I cieli invernali sono dominati dalla costellazione di Orione, di cui ho giĆ
narrato la storia. Questi viene raffigurato nel cielo stellato nell'atto di scoccare una freccia contro la costellazione del Toro, posta a difesa delle Pleiadi. Orione, però, come ogni buon cacciatore, si accompagna da un bravo cane da caccia, forse due, come vedremo a breve. Infatti ai piedi del cacciatore sono poste tre costellazioni, il Cane Maggiore, il Cane Minore e la Lepre, che sembrerebbe la preda dei due cani, la cui storia, però, non è necessariamente legata a quella del mitico Orione.
I cani da caccia
La costellazione del Cane Minore era anticamente costituita da una sola stella, Procione, che in greco significa
prima del cane, poichƩ sorge prima della costellazione del Cane Maggiore.
Solitamente identificato come uno dei cani da caccia di Orione, secondo il mitografo
Igino la costellazione rappresenterebbe Mera, il cane di Icario, cui il dio Dioniso aveva insegnato a fare il vino. Questi fece assaggiare la nuova bevanda ad alcuni pastori, che si ubriacarono immediatamente: pensando, però, di essere stati avvelenati, uccisero Icario. Allora Mera, ululando, corse da Erigone, figlia del suo padrone, e la tirò per le vesti portandola fino al luogo dove giaceva morto il padre. Una volta giunti sul luogo, i due si suicidarono. A quel punto Zeus, per ricordare questi tragici fatti, decise di porre nel cielo i protagonisti della storia: Icario nella costellazione di Boote, Erigone in quella della Vergine e Mera in quella del Cane Minore. Inoltre, per riparare al tragico errore dei loro antenati, gli ateniesi istituirono una celebrazione annuale in onore di Icario ed Erigone.
Anche il Cane Maggiore viene associato con uno dei due cani da caccia di Orione:
Arato di Soli, infatti, lo identifica con il preferito dei due, quello che lo sempre dappresso.
Secondo altri studiosi (
Eratostene e sempre Igino), la costellazione in realtà rappresenta Lelapo, il più abile cane da caccia dell'antichità , talmente veloce che nessuna preda riusciva a sfuggirgli. Nel corso della sua mitologica vita Lelapo cambiò diversi padroni. In particolare la dea Artemide lo donò a Procri, moglie di Cefalo. Un giorno, mentre erano a caccia, Cefalo uccise accidentalmente la moglie grazie a un giavellotto che non manca mai il bersaglio. Così Lelapo rimase a Cefalo fino a che i due non incapparono nella Volpe di Teumesso, che non poteva mai essere catturata. Lelapo e la Volpe si inseguirono per tutto il bosco, dando vita a un paradosso irrisolvibile cui pose fine Zeus ponendo Lelapo e, forse, la Volpe nel cielo rispettivamente come Cane Maggiore e Cane Minore. Secondo altre versioni Zeus pose in cielo il solo Lelapo, per evitare l'inseguimento eterno.