Stomachion

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martedƬ 23 settembre 2025

La salvezza ĆØ altrove

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C'ĆØ ben poco da raccontare sulla vicenda in se: l'arresto, la condanna a morte e l'uccisione di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti sono cosa abbastanza nota. E d'altra parte vi avevo anche scritto dell'incontro di presentazione del libro, momento nel corso del quale l'avevo anche acquistato.
D'altra parte lo stesso Paolo Pasi nel corso di quell'incontro non aveva certo annunciato delle novità nella loro storia, raccontata con precisione, cercando di non trascurare nulla più del necessario. Con un piccolo, ma non trascurabile dettaglio: Pasi cerca di far emergere gli uomini oltre le vicende della cronaca. Ovviamente soprattutto i due accusati e la loro battaglia per dimostrare la loro innocenza, tra testimoni inattendibili e un'accusa che ricostruisce le prove per adattarle alla sua visione. D'altra parte la pressione dei media era tanta e tale da dover trovare una soluzione il più in fretta possibile. E Sacco e Vanzetti erano i capri espiatori perfetti, due anarchici, due figure che erano per questo già solo colpevoli, senza alcuna esitazione.
Pasi, però, quasi trovando una comunanza spirituale, indulge soprattutto su Vanzetti, di cui ho pubblicato tempo fa la sua invettiva contro la guerra: ne traccia un profilo da scrittore, quasi da poeta. La sensazione che Pasi passa al lettore è che proprio in questa scrittura che Vanzetti trova la forza di sopportare prima le false accuse, quindi gli anni di processo e di prigione, e infine la condanna. Non che non ci siano state anche momenti di disperazione, ma in quei momenti, e ciò alla fine valeva per entrambi, a dare forza ecco arrivare gli amici e i parenti, come l'amata sorella.
Una narrazione agile, ma intensa e appassionata che restituisce più che la tristemente nota vicenda in se, il profilo di due uomini che cercavano di combattere il sistema, per poi rendersi conto, alla fine, che... La salvezza è altrove.

venerdƬ 25 aprile 2025

La triste ironia degli anarco-libertari del twittero

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Un momento dalla manifestazione del 25 aprile a Milano
LibertariaNation ĆØ stato un progetto di comunicazione libertaria molto interessante, che ha concluso la sua storia senza lasciare quasi nessuna traccia, a parte quelle rimaste su archive.org. Ed ĆØ proprio grazie a questo inestimabile servizio che ho potuto recuperare un articolo uscito più di 10 anni fa e che, letto oggi, ma fa in qualche modo piangere il cuore per come sono andate le cose dopo l'invasione russa dell'Ucraina. L'articolo, Il nostro più grande avversario, "parla" di Aleksandr Gel'evič Dugin, ritenuto spesso il politologo di riferimento di Vladimir Putin.
L'articolo andrebbe letto tutto: ĆØ decisamente molto interessante e ci si andranno a ritrovare molte delle posizioni politiche espresse da Putin negli ultimi anni, ma vorrei soffermarmi un attimo su questi passaggi (che, vi ricordo, sono stati scritti nel giugno del 2014):

venerdƬ 28 febbraio 2025

Il governo del futuro

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Trascrizione di una conferenza tenuta da Noam Chomsky presso il Poetry Center di New York nel 1970, Il governo del futuro è una visione lucida e a tratti anticipatoria di ciò che sarebbe successo nei decenni successivi. Di fatto è su questo testo, che ho riletto, dopo la condivisione di un noto capitalista di un estratto di una citazione di Ayn Rand su affaristi e burocrati, che baso una delle mie più radicate convinzioni: la vera democrazia la si può raggiungere solo in una società anarchica. A questo ingrediente aggiungo anche la scienza, che in una società realmente democratica non diventerebbe uno strumento per il mantenimento del potere da parte di chi lo detiene, come invece è nella democrazia capitalista descritta dal filosofo anarchico.
Essendo un testo di una cinquantina di pagine, non mi dilungo oltre, ma vi segnalo un link archiviato dove potete trovare la trascrizione della conferenza, e, sempre su archive.org, il file audio della stessa.
Buon ascolto!

martedƬ 25 febbraio 2025

Burocrati e uomini d'affari

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Il successo di un uomo d'affari dipende dalla sua intelligenza, dalla sua conoscenza, dalla sua capacità produttiva, dal suo giudizio economico e dall'accordo volontario di tutti coloro con cui ha a che fare: i suoi clienti, i suoi fornitori, i suoi dipendenti, i suoi creditori o investitori. Il successo di un burocrate dipende dalla sua influenza politica. Un uomo d'affari non può costringerti ad acquistare il suo prodotto; se commette un errore, ne subisce le conseguenze; se fallisce, subisce la perdita. Un burocrate ti costringe a obbedire alle sue decisioni, che tu sia d'accordo con lui o meno, e più è avanzato lo stadio dello statalismo di un paese, più ampi e discrezionali sono i poteri esercitati da un burocrate. Se commette un errore, ne subisci le conseguenze; se fallisce, trasferisce la perdita a te, sotto forma di tasse più pesanti.
Ciò che Ayn Rand in questa citazione non ha preso in considerazione, è come nella realtà il successo degli uomini d'affari spesso si misura con la loro capacità di essere costantemente foraggiati dagli stati-nazione, che quindi trasferiscono le loro perdite nelle tasche dei cittadini tramite tasse più pesanti.
La cosa che trovo peggiore, però, è che proprio uno di questi uomini d'affari ha condiviso un estratto di questa citazione sul suo social.
Immagine d'apertura generata con NightCafe, non so, però, chi dei due sia il burocrate e chi l'uomo d'affari...

domenica 30 giugno 2024

Topolino #3579: L'elettrodinamica quantistica

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Vorrei iniziare l'articolo dedicato al Topolino #3579 con L'isola che non c'è, la saga di Giorgio Salati e Giampaolo Soldati. Sto notando che in giro ci sono pareri abbastanza simili, in cui la storia viene considerata lenta e con un numero di puntate, 5, eccessivo. Personalmente la penso all'opposto: la storia è eccessivamente veloce, troppo densa di informazioni e con poco approfondimento sui vari personaggi. Secondo me la saga sarebbe stata, per assurdo, sarebbe stata più efficace con un numero maggiore di episodi e, soprattutto, una narrazione molto più alla Lost, che è la cosa che manca di più.
Nonostante tutto ci sono, però, un paio di elementi interessanti. Iniziamo da quello squisitamente scientifico anticipato nel titolo: l'elettrodinamica quantistica.

domenica 15 dicembre 2019

Pinelli, suicidato

La sera stessa della strage la polizia fermò 84 sospetti, tra cui Pinelli, invitato dal commissario Calabresi a precedere la volante della polizia in questura con il suo motorino per accertamenti.
Tre giorni dopo, il 15 dicembre, Pinelli si trovava ancora nel palazzo della questura. Erano abbondantemente scadute le 48 ore e il fermo era diventato illegale in quanto non convalidato dal magistrato. Durante un interrogatorio da parte di Antonino Allegra (responsabile dell'Ufficio politico della questura) e del commissario Luigi Calabresi, in presenza di quattro agenti della polizia in forza all'Ufficio Politico (Vito Panessa, Giuseppe Caracuta, Carlo Mainardi, Pietro Mucilli) e del tenente dei carabinieri (nonché agente del Sisdi) Savino Lograno, Pinelli precipitò dalla finestra dell'ufficio al quarto piano della questura in un'aiuola sottostante. Portato all'ospedale Fatebenefratelli, ci arrivò già morto.
da it.wiki

giovedƬ 17 ottobre 2019

Chi ĆØ John Galt

John Galt ĆØ il protagonista de La rivolta di Atlante, romanzo libertario di Ayn Rand. Non sono ancora riuscito a leggerlo, ma ne ho spesso sentito parlare. Ora, vista l'occasione di una settimana di impegni vari, vi propongo questo video di Matt Kibbe sul romanzo e sul personaggio della Rand:

lunedƬ 18 marzo 2019

Il mondo povero di Yona Friedman

Yona Friedman non è un anarchico, anche se ha avuto molte influenze libertarie. Queste, in particolare, si notano in un testo di rapida lettura ma di grande chiarezza, Come vivere con gli altri senza essere né servi né padroni, riportato in Italia grazie ad elèuthera, meritoria piccola casa editrice di testi anarchici i cui libri solitamente mi procuro presso Il libraccio o presso quell'altra meritoria istituzione che si chiama Book Pride.
Ciò che colpisce di più del saggio di Friedman è l'agile commistione tra disegni e testo. I disegni, che in pratica sono schematici, molto simili alle pitture rupestri realizzate dai nostri antenati primitivi prima dell'invenzione della scrittura, rendono più semplice la comprensione delle idee di Friedman sull'esistenza di due generi di gruppi distinti, quelli paritari e quelli gerarchici. E' evidente che Friedman non si schiera a favore di uno o dell'altro, ma semplicemente cerca di descriverli nel modo più oggettivo possibile in un certo senso per permettere al lettore di poter scegliere quale sia la sua condizione preferita. Il motivo di questa scelta è evidente, ed è ben raccontato nella parte centrale del libro, 24 pagine di un testo lucido e incentrato sul mondo povero, dove l'architetto anticipa i movimenti sulla decrescita suggerendo che, in vista del possibile crollo dell'attuale modello gerarchico cresciuto ben oltre le proprie capacità, le istituzioni dovrebbero iniziare a realizzare strutture locali autonome in grado di distribuire le risorse primarie senza la necessità di attendere rifornimenti o ordini dal centro. Inoltre Friedman non solo ritiene che tale modello sia più efficace, ma permetterebbe anche una riduzione dei commerci, oltre che una diminuzione della specializzazione, rispondendo anche a una delle obiezioni più classiche, quella sul progresso tecnologico: il suo esempio più lampante sono proprio i gruppi di ricerca, che in tutto il mondo riescono, senza eccessive specializzazioni al loro interno, a costruire tecnologie e conoscenze che prima non c'erano. In questo senso la sempre maggiore specializzazione degli scienziati sembrerebbe un ostacolo, che in qualche modo viene controbilanciato dalla maggiore multidisciplinarietà di molte linee di ricerca considerate di frontiera, come ad esempio quelle astrobiologiche.
In qualche modo il modello della ricerca scientifica potrebbe essere proprio la strada da seguire per la costruzione di una società un po' più vicina a quella libertaria, ma questa è solo una delle conclusioni di chi scrive alla chiusura di un testo diretto non solo grazie alla prosa chiara di Friedman, ma anche grazie all'uso di disegni schematici e di facile comprensione.

martedƬ 5 febbraio 2019

Arancia meccanica: in difesa delle libertĆ  individuali

Vista l'imminente chiusura di Google+, ho fatto un controllo veloce sul blog per vedere se c'erano pulsantini di condivisione a questo social e quindi ho migrato il profilo associato alla mia firma bloggistica da quello su G+ a quello su Blogger. Fatte le ultime sistemazioni vado a controllarlo e vedo che tra i miei blog c'è anche la partecipazione a Schock Addizionali. Aperto a dicembre 2007 da un amico di giù, ha proseguito a fasi alterne le pubblicazioni per un'annetto circa, per poi non venire più aggiornato. Controllando i miei contributi colà, vedo che ci sono alcune recensioni, così mi è sembrata una buona idea riproporle anche qui su DropSea, iniziando da Arancia meccanica di Anthony Burgess.
Rileggendo la recensione di ormai più di dieci anni fa, lasso di tempo durante il quale non ho recuperato l'Arancia meccanica di Stanley Kubrik (ma 2001: Odissea nello spazio sì e magari vi scrivero qualche riga in futuro), scopro che l'edizione dell'Einaudi aveva anche alcuni contenuti aggiuntivi alla prima edizione originale, come un primo capitolo in più, un articolo di Burgess sul film di Kubrik e un'intervista al regista. Leggendo questi contenuti si scopre che, cosa rara per i film tratti dai romanzi, è lo stesso autore a sottolineare le poche differenze tra il film e il suo romanzo, mentre nell'intervista Kubrik giustifica i cambi effettuati durante la stesura della sceneggiatura, necessari per rendere più chiaro il punto di vista di Burgess, altrimenti impossibile con una trasposizione pedissequa. In questo senso risulta coerente l'esclusione dalla trasposizione dell'ultimo rassicurante capitolo, che Burgess è stato costretto ad aggiungere a causa di pressioni dell'editore.

martedƬ 10 luglio 2018

L'odore della polvere da sparo

Il mattino del giorno 29 aprile [1947] oltre mille contadini provenienti dalla campagna circostante e di qualche comune viciniore armati di zappe, randelli e grossi bastoni, inscenarono in questa piazza Prefettura una violenta manifestazione, chiedendo l'abolizione totale dell'ammasso, la libera macinazione del grano e la soppressione del Consorzio Agrario.
Così scrive il prefetto di Potenza nel resoconto della manifestazione contadina che si stava tenendo nel capoluogo lucano. La polizia non rimase con le mani in mano e sparò sulla folla, o più precisamente in aria, ferendo 16 persone di cui due, Antonio Bastiano e Pietro Rosauno, morirono successivamente in ospedale.
In questo contesto politico ĆØ ambientata la prima parte de L'odore della polvere da sparo di Attilio Coco, che a partire da quella vicenda particolarmente cruenta, racconta la vita di Gianni Ceccante, all'epoca studente di liceo, quindi attore affermato. Questa viene narrata al giornalista Pietro Mattei, che in un certo senso ricostruisce la complessa vita di un uomo cresciuto in un ambiente libertario, un po' nascosto un po' manifesto tra la libreria e l'orologeria.
Coco, pur inserendo forti elementi libertari nel suo testo, riesce a non cadere nella facile trasformazione del romanzo in un piccolo saggio, ma anzi costruisce una vicenda interessante, a tratti misteriosa, dove le lunghe mani del potere influenzano le persone in modi decisamente intangibili.