Notti selvagge - Notti selvagge!
Fossi insieme a te
Le notti selvagge sarebbero
La nostra lussuria!
Futili - i venti -
Per un Cuore in porto -
Fatto con la Bussola -
Fatto con la Mappa!
Vogando nell'Eden -
Ah - il Mare!
Potessi anche solo ormeggiare - stanotte -
In te!
(mia traduzione)
Stomachion
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martedƬ 8 settembre 2020
[387] - La Luna ĆØ lontana dal mare

Eppure, con le mani d'ambra
Lo guida, docile come un ragazzo,
Lungo la sabbia destinata.
Egli non perde nessun segno, Obbediente all'occhio di Lei,
Arriva così tanto lontano, oltre la città ,
CosƬ tanto lontano, va via.
Oh, Signore, Tua, la mano d'ambra
E mio, il mare lontano,
Obbediente all'ultimo comando
Il tuo occhio me lo impone.
martedƬ 10 marzo 2020
Meraviglioso!

Albert Michelson
Nell'inverno 1931/32 ero un postdoc presso il Kaiser Wilhelm Institut di Berlino-Dahlem. Vebbe organizzato un convegno in memoria di Michelson che era recentemente deceduto(2). Intervennero molti famosi scienziati, incluso R. W. Wood del John Hopkins, che parlò in inglese perché, disse, i suoi amici tedesci gli dissero che se avesse parlato in inglese alcuni di loro lo avrebbero compreso, ma se avesse parlato in tedesco nessuno lo avrebbe capito.
A quel convegno Einstein, parlando in tedesco, racconto la seguente storia su Michelson:
Einstein gli aveva detto: "Conosciamo la velocità della luce con l'accuratezza che ci è necessaria. Perché, allora, vuoi misurarla con maggiore accuratezza?"
E Michelson rispose: "Perché mi diverte" "Das", continuò Einstein, "habe ich wunderbar gefunden!"(3)
giovedƬ 13 febbraio 2020
Un uomo disse all'universo
Un uomo disse all'universo:
"Signore, Io esisto!"
"Ciò nonostante", replicò l'universo,
"Il fatto non ha creato in me
Alcun senso di obbligo".
"Signore, Io esisto!"
"Ciò nonostante", replicò l'universo,
"Il fatto non ha creato in me
Alcun senso di obbligo".
Stephen Crane
mercoledƬ 20 marzo 2019
[812] - Primavera

Non presente nell'Anno
In nessun altro periodo -
Quando Marzo ĆØ a mala pena qui.
lunedƬ 4 marzo 2019
[930] - Circonferenza

ma se stessi - spengono
gli stoppini che essi stiolano
se la luce vitale
ĆØ loro propria come fanno i Soli -
Ogni era ĆØ come una lente
che dissemina la propria
circonferenza -
Avevo già pubblicato la traduzione di questa poesia di Emily Dickinson su "Il giorno della poesia matematica", ma per questa riproposizione solitaria ho rivisto leggermente quella mia traduzione, che ora spero sia più aderente al senso che la grande poetessa voleva dare ai suoi versi.
mercoledƬ 26 dicembre 2018
Il giardino del diavolo

I giardini del diavolo devono il loro nome poichƩ gli autoctoni credevano che uno spirito maligno, Chullachaki, abitava la foresta.
La formica Myrmelachista schumanni, nota anche come formica dei limoni, crea i gardini del diavolo avvelenando sistematicamente tutte le piante dell'area eccetto la D. hirsuta, l'albero dentro cui nidifica. La formica avvelena le piante iniettando un acido formico alla base delle foglie. Uccidendo le altre piante, la formica permette la crescita e la riproduzione della D. hirsuta, i cui steli cavi forniscono degli ottimi siti per i nidi delle formiche; una singola colonia di formiche può avere più di tre milioni di operaie e 15000 regine e può sopravvivere per più di 800 anni. Sebbene le formiche difendano la zona dagli erbivori, le dimensioni del giardino sono limitate dalla distruzione delle foglie che aumenta con l'espansione, fino a che le formiche non sono più in grado di difendere gli alberi oltre un certo punto.
martedƬ 24 marzo 2015
Cos'ĆØ la matematica?
Una definizione della #matematica ad opera di #EugeneWigner

I numeri complessi forniscono un esempio particolarmente evidente di quanto esposto sopra. Certamente nulla nella nostra esistenza suggerisce l'introduzione di queste quantitĆ . Indatti, se si chiede a un matematico di giustificare il suo interesse verso i numeri complessi, egli citerĆ , con una certa indignazione, verso i molti bei teoremi nella teoria delle equazioni, delle serie di potenze, e delle funzioni analitiche in generale, che devono la loro origine all'introduzione dei numeri complessi. Il matematico non ĆØ disposto a rinunciare al suo interesse verso queste bellissime realizzazioni del suo genio(3).
(mia traduzione da The Unreasonable Effectiveness of Mathematics in the Natural Sciences di Eugene Wigner)
(1) Questa affermazione ĆØ citata da W. Dubislav, Die Philosophie der Mathematik in der Gegenwart (Berlin: Junker and Dunnhaupt Verlag, 1932), p. 1.
(2) M. Polanyi, nel suo Personal Knowledge (Chicago: University of Chicago Press, 1958), scrive: "Tutte queste difficoltà non sono altro che conseguenze del nostro rifiuto di vedere che la matematica non può essere definita senza riconoscere la sua caratteristica più ovvia: che è interessante" (p 188).
(3) Il lettore potrebbe essere interessato, a tal proposito, alle osservazioni piuttosto irascibili di Hilbert riguardo l'intuizionismo che "cerca di rompere e far sfigurare la matematica", Abh. Math. Sem., Univ. Hamburg, 157 (1922), or Gesammelte Werke (Berlin: Springer, 1935), p. 188.
giovedƬ 5 marzo 2015
Fare matematica

1, 1 1, 1 2 1, 1 3 3 1, 1 4 6 4 1, e cosƬ via.
di Steve Jones via Harriet
In apertura: Newton di William Blake
lunedƬ 27 ottobre 2014
L'universo come spazio limitato
Nonostante la supplenza ultraprecaria che sto portando avanti in questo periodo sia dedicata alla matematica, a volte con gli studenti si finisce a parlare di fisica, e così ecco all'improvviso spuntare fuori una discussione sull'universo finito/infinito. Spulciando tra "The meaning of relativity" di Einstein (magari presto vi spiegherò anche perché) ho trovato la seguente argomentazione sulla necessità di un universo finito:
CosƬ possiamo presentare le seguenti argomentazioni contro il concetto di un universo a spazio infinito, e in favore del concetto di uno a spazio limitato:
1. Dal punto di vista della teoria della relatività , la condizione per una superficie chiusa è molto più semplice della corrispondente condizione al contorno all'infinito della struttura quasi euclidea dell'universo.
2. L'idea che espresse Mach, che l'inerzia dipende dall'azione reciproca dei corpi, è contenuta, in prima approssimazione, nelle equazioni della teoria della relatività ; segue da queste equazioni che l'inerzia dipende, almeno in parte, dall'azione reciproca tra le masse. Così come è un assunto insoddisfacente porre che l'inerzia dipende in parte dall'azione reciproca, e in parte da una proprietà indipendente dello spazio, l'idea di Mach guadagna in probabilità . Ma questa idea di Mach corrisponde solo a un universo finito, limitato nello spazio, e non a un universo infinito quasi euclideo. Da un punto di vista epistemologico è più soddisfacente avere le proprietà meccaniche dello spazio completamente determinate dalla materia, e questo è il caso solo di un universo limitato in spazio.
3. Un universo infinito ĆØ possibile solo se la densitĆ media della materia nell'universo va a zero. Sebbene un tale assunto sia logicamente possibile, ĆØ meno probabile dell'assunto che ci sia una densitĆ finita di materia nell'universo.

1. Dal punto di vista della teoria della relatività , la condizione per una superficie chiusa è molto più semplice della corrispondente condizione al contorno all'infinito della struttura quasi euclidea dell'universo.
2. L'idea che espresse Mach, che l'inerzia dipende dall'azione reciproca dei corpi, è contenuta, in prima approssimazione, nelle equazioni della teoria della relatività ; segue da queste equazioni che l'inerzia dipende, almeno in parte, dall'azione reciproca tra le masse. Così come è un assunto insoddisfacente porre che l'inerzia dipende in parte dall'azione reciproca, e in parte da una proprietà indipendente dello spazio, l'idea di Mach guadagna in probabilità . Ma questa idea di Mach corrisponde solo a un universo finito, limitato nello spazio, e non a un universo infinito quasi euclideo. Da un punto di vista epistemologico è più soddisfacente avere le proprietà meccaniche dello spazio completamente determinate dalla materia, e questo è il caso solo di un universo limitato in spazio.
3. Un universo infinito ĆØ possibile solo se la densitĆ media della materia nell'universo va a zero. Sebbene un tale assunto sia logicamente possibile, ĆØ meno probabile dell'assunto che ci sia una densitĆ finita di materia nell'universo.
venerdƬ 19 settembre 2014
Bassa e gialla

Luna sopra la casa
Calma illuminata da una lampada
Jack Kerouac, The low yellow
Illustrazione di B. E. Pike tratta da The Wonderland of Science di J. C. Sanford, via nemfrog
martedƬ 16 settembre 2014
Leonard Susskind sull'universo

L'universo si sta ancora espandendo? E se sì, di quanto si può espandere, ed nel caso imploderà ?
No, no, no. Prima che l'energia oscura venisse scoperta c'erano tre possibilitĆ : che sarebbe imploso, che avrebbe continuato ad espandersi o che si sarebbe espanso a un tasso sempre decrescente. Una volta che l'energia oscura ĆØ stata scoperto e che si ĆØ scoperta essere positiva ĆØ stato dimostrato che continuerĆ ad espandersi.
Le equazioni come le conosciamo oggi non sembrano consentire la possibilità che esso imploderà . Con l'espansione l'energia oscura non si diluirà . E' energia di vuoto. In ogni pezzetto di volume c'è la stessa quantità , ma gli elettroni, i protoni o i neutroni si diffonderanno, così ciò che possiamo vedere oltre è un universo che è completamente vuoto.
Se l'universo ĆØ in espansione ci deve essere qualcosa in cui si sta espandendo?
Ha ha! No. Sei una vittima della tua architettura neurale che non ti permette di immaginare qualcosa al di fuori delle tre dimensioni. Anche le due dimensioni. Le persone sanno che non possono visualizzare quattro o cinque dimensioni, ma pensano di poter chiudere gli occhi e vedere le due dimensioni. Ma non possono. Quando chiudi gli occhi e provi a vedere le due dimensioni vedrai sempre una superficie immersa nelle tre dimensioni.
C'ĆØ qualcosa di speciale nelle tre dimensioni? No. C'ĆØ qualcosa di speciale nella tua architettura neurale. Ti sei evoluto in un mondo dove ogni cosa all'interno del tuo cervello ĆØ collegato e orientata per permetterti di vedere tre dimensioni e nient'altro.
Quindi l'universo non ĆØ qualcosa che possa essere immaginato da mente umana?
E' corretto. Ecco perché siamo attaccati all'uso della matematica astratta per la semplice ragione che le nostre capacità di visualizzazione si sono evolute in un certo ambiente che non era appropriato per comprendere la meccanica quantistica e la relatività generale, così dobbiamo ricavare le nostre intuizioni dalla matematica astratta.
CosƬ l'universo non ha un fuori?
Non ha un fuori o un dentro. Ha solo la superficie di gomma. Devi imparare a pensare alla superficie del pallone come tutto quello che c'ĆØ. E' tutto quello che c'ĆØ.
domenica 7 settembre 2014
sabato 2 agosto 2014
Cerchio perfetto

la luna
Nel centro del cielo
Jack Kerouac via JoAnne Growney
Illustrazione di B. E. Pike tratta da The Wonderland of Science di J. C. Sanford, via nemfrog
P.S.: non frequentando spesso Google Plus, mi ero perso una notizia che, invece, ĆØ perfetta abbinata a questo haiku di Kerouac (letta la recensione de I sotterranei di mia sorella?). Su Il Sole 24 Ore, infatti, Leopoldo Benacchio riferisce che la forma della Luna non ĆØ sferica ma piuttosto quella di un limone! Si ringrazia Marco Cameriero per la segnalazione.
sabato 14 giugno 2014
Fine del secolo, 1984
Morte
Venti sintetici hanno spazzato viaLa polvere della sostanza, ma questa stanza
Rimprovera il costante raggio violetto
E senza polvere sparge una polverosa oscuritĆ .
Naufragati nell'antiquato passato
Lie Nord e Hillard, Virgilio, Orazio,
Le ossa di Shakespeare sono tranquilli, finalmente,
Morti come Yeats o William Morris.
Non hanno i detenuti guadagnato il loro riposo?
Hanno attraversato un centinaio di cerchi
Lamentandosi della classica ricerca
E, in ogni inevitabile giorno,
Illogicamente provando a collocare
Una palla in uno spazio vuoto.
sabato 31 maggio 2014
Sulla spiaggia nella notte solitario

Mentre la vecchia madre ondeggia avanti e indietro cantando la sua fioca canzone,
Mentre guardo le stelle sfavillanti, trovo un pensiero sulla chiave degli universi e del futuro
Una vasta similitudine incastra tutto,
Tutte le sfere, cresciute, non cresciute, piccole, grandi, soli, lune pianeti,
Tutte le distanze dello spazio comunque grandi,
Tutte le distanze del tempo, tutte le forme inanimate,
Tutte le anime, tutti i corpi viventi sebbene essi siano differenti, o in mondi differenti,
Tutti i processi gassosi, acquosi, vegetali, minerali, i pesci, le bestie,
Tutte le nazioni, i colori, i barbarismi, le civilizzazioni, i linguaggi,
Tutte le identitĆ che sono esistite e mai esisteranno su questo globo, o su ogni globo,
Tutte le vite e le morti, tutto il passato, il presente, il futuro,
Questa vasta similitudine le abbraccia, e sempre le ha abbracciate,
E per sempre le abbraccerĆ e le terrĆ compatte e le circonderĆ .
(mia traduzione di On the Beach at Night Alone di Walt Whitman, di cui oggi si ricorda la nascita; mi sono aiutato con la traduzione su Astrocultura UAI)
In apertura la famosa immagine di Planck dove alcuni avrebbero visto la polvere cosmica che ha confuso i tipi di BICEP2, via Amedeo Balbi
lunedƬ 6 gennaio 2014
Del perchƩ cani e gatti sono nemici

"Devono avere indietro il loro anello", disse il cane alla gatta.
La gatta rispose: "L'anello è stato attentamente rinchiuso in uno scrigno, da cui nessuno può prenderlo."
"Devi catturare una topina", disse il cane, "che deve scavare un buco nello scrigno e tirare fuori l'anello. E se non vuole, dille che lo morderai a morte, e vedrai che lo farĆ ."
Ciò convinse la gatta, che catturò una topina. Allora essa volle andare nella casa dove era stato portato lo scrigno, e dopo arrivò anche il cane. Essi andarono a un grande fiume. E poiché la gatta non sapeva nuotare, il cane se la caricò su e guadò il fiume con lei. Allora la gatta portò la topina nella casa in cui era conservato lo scrigno. La topina scavò un buco nello scrigno, e portò fuori l'anello. La gatta portò l'anello nella sua bocca e tornò verso il fiume, dove il cane la stava aspettando, e quindi guadò il fiume insieme a lei. Allora si avviarono insieme verso casa, con l'obiettivo di portare l'anello fortunato ai loro padroni. Purtroppo il cane poteva correre solo sulla terra: quando c'era una casa lungo la strada doveva sempre aggirarla. La gatta, invece, saltava velocemente sui tetti, e così raggiunse la casa prima del cane, e portò l'anello alla sua padrona.
Allora l'uomo disse alla moglie: "Che buona creatura che ĆØ questa gatta! Le daremo sempre abbastanza da mangiare e la cureremo come se fosse un nostro figlio!"
E quando il cane tornò a casa, essi lo picchiarono e lo sgridarono, poiché non aveva aiutato a riportare l'anello a casa. E la gatta sedeva sul camino, e faceva le fusa senza dire una parola. Allora nel cane crebbe odio per la gatta, poiché gli aveva rubato la sua ricompensa, e quando la vedeva, la inseguiva e cercava di afferrarla.
E da quel giorno cani e gatti sono nemici.
Mia traduzione della fiaba Why dog and cat are enemies tratta dal volume The chinese fairy book del 1921
sabato 26 ottobre 2013
[764] La mia vita era un fucile carico

Ispirato dallo spettacolo, ho dunque provato a tradurre la poesia #764 e questo ĆØ l'umile risultato:
All'angolo - fino a che un giorno
Il proprietario passò - identificato -
E Mi portò via -
E ora Noi vaghiamo tra Boschi Sovrani(1) -
E ora Noi cacciamo la Cerva(2) -
E ogni volta che parlo per Lui
Le Montagne rispondono all'istante -
E sorrido, come luce cordiale
Sopra la Valle fiammeggio -
E' come una faccia Vesuviana
Che si ĆØ permessa di esistere attraverso il piacere(3) -
E quando la Notte - finito il Nostro buon Giorno -
Io proteggo la Testa del Mio Maestro -
E ciò è meglio di un Vivo Cuscino
Di Somateria(4) - da aver condiviso -
Del Suo nemico - Io sono un nemico mortale -
Non uno si muove una seconda volta -
Sul quale io poggio un Occhio Giallo -
O un enfatico Pollice -
E anche se Io di Lui - possa vivere più a lungo
Egli è più necessario - di Me -
Per Me ho solo il potere di uccidere,
Senza - il potere di morire -
Emily Dickinson
venerdƬ 19 luglio 2013
Cento anni di teoria atomica
Avrei potuto tranquillamente scrivere qualcosa di completamente originale. E l'ho anche fatto, ma è dispersa per la rete e sto cercando di recuperarla. Quando, però, sono incappato in un articolo di David Clary su "Science", ho pensato che valesse la pena tradurlo e adattarlo (mi trovate nella formattazione e nelle differenze di traduzione tra le due versioni)

Niels Bohr
Sebbene il modello dell'atomo di idrogeno descritto nell'articolo è stato sostituito in appena 13 anni dagli sviluppo della teoria quantistica e della meccanica ondulatoria, il lavoro introduceva diversi nuovi concetti che hanno superato la prova del tempo. Stiamo parlando di idee come l'esistenza degli stati stazionari, ovvero situazioni in cui un sistema atomico o molecorale può avere un preciso valore di energia e la transizione da uno stato all'altro può essere accompagnata dall'emissione o dall'assorbimento di radiazione. In più Bohr utilizzò la costante di Planck $h$ per identificare la frequenza $\nu$ della radiazione generata da una transizione da uno stato di energia iniziale $W_1$ a uno di energia finale $W_2$: \[\nu = \frac{W_2 - W_1}{h}\] Oggi questi principi sono una seconda natura per fisici e chimici, ma erano radicali cento anni fa.

Gli schizzi di Bohr sulle strutture atomiche cosƬ come li ha inviati lo stesso fisico in una lettera a Rutherford
martedƬ 18 giugno 2013
Legare con l'ossigeno: cooperare ĆØ meglio!
claimtoken-51c06381f1c8f
Continuiamo il discorso sull'ossigeno e l'emogoblina iniziato con l'articolo di Sergio Barocci con la traduzione/adattamento di un post trovato su tumblr grazie a scientificillustration: "Hemoglobin: Binding O2 — Cooperation Makes It Easier"
Ma... cos'ĆØ l'emogoblina?
L'emogiblina è un'importante metalloproteina (una proteina che contiene uno ione metallico), che si trova nelle cellule rosse del sangue e gioca un ruolo importante nel trasporto dell'ossigeno. L'emogoblina è un eterotetramero costituito da quattro sottounità : due denominate $\alpha$ (una rosa pallido, mentre l'altra non può essere vista) e due $\beta$ (una blu chiaro e l'altra viola chiaro), disposte in due sottounità $\alpha\beta$ (due gruppi di dimeri). Ciascuna sottounità contiene un gruppo eme (rosso) - un anello di protoporfirina con Fe2+ al centro dell'anello - ottenendo così quattro gruppi eme in totale(2)
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