
Tramonto sulla Terra da Marsiglia, Francia









In the misty morning, on the edge of time
We've lost the rising sun, a final sign
As the misty morning rolls away to die
Reaching for the stars, we blind the sky



"La luna", dice il prof. Percival Lowell, "non si origina come un corpo separato, ma deve la sua nascita a una costola della Terra". Il dottor Lowell ĆØ un ardente sostenitore della "Earth-Moon Theory" e le sue visioni e deduzioni sono francamente espresse nei suoi due ultimi lavori scientifici, Mars as the Abode of Life e Evolution of Worlds, entrambi pubblicati dalla Macmillan Company, New York.Grande importanza in questa discussione va a George Darwin con i suoi lavori sull'attrito mareale(6) e sugli sferoidi visosi(5):
Secondo Sir George Darwin, la Luna si sarebbe staccata dalla Terra per effetto d'una marea solare. L'attrazione del Sole agì sul rivestimento di roccia più leggera (granito) come su un fluido, sollevandone una parte e strappandola al nostro pianeta. Le acque che allora ricoprivano interamente la Terra vennero in larga parte inghiottite dalla voragine che la fuga della Luna aveva aperta (cioè l'Oceano Pacifico) lasciando allo scoperto il restante granito, che si frammentò e si corrugò nei continenti. Senza la Luna, l'evoluzione della vita sulla Terra, se pur ci fosse stata, sarebbe stata ben diversa.(2)Un'altra bella descrizione della teoria è quella di Andrew Patterson:
In breve, la teoria dice che quando la Terra, dallo stato fuso, si è sufficientemente raffreddata da avere una crosta di materia solidificata dello spessore di circa 30 maglia su tutta la sua superficie, stava girando così rapidamente che l'attrazione gravitazionale e la forza centrifuga praticamente si bilanciavano una con l'altra. Per una qualche ragione, forse un qualche vasto e improvviso cataclisma, una gran parte di questa crosta è stata gettata via dalla Terra, e per l'azione della marea è stata gradualmente forzata verso l'esterno in un percorso a spirale. Per formare la Luna, deve essere stata espulsa una massa di questa crosta di circa trenta miglia di spessore e con una superficie vicina a quella delle aree combinate degli oceani presenti sulla Terra. Si suppone che questa immensa quantità di crosta sia stata in gran parte presa dall'attuale bacino del Pacifico, e che la parte rimanente della crosta terrestre, mentre ancora galleggiava su un interno liquido, si è separata in due pezzi che galleggiarono separatamente, e la distanza tra queste due parti è stata più tardi riempita con le acque dell'Atlantico.(7)Seguendo Gerstenkorn(11) possiamo arrivare a una variazione in questa descrizione:
Secondo i calcoli di H. Gerstenkorn(11), sviluppati da H. Alfven(9, 10), i continenti terrestri non sarebbero che frammenti della Luna caduti sul nostro pianeta. La Luna in origine sarebbe stata anch'essa un pianeta gravitante attorno al Sole, fino al momento in cui la vicinanza della Terra non la fece deragliare dalla sua orbita. Catturata dalla gravitazione terrestre, la Luna s'accostò sempre di più, stringendo la sua orbita attorno a noi. A un certo momento la reciproca attrazione prese a deformare la superficie dei due corpi celesti, sollevando onde altissime da cui si staccavano frammenti che vorticavano nello spazio tra Terra e Luna, soprattutto frammenti di materia lunare che finivano per cadere sulla Terra. In seguito, per influsso delle nostre maree, la Luna fu spinta a riallontanarsi, fino a raggiungere la sua orbita attuale. Ma una parte della massa lunare, forse la metà , era rimasta sulla Terra, formando i continenti.(3)