Stomachion

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mercoledƬ 11 febbraio 2026

Il lupo mannaro

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Autrice dalla produzione piuttosto minimale, Clarence Housman ha però scritto un romanzo breve apprezzato dallo stesso Howard Phillips Lovecraft: Il lupo mannaro.
Protagonista, però, non è un uomo, ma una donna. E già solo per questo vale la pena di leggerlo. Questa scelta ricade inevitabilmente sulla caratterizzazione di Pelliccia Bianca, il nome con cui la mannara chiama se stessa. In effetti in originale si autoidentifica come White Fell. E il termine fell, ovvero pelle, vello, come aggettivo, vuol dire crudele, fornendo così un indizio sulla sua stessa natura. D'altra parte la bella straniera che arriva in un giorno di tormenta alle porte di una casa sperduta nel profondo nord, possiede un fascino particolare, selvaggio, e si distingue dalle altre donne della famiglia che lì abita e lavora sotto tutti i punti di vista.
Innanzitutto gira libera e senza accompagnatori per le cime e i boschi innevati; quindi porta con se una piccola ascia, a suggerire come si procura il cibo normalmente; e infine i suoi abiti sono comodi e adatti alla vita all'esterno, e non casti e femminili.

mercoledƬ 22 ottobre 2025

La ragazza invisibile e altri racconti

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Con testo in inglese a fronte La ragazza invisibile è una raccolta di quattro racconti scritti da Mary Shellery, più nota per il romanzo Frankenstein che per il resto della sua abbastanza poco nota produzione. Questo volume, dunque, ha un valore meritorio non foss'altro perché permette di recuperare altri testi della scrittrice, che si presenta al lettore con uno sguardo ampio su generi come il gotico, il romantico, ma anche la fantascienza. Roger Dodsworth: l'inglese rianimato, racconta infatti le vicende di un inglese rimasto congelato tra i ghiacciai delle Alpi per qualcosa come un secolo o giù di lì. E come già in Frankenstein, anche in questo breve racconto Mary Shelley costruisce un palusibile contesto scientifico relativamente alla conservazione sotto ghiaccio di un corpo vivente, per poi sfruttare il resto del racconto, un po' come Robert Heinlein con A noi vivi, per fare alcune considerazioni di ordine politico.
E se Il figlio maggiore è una storia squisitamente romantica, gli altri due racconti, La ragazza invisibile, che da il titolo alla raccolta, e La fanciulla in lutto, che chiude il volume, sono sì in qualche modo romantici, ma soprattutto hanno una forte carica gotica, a confermare la vicinanza tra questi due generi.
Una raccolta imperdibile per tutti gli amanti di questi generi letterari, e che spero possa aprire la strada a una riscoperta dell'autrice oltre il suo romanzo più noto.

martedƬ 1 luglio 2025

La tana del serpente bianco

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La carriera di scrittore di Bram Stoker non si è limitata al solo Dracula, ma conta poco più di una decina di romanzi e una manciata di racconti. L'ultimo romanzo, The Lair of the White Worm, pubblicato nel 1911, venne successivamente ristampato nel 1925 in una versione fortemente rivista e ridotta, per poi giungere in prima edizione italiana nel 1992 col titolo di La tana del verme bianco. Il romanzo è stato quindi riproposto con una nuova traduzione di Sergio Vivaldi da Nero Press Edizioni con un nuovo titolo, La tana del serpente bianco.
Il romanzo in qualche modo ricorda vagamente Dracula, non tanto per l'impostazione narrativa, che in questo caso è diversa, in terza persona, quanto per il contorno scientifico che Stoker prova a costruire per dare plausibilità alla vicenda. Sono, infatti, presenti spunti riconducibili alla paleontologia (ricordo che la fine del XIX secolo fu caratterizzato dalla famosa guerra delle ossa), l'evoluzione, la fisica dei parafulmini, ma anche spunti più prettamente pseudoscientifici come il mesmerismo. Il tutto ispirato dalla leggenda del verme di Lambton, un gigantesco vermone che aveva infestato i dintorni del fiume Wear.

mercoledƬ 25 giugno 2025

Racconti terrificanti: Leroux tra soprannaturale e noir

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Il genere noir, che molti considerano un sottogenere dell'hard boiled, è spesso confuso con quest'ultimo dimenticandosi di alcune specificità che permettono di classificare come noir opere che non sono esplicitamente romanzi "gialli", come diremmo in Italia. L'esempio più fulgido di noir è, in effetti, Il diario di Edith di Patricia Highsmith, la creatrice di Mr. Ripley. In quel caso non c'è alcun criminale, ma solo un esame approfondito, grazie al diario della protagonista, delle ossessioni cui può giungere un animo umano. Ed è proprio questo il punto che il noir ha in comune con il gotico, altro genere con il quale si confonde: il racconto della parte "malvagia" della società.
La ricerca delle origini del noir, in effetti, ha spesso portato a indicare similitudini tra il genere e romanzi e racconti di autori precedenti agli anni Quaranta del XX secolo, epoca che viene considerata come l'inizio del genere. Tra questi precursori possiamo agevolmente inserire anche il nome di Gaston Leroux, giornalista e scrittore noto soprattutto per Il fantasma dell'Opera, che già di suo, in particolare per l'assenza di elementi soprannaturali, potrebbe essere indicata come precursore del noir. Altri esempi di racconti precursori, però, si trovano nella raccolta Racconti terrificanti, curata da Annarita Tranfici e Giuseppina De Vita per ABEditore e che propone al lettore 6 racconti pubblicati tra il 1911 e il 1924.

giovedƬ 19 giugno 2025

Due racconti di vampiri

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Dopo la raccolta Draculea, torniamo a parlare di vampiri grazie a un libercolo agile e veloce, sempre di ABEditore, che ripropone due racconti di genere di Frederick Ignatius Cowles: L'orrore di Abbot's Grange e Il vampiro di Kaldenstein.
Nel primo racconto una giovane coppia di sposini affitta la villa di Abbot's Grange, senza immaginare a quale orrore sta andando incontro. Nel corso di una festa, infatti, viene innavertitamente liberato un antico vampiro pronto a rifocillarsi dopo la lunga prigionia.
Nel secondo racconto, invece, abbastana esplicitamente ispirato a L'ospite di Dracula, il protagonista, in visita in Europa, si ritrova catturato all'interno di un vecchio castello abitato da vampiri.
I due racconti, usciti rispettivamente nel 1936 e nel 1938, sono ambientati nella contemporaneità dell'autore: gli ambienti, infatti, sono illuminati da lampadine, mentre i protagonisti, quando si muovono al buio, portano dietro torce elettriche. D'altra parte, a meno di smartphone, i racconti potrebbero essere riportati pari pari anche nella nostra epoca. Ricchi di tensione, hanno un approccio, anche alla narrazione, un po' alla Stoker, con l'inserimento di lettere e altri documenti all'interno di un racconto in prima persona. Fondamentale, poi, il contributo degli ecclesiastici nella risoluzione delle vicende, che però non è una conclusione realmente definitiva: non c'è una vera sconfitta del male rappresentato dai vampiri, ma solo un suo contenimento, quasi a voler rappresentare una metafora del male stesso del singolo, che ognuno di noi è chiamato a tenere sotto controllo.
Cowles, autore poco noto in Italia, riscoperto proprio grazie ad ABEditore, è sostanzialmente uno scrittore "minore" (qualunque cosa ciò voglia dire) nel panorama dell'horror e del gotico, avendo scritto quasi esclusivamente racconti. L'agile volumetto, che comunque non racconta molto sulla sua biografia (visto che poco si conosce), è come sempre per questo editore ricco di un apparato grafico di grande livello grazie a illustrazioni di genere puntuali e in linea con il tema.

venerdƬ 30 maggio 2025

Cicuta

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Marjorie Bowen è uno degli pseudonimi utilizzati da Margaret Gabrielle Vere Long, una prolifica scrittrice brittanica, esperta in diversi generi, in particolare il romanzo storico. Il breve racconto Cicuta, che è arrivato in Italia all'interno della collana I singoli de La biblioteca di Lovecraft di Edizioni Arcoris, potremmo considerarlo come una specie di romanzo storico gotico. Le atmosfere del racconto, infatti, ricordano il Settecento o al massimo l'Ottocento, e raccontano una specie di inquietante ghost story in cui sono protagonisti due nobili sfaccendati, un cadavere, e una povera donna vittima di due dei tre personaggi citati poc'anzi. Un ruolo in questa storia, però, lo ha anche la piata di cicuta che da il titolo al racconto.
Lettura veloce e (relativamente) leggera che non può fare altro che arricchire la biblioteca dei cultori del gotico e dell'horror.

lunedƬ 19 maggio 2025

La giostra del maleficio

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La raccolta de La giostra del maleficio ĆØ costituita da 19 racconti di varia lunghezza e da un romanzo breve che la conclude. I vari racconti di Jean Ray sono tutti caratterizzati, oltre che dal tema gotico e dalla descrizione della propoensione al male, anche quello quotidiano, da parte degli esseri umani, anche da una qual certa vena di ironia. Basti pensare alla signora de La gente illustre di Tudor Street che cerca i sosia dei grandi scrittori che hanno abitato nella sua casa per usarli per riprodurre delle statue di cera di questi stessi. La fine che fanno, ovviamente, potete immaginarla, visto il titolo della raccolta!
Sono presenti, però, anche alcuni racconti che catturano in maniera altrettanto ironica una serie di spunti scientifici, come per esempio il racconto d'apertura, Matematica superiore, in cui il tema dell'omicidio si sposa con la matematica multidimensionale e la geometria non euclidea.

mercoledƬ 30 aprile 2025

Malpertuis

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Recuperato da Agenzia Alcatraz, che sta portando in Italia la sua opera completa, Jean Ray ha fornito con Malpertuis una visione nuova al tema delle case infestate o stregate. Malpertuis, infatti, ĆØ il nome con cui ĆØ nota la magione in cui si svolge quasi tutta l'azione raccontata nel romanzo, a parte alcune scene sul mare e altre, che di fatto concludono la vicenda, in un monastero sperduto.
Il romanzo è sostanzialmente suddiviso in 4 parti, ognuna con un narratore differente, riprendendo quindi una struttura molto simile al Dracula di Bram Stoker. A differenza del romanzo di Stoker, però, in Malpertuis Ray ribalta, in un certo senso, il punto di vista del lettore, che alla fine si ritrova a comprendere chi in realtà era realmente prigioniero di quella casa e quale fosse la vera forza del male dietro tutte le vicende sanguinose che hanno decimato gli abitanti della magione.
A questo vanno ad aggiungersi l'atmosfera opprimente delle descrizioni dello scrittore belga, lo stile quasi lovecraftiano in particolare nei passi tratti dai diari, e il modo inedito di riportare al lettore alcuni personaggi della mitologia classica (cosa che non mi sarei spinto a scrivere se non fosse che nella copertina della prima edizione del romanzo si trova la testa di Medusa a campeggiare sopra la casa).
Questo capolavoro del gotico moderno ha anche ricevuto una trasposizione cinematografica nel 1971, che purtroppo non ho visto, e che vede nel cast la presenza di un Orson Welles a fine carriera.

domenica 26 gennaio 2025

Topolino #3609: Alle origini del gotico

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con sistemazione del titolo, correzione di errori di battitura, aggiunta di un paio di considerazioni, sistemazione dei link e dell'immagine di apertura.
Il #3609 arriva in edicola in versione flipbook: arriva in Italia il What If...? dedicato ai Fantastici Quattro, su cui ho giĆ  scritto sul Cappellaio Matto. Iniziamo, quindi, con la storia d'apertura, Una gara da paura, appartenente alla serie di Lord Hatequack presenta.
In questa occasione Giulio Gualtieri con la magistrale assistenza di Roberto Vian, omaggia la mitica gita letteraria di John William Polidori, Lord Byron e di Mary e Percy Shelley che ha dato origine a due capolavori del gotico, Il vampiro e Frankenstein. Allo stesso modo Hatequack, nonna Papera, Paperone e Pico si sfidano in una gara di racconti del terrore, che propongono alcuni temi tipici della letteratura di genere. In particolare Gualtieri recupera, se la memoria non mi inganna, un frammento che Howard Phillips Lovecraft non ha mai completato. Altra citazione lovecraftiana Ć© per il Necronomicon: la lettera iniziale N di questo famoso (e mai scritto) testo maledetto, infatti, ĆØ sulla copertina del libro maledetto protagonista di uno dei racconti ideati da Gualtieri.

mercoledƬ 4 dicembre 2024

Cerimoniale notturno

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Dopo le letture decisamente piacevoli dei libri di Gerard Prevot e Jean Ray, avevo riposto grandi aspettative sulla raccolta di racconti Cerimoniale notturno di Thomas Owen. Dietro questo nome anglosassone, però, si nascondeva lo scrittore belga Gerald Bertot, che ha utilizzato come pseudonimo per i suoi racconti di paura il nome del suo personaggio più noto della produzione investigativa. E in effetti in alcuni racconti la sua propensione al "giallo" diventa evidente, riuscendo in qualche modo a recuperare alla piacevolezza racconti che altrimenti non sarebbero stati all'altezza dei tre libri di cui ho precedentemente parlato, sempre nella collana Bizzarre della Alcatraz.
Il grosso problema è che tra queste pagine di terrore e paura ce n'è ben poco (certo, per un amante del genere che per spaventarsi ce ne vuole, questo fatto sembrerebbe all'ordine del giorno, però il terrore e l'orrore direi che un po' li so riconoscere). I racconti migliori in assoluto sono quello che da il titolo alla raccolta, molto breve ma particolarmente interessante, e Il piccolo fantasma, venato da quella stessa ironia presente ne Il fantasma di Canterbury di Oscar Wilde. Per il resto, a parte alcuni racconti che comunque riescono a risultare un po' gradevoli, in particolare i due vampirici, siamo di fronte a racconti senza personalità, che sembrano più un esercizio di stile in funzione del finale che non un vero tentativo di far insorgere la paura all'interno del lettore.
Il culmine, in negativo, però, la raccolta lo raggiunge con Straniero a Tabiano, che occupa una settantina di pagine e che si stenta a classificare come storia del terrore. Oscillante tra fantasy e politica, nonostante alcuni spunti interessanti, è una lettura noiosa che si stenta a capire dove voglia andare a parare. Anche dopo averne concluso la lettura.

giovedƬ 7 novembre 2024

La cittĆ  della paura indicibile

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In qualunque modo giro e rigiro il romanzo di Jean Ray, punto di riferimento per molti scrittori belgi dell'orrore e del terrore, La città della paura indicibile, Ingersham, è di fatto un giallo. O un thriller. Vedete un po' voi come preferite. Questo non vuol dire che Ray non sia stato in grado di costruire una vicenda ricca di tensione e di situazioni apparentemente soprannaturali, ma alla fine il detective protagonista del libro riesce a trovare una spiegazione per ciascuno degli eventi misteriosi, senza dover scomodare alcun fantasma. In un certo senso si potrebbe paragonare il romanzo a Il mastino dei Baskerville, forse l'opera più squisitamente d'orrore almeno per ispirazione di tutto il canone holmsiano. Se a questo ci aggiungiamo che è costruito non tanto come una vicenda unica, ma come racconti legati sì uno all'altro, ma in qualche modo anche leggibili separatamente uno dall'altro, otteniamo un mix di paura e terrore da cui solo un lovecraftiano di ferro come il sottoscritto può considerarsi immune.

martedƬ 29 ottobre 2024

La notte del Nord

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Dopo Il demone di febbraio, ho deciso di affrontare una nuova raccolta di Gerard Prevot, questa volta costituita da due racconti brevi, il primo dei quali da il titolo alla raccolta stessa, e da un racconto lungo, o rom anzo breve che dir si voglia.
Al di là degli aspetti di tensione dello stile adottato dallo scrittore belga, Gli sparti, ovvero il romanzo breve, è indubbiamente la lettura che maggiormente tiene incollati alle pagine, non solo per la sua lunghezza, ma soprattutto per il tema che si dipana nel corso della storia. Infatti, più che un racconto dell'orrore è quasi un noir, ma la grande differenza nel genere sta in quel quasi, perché più si procede con la lettura più si ha la sensazione che i due generi principali del racconto stesso siano errati. Ci sono infatti alcune frasi qua e là, ma soprattutto i riferimenti a matematica e codici che lasciano intuire che, a meno di non essere di fronte a un racconto sulla follia del genio matematico (che poi è indubbiamente una possibile lettura che si affianca a quella principale), siamo di fronte a una storia di genere fantascientifico di stampo lovecraftiano. Cosa che alla fine si dimostra esatta.
Anche il racconto conclusivo risulta interessante, come capirete dal titolo, Lo spettro meccanico.
Ottima, quindi, questa nuova raccolta di storie del brivido di Prevot, pubblicata anche questa da Agenzia Alcatraz.

giovedƬ 17 ottobre 2024

Draculea: I vampiri tra storia e letteratura

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Quelli di ABEditore, come scrivo quasi ogni volta che recensisco un loro volume, propongono sempre volumi curati in ogni più piccolo dettaglio. Poiché buona parte del loro catalogo è una riscoperta di opere che generalmente, pur se in pubblico dominio, sono scarsamente diffuse, hanno sempre un approccio critico alla materia: è infatti raro non trovare un loro volume privo di redazionali di approfondimento, mentre il curatissimo comparto grafico arricchisce la lettura grazie al recupero di illustrazioni d'epoca. Non sfugge a questa formula nemmeno la raccolta Draculea dedicata, come intuibile dal titolo, ai vampiri.
Con un approccio che mi ha ricordato, ma esaltato all'ennesima potenza, il mammutt deidcicato un paio di decenni fa ai vampiri edito dalla Newton&Compton, ABEditore ha proposto un ricco volume con racconti di autori come Hawthorne, Blackwood, Le Fanu per citare i più noti, affiancati da altri comunque non meno bravi, alternati da testi un po' particolari: relazioni di commissari, estratti di diari di viaggio e altri documenti simili in cui si raccontavano i casi di sospetto vampirismo che sono assurti agli "onori della cronaca" nel corso dei secoli.

sabato 29 giugno 2024

La sposa cadavere

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Come anche ricordato nei puntuali redazionali di Chiara Gianni, che ne ha anche curato la traduzione, il film in stop motion del 2005 di Tim Burton (e Mike Johnson) ĆØ ispirato alla versione russa di un racconto folkloristico ebraico. Di fatto il racconto, e quindi il film, condivide con il testo di Frederich August Schulze il titolo e il tema: una storia d'amore e di fantasmi.
Probabilmente la storia da cui ha tratto ispirazione Burton è quella che, a sua volta, ha ispirato altri racconti simili, incluso quello di Schulze, che viene per la prima volta presentato nella sua traduzione dal testo originale in tedesco e non in una traduzione da una delle sue traduzioni francesi o inglesi. Di fatto siamo di fronte a una serie di racconti incastonati uno nell'altro, in cui il narratore esterno, diciamo così, è esso stesso un personaggio inquietante: basti pensare che nelle pagine finali sparisce senza lasciare alcuna traccia del suo passaggio!
Si potrebbe riassumere il tutto come una storia di vendetta e possessione, vendetta di una donna abbandonata il cui fantasma possiede colei che ha spinto l'uomo ad abbandonarla, trasformandola nel mezzo con cui ottenere la sua vendetta. Eppure c'è anche qualcosa di più.

martedƬ 23 gennaio 2024

FinchƩ il terrore non vi abbandoni

Una piccola sequenza di recensioni dedicate a tre libriccini di AbEditore dedicati alla letteratura del terrore.
FinchƩ morte non vi separi
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I libri di AbEditore sono molto ben curati, sia nella qualità della carta, sia nel comparto estetico. In questo senso è particolarmente ben costruito il volumetto Finché morte non vi separi, una raccolta di racconti che oscillano tra l'horror, il gotico e il noir ma con un unico denominatore comune: un rapporto d'amore che fa da filo rosso a ogni racconto.
La raccolta si apre con Il promesso sposo di Washington Irving, che più che nel genere horror ricade sul gotico ma, soprattutto, sull'umoristico. Il monte delle anime di Gustavo Adolfo Becquer presenta, invece, una classica femme fatale e una trappola per il suo spasimante degna di un racconto horror classico. Vera di Auguste de Villiers de L'Isle-Adam oscilla tra il racconto psicologico e la tipica ghost story. Con Allez di Aleksandr Ivanivic Kuprin e La tromba di Rubly di Antonio Ghislanzoni ricadiamo in due tipici racconti antesignani del noir. Una raccolta interessante che presenta alcuni begli esempi di racconti incentrati su rapporti d'amore non esattamente normali!

sabato 13 gennaio 2024

Il grande terrore

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Poco prima delle vacanze, facendo un giro in libreria, nella sezione manga mi inbatto in Grand Terror, volume di Kanako Inuki uscito nella collana di grande formato Showcase di Dynit Manga. Essendo una raccolta di racconti, sei per la precisione, selezionati dalla stessa autrice, che arriva per la prima volta in Italia nonostante la vasta produzione in Giappone, ed essendo la tematica dei racconti quella dell'horror, del terrore e del gotico, ho deciso di acquistare la raccolta, che alla fine ha incontrato effettivamente i miei gusti. Le storie possono essere, effettivamente, classificate molto più nel gotico che non nell'horror vero e proprio, con alcuni spunti che le farebbero accostare alla serie Ai confini della realtà, però in effetti sembrano avere un elemento comune, ora più esplicito ora un po' sottotraccia, come quello della diversità, tema che come sappiamo è caro anche a un altro maestro del genere, Hideshi Hino. Il tutto, però, è anche intrecciato con altri temi interessanti, come il rapporto con la famiglia, i dilemmi della crescita (che nel caso di un racconto particolare vengono ribaltati in una insana fretta di crescere e vivere il più velocemente possibile tutte le esperienze), il rapporto con gli altri (in particolare con l'amore). Se proprio vogliamo trovare un difetto alla raccolta è che è la prima opera dell'autrice, e quindi ci fornisce degli sporazzi delle sue molte serie, lasciando così nel lettore la speranza che questo sia solo l'antipasto per il suo arrivo in Italia.

giovedƬ 30 novembre 2023

L'indagine del tenente Gregory

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Continua il mio recupero dei classici di Stanislaw Lem e in questo percorso tocca a una delle opere meno fantascientifiche dello scrittore, L'indagine del tenente Gregory. E' una storia che oscilla tra il poliziesco, la letteratura zombie e la fantascienza (alla fine classificherei il romanzo come gotico), che però ha come obiettivo principale far riflettere il protagonista, il tenente Gregory, e con lui il lettore sull'esistenza del divino, o comunque di un qualcosa di sopra-naturale. Sono infatti presenti un paio scene al limite dell'horror, molto ben descritte da Lem, che si rivelano dei semplici incubi per un Gregory eccessivamente influenzato dalla particolare indagine che gli viene assegnata: la ricerca di alcuni cadaveri scomparsi dagli obitori.
I dati a disposizione di Gregory sono abbastanza semplici da interpretare, ma il punto alla fine sta proprio qui: Gregory, in qualche modo, cerca di tenersi lontano il più possibile dall'interpretazione più ovvia e va alla costante ricerca di un colpevole umano. In questo è interessante come Lem in qualche modo identifichi un po' tutte le polizie del mondo, le cui indagini sono leggermente differenti rispetto alle indagini scientifiche, questo perché i poliziotti sono, appunto, alla ricerca di un colpevole per dei crimini, mentre la scienza cerca risposte alle domande che gli pone l'universo.
E' infine interessante notare come il romanzo sia insolitamente ricco di dialoghi, almeno per la produzione di Lem che ho avuto modo di leggere fino a ora.

martedƬ 15 febbraio 2022

Luce sul nuovo mondo

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Come avevo anche scritto all'inizio della recensione dell'adattamento cinematografico statunitense, Death Note di Tsugumi Ōba e Takeshi Obata ĆØ diventato un vero e proprio piccolo fenomeno, con una serie animata, 4 lungometraggi e due prodotti per la televisione. L'ultimo film giapponese della serie, Illumina il nuovo mondo, ĆØ uscito nel 2016. Diretto da Shinsuke Satō (quello di Alice in borderland), ĆØ da considerarsi un sequel diretto del secondo film, uscito nel 2008, che aveva concluso la trasposizione cinematografica del manga originale.
Pur se nel complesso la storia era da considerarsi originale, Illumina il nuovo mondo presenta una struttura che ricalca in maniera quasi pedissequa non solo la struttura ma anche molte delle situazioni di Death Note. La storia è ambientata dieci anni più tardi la morte di Light, quando gli omicidi di Kira riprendono. Una nuova task force, ma anche una nuova sfida, quella di più di un quaderno della morte giunto sulla Terra. Gli shinigami, infatti, sono alla ricerca del successore di Kira.
Il film, animato da un buon ritmo, cerca anche di avere un respiro internazionale, almeno all'inizio, senza che la cosa spicchi sul serio il volo, restando alla fine confinato in Giappone. Forse Katsunari Mano, lo sceneggiatore della pellicola, avrebbe potuto osare qualcosa in più con un intreccio di stile bondiano, ma è indubbia la sicurezza del seguire un percorso tutto sommato abbastanza canonico come quello tracciato dal manga originale.
La pellicola, ad ogni modo, come già lo spin-off del 2008, L change the WorLd, ha ricevuto una novelizzazione ad opera di Masatoshi Kusakabe che per larga parte segue la sceneggiatura di Mano, salvo qualche leggero cambiamento che ha il pregio di approfondire alcuni passaggi, anche se nel complesso non si può certo dire che il romanzo risulti poi così superiore rispetto al film. Death Note: Illumina il nuovo mondo Masatoshi Kusakabe Emilio Martini Panini Comics 2021 196 brossurato 12,90 9788891295729

martedƬ 4 gennaio 2022

Il mago

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Eppure la magia non ĆØ altro che l'arte di impiegare consapevolmente mezzi invisibili per produrre effetti visibili. VolontĆ , amore, immaginazione sono poteri magici che chiunque possiede; chi sa come svilupparli ĆØ un mago. La magia ha un solo dogma, ovvero che il visibile ĆØ la misura dell'invisibile.
Questa interessante definizione di magia, che ha ben poco di soprannaturale, viene fornita da Oliver Haddo, corpulento protagonista de Il mago di Somerset Maugham.
Pubblicato nel 1908, il romanzo rientra a tutti gli effetti insieme con il Dracula di Bram Stoker nella nuova letteratura gotica del XX secolo. Rispetto a Dracula, però, la figura di Haddo è più ambigua. I suoi poteri non sono mai realmente chiari. Il lettore può solo intuire che siano di natura soprannaturale, ma alla fine l'unica cosa certa che sappiamo è la sua ricerca per la costruzione di un famiglio.
Dal punto di vista narrativo, la figura di Haddo ĆØ ispirata ad Aleister Crowley, sia per interessi sia per carisma e per il modo di accentrare su di se l'attenzione. La storia ci racconta di come Haddo prende di mira, apparentemente per una semplice ripicca, una coppia di innamorati, circuendo la giovane promessa sposa e portando sull'orlo della pazzia il suo fidanzato.
Un classico del genere che non può mancare tra le letture degli amanti del gotico. Il mago Somerset Maugham Paola Faini Adelphi 2020 272 brossurato 18 9788845934872

lunedƬ 3 gennaio 2022

Fantasmi natalizi

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Per Natale mi hanno regalato un libro di racconti natalizi, ma non i soliti racconti natalizi, bensì delle ghost stories. La raccolta ha anche un'altra caratteristica: a parte un racconto, sono tutti scritti da donne! Anche le ambientazioni, temporali e storiche sono molto simili: la maggior parte dei racconti (8 in tutto), infatti, sono a ridosso del Natale e ambientati in era vittoriana. La principale eccezione in questo schema è il racconto iniziale, che pur avendo un'ambientazione invernale, non cita il Natale, e inoltre presenta una collocazione temporale decisamente più moderna, nonostante il titolo abbia un riferimento che lo accosta all'era su descritta, almeno nello spirito.
Con un titolo come Uno studio in bianco e nero Bridget Collins predispone già il lettore a un racconto di genere conandoyliano, anche se questa influenza si perde un po' visto che il tema principale è una partita a scacchi del protagonista del racconto con un fantasma. Che è tutto fuorché innocuo.
L'inquilina di casa Thwaite di Imogen Hermes Gowar è, invece, forse uno dei più intelligenti della raccolta è dimostra, qualora ce ne fosse ancora il dubbio, che il genere horror, quando fatto bene, è qualcosa di più di una semplice storia di paura. Il tema portante, infatti, è quello della violenza domestica, raccontato con l'occhio di una donna dell'epoca vittoriana.