del passato, su tutti il nostro Guglielmo Marconi che insieme con Nikola Tesla diedero il via alle ricerche sulla trasmissione di segnali a distanza (non furono gli unici, ma sicuramente i più famosi).
Ultima curiositĆ  da nerd: ĆØ stato lo stesso Cooper a confermare che l'idea per il telefono cellulare gli venne ispirata da Star Trek e dai suoi comunicatori portatili!

lunedƬ 27 settembre 2021

L'ornitottero

Nella saga di Dune una delle invenzioni tecnologiche più curiose sono gli ornitotteri, delle aeronavi che per volare sbattono letteralmente le ali! Delle varie trasposizioni del romanzo, proprio quella di Denis Villeneuve ci presenta degli ornitotteri particolarmente fedeli alle descrizioni presenti nel romanzo di Frank Herbert, ma l'ornitottero non nasce da un'idea dello scrittore di fantascienza, ma è profondamente legata al desiderio dell'uomo di poter volare come gli uccelli.
L'ornitottero più noto è quello di Leonardo Da Vinci, rappresentato in una serie di disegni datati tra il 1485 e il 1490. I suoi progetti, che l'inventore non mise mai in atto, sono stati realizzati solo in epoca moderna per conto di vari musei sparsi per il mondo, come ad esempio quelli costruiti da Alberto Mario Soldatini e Vittorio Somenzi per il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.

giovedƬ 11 febbraio 2021

Wikiritratti: Hedy Lamarr

Ci si potrebbe chiedere perché dedicare una biografia, che sicuramente non sarà omnicomprensiva, a un'attrice alla fine della 6.a Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza? Perché, come alcuni artisti e attori, dietro Hedy Lamarr si nasconde un'inventrice, ed è proprio su quest'ultimo aspetto che mi concentrerò nelle righe che seguono.
Estasi
Hedy-Lamarr
Hedy Lamarr - via
Nata Hedwig Eva Maria Kiesler il 9 novembre del 1914 a Vienna, Hedy Lamarr mosse i primi passi nel mondo del cinema austriaco, ma la prima volta che fece parlare di sé fu nel film cecoslovacco Estasi: in una scena di questo film recità completamente nuda, prima attrice nel mondo della cinematografia non pornografica. Compiuti 18 anni, decise di emigrare negli Stati Uniti d'America per sfuggire al nazismo. D'altra parte il padre, Emil Kiesler, era un ebreo non praticante, oltre che banchiere, e giocò un ruolo fondamentale nella passione di Hedy per la tecnologia: sin da bambina, infatti, il padre le spiegava il funzionamento della tecnologia usata nella società contemporanea. D'altra parte la bambina era sempre stata interessata alla tecnologia: leggenda narra che all'età di cinque anni smontò e rimontò un carillon!
A proposito di questa attitudine, la cosa più stupefacente la disse l'inventore Carmelo Amarena che ebbe il piacere di conoscere e parlare con la Lamarr nel 1997:
Abbiamo parlato come due ingegneri su un progetto interessante. Non ho avuto la sensazione di parlare con una star del cinema, ma con una compagna inventrice.
Ad ogni modo la sua carriera negli Stati Uniti fu caratterizzata soprattutto dalla sua bellezza e dal suo sguardo affascinante ed enigmatico. Il suo successo arrivò fino al punto che Bob Kane, per creare l'aspetto di Catwoman, si ispirò proprio a Hedy Lamarr.
Come detto all'inizio, non sono qui per ripercorrere le tappe della sua carriera cinematografica, per cui balzo immediatamente al...

mercoledƬ 17 giugno 2020

Origine della torcia elettrica

L'invenzione della torcia elettrica fu brevettata dall'inglese David Misell il 12 marzo 1898 (U.S. Patent No. 617,592). Il 10 gennaio del 1899 Misell cedette il suo brevetto all'American Electrical Novelty and Manufacturing Company, che donò alcuni di tali dispositivi alla polizia di New York. La torcia elettrica di Misell caricava una pila zinco-carbone di tipo D e presentava un riflettore in ottone.

domenica 19 maggio 2019

Topolino #3312: Una questione di brevetti

Vista la ricorrenza dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, la storia in cinque parti scritta da Bruno Enna per celebrare il genio italiano sta occupando lo spazio dedicato alla recensione settimanale Al caffé del Cappellaio Matto, però sul numero in edicola questa settimana ci sono ben due storie che forniscono un particolare interesse scientifico. Iniziamo con...
Una capatina all'ufficio brevetti
Sebbene l'idea dietro ai brevetti risalga al tempo della Magna Grecia, in particolare alla città di Sibari, la prima vera legge che regolamenta i brevetti risale al 19 marzo 1474, contenuta all'interno dello statuto del senato della Repubblica di Venezia. L'idea fondamentale dei brevetti stessi è quella di stabilire da un lato la paternità di un'invenzione e dall'altro i diritti di sfruttamento della stessa. Il problema è che ciò non azzera le diatribe né protegge completamente gli inventori stessi, questo perché depositare e mantenere un brevetto per un certo tempo costa denaro all'inventore stesso.
Il caso più eclatante in questo senso è proprio quello del telefono: per molti anni negli Stati Uniti la co-paternità dell'invenzione ad Antonio Meucci non venne accettata, ritenendo il solo Alexander Graham Bell inventore del dispositivo. Il fatto è che Meucci non poteva permettersi di depositare un brevetto vero e proprio per via dei costi molto più alti, accontendandosi del così detto caveat, che però non prevedeva di depositare un progetto più complesso. Questo, in pratica, lasciava margine per depositare un progetto più completo a chiunque si trovasse a lavorare su un sistema simile, proprio come nel caso di Bell.

domenica 31 gennaio 2016

Bisogna saper aspettare con Topolino #3140

Topolino 3140 ĆØ un numero interessante e divertente per almeno due buoni motivi. Il primo ĆØ legato alla scienza e il secondo alla fantascienza.
Effetto "N"
I percorsi della scenza sono vari e spesso tortuosi. Ad esempio Henri PoincarƩ ebbe bisogno di una sorta di mini vacanza per risolvere un problema matematico particolarmente spinoso. E' con questo spirito che si deve immaginare Archimede in vacanza ne Il misterioso effetto "N", gradevole storia di Augusto Macchetto per i disegni di Paolo De Lorenzi che vede coprotagonista, anche se per poche vignette, la scienza e la sua storia. Ad esempio gli ingredienti base per l'invenzione della fotografia erano tutti presenti da tempo: il nitrato d'argento, detto anche sale d'argento, la camera oscura e le lenti.
Le lenti sono sicuramente lo strumento più antico: ad esempio quella rinvenuta a Nimrud risale al VII secolo a.c. e probabilmente non serviva come elemento decorativo (diciamo che ancora non si sa a cosa servisse!).

sabato 15 febbraio 2014

La conservazione dell'energia del Sole

Oggi la cattura e la conservazione dell'energia del Sole viene fatta attraverso i pannelli solari, che possiamo considerare come un primo, primitivo passo verso un controllo energetico consapevole. La strada che si potrebbe seguire sembra quella, immaginata da molti scrittori di fantascienza, di un controllo diretto dell'energia delle stelle, a incominciare da quella del Sole. E uno dei primi progetti per la cattura e la conservazione della sua energia non viene da uno scrittore, ma dall'ingegnere e inventore Charles William Siemens, nato tedesco come Carl Wilhelm e che spese la maggior parte della sua vita su suolo britannico, prendendone la nazionalitĆ .
Una delle sue invenzioni più fantascientifiche e decisamente irrealistiche (anche ai giorni nostri, a dire il vero) è sicuramente quella sorta di fornace galattica che avrebbe dovuto raccogliere e conservare proprio l'energia del Sole, altrimenti in massima parte dispersa nello spazio. Alla base di questa idea c'erano alcuni punti cardine, come la presenza di carbonio o di vapore acqueo nello spazio interplanetario, che si sarebbero dovuti dissociare per l'interazione con le radiazioni solari.
Il fantastico e fantascientifico sogno di Siemens, illustrato dall'immagine qui sopra, presente nell'articolo, uscito su Nature (pag. 440 del vol.25), che è la trasposizione integrale di una lezione dell'inventore presso la Royal Society, può essere ben riassunto dalle sue parole conclusive, che quasi rappresentano un invito a seguire la strada da lui indicata:
Se queste condizioni dovessero essere giustificate, noi guadagneremmo la soddisfazione che il nostro sistema solare non ci impressionerebbe più con l'idea di una prodigiosa dissipazione di energia nello spazio, ma piuttosto con l'azione ben ordinata e autosufficiente, in grado di perpetuare la radiazione solare al futuro remoto.

(via Ptak Science Books)
Siemens C.W. (1882). On the Conservation of Solar Energy, Nature, 25 (645) 440-444. DOI: