Stomachion

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lunedƬ 19 maggio 2025

La giostra del maleficio

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La raccolta de La giostra del maleficio ĆØ costituita da 19 racconti di varia lunghezza e da un romanzo breve che la conclude. I vari racconti di Jean Ray sono tutti caratterizzati, oltre che dal tema gotico e dalla descrizione della propoensione al male, anche quello quotidiano, da parte degli esseri umani, anche da una qual certa vena di ironia. Basti pensare alla signora de La gente illustre di Tudor Street che cerca i sosia dei grandi scrittori che hanno abitato nella sua casa per usarli per riprodurre delle statue di cera di questi stessi. La fine che fanno, ovviamente, potete immaginarla, visto il titolo della raccolta!
Sono presenti, però, anche alcuni racconti che catturano in maniera altrettanto ironica una serie di spunti scientifici, come per esempio il racconto d'apertura, Matematica superiore, in cui il tema dell'omicidio si sposa con la matematica multidimensionale e la geometria non euclidea.

martedƬ 29 ottobre 2024

La notte del Nord

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Dopo Il demone di febbraio, ho deciso di affrontare una nuova raccolta di Gerard Prevot, questa volta costituita da due racconti brevi, il primo dei quali da il titolo alla raccolta stessa, e da un racconto lungo, o rom anzo breve che dir si voglia.
Al di là degli aspetti di tensione dello stile adottato dallo scrittore belga, Gli sparti, ovvero il romanzo breve, è indubbiamente la lettura che maggiormente tiene incollati alle pagine, non solo per la sua lunghezza, ma soprattutto per il tema che si dipana nel corso della storia. Infatti, più che un racconto dell'orrore è quasi un noir, ma la grande differenza nel genere sta in quel quasi, perché più si procede con la lettura più si ha la sensazione che i due generi principali del racconto stesso siano errati. Ci sono infatti alcune frasi qua e là, ma soprattutto i riferimenti a matematica e codici che lasciano intuire che, a meno di non essere di fronte a un racconto sulla follia del genio matematico (che poi è indubbiamente una possibile lettura che si affianca a quella principale), siamo di fronte a una storia di genere fantascientifico di stampo lovecraftiano. Cosa che alla fine si dimostra esatta.
Anche il racconto conclusivo risulta interessante, come capirete dal titolo, Lo spettro meccanico.
Ottima, quindi, questa nuova raccolta di storie del brivido di Prevot, pubblicata anche questa da Agenzia Alcatraz.

giovedƬ 13 giugno 2024

Il mattatoio dei matti

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Quando ho acquistato questo volume a Bookpride 2024, pensavo fosse un romanzo, anche se un po' il dubbio mi era venuto leggiucchiando un po' tra le pagine prima dell'acquisto. E invece alla lettura mi sono ritrovato con una raccolta di racconti in cui Federico Bottoni ha esplorato in vari modi i temi della follia, della vita, della morte e dell'amore, senza dimenticare il male di vivere moderno il tutto con un gusto che ora oscilla tra il sarcastico, ora l'ironico, in alcuni casi addirittura il ridanciano, alternando a racconti più intensi, sia per la forza dell'orrore lì rappresentato, sia per la delicatezza dello stile adottato. Lo scrittore non rinuncia nemmeno a introdurre elementi di quella che, probabilmente, è la sua filosofia di vita, esibendo alla fine uno stile che ricorda ora Edgar Allan Poe, ora Neil Gaimann (che mi sembra il nume tutelare più presente), ora Stefano Benni. Un alettura piacevole e a suo modo stupefacente.

mercoledƬ 26 aprile 2023

La ragazza scomparsa

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E' composto da un trittico di racconti il volumetto La ragazza scomparsa di Shirley Jackson. Oltre al racconto d'apertura, che da il titolo della raccolta, troviamo anche Viaggio con signora e Incubo. E' un interessante mix di racconti che mescolano il noir con l'humor, ma senza realmente andare nel classico humor nero. I due aspetti, infatti, sono separati molto bene.
Il racconto d'apertura racconta le vicende di una ragazza scomparsa: è forse il racconto più "impegnato" della mini-raccolta, visto che l'autrice non risparmia bordate nei confronti delle autorità che seguono le ricerche della ragazza o dei media che le raccontano.
Viaggio con signora è il racconto del primo, divertente viaggio in treno in solitaria di un ragazzino di nove anni che incontra una signora ricercata dalla polizia: alla fine molto più divertente che "nero".
Incubo racconta delle peripezie di una segretaria per le strade della sua città, tormentata da una specie di gioco in cui sembra che stiano cercando proprio lei. Il finale è un po' a sorpresa, ma nemmeno poi tanto, anche se la Jackson lo prepara in maniera magistrale, trasformandolo nella più che naturale conclusione delle peripezie della simpatica Miss Morgan.

giovedƬ 19 maggio 2022

La ragazza scomparsa

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E' composto da un trittico di racconti il volumetto La ragazza scomparsa di Shirley Jackson. Oltre al racconto d'apertura, che da il titolo della raccolta, troviamo anche Viaggio con signora e Incubo. E' un interessante mix di racconti che mescolano il noir con l'humor, ma senza realmente andare nel classico humor nero. I due aspetti, infatti, sono separati molto bene.
Il racconto d'apertura racconta le vicende di una ragazza scomparsa: è forse il racconto più "impegnato" della mini-raccolta, visto che l'autrice non risparmia bordate nei confronti delle autorità che seguono le ricerche della ragazza o dei media che le raccontano.
Viaggio con signora è il racconto del primo, divertente viaggio in treno in solitaria di un ragazzino di nove anni che incontra una signora ricercata dalla polizia: alla fine molto più divertente che "nero".
Incubo racconta delle peripezie di una segretaria per le strade della sua città, tormentata da una specie di gioco in cui sembra che stiano cercando proprio lei. Il finale è un po' a sorpresa, ma nemmeno poi tanto, anche se la Jackson lo prepara in maniera magistrale, trasformandolo nella più che naturale conclusione delle peripezie della simpatica Miss Morgan.

giovedƬ 30 settembre 2021

I quarantanove racconti

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Avevo un'idea ben precisa per affrontare la raccolta de I quarantanove racconti di Ernest Hemingway: decidere un anno di lettura e poi affrontare un racconto a settimana. L'idea nasceva dalla quasi perfetta coincidenza con le settimane in un anno, 52. Poi, però, nel corso del 2021 è arrivato il Topolibro che raccoglie gli 8 racconti pubblicati tra 2000 e 2001 realizzati da altrettanti allievi dell'allora Accademia Disney a partire da altrettanti racconti scelti dai Quarantanove. E così, per affrontare il confronto tra Hemingway e i giovani autori disneyani ho iniziato a leggere la raccolta partendo proprio dalle storie che hanno ispirato quei giovani disegnatori. A quel punto un racconto tira l'altro e, nello spirito di una raccolta di questo genere, sono arrivato a conslusione della lettura saltando un po' qui e un po' lì senza seguire un preciso criterio cronologico.

venerdƬ 3 settembre 2021

Il demone di Febbraio

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Attirato un po' dalla copertina, un po' dal titolo, do un'occhiata a Il demone di Febbraio: è una raccolta di racconti gotici e del brivido di Gérard Prévot edito da Agenzia Alcatraz, un piccolo editore che sembra avere un catalogo piuttosto interessante.
Ad ogni modo nell'agile raccolta si trovano una ventina di racconti in circa 230 pagine di uno scrittore belga del XX secolo, sebbene le atmosfere che si respirano sembrano quelle del XIX secolo e dei racconti del re di questo genere, Edgar Allan Poe. Così come Poe, anche Prévort racconta della follia degli uomini. Non a caso alcuni dei racconti non presentano un reale elemento soprannaturale, in altri è appena accennato e diventa manifesto solo sul finale, ma non per una descrizione esplicita, ma semplicemente grazie a un indizio, una intuizione. E c'è anche in alcuni un qual certo sense of humor, tanto che alcuni racconti sarebbero potuti diventare tranquillamente umoristici o parodistici.
Una lettura decisamente consigliata per tutti gli amanti del genere.

giovedƬ 4 giugno 2020

Cose fragili

Mi sembrava un bel titolo per un libro di racconti. Dopo tutto, di cose fragili ce ne sono talmente tante. Le persone si rompono cosƬ facilmente, e anche i sogni, e i cuori.
Con queste parole Neil Gaiman giustifica il titolo della raccolta di racconti Cose fragili. Il libro, peraltro, ha anche una dedica particolare a tre maestri del racconto: Ray Bradbury, Harlan Ellison e Robert Sheckley. In effetti c'è un altro nume tutelare di Gaiman, non citato nella dedica, Arthur Conan Doyle. La raccolta, infatti, dopo l'introduzione, inizia con Uno studio in smeraldo, evidentemente ispirato all'infallibile investigatore di Baker Street e al suo amico dottore. Il racconto, che ha permesso a Gaiman l'ingresso all'interno degli Irregolari di Baker Street, è un piccolo capolavoro, quasi un romanzo breve, costruito intorno all'idea del ribaltamento dei ruoli, come diventa evidente nel finale, ma intuibile già a metà racconto per gli amanti del canone sherlockiano. In effetti l'idea di ambientare il racconto in una realtà alternativa rende anche il racconto apprezzabile anche dai puristi come il sottoscritto e anzi restituisce uno Sherlock Holmes ancora più fedele di molti racconti e romanzi fuori dal canone.
Non è l'unico gioiello presente nella raccolta. Di alcuni ne ho scritto nelle settimane precedenti, avendo essi avuto una versione fumettistica (cosa normale per uno scrittore come Gaiman diventato famoso soprattutto con la sua reinterpretazione di Sandman), così in questa sede mi posso concentrare su alcuni piccoli pezzi di bravura, come ad esempio L'uccello del sole, che in un certo senso è sulla stessa linea del racconto sherlockiano, in cui un simpatico gruppo di amici decide di andare alla ricerca di un misterioso uccello del sole che all'incirca ogni quarantina d'anni ricompare nella città di Suntown. La loro idea è quella di mangiarlo! Non sanno, però, quale sia la vera identità mitologica di questo uccello del sole.

venerdƬ 17 gennaio 2020

Una minima collezione dedicata al re del mistero

E' venerdì. E' 17. Il giorno giusto per scrivere di corvi e gatti neri. Anche se non è novembre.
Che cosa mi ha spinto ad acquistare il libriccino leggero e veloce in lettura dal titolo Minima. 7 racconti neri e uno bizzarro? Soprattutto considerando che ĆØ una raccolta di racconti di Edgar Allan Poe di cui, da qualche parte, ho un mammut con una selezione decisamente molto corposa dei suoi racconti? Innanzitutto la copertina a metĆ  strada tra l'ironico e l'irriverente. Quindi l'ottimo lavoro di grafica, quello realizzato per i titoli dei racconti, e quello per la quarta di copertina. E infine le bellissime illustrazioni che accompagnano ciascun racconto, pensate non solo per accompagnarlo, ma per integrarsi completamente nel testo. Il grosso problema in tutto quanto scritto sopra ĆØ che AbEditore non accredita nessuno dei lavori di cui sopra, i cui autori andrebbero, vista la cura messa, indicati come coautori della raccolta.
Questa carenza di informazioni, però, non mina la piacevolezza di leggere e, nel caso dei due iniziali, rileggere i racconti della raccolta. Il barile di Amontillado e Il cuore rivelatore, che già conoscevo facendo parte del mammut citato prima, sono due pezzi squisitamente noir, una discesa nella follia e nel cuore nero dell'essere umano. Non sono da meno neanche gli altri cinque racconti che costituiscono la sezione nera del libercolo, alcuni dei quali anche con alcune piccole influenze del fantastico, come Il ritratto ovale o Il gatto nero.

mercoledƬ 17 luglio 2019

Una base lunare per i Vedovi Neri

Proseguo il recupero dei racconti dei Vedovi Neri di Isaac Asimov. Anche questa seconda raccolta, Dodici casi per i vedovi neri, è ricca di enigmi arguti e interessanti, alcuni relativamente semplici da intuire, altri più complessi e in qualche modo più appassionanti. In effetti questa raccolta presenta anche un racconto particolare, Il delitto ultimo, con il quale si chiude il volume, che è anche la prova di ammissione di Asimov agli Irregolari di Baker Street. Già! E' proprio il racconto in cui si suggerisce che il buon professor Moriarty ha pubblicato un articolo su un ipotetico pianeta i cui resti sono alcune delle rocce che si trovano a ruotare intorno al Sole nella fascia degli asteroidi. A questo racconto ha dedicato un bellissimo articolo Marco Fulvio Barozzi, cui ha fatto seguito anche un mio articoletto. ALtro racconto degno di nota è Mancato assassinio, basato su un equivoco linguistico che ruota attorno alla famosa poesia dell'anello de Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien, il che mostra la vastità degli interessi che aveva Asimov. La raccolta contiene anche uno dei racconti più matematici di Asimov, Venerdì 13, su cui ho già scritto visto che lo lessi grazie alla raccolta Il dilemma di Benedetto XVI. La curiosità su questo racconto è che venne rifiutato dall'Ellery Queen's Mystery Magazine perché troppo complicato, e quindi accolto a braccia aperte per la pubblicazione tra le pagine di Fantasy & Science Fiction.

martedƬ 23 gennaio 2018

La raccolta dei vedovi neri

Dopo aver scritto del racconto all'interno della raccolta Il dilemma di Benedetto XVI, arriva la recensione del primo volume della minimum fax che raccoglie i racconti della serie ideata da Asimov
Il club dei Vedovi Neri venne ideato agli inizi degli anni Settanta del XX secolo da Isaac Asimov per coronare un progetto che aveva in mente da tempo: scrivere dei racconti gialli che fossero sƬ classici (un enigma da risolvere), ma al tempo stesso differenti dal giallo classico.
Così, ispirandosi a un club similare cui era stato invitato ad aderire, lo scrittore di fantascienza ideò questo particolare club costituito da 6 persone: cinque amici, membri fissi del club, e un ospite, rigorosamente maschio, scelto dall'anfitrione di turno. Le riunioni si svolgono una volta al mese, generalmente in un ristorante del centro città, e a servire il gruppo è sempre il cameriere Henry, diventato con il primo racconto della serie membro effettivo del club grazie alle sue doti di acume e deduzione.
In effetti la struttura dei racconti ĆØ abbastanza standard: l'ospite propone agli amici convenuti un dilemma. Questi iniziano a ragionare su di esso, facendo domande e suggerendo possibili soluzioni, fino a che non viene interpellato Henry, che funge da personaggio catalizzatore di tutte le tesi suggerite nel corso della conversazione fino a estrarre quella che alla fine si dimostra la soluzione vera e propria. L'interesse per i racconti, per la maggior parte pubblicati sull'Ellery Queen's Mystery Magazine, sta essenzialmente nella sfida tra lo scrittore e il lettore per la risoluzione degli enigmi. Alcuni di questi risultano anche abbastanza facili, soprattutto per l'usuale lettore del genere, ma lo stile di Asimov, le interazioni sempre dinamiche ed efficaci tra i personaggi, e la plausibilitĆ  e l'intelligenza delle varie idee lanciate dall'autore rendono piacevole e stuzzicante la lettura di ciascuno di essi.
Asimov affronta anche temi cari, come la crittografia o le bufale scientifiche, e propone anche alcuni limerick sui canti dell'Odissea, che purtroppo non proporrà più andando avanti con la serie, essenzialmente per via del fatto che originariamente ciascuno di essi non era stato ideato per una ristampa su libro. E' anche per questo, ricorda Asimov nell'introduzione, che i racconti sono stati modificati in funzione della pubblicazione in volume per evitare eccessive ripetizioni di passaggi che, invece, risultano necessari nell'edizione per rivista.
L'Asimov autore di gialli, alla fine, risulta altrettanto interessante, divertente e stimolante dell'Asimov divulgatore e scrittore di fantascienza.
I racconti dei vedovi neri, vol.1
di Isaac Asmiov
traduzione Mario Fois
Minimum fax, 2016, 240 pagine, € 9,00

lunedƬ 14 novembre 2016

Il segno del Re Giallo

Nel suo progetto di riproposizione e aggiornamento dei miti di Lovecraft, lo sceneggiatore Alan Moore sembra aver trovato una chiave narrativa interessante per quella che può essere considerata la sua opera definitiva sul tema, Providence, realizzata in collaborazione con il disegnatore Jacen Burrows. Moore, infatti, decide di trarre ispirazione per l'ambientazione iniziale e per il gioco metanarrativo di stampo borgesiano con un libro inesistente ma dagli effetti reali da Il Re in Giallo, raccolta di racconti di Robert Chambers.
Racconti vittoriani
Classificare il libro di racconti di Chambers sotto l'ombrello generico del gotico ĆØ probabilmente un po' eccessivo se consideriamo che non tutti i racconti hanno un'ispirazione fantastica e non tutti riescono a essere d'atmosfera con la stessa efficacia.
Il Re in giallo del titolo ĆØ una misteriosa commedia teatrale, citata in varie occasioni in alcuni dei racconti della raccolta, e che ispirerĆ  lo stesso Lovecraft per la creazione delle atmosfere e di alcuni dei nomi e delle immagini presenti nei Miti di Cthulhu.
L'inizio oscilla tra il gotico e la fantascienza: Il riparatore di reputazioni è l'unico, insieme con Il segno giallo, ambientato negli Stati Uniti (gli altri tutti a Parigi) una ventina di anni dopo la pubblicazione effettiva della raccolta dopo una guerra che, invece, viene descritta in alcuni dei racconti parigini. Insieme con i racconti della prima parte, sono quelli più squisitamente gotici grazie alle citazioni tratte dalla fantomatica opera maledetta che da il titolo al libro e a un'ottimo utilizzo degli elementi tipici del brivido, come follia, fantasmi, ricerca di segreti proibiti e la presenza inquietante, ma comunque sottintesa, dell'oscuro Re Giallo.
La seconda parte, invece, ĆØ costituita sastanzialmente di racconti romantici che perdono qualunque elemento di brivido per concentrarsi su un gruppo di artisti a Parigi durante la guerra citata nel racconto d'apertura. In questo senso, dunque, risulta inclassificabile la raccolta di Chambers, forse troppo nettamente distinta nelle due sezioni, sebbene in un paio di racconti della prima parte alcuni elementi romantici sono pur presenti. Interessante, ad ogni modo, il racconto che fa da spartiacque, che in realtĆ  ĆØ una raccolta di versi del brivido tratti dal libro proibito Il Re in Giallo.
Nel complesso una lettura interessante, che permete di avvicinarsi a una delle fonti di ispirazione di Lovecraft e di buona parte della narrativa del brivido e del mistero.

martedƬ 5 gennaio 2016

Libri di sangue: La sfida dell'Inferno

Altri cinque racconti nel secondo volume della serie che ha portato all'attenzione del pubblico di genere il talento letterario di Clive Barker. In questo caso lo scrittore britannico, ottimo praticamente in ogni fase della composizione, gioca con i generi fondamentali della letteratura mistery: quindi non solo l'horror, inteso come racconto di paura con risvolti mistici, ma anche lo splatter e il giallo propriamente detto, sia nella versione investigativa sia in quella noir, dove per noir intendo il giallo di approfondimento psicologico con protagonista un criminale (o qualcosa del genere).
In quest'ultima categoria ricade il primo racconto della raccolta, datata 1988, Paura: uno studente di filosofia, per dimostrare la correttezza delle sue teorie sulla natura della paura umana, rapisce i suoi compagni di corso, costringendoli ad affrontarle in quella che può essere considerata una vera e propria tortura che porta i soggetti al limite della follia.
Agli amanti del genere non sfuggiranno le analogie con il soggetto di Saw del 2004 e della serie cinematografica da esso generata: in ultima analisi anche Jigsaw esplora le paure degli esseri umani messi di fronte all'istinto della sopravvivenza.

lunedƬ 8 settembre 2014

Le leggende del castello nero e altre storie

Igino Ugo Tarchetti ĆØ stato uno dei rappresentanti della scapigliatura milanese, dedicandosi, lo scrittore, alla letteratura del fantastico e del gotico da una parte, e alla scrittura umoristica dall'altra.
Come sta esplorando molto bene Splatter in una serie di articoli sul cinema horror, l'Italia ha sempre mostrato nel genere del mistero e della paura una certa interessante propensione. Non dimentichiamo, infatti, che uno dei romanzi gotici per eccellenza, Il castello di Otranto, ĆØ ambientato in Italia. La raccolta Le leggende del castello nero di Tarchetti edita dalla Nero Press raccoglie una serie di racconti tranquillamente leggibili in pubblico dominio (si trovano su Gutenberg nelle due raccolte Racconti fantastici e Racconti umoristici) e mostrano una caratteristica particolare della letteratura di metĆ  XIX secolo, che poi sarebbe confluita all'inizio del XX in Dracula: l'influenza della scienza.
Non ĆØ solo per la presenza di personaggi scettici nei suoi racconti, o di un qual certo senso di incredulitĆ  anche in alcune delle voci narranti, ma anche nella sensazione, leggendo i suoi passi, che l'autore stia quasi recependo la rivoluzione scientifica che si sta preparando, forse in qualche modo ispirato dalla filosofia kantiana, da un lato, o da idee che si fanno strada tra alcuni dei suoi contemporanei, e che per esempio si paleseranno nei piccoli pamphlet e racconti di Howard Hinton.

lunedƬ 1 settembre 2014

Racconti matematici

Secondo Robert Musil, nel simpatico racconto/saggio che chiude la raccolta curata da Claudio Bartocci, sono ben poche le attivitĆ  umane dove la matematica non riveste alcun ruolo:
Tutto ciò che esiste intorno a noi, che si muove, corre o se ne sta immobile, non soltanto sarebbe incomprensibile senza la matematica ma è effettivamente nato dalla matematica, e ne è sostenuto nella realtà concreta della propria esistenza.
Anche la letteratura è fatta di matematica: a un livello superficiale le regole grammaticali e del linguaggio sono regole matematiche. Raymon Queneau, però, uno dei fondatori dell'oulipo, tra i cui "seguaci" si conta, ad esempio, un certo Umberto Eco, ha fatto sì che gli scrittori iniziassero a giocare con la matematica, sia inserendola nelle tematiche, sia utilizzandola per programmare la struttura di racconti e romanzi.
La raccolta Racconti matematici, in sostanza, si occupa della matematica nella letteratura in maniera assolutamente completa, sia con racconti e saggi in cui essa ha un'importanza essenziale nella trama, sia in racconti in cui, in realtĆ , essa gioca un ruolo fondamentale solo nella struttura stessa del racconto, negli aspetti apparentemente tecnici.
Ad esempio L'hotel straordinario di Stanislaw Lem è in pratica l'hotel infinito di Hamilton spiegato come un racconto, mentre Dino Buzzati con I sette messaggeri, presente nella raccolta La boutique del mistero, racconta di numeri e serie numeriche con sette messaggeri che portano le informazioni al re in viaggio sul suo regno lontano. Ogni volta impiegano più tempo di prima, un po' come dei bosoni messaggeri che mettono in comunicazione due particelle: la forza dell'interazione è sempre più debole con il ridursi della distanza:

lunedƬ 5 maggio 2014

Voci nell'ombra

La collana Le ali della Tunue ĆØ stata realizzata dall'editore laziale con l'intenzione di proporre in un formato tascabile e a un prezzo accessibile alcune delle migliori proposte fumettistiche italiane ed europee presenti nel suo catalogo.
La prima uscita ĆØ stata dedicata alla ristampa di Rughe, l'apprezzatissima opera di Paco Roca sull'alzheimer. Con la 4.a uscita, vengono, invece, ristampati in un volume di 112 pagine i racconti di Lorenzo Bartoli e Giorgio Pontrelli usciti originariamente su Skorpio e Lanciostory.
Le storie, che hanno quasi tutte il denominatore comune dell'amore, indipendentemente dall'ambientazione o dal periodo temporale (dalla metropoli alla periferia, dal vecchio selvaggio west al futuro remoto), sono nel complesso un ritratto semplice, delicato ma comunque ironico dell'umanitĆ , dei suoi pregi e dei suoi difetti.
Se poi dal punto di vista letterario le storie oscillano tra il Roald Dahl adulto e il Ray Bradbury dei racconti, Pontrelli, con uno stile ora cartoonesco ora più realistico, un po' come Glenn Barr in Brooklin Dreams, riesce a sottolineare perfettamente l'alternarsi di emozioni che i testi di Bartoli trasmettono durante la lettura.

lunedƬ 13 gennaio 2014

La boutique del mistero


Ritratto del califfo Mash Er Rum e delle sue 20 mogli

Di Dino Buzzati avevo letto, fino a ora, solo Poema a fumetti e La famosa invasione degli orsi in Sicilia, entrambe due favole, la prima decisamente per adulti, più oscura e macabra, la seconda, pur se presenti elementi di paura, decisamente molto più adatta per dei lettori bambini. Queste due anime di Buzzati sembrano emergere a tratti nei racconti proposti ne La boutique del mistero, che raccoglie storie che definirei gotiche più che dell'orrore, come ad esempio Eppure battono alla porta, o favolistiche, come per esempio il lungo Il cane che ha visto Dio, una specie di romanzo breve, o brevissimo, con una conclusione alla Roald Dahl. In alcuni, poi, c'è un gusto per l'humor al limite del ridicolo, come per esempio in Riservatissima al signor direttore, in cui confessa di non essere l'autore degli scritti che ha firmato, mentre in altri c'è quasi una ricerca del magico, come ne La Torre Eiffel, che in fondo è una variazione del detto orientale secondo cui a contare in un viaggio non sono i punti di partenza e di arrivo, ma il viaggio stesso. Esiste, poi, quasi in maniera ossessiva, una ricerca della morte, presente nella maggior parte dei racconti, che così oscillano tra uno squisito gusto per il macabro e una malinconia diffusa che dona alla raccolta quell'aria misteriosa che inizia sin dal titolo.

giovedƬ 8 novembre 2012

La prima notte dei vampiri

More about La prima notte dei vampiri
La raccolta vampirica curata dall'Einaudi contiene alcuni piccoli capolavori nella letteratura di genere, a partire da Il vampiro di Polidori, il racconto considerato l'iniziatore della tradizione letteraria che oggi vede come punta di vendite la saga di Twilight. Una delle cose che colpisce di più in una raccolta di questo genere (un po' come l'identico e più corposo progetto della Newton Compton, Storie di vampiri) è la flessibilità del mito così come viene raccontato dagli autori. Si spazia dal classico racconto dell'orrore o fantastico, racconti come L'amante cadavere o La famiglia dei vurdalak, a racconti un po' più romantici, contenenti già gli elementi che poi faranno il successo delle saghe moderne, come La bella vampirizzata o la mitica Carmilla, senza contare una interpretazione estremamente razionale che distrugge, per certi versi, il mito come Il vampiro del Sussex, racconto di Conan Doyle all'interno della fortunata saga di Holmes.
Un altro aspetto però assolutamente interessante e forse altrettanto caro a chi vi scrive è come la letteratura vampirica si sia calata perfettamente all'interno della quotidianità diventando, forse più del resto della letteratura dell'orrore (Lovecraft a parte), un modo assolutamente alternativo alla letteratura seria per raccontare i dubbi e le paure della gente comune. Esempi di questa idea sono sicuramente L'horla di Guy de Maupassant, Un vampiro di Capuana e Aylmer Vance e il vampiro degli Askew. In tutti e tre i racconti viene citata la scienza, che sta diventando sempre più un argomento importante di discussione. In particolare L'horla propone una serie di considerazioni politiche interessanti, al limite dell'anti-democratico ma certamente molto poco ipocrite. Vedi per esempio la citazione pubblicata nel post Festa della Repubblica, oppure questo scambio di battute che apparentemente sembrerebbe ispirato da Shakespeare, ma che in effetti mostra una certa attenzione ai progressi scientifici dell'epoca, con gli scienziati che iniziavano ad occuparsi di cose sempre più piccole e invisibili, come l'elettricità:
Io ripresi: - Se esistessero sulla terra degli esseri diversi da noi, come potremmo non conoscerli dopo tanto tempo? Come potremmo non averli visti dopo tanto tempo, nƩ voi nƩ io?
Egli rispose: - Ma vediamo noi forse la centomillesima parte di ciò che esiste? Guardate, ecco il vento, la più grande forza della natura, che rovescia gli uomini, abbatte gli edifici, sradica le piante, solleva il mare in montagne d'acqua, distrugge le rocce e getta contro gli scogli i grandi bastimenti, il vento che uccide, sibila, geme, muggisce... l'avete forse visto, e potete vederlo? Eppure esiste.
In un certo senso, per molti degli scrittori nella raccolta, i vampiri rappresentano il mistero e la paura dell'ignoto da una parte, o la superstizione che può essere combattuta con la ragione dall'altra. Non a caso è uno scienziato, Van Helsing, che combatte e sconfigge il Conte Dracula nel romanzo di Stoker, consegnando così al romanzo e alla letteratura vampirica in genere una chiave di lettura interessante e forse molto poco esplorata sotto la patina dell'orrore e del gotico classici.
E' interessante, comunque, notare come il vampirismo stia diventando in effetti una malattia psichiatrica riconosciuta: il primo a discuterne in questi termini ĆØ stato Herschel Prins nel 1985, mentre nel 1992 ĆØ Richard Noll a coniare il termine di sindrome di Renfield.
Renfield, come sa chiunque abbia letto il romanzo di Stoker o visto un qualsiasi film da esso tratto, ĆØ un folle che mangia esseri viventi (prima mosche, poi ragni e poi uccelli) per catturare e accumulare in se la loro forza vitale, facilmente controllato dai poteri mentali del Conte Dracula.
La malattia, che come molti disturbi psichici ha origine nell'infanzia, sembrerebbe passare attraverso tre stadi di cui solo l'ultimo ĆØ il vampirismo propriamente detto. Secondo il dettagliato schema pubblicato su Renfield's Syndrome: A Psychiatric Illness Drawn from Bram Stoker's Dracula, non tutti i serial killer identificati come vampiri dai giornali soffrono realmente di questa sindrome particolare, come ad esempio Richard Trenton Chase, che sembra abbia ripetutamente chiesto sangue fresco durante il suo soggiorno in carcere.
Concludo, però, con quella che spero possa essere una vignetta divertente:

domenica 23 settembre 2012

Libri di sangue: le stelle della morte

More about Libri di sangue
Raccontiamo la versione semplice: avete mai letto L'uomo tatuato illustrato di Ray Bradbury? Sul corpo di un uomo che vaga in giro per gli Stati Uniti ci sono dei tatuaggi che cambiano continuamente, raccontando storie ogni volta differenti. Sostituite ora all'uomo tatuato di cui sopra un altro completamente ricoperto di sangue, che però non si dispone in forme particolari, come dei tatuaggi, per esempio, ma veri e propri racconti, ognuno scritto con una scrittura differente. Questi sono i Libri di sangue di Clive Barker, autore horror non proprio diffusissimo in Italia, nonostante in patria sia tra i più apprezzati del genere, ma che sta arrivando nel nostro paese, dopo l'uscita di alcuni fumetti tratti da alcune delle sue opere e pubblicati dalla Magic Press (ad esempio La casa delle vacanze di Chris Oprisko e Gabriel Hernandez), anche grazie alla Castelvecchi che ha iniziato a pubblicare proprio i suoi Libri di sangue, una raccolta di racconti dell'orrore decisamente inquietanti.
Ognuno dei racconti contenuti in questo primo libro propone un orrore differente: si va dal serial killer mistico, sullo stile del Jack lo squartatore di Robert Block (Macelleria Mobile di Mezzanotte), alla versione moderna della casa infestata, dove più che una casa infestata c'è una intera scuola posseduta (Mai dire maiale). Di tutto il libro, però, il racconto che più mi ha colpito è stato sicuramente In collina, le città, dove una coppia di omosessuali leggermente in crisi, in gita nei territori dell'ex-Jugoslavia, sarà testimone di un epico e tradizionale scontro tra due paesotti vicini, uno scontro incredibile e al tempo stesso terribile, dove il minimo errore rischia di spopolare per molti e molti anni entrambi i due campanili.

venerdƬ 26 agosto 2011

Omaggio a Richard Matheson (e non solo)

Uno dei più grandi successi cinematografici recenti è stato sicuramente Inception, film che ha riportato all'attenzione, se vogliamo, un tema narrativamente poco sfruttato nel mondo cinematografico, quello del sogno. E lo fa in un modo quasi originale, ovvero proponendo un gruppo di viaggiatori del sogno, degli avventurieri che si infiltrano nei sogni altrui per recuperare informazioni preziose per conto di altri. L'idea è quasi originale, però, perché è già stata utilizzata altre volte, ad esempio nel mondo dinseyano.
Come molti hanno notato, ad esempio, c'è la storia Il sogno di una vita di Don Rosa nella quale i Bassotti entrano nei sogni di Paperone per recuperare la combinazione della cassaforte. In questo caso, però, c'è un limite importante: bisogna essere il più vicini possibile al soggetto che sta sognando, altrimenti si finisce oltre il confine del sogno, in una zona completamente bianca che significa, per l'intruso, svegliarsi. Ad aiutare Paperone a difendere non solo la cassaforte, ma anche i suoi sogni, che poi non sono altro che i suoi ricordi, arriva Paperino.
Prima di Don Rosa, però, a far entrare i paperi nel mondo dei sogni ci pensano Fabio Michelini e Roberto Marini nella storia Zio Paperone e il viaggio da incubo, dove è invece Paperone che, con una astronave del sogno ideata sempre da Archimede entrano nel sogno di Paperino per cercare di scoprire dove si trovano le mitiche tre porte e soprattutto quale delle tre è quella che nasconde immense ricchezze.
Un'altra possibilità è quella di far sìche il sognatore influisca sul mondo reale: questa direzione narrativa, ad esempio, si può trovare ne Il pianeta proibito, dove i protagonisti piùche sognare rendono reali le immagini contenute nel proprio subconscio, o Stanotte il cielo cadrà, dove un gruppo di esseri umani cerca di impedire al sognatore del mondo di svegliarsi e distruggere il loro universo. In questa occasione Daniel Francis Galouye introduce una piccolo, importante dettaglio: il rappresentante o tramite tra il sognatore e il mondo. In questo modo, intervenendo sul tramite, è possibile riuscire a mantenere dormiente il sognatore(1).
Un'idea non molto lontana da questa ĆØ Paperino Paperotto e il grande sonno, scritta da un ottimo Bruno Enna e disegnata da Nicola Tosolini e Francesco d'Ippolito. Pubblicata in tre parti sui numeri 2898-2900 di Topolino racconta di un esperimento del governo sfuggito al controllo: una macchina sofisticatissima ĆØ in grado di rendere reali i sogni delle persone, solo che diventa incontrollabile e punta su Quack Town, il borgo dove Paperino ha trascorso la sua infanzia nella fattoria di Nonna Papera. A questo punto, per risolvere la situazione e impedire che la mente del sognatore distrugga il circondario, il governo ĆØ costretto a cercare il Pisolatore X, ovvero il soggetto i cui sogni vengono realizzati nella vita reale. E il Pisolatore che i governativi stanno cercando ĆØ anche un appassionato di fantascienza, e immagina per il suo paese l'invasione di gigantesche formiche, come raccontato in un racconto della mitica rivista Amazing Papers, che tutti i fedeli lettori della saga di Paperino Paperotto ben conoscono.