Stomachion

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domenica 24 agosto 2025

Topolino 3639: L'ultima colonia di Atlantide (e altre cose di scienza!)

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Avevamo lasciato i nostri amici catturati dalle lepri viola mentre il loro capo, lord Volpeker, ritrovava la memoria: lo smemorato Boh era, infatti, un personaggio di alto rango di questa avida associazione criminale che sta cercando i sgreti di Atlantide, ovviamente per i propri scopi. Se ci limitiamo al destino finale di Volpeker e a quello della colonia atlantidea di Zeta, siamo di fronte a un esito tutto sommato scontato ma l'obiettivo di Casty con Le vestigia di Z non era tanto questo, motivo per cui ĆØ un vero peccato che siano state utilizzate le due pagine successive alla storia per un'intevista all'autore relativamente all'uscita della Thriller Collection #10 con la ristampa della Spactralia Antartica.
A un livello superficiale si potrebbe dire che l'obiettivo dell'autore friulano sia sempre quello: far comprendere al lettore che esiste un modo non legato al profitto per vivere su questo pianeta. Il vero cuore della storia, però, si trova nella quinta pagina di questo terzo episodio, quando i nostri eroi, accompagnati da Volpeker, entrano nella sala che custodisce il vero tesoro di Z.

sabato 4 febbraio 2023

Paperinik #73: Un nuovo cavaliere a Duckmelot

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Sono un po' meno in ritardo rispetto al Paperinik #72, visto che il #74 in teoria dovrebbe uscire domani. Se non ci saranno ritardi, probabilmente lo acquisterò questo mercoledì con Topolino, e visto che ci sarà abbinata la moneta (a proposito, la state seguendo la playlist degli unboxing?), potrebbe anche essere che vi proporrò un po' prima del solito la recensione del #74. Vedremo.
Per intanto, però, concentriamoci su Il nuovo cavaliere di Alessandro Ferrari e Alessandro Pastrovicchio, l'8.vo e ultimo capitolo della prima stagione del Wacky Knight, ovvero la versione fantasy di Paperinik.
La storia, che mette in scena forse il tentativo più pericoloso e più vicino alla riuscita di Amelia per accaparrarsi il rubino rubicondo de Re Paperon, propone l'esordio nella serie della versione duckmelotiana (scusate!) di Paperinika. A differenza dell'alter ego di Paperino, Lady Paperinika non ha origni magiche, ma dal puro e semplice coraggio di Lady Paperina, pungolata all'azione dalla sua amica Lady Chiquita. La storia vede anche l'inserimento di altri elementi interessanti provenienti dalle storie classiche di Paperinik, come una specie di club di sir Paperinik. Se però caliamo l'episodio all'interno della serie, risulta evidente un difetto di fondo della saga: non c'è alcuna vera preparazione dell'esordio di Lady Paperinika disseminato negli episodi precedenti. Lady Paperina, infatti, non aveva mai mostrato alcuna propensione all'azione. Niente avrebbe infatti fatto presagire il suo esordio come cavaliere mascherato.
A parte questo elemento, che più che altro è una debolezza della serie più che del singolo episodio, la storia è una delle migliori di questa prima stagione, anche per la drammaticità degli eventi messi in campo, che vengono comunque opportunamente alleggeriti dallo stile leggero e dalle gag sparse qua e là. Vedremo come proseguirà il tutto già sul #74.

domenica 25 settembre 2022

Topolino #3487: Scacco matto a Topolino

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Dopo la scorpacciata fantascientifica di Minaccia dallo spazio, arriva una nuova saga ad alta tensione, questa volta nel genere thriller, sottogenere degli attentatori (d'altra parte il sottogenere equivalente dei serial killer ĆØ piuttosto difficile da affrontare su Topolino). A relizzare la nuova saga in quattro episodi, Scacco matto a Topolino, troviamo Giovanni Di Gregorio con, ai disegni, Ottavio Panaro. La storia ĆØ anche abbinata al nuovo gadget del settimanale, gli Scacchi di Topolino, di cui qui sotto vi metto il primo degli unboxing che spero di realizzare nel corso delle quattro settimane. Vi segnalo anche l'unboxing di Alain su YouTube.

domenica 13 marzo 2022

Topolino #3459: Una torta da Pico

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Dopo l'episodio dedicato alla matematica, tornano Le pillole di Pico di Marco Bosco con sei pagine dedicate al pi greco, nota anche come costante di Archimede. Sempre disegnata da Giulia La Torre, la storia fornisce al lettore tutta una serie di curiositĆ  sul numero che ĆØ anche il simbolo della matematica. D'altra parte il 14 marzo ĆØ sia il pi day sia la Giornata Internazionale della Matematica.
La storia, per quanto breve, è ricca di spunti: si inizia con la definizione del pi greco come il rapporto tra la lunghezza della circonferenza e quella del suo diametro, fino a una breve storia delle prime misure di questa costante. Le prime storicamente accertate risalgono ai babilonesi e agli egiziani, ma quella del mondo antico che più si avvicina al valore a noi oggi noto è quella di Archimede.
La storia fa poi un salto ai tempi moderni, passando per una citazione di passaggio all'origine del nome della costante, anche se in questo caso Bosco non cita Leonhard Euler, il matematico svizzero che viene indicato come il propositore del simbolo oggi adottato per la costante.
I tempi moderni sono quelli del calcolo computerizzato, e vengono mostrati con Rockerduck che cerca di battere con il suo centro di calcolo quello di Paperone per numero di cifre decimali del \(\pi\). Ovviamente senza successo!
A oggi il record di cirfre decimali del pi greco ĆØ di 62831853071796 (oltre 62800 trilioni xi cifre!) detenuto da un team di ricerca svizzero e ottenuto il 14 agosto del 2021 dopo 108 giorni di calcolo!
Il finale della storia, senza scendere nel dettaglio, stuzzica il lettore con le applicazioni del pi greco. Sono tutte applicazioni che, in realtĆ , sono legate a formule matematiche al cui interno ĆØ presente la costante.
La storia, poi, si conclude con un party all'aperto, quello per il pi day, che tra poche ore festeggeremo proprio su questo blog con il Carnevale della Matematica: Stay tuned!
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sabato 19 febbraio 2022

Tutte le stelle di Topolino

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Conclusi i volumi pubblicati dalla Giunti, inizio a raccontarvi i voliumi del topo francese pubblicati dalla Panini. L'ordine in questo caso non sarĆ  cronologico, ma in funzione del mio ordine di lettura o di altri criteri variabili. Come ad esempio il tema particolare del volume che sto per presentarvi: Mickey All-Stars.
La valenza celebrativa del volume ĆØ evidente sin dall'introduzione, che rende chiaro al lettore che il volume che sta per leggere ĆØ realizzato da diversi autori, ispirandosi al movimento letterario dell'oulipo di Raymon Queneau (il suo equivalente fumettistico ĆØ l'oubapo). In questo caso l'unico vincolo narrativo imposto agli autori di ciascuna delle 44 pagine ĆØ quello della prima e dell'ultima vignetta, quando Topolino rispettivamente si chiude una porta alle spalle e si appresta ad aprirne un'altra alla fine.
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domenica 25 ottobre 2020

Topolino #3387: I topi non avevano nipoti?

Si conclude con Il caso venuto dal passato la saga di Mickey 2.0 di Tito Faraci e Claudio Sciarrone.
La storia, che non risolve tutti i nodi narrativi introdotti negli episodi precedenti, ruota intorno a un caso parzialmente irrisolto del Topolino che tutti conosciamo, nonno del Topolino protagonista di questa gustosa e divertente saga del futuro.
In questo caso il Topolino originale non ĆØ riuscito a recuperare la refurtiva sottratta da Gambadilegno, pur riuscendo a catturarlo ancora una volta. A sparire ĆØ un prototipo tecnologico che, si diceva, sarebbe stato in grado di cambiare il mondo. A questo punto Topolino nipote e Gambadilegno nipote seguono alcuni indizi provenienti dal passato cercando di scoprire dove si trovi l'Utopzz.
Al di là della storia in sé, che mescola con sapienza l'investigazione pura con l'azione, tra una battuta brillante e l'altra (con un paio che sembrano uscire fuori direttamente da Ridi Topolino!), l'elemento centrale della storia è il recupero, per quanto a distanza, del rapporto tra nonno e nipote, con il primo che torna a giocare il ruolo di punto di riferimento.
D'altra parte il confronto con la pesante ereditĆ  viene continuamente ricordato dagli zii Tip e Tap, due anziani e attempati signori con la barba lunga, decisamente invecchiati male visto che indossano ancora il cappellino dell'infanzia: in questo modo Sciarrone riesce a rappresentare molto bene quei piccoli tratti di nostalgia del tempo perduto che restano spesso nella nostra personalitĆ .

domenica 2 agosto 2020

Topolino #3375: Graditi ritorni

Se la storia d'apertura è la sorprendente Le notizie di Mr. Vertigo di Marco Nucci e Fabrizio Petrossi, la seconda storia non è certo da meno di quella d'apertura, e segna anche un gradito ritorno alla qualità per uno dei nuovi sceneggiatori che più mi aveva colpito al suo esordio: Vito Stabile.
Sulla spiaggia col magnate
Dopo storie obiettivamente di media o bassa qualitĆ , come ad esempio le storie di Paperone e Gedeone o quelle ambientate su Pacificus, Stabile finalmente decide di cambiare completamente registro, affrontando un personaggio che ultimamente gli autori stanno cercando di rivalutare da un nuovo punto di vista: Rockerduck.
Le premesse della storia sono le solite: una rissa con Paperone al Club dei miliardari. Le conseguenze sono un po' diverse: Rockerduck viene, infatti, bandito per aver scatenato la rissa senza alcun motivo, per cui Luski consiglia al suo principale di predenrsi una vacanza. E il buon John D. Rockerduck decide di andare a Ducksand, che ha un pregio non indifferente: ĆØ troppo cara per i gusti di Paperone.
Le novitĆ  della storia sono tante. Innanzitutto il protagonista, Rockerduck, cosa che non ĆØ avvenuta molto spesso, se si esclude l'ultimo periodo. Quindi la voce narrante, che ĆØ quella dello stesso Rockerduck. Questo espediente permette in maniera semplice e immediata di far capire al lettore il livello di stress raggiunto dal rivale di Paperone.

domenica 26 agosto 2018

Topolino #3274: Da 90 a 60!

Sul Topolino #3274 si festeggiano due ricorrenze: come recita la copertina, partono le celebrazioni per i 90 anni del titolare della testata, mentre con la seconda storia vengono festeggiati i 60 anni di storie di Luciano Gatto su Topolino.
Il mitico Gatto
Ad affiancare sulle pagine de Il mitico M.I.T.O. c'è, come di consueto nella maggior parte delle storie di Gatto degli ultimi anni, lo sceneggiatore Fabio Michelini. Nella storia Paperone rivoluzione il mercato dell'usato grazie a una serie di tubi pneumatici che attraversano la città collegati a un mega computer che, valutando gli oggetti che vengono inseriti nei tubi, propone un prezzo di vendita da pagare al venditore immediatamente. In questo modo Paperone acquisisce oggetti che può rivendere o riciclare, ma soprattutto permette ai paperopolesi di avere del denaro fresco da reimmettere nel mercato, riportando così tale denaro nelle sue tasche. Come al solito sarà Paperino a rovinare il piano di Paperone, anche se il classico comitato sulla bellezza di Paperopoli avrà comunque un ruolo piccolo ma fondamentale.
La storia, abbastanza leggera e scorrevole, viene disegnata con lo stile spigliato ma riconoscibile adottato da Gatto negli ultimi anni. Nel corso di questi sessant'anni, iniziati con Il ciliegio rabdomante, Gatto, dopo aver iniziato con uno stile molto vicino a quello di Giovan Battista Carpi e Giulio Chierchini, ha ben presto adottato il tratto rotondo di Romano Scarpa, di cui ĆØ anche stato inchiostratore, snellendolo man mano fino alle storie attuali. Nel corso degli anni Gatto ha adottato alcuni caratteri distintivi, come la firma con un gatto con pennello in alcune delle sue storie, o l'uso di gocce di sudore evidenti per enfatizzare le espressioni dei paperi, che successivamente verranno utilizzate soprattutto dopo l'avvento di Alessandro Barbucci con le sue influenze manga.
Luciano Gatto è stato ed è ancora uno dei disegnatori disneyani più facilmente riconoscibili, ed elementi del suo stile si possono ritrovare oggi in disegnatori come Carlo Limido e Lucio Leoni.

domenica 4 marzo 2018

L'arte contro gli austriaci e altre storie su Topolino #3249

In attesa del Topolino dedicato alla 25.ma edizione di Cartoomics con una storia dedicata al buon vecchio zio Martin di Alfredo Castelli e Casty, vediamo alcune delle storie presenti su Topolino #3249.
L'arte contro gli austriaci
Nel 1817 Francesco I d'Austria decise di convolare a nozze per la quarta volta. La nuova moglie era Carolina Augusta di Baviera, e poichƩ il buon Francesco aveva sotto di sƩ un po' di possedimenti, chiese un tributo/regalo di nozze (ovviamente non molto spontaneo). All'epoca a Venezia era presidente dell'Accademia di Belle Arti di Venezia il conte Francesco Leopoldo Cicognara, che ebbe un'idea eccezionale: pagare il tributo con opere d'arte.
La proposta di Cicognara era vincente sotto ogni punto di vista: utilizzare i soldi del tributo per finanziare gli artisti veneti (permettendo, così, al denaro di non uscire dai confini dell'ex-Serenissima) e pubblicizzare la loro arte, visto che la cultura era di fatto diventata uno dei pochi campo dove Venezia poteva ancora esprimere la sua personalità. L'impresa, però, per avere successo aveva bisogno di un altro elemento: Antonio Canova. Era lo sculture e più in generale l'artista italiano più noto in Europa e il suo coinvolgimento avrebbe reso l'iniziativa un sicuro successo. Per fortuna di Venezia Cicognara era amico di Canova, così non gli fu difficile convincerlo a partecipare. E lo scultore riciclò la statua della musa Polimnia, che avrebbe dovuto ritrarre Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone. In questa impresa venne anche coinvolto uno dei più noti romantici italiani, Francesco Hayez.
Con questi tre amici a sostenere il progetto, il tributo artistico nuziale fu un successo che oggi ritorna in mostra quasi interamente raccolto in Canova, Hayez, Cicognara - L'ultima gloria di Venezia, cui ĆØ anche dedicata la storia in costume d'apertura del volumetto, Topolino e il dono dell'Accademia. Ottimamente documentata, come spesso accade per storie di genere storico che compaiono sul settimanale disneyano, viene arricchita dai disegni di Giorgio Cavazzano, veneziano, che su testi di Alessandro Sisti ritrae un Topolino artista nella Venezia del 1817 innamorato della nipote di Cicognara, Minni!
L'avversario ĆØ il solito Gambadilegno, che qui interpreta un ufficiale austriaco corrotto che cerca, per interesse personale, di sabotare il progetto di Cicognara e rivendere all'estero le opere d'arte realizzate per il tributo. Questo permette a Sisti di incrociare l'arte con la resistenza e i patrioti veneziani, che vengono ingiustamente accusati del furto dallo stesso Gambadilegno.
Siamo lontani ancora una trentina d'anni dai moti del 1848, ma gli elementi sono presenti si da quell'epoca e, pur se forse in maniera leggera, sono giustamente raccontati in una storia che ha come principale obiettivo quello di raccontare un pezzo di storia dell'arte italiana.