Stomachion

Visualizzazione post con etichetta splatter. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta splatter. Mostra tutti i post

mercoledƬ 25 giugno 2025

Racconti terrificanti: Leroux tra soprannaturale e noir

20250625-racconti-terrificanti-cover
Il genere noir, che molti considerano un sottogenere dell'hard boiled, è spesso confuso con quest'ultimo dimenticandosi di alcune specificità che permettono di classificare come noir opere che non sono esplicitamente romanzi "gialli", come diremmo in Italia. L'esempio più fulgido di noir è, in effetti, Il diario di Edith di Patricia Highsmith, la creatrice di Mr. Ripley. In quel caso non c'è alcun criminale, ma solo un esame approfondito, grazie al diario della protagonista, delle ossessioni cui può giungere un animo umano. Ed è proprio questo il punto che il noir ha in comune con il gotico, altro genere con il quale si confonde: il racconto della parte "malvagia" della società.
La ricerca delle origini del noir, in effetti, ha spesso portato a indicare similitudini tra il genere e romanzi e racconti di autori precedenti agli anni Quaranta del XX secolo, epoca che viene considerata come l'inizio del genere. Tra questi precursori possiamo agevolmente inserire anche il nome di Gaston Leroux, giornalista e scrittore noto soprattutto per Il fantasma dell'Opera, che già di suo, in particolare per l'assenza di elementi soprannaturali, potrebbe essere indicata come precursore del noir. Altri esempi di racconti precursori, però, si trovano nella raccolta Racconti terrificanti, curata da Annarita Tranfici e Giuseppina De Vita per ABEditore e che propone al lettore 6 racconti pubblicati tra il 1911 e il 1924.

sabato 25 gennaio 2025

Dara, la strega dentro di noi

20250127-dara-la-strega-estratto-cover
Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con il cambio dell'immagine, la sistemazione dei link e della formattazione.
C'e' uno stretto legame tra Dara la strega e Banchetto di sangue. Anche in questa raccolta, infatti, Hideshi Hino esplora l'animo umano e fa emergere il peggio dai protagonisti.
Significativa in questo senso ĆØ la serie di tre racconti che da il titolo alla raccolta, in cui Dara, in realtĆ , ĆØ solo un catalizzatore che fa emergere il male nascosto dentro chi posa gli occhi sulla parte del suo volto in continua decomposizione. D'altra parte la bellezza del resto del suo aspetto in un certo senso ĆØ metafora della cultura dell'immagine, che nasconde il suo peggio e che alla fine porta alla distruzione chiunque ne viene toccato.
Gli altri racconti conntinuano con il tema dell'orrore dell'animo umano con forse un'unica leggera eccezione con Wow, bel birdie! racconto ambientato sui campi da golf in cui la parte più squisitamente splatter è concentrata in un finale alla Final destination... quando Final destination doveva ancora arrivare!

lunedƬ 10 gennaio 2022

Una storia di vampiri e rapinatori

20220110-tramonto-alba-poster
Avrebbe potuto tranquillamente dirigerlo, però alla fine si è accontentato di scriverlo e recitarlo. Sto parlando del film del 1996 Dal tramonto all'alba in cui due folli fratelli rapinatori in fuga dopo l'ennesimo colpo rapiscono strada facendo una famigliola di padre e due figli in vacanza verso il Messico. Il problema per il gruppo non è la fuga dalla polizia, ma il locale dove sostano: un covo di vampiri.
E uno dei due fratelli ĆØ Quentin Tarantino che invece di dirigere il film scritto e ideato con Robert Kurtzman lascia l'onore e l'onere a Robert Rodriguez, che tra le altre cose ha diretto la serie di film si Spy Kids, codiretto con Frank Miller i film di Sin City e portato al cinema un altro bel fumetto come Alita.
L'altro fratello è invece interpretato da George Clooney e la cosa interessante è la suddivisione dei ruoli: Tarantino si prende il fratello pazzo e Clooney quello più posato, per quel che vuol dire "posato" per un criminale. Che poi, alla fine della fiera, è anche il personaggio che Clooney porta sugli schermi in molti dei suoi film.
Ad ogni buon conto Dal tramonto all'alba resta un film godibile e divertente, che mette insieme l'hard bolied con l'horror e, ovviamente per un film che coinvolge Tarantino, con tanto splatter.

mercoledƬ 15 dicembre 2021

Cieli rosso sangue

20211215-blood-red-sky
Senza il gancio della trama, sarebbe molto difficile inquadrare la parte iniziale di Blood red sky come un film horror. Fino a che la protagonista, Nadja, non si trasforma in un vampiro, lo spettatore si trova di fronte a un classico film thriller/action: un gruppo di terroristi, grazie alla complicitƠ del copilota, prende possesso di un aereo che dall'Europa deve raggiungere New York. Sull'aereo ci sono Nadja, interpretata da Peri Baumeister, e il figlio Elias che stanno andando nella Grande Mela, perchƩ un medico sembra sia in grado di curare la donna dalla malattia terminale di cui soffre, e che successivamente, grazie a una serie di flashback sapientemente centellinati, scopriamo essere vampirismo.

venerdƬ 1 ottobre 2021

Le strade della paura!

20211001-fear-street
Basata sull'omonima serie di libri di Robert Lawrence Stine di fine anni Ottanta del XX secolo, la trilogia di Fear Street del regista Leigh Janiak racconta delle due cittadine rivali di Shadyside e Sunnyvale, la prima tormentata da periodici periodi di follia dovuti a estemporanei e sadici serial killer, mentre la seconda prospera e sorridente.
La protagonista è Deena Johnson, innamorata (e ricambiata) di una ragazza di Sunnyvale, Samantha Fraser, ha volgia di andare via, ma si ritrova bloccata in un posto malsano. Ciò che non sa essere vero, ma che tratta come semplice leggenda (come tutti gli abitanti di Shadyside, d'altra parte), è che sulla cittadina grava una maledizione, quella della strega Sarah Fier. I serial killer di Shadyside, infatti, si dice siano stati in qualche modo posseduti dallo spirito della donna, condannata all'impiccaggione nel 1666. I tre film, ambientati nel 1994, oltre a raccontare le storie del "presente", intrecciano anche le vicende del 1978 (nel secondo film) e del 1666 (la prima parte del terzo film), permettendo a Deena e ai suoi amici di ricostruire la storia di Shadyside e Sunnyvale e porre fine alla maledizione una volta per tutte.
La storia che viene sviluppata è, per lo più, uno splatter fortemente influenzato sia visivamente, sia musicalmente, sia narrativamente dal cinema anni Novanta del XX secolo. La storia di base è indubbiamente adolescenziale, ma nel momento in cui inizi a vedere il primo film, la scrittura cattura inevitabilmente e quindi si è comunque portati a concludere la visione della trilogia. Alcuni passaggi risultano abbastanza scontati, incluso il vero ruolo di alcuni dei personaggi: nel complesso niente di eccezionale (forse perché non amo molto i Novanta?), ma indubbiamente un gradevole passatempo, che comunque cavalca l'onda lunga del successo di Stranger Things grazie al revival delle atmosfere degli Ottanta e dei Novanta.

martedƬ 20 luglio 2021

A classic horror story

20210720-classic-horror-story
Sembra di essere in un classico film dell'orrore
E' all'incirca quanto afferma uno dei protagonisti di A classic horror story, film dell'orrore realizzato per Netflix dai due registi pugliesi Roberto De Feo e Paolo Strippoli.
D'altra parte la storia è un mix di classici dell'orrore, su tutti La casa di San Raimi. La storia inizia con un gruppo di cinque viaggiatori che, diretti allo stesso luogo tra i monti della Calabria, decidono di viaggiare sul camper di Fabrizio, aspirante regista e instagrammer. A completare il gruppo troviamo la coppia Sofia e Mark in vacanza, il medico fallito Riccardo, interpretato da Peppino Mazzotta, l'attore più noto del cast, ed Elisa, in viaggio verso una clinica per abortire.
Dopo un incidente notturno, il camper esce fuori strada e al mattino, mentre Mark soffre a causa di una gamba rotta (era lui alla guida), i cinque si accorgono di non essere più sul ciglio della strada, ma in una radura in mezzo ai boschi al cui centro si trova una casa di legno chiusa.

mercoledƬ 30 giugno 2021

Alice in borderland: mettere la vita in gioco

20210630-alice-in-borderland
Basato sull'omonimo manga di Haro Aso, Alice in borderland diventa una serie live action per Netflix diretta da Shinsuke Satō. La storia ruota intorno ai tre amici Arisu, Karube e Chōta. I tre, dopo essere sfuggiti alla polizia che li inseguiva rinchiudendosi nel bagno della metropolitana, scoprono all'improvviso di essere in una Tokyo completamente vuota e abbandonata, senza più alcun abitante. Pur interrogandosi sul come e sul perchĆ©, o sul fatto se siano stati gli altri abitanti di Tokyo a sparire o se invece sono stati loro a essere rapiti, iniziano a vivere la situazione nel modo più superficiale possibile, fino a che non si rendono conto di ritrovarsi in un gigantesco gioco e per sopravvivere devono affrontare una serie di prove, la prima delle quali ĆØ un gioco collaborativo all'interno di un hotel che ricorda molto per trama The Cube.

giovedƬ 1 aprile 2021

The Cube, o dello scherzone

20210401-the-cube
Lo so, il titolo l'ho scritto per attirare l'attenzione, visto che oggi ĆØ l'1 aprile, ma in fondo c'ĆØ un qual certo gusto per lo scherzo, sebbene un po' macabro, all'interno della serie di The Cube.
La trama del primo, ma sostanzialmente anche degli altri due film della serie, è piuttosto semplice: un gruppo di persone si ritrova a vagare tra le stanze cubiche di un immenso cubo alla ricerca dell'uscita. Ognuna delle stanze cubiche, però, potrebbe avere al suo interno una trappola mortale, così i prigionieri devono cercare di trovare una strategia per sopravvivere e giungere alla fine di quello che è da considerarsi come un vero e proprio gioco mortale.
Uscito nel 1997 per la regia del canadese Vincenzo Natali, The Cube è un film claustrofobico e psicologico. Il gioco degli sceneggiatori è anche abbastanza interessante: da una parte è una sfida di inventiva per proporre allo spettatore trappole nuove e paurose, il più splatter possibile; dall'altra la storia cerca di non indulgere troppo negli aspetti macabri, approfondendo gli aspetti più oscuri dei personaggi coinvolti. La storia, infatti, porta a galla gli istinti dei prigionieri, pone nello spettatore dubbi sulle motivazioni della struttura, e in un certo senso ribalta alcuni aspetti dei protagonisti, ma ne conferma per contro altri, che alla fine si comportano esattamente come le attese.

sabato 19 settembre 2020

L'uomo cozza

Morso da una cozza radioattiva a causa dell'inquinamento delle acque, l'uomo cozza sorge dall'oceano accompagnato da un granchio parlante con baffoni e sopracciglia che fuma sigari e dotato di occhiali da sole, che si sa che nei fondali marini il riverbero del sole ĆØ piuttosto fastidioso. L'uomo cozza diventa il difensore del mare contro l'inquinamento e lo sfruttamento, colpisce senza pietĆ  i pescatori sulla spiaggia, dei semplici gitanti, peraltro, costringendoli a sgombrare nonostante le ferite a morte.
L'uomo cozza non fa ridere nonostante le battute, prova a essere splatter, ma il tratto del disegnatore ĆØ ancora poco adatto al genere, mentre il lettering sembra quello di una borchure di una biblioteca di quartiere di una cittadina di periferia.
Nel complesso un fumetto di cui si sconsiglia vivamente la lettura, indeciso tra l'essere una parodia, un fumetto d'azione e un fumetto di denuncia. Al confronto Sponge Bob è più efficace nel veicolare il messaggio ecologista.
P.S.: ho potuto leggere il pdf del fumettucolo grazie a LSB. C'ho messo più di un anno per decidermi a far uscire la recensione. Speriamo che questa prima uscita non abbia alcun seguito.

sabato 21 ottobre 2017

Il cinema come purgatorio

Terzo sabato consecutivo dedicato ad Alan Moore, in questo caso con il secondo volume di Cinema Purgatorio, volume antologico edito da Panini Comics che raccoglie le storie dello scrittore di Northampton uscite sull'omonimo albo in bianco e nero insieme con quelle di Gart Ennis, Max Brooks, Kieron Gillen e Christos Gage.
Prigioniero del cinema
Il protagonista di Cinema Purgatorio di Moore ĆØ un ignoto personaggio, probabilmente una donna, che nei suoi ricordi si trova sempre nello stesso cinema a vedere film di genere in quello che, leggendo le storie una dietro l'altra, sembra molto una sorta di piccola storia del cinema. Ogni "pellicola", rappresentata da Kevin O'Neill, in questi ultimi anni fedele collaboratore di Moore sulle pagine della Lega degli Straordinari Gentiluomini, presenta però un dettaglio strano: ad esempio Un re al crepuscolo ĆØ visivamente un racconto di King Kong. La narrazione, in prima persona, esce dalla bocca di Kong, ma in realtĆ  ĆØ la vita di uno degli animatori del gigantesco gorilla, Willis O'Brien, che alla fine spiega anche l'ambientazione del breve racconto di Moore e O'Neill: molto probailmente, infatti, recupera le idee di O'Brien sul personaggio che erano state "prese in prestito" da Ishirō Honda e Thomas Montgomery per King Kong contro Godzilla del 1962.
Per tutta la vita è un mix tra un film romantico e una puntata di Ai confini della realtà, con due neo sposini che, una volta entrati nella loro casa, invecchiano a una velocità impressionante. La vera chicca del trittico uscito su questo secondo volume è, però, I frateli Warner in "Una notte dagli avvocati".
E' al tempo stesso un omaggio a Groucho Marx, il più noto dei fratelli Marx, e un modo per togliersi un po' di sassolini nei confronti della Warner Bros., visto che, a mia memoria, né Groucho Marx né i suoi fratelli hanno mai lavorato perla Warner. In particolare Moore fonde la vita di Groucho con quella di Jack Warner, non molto dissimili in generale, ma molto differenti nei dettagli. Stilisticamente Moore riprende la vena umoristica mostrata nei racconti su 2000 A.D.

martedƬ 3 ottobre 2017

La notte eterna del coniglio

Avevo lasciato da parte La notte eterna del coniglio, romanzo d'esordio di Giacomo Gardumi, per molto e molto tempo. Poi, finalmente, ho preso la decisione di leggerlo.
Alla fine gli elementi interessanti del poderoso ma veloce tomo sono molti, iniziando dalla trama: quattro gruppi di sopravvissuti a una catastrofe nucleare sono in collegamento tra loro attraverso quattro rifugi antinucleari. Alcune incomprensioni con la ditta costruttrice limitano le possibilitĆ  di connessione ed ĆØ su questo che si giocano le possibilitĆ  dell'autore nella costruzione della tensione, altrimenti impossibili considerando le capacitĆ  tecnologiche di questo genere di software giĆ  all'inizio del XXI secolo.
Gardumi, attraverso una narrazione per lo più in prima persona, costruisce un romanzo di grande tensione, che lascia un po' sullo sfondo gli elementi di fantapolitica (in parte lucidi nella capacità previsionistica dell'autore, per quanto abbia sbagliato, pur se di poco, la minaccia asiatica), che diventano semplicemente la causa che spinge una decina di persone sottoterra.
Ne esce un romanzo psicologico, filosofico, claustrofobico, in molti punti splatter, incredibilmente raro nella letteratura italiana (almeno quella di inizio secolo), indubbiamente influenzato dai reality show e forse un po' anche dal Blair Witch Project: una vera piccola sorpresa che mi spiace di aver snobbato per cosƬ tanto tempo.

giovedƬ 19 gennaio 2017

L'orrore si mette le ali

In parte attirato dalla trama, in parte dall'offerta (comprato a meno di metĆ  prezzo di copertina), ho acquistato un romanzo che alla fine si ĆØ rivelato una interessante fonte di sorprese, nonostante non lo si possa considerare completamente originale.
L'idea di base di Riverwatch ĆØ quella del risveglio, nel mondo moderno (il romanzo ĆØ stato dato alle stampe originariamente nel 2000) di un demone imprigionato all'epoca della caccia alle streghe all'interno di una statua di pietra e che considera gli esseri umani delle prede di cui cibarsi. Il suo storico avversario, Gabriel, un essere antico quanto lui ma con le fattezze umane, ĆØ ormai vecchio, stanco e con pochi poteri e decide di lasciare il gravoso compito a un gruppo di ragazzi: Samuel, un giovane che lavora presso l'ospedale dove ĆØ ricoverato oltre che scrittore di giochi di ruolo; Katelynn, laureanda con una tesi sulla storia locale, in particolare sul personaggio di Sebastian Blake, accusato di stregoneria; e quindi Jake, piccolo imprenditore edile e, come Katelynn, amico di Sam e "cavia" per i suoi nuovi giochi prima che questi vengano mandati all'editore. Al terzetto si unisce successivamente lo sceriffo del villaggio, coinvolto nella vicenda a causa degli efferati omicidi di Moloch, risvegliato da un operaio di Jake che, per vendetta sul licenziamento subito, era penetrato nel cantiere per il restauro di una delle vecchie proprietĆ  della famiglia Blake.
La trama, che si basa su elementi fantasy, che danno una rilettura inquietante delle leggende sulla battaglia tra angeli e demoni all'inizio del mondo che ricorda molto l'incipit di Devilman di Go Nagai, viene sviluppata da Joseph Nassise con accortezza e attenzione ai dettagli, riuscendo a coinvolgere il lettore grazie all'alternanza dei punti di vista, incluso quello del demone. Il romanzo si sviluppa tra scene splatter, introspezione psicologica, momenti di pura azione, lasciando però un pizzico di delusione quando, procedendo con la lettura, ci si rende conto che ciò che Gabriel ha da lasciare a Sam e ai suoi compagni di avventura è ben poca cosa rispetto a quanto ci si attenderebbe dalle parole che spesso utilizza.
Questo è l'unico aspetto debole, che indica come il romanzo sia uno dei primi scritti da Nassise, ma non ne inficia la godibilità e la leggibilità generale per quello che può essere considerato come un buon esempio di horror moderno statunitense.

martedƬ 5 gennaio 2016

Libri di sangue: La sfida dell'Inferno

Altri cinque racconti nel secondo volume della serie che ha portato all'attenzione del pubblico di genere il talento letterario di Clive Barker. In questo caso lo scrittore britannico, ottimo praticamente in ogni fase della composizione, gioca con i generi fondamentali della letteratura mistery: quindi non solo l'horror, inteso come racconto di paura con risvolti mistici, ma anche lo splatter e il giallo propriamente detto, sia nella versione investigativa sia in quella noir, dove per noir intendo il giallo di approfondimento psicologico con protagonista un criminale (o qualcosa del genere).
In quest'ultima categoria ricade il primo racconto della raccolta, datata 1988, Paura: uno studente di filosofia, per dimostrare la correttezza delle sue teorie sulla natura della paura umana, rapisce i suoi compagni di corso, costringendoli ad affrontarle in quella che può essere considerata una vera e propria tortura che porta i soggetti al limite della follia.
Agli amanti del genere non sfuggiranno le analogie con il soggetto di Saw del 2004 e della serie cinematografica da esso generata: in ultima analisi anche Jigsaw esplora le paure degli esseri umani messi di fronte all'istinto della sopravvivenza.