Stomachion

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sabato 13 luglio 2019

Topolino #3320: Tutta questione di papere

Oggi ĆØ il 13 luglio. Quindi domani ĆØ il 14 luglio, giorno del Carnevale della Matematica. La 131.ma edizione, quella di domani, verrĆ  ospitata proprio qui su DropSea. Questo vuol dire che o avrei ritardato o avrei anticipato di un giorno rispetto all'usuale domenica la recensione del Topolino #3320. Se state leggendo questa introduzione, molto probabilmente ho deciso di anticipare l'articolo, ricordandovi che la storia di chiusura, Topolino e il mistero dell'ultima pagina, verrĆ  recensita tra poche ore sul CaffĆØ del Cappellaio Matto.
Il ritorno delle papere
Marco Bosco ĆØ lo sceneggiatore che ha messo insieme Paperina, Nonna Papera, Brigitta e Miss Paperett in un affiatato gruppo di 4 papere, delle vere e proprie fab4, se mi passate il paragone. Ed ĆØ con loro 4 che inizia la seconda puntata della Missione Zione dal titolo La candela.
A differenza del primo episodio, costruito su un ritmo più blando e su una struttura più da giallo enigmistico, La candela guadagna in ritmo grazie all'inseguimento di Miss Paperett alle sue amiche, che sono in giro alla ricerca del nuovo indizio in compagnia di Amelia, che nel frattempo ha preso le sembianze della segretaria di Paperone.
In questo secondo episodio i disegni sono affidati a Emmauele Baccinelli, che risulta indubbiamente efficace con il ritmo della storia e la gestione dei personaggi, mostrando per altro, uno stile estremamente carpiano al limite del ricalco.

domenica 9 giugno 2019

Topolino #3315: Ridi, Paperino, ĆØ il tuo compleanno!

L'atmosfera che si respira sul Topolino #3315 dedicato all'85.mo compleanno di Paperino, escludendo la storia d'apertura, ultima puntata de Il grande gioco geniale (a breve Al Caffé del Cappellaio Matto), è molto simile a quella di Ridi Topolino. Il che per alcuni versi è un bene, per altri un po' meno.
Che confusione, Paperino!
Fausto Vitaliano gioca con le molte identità di Paperino, creandogli una vera e propria crisi d'identità. Il nostro eroe, infatti, inizia a confondere le sue molte attività come Paperinik, Double Duck, QuQu7 e Pk, così si rivolge ad Archimede per avere una mano. Se già questo accavallamento di personalità ha un che di surreale, l'invenzione che Archimede utilizza per risolvere la questione rende l'atmosfera ancora più surreale, visto che le quattro identità segrete di Paperino vengono estratte dall'invenzione e trasformate in esseri di carne e piume.
Inizia, cosƬ, una dinamica storia, a tratti esilarante, in cui Paperino cerca di tenere sotto controllo le sue identitƠ che iniziano a competere una con l'altra, generando cosƬ caos per la cittƠ, poichƩ nessuna riesce a risolvere le minacce che solitamente si trovano nelle loro storie. In un certo senso Vitaliano realizza una parodia di ciascuna di queste identitƠ segrete, divertendosi e divertendo il lettore proprio per l'intento di leggerezza dietro la storia. Nessuno dei personaggi, principali o secondari, viene risparmiato dalla vena satirica dello sceneggiatore, nemmeno lo stesso Archimede, permettendo alla fine al solo e unico Paperino di emergere con tutte le sue qualitƠ.
Il tratto spigoloso e lo stile dinamico di Emilio Urbano, infine, si adattano perfettamente ai toni surreali della sceneggiatura, riuscendo a rendere in maniera efficace le gag che costellano le due parti della storia.

domenica 19 maggio 2019

Topolino #3312: Una questione di brevetti

Vista la ricorrenza dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, la storia in cinque parti scritta da Bruno Enna per celebrare il genio italiano sta occupando lo spazio dedicato alla recensione settimanale Al caffé del Cappellaio Matto, però sul numero in edicola questa settimana ci sono ben due storie che forniscono un particolare interesse scientifico. Iniziamo con...
Una capatina all'ufficio brevetti
Sebbene l'idea dietro ai brevetti risalga al tempo della Magna Grecia, in particolare alla città di Sibari, la prima vera legge che regolamenta i brevetti risale al 19 marzo 1474, contenuta all'interno dello statuto del senato della Repubblica di Venezia. L'idea fondamentale dei brevetti stessi è quella di stabilire da un lato la paternità di un'invenzione e dall'altro i diritti di sfruttamento della stessa. Il problema è che ciò non azzera le diatribe né protegge completamente gli inventori stessi, questo perché depositare e mantenere un brevetto per un certo tempo costa denaro all'inventore stesso.
Il caso più eclatante in questo senso è proprio quello del telefono: per molti anni negli Stati Uniti la co-paternità dell'invenzione ad Antonio Meucci non venne accettata, ritenendo il solo Alexander Graham Bell inventore del dispositivo. Il fatto è che Meucci non poteva permettersi di depositare un brevetto vero e proprio per via dei costi molto più alti, accontendandosi del così detto caveat, che però non prevedeva di depositare un progetto più complesso. Questo, in pratica, lasciava margine per depositare un progetto più completo a chiunque si trovasse a lavorare su un sistema simile, proprio come nel caso di Bell.

sabato 12 settembre 2015

Topolino #3120: il ritorno dei milioni di Paperone

E a quanto pare continuo a brevisionare Topolino. Questa volta inizia una nuova saga (o continua, dipende dai punti di vista!) e come nelle settimane precedenti, con le opportune modifiche, il testo per la brevisione su LSB (che dovrebbe uscire lunedƬ 14, un paio di giorni prima del nuovo numero) viene integrato con le osservazioni relative alle altre storie presenti sul #3120.
Dopo la raccolta in volume delle prime quattro storie della serie Tutti i milioni di Paperone, torna sulle pagine di Topolino Fausto Vitaliano con il racconto dell'undicesimo milione.
Questa volta Vitaliano si concentra sull'epica della posta aerea: Paperone, infatti, inizia una attivitĆ  di consegna della posta su un'isoletta nei pressi del Circolo Polare Artico, con gran soddisfazione di quasi tutti gli abitanti. Purtroppo un sabotaggio complica la situazione e rende l'ultimo viaggio in aereo di Paperone piuttosto movimentato.
Il ritmo e il susseguirsi senza respiro delle gag in questa porzione della storia sono indubbiamente la parte meglio riuscita, all'interno comunque di una storia con un'ottima gestione dei personaggi, in particolare di un PdP grintoso e intraprendente che mostra gli aspetti positivi del libero mercato.
Ad affiancare Vitaliano troviamo Carlo Limido: il tratto rotondo alla Luciano Gatto si adatta perfettamente alle scene maggiormente action, mentre si mostra poi particolarmente efficace nella rappresentazione dei personaggi e soprattutto nella caratterizzazione grafica dell'antagonista di Paperone.
Piccola osservazione: la serie si caratterizza per un Paperone spaccone che raccontando le sue avventure di gioventù si accredita l'invenzione di alcuni prodotti più o meno famosi. Ovviamente Paperino, come accade nell'ultimo capitolo della Saga, non crede allo zio e potremmo dire che ogni volta fa bene, anche se in fondo tutto questo è parte del gioco decisamente efficace costruito da Vitaliano nelle storie di questa serie.
In questa occasione, comunque, lo scrittore propone come invenzione del giovane Paperone quella del ghiacciolo.