Stomachion

Visualizzazione post con etichetta danilo barozzi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta danilo barozzi. Mostra tutti i post

domenica 2 marzo 2025

Topolino #3614: Carnevale a Venezia

topolino3614-estratto-cover
Con il secondo episodio di Le maschere, Andrea Malgeri ci trasporta nell'atmosfera più sfrenata dal Carnevale, riuscendo a sviluppare al contempo le due linee narrative principali: quella dei figuranti di strada, che erano protagonisti proprio in eventi come il Carnevale, e quella della lotta contro i soprusi. A guidare il lettore attraverso queste due linee narrative ci pensa, però, un unico personaggio, il doge di Venezia Cormoran, che finisce per vivere, grazia a uno scambio che viene direttamente da Il principe e il povero, il Carnevale della sua città sia sul palco dei teatranti di strata, sia sopra i tetti in compagnia delle Maschere.
Ne emerge un personaggio interessante che grazie a questa doppia visione e al bagno di umiltĆ  che ne consegue, giunge alla consapevolezza della stato in cui versano i veneziani a causa dela sua "distrazione" nei confronti della condotta dei Bassotti.
Altro elemento non trascurabile ĆØ la storia delle origini delle Maschere, raccontata dalla viva voce di Paperino. Storia che si intreccia con uno dei principali compiti del far ridere: spingere le persone a riflettere sul mondo. E in particolare, tramite la satira, che ĆØ prettamente politica, sui comportamenti dei governanti. E questa serie si sta rivelando un modo molto intelligente per spingere i lettori a riflettere su questo tema, senza dover necessariamente porre espliciti riferimenti all'attualitĆ  politca.

martedƬ 2 aprile 2024

Topolino #3566: La realtĆ  come costruzione gambesca

topolino3566-estratto-cover
Credo non ci sia nulla di più chiaro sulla condizione di Topolino della cover di Davide Cesarello, che lo ritrae comodo in poltrona con gli occhiali scuri all'interno di una stanza. Ne I due volti della vendetta di Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio troviamo, infatti, un Topolino che sembra aver perso il suo solito spirito critico, forse attaccato alla speranza che Gambadilegno, ritornato dall'esperienza di Ducktopia, sia realmente cambiato. Come, però, ho scritto nelle recensioni dedicate alla stagione conclusiva della saga, il principale difetto della stessa era che questo cambio di rotta di Pietro Gambadilegno non era stato per nulla approfondito. Pur continuando a considerare quella una mancanza, in qualche modo si potrebbe considerare quella mancanza come un indizio della sincerità del cambio di direzione del personaggio. Cui nessun lettore dotato di senno ha mai creduto.

domenica 4 febbraio 2024

Topolino #3558: Alla ricerca di un eroe per caso

topolino3558-estratto-cover
Avevamo lasciato, un paio di mesi fa o giù di lì, il buon Gambadilegno in quel di Ducktopia. Pietro, infatti, con un moto di inusitata generosità, si sacrificò per consentire di sistemare la situazione che si era venuta a creare tra il mondo di paperi e topi e Ducktopia. Ora, con la terza stagione di Ducktopia, Francesco Artibani, Licia Troisi e Francesco D'Ippolito ci riportano in quel mondo fantasy per seguire Topolino, Pippo e Paperino accompagnati da Trudy alla ricerca di Gambadilegno con l'obiettivo di riportarlo indietro.
Ovviamente gli autori ci raccontano delle vere e intuibili motivazioni di Pietro dietro il gesto e di come il ruolo che gli abitanti di Ducktopia gli hanno riservato non gli calza esattamente a pennello, però la felicità di sapere che presto potrà tornare a casa, viene spazzata dal colpo di scena finale, lasciando così il lettore nell'attesa di scoprire come il gruppo di personaggi disneyani riuscirà a ritornare indietro. In parte Il re di Ducktopia è, però, deludente: Gambadilegno, infatti, è più che altro schiacciato dal ruolo che gli viene assegnato e non riesce a utilizzarlo per scopi che sarebbero più consoni al suo personaggio. Si può, d'altro canto, trovare un interessante elemento narrativo che viene enfatizzato più dai disegni di D'Ippolito che non dalle didascalie di Artibani e Troisi: cosa è accaduto a Gamba tra l'inizio di questa storia e il momento in cui Topolino & co. lo hanno finalmente trovato? Perché, a ben vedere i disegni, qualcosa è successo e non è sicuramente una svista se gli autori non ce l'hanno raccontato!

sabato 5 novembre 2022

Paperinik #70: Una nespola per domarli

20221105-paperinik70
Eh lo so che oggi è prevista l'uscita di Paperinik #71, e quindi sono in ritardo, che ci volete fare, però, visto che sto recensendo The wacky knight, mi sembrava poco carino saltare il quinto capitolo, scritto da Alessandro Gatti per i disegni di Marco Mazzarello. La storia è abbastanza semplice: gli equivalenti medievaleggianti di Paperone e Rockerduck si sfidano per il possesso di una nespola magica. O almeno così narra la leggenda. A quel punto, invece di una bella guerra, ecco un torneo tra i migliori cavalieri dei due re. E' fuor di dubbio che il principale merito della storia sta proprio nella trama, che alla fine propone una interessante lettura: c'è sempre un'alternativa!
Il resto del sommario presenta un altro paio di storie particolarmente interessanti, come Terrore nel castello, divertente avventura, anche questa medievaleggiante, della serie Quando Paperinik mangia pesante di Tito Faraci e Giuseppe Ferrario e soprattutto L'anello del male, probabilmente la storia migliore dell'albo. Scritta da Nino Russo per i disegni di un ottimo Danilo Barozzi, ĆØ stata originariamente pubblicata su Paperinik e altri supereroi #61 del 1998 e racconta di come Paperinik abbia dovuto affrontare un suo doppio malvagio e fantasmatico generato dalla maledizione di uno sciamano indiano. Una sfida senza respiro che dimostra come, sulla spinta di PKNA, anche il Paperinik classico riusciva a tirare fuori delle storie con tematiche non molto differenti e altrettanto valide.

domenica 9 giugno 2019

Topolino #3315: Ridi, Paperino, ĆØ il tuo compleanno!

L'atmosfera che si respira sul Topolino #3315 dedicato all'85.mo compleanno di Paperino, escludendo la storia d'apertura, ultima puntata de Il grande gioco geniale (a breve Al Caffé del Cappellaio Matto), è molto simile a quella di Ridi Topolino. Il che per alcuni versi è un bene, per altri un po' meno.
Che confusione, Paperino!
Fausto Vitaliano gioca con le molte identità di Paperino, creandogli una vera e propria crisi d'identità. Il nostro eroe, infatti, inizia a confondere le sue molte attività come Paperinik, Double Duck, QuQu7 e Pk, così si rivolge ad Archimede per avere una mano. Se già questo accavallamento di personalità ha un che di surreale, l'invenzione che Archimede utilizza per risolvere la questione rende l'atmosfera ancora più surreale, visto che le quattro identità segrete di Paperino vengono estratte dall'invenzione e trasformate in esseri di carne e piume.
Inizia, cosƬ, una dinamica storia, a tratti esilarante, in cui Paperino cerca di tenere sotto controllo le sue identitƠ che iniziano a competere una con l'altra, generando cosƬ caos per la cittƠ, poichƩ nessuna riesce a risolvere le minacce che solitamente si trovano nelle loro storie. In un certo senso Vitaliano realizza una parodia di ciascuna di queste identitƠ segrete, divertendosi e divertendo il lettore proprio per l'intento di leggerezza dietro la storia. Nessuno dei personaggi, principali o secondari, viene risparmiato dalla vena satirica dello sceneggiatore, nemmeno lo stesso Archimede, permettendo alla fine al solo e unico Paperino di emergere con tutte le sue qualitƠ.
Il tratto spigoloso e lo stile dinamico di Emilio Urbano, infine, si adattano perfettamente ai toni surreali della sceneggiatura, riuscendo a rendere in maniera efficace le gag che costellano le due parti della storia.