Stomachion

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martedƬ 26 agosto 2025

I racconti del whisky

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Dopo La giostra del maleficio, ecco una nuova raccolta di racconti del maestro del brivido e del terrore belga, Jean Ray.
La parte che da il titolo alla raccolta, i 18 Racconti del whisky, è costituita da storie del brivido raccontate tutte, invariabilmente, con l'accompagnamento di un buon bicchiere di whisky. L'ambientazione più utilizzata da Ray per i suoi racconti, che presentano anche alcuni personaggi ricorrenti, è il bar dell'Angolo Incantato del buon Cavendish, che ritroviamo spesso a versare whisky o altri liquori ai suoi avventori, su tutti i narratori delle oscure vicende.
Come succede in ogni raccolta che si rispetti, non tutti i racconti risultano ugualmente efficaci e sono soprattutto quelli più lunghi, in particolare nelle altre due sezioni della raccolta, a deludere un po' sia per un effetto del terrore poco marcato, se non addirittura assente, sia per una lunghezza che diluisce troppo la vicenda.
I riferimenti antisemiti, poi, non aiutano di certo, anche se è evidente che sono inseriti per spezzare la tensione, almeno laddove non risultano centrali per il racconto. Per fortuna, a differenza de La tana del serpente bianco di Bram Stoker, Agenzia Alcatraz aveva aggiunto una nota iniziale in proposito, per cui alla fine sono arrivato (abbastanza) preparato a ciò che mi aspettava.

lunedƬ 19 maggio 2025

La giostra del maleficio

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La raccolta de La giostra del maleficio ĆØ costituita da 19 racconti di varia lunghezza e da un romanzo breve che la conclude. I vari racconti di Jean Ray sono tutti caratterizzati, oltre che dal tema gotico e dalla descrizione della propoensione al male, anche quello quotidiano, da parte degli esseri umani, anche da una qual certa vena di ironia. Basti pensare alla signora de La gente illustre di Tudor Street che cerca i sosia dei grandi scrittori che hanno abitato nella sua casa per usarli per riprodurre delle statue di cera di questi stessi. La fine che fanno, ovviamente, potete immaginarla, visto il titolo della raccolta!
Sono presenti, però, anche alcuni racconti che catturano in maniera altrettanto ironica una serie di spunti scientifici, come per esempio il racconto d'apertura, Matematica superiore, in cui il tema dell'omicidio si sposa con la matematica multidimensionale e la geometria non euclidea.

mercoledƬ 30 aprile 2025

Malpertuis

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Recuperato da Agenzia Alcatraz, che sta portando in Italia la sua opera completa, Jean Ray ha fornito con Malpertuis una visione nuova al tema delle case infestate o stregate. Malpertuis, infatti, ĆØ il nome con cui ĆØ nota la magione in cui si svolge quasi tutta l'azione raccontata nel romanzo, a parte alcune scene sul mare e altre, che di fatto concludono la vicenda, in un monastero sperduto.
Il romanzo è sostanzialmente suddiviso in 4 parti, ognuna con un narratore differente, riprendendo quindi una struttura molto simile al Dracula di Bram Stoker. A differenza del romanzo di Stoker, però, in Malpertuis Ray ribalta, in un certo senso, il punto di vista del lettore, che alla fine si ritrova a comprendere chi in realtà era realmente prigioniero di quella casa e quale fosse la vera forza del male dietro tutte le vicende sanguinose che hanno decimato gli abitanti della magione.
A questo vanno ad aggiungersi l'atmosfera opprimente delle descrizioni dello scrittore belga, lo stile quasi lovecraftiano in particolare nei passi tratti dai diari, e il modo inedito di riportare al lettore alcuni personaggi della mitologia classica (cosa che non mi sarei spinto a scrivere se non fosse che nella copertina della prima edizione del romanzo si trova la testa di Medusa a campeggiare sopra la casa).
Questo capolavoro del gotico moderno ha anche ricevuto una trasposizione cinematografica nel 1971, che purtroppo non ho visto, e che vede nel cast la presenza di un Orson Welles a fine carriera.

giovedƬ 7 novembre 2024

La cittĆ  della paura indicibile

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In qualunque modo giro e rigiro il romanzo di Jean Ray, punto di riferimento per molti scrittori belgi dell'orrore e del terrore, La città della paura indicibile, Ingersham, è di fatto un giallo. O un thriller. Vedete un po' voi come preferite. Questo non vuol dire che Ray non sia stato in grado di costruire una vicenda ricca di tensione e di situazioni apparentemente soprannaturali, ma alla fine il detective protagonista del libro riesce a trovare una spiegazione per ciascuno degli eventi misteriosi, senza dover scomodare alcun fantasma. In un certo senso si potrebbe paragonare il romanzo a Il mastino dei Baskerville, forse l'opera più squisitamente d'orrore almeno per ispirazione di tutto il canone holmsiano. Se a questo ci aggiungiamo che è costruito non tanto come una vicenda unica, ma come racconti legati sì uno all'altro, ma in qualche modo anche leggibili separatamente uno dall'altro, otteniamo un mix di paura e terrore da cui solo un lovecraftiano di ferro come il sottoscritto può considerarsi immune.