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lunedì 3 settembre 2012
Ho messo via
venerdì 8 luglio 2011
Confettura albicocche e lamponi
Ve la segnalo perchè è una ricetta veramente gustosa e piacevolissima, l'albicocca dolce e il lampone leggermente acidulo e la mescolanza tra i due frutti ha qualcosa di profumato e fresco che mi ha, o meglio ci ha, assolutamente conquistati.
400 gr di lamponi
600 gr di albicocche
800 hr di zucchero
1/2 bicchiere d'acqua
martedì 21 dicembre 2010
Marmellata di clementine
Per nevicare, ha nevicato
Comunque, tra un livido che sta diventando sempre più blu, gli ultimi regali da sistemare sotto l'albero e la cena della vigilia da preparare, ho trovato il tempo di dedicarmi al volo a questa squisitezza, che vi consiglio di provare appena recupererete l'olimpica calma che ci contraddistingue in ogni altro periodo dell'anno...;-))))
Ingredienti
clementine 1 kg
zucchero 500 g
acqua 500 g
limone 1
mela 1/2
Ingredients
2.3 pound clementines
2 1/4 cups sugar
1.1 pound water
1 lemon
1 / 2 apple
Peel the clementines and cut the peel into thin strips. Boil the peels in water for a few minutes, repeat a second time changing the water between the two boiling. Blend in blender half of the skins.
Roughly cut the clementines, put them in a pan with 250 g of water and 250 g of sugar, lemon juice and half apple. Boil about 30 minutes, then mash it, exept the apple.
Combine puree with the skins, the pulp of clementines mashed, the skins cut into strips, 250 g water, 250 g of sugar, juice of remaining half lemon. Boil until it reaches the desired consistency.You can pot the jam in sterilized jars while still hot or spread immediately on a slice of bread or on a matured cheese (the slight bitter aftertaste makes it perfect for this use), or on a dry cake to give fragrance and softness .... take your pick! You can use the same procedure for lime, orange and grapefruit marmelade: they are all delicious!
Enjoy your choice, anyway
Dani
lunedì 15 novembre 2010
Apple Curd e Tangerine Curd SENZA BURRO e l'ultima sorpresa...
Poi, basta.
Giurin giuretto.
Non potevamo, nonnonno.
Non solo: già che è l'ultima (dell'anno) l'abbiamo studiata proprio bene, facendo una cosa a più voci, noi e un po' dei tanti amici che abbiamo incontrato in questi anni sul web, decidendo di postare ciascuno un regalino al giorno, dal lunedì al venerdì, per quattro settimane di fila. Il lunedì qui, il martedì da Fabio&Annalu, il mercoledì da Stefania, il Giovedì dalla Eli/Fla e il Venerdì dalla Mapi. Venti regali - golosi e non- che ci auguriamo possano darvi un'idea in più da mettere sotto l'albero.
Come ogni iniziativa che si rispetti, anche questa ha un nome: le (St)Renne di Natale, sulla cui paternità penso che ormai non possano esserci dubbi. Siccome però ci ha pensato un giorno intero, ha versato lacrime di commozione sulla potenza del suo ingegno, ha fatto pure il banner e- bontà sua- partecipa alla raccolata con una sua specialità, siete pregati di non infierire e, magari, di dire anche che lo trovate spiritoso: si è o no, più buoni a Natale????
Da allora, è stato tutto un esperimento, volto a sancire la Scoperta dell'Acqua Calda, progressivamente articolatasi su due punti
1. la maizena o qualunque altro addensante di questo tipo fa il suo dovere, al pari del burro
2. l'assenza di burro si sente. Meno sul limone e sui frutti acidi, molto di più sui frutti più dolci, come appunto la mela. E qui, si sconfina nell'arbitrio del gusto, su cui, si sa, non si discute. E quindi, per tagliare la testa al toro, vi metto entrambe le versioni, con e senza, per entrambi i curd- e poi, scegliete voi quello che preferite.
1 kg di mele
450 g di zucchero
1 cucchiaino raso di cannella
2 uova grosse (o 3 medie)
75 g di burro oppure 2 cucchiaini di maizena
Quali mele, anzitutto: l'ideale, sarebbero le Renette, se le trovate, oppure le Golden Delicious. In un caso ho usato anche le Stark (quelle della foto) e sono andate bene lo stesso.
Procedimento con il burro
Sbucciate le mele, affettatele sottilmente e fatele cuocere a fuoco basso, con poca acqua (150 ml circa), fino a quando non si disfano: dopodichè, aggiungete il burro e lo zucchero direttamente nella padella, mescolate bene e passate tutto al setaccio, fino ad ottenere una purea morbida. Fuori dal fuoco, aggiungete un uovo alla volta, incorporandolo con una frusta ma senza montare-e poi rimettete sul fuoco a fiamma bassa fino a quando non addensa, per una ventina di minuti circa. Filtrate di nuovo, attraverso un colino a maglia fine e invasate a caldo.
Procedimento senza burro
E' identico a quello col burro, con la differenza che bisogna sostituire la maizena.
150 g di zucchero
150 g di burro (o un cucchiaino di maizena)
4 tuorli d'uovo
Procedimento col burro
Procedimento senza burro
E' identico a quello col burro, con la differenza che bisogna sostituire la maizena.
Note
- l'unico vero problema, per la preparazione del curd, è la cottura: trattandosi di un composto a base di uova, c'è il rischio che prenda il bollore e che le uova quindi si separino. Molti usano il Bimby, proprio per questo motivo. Io l'ho fatto- e non sono rimasta per niente soddisfatta, perchè è rimasto troppo liquido. Per me, il caro, vecchio Bagno Maria è la panacea di tutti i rischi da separazione delle uova: usate quello e andrete tranquilli.
- l'altro problema- che propriamente problema non è, ma comporta comunque un po' di fatica- è che lo si deve mescolare spesso, specialmente se usate la maizena. Il cucchiaio di legno va bene, ma io preferisco la frusta, che uso come un cucchiaio, senza montare il composto, cioè. E' importante che nella fase di amalgama di tutti gli ingredienti, uova incluse, stiate attenti a mescolare con cura: poi, una volta sul fuoco, potete dare una mescolata ogni tanto, specie se cuocete a bagnomaria. L'essenziale è non perderlo di vista per essere pronti a intervenire, quando serve
- quello che i ricettari non dicono è che bisogna filtrare anche dopo la cottura: e vi spiego il perchè. Fatta eccezione per i pasticceri provetti (che però non leggono mentutiristico), il rischio che l'uovo possa lasciare qualche filamento c'è, specie per l'albume. Ora a me non capita più, perchè "ho la mano", ma i primi tempi, soprattutto con il curd agli agrumi (quindi massa meno compatta) mi capitava, eccome. Ho risolto il problema filtrando, con risultati fantastici. Restano nel colino anche le bucce degli agrumi o eventuali impurità degli altri frutti e il risultato è un composto liscio e setoso, assolutamente fantastico. Ovviamente, lo rimettete sul fuoco, quel tanto che basta per invasare a caldo.
- quanto si conserva? tre settimane e pure in frigo, per essere sicuri. So di chi lo conserva di più e meglio, ma io non mi fido, specie della conservazione a temperatura ambiente. Tenetelo in frigo e se passano più di tre settimane, assaggiatelo, prima di utilizzarlo.
- quanti barattoli? pochi. Purtroppo, rende pochissimo. Due barattoli da 250 g con le mele, due ancora più piccoli con il mandarino. Se ne consuma in quantità minime, sia chiaro, perchè molto dolce e dopo un po' stucca (bugia clamorosa, nel mio caso, ma fa figo dirlo). In ogni caso, è una di quelle preparazioni da "vale la pena di": di prepararlo, di assaggiarlo, di utilizzarlo in cucina e soprattutto, di regalarlo: i vostri amici vi saranno grati in eterno...
La prossima (st)renna vi aspetta domani, su Assaggi di Viaggio
P.S. con questa ricetta partecipiamo al contest dell'Araba Felice

ciao
Ale
lunedì 21 settembre 2009
Tarte al lemon curd e rosmarino- e il lemon curd senza burro!!!!
2 tuorli e 2 uova intere
80 g. di burro
200 g di zucchero
2 cucchiai di olio extravergine di oliva.
Ho completamente eliminato il burro e
Quindi, la nuova ricetta è questa
il succo e la scorza grattugiata di tre limoni
2 tuorli e 2 uova intere
1 cucchiaio di maizena
200 g di zucchero
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Nota, aggiunta dopo 2 anni di lemon curd senza burro a go go: via la maizena, bastano le uova.
Dopodiche, a freddo, in una casseruola dal fondo spesso, ho mischiato tutti gli ingredienti, ad eccezione dell'olio, amalgamandoli bene con una frusta. Ho messo sul fuoco a fiamma medio bassa e, sempre mescolando, ho portato ad ebollizione. Ho abbassato la fiamma al minimo, ho fatto bollire per due minuti e poi ho filtrato il tutto in un colino a maglie molto strette. In ultimo ho aggiunto UN cucchiaio di olio EVO leggerissimo e ho subito invasato. Con questa dose, ho ottenuto circa 350 ml di curd denso e lucido e dallo stesso identico sapore dell'altro.
Fosse stato per me, avrei dato subito inizio alle danze, mangiandomelo direttamente dal barattolo, come d'altronde faccio dal 14 aprile 1985, data della scoperta del Lemon Curd: ma siccome soffro della sindrome da stupendissima, e mi ero ripromessa di escogitare una versione leggera per le amiche del forum , sono subito passata alla seconda fase della sperimentazione, con questa
250 g di farina 00
50 g di farina di mandorle
100 g di zucchero
200 di burro ( volendo, ma io non l'ho sperimentata: 100 di burro e 2 cucchiai di olio EVO)
1 tuorlo
scorza di mezzo limone grattugiata
Si impasta tutto e si cuoce in bianco, a 180 gradi per 17 minuti e si lascia raffreddare
alla prossima
alessandra
English Version
juice and grated rind of three lemons
2 yolks and 2 whole eggs
1 tablespoon cornstarch
200 g sugar
1 tablespoon extra virgin olive oil ( very light)
Mix all the ingredients, except oil, in a thick bottomed pan and , stirring constatly, at low heat, until boiling: it mus boil for two minutes. Then, filter all in a very tight streiner. Heat again until boiling and add extravirgin oil. Stirr very well and pot the hot mixture. Keep in fridge for maximum one week.
For the crust
250 g flour 00
50 g almond flour
100 g sugar
200 of butter (if you wish, but I have not tested: 100 of butter and 2 tablespoons of oil EVO)
1 egg
grated rind of half a lemon
Knead all the ingredients very slowly, until you obtein a smooth dough. Lay out on the bottom and the ...of a tarte pan, with a border you can remove, and keep in fridge for 1 hour minimum. Then, bake it at 180° for 17.18 minutes.
For the rosmary lemon curd, warm lemon curd and when it's going to boil, add one teaspoon of roremary, finely chopped. Stir well and pour it in the crust, when thet're both warm, and level with a palette knife.
Buon Appetito
organizzata dal blog di Martina in collaborazione con Giallo Zafferano
domenica 20 settembre 2009
Acciughe di Monterosso sotto sale!!
scroll down for the English Version
Quindi va da se che bisogna per forza mangiarne a quattro palmenti e, allontanandosi, bisogna portarsi dietro qualcosa che permetta di gustarle anche stando lontani: nel caso specifico, una bellissima arbanella di acciughe sotto sale! In ogni paese c''era il luogo adatto per procedere alla salagione: a Monterosso si salavano in questo tunnel qui,
a picco sul porto, dove arrivano ancora oggi i pescherecci col loro carico di pesce appena pescato. Ora naturalmente altri sono i luoghi preposti a questa attività, ma se poi voi foste così brave da avere voglia di prepararvele da sole, anche se non avete a disposizione quelle monterossine, basta trovare acciughe fresche di ottima qualità e procedere così per avere una preziosa arbanella di
acciughe sotto sale
Il procedimento per prepararle in se e per se è semplicissimo:
Vanno pulite (via la testa e le interiora), sistemate in vari strati, coda vicino a testa, ogni strato ricoperto di sale, poi pressate. A questo punto si versa sulle acciughe la salamoia che deve coprirle completamente. La salamoia si prepara velocissimamente con 200 gr di sale in 1/2 litro di acqua. Si fa bollire l'acqua ci si butta il sale , si fa rialzare il bollore per qualche minuto, si spegne il fuoco e si fa raffreddare . Le acciughe non devono mai rimanere scoperte e devono sempre essere ben pressate.
Lasciatele un po' li a riposare sotto un bel peso, che deve avere la circonferenza simile quanto più possibile alla bocca dell'arbanella, tipo una bottiglia piena d'acqua o un sasso ben lavato, e in poco tempo saranno pronte da gustare. Confesso però che io non le ho mai preparate personalmente, accontentandomi di gustare quelle conservate da mani più abili ed esperte delle mie......
Fin qui, dunque, tutto semplice. Quando poi decidete di mangiarvene qualcuna, dovete soltanto tirare fuori dall'arbanella quelle che disiderate, e ricoprire le altre rimaste col sale, rimetterci su il peso e poi, fare in modo che le acciughe restino sempre coperte dalla salamoia.
Ora con quelle dissalate potreste procedere così per ottenere un ottimo
ANTIPASTO DI ACCIUGHE SOTTO SALE
non oserei chiamarla una ricetta.... è più un suggerimento su come gustare una delizia in modo semplice e godurioso. Servono solo:
- acciughe sotto sale
- olio evo
- aceto di vino rosso non balsamico
- aglio (io ho usato uno spicchio di profumatissimo aglio rosso di Nubia, grazie a Maria Pia....)
- origano
Tutto qui. Volontariamente non vi ho messo quantità, perchè è tutta una questione di gusto personale. Vi dico solo come me le preparava il mio papà. La sua proporzione era all'incirca: 1 cucchiaio di aceto , 3 di olio evo, un pizzico abbondante di origano, 2 fettine di aglio.
Prendete le acciughe, apritetele a metà , togliete la lisca centrale e quelle più piccole del dorso, passatele sotto l'acqua e mettetele ad asciugare su un tagliere inclinato. Questa è l'unica operazione un po' "noiosa" che va fatta con attenzione e delicatezza, per non rovinare la polpa del pesce. Quando saranno asciutte, disponetele su un piatto di portata una accanto all'altra, e copritele con un filino , ma proprio ino, di olio e.v.o e mettetele in frigorifero, protette dalla pellicola trasparente. A parte preparate una emulsione con nell'ordine: aceto, aglio, origano e olio e.v.o. Lasciatelo riposare.
Una mezz'ora prima di servire le acciughe, tiratele fuori dal frigo e versateci su il vostro preparato, dopo averlo emulsionato un po' (volendo potete togliere l'aglio , che nel frattempo avrà comunque rilasciato il suo aroma nell'olio). Servite con a parte dei crostini di pane (alcuni audaci preparano anche qualche ricciolo di burro da spalmare sui crostini prima di mettere l'acciuga, ma io le preferisco senza) e vedrete quanto poco dureranno nel vassoio!! Se invece volete conservarne qualcuna per un secondo momento, o prepararle con un po' di anticipo, potreste anche disporle in un barattolino , coprendole con l'olio e mettendo un po' d'aglio e un pizzico di origano all'interno, per poi aggiungere qualche goccia di aceto solo al momento di servirle. Va da se, che non dovete conservarle a lungo nel barattolino, giusto un giorno o due. La bontà delle acciughe sotto sale sta tutta nel poterne consumare di volta in volta la quantità che desiderate. Vi assicuro che ne vale la pena.
Buon appetito a tutti
Daniela
SALTED ANCHOVIES
They are really easy to make
- 1 glass pot, in Liguria there are special one called arbanella just to preserve anchovies, but any broad container will do
- Fresh anchovies
- Water
- Coarse Sea Salt
Clean the anchovies by removing the heads and entrails, wash them and place them head to toe close to each other, cover each layer with salt and press. Pour brine over the anchovies layers until they are completely covered. You can prepare brine with 200gr salts with 1\2 lt water. When the water boils ad the salt, let it boils for a few moments and then let it cool.
The anchovies must always be completely covered and well pressed, you can do that by covering the anchovies with a plate and place on top a stone of the same size of the glass container, or a bottle full of water.
When you want to use them, just take out the one you need, cover the remaining with salt and with the weight. Wash them thoroughly under running water and they are ready to prepare
SALTED ANCHOVIES STARTER
- Salted anchovies
- Extra virgin olive oil
- Red wine vinegar NOT BALSAMIC
- Garlic
- Oregano
I did not put the quantity because they depend on your taste, my father use to prepare them with the following proportions: 1tbs vinegar, 3 tbs oil a generous pinch of oregano, 2 garlic slices .
Open the anchovies in half and delicately remove the fishbones so as not to break the fish, wash under running water and leave to dry .
Once dry put them on a plate close to each other in a single layer and drizzle a little olive oil on top, cover with cling film and refrigerate. Prepare a mixture of olive oil, oregano, vinegar and garlic and leave aside.
Half an hour before serving remove the anchovies from the fridge pour the oil mixture on top 8if you want you can remove the garlic) and they are ready to serve with toasted bread and butter (if you want). If you want to keep them for longer you can put them in a pot and adding only oil, garlic and oregano you can add the vinegar when you are ready to serve. In this way they will keep for a couple of days no more.
Bon appetit
Daniela
giovedì 17 settembre 2009
marmellata di ananas e pepe rosa-Knam featsRaravis' Suocera
In compenso, mia suocera imperversa. Ne produce a vagonate, di tutti i tipi, dolci, agrodolci, salate, con frutta a pezzi e con frutta passata, ed anche se ogni volta conclude l'operazione di invasamento giurando e spergiurando sui suoi vasetti ("che gli venga il botulino") che l'anno prossimo non ne farà più, potete star certi che allo spuntare dei primi frutti di stagione se ne salterà su con una nuova ricetta e con il solito " cosa ne dici? TI ispira??" che di norma prelude al rinnovo dell'operazione.
Con questa marmellata, è successo lo stesso: i giuramenti erano ancora caldi, quando le è capitato per le mani L'Arte del Dolce di Ernst Knam: e mentre io sbavavo sulla mousse ai frutti della passione e yogurt o sulle possibili unioni fra cioccolato e wasabi, lei se ne è andata dritta alla sezione marmellate e se ne è uscita con questo abbinamento spettacolare, che continua a stendere parenti e amici ogni volta che gliela si regala.
E siccome ormai è da un po' che la suocera ci ha preso gusto a contribuire a MT con le sue creazioni, ha sganciato pure questa- e , già che c'era, ce ne ha rifilato pure un altro barattolino, non si sa se per contribuire alle prossime cene a base di cosciotti di prosciutto al forno o, più subdolamente, per aver qualche spazio vuoto in dispensa, giusto per poter ricominciare a conservare qualcosa....
preparazione 10 minuti più 3 ore circa per far macerare la frutta e il tempo necessario per il raffreddamento
Cottura: 20-25 minuti circa
difficoltà: facile
ingredienti per circa 1700 g
1 ananas da circa 1 kg
750 g di zucchero semolato
50 g di pepe rosa
Preparate alcuni vasi di vetro ben puliti.Pelate l'ananas, tagliatelo in 4 parti, eliminate il cuore duro e tagliate la polpa a pezzetti. Raccoglieteli in una casseruola, unitevi e lo zucchero e lasciate riposare il tutto per circa tre ore. Quindi, aggiungete il pepe rosa in grani e mescolate. Mettete poi la casseruola sul fuoco vivo, fino a pportare la marmellata ad ebollizione.
Fate bollire per circa 10 minuti, togliete dal fuoco e sminuzzate i pezzetti d ananas rimasti interi con un frullatore ad immersione. Riportate la pentola sul fuoco e fate riprendere il bollore, poi spegnete. Mescolate il tutto per 5 minuti con un cucchiaio di legno, per facilitare l'azione della pectina e far addensare la marmellata più velocemente.
Infine, riempite i vasetti con la marmellata ancora bollente, chiudeteli subito e capovolgeteli per sigillarli ermeticamente e farli raffreddare più rapidamente.
buon appetito
Alessandra
domenica 30 agosto 2009
I limoni di Monterosso ....al sale
Il sole e il mare, insomma, sanno fare miracoli con profumi e sapori.....Così quando pochi giorni fa mi è venuta tra le mani una picola pubblicazione sulle conserve della Mondadori del luglio 2009, non ho potuto resistere e mi sono immediatamente lanciata nella produzione di questa goduriosa ricetta, che viene descritta come tipica della cucina marocchina, dove viene usata per rendere più gustose tajine e zuppe, che può sostituire la buccia di limone in tutte le ricette , ovviamente salate, che la prevedano....
Si tratta dei
- 1 kg di limoni non trattati
- 120 gr di sale grosso
- alloro
- pepe nero in grani
Mettete in ogni taglio un po' dei 120gr di sale grosso e poi sistemate i limoni in un vaso che avrete sterilizzato e asciugato perfettamente, schiacciandoli bene e mettendo fra l'uno e l'altro 1 foglia di alloro, un po' del sale rimasto e qualche grano di pepe nero.
Come vi dicevo il librino parla di utilizzo con "insalate, couscous, salse, carni stufate o pesci al forno" insomma ogni volta vi serve qualcosa di aromatico e profumato. Suggerisce anche, nel caso desideriate un sapore meno forte, di lavare la fettina di limone prima di utilizzarla. Ovviamente se il limone è particolarmente profumato o succoso, vale proprio la pena di provare a conservarne il profumo .....
Vorrei a questo punto darvi un piccolo suggerimento extra. Alessandra ieri vi ha raccontato di fichi caramellati in una splendida ricetta (io non avevo rum e ho utilizzato il cognac e in più i miei fichi erano verdi: sono venuti buonissimi lo stesso)...... nel caso aveste dubbi su come utilizzarli , vorrei proprio consigliarvi di provarli con una sofficissima e delicata ricotta di Brugnato, se siete da qualche parte nella riviera di levante o comunque con un formaggio fresco o semi stagionato ......
Una goduria assicurata!!!!
Buon appetito
Daniela
sabato 29 agosto 2009
Conserva di fichi caramellati alla cannella
...Ora, cosa mi è girato di tirar fuori la Nonna Papera, io proprio non lo so. Quello che, so, invece, è che ho innescato una reazione a catena di amarcord, fra quelli miei personali e quelli sollecitati dall'esterno, che mi hanno messo una malinconia addosso da non crederci. E' da ieri che è tutto un riaffiorare di ricordi , di rimpianti, di nostaglie velate e di vuoti devastanti, per anni perduti, occasioni sprecate, persone troppo amate per potersi illudere che basti una manciata di anni per lenire il dolore della loro assenza.
E' andata che mi son messa a cucinare- in barba ai 35 gradi della mia cucina, all'aria pregna di umidità di questa fine estate che appesantisce ogni respiro, alla stanchezza di una giornata piena e alle fughe sui balconi del marito e della creatura, che tutto avrebbero potuto sopportare, ma il forno acceso, ti prego no.
Ho acceso il forno, ho pesato zuccheri e farine, sorvegliato lievitazioni e dato forme alla mia tristezza. E quando ho finito, ho preparato una conserva- io che non tengo mai niente, che butto via tutto, che passo attraverso persone e cose in un anelito costante al domani, al futuro, al nuovo e al dietro l'angolo, ho messo via un po' di sapori di questa stagione: il dolce dei fichi, l'amarognolo del caramello, l'intrigante della cannella, l'effimero del rum, e qualche goccia di malinconia.
CONSERVA DI FICHI CARAMELLATI ALLA CANNELLA
( liberamente ispirata a Conserve dolci e Salate- Il Meglio di Sale&Pepe)
Per un chilo di fichi, occorrono
500 g di zucchero ( preferibilmente di canna)
100 ml di rum
la scorza grattugiata di un limone e di un'arancia
2 stecche di cannella ( o un cucchiaino abbondante)
Scegliere fichi piccoli e sodi, meglio se neri . Pulirli bene e togliere il picciolo, senza sbucciarli. Metterli poi in una casseruola dal bordo basso e dal fondo spesso, ampia, tanto da poterli contenere tutti, uno vicino all'altro, in piedi, e cospargerli con lo zucchero. Irrorare con il rum e lasciar macerare per minimo due ore. ( una notte intera, sarebbe meglio- io non l'ho fatto e son venuti buoni già così, figuriamoci con un riposo più lungo)
Mettere poi la casseruola sul fuoco, meglio se sulla piastra, o sennò sulla fiamma coperta dallo spargi fiamma, in modo da assicurare una cottura più uniforme. Aggiungere la cannella e la scorza degli agrumi grattugiata e far cuocere a fiamma bassissima, fino a quando lo zucchero si sarà completamente sciolto. Vi ci vorrà circa un'oretta. Teoricamente, dovreste muovere un po' i fichi, in modo che si impregnino bene dello sciroppo: qualcuno scuote leggermente la pentola, io uso un cucchiaio di legno, piccolo, in modo da non bucarne la superficie. Procedete comunque con cautela
Trascorso questo tempo, sorvegliate con attenzione la cottura, per evitare che lo zucchero caramelli troppo. Calcolate, indicativamente, ancora un quarto d'ora: quando si è formato uno sciroppo molto denso, sono pronti.
Invasate, disponendo nei barattoli prima i frutti e coprendo poi con il caramello: non è indispensabile procedere immediatamente, potete lasciar leggermente raffreddare il composto. Chiudete bene i barattoli ( io ho usato quelli della Bonne Maman, me ne sono venuti 5) e lasciate raffreddare a testa in giù. Conservare in luogo fresco e buio, per massimo tre mesi ( alzi la mano chi ci riesce...)
Buon fine settimana
Alessandra
domenica 2 agosto 2009
Marmellata di Peperoncini e marmellata di cipolle rosse di Tropea : un trionfo di sapori!!!!

Ce ne sono tutti i tipi possibili e immaginabili : ci sono i quelli grassi, semigrassi e magri, gli stagionati, i freschi, gli erborinati; quelli di capra, quelli di mucca o di pecora, quelli fatti insaporire nelle foglie di castagno, o con i mirtilli o nel mosto o nel fieno o con le rose; quelli celebri e Dop, come il bitto, o il casera, i più conosciuti, come lo lo scimut o il tellino o il piattone, o il gran zebrù; quelli meno celebri, ma profumatissimi, che produce praticamente ogni malga che abbia mucche, capre o pecore a disposizione; sono a pasta gialla o bianca, con i "buchi" o più compatti, alti, bassi, dolci, piccanti, aromatici o in qualunque altra maniera li vogliate.....

Ora ditemi voi come può una poveretta con figlie a seguito altrettanto bendisposte verso il genere caseario, a resistere a siffatte tentazioni, considerando pure, e non è cosa da poco, che come spesso accade in montagna, il pane è ottimo......
E allora, se proprio dobbiamo esagerare e cedere, novelli Wilde, alla tentazione, facciamolo fino in fondo e con grande stile, accompagnando questa ridda di sapori così diversa con un paio di salsine deliziose chene esaltano e ne evidenziano ancora di più il gusto.
In questo caso parlo della
Entrambe sono semplicissime da preparare: partiamo dalla
Si sa chei tipi di peperoncino sono parecchi. Io in questo caso ho adoperato questi un po' tondeggianti e cicciotti, che sono piaciuti molto come l00k alla mia figlia piccola, celebre arbiter elegantiarum della sua classe, che li ha trovati "così carini, un po' a forma di cuore"!!
Devo aggiungere che, per non creare qualcosa di eccessivamente forte, ho unito ai "cuoricini" anche qualche peperone rosso, per dare un po' più di morbidezza al gusto. Il risultato è stato secondo me, apprezzabile, piuttosto bilanciato nei toni. Logicamente le dosi possono essere variate per virare il gusto più al piccante o più al dolce. Vedete voi. Io ho adoperato:
- 400 gr di peperoncino rosso
- 600 gr di peperoni rossi
- 500 gr di zucchero di canna
- 1 pizzico di sale

Dovete lavare sia peperoni che peperoncini ("Guarda mamma, sono come mamma e figliolino!" dice l'arbiter, guardandomi pulirli... e quasi mi fa sentire in colpa per la mia insensibile crudeltà nel separarli...), poi togliere semi e filamenti e tagliarli a pezzetti. Se posso dare un consiglio, per evitare di piangere come viti tagliate ogni volta che vi toccate gli occhi o di sentirvi pizzicare le labbra se solo le sfiorate con le mani, per un bel po' di tempo e nonostante i ripetuti lavaggi con acqua e sapone, fate questa operazione con i guanti da cucina... è incredibile per quanto sia resistente il "piccante" sulla pelle......
Beh, fatto questo, non vi resta che mettere il tutto nella solita pentola a fondo spesso, aggiungere lo zucchero e portare sul fuoco, facendo bollire il composto per più meno 1 ora. A questo punto passate tutto con il passaverdure, e rimettete sul fuoco per 30 minuti circa, fino alla solita e ormai celebre conferma della P.P. (prova piattino, naturalmente!!). Invasate immediatamente e chiudete subito i vasi. Fate sterilizzare per 15 minuti e riponete.
Ah, per amor di precisione, nella foto il formaggio utilizzato è lo scimudin.......Passiamo ora alla

Qui la ricetta viene direttamente dalla Ale, che me la passò anni fa per far felice quelle golose della mia zietta e di mia mamma, e ora la metto a vostra disposizione con piacere.....
Occorrono:
- 1 kg di cipolle rosse di Tropea
- 600 gr di zucchero di canna
- 1 biccierino scarso di aceto di mele
- una manciatina di uvetta
Dopo circa una 20ina di minuti dovete agiungere il bicchierino di aceto e portare a termine la cottura, per un'altra mezzoretta.... con la celeberrima , ormai, P.P.!

Versare nei soliti barattolini ancora bollente, chiudete subito e, una volta raffreddata sterilizzarla.
Quando la userete, il profumo vi delizierà tanto quanto il gusto.......
Buona giornata a tutti
Daniela
martedì 21 luglio 2009
Le marmellate, le confetture e Bormio
Ah, la prossima foto è un po’ particolare e merita 2 righe di spiegazione: le api sulla destra erano quelle di un arnia di un apicoltore, che le ha portate con se probabilmente per dimostrare la genuinità dei suoi prodotti. La qualità della foto è ovviamente non molto buona, per via del vetro, che rifletteva i tappi dei barattoli di miele esposti li davanti. Però mi aveva incuriosito il fatto di vedere un’ape, particolarmente grossa, con un punto verde sulla schiena e così il proprietario mi ha spiegato che quella marchiata è l’ape regina, che così si può riconoscere al volo…..Scendendo nuovamente verso la centrale via Roma ho visto poi questo cartello….. pensare ad un collage di immagini è stato un tutt’uno…..
. 600 gr. di zucchero
- 500 gr di zucchero
- 4 dl di acqua
- 700 gr di zucchero
- 1 stecca di cannella (facoltativa)
Daniela









