Stomachion

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lunedƬ 23 marzo 2026

Dike, dea della giustizia

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Nella mitologia greca, Dike ĆØ la dea della giustizia. Per Esiodo ĆØ figlia di Zeus e Temi, detta l'irremovibile legata ai concetti di ordine, giustizia e diritto.
Secondo Platone, Dike è vergine, come deve essere la giustizia. E forse proprio in conseguenza di ciò Arato da Soli associa Dike alla costellazione della Vergine. Quest'ultima, in effetti, viene associata a due distinte figure della mitologia greca: Astrea, vergine figlia di Astreo ed Eos, anch'essa associata alla giustizia, oppure Persefone, la moglie di Ade, o ancora Erigone, giovane ateniese sedotta e abbandonata da Dioniso.
Piace pensare che in queste ore Dike stia festeggiando.
Versione fumettistica del quadro di Pierre Paul Prud'hon del 1808 rielaborata con Gemini.

martedƬ 6 gennaio 2026

Con le scarpe tutte rotte

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Tra le tante figure che abbiamo importato dalle culture estere (anglosassoni in particolare), la Befana è una delle poche del folklore italiano che ancora resiste al tempo. Ovviamente anch'essa commercializzata come si deve in Italia, riprende una tradizione tipica delle società cristiane medievali, quella di personificare le feste. Le origini della Befana, infatti, dovrebbero risalire proprio al medioevo. In effetti, più o meno nello stesso periodo, anche le culture germaniche avevano sviluppato una figura analoga, Perchta, che, secondo John B. Smith, come la Befana, era diventata anch'essa la personificazione dell'Epifania, come San Nicola di Bari lo era diventato del Natale, trasfigurandosi in Babbo Natale.
Jacob Grimm, invece, era convinto che sia la Befana sia la Perchta fossero originarie da figure, magari analoghe, pre-cristiane, magari associate ai riti di fine e inizio anno, e quindi per questo associate dai Cristiani con l'Epifania.
Se andiamo a vedere l'etimologia della parola befana, in effetti troviamo una derivazione che potrebbe avvalorare l'idea di Grimm. La parola, infatti, potrebbe essere derivata da bastrina, che indica i doni portati dalla dea romana Strina o Strenia, associata alle festivitĆ  dei Saturnalia, che coincidono proprio con le nostre feste natalizie. Le strenne o strine, di cui ho accennato nella recensione di Topolino #3657, deriverebbero proprio da queste tradizioni.
D'altra parte Strenia era anche la dea del nuovo anno, e dunque ecco l'associazione con l'Epifania e la sua trasformazione in Befana non appena l'inizio del calendario è stato portato a gennaio (c'è stato, infatti, un tempo in cui l'anno iniziava, forse con un po' più di logica, a marzo).
E' forse una stria un po' frammentaria con molte incertezze, ma sta di fatto che al di lƠ delle sue origini ha regalato e continua a regalare ai bambini di tutte le generazioni gli ultimi dolci delle festivitƠ natalizie, cosa che quando ancora il consumismo non era cosƬ imperante, aveva un significato simbolico molto forte, ben caratterizzato dal detto:
La Befana [o l'Epifania, dipendeva da chi lo recitava] tutte le feste si porta via.

Immagine d'apertura generata con Gemini

venerdƬ 20 giugno 2025

La spada di Damocle

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La leggenda della spada di Damocle non può essere considerata come facente parte della mitologia classica greca. D'altra parte la versione a noi nota è quella tramandataci da Cicerone, secondo cui Damocle faceva parte della corte di Dionigi I, trianno di Siracusa.
Damocle, un giorno, afferma che il tiranno ĆØ da ritenersi una persona fortunata, vivendo egli nel lusso e nella ricchezza, circondato da persone pronte a servirlo in ogni cosa. Al che Dionigi gli propone di scambiarsi i ruoli per un giorno, e ovviamente Damocle accetta.
Quella sera stessa viene organizzato un banchetto per festeggiare lo scambio nel corso del quale Damocle inizia a sperimentare le fortune del suo tiranno. Verso la fine della serata, però, si rende conto che sopra la sua testa si trova, sospesa, una spada affilata, trattenuta dal cadere da un sottilissimo crine di cavallo. Era stata posta lì su ordine di Dionigi con lo scopo di far comprendere a Damocle come il potere del tiranno lo esponesse a grandi rischi riguardo la sua incolumità.
Damocle, a quel puntoi, decise di rinunciare allo scambio col tiranno.

domenica 22 settembre 2024

Topolino #3591: Mitici fantasmi

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Ho saltato l'usuale post supereroistico del sabato per due motivi: il primo è che ho passato l'intero pomeriggio fuori, al No Parking Day presso il gazebo di Legambiente-Circolo Zannabianca. Il secondo è che speravo di riuscire a concludere ben prima un video non esplictamente a tema disneyano, ma che in qualche modo univa sia il mondo Disney sia quello supereroistico. Alla fine, avendo anche avuto uno svolgimento della mattinata più complicato di quel che mi aspettavo, non sono riuscito né a concludere il video, né a programmare uno dei post fumettistici presenti in bozza. Sono comunque ottimista sull'uscita del video domani sera, per cui non mi sembra il caso di far saltare l'usuale recensione topolinesca della domenica!

lunedƬ 22 luglio 2024

Topolino #3582: Una mitologica estate in giallo

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E' quello che si pensa, e che forse si avrĆ , guardando la copertina che pubblicizza Topolino in giallo, serie vacanziera di Marco Bosco la cui prima tappa, La tappa di Philbury, vede ai disegni Roberto Vian.
La storia ĆØ un interessante intreccio tra un mistero che si perde agli inizi del XX secolo, un gruppo di moderni urbexer, urban explorer, e un museo di porcellane. Bosco, inoltre, stupisce il lettore tirando fuori il colpevole del giallo, il cui movente era abbastanza semplice da intuire, in modo incredibilmente realistico per questo genere di storie.
L'ultima pagina, poi, crea attesa per la prossima tappa delle vacanze on the road di Topolino e Minni, che però non sarà la prossima settimana.

lunedƬ 20 maggio 2024

Topolino #3573: Di parodie e miti

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Come promesso settimana scorsa, per la recensione di questo numero ho deciso di affrontare l'intera parodia di Uno studio in rosso di Arthur Conan Doyle che, per l'occasione, diventa Una salsa in rosso, storia disegnata dal sempre ottimo Paolo Mottura e che da il via alla serie parodica Pippo Holmes di Bruno Enna.
La premessa importante è che mi considero uno sherlockiano di ferro, quindi alcune delle considerazioni, in negativo vi anticipo, sono dovute più al confronto con la materia originale che non a difetti intrinseci nello sviluppo della storia, che è anzi la prova più convincente di Enna come sceneggiatura in questo 2024.
Come scrivevo poc'anzi, Una salsa in rosso è la parodia del romanzo d'esordio di Sherlock Holmes, il più famoso detective della storia del giallo investigativo. Per quanto il personaggio debba, dal punto di vista letterario, all'Auguste Dupin di Edgar Allan Poe, Doyle trae la sua principale ispirazione nella caratterizzazione di Holmes e dei suoi metodi investigativi scientifici nel medico Joseph Bell. A sua volta lo stesso Bell scrisse a Doyle qualcosa del tipo: Sei tu stesso Sherlock Holmes e lo sai bene a suggerire che comunque Doyle non ebbe un'unica matrice ispirativa per caratterizzare il suo personaggio più famoso.
Le caratteristiche principali del personaggio sono nelle sue grandi capacitƠ deduttive, che denotano una profonda conoscenza della logica, e la capacitƠ di rilevare le tracce utilizzando metodi scientifici, come l'esame delle tracce fisiche o gli esperimenti chimici con i quali tormentava il suo povero coinquilino, nonchƩ biografo, dottor John Watson. A questo c'erano da aggiungere le capacitƠ di travestimento, una preparazione fisica di livello impareggiabile e, ovviamente, un profondo interesse per qualunque sfida potesse risultare all'altezza del suo intelletto.

lunedƬ 29 aprile 2024

Il canto di Calliope

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La versione originale, o quanto meno una sua traduzone fedele, di poemi epici come l'Iliade o l'Odissea, attribuiti a Omero, di solito non la legge mai nessuno. Tra scuola e altri media veniamo introdotti in questa ricca e fantastica materia tramite delle riduzioni, cinematografiche, a fumetti, letterarie. In quest'ultimo caso una di quelle che mi ha colpito più di tutte è stata Omero, Iliade di Alessandro Baricco, che venne a presentare anche all'Università della Calabria. In quell'occasione lo scrittore anticipò qualcosa che avrei apprezzato solo dopo la lettura della sua trasposizione: aveva fatto la scelta ben precisa di togliere dal racconto gli dei come presenze reali. Erano presenti nelle preghiere dei protagonisti, ma non più partecipi delle vicende degli esseri umani.
Una scelta del genere era stata fatta qualche anno prima da Eric Shanower che nel 1998 iniziò a pubblicare Age of Bronze, fumetto ancora non concluso in cui l'autore prova a raccontare in termini realistici le vicende intorno alla guerra di Troia.
E in qualche modo anche Il canto di Calliope di Natalie Haynes, nonostante l'autrice non abbia cancellato la voce degli dei, che quindi tornano a essere protagonisti della storia, cerca di raccontare in modo realistico la storia, ma adottando un punto di vista completamente nuovo, quello delle donne. La storia, in questo modo, non perde assolutamente nulla e anzi guadagna in sensibilità e partecipazione. I personaggi femminili risultano vividi e realistici, e di riflesso anche quelli maschili. Ed è anche abbastanza curioso come la caratterizzazione scelta per molti di questi personaggi dalla Haynes combaci molto bene con quella più realistica di Shanower.
Tra i personaggi divini, poi, mi ha colpito in particolare Calliope, che mi ha ricordato la Calliope di Neil Gaiman in Sandman, anche se l'autrice non ha indicato alcun riferimento specifico a questa opera.

domenica 17 marzo 2024

Topolino #3564: Di amici e mitologia

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E' il filo dell'amicizia quello che lega le due storie d'esordio, iniziando dalla cover story, Il Bretella Gate, nuova storia della serie Papersera News di Corrado Mastantuono. In questo caso l'autore esplora l'amicizia, datata Klondike, come spesso nelle sue storie, con Roy Bretella, consulente finanziario e, apparentemente, trafficone al limite della legalitĆ . Ed ĆØ proprio su questo che si gioca la storia, con Paperone che mette a rischio la sua amicizia di lunga data a causa di alcuni elementi che gli fanno dubitare dell'onestĆ  dell'amico. Il sapiente incastro con i flashback del passato, poi, forniscono al lettore le basi per spiegare la diffidenza di Paperone. Non saremmo su Topolino se tutto non si risolvesse per il meglio, ma il punto interessante della storia ĆØ proprio il modo in cui i personaggi, Paperone e Roy, vengono raccontati nel corso delle pagine.
Per il secondo episodio de I pionieri del volo, Sergio Cabella e Luca Usai ci raccontano come La vita ĆØ un'acrobazia. Abbiamo sempre Topolino come provetto aviatore, ma a differenza di settimana scorsa, questa volta ad affiancarlo troviamo Gancio e, soprattutto, la storia ĆØ centrata sull'amicizia tra i due. E' infatti quest'ultima ad avere la meglio sulla visione di un Topolino praticamente infallibile sia nel calcio sia nell'aviazione, anche se i due autori non dimenticano di rappresentare il Topo come uno scavezzacollo, cosa che ĆØ coerente con il suo lavoro di pilota d'aerei.

mercoledƬ 6 marzo 2024

Rompicapi di Alice: Il problema di Didone

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Didone mentre si prepara a prendere possesso della terra dove fonderĆ  Cartagine - via commons
Secondo la mitologia Didone, primogenita di Belo, sarebbe dovuta diventare la regina di Tiro alla morte del padre. Senonché il fratello Pigmalione, che aveva evidentemente molto più amore verso il trono che verso la sorella, fece uccidere il marito Sicheo. Così quest'ultima, che aveva decisamente un maggior senso della famiglia, per evitare una guerra civile tra le fazioni dei rispettivi sostenitori, decise di prendere le sue cose e, con un nutrito gruppo di suoi seguaci, salpò verso nuovi lidi.
Nel corso delle sue peregrinazioni, Didone arrivò sulle coste dell'attuale Tunisia, nei pressi di Tunisi. Il posto le piacque, così chiese al re di quelle terre, Iarba, il permesso per edificare una città. Il suo obiettivo era quello di eguagliare, se non addirittura superare la potenza di Tiro. Iarba, però, con un qual certo scherno, le concesse tanto terreno "quanto ne poteva contenere una pelle di bue".
Didone, però, ragionò in termini matematici: strappò a strisce sottilissime la pelle di bue e creò una semicirconferenza, in modo tale da delimitare un terreno di fronte alla costa, visto che l'accesso al mare poteva fare la differenza negli scambi commerciali. Non è detto che il mito non abbia un qualche elemento di verità, visto che l'antico nome di Cartagine, Birsa, significa "rocca" in fenicio e "pelle di bue" in greco!
Il problema che dovette risolvere Didone, però, è un problema isoperimetrico o di isoperimetria, che in termini matematici viene rappresentato dalla seguente disuguaglianza

venerdƬ 17 giugno 2022

Attraversare un ponte arcobaleno

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Avevamo lasciato, ormai un paio di mesi fa (e me ne scuso di questo ritardo) i viaggiatori di Into the electric castle, il terzo album in studio degli Ayreon, nell'attraversamento di un Tunnel of light, ovvero a un passo dal primo disco dell'album. Per chiudere la prima parte del romanzo in musica di Arjen Anthony Lucassen, e anche questa prima serie di post dedicati a Into the electric castle, manca solo Across the rainbow bridge.
Protagonisti sono il cavaliere, il romano e l'hippie, che come in altre occasioni vengono caratterizzati con temi musicali leggermente differenti. In effetti il cavaliere e il romano sono molto simili, musicalmente parlando, forse un po' più spigoloso il romano, mentre l'hippie suona più elettrico. La prima parte del viaggio si conclude, quindi, con l'attraversamento di un ponte costituito da un arcobaleno. La sua descrizione presenta una qual certa similitudine con l'arcobaleno che sperimentiamo ogni volta che piove. L'avventura dei tre, infatti, viene introdotta dal narratore in questo modo:
And now this Rainbow Bridge: an iridescent span of tears - so fragile and yet so strong.

domenica 27 febbraio 2022

Topolino #3457: tempo di sport

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Nonostante la situazione internazionale sia piuttosto complicata, non mi sembrava il caso di proseguire oltre il silenzio di contenuti, e cosƬ eccoci qui per l'usuale recensione settimanale del Topolino in edicola.
Cover story ĆØ la prima puntata della nuova storia di Casty disegnata da Alessandro Perina. La storia si presenta con uno spirito squisitamente barksiano visto che l'autore punta il suo occhio sarcastico sul dilagare tra le gente delle mode, in questo caso particolare quello della moda sportiva. Questa viene trainata da un nuovo accessorio, Le scambiascarpe smart, scarpe da corsa che possono essere agilmente controllate usando una semplice app sullo smartphone. E come in tutte le cose, quando le si usano eccessivamente, certe novitĆ  diventano da utili a schiavizzanti.
topolino3457-scarpe-smart
Al fianco dell'occhio satirico con cui la storia viene narrata, Casty propone anche il più classico dei misteri sull'azienda che produce queste scarpe, suggerendo al lettore che in realtà siano state ideate da un individuo incappucciato che si aggira tra le vignette allaricerca proprio dell'azienda produttrice. Non ci resta che aspettare il prossimo episodio per scoprire cosa ha in serbo per noi Casty.

venerdƬ 21 gennaio 2022

Il tempo del sogno

Tra le tracce di The final experiment c'ĆØ Dreamtime, seconda parte di The awareness
A cry in the silence
A shine in the dark
Like a rising star
The dream is coming
Il titolo ĆØ probabilmente un riferimento al tempo del sogno degli aborigeni australiani. Il concetto di dramtime o dreming venne introdotto dall'antropologo Francis Gillen e quindi adottato dal collega Baldwin Spencer. Identifica una serie di miti sulla formazione (e non sulla creazione) del mondo, popolati da figure archetipiche, totemiche si potrebbe dire, esseri giganteschi o dai poteri soprannaturali.
Il termine, però, secondo il linguista David Campbell Moore è una cattiva traduzione della parola aborigena, e sebbene dreaming è in qualche modo connesso con il termine originale, non riesce a catturarne la vera essenza.
L'ultima cosa che mi resta da aggiungere è che la prima occasione in cui sono incappato nel tempo del sogno è stato in occasione della $aga di Paperon de Paperoni di Don Rosa. In quel caso il fumettista statunitense usò una storia "mitologica" per fornire a Paperone una visione del suo futuro. E allo stesso modo il Dreamtime di The final experiment serve per fornire una visione del futuro al menestrello Ayreon:

venerdƬ 12 novembre 2021

Il dolore di Sophia

Avevo giĆ  presentato i Draconian nel corso della lunga maratona di recensioni dedicate a Batman: Death Metal. Come giĆ  era successo in quell'occasione, continuo a proporvi pezzi tratti dall'ultimo album della band, Under a Godless Veil, un concept album dedicato ai Sethiani.
Figura centrale della loro mitologia è Sophia (o Sofia), una degli Eoni. Questi ultimi sono intesi come un'emanazione stessa del creatore dell'universo, un dio sconosciuto. Sophia compì un atto non molto diverso alla ribellione di Lucifero nella Bibbi: imitò dio creando sette emanazioni di se stessa, sette figli potremmo dire: Sabaoth, Elohim, Adonai, Iao, Astaphain, Horaios e Yaldabaoth. Quest'ultimo venne generato da Sophia dopo la sua caduta dal Pleroma, l'equivalente dei Paradiso, e fu il responsabile della creazione del mondo materiale, generato con una frazione del potere di Sophia rubatole dal suo ultimogenito.

lunedƬ 30 agosto 2021

La discendenza di Zeus

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Come sappiamo dai miti che vengono raccontati dalle costellazioni (almeno quelli che sono chiaramente associabili alle leggende dell'antica Grecia), Zeus, il capo degli dei dell'Olimpo, non è mai stato particolarmente fedele alla sua sposa (nonché sorella) Era. Di tradimenti di Zeus i miti ce ne hanno tramandati molti, e anche di reazioni gelose di Era, ed è proprio con un soggetto del genere che gli autori di Blood of Zeus hanno deciso di giocare per realizzare una storia non narrata nei miti antichi. La serie animata, infatti, è ambientata proprio all'epoca della nascita di questi miti e racconta di uno dei figli di Zeus, Heron, uno dei tanti semidei disseminati dal dio olimpico. Questi, dopo essere rimasto nascosto con la madre per anni in una valle protetta dagli occhi di Era dalla magia di Zeus, scopre di essere figlio di quest'ultimo e viene coinvolto in una nuova guerra tra gli dei olimpici e i titani.

mercoledƬ 17 febbraio 2021

Arrakis: un viaggio tra i miti e le stelle

Arrakis è il nome con cui è nota la stella binaria Mu Draconis, nella costellazione del Dragone. Il nome è di chiara derivazione araba: forse da ar-raqiş, il danzatore, o forse da al-Rāqiṣ, il cammello al trotto. Adogni modo è anche il nome del pianeta protagonista dell'esalogia di Dune di Frank Herbert.
In questo caso parliamo di un pianeta desertico che orbita intorno alla stella Canopo, nota anche come Alpha Carinae. Questa è la seconda stella più brillante del cielo notturno. Appartenente alla costellazione moderna della Carena, ha una magnitudine apparente di -0.74 e dista da noi all'incirca 310 anni luce.
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mercoledƬ 19 febbraio 2020

Una battuta di caccia celeste

I cieli invernali sono dominati dalla costellazione di Orione, di cui ho già narrato la storia. Questi viene raffigurato nel cielo stellato nell'atto di scoccare una freccia contro la costellazione del Toro, posta a difesa delle Pleiadi. Orione, però, come ogni buon cacciatore, si accompagna da un bravo cane da caccia, forse due, come vedremo a breve. Infatti ai piedi del cacciatore sono poste tre costellazioni, il Cane Maggiore, il Cane Minore e la Lepre, che sembrerebbe la preda dei due cani, la cui storia, però, non è necessariamente legata a quella del mitico Orione.
I cani da caccia
La costellazione del Cane Minore era anticamente costituita da una sola stella, Procione, che in greco significa prima del cane, poichƩ sorge prima della costellazione del Cane Maggiore.
Solitamente identificato come uno dei cani da caccia di Orione, secondo il mitografo Igino la costellazione rappresenterebbe Mera, il cane di Icario, cui il dio Dioniso aveva insegnato a fare il vino. Questi fece assaggiare la nuova bevanda ad alcuni pastori, che si ubriacarono immediatamente: pensando, però, di essere stati avvelenati, uccisero Icario. Allora Mera, ululando, corse da Erigone, figlia del suo padrone, e la tirò per le vesti portandola fino al luogo dove giaceva morto il padre. Una volta giunti sul luogo, i due si suicidarono. A quel punto Zeus, per ricordare questi tragici fatti, decise di porre nel cielo i protagonisti della storia: Icario nella costellazione di Boote, Erigone in quella della Vergine e Mera in quella del Cane Minore. Inoltre, per riparare al tragico errore dei loro antenati, gli ateniesi istituirono una celebrazione annuale in onore di Icario ed Erigone.
Anche il Cane Maggiore viene associato con uno dei due cani da caccia di Orione: Arato di Soli, infatti, lo identifica con il preferito dei due, quello che lo sempre dappresso.
Secondo altri studiosi (Eratostene e sempre Igino), la costellazione in realtà rappresenta Lelapo, il più abile cane da caccia dell'antichità, talmente veloce che nessuna preda riusciva a sfuggirgli. Nel corso della sua mitologica vita Lelapo cambiò diversi padroni. In particolare la dea Artemide lo donò a Procri, moglie di Cefalo. Un giorno, mentre erano a caccia, Cefalo uccise accidentalmente la moglie grazie a un giavellotto che non manca mai il bersaglio. Così Lelapo rimase a Cefalo fino a che i due non incapparono nella Volpe di Teumesso, che non poteva mai essere catturata. Lelapo e la Volpe si inseguirono per tutto il bosco, dando vita a un paradosso irrisolvibile cui pose fine Zeus ponendo Lelapo e, forse, la Volpe nel cielo rispettivamente come Cane Maggiore e Cane Minore. Secondo altre versioni Zeus pose in cielo il solo Lelapo, per evitare l'inseguimento eterno.

sabato 16 novembre 2019

Vagabondare tra i miti antichi

Come abbiamo visto ieri, i cieli, a saperli leggere, ci raccontano delle belle storie che sono anche alla base di quelle che ci raccontiamo oggi attraverso libri, fumetti, cinema e televisione. E alla base di queste storie c'ĆØ, innanzitutto, il racconto orale, quello che veniva fatto intorno al fuoco nelle notti splendenti guardando le costellazioni e ricordando come gli dei interagivano con gli esseri umani nei miti e nelle leggende della Grecia Antica. Ed ĆØ proprio un moderno cantastorie il protagonista de Il dio vagabondo di Fabrizio Dori.
Eustis è un vagabondo e un gran bevitore, senza però arrivare mai a ubriacarsi, e, raccontando sempre la storia giusta per ciascuno dei suoi ascoltatori, ha un discreto successo, riuscendo a sopravvivere giorno dopo giorno senza aver bisogno di alcunché. C'è solo una cosa che gli manca: tornare nella corte del dio Dioniso. Eustis, infatti, è un satiro che, dopo essersi perso, a causa di un'offesa arrecata ad Artemide, perde gli attributi divini, ma non la sua immortalità.

lunedƬ 11 novembre 2019

Arrivederci e grazie per il transito

Oggi ĆØ stato il giorno di uno dei 13 transiti secolari di Mercurio tra il Sole e la Terra nella sua orbita. Questi passaggi sono molto rari, nonostante il rapido periodo di rotazione di Mercurio rispetto a tutti gli altri pianeti. Anche il transito di quest'anno, come quello del 2016, l'ho osservato su web, in particolare lo streaming del Telescopio Nazionale Galileo costruito in una delle isole Canarie. Ed ĆØ da quel live che ho estratto lo screenshot qui sopra, a circa un'ora dalla conclusione del transito. Qui sotto, invece, un assaggio mitologico da it.wiki sul dio Mercurio, che ha dato nome al pianeta, ma anche all'elemento chimico:
Il nome Mercurio deriva dalla mitologia romana, e sebbene fosse di derivazione etrusca (Turms), era il corrispondente del dio greco Ermes, che secondo la mitologia greca era nato da una relazione fugace tra Zeus e Maia, la più bella delle Pleiadi. Solitamente rappresentato come un giovane snello e atletico con in capo un elmetto alato, simbolo di velocità, era considerato il veloce messaggero degli dei, così come il pianeta è il più rapido nel suo moto di rivoluzione attorno al Sole. Mercurio ruota infatti attorno alla nostra stella in appena 88 giorni, e per la sua vicinanza al Sole può essere osservato solo per brevi periodi all'alba o al tramonto. Nella mitologia romana Mercurio possedeva caratteristiche simili a Ermes, e inoltre era il protettore del commercio e dei ladri, nonché simbolo della medicina.

lunedƬ 15 aprile 2019

La Mitologika avventura di Loki

Con il mio consueto e proverbiale ritardo, ho deciso che oggi ĆØ un buon giorno per presentarvi l'ultimo video tra quelli fatto a Cartoomics 2019 per Lo Spazio Bianco. Protagoniste dell'intervista sono Alessia Mainardi ed Elisa Tajana, autrici del fumetto Lokinson che Casa Ailus ha presentato in manifestazione insieme con il nuovo volume della serie Mitologika dedicato agli dei asgardiani. Per cui, prima di passare a Lokinson, due righe su Mitologika. Le leggende di Asgard.
L?agile volumetto (poco più di 100 pagine) raccoglie una serie di schede sui vari protagonisti delle leggende asgardiane che, distaccati dall'immaginario supereroistico marvelliano cinematografico, vivono sulla pagina anche grazie al contributo degli illustratori di cui Alessia si è circondata in questi anni: Lorenzo Benini, Roberta Corvigno, Maddalena Modena, Elena Saluzzi, Anna Schilirò, Ilaria Trombi.

domenica 17 febbraio 2019

Topolino #3299: Il tempo del sogno e altre storie

Il numero di Topolino dedicato a San Valentino sin dalla sempre bella copertina di Giorgio Cavazzano si caratterizza nell'uso (o forse nell'abuso) del classico cliché di coppia che convolge sia Paperino e Paperina, protagonisti della storia d'apertura, sia Topolino e Minni, protagonisti di quella di chiusura. Questa settimana, però, inizierei dalla storia d'apertura, ricca di spunti mitologici e astronomici che vale la pena approfondire sin da subito. Prima, però, vi ricordo di andare a leggere la recensione di Paperoga mentore dadaista sul Caffé del Cappellaio Matto.
Viaggio in Australia
Nonostante l'Australia sia stata occidentalizzata dopo l'arrivo dell'esploratore britannico James Cook, ĆØ ancora in qualche modo una terra di misteri, al pari di molte delle zone meno esplorate di Africa e America latina. Il boomerang stellare, storia di chiusura del numero, scritta da Silvia Martinoli per i disegni di Valerio Held, porta Topolino e Minni proprio in questa terra misteriosa, essenzialmente per via della sua lontananza, sulle tracce del perduto Indiana Pipps.
Lo sviluppo della trama è quello tipico di una storia di genere: un diario misterioso, con il mistero di due scritture simili ma non esattamente identiche; la ricerca di un fantomatico luogo dalle proprietà magiche; un viaggio esotico. Il tutto condito con una serie di spunti interessanti che vale la pena approfondire, anche solo con poche righe, con l'unico difetto di una descrizione un po' stantia e ripetitiva del rapporto di coppia Topolino-Minni, troppo ripiegato sui classici cliché, senza contare l'assurdo abbigliamento cittadino con cui i due vanno alla ricerca di Indiana Pipps nei deserti australiani.
Tutto questo non inficia la godibilitĆ  della storia, e anzi il ruolo chiave giocato da Minni e gli spunti presenti nella trama controbilanciano i fattori negativi.
La storia è in particolare ambientata in due zone particolarmente interessanti dell'Australia: la piana di Wurdi Youang e il massiccio di Uluru, più noto come Ayers Rock. Partiamo da quest'ultimo, in pratica una vera e propria roccia incastonata in mezzo alla pianura.