Dopo il prologo della
settimana scorsa, torna su
Topolino la saga di
Donald Quest, cui
Andrea Freccero dedica la solita, impeccabile copertina. D'altra parte Freccero ĆØ stato il disegnatore del primo numero della prima "stagione", quella uscita per
IDW e successivamente nel resto del mondo. A partire da
The rock of fire, invece, la palla ĆØ passata ai francesi, che hanno realizzato, invece, dei veri e propri miniepisodi, all'incirca la metĆ per lunghezza di quelli originali. Immergiamoci, dunque, nelle atmosfere
fantasy di
Donald Quest.
Quando il meglio sta nel prologo
Le quattro puntate della saga, pubblicate su due numeri di
Mickey Parade GƩant Hors-SƩrie, sono affidate a
Riccardo Pesce e
Marco Mazzarello. Si torna, dunque, al mondo di Feudarnia, fatto di asteroidi che fluttuano nello spazio, abitati da comunitĆ feudali e che si muovono, da un posto all'altro, utilizzando delle vere e proprie navi volanti
(). Dal punto di vista della storia, effettivamente questa è un po' più nelle corde dei francesi, visto che quel piccolo capolavoro che era
Dragon Hunters, anch'esso con una trama molto simile a
Donald Quest, era proprio di produzione francese.
Andiamo ai contenuti: come anticipato nel titoletto, il prologo, a conti fatti, ĆØ risultato qualitativamente migliore. L'accoppiata
Chantal Pericoli-
Ciro Cangialosi è risultata molto più efficace grazie ai toni e allo stile alla
Ridi Topolino adottati. Pesce e Mazzarello, invece, realizzano una storia più classica che, però, non mi è sembrata completamente convincente. D'altra parte gli elementi di base così come erano stati posti da
Stefano Ambrosio non mi avevano conquistato giĆ nella prima saga.
Donald Quest, come
Wizards of Mickey, utilizzava elementi presi dal mondo dei giochi di carte collezionabili per variare un po' sui classici canoni del genere
fantasy, che in realtĆ funzionano abbastanza bene e forse, come hanno mostrato molte saghe uscite su
Topolino in questi anni, sarebbe stato più giusto puntare sui personaggi. In questo senso il Topolino di
Donald Quest emergeva con una forza molto maggiore rispetto al protagonista della saga, Paperino, che sostanzialmente continua a restare lo stesso Paperino di sempre.