Che ci crediate o meno, a me il cinema non piace. I pochi film che guardo, li vedo in TV e sono sempre funzionali all'asse da stiro, oltre che rigorose "seconde scelte", dopo i vari Barnaby e Poirot a cui l'intera famiglia è debitrice di bucati stirati -e pure in tempo. Al cinema, invece, non vado da tempo immemorabile (l'ultima volta fu per Julia &Julie e, detto inter nos, me ne sarei potuta anche stare a casa). La spiegazione ufficiale è che il mio lavoro mi obbliga a sentir storie tutti i giorni. Sono il punto di partenza di ogni giornata, la trama su cui imbastisco tesi e controtesi, il mio puzzle quotidiano su cui spesso e volentieri mi scervello, dal lunedì al venerdì: le ascolto, le rielaboro, le studio, le interpreto e, infine, le riscrivo- e questo da quasi quattordici anni, senza interruzione. Andarmele a cercare anche nel tempo libero equivarrebbe a portarsi del lavoro a casa, anche nei fine settimana o alla sera: e visto che si son riposati anche ai piani alti- chioso abitualmente- avrò diritto anch'io a staccare un po', giusto?
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lunedì 24 settembre 2012
Anche gli angeli mangiano fagioli...
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martedì 12 giugno 2012
Gli spiedini alla senape con zucchine e la L mancante
Di Daniela
Ora, non è che io abbia avuto un regresso all'età della I elementare improvvisamente e che non sia più in grado di posizionare le doppie là dove ne occorrono, o che altrettanto improvvisamente abbia sviluppato una naturale antipatia per la lettera L del nostro alfabeto: anzi, l'ho sempre considerato una lettera piuttosto elegante, con la sua snella forma slanciata :-) ... E' proprio che la tecnologia, ogni tanto e per un motivo a me del tutto sconosciuto, mi si ribella !
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E così la tastiera del mio pc improvvisamente, ha deciso che per far apparire sullo schermo la suddetta lettera, io debba impegnare il doppio della forza che per qualunque altra consonante...Quindi i miei scritti appaiono spesso come la produzione di una remigina (questa parola denota tristemente a mia età, lo so!), pieni di dele, quele, mee, ribee e così via fino ad arrivare ad apostrofi piantati lì, ad inizio parola, senza nulla davanti a giustificarne l'esistenza.
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venerdì 6 novembre 2009
filetto di maiale con salsa all'earl grey tea
di Alessandra
Giornata tipo della sottoscritta
ore 6.00 sveglia: mi alzo, metto su l'acqua per il tè e spedisco la ricetta ai fans
ore 6.15: sveglio la creatura, che deve alzarsi mezz'ora prima perché, tanto per cambiare, non ha fatto i compiti di latino
ore 6.20: la creatura si alza dal letto.
ore 6.23: la creatura apre gli occhi
ore 6.25: brucia il pentolino del tè
ore 6.30: la creatura dice che se prima non fa colazione, non le viene l'ispirazione per fare i copmpiti
ore 6.45: la creatura viene mandata sonoramente a quel paese, all'ennesima richiesta di "ancora due biscotti"- nel frattempo, svuoto la lavastoviglie e sistemo il contenuto, "gratto" il pentolino, controllo se continuano i rantoli del marito moribondo ( ha 36.7 di "febbre") recupero il libro di latino e lo schiaffo direttamente sulla chiazza di latte della colazione della figlia
ore 7.15: i compiti di latino finiscono, assieme alla mia voce, e la creatura mi annuncia che, siccome è in ritardo, non può prendere l'autobus nemmeno oggi
ore 7.16: chiedo al marito se, mentre va in ufficio, può accompagnare la figlia a scuola, ma il marito mi informa che non è in condizione di muoversi, visto che stanotte ha tossito per due volte e si è soffiato il naso per tre-senza che io mi alzassi per soccorlerlo
ore 7.17: apro il ribinetto della doccia
ore 7. 19: esco dalla doccia, urlo alla creatura di sbrigarsi, mi vesto alla velocità della luce e mi imbatto nella figlia che, in pigiama, manda sms a tutto il mondo- perché è scattato il minuto in cui vodafone te li dà gratis e guai a non cogliere l'attimo
ore 7.25: riempio la lavastoviglie, rassetto la cucina,scopo per terra, bagno le piante
ore 7.28: la creatura esce dal bagno
ore 7.40: inizia l'attraversamento di mezza genova- l'ho voluta la scuola seria? e adesso pedalo...
ore 7.40: iniziano le lamentazioni della figlia per problemi di cuore
ore 7.59: la figlia mi annuncia che i problemi di cuore potrebbero finire se oggi alle 2 e mezza si trovasse all'altro capo della città " ma come faccio ad andarci, che c'è sciopero degli autobus??? mamma, ti prego, non deludermi anche tu!"
ore.8.20: rientro a casa e preparo le basi per il corso di cucina di stasera
ore. 9.30: pulisco la cucina
ore 9.50: inizio a stirare
ore 10. 25: chiama il Mega Professore che mi sollecita a consegnargli un lavoro, commisionato una settimana fa
ore 10.30: chiama la segretaria, che mi annuncia che il Mega Professore deve consegnare un lavoro da 6 mesi e abbiamo tutto bloccato
ore 10.31: brucio il copriasse comprato l'atro ieri
ore 10.33: accendo il pc. Il moribondo, accanto a me, mi dice affranto che sta aspettando un tè da due ore.
ore 10.40: torno al pc, per sentire le recriminazioni del moribondo , perché ieri sera gli ho impedito di andare allo stadio e "cosa mi importa se c'era un nubifragio e avevo la febbre" ( 36.8)
ore 10.41: spengo il pc
ore 10.43: metto su l'acqua per il pranzo ( soufflè di tagliolini)
al momento, devo ancora
1.scrivere almeno 5 pagine del lavoro
2. rassettare la stireria e trasformarla nell'aula per il corso di cucina
3.finire di scrivere le dispense del suddetto corso di cucina, impaginarle, stamparle e rilegarle
4. finire di preparare il pranzo
5. infornare il soufflè
6. correre a prendere la creatura che esce da scuola all'una
7, tornare a casa in venti minuti, prima che il soufflè si ammosci
8. pulire la cucina
9. portare la creatura all'appuntamento
1o. fare un salto in ufficio
11. comprare il castelmagno- senza il quale niente piatto forte del corso
12. tornare a prendere la cratura
13. farle fare i compiti
14. fare il corso di cucina
800 g di filetto di maiale
un cucchiaino di tè al bergamotto
3 chiodi di garofano
120 g di prosciutto
un mazzetto di salvia
mezzo cucchiaino di fecola (anche uno)
2 dl di vino rosso
30 g di burro
sale e pepe
Giornata tipo della sottoscritta
ore 6.00 sveglia: mi alzo, metto su l'acqua per il tè e spedisco la ricetta ai fans
ore 6.15: sveglio la creatura, che deve alzarsi mezz'ora prima perché, tanto per cambiare, non ha fatto i compiti di latino
ore 6.20: la creatura si alza dal letto.
ore 6.23: la creatura apre gli occhi
ore 6.25: brucia il pentolino del tè
ore 6.30: la creatura dice che se prima non fa colazione, non le viene l'ispirazione per fare i copmpiti
ore 6.45: la creatura viene mandata sonoramente a quel paese, all'ennesima richiesta di "ancora due biscotti"- nel frattempo, svuoto la lavastoviglie e sistemo il contenuto, "gratto" il pentolino, controllo se continuano i rantoli del marito moribondo ( ha 36.7 di "febbre") recupero il libro di latino e lo schiaffo direttamente sulla chiazza di latte della colazione della figlia
ore 7.15: i compiti di latino finiscono, assieme alla mia voce, e la creatura mi annuncia che, siccome è in ritardo, non può prendere l'autobus nemmeno oggi
ore 7.16: chiedo al marito se, mentre va in ufficio, può accompagnare la figlia a scuola, ma il marito mi informa che non è in condizione di muoversi, visto che stanotte ha tossito per due volte e si è soffiato il naso per tre-senza che io mi alzassi per soccorlerlo
ore 7.17: apro il ribinetto della doccia
ore 7. 19: esco dalla doccia, urlo alla creatura di sbrigarsi, mi vesto alla velocità della luce e mi imbatto nella figlia che, in pigiama, manda sms a tutto il mondo- perché è scattato il minuto in cui vodafone te li dà gratis e guai a non cogliere l'attimo
ore 7.25: riempio la lavastoviglie, rassetto la cucina,scopo per terra, bagno le piante
ore 7.28: la creatura esce dal bagno
ore 7.40: inizia l'attraversamento di mezza genova- l'ho voluta la scuola seria? e adesso pedalo...
ore 7.40: iniziano le lamentazioni della figlia per problemi di cuore
ore 7.59: la figlia mi annuncia che i problemi di cuore potrebbero finire se oggi alle 2 e mezza si trovasse all'altro capo della città " ma come faccio ad andarci, che c'è sciopero degli autobus??? mamma, ti prego, non deludermi anche tu!"
ore.8.20: rientro a casa e preparo le basi per il corso di cucina di stasera
ore. 9.30: pulisco la cucina
ore 9.50: inizio a stirare
ore 10. 25: chiama il Mega Professore che mi sollecita a consegnargli un lavoro, commisionato una settimana fa
ore 10.30: chiama la segretaria, che mi annuncia che il Mega Professore deve consegnare un lavoro da 6 mesi e abbiamo tutto bloccato
ore 10.31: brucio il copriasse comprato l'atro ieri
ore 10.33: accendo il pc. Il moribondo, accanto a me, mi dice affranto che sta aspettando un tè da due ore.
ore 10.40: torno al pc, per sentire le recriminazioni del moribondo , perché ieri sera gli ho impedito di andare allo stadio e "cosa mi importa se c'era un nubifragio e avevo la febbre" ( 36.8)
ore 10.41: spengo il pc
ore 10.43: metto su l'acqua per il pranzo ( soufflè di tagliolini)
al momento, devo ancora
1.scrivere almeno 5 pagine del lavoro
2. rassettare la stireria e trasformarla nell'aula per il corso di cucina
3.finire di scrivere le dispense del suddetto corso di cucina, impaginarle, stamparle e rilegarle
4. finire di preparare il pranzo
5. infornare il soufflè
6. correre a prendere la creatura che esce da scuola all'una
7, tornare a casa in venti minuti, prima che il soufflè si ammosci
8. pulire la cucina
9. portare la creatura all'appuntamento
1o. fare un salto in ufficio
11. comprare il castelmagno- senza il quale niente piatto forte del corso
12. tornare a prendere la cratura
13. farle fare i compiti
14. fare il corso di cucina
Tutto questo per dirvi che oggi sul blog non scrivo un bel niente, perché per farmi venire l'ispirazione, non ho tempo...
Filetto di maiale al tè al bergamotto
(da Sale e Pepe, Nov. 2009)
per 4 persone(da Sale e Pepe, Nov. 2009)
800 g di filetto di maiale
un cucchiaino di tè al bergamotto
3 chiodi di garofano
120 g di prosciutto
un mazzetto di salvia
mezzo cucchiaino di fecola (anche uno)
2 dl di vino rosso
30 g di burro
sale e pepe
Scaldate mezzo bicchiere d'acqua con i chiodi di garofano e lasciate in infusione il tè per 3 minuti, quindi filtrate e unite il vin: versate il liquido sul filetto e lasciate marinare per 30 minuti. Sgocciolate la carne dalla marinata, tamponatela con la carta assorbente, salatela poco, pepatela e avvolgetela con le fette di prosciutto. Rosolate il filetto in un tegame con il burro, quindi trasferitelo nel forno a 170 gradi, unite la salvia e cuocetelo per altri 30 minuti, coprendo il recipiente con un foglio di alluminio. Intanto, stemperate la fecola con un po' di marinata, diluitela con il resto del liquido e fatela restringere nel tegame in cui avete rosolato il filetto. Servite l'arrosto con questo fondo
Buon Appetito
Alessandra
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giovedì 15 ottobre 2009
coscio di maiale glassato al ginepro
di Alessandra
Come rendere felice la convivenza con mio marito, in tre mosse
1. stargli a debita distanza quando
a. parla di politica
b. starnutisce
2. fingere di non conoscerlo, quando
a. parcheggia l'auto
b. canta per strada
3 e soprattutto resistere alla tentazione di dirgli di sì quando
a. ti chiede se può aiutarti in cucina
b. si offre di accompagnarti alla Metro.
Come rendere felice la convivenza con mio marito, in tre mosse
1. stargli a debita distanza quando
a. parla di politica
b. starnutisce
2. fingere di non conoscerlo, quando
a. parcheggia l'auto
b. canta per strada
3 e soprattutto resistere alla tentazione di dirgli di sì quando
a. ti chiede se può aiutarti in cucina
b. si offre di accompagnarti alla Metro.
Il coscio di cui sotto è l'esempio concreto della violazione dell'articolo 3, comma b, in cui sono incorsa sabato scorso e che mi ha procurato, come sanzione, un frigo pieno delle parti più impensabili degli animali più vari, di cui questo pezzo è l'esemplare più eloquente, oltre che l'assistenza alla preparazione del suddetto, iniziata verso le ore 15.oo di un'assolata domenica pomeriggio e conclusasi alle 20.30, con il trionfale sbarco sulla tavola imbandita.
Ricetta, preparazione, cottura e foto sono del marito, per cui per ogni delucidazione-obiezione-critica, rivolgetevi a lui. Io, nel frattempo, cerco di convertirmi alla cucina vegetariana...
Ricetta, preparazione, cottura e foto sono del marito, per cui per ogni delucidazione-obiezione-critica, rivolgetevi a lui. Io, nel frattempo, cerco di convertirmi alla cucina vegetariana...
coscio di maiale glassato al ginepro

Ricetta senza dosi
miele
olio EVO
aglio (facoltativo, ma noi ce lo abbiamo messo)
erbe aromatiche ( timo, maggiorana, dragoncello, rosmarino)
ginepro
mezzo bicchierino di gin per sfumare
Si praticano dei tagli trasversali nella cotenna, come da foto e si massaggia con l'olio e le erbe aromatiche, in modo da far assorbire nele il tutto alla carne. Si infilano poi le erbe nei tagli. Dopodiché, si spennella il coscio con del miele, meglio se di castagno.
Si accende il forno a 150 gradi, modalità statica e si mette sul fondo una teglia piena d'acqua per tre quarti
Si irrora il coscio con il gin e lo si inforna. Dopo una decina di minuti, lo si ricopre di carta stagnola e si prosegue la cottura a temperatura molto bassa per tre o quattro ore, dipende dal peso della carne. A queste temperature e con l'accorgimento del vapore nel forno, la carne non asciuga. Gli ultimi dieci minuti, si toglie la stagnola, si alza la temperatura a 190-200 gradi e si completa la doratura della carne.
L'abbiamo servita con una composta di mirtilli e della senape al miele.
Tenera, sugosa, saporita: uno spettacolo.. ( ma la prossima volta, alla Metro ci vado da sola...)
miele
olio EVO
aglio (facoltativo, ma noi ce lo abbiamo messo)
erbe aromatiche ( timo, maggiorana, dragoncello, rosmarino)
ginepro
mezzo bicchierino di gin per sfumare
Si praticano dei tagli trasversali nella cotenna, come da foto e si massaggia con l'olio e le erbe aromatiche, in modo da far assorbire nele il tutto alla carne. Si infilano poi le erbe nei tagli. Dopodiché, si spennella il coscio con del miele, meglio se di castagno.
Si accende il forno a 150 gradi, modalità statica e si mette sul fondo una teglia piena d'acqua per tre quarti
Si irrora il coscio con il gin e lo si inforna. Dopo una decina di minuti, lo si ricopre di carta stagnola e si prosegue la cottura a temperatura molto bassa per tre o quattro ore, dipende dal peso della carne. A queste temperature e con l'accorgimento del vapore nel forno, la carne non asciuga. Gli ultimi dieci minuti, si toglie la stagnola, si alza la temperatura a 190-200 gradi e si completa la doratura della carne.
L'abbiamo servita con una composta di mirtilli e della senape al miele.
Tenera, sugosa, saporita: uno spettacolo.. ( ma la prossima volta, alla Metro ci vado da sola...)
English Version
honey
EVO oil
garlic (optional, but we have used it)
herbs (thyme, marjoram, tarragon, rosemary)
juniper
half glass of gin to fade
Cut across the skin and rub with oil, garlic and herbs, so as to flavour the pork. Put the herbs into the cuts and brush the skin with honey, better if chestnut
Turn the oven on into 150 degrees and put on the bottom a pan half filled with water.
Sprikle the leg with gin, pun into the ove, let the gin boil off and cover the pork with an alluminium foil. Continue cooking at this very low temperature, for three or four hours- its depend on the leg's weight. The meat remains tender and moist, by using this temperature and by putting water into the oven.
When the meat is almost ready, remove the alluminium foil, raise the temperature until 190-200 degrees to grill the skin.
Serve with cranberry mustard and honey.
honey
EVO oil
garlic (optional, but we have used it)
herbs (thyme, marjoram, tarragon, rosemary)
juniper
half glass of gin to fade
Cut across the skin and rub with oil, garlic and herbs, so as to flavour the pork. Put the herbs into the cuts and brush the skin with honey, better if chestnut
Turn the oven on into 150 degrees and put on the bottom a pan half filled with water.
Sprikle the leg with gin, pun into the ove, let the gin boil off and cover the pork with an alluminium foil. Continue cooking at this very low temperature, for three or four hours- its depend on the leg's weight. The meat remains tender and moist, by using this temperature and by putting water into the oven.
When the meat is almost ready, remove the alluminium foil, raise the temperature until 190-200 degrees to grill the skin.
Serve with cranberry mustard and honey.
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martedì 15 settembre 2009
Arrosto di maiale al Calvados con composta di mele e uva
Fra le migliaia di cose a cui sono allergica, ci sono i soprannomi: mentre per natura, tendo ad abbreviare tutto, detesto cordialmente i vari Puffy-Bibi-Cucca-Dado che in casa mia fanno tanto Famiglia Cristiana- e don Sciortino non c'entra: ve li ricordate gli Squallor (" sì Pierpaolo, va bene Pierpaolo...E chi è Pietro? Pietro è il cane di Fuffy).
Va da sè che una buona metà delle mie amiche celi sotto queste storture nomi bellissimi- anzi, più sono belli, più si nascondono, chissà come mai- e che l'intera popolazione delle amiche della creatura risponda solo se chiamata col soprannome. Creatura compresa, sia chiaro, tanto per non farci mancare nessuna delle abitudini che fanno storcere il naso a sua madre. Per le amiche, mia figlia è Charlie, ovviamente abbreviato in Cià. Perfetto, no? Una passa nove mesi a spulciare calendari, dizionari dei nomi e alberi genealogici, e a litigare col marito ( "A me piacerebbe chiamarla Greta" " Greta? Ma Greta è un nome da alta e bionda" " Eh, appunto... se somigliasse a me... " " Ah, giusto... Gretina") et similia, per poi restare lì con la cornetta del telefono in mano, nella drammatica consapevolezza che la tipa che sta chiedendo all'altro capo " C'è la Cià?" non è una oriunda della Manciuria che sta dicendo, nel suo dialetto " Buon giorno, signora, sono ...., potrei parlare con Carola, per favore?", ma una a caso delle amiche della creatura.
A dire la verità, sono in buona compagnia: una mia amica, il cui figlio ha la pelle scura, si è rassegnata a sentirselo chiamare "Cambogia", mentre mio cugino, che da piccolo aveva la testa grossa, aveva dato il suo contributo all'entusiasmo rivoluzionario di quei tempi, lasciandosi apostrofare dai compagni ( ovviamente, di classe) come "Mao Testung" trattenendosi dal prenderli a zuccate.
La migliore di tutte, però, era capitata al liceo, quando ci era toccato in sorte, come professoressa, un donnone di un quintale di peso, sorretto da due gambe sottili, sembre inguainata in camicioni sgargianti e con un bel rossetto rosso sulle labbra: vederla e associarla alla moglie di Gambadilegno per noi era stato tutt'uno, almeno fino a quando una delle nostre madri, cercandola per il colloquio, aveva insistito dicendo che lei no, non voleva parlare con l'insegnante XXX, perché suo figlio era stato chiarissmo: " vai a parlare con la Trudi", le aveva detto e lei, ovviamente, eseguiva.
Tutto 'sto ambaradan per parlarvi di un'altra cosa, che rimando al prossimo post, perché naturalmente ho esaurito tempo e spazio, visto che la ricetta di oggi è lunghissima da raccontare (ma facilissima da fare). Per cui, mentre aspettate con ansia la prossima puntata, ingannate l'attesa con questo...
Va da sè che una buona metà delle mie amiche celi sotto queste storture nomi bellissimi- anzi, più sono belli, più si nascondono, chissà come mai- e che l'intera popolazione delle amiche della creatura risponda solo se chiamata col soprannome. Creatura compresa, sia chiaro, tanto per non farci mancare nessuna delle abitudini che fanno storcere il naso a sua madre. Per le amiche, mia figlia è Charlie, ovviamente abbreviato in Cià. Perfetto, no? Una passa nove mesi a spulciare calendari, dizionari dei nomi e alberi genealogici, e a litigare col marito ( "A me piacerebbe chiamarla Greta" " Greta? Ma Greta è un nome da alta e bionda" " Eh, appunto... se somigliasse a me... " " Ah, giusto... Gretina") et similia, per poi restare lì con la cornetta del telefono in mano, nella drammatica consapevolezza che la tipa che sta chiedendo all'altro capo " C'è la Cià?" non è una oriunda della Manciuria che sta dicendo, nel suo dialetto " Buon giorno, signora, sono ...., potrei parlare con Carola, per favore?", ma una a caso delle amiche della creatura.
A dire la verità, sono in buona compagnia: una mia amica, il cui figlio ha la pelle scura, si è rassegnata a sentirselo chiamare "Cambogia", mentre mio cugino, che da piccolo aveva la testa grossa, aveva dato il suo contributo all'entusiasmo rivoluzionario di quei tempi, lasciandosi apostrofare dai compagni ( ovviamente, di classe) come "Mao Testung" trattenendosi dal prenderli a zuccate.
La migliore di tutte, però, era capitata al liceo, quando ci era toccato in sorte, come professoressa, un donnone di un quintale di peso, sorretto da due gambe sottili, sembre inguainata in camicioni sgargianti e con un bel rossetto rosso sulle labbra: vederla e associarla alla moglie di Gambadilegno per noi era stato tutt'uno, almeno fino a quando una delle nostre madri, cercandola per il colloquio, aveva insistito dicendo che lei no, non voleva parlare con l'insegnante XXX, perché suo figlio era stato chiarissmo: " vai a parlare con la Trudi", le aveva detto e lei, ovviamente, eseguiva.
Tutto 'sto ambaradan per parlarvi di un'altra cosa, che rimando al prossimo post, perché naturalmente ho esaurito tempo e spazio, visto che la ricetta di oggi è lunghissima da raccontare (ma facilissima da fare). Per cui, mentre aspettate con ansia la prossima puntata, ingannate l'attesa con questo...
ARROSTO DI MAIALE AL CALVADOS IN SALSA DI MELE ED UVA
Per 6 persone
800 g di lonza di maiale in un solo pezzo
1 mazzetto di erbe aromatiche ( mirto, rosmarino, salvia, dragoncello, prezzemolo)
2 dl di calvados ( o vino bianco secco)
3-4 bacche di ginepro
3 cucchiaini di olio EVO
per la salsa di mele
2 mele Granny Smith
2 dl di calvados ( o vino bianco)
2 cucchiaini di zucchero di canna
1 cipolla
1/2 cucchiaio di pepe di Cayenna ( o peperoncino)
1 pezzo da 1/2 cm di zenzero (o rafano, de gustibus)
1 cucchiaino di panna fresca ( ma anche meno: le due gocce che servono per legare la salsa, non di più)
per la salsa d'uva
200 g di uva nera
1 noce di burro
pepe verde fine
1 cucchiaino di aceto di lamponi
1 foglia di alloro
2 dl di vino rosso
1 stecca di cannella
3 chiodi di garofano ( meglio 2)
Private la lonza dei filamenti di grasso, salatela, pepatela e massaggiate per 5 minuti. Fatela rosolare in un padella, con due cucchiai di olio, su entrambi i lati. Disponete la carne in una pirofila leggermente unta e cuocetela in forno già caldo a 180 gradi, girandola a metà della cottura. Riunite 2 dl di sidro in una casseruola con le erbe aromatiche tritate grossolanamente e le bacche di ginepro e portate ad ebollizione. Versate il Calvados con le erbe sulla carne, coprite la pirofila con alluminio e proseguite la cottura per altri 20 minuti. Togliete l'alluminio e proseguite a cuocere per altri 15 minuti, bagnando la carne con il fondo di cottura. Tenete la carne in caldo e filtrate il fondo di cottura attraverso un colino a trama fine.
Preparare la salsa di mele: sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a fettine, nel senso della larghezza. Spellate la cipolla e affettatela sottilmente. Unite le mele in un pentolino con la cipolla, irrorate con il Calvados, spolverizzate con lo zucchero di canna, il pepe di Cayenna e portate ad ebollizione. Cuocete per 10 minuti, unite lo zenzero grattugiato e proseguite la cottura per 5minuti. Togliete dal fuoco. Unite la panna, mescolate, lasciate intiepidire.
Preparate la salsa all'uva: scaldate una noce di burro in un pentolino con l'aceto di lamponi, unite gli acini d'uva lavati e asciugati e rosolateli per qualche istante. Aggiungete il vino rosso, la cannella, i chiodi di garofano e l'alloro e cuocete per 15 minuti a fuoco medio basso. Togliete dal fuoco , eliminate l'alloro, i chiodi di garofano, la cannella, pepate e lasciate intiepidire.
Private l'arrosto dello spago e dsponetelo in un piatto da portata. Tagliate qualche fettina e irrorate con il fondo di cottura della carne. Servite accompagnando con le due salse a parte.
E' perfetto con i panini al latte al'uva e al rosmarino, prossimamente su questi schermi ( leggasi: dal forno della cucina ai forni delle bocche degli amici, nenache il tempo di fotografarli in movimento..).
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giovedì 19 marzo 2009
Spiedini di Maiale e Prugne secche- Garden Party
Spiedini di maiale e prugne secche
Per 8
1 kg di arrosto di maiale
4 cucchiai di oli di oliva
1 cucchiaio di 4 spezie
6 foglie di salvia
8 merguez (salsicce a base di carne bovina speziate e piccanti, tipiche del nord africa)
16 prugne snocciolate
Tagliate la carne di maiale in cubi grossi, metteteli in un piatto ed irrorateli con olio di oliva: spolverate con il composto 4 spezie e le foglie di salvia tritata. Mettete in frigorifero a marinare per circa 3 ore. Preparate gli spiedini alternando la carne di maiale, una prugna secca e un pezzo di morgue ecc, salate e pepate. Cuocete gli spiedini per 10 minuti non troppo vicini alle braci, o sotto al grill del forno, girandoli spesso. Serviteli con couscous condito con olio d’oliva o burro.
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