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lunedì 10 dicembre 2012

Di un week end ricco e di morbidissimi scones salati con burro home made e acciughe

Di Daniela
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torta zietta


Oggi ho un sacco di cose da raccontarvi: questo fine settimana è stato molo intenso e pieno di avvenimenti uno più piacevole dell'altro. 
Prima di tutto è stato il compleanno della mia Zietta : una signora meravigliosa per spirito, vivacità e coraggio che noi tutti in famiglia adoriamo. E' arrivata con grazia e gioia di vivere ad un traguardo rimarchevole : TANTI AUGURI ANCORA ZIETTA!! (la torta preparata per lei ve la racconterò più avanti :-)

A questa ricorrenza familiare bellissima hanno fatto contorno altre manifestazioni piacevoli e curiose. La prima è stata il rifornimento entusiasta da parte di tutta la famiglia, come ogni anno, alla fiera agroalimentare a La Spezia, dove ci siamo appropriati di salamini al tartufo, al barolo, olive in salamoia, cipolline sotto aceto, salse piccanti, lardo di Colonnata, funghi secchi e sott'olio miele, formaggio e chi più ne ha più ne metta, provenienti da tutt'Italia, dalla calabria alla lombardia. Un piacere incredibile per il naso così come , poi, per le papille gustative.... Vi racconterò se ne farò qualcosa di meritevole, oltre mangiarle in 3 nanosecondi. Ma se siete in zona un saltino vale la pena di farlo: un po' di tempo da dedicare ai piacere di assaggiare cose buone .

Di altro genere ma molto gratificante e piacevole questa volta per la mente, invece che per lo stomaco, sono gli ultimi due eventi del lungo we dell'Immacolata.
foto da qui
Ho potuto godere con gioia del concerto del Maestro Claudio Abbado al Carlo Felice, in un teatro finalmente pieno di gente venuta ad ascoltare ed applaudire il grande Maestro che ha saputo, da par suo, dirigere splendidamente l'Orchestra Mozart di Bologna, regalando emozioni a tutti. Io ho avuto il piacere di avere la mia figlia n.2, la pianista, con me, che mi ha commosso per la conoscenza profonda e per l'amore incredibile per la musica che la anima, mentre mi spiegava passaggi e piccoli segreti di un Bach che amo moltissimo.

Ultimo spettacolo che mi ha coinvolto in questo weekend, è forse quello che mi colpito di più, perchè in qualche modo inatteso. Sono andata ad assistere, in un Carlo Felice invece purtroppo con molti posti vuoti , ad una delle rappresentazioni più gradevoli che abbia visto negli ultimi anni. Si tratta della Cindarella, danzata su musiche di Rossini: non un'opera unica, bensì un insieme delle sue arie più celebri.
Se posso darvi un consiglio spassionato, se potete, andate assolutamente a vederla e portatevi dietro i più piccoli: è uno spettacolo meraviglioso, pieno di intelligente ironia, di bellezza e di spirito, oltre che di buona musica. Io sono andata con mia figlia grande questa volta e mia nipote e siamo rimaste tutte e tre affascinate dalla semplicità così piacevole e dalla coinvolgente bravura di tutto lo staff. Le musiche sono suonate in modo impeccabile, talvolta accompagnate dalla voce di alcuni cantanti e i ballerini sanno divertire e coinvolgere il pubblico, compresi proprio i più piccoli , che ogni tanto esplodono in qualche risata divertita durante lo spettacolo. La storia è ambientata negli anni '50 e i costumi, peraltro, sono belli, colorati e divertenti. Anche lo stile della danza  è particolare  e spazia dal classico al moderno, dal contemporaneo all'acrobatico, e i ballerini, peraltro giovanissimi nella maggior parte, non si limitano a danzare, ma recitano e creano quadri di gran divertimento.
Non mi aspettavo una performance così bella, originale e interessante: Tanto mi è piaciuto che il mio personale regalo di Natale alla Microba, sarà un biglietto pere questa piacevolissima Cinderella di Giorgio Madia (che, incidentalmente, ha vinto il prestigioso Gold Mask Critics Award 2007 per la miglior coreografia).
Vi ricordo le prossime date dello spettacolo:
Martedì 11 dicembre ore 15.30
Venerdì 14 dicembre  ore 20.30
Sabato 5 gennaio 2013 ore 15.30
sabato 5 gennaio  ore 20.30
Nel sito del Carlo Felice le ulteriori informazioni utili

Scones salati con acciughe e burro home made

scones salati

venerdì 6 luglio 2012

Lezioni di cucina in Valtellina : Mezzo pacchero ripieno con salsiccia ricotta e scimudin e cannoli di pane con caponata e formaggio morbido

Di Daniela


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Rieccoci con la II parte delle ricette della prima lezione dei cuochi della Valtellina. Lo Chef Bassi come sempre ci incanta con la sua sicurezza e con la semplicità delle sue ricette di grande effetto e molto gustose. Si tratta ancora di due finger food che certo faranno un ottimo effetto su ogni buffet grazie alla loro piacevolezza alla vista prima e oltre che all gusto e all’olfatto. Anzi , la questione della presentazione del piatto riveste, nelle sue lezioni , sempre una considerevole importanza, dal momento che ritiene e non a torto, che il primo e più importante approccio al cibo sia quello legato alla vista, che certamente deve essere conquistata dal cibo ed invogliare il commensale all’assaggio… Il consiglio di questa lezione era quello di decorare il piatto, quanto più possibile, con ingredienti commestibili che siano direttamente o che richiamino quelli utilizzati nella preparazione. Semplice, ma efficace! Sposo come sempre le sue tesi e vi presento altre due ricette della lezione. 


Mezzo pacchero ripieno con salsiccia, ricotta e scimudin. DSCF4316

Ingredienti per 20 pezzi 
10 paccheri 
100 gr di salsiccia 
80 gr di broccoli 
40 gr di ricotta 
12 acciughe 
Peperoncino qb 
100 gr di scimudin 
30 gr di burro 
Sale e pepe 

Cuocete la pasta mantenendola al dente, in modo che non perda il suo nerbo e possa stare facilmente “in piedi”, scolatela, fatela raffreddare e tagliatela a metà. In una padella antiaderente scottate la salsiccia a pezzetti con le acciughe e il peperoncino.

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Appena colorita la salsiccia, aggiungete i broccoli precedentemente bolliti e cuocete il tutto, schiacciando un po’ con la forchetta, in modo che diventi un composto omogeneo regolando di sale e pepe. Togliete dal fuoco ed aggiungete la ricotta e la metà dello scimudin, mescolando finchè tutto non si amalgama bene.

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Aiutandovi con un sac a poche o con un cucchiaio, riempite con il composto i mezzi paccheri, che posizionerete su una pirofila, e poi mettete su ognuno il restante scimudin ridotto in pezzetti e un fiocchetto di burro. Posizionate la pirofila in forno e fate gratinare per pochi minuti.

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 Servite con un filo di olio evo e una spolverata di pepe.

Cannoli di pane con caponata e formaggio morbido

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Ingredienti per 20 pezzi
1 confezione di pane morbido e senza crosta per tramezzini
60 gr di melanzane
60 gr di peperoni misti
60 gr di finocchio
2 cl di olio evo
10 gr di zucchero
15 gr di burro
60 gr di stracchino
1 uovo
60 gr di farina gialla
sale e pepe

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Passate le fette di pane per tramezzini in una macchina per la pasta fresca (la nonna papera) o schiacciatele con un mattarello fino ad ottenere uno spessore minimo come quello della foto. Prendete dei cilindri per cannoli e ritagliate dei rettangoli dalla fetta di panne schiacciata che siano sufficienti per coprire il cilindro e sovrapporsi per un centimetro e 1/2 . Pennellate ogni rettangolo con un tuorlo d'uovo da una parte sola e cospargetelo in modo uniforme con la farina di mais. Avvolgete i rettangoli dalla parte non spennellata di uovo intorno ai ciliretti e inumidite con una goccia d'acqua la striscia che verrà sovrapposta per facilitare la chiusura.
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Friggete in olio caldo a 169°C rendendoli dorati e croccanti (per rendersi conto della corretta consistenza lo chef Bassi li "prova" con le dita appena fuori dall'olio bollente :-)))).

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In una padella antiaderente, lasciate fondere il burro con lo zucchero, unite gli ortaggi tagliati a brunoise e lasciate appassire a fuoco vivo; condite con sale e pepe.

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In una ciotoa mescolate gli ortaggi con lo stracchino, creando una crema per farcire i cannoli. Servite con sopra ciascun cannolo uno pezzetto di stracchino poca caponata naturale e un filo di miele (o più semplicemente con un ciuffetto di farcia.
Detto fatto, altre due semplicissime squisitezze da buffet
Buona giornata
Dani

giovedì 14 giugno 2012

Frittelle di zucchine e...

Di Daniela

Il "Bianconiglio"
di John Tenniel
In questi giorni mi sembra di essere il mitico Bianconiglio di memoria favolesca: il Rev. Dodgson (insomma L. Carroll) doveva avere una forte capacità di preveggenza oltre ad un indiscutibile ed evidente talento per la scrittura. Pensateci: un incredibile coniglio bianco, con un abbigliamento molto severo e con in mano perennemente un orologio da taschino, che corre ovunque, lamentandosi di non avere tempo, di aver troppo da fare ed un incredibile fretta! Non sembra scritta ora? Non potrebbe essere una perfetta descrizione della nostra vita attuale? E dire che questo personaggio risale agli anni 60 dell' 800..... 
Be', digressioni a parte, continuo a muovermi senza sosta lamentandomi del tempo che non ho e delle cose che dovevo fare e ancora non ho fatto (stamani sono in vena di parafrasi), senza in realtà risolvere poi molto. 
Oggi volevo, per esempio, mostrarvi alcune foto della splendida Infiorata del Corpus Domini a Monterosso, ma non sono riuscita ancora a sistemarle tutte, quindi rimando il tutto a lunedì. Vale la pena di dare un'occhiata.


Ah, piccola soddisfazione personale: dopo avervi segnalato la perdita della lettera L sulla tastiera, mi ero accorta, il giorno seguente di aver "smarrito" anche la F. Non posso dirvi la mia ambascia : due lettere sono davvero troppe!!!! Perciò con pazienza ho cominciato a pulire la tastiera con la spazzoletta che mi hanno regalato per quest'uso... dai e dai, mi sono accorta che c'era qualcosa che impediva l'abbassamento corretto del tasto... perciò soffia, gira , agita, "spazzola" ed ecco che l'arcano è stato svelato: una delle mie adorate creature, ma non voglio sapere quale!, aveva pensato di mettersi a cancellare con della gomma molto morbida, tutto un grande disegno fatto a matita, proprio posizionandosi di fianco alla tastiera; da lì, una manciata di "briciolette" di gomma si sono infilate tra le lettere, quasi bloccandone 2!!!!!  Come direbbe Mariello Prapapappo, di Coloradiana memoria, MISTERO RISOLTO!!! ... e figlie con sgridata urlante nelle orecchie! Perciò, se proprio troverete degli errori nei miei post saranno dovuti alla mia dabbenaggine :-)))))

Frittelle di zucchine
da c.m. giugno 2012
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giovedì 17 maggio 2012

La Sardenaira


 sardenaira

E con questa, concludiamo la terna delle focacce del Ponente ligure, dopo la Pissaladiere dell'altro ieri e la (non) Piscialandrea di qualche giorno fa. A chi obietta che la prima è roba francese, rispondo che per lenire il dolore della perdita di Nizza, in casa nostra, non sono bastati 200 anni o giù di lì: quindi, abbiate pietà e non infierite.
Diversamente dalle altre volte,però, vi risparmio tutta la storia della Sardenaira, un po' perchè vorrei concentrarmi di più sulla ricetta, un po' perchè sul web c'è chi lo ha fatto meglio di me: neanche a dirlo, si tratta di quel meraviglioso scrigno di ricette, consigli, aneddoti e pezzetti di storia che è Pan per Focaccia, che riporta sull'argomento le informazioni più complete che io abbia trovato: detesto i copia-incolla, quasi quanto chi li fa, per cui onore al merito a Sandra Vacchi e a Romolo Giordano, per averci fatto conoscere una parte non così nota della storia gastronomica del nostro Paese- e di averlo fatto in modo lieve, divertente, appassionante.

venerdì 6 aprile 2012

Carlo Cracco: Risotto con acciughe, limone, cacao al peperoncino

risotto con acciughe limone cacao peperoncino

Parto coi convenevoli, che sennò la Galliti mi ammazza :-)
Come avrete potuto capire dalla parola chiave del titolo- che in altro momento sarebbe stata "carlocracco", ma da qualche tempo in qua è acciuga e sappiamo pure con chi prendercela-  questa ricetta non solo partecipa alla raccolta indetta da Poveri ma Belli e Buoni, Un'acciuga al giorno, ma rientra a pieno titolo nel gioco delle coppie organizzato  ogni settimana da Cristina e dalle sue due degne compari (Babi e Sara), che si divertono ad abbinare il malcapitato pesciolino con uno stuolo di partner diversi, da fare invidia alla Liz Taylor dei tempi d'oro. 


venerdì 30 marzo 2012

Di acciughe marinate e di ....lauree!!!

Di Daniela

Innanzitutto vorrei chiedere scusa perché ieri sera, per causa di forza maggiore, nel caso specifico interruzione della connessione internet di Ale e mia assenza, non abbiamo potuto dar vita al consueto "salotto letterario del Giovedì" . Recupereremo prestissimo, promesso e scusate ancora!
Poi lasciatemi scrivere due righe un po' fuori controllo, per un volta guidata solo dall'orgoglio e dalla soddisfazione grandissima che mi dà quello che sto per dirvi... Vi ricordate della questione cui vi accennavo l'altro giorno, circa il famigerato conglomerato bituminoso? Ecco, finalmente abbiamo risolto tutti i conti in sospeso anche con questa affascinante materia ed è con grande soddisfazione che vi presento la neo dottoressa, con laurea Magistrale in Scienze e Teconologie dell'Ambiente conseguita presso la Università degli studi di Milano-Bicocca,
Francesca

franci

mia nipote, nonchè figlioccia e anche da qui, tesoro, tutte le congratulazioni del mondo e gli auguri per un futuro radioso come il tuo sorriso!



Acciughe marinate
da ELLE à table
acciughe marinate
Vi metto di seguito, la ricetta originale e tra parentesi ciò che ho variato.
Ingredienti per 4 persone
30 acciughe (le mie pesavano ancora da pulire circa 220 gr, tanto sono piccole tenere e compatte le acciughe liguri!!)
4 cipollotti freschi
4 limoni (2 bastano)
1 cucchiaino semi di coriandolo
1 cucchiaino bacche di ginepro (non le ho messe)
pepe macinato di fresco
aceto di vino bianco
olio d'oliva
2 chiodi di garofano
2 foglie di alloro
sale (grigio di bretagna)

acciughe marinate

Chiedete al pescivendolo per pulire il pesce o pulitelo voi, se preferite, lavandolo le acciughe sotto l'acqua corrente fredda rimuovendo la testa con le interiora e dividendole in due filetti.
Sciacquatele, e mettetele ad asciugare su un tagliere inclinato o tamponatele con carta assorbente per asciugarle. 
Sbucciate e affettate i cipollotti, escludendo la parte verde del gambo. In un contenitore meglio se di vetro, mettere un po' di cipollotto tritato, i semi di coriandolo e il ginepro con 2 cucchiaini di aceto. 
Posizionate su un piatto di portata o su un piccolo vassoio una fila di acciughe e cospargetele con 1 cucchiaio d'olio d'oliva. Aggiungete un po' di pepe appena macinato e un po' di sale, e di nuovo una fila di acciughe con un paio di cucchiai di aceto aromatizzato, preparato prima, procedendo così fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con le acciughe. Coprire l'ultima fila con olio d'oliva, succo di limone, foglie di alloro e chiodi di garofano. Coprite e lasciate riposare in frigo per almeno 2 giorni e fino ad un massimo di 8 giorni.

acciughe marinate
Prima di servire le acciughe, tenetele per un'oretta a temperatura ambiente. Potreste portarle in tavola come aperitivo accompagnate da fette di pane tostato strofinato d'aglio o come secondo, con una semplice un'insalata verde o mista. ma in questo caso aumentate un po' le dosi in rapporto all'appetito dei vostri commensali.

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La ricetta è dedicata a Cristina G. e alla sua raccolta, ovviamente!!


Buona giornata a tutti 
Dani


Anchois marinés
Ingrédients
30 anchois
4 oignons tiges frais
4 citrons
1 c. à café de graines de coriandre
1 c. à café de baies de genièvre
poivre du moulin
vinaigre de vin blanc
huile d’olive
2 clous de girofle
2 feuilles de laurier

 Demandez au poissonnier de vider les poissons ou bien faites-le vous-même, c’est très simple. Sous un filet d’eau froide, enlevez du bout des doigts les quelques écailles, puis retirez la tête en entraînant les intestins. Glissez le doigt le long de l’arête des deux côtés de façon à décoller la peau, coupez l’arête à la base avec desciseaux et laissez le petit bout de queue. Rincez les anchois au fur et à mesure et déposez-les sur un papier absorbant. 
Pelez et émincez les oignons en gardant la moitié des tiges. Dans un récipient (terrine ou bol), mettez quelques oignons émincés, un peu de coriandre et de genièvre et 2 cuillères à café de vinaigre. Déposez une rangée d’anchois et arrosez d’1 cuillère à soupe d’huile d’olive. 
Parsemez d’un peu de poivre moulu et d’un peu de sel, puis à nouveau mettez oignons, genièvre, coriandre et ainsi de suite jusqu’à épuisement des ingrédients, en terminant par des anchois. Recouvrez cette dernière rangée d’huile d’olive, du jus des citrons, des feuilles de laurier et des clous de girofle. Couvrez et mettez au frais au moins 2 jours et jusqu’à 8 jours. 
Sortez les anchois un bon moment avant de les manger à température ambiante. 
Proposez ces anchois dans une salade mélangée ou sur des tartines de pain de campagne grillées et frottées à l’ail.

venerdì 2 marzo 2012

due primi svuota frigo per due valigie che si riempiono....

Picnik collage

scappo a Palermo e torno domenica sera. e quindi, niente book club, niente rehab (a proposito: funziona alla stragrande: sono al quinto libro, se si esclude il Pickwick, e nutro Grandi Speranze per i tempi morti in aereoporto), nessuna sortita veloce fra gli scaffali dei vari amazon del mondo per le tentazioni del fine settimana, perchè io mollo tutto, pure la creatura, e vado ad ossigenarmi il neurone nella mia clinica preferita: se vi arrivano echi di crasse risate, da Sud,  sappiate che sta funzionando tutto a dovere.

martedì 17 gennaio 2012

Voglio quest'uomo- qui e subito... e i canestrelli alle acciughe!

canestrelli alle aciughe

L'oggetto del mio desiderio ha un nome, (Andrea), un cognome (Segré), una professione ( Preside di Agraria all'università di Bologna) e una missione: salvare l'Italia dagli sprechi alimentari. Detta così, fa tanto "mission impossible"ma vi assicuro che, dopo aver letto l'articolo che una mano intelligente ha lasciato sulla mia scivania, con tanto di invito a scriverci su qualcosa, l'impressione muta radicalmente: perchè non sprecare si può e non è neanche così difficile come sembra. 

giovedì 8 settembre 2011

Zuppa tiepida di patate con dadolata di manzo e fior di sale

Di Daniela

Ancora una lezione di cucina, ancora una ricetta piacevole e tradizionale, con un pizzico di innovazione. Lo Chef Pini ha preparato per noi un bellissimo menu, che però poi non ha potuto presentarci personalmente per via di un piccolo infortunio capitatogli.

chef pini 
Quindi, mentre mandiamo tutti i nostri migliori auguri al simpatico e bravo Chef di una prontissima guarigione, vi presentiamo il suo menu dal titolo suggestivo di " Chiamale se vuoi... emozioni". E qui, sorpresa, vi devo dire che si tratta di un racconto a 4 mani, perchè Ale era su con me e abbiamo seguito la lezione insieme....


mercoledì 24 agosto 2011

Torta al tonno

Di Daniela
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Fuochi d'artificio di tutti i tipi, da terra verso il cielo, nastri di mille lucine come un velo, altri da terra verso il mare, con salti rimbalzi e luce che rende visibile all'improvviso un acqua cristallina dai riflessi verde smeraldo, che copre un fondo sabbioso disegnato da ondine. Botti fortissimi e luci accecanti danno il via allo spettacolo che per qualche minuto tiene tutti i (tanti) presenti con il naso in su (ha ha, con l'umidità della sera, domattina ci sarà qualche collo un po' irrigidito, il mio per primo :-)), già pensando alla rivalità con quelli che ai primi di settembre, per la festa della Madonna di Fegina, si terranno dall'altra parte della galleria.(Perdonate la qualità delle foto, fatte al volo dal cellulare di mio marito!)

mercoledì 6 luglio 2011

Crostata di pomodori ciliegini.

Di Daniela
"Il Lama appartiene alla famiglia dei camelidi. Fisicamente si presenta con testa grossa e collo gracile, muso appuntito, zampe lunghe e minute e pelo molto lanugginoso" (definizione di Animali nel mondo) Dovessi dire, non trovo questa definizione particolarmente gradevole : sembra descrivere un animale piuttosto strano e un po' deforme, microcefalo e quindi non troppo intelligente... Invece Animalitaly ci informa che è non solo un animale utilissimo sotto ogni punto di vista (lo adoperano perfino per far la guardia alle pecore contro gli attacchi dei coyote), ma anche "molto intelligente, con una grande memoria, ed è anche molto curioso".  E che sia piuttosto in gamba lo si capisce anche dal fatto che "In Nordamerica, si sta diffondendo l'allevamento dei lama non solo per ottenere fibre tessili, ma anche perché essi sono degli ottimi guardiani di greggi, che proteggono dagli attacchi dei coyote. Si difende dagli uomini sputando gli acidi dell'intestino". Insomma Umilia, invece che attaccare, ma con una certa tecnica sofisticata... ed è tanto intelligente da non utilizzare questa tecnica, se viene allevato in cattività... almeno così ci raccontano. E poi diciamocelo, vi sentireste di definire così questo "batuffolo " di neppure un giorno d'età, che guarda con occhi languidi?
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Torta salata di pomodori ciliegini
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Ingredienti per 6 persone
1 rotolo di pasta di pasta brisè (oppure 200 gr farina, 130 gr di burro, 1 pizzico di sale ½ bicchiere d’acqua ricetta di A. Boni )
25 pomodorini
8 filetti di acciuga sottolio
10 olive nere snocciolate in salamoia
1 cucchiaino da caffè di tapenade (personalmente ne uso anche un paio di cucchiai: dipende dai gusti) o di paté di olive taggiasche
4 rametti di timo fresco
4 cucchiai. cucchiai di olio d'oliva
sale, pepe
Preparazione: 15 minuti
Tempo di cottura: 15 minuti
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Preparate la pasta brisè lavorando tutti gli ingredienti asciutti e appena data la prima mescolata, aggiungendo l’acqua. Impastate accuratamente il tutto. Dovrete ottenere una pasta di media consistenza, né troppo dura, né troppo molle. Fatene una palla e lasciatela riposare per almeno un ora. Srotolate pasta e foderate con questa una tortiera di 28 cm di diametro, mantenendo la carta forno se la acquistate già pronta, o stendendola sulla tortiera già ricoperta di carta, se la preparerete voi, stendendola all’altezza di ½ centimetro.
Accendete il forno a 210 ° C . Lavate i pomodorini, asciugateli e tagliateli a metà nel senso della larghezza. Scolare le acciughe e tagliare ogni filetto in quattro pezzi. Scolate le olive e tagliatele a metà.
Con i rebbi di una forchetta bucate il fondo della torta e spalmatela di tapenade (la nostra ricetta è qui). Aggiungete i pomodori tagliati con il lato tagliato in su. Cospargere con le olive e acciughe e spargere il timo sulla superficie della torta. Versate l'olio a filo, salate e pepate leggermente.
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Infornate e cuocere circa 15 minuti, fino a che la pasta diventi dorata. Servite caldo o a temperatura ambiente.

Suggerimenti.
Se fate questa torta con i pomodori di grandi dimensioni, tagliateli a fette di mezzo centimetro e lasciatele 1 ora appoggiate su diversi fogli di carta da cucina, girando in modo che perdano liquido per non inzuppare la pasta.
Buona giornata
Dani


Tarte aux tomates cerises
torta ai pomodorini
Ingrédients (6 personnes)
1 rouleau de pâte brisée
25 tomates cerises
8 filets d’anchois à l’huile
10 olives noires dénoyautées, au naturel
1 cuil. à café de tapenade
4 brins de thym frais
4 cuil. à soupe d’huile d’olives
sel, poivre
Préparation : 15mn
Cuisson : 15mn 
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Déroulez la pâte et garnissez-en un moule à tarte de 26 cm de diamètre, tapissé de papier sulfurisé, en plissant grossièrement les bords.
Allumez le four à 210 °C (th. 7). Rincez les tomates cerises, épongez-les et coupez-les en deux dans la largeur. Egouttez les anchois et coupez chaque filet en quatre morceaux. Egouttez les olives et coupez-les en deux.
Piquez le fond de tarte de nombreux coups de fourchette et tartinez le fond de tapenade. Ajoutez les tomates côté coupé vers l’extérieur. Parsemez d’olives et d’anchois et effeuillez le thym à la surface de la tarte. Versez l’huile en mince filet, en zébrant les tomates. Salez légèrement et poivrez.
Glissez au four et laissez cuire 15 mn environ, jusqu’à ce que la pâte soit dorée. Dégustez tiède ou à température ambiante.
LES ASTUCES ELLE À TABLE
Si vous réalisez cette tarte avec des grosses tomates, coupez-les en tranches d’un demi-centimètre et laissez-les s’égoutter 1 h sur plusieurs épaisseurs de papier absorbant, en les retournant, afin qu’elles ne détrempent pas la pâte.
Bon appetit
Dani

venerdì 17 giugno 2011

Minitortine alla mozzarella per il F.F.F.

Di Daniela

Mi perdonerete se stamattina sarò un po' più rapida nel chiacchierare con voi, anche se devo dire che, se parlassimo de visu ridereste di questa mia affermazione: hanno definito la mia velocità nel parlare in tante di quelle maniere,  che ormai non le ricordo neppure più...Comunque vi dicevo, questa volta la rapidità sarà nel senso delle poche parole (come mai anche dicendo questo avverto scrosci di risate in lontananza da parte di chi mi conosce meglio?), non in quello della velocità con la quale le "mitraglio" abitualmente. Ho infatti un impegno improrogabile:  Microba e io andiamo a ritirare la sua ultima pagella delle Scuole Elementari.... So già che lei ripeterà le lacrime che, copiose, ha versato sia alla cena di classe che l'ultimo giorno di scuola, al pensiero di non vedere più ogni mattina i suoi compagni e la sua Maestra, ma non sono stata capace di dissuaderla dall'accompagnarmi a compiere il conclusivo dovere scolastico di quest'anno: ha deciso che se amaro calice deve essere,  lo sia fino in fondo: che nessuno possa accusarla di codardia! E così, impavide, partiremo, prima alla volta della scuola e poi verso la casa dell'amica del cuore, ed ex, a questo punto, compagna d'asilo e di scuola: si consoleranno  per  tutto il giorno della forzata futura separazione, escogitando insieme nuovi appuntamenti per incontrarsi, scuola a parte!
E' tardissimo e devo scappare.... Microba si scusa per l'inconveniente, ma in questi frangenti non si può andare senza la Mamma: nessun altro può consolare un  cuore veramente infranto...
Vi lascio con questo veloce aperitivo, ottima idea per festeggiare gli eccellenti voti dei vostri studenti preferiti, di ogni ordine grado ed età. E' gustoso, rapido e semplicissimo e il problema è tutto li: anche questi, come le ciliegie fanno venir voglia di mangiarli uno via l'altro! E ora cantate con me:"Andiamo andiam, andiam andiamo a ritirar..." niente piccone sulle spalle, questa volta, ma un sottile e femmineo fazzolettino, pronto a nascondere velocemente ogni traccia di commozione... Ah, a proposito, sapete l'ora della consegna? Le 8 di stamattina........

Minicakes à la mozzarella 
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da ELLE à table

Ingredienti per 4/5 persone
300 g di farina
100 g di formaggio grattugiato (Emmental, Gruyère)
50 g di zenzero
3 uova
1 dl di latte
1 dl di olio d'oliva
100 g di mozzarella
100 g di olive nere
100 g di acciughe sott'olio
1 cucchiaino di lievito in polvere
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Tritate la mozzarella e le olive. Scolate le acciughe e tagliatele in piccoli pezzi. Mettete tutti questi ingredienti in una ciotola. Aggiungete metà della farina e il formaggio grattugiato. Mescolate bene, in modo che ogni ingrediente sia completamente rivestito con la farina.
Pelate lo zenzero e grattugiatelo. Sbattete le uova. Aggiungete il latte e l'olio d'oliva, mescolando costantemente. Mescolate lo zenzero, la farina rimanente e il lievito in polvere setacciati. Unite anche gli altri ingredienti ricoperti di farina e mescolate un'ultima volta.
Accendete il forno a 180 ° C. Versate il composto in stampini individuali in silicone, della forma che preferite. Se invece utilizzate stampi tradizionali, imburrateli e infarinateli.
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Fate riscaldare il forno e cuoceteli per 25-30 minuti, fino a  quando non sono gonfi e dorati. Lasciate riposare per 10 minuti prima di sformare.
Serviteli caldi o a temperatura ambiente.
Possono essere congelati e mantengono perfettamente morbidezza e profumo una volta scongelati.
Saporitissimi e perfetti per una merenda all'aperto.
Buona giornata
Dani

sabato 16 ottobre 2010

Gnocchi di Topinambur in salsa leggera di bagna caoda e nocciole

gnocchi di topinambur in salsa di acciughe e nocciole


L'ultima di mia madre è che, prima della sua morte, io debba andare da lei armata di penna e taccuino, a prendere appunti mentre cucina: altrimenti, sostiene, tutte le mie ricette andranno perse. A parte il risvolto macabro della cosa - la signora è viva, vegeta e pure in forma- stavolta mi tocca darle ragione: perchè mia madre ha la cucina nelle dita e per lei non esistono dosi e meno che mai procedimenti o ingredienti codificati. L'estro è l'unico denominatore comune dei suoi piatti e se le chiedeste che cosa ha messo dentro al suo ultimo capolavoro, nove su dieci vi risponderebbe candidamente che non lo sa.
Ovviamente, io mi astengo a stento dalla strage domestica, ogni volta: e non solo perchè vengo privata della possibilità di riprodurre i suoi piatti, ma perchè lei stessa non riesce a rifare la stessa cosa allo stesso modo per due volte di fila. Sia chiaro, è da quando son piccola che le cose funzionano così: però, se ormai più di tanto, ho smesso di stupirmi, continuo lo stesso ad arrabbiarmi.
Nello stesso tempo, non sono mai stata in grado di seguire una ricetta per intero in vita mia: un po' perchè le aggiusto in corso d'opera, tarandole sui gusti di casa, un po' perchè non peso niente, un po' perchè mi accorgo all'ultimo minuto che manca qualche ingrediente dalla dispensa, di fatto è pressocchè impossibile che quello che esce dalla mia cucina sia la riproduzione fedele di quello che era nelle intenzioni dell'autore.
A mia parziale discolpa, però, va detto che fino a qualche tempo fa le deviazioni erano pur sempre minime, spesso più nell'ordine della sostituzione che non dello stravolgimento totale. Ultimamente, invece, vado di ispirazione- e nient'altro. Anzi, a dirla tutta, non vado oltre al titolo delle ricette. Lo leggo, ci penso un po' su, valuto se mi potrebbero piacere certi accostamenti e certe cotture e poi via, dove mi porta il gusto.
Sia chiaro: la cosa non mi piace per niente, meno che mai se, alla fine, escono fuori piatti da porca figura come questi gnocchi qui, preparati con i meravigliosi topinambur della Licia e che, dagli originali "gnocchetti con acciughe fresche, marò di fave e machetto" sono diventati "gnocchi in salsa di bagna cauda con nocciole". In questo senso, però, benedetto il blog, che un minimo di disciplina me la impone: per cui ora mi concentro e provo a raccontarvi come ho fatto...

GNOCCHI DI TOPINAMBUR IN SALSA LEGGERA DI BAGNA CAODA CON NOCCIOLE

gnocchi di topinambur in salsa di acciughe e nocciole

per gli gnocchi
300 g di patate lesse
200 g di topinambur stufati*
200 g di farina
sale

* i topinambur vanno svucciati con un pela patate o con un coltellino, poi lavati bene per togliere ogni residuo terroso, asciugati e tagliati a tocchetti e fatti insaporire in padella, con poco olio. Dopodichè, si salano e si copre di acqua: si lasciano cuocere così a fiamma bassa e a recipiente coperto fino a quando saranno teneri (grosso modo, una quindicina di minuti)

Le patate per gli gnocchi sono quelle a pasta bianca, piuttosto farinose- e vanno fatte bollire con la buccia, ovvimente dopo averle lavate e pulite benissimo. Sbucciatele da calde e schiacciatele con lo schiacciapatate, direttamente sul piano di lavoro, leggermente infarinato.
Per quanto riguarda i topinambur, invece, vi conviene passarli al frullatore: sono filamentosi e il rischio che vi resti qualche filamento nell'impasto c'è.
Unite le due puree e aggiungete la farina: dai 200 ai 250 g, non di più- dipende dall'assorbimento delle patate e da quanto liquida è la purea di topinambur. Dovete ottenere un impasto morbido ma facilmente lavorabile, regolandolo eventualmente con altra farina, ma senza esagerare, perchè altrimenti gli gnocchi perdono tutta la loro morbidezza. Regolate di sale, ma senza eccedere, anche qui, perchè il sugo è sapido di suo.
Dopodichè, preparate tanti filoncini e tagliateli a tocchetti. Potete rigarli con i rebbi di una forchetta o con l'apposito attrezzo: io li ho lasciati così, perchè avevo fretta e mi piacevano di più.
Mettete sul fuoco una pentola grossa con abbondante acqua salata.
Nel frattempo, in una padella, fate imbiondire in 4 cucchiai di olio EVO uno spicchio d'aglio grosso. Toglietelo appena è scuro e stemperate nell'olio, utilizzando un cucchiaio di legno, 4 o 5 filetti di acciughe salate, ben lavate sotto l'acqua corrente e diliscate. Spegnete il fuoco
Appena l'acqua bolle, versatevi gli gnocchi e, quando salgono in superficie, scolateli con una schiumarola e trasferiteli nella padella con la salsa di acciughe, a fiamma media.
Agitando la padella, senza toccarli, fate in modo che gli gnocchi si ricoprano del tutto del sugo, dopodichè trasferite in un piatto e servite, cospargendoli di un po' di nocciole tostate e macinate all'istante.
Il prezzemolo non è d'obbligo, ma ci sta.
Spero di non essermi dimenticata nulla- nel caso, chiedete e vi sarà risposto (spero :-))
Buon appetito
Ale

venerdì 8 ottobre 2010

Spaghetti alla Patrizia

Di Daniela
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Parlerò poco oggi, perchè la ricetta che vi propongo, pur essendo semplicissima, è interessante ed un classico della cucina siciliana; quindi ho aggiunto qualche chiarimento, come mio solito ;-)), e qualche suggerimento: non vorrei annoiarvi eccessivamente. Solo un piccolo inciso per raccontarvi quando l'ho preparata.
Giusto pochi giorni fa, come avrete senza dubbio visto su tutti i telegiornali, a Genova abbiamo avuto qualche goccia di pioggia di troppo che, come sempre, ha creato in una parte della città, in questo caso quella occidentale, i soliti disastri, allagamenti, danni indicibili e paura in abbondanza. Qui da noi, siamo stati meno toccati da questo disastro; ciononostante anche abbiamo avuto la nostra bella razione d'acqua che, dalla mattina alla sera, ha incessantemente flagellato l'intera liguria. Tutto ciò per dirvi che, dati anche gli allerta della protezione civile ecc ecc, sapevamo perfettamente, fin dal giorno precedente, che il lunedì non sarebbe stata una splendida e soleggiata giornata autunnale! Pensate voi forse a questo punto che, a fronte di tutto ciò, la figlia numero 2 abbia pensato di prendersi un ombrello, uscendo di casa per andare a scuola? No ovviamente!!! Giammmai, un oggetto obsoleto e ingombrantre in ogni sua forma e dimensione, assolutamente contrario al look minimalista in voga al momento tra gli accessori-scuola!!! Nè ha pensato a chiamarmi all'una per dirmi "mamma scusa, diluvia e sono senza ombrello, faresti un salto a prendermi con la macchina?", cosa che mi avrebbe almeno concesso il piacere di arrabbiarmi e di strillare per alcuni minuti :-) sulla sua imprudenza e imprevidenza. Nooo, si è presentata direttamente a casa, all'1,30 con l'esatta espressione e situazione fisica di un essere umano appena uscito dalla doccia, con tutti i vestiti addosso però!! Per non dirvi dell'espressione degli occhi tipo il già citato Gatto di Shrek: "Scusa, non volevo disturbarti!" Soluzione: sotto la doccia vera e calda, questa volta senza vestiti però, pranzo rimandato alle 14.30 più o meno e raffreddore colossale con naso rosso al seguito... Mi sono meritata, per non averla strangolata questi spaghetti, secondo voi :-) ?

SPAGHETTI ALLA PATRIZIA
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L'ispirazione di questo eccellente piatto è una di quelle che mi sono arrivate questa estate dalle mie amiche di spiaggia di cui vi ho parlato: nel caso particolare è stata Patrizia che mi ha parlato di questa ricetta, che le veniva da sua suocera, e che lei spesso prepara data la sua semplice gustosità. Le dosi precise invece arrivano dalla CI dove per combinazione ho trovato al stessa pasta. In questo modo posso essere più precisa sulle quantità degli ingredienti che una ricetta di famiglia di solito non ha : di solito è il sistema "ad occhio" che la fa da padrone !
Quindi dalla sintesi eccovi la ricetta
per 4 persone
350 gr di spaghetti o spaghettoni
80 gr di pane vecchio
80 grammi di olio extra vergine di oliva
3 acciughe sott'olio o dissalate
1 pomodoro ramato (circa 170 gr.)(facoltativo)
sale
1 spicchio d'aglio
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Prima di tutto la ricetta originale di Patrizia non prevede il pomodoro e le acciughe sono un paio di più: naturalmente dipende dal vostro gusto: entrambe la alternative sono ottime.
Sbriciolate grossolanamente (o passate velocemente al mixer) 80 gr di pane secco, distribuitelo in una teglietta, conditelo con 40 gr di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale
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e infornatelo a 220° per 3-5 minuti, finchè non avrà raggiunto un bel colore dorato. In alternativa potete tostarlo in una padellina antiaderente e, volendo, eliminare l'olio, come fa la mia amica.
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Preparate se volete provare la versione rossa, con il pomodoro pelato, privato di semi e tagliuzzato una base rossa.
Scaldate in un ampia padella 40 gr di olio extravergine di oliva con uno spicchio di aglio sbucciato e fate sciogliere le acciughe sott'olio o dissalate. Io uso quelle di Monterosso di cui vi ho già parlato, che hanno un gusto veramente speciale!
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Unite quindi il pomodoro, se vorrete usarlo, ed eliminate l'aglio.
Cuocete 350 gr di spaghetti o spaghettoni in acqua bollente salata, scolateli al dente e saltateli velocemente nel condimento.
Spegnete il fuoco e completate con la mollica di pane tostata.
Buon appetito
Dani

SPAGHETTI PATRIZIA'S STYLE
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There are two versions of this tasty first course: one in red and one in white. You can choose according with your personal preference, to use on not the tomato.
Ingredients
80 gr extra vergin olive oil
350 gr of spaghetti
80 gr bread crumbs
3 anchovies under oil or salted anchovies, well washed under current water
1 tomato (170 gr )
1 garlic clove

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Crumble coarsely 80 gr stale bread, put it in a baking dish, season with 40 grams of extra virgin olive oil and a pinch of salt. Bake at 220 degrees for 3-5 minutes, until golden brown. Alternatively, you can toast it in a pan, rwithout oil, as my friend Patrizia does.
If you want to try the red version , prepare with tomatoe peeled, seedless and chopped a red sauce.
Heat in a large frying pan 40 grams of extra virgin olive oil, with a clove of garlic peeled and melt in it the anchovies.
Then add the tomato, if you want to use it, and remove garlic.
Cook 350 grams of spaghetti in boiling salted water, drain them "al dente" and toss quickly in the sauce.
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Turn off the heat and sprinkle with toasted bread crumbs.
Bon appetite
Dani
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