
Per colmare, anche solo in parte, quella lacuna ho deciso di inserire in questo post entrambi i video, partendo proprio dal primo.









But... you can't be Miyazaki, you can only be the second Miyazaki, and that isn't something to aim for.Il sesto lungometraggio di Shinkai, Weathering with You, arriva a tre anni da Your Name (che probabilmente recupererò a breve grazie a Netflix), e sono andato a vederlo insieme a due amici wikipediani a Bologna. La storia è sostanzialmente un fantasy: c'è questa ragazza, Hina, che è in grado di controllare il tempo, in particolare di portare il bel tempo. Conosce Hodaka, scappato di casa e giunto a Tokyo in cerca di un posto dove stare e di un lavoro che gli permetta di sopravvivere. Il ragazzino, nel frattempo, è diventato assistente di Keisuke Suga, un piccolo editore che pubblica su commissione articoli di inchiesta su superstizioni varie. Hodaka, così, inizia l'attività di assistente giornalista andando a intervistare vari presunti sensitivi insieme con Natsumi, scoprendo la leggenda delle sacerdotesse del tempo, in grado di portare il sereno, proprio come Hina.


Creare un umano digitale foto-realiztico è una delle granfi sfide della computer grafica, ma a dispetto dell'intensa ricerca sulla cattura delle facce degli attori, in particolare per la ricostruzione della superficie della pelle e di altre caratteristiche come i capelli, ben poca attenzione a tutt'oggi è stata data all'occhio, in particolare alla sua forma.E' quanto afferma Pascal Bérard, dottorando presso i laboratori Disney di Zurigo e primo firmatario dell'articolo.
La complessità degli occhi umani detta un nuovo approccio per la cattura e la ricostruzione accurata. Dobbiamo prestare particolare attenzione alle proprietà dell'aspetto dei differenti componenti dell'occhio, e progettare differenti strategie per la ricostruzione di ciascun componente.Ognuno dei componenti dell'occhio (la sclera, la cornea, l'iride) presenta proprietà differenti che richiedono tecniche di cattura e modellizzazione differenti, che risultano però complementari uno con l'altro, svolti grazie all'utilizzo di camere, flash e LED opportunamente posti intorno all'occhio umano e in un funzione per una ventina di minuti.


Una delle prime produzioni animate televisive ad essere trasmesse in Corea fu una serie del 1967 chiamata Golden Bat, un cartone supereroico piacevolmente inquietante su un agente della giustizia, l'ultimo atlantideo sopravvissuto, e la sua lotta contro il male, con indosso la maschera di un teschio ghignante, ovviamente dorata.Un approfondimento dettagliato della sua storia e di come si ĆØ arrivati alla versione batman-style lo si trova su A Brief History of Korean Animation di Thomas Giammarco:
(via Geekosytem, Topless Robot)
Il Pipistrello d'oro (Golden Bat) ha esordito nell'estate del 1986. Molti siti web sull'animazione coreana, e anche il database del Korean Film Archive (l'archivio dei film coreani), lo classifica come una coproduzione coreano-giapponese, anche se non ĆØ questo il caso.


