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sabato 26 maggio 2012
Budino di fondi di carciofi con salsa mousseline, profumato ai fiori di timo
venerdì 13 aprile 2012
La Pasqualina di carciofi e il rosso che fa dimagrire!
martedì 29 novembre 2011
Di spaghetti ai rossetti e carciofi e del dito a banana
Scusatemi, quindi, come si fa con i pasticcioni naturali: da parte mia prometto solennemente di fare maggiore attenzione d'ora in poi (pensate che oramai ricorro ad espedienti di ogni tipo per ovviare l'inconveniente, come ad esempio post-datare i miei interventi :-)) e intanto vi offro a parziale riparazione della mia maldestraggine il bouquet autunnale che vedete sopra e questi semplicissimi, ma ottimi
Ingredienti per 4
giovedì 24 marzo 2011
La Pasqualina di Nonna Beatrice- ovvero come scrivere un post senza smettere di mangiarne l'oggetto
Le torte di verdura sono il fiore all'occhiello della gastronomia ligure: ne parlavo pochi giorni fa con due amici "foresti", in visita a Genova, ricordando come spesso si sbagli, pensando alla cucina genovese come ad una cucina "di mare". Non è mica tanto vero, anzi: a spulciare i ricettari antichi, non è vero per niente. Per noi Genovesi il mare è servito per scoprire nuove terre, tracciare nuove rotte commerciali, combattere e diventare ricchissimi: ma la pesca- quella organizzata, ovviamente, con pescherecci e tutto il resto- è stata del tutto trascurata. Prova ne è la nostra cucina, dove i piatti di mare si contano davvero sulle dita di una mano: anche un trionfo di frutti di mare come il Cappon Magro è in realtà una rielaborazione moderna di un piatto che, come dice il suo stesso nome, era prevalentemente a base di verdure.
Insomma, per farla breve, da noi si mangiano verdure- erbe, ad essere precisi (e con questo sono una donna morta)- e per renderle più gustose ci si inventano involucri vari, generalmente di pasta, dalle torte salate ai pansoti. Anche qui, una pasta povera, spesso senza uova, sempre senza burro, per una cucina che è specchio fedele della nostra terra, povera di materie prime ma ricca di ingegno e creatività.
Trattandosi di ricetta di famiglia, ricopio paro paro dalla fonte: aspettatevi quindi una seria di "un po'", "tanto" e "poco", secondo una tradizione trasversale a tutte le nonne del mondo che, senza bilance o alambicchi vari, hanno sempre sfornato robe da urlo. A me sembra tutto molto chiaro-e, soprattutto, la torta è così buona, ma così buona che l'unico consiglio che posso darvi è quello di prepararla, alla prima occasione
150 g di farina
1 cucchiaio abbondante di olio EVO
70-80 ml di acqua
sale
Con tutti gli ingredienti, fare un impasto morbido e lasciarlo riposare per un'ora.
per il ripieno
7 carciofi
1 bel mazzo di bietole
6 uova
tanto parmigiano
5-6 fettine di funghi secchi
1 spicchio d'aglio
1 cipolla
maggiorana
sale
olio EVO
In un largo tegame fate appassire la cipolla tritata, in poco olio. Lessare le bietole, strizzarle bene, tritarle e farle asciugare nel soffritto.
Mondare i carciofi. tagliarli a fettine, tritarli grossolanamente, aggiungerli al soffritto e cuocerli qualche minuto. Spegnere la fiamma, lasciar raffreddare.
Dopodichè, unire tre uova, un trito di aglio e funghi secchi (fatti rinvenire in acqua tiepida e poi strizzati bene), maggiorana e tanto parmigiano.
Tirate la sfoglia sottilissima e rivestite con questa una tortiera ben unta, facendo debordare la sfoglia. Mettere il ripieno e formare tre incavi.
Ricoprire il ripieno con una sfoglia sottilissima e nei tre incavi mettere le tre uova rimanenti: su ciascuna mettere un po' di sale, una noce di burro e una spolverata di parmigiano.
Coprire con una seconda sfoglia il ripieno e le tre uova, ungere bene e ripiegare la sfoglia esterna, facendo un bel cordone e chiudendo il tutto.
Ungere di nuovo la superficie, infornare a forno caldo a 180 gradi e cuocere per circa un'ora, finchè la superficie è di un colore dorato.
Servire fredda.
A stasera, con un po' di libri
ciao
ale
venerdì 21 gennaio 2011
crema di carciofi e vaniglia con polpa di astice
ciao
Ale
sabato 25 settembre 2010
Bresaola...tris!
ciò che mi piace in questo scatto sono le piccole luci che si intravedono alla sinistra dei lampi sono le...lampare, involontario gioco di parole, le barche che partono al tramonto
per pescare con le loro luci fortissime durante la notte
e che in quest'altra foto si intravedono mentre si allontanano verso il mare aperto, mentre la lucina che appare a destra del lampo qui sotto è quella della boa del parco marino.
nell'ultima la luce si libera e scarica in mare tutta la sua potenza
Però va da se che dopo una serata spesa fino a tardi a cercare di catturare con la mia Fuji la bellezza effimera del lampo (e non vi posso dire quante foto ho scattato prima di catturare queste immagini!) la mattina dopo ho dormito un po' di più e per pranzo ho preparato una cosa veloce e leggera ma gustosissima come questi 3 piatti di bresaola, per i quali mi sono ispirata a 3 ricette del nostro chef E. Pini
350 gr. bresaola tagliata a fette sottili
200 gr. lattughino
100 gr. mela tagliata in julienne (piccoli fiammiferi)
3 cucchiai olio extravergine
2 cucchiai aceto di mele
Preparazione:
Disporre sui piatti il lattughino, addossarvi la bresaola, quindi cospargere con la julienne di mele. Condire con la vinegrette all'aceto di mele (sale, pepe bianco, aceto di mele, olio)
350 gr. bresaola tagliata a fettine
150 gr. carciofini (o porcini) sott'olio affettati
150 gr. formaggio casera a dadini
3 cucchiai olio extra vergine
1 cucchiaio d'aceto rosso
1 cucchiaio di senape dolce
sale e pepe quanto basta
Preparazione:
Adagiare sui piatti le fettine di bresaola tagliata sottile.
Disporre sopra i carciofi o i porcini affettati e i dadini di formaggio casera.
Condire con la salsa alla senape: aceto, sale, senape e olio.
350 gr. bresaola tagliata sottile
150 gr. caprino fresco tagliato a rondelle
foglie di lattughino
3 cucchiai olio extravergine
pepe
Preparazione:
Disporre sui piatti una 1/2 fetta di bresaola, guarnire al centro con una rondella di caprino. Arrotolare la fettina intorno al caprino come se fosse un petalo. fare lo stesso con un un'altra1/2 fettina. Disporre le roselline al centro del piatto decorare con qualche foglia di lattughino.
Condire con un filo d'olio e una spruzzata di pepe al mulinello.
Buon appetito
Dani
200 gr. lettuce
100 gr. apple cut into julienne strips (small matches)
3 tablespoons extra virgin olive oil
2 tablespoons cider vinegar
Preparation:
Arrange the lettuce on plates, put on bresaola, then sprinkle with sliced apples. Season with vinegrette apple vinegar (salt, white pepper, cider vinegar, oil)
350 gr. Bresaola sliced
150 gr. artichokes (or porcini) in oil
150 gr. casera cheese, diced
3 tablespoons extra virgin olive oil
1 tablespoon red wine vinegar
1 teaspoon sweet mustard
salt and pepper to taste
Preparation:
Lay the slices on plates of thinly sliced dried beef.
Arrange artichokes over or sliced mushrooms and diced cheese dairy.
Season with the mustard sauce: vinegar, salt, mustard and oil.
350 gr. Bresaola thinly sliced
150 gr. goat cheese cut into slices
lettuce leaves
3 tablespoons extra virgin olive oil
pepper
Place dishes on a 1 / 2 slice of dried beef, garnish the center with goat cheese. Roll the slices around the goat like a petal. do the same with an other 1 / 2 slice. Arrange the roses in the center of the plate garnish with a few leaves of lettuce.
Season with a little oil and a dash of fresh pepper
Bon appetite
Dani
domenica 18 luglio 2010
Lezione di cucina sui formaggi ( III parte) : TORTINO DI CARCIOFI E MASCARPONE ALLA CREMA DI SCIMUDIN
Ingredienti
400 gr di carciofi puliti
1 spicchio d’aglio
1 scalogno
Olio evo
100 gr di mascarpone (potete come sempre sostituirlo alla ricotta nel caso vogliate una preparazione light)
3 uova
Brodo vegetale qb
Pane grattugiato
Sale e pepe
Per la crema
200 gr di Scimudin (o altro formaggio a pasta morbida e semi grassa come casera o altro formaggio con le stesse qualità)
20 gr di burro
50 gr di panna
Un mazzetto di erba cipollina e prezzemolo riccio (o normale o ancora cipollotto fresco, o timo o sedano o maggiorana a seconda dei vostri gusti o di quello che avete sottomano)
Pulite i carciofi (o scongelateli) e tagliateli a fettine sottili. Stufateli con l’aglio e scalogno (o cipolla) e l’olio evo. Aggiungete il brodo vegetale, gradualmente, fino a quando i carciofi diventeranno morbidi (il tempo per quelli surgelati sarà più breve). Aggiungete sale, pepe, mascarpone e uova insieme ad abbondante parmigiano: questo passaggio va fatto quando i carciofi si sono raffreddati per non perdere la corposità del formaggio.
Sciogliete lo Scimudin con la panna e il burro in una padella, meglio se antiaderente, a fuoco basso.
Per la decorazione utilizzate dell’erba cipollina o uno qualunque degli ingredienti utilizzati o un rapanello o pomodorino per creare un piacevole contrasto di colore.
Buon appetito
The III part of the lesson with cheese is a pretty quick and delicious pie. Also here are some tips chef Bonetti: instead of the mascarpone, to make a lighter pie, you can use the ricotta cheese. The artichokes can also be frozen ones, which obviously require a shorter cooking time and have the advantage that can be found in all seasons, without losing too much flavor.
14 oz cleaned artichokes
1 clove garlic
1 shallot
Extra virgin olive oil (evo)
3.5 oz mascarpone cheese (can substitute ricotta as always if you want a light preparation)
3 eggs
Vegetable broth
Breadcrumbs
Salt and pepper
For the cream
7 oz Scimudin cheese (or other soft cheese and semi-fat dairy such as cheese or another with the same quality)
1.5 tbsp butter
3.5 tbsp cream
A bunch of chives and parsley (or normal or even fresh onion, celery or thyme or marjoram or according to your tastes or what you have handy)
Clean artichokes (or unfrozen) and cut into thin slices. Stew them with garlic and shallots (or onions) and the e.v.o oil . Add the vegetable broth gradually, until the artichokes are soft (the time for frozen ones will be shorter). Add salt, pepper, mascarpone cheese and eggs with parmesan: this step should be done when the artichokes have cooled, to not lose the fullness of the cheese. Mix well and put in mold single portion (also aluminum) buttered and sprinkle with breadcrumbs. Bake at 320°F for 12 minutes. If you want, uou can also freeze this preparation, when cooked and then pulled out about 1 hour before serving. Melt the Scimudin cheese with cream and butter in a skillet, preferably nonstick, over low heat. Make a "bed " of sauce in the dish, pull out of shape the cake and put it on the cream and serve. For decoration use chives or any of the ingredients used or radish or tomato to create a pleasing color contrast.
Bon appetite
Dani
sabato 17 aprile 2010
"Tortino" ai carciofi
Questa sciocchezza, anche lei light, per far piacere soprattutto alla mia amica Maria, è dedicata esclusivamente al mio papà. In realtà "tortino" lo chiamava lui, ma è semplicemente un uovo strapazzato ai carciofi che lo mandava, però, in visibilio. Un'altra "non ricetta" rapidissima, saporita e primaverile. Solo un modo leggermente diverso di assaporare i carciofi tenerelli in quest'ultimo sprazzo di loro stagoione.
Quindi a mio papà, amante della buona tavola, dei gusti precisi, convinto sostenitore ante litteram del Dop, curioso assaggiatore competente, il suo piatto rapido preferito:
TORTINO DI CARCIOFI
. 2 uova
. 1 carciofo grande o due piccoli
. sale
. pepe
. olio di oliva
Sbattete in una scodella le 2 uova per ogni porzione, salate e pepate. Quando sono cotti i carciofi rovesciategli sopra le uova, muovendole con un mestolo di legno o con una spatola di silicone per far si che non si crei una frittata, ma che le uova si rassodino gonfiandosi un pochino. Due o 3 minuti saranno più che sufficienti per 2 uova.
Servite subitissimo
Buon appetito
Dani
Ingredients per person
Take the artichokes necessary for the number of people you serve and clean them in the usual way, removing the stems. Put them to soak in a bowl with acidulated water, cut into thin slices and put them in a pan with olive oil. Cook for about 6 or 7 minutes, stirring them till when they will be slightly golden and still substantial, adding a few tablespoons of water if necessary, adding salt with moderation. Beat the 2 eggs in a bowl for each serving, add salt and pepper. When the artichokes are cooked put eggs above them, moving with a wooden spoon or silicone spatula to make sure that we do not create an omelette, but the eggs hardens and swelling a bit. Two or 3 minutes will be more than enough for 2 eggs. Serve immediately
Bon appetit
Dani
giovedì 15 aprile 2010
Insalata "favorita" di A. Escoffier
Anche la cucina ovviamente partecipa a questa rinascita con gusti più lievi, e con tenerezze tutte particolari di ortaggi appena spuntati nell'orto, di erbette aromatiche croccanti e di mille altri gusti freschi. Questa insalata che vi voglio presentare è stata "composta" dal grande maestro Auguste Escoffier, un genio assoluto della cucina del quale vi proporrò nei prossimi giorni ancora una ricetta un po' più calorica ma ugualmente eccellente. E' un insalata, vi dicevo, creata con ingredienti semplici e freschissimi ed è eccellente volendo anche come piatto unico leggero oltre che come ricco contorno.
Eccovi, quindi, un'altra splendida e firmatissima non ricetta:
INSALATA FAVORITA
200 gr di punte di asparagi
100 gr di cuori di carciofo
3 champignon
4 cucchiai di oliva leggero
1 cucchiaio di aceto di vino
sale
pepe
1 cucchiaio di paprica dolce
2 uova sode
Scottate per qualche minuto le punte di asparagi e i cuori di carciofo (confesso ho scottato solo le punte di asparagi). Appena sono pronte tagliatele a fettine. pulite e tagliate a fettine sottili anche gli champignon.
Preparate il condimento mescolando olio, aceto, sale, pepe e paprica dolce
Disponete le verdure in un'insalatiera o , come dice il maestro in una coppa di cristallo, e su tutto mettete i tuorli di uovo sodo, passati al setaccio. Come vedete è semplicissima, ma chic e piacevole, con le note croccanti dei carciofi, la morbidezza dell'asparago e la punta leggermente piccante della paprica.
Buon appetito
Dani
Ingredients
200 grams of asparagus
100 grams of artichoke hearts
3 mushrooms
4 tablespoons light olive
1 tablespoon wine vinegar
salt
pepper
1 tablespoon sweet paprika
2 hard boiled eggs
Prepare the dressing by mixing oil, vinegar, salt, pepper and paprika.
Arrange the vegetables in a salad bowl or, as the "master" says , in a crystal bowl, and put over all the hard boiled egg yolks, mashed. As you can see it is simple, but chic and pleasant with notes of crisp in artichokes, soft in asparagus tips and the slightly spicy of paprika.
Bon appetite
Dani
sabato 20 febbraio 2010
misfatti culinari - la carbonara di carciofi e speck
Premessa: oggi sono una donna morta. Ho alle spalle un catering da 20 persone che poi son diventate 30 e poi 40 e alla fine erano 50, un piede devastato, la micra stipata di vassoi-caraffe-tovaglie- cestini e tutto quanto fa aperitivo per l'inaugurazione dell'ufficio e, su tutto, il fermo proposito che, se rinasco un'altra volta, invece che la cucina, come hobby mi scelgo l'ascesi. Teoricamente, dovrei essere a letto con impacchi e cose varie, ma di privarmi anche dell'unico piacere della giornata- vale a dire le due cavolate sul blog- non se ne parla nemmeno. Però, siccome sul serio sono un po' sgarruppata, attingo agli archivi delle niusletter e vi rimando al lontano 2007, quando già mi arrampicavo sugli specchi alla ricerca di penose giustificazioni ai miei misfatti culinari. E se non ci credete, leggete qui sotto...
Non so se ci avete fatto caso, ma nel vario e vasto mondo della gastronomia esistono piatti che mettono d'accordo tutti ed altri che fanno istantaneamente litigare. Per esempio, se preparo un piatto di gnocchi al pesto so per certo che farò tutti contenti- dai palati terra terra delle amiche di mia figlia fino al gourmand più raffinato- e lo stesso capita con la pizza, con certe focacce, con la pasta e fagioli, persino con i famigerati tortini di cioccolato. Per contro, ci sono delle preparazioni che solo a nominarle viene giù il mondo, a cominciare dal diritto di primogenitura in poi e credo di non sbagliare se dico che la carbonara rientra a pieno titolo in questo gruppo. E' da quando leggo di cucina che sento disquisire su guanciale e pancetta, è da quando colleziono riviste che, prima o poi, c'è qualche sfida ( l'ultima, sul gambero rosso di marzo), è da quando bazzico per i forum che ogni tanto ne spunta uno con qualche interrogativo lacerante -ce la metti la panna? quanto sbatti le uova? quanta acqua di cottura ci aggiungi?- e non è un caso che l'ultimo esodo da cucinait sia avvenuto proprio per uno scontro epocale su una carbonara di pesce, che per il purista di turno è suonato come una bestemmia in chiesa e tanto basta per andarsene a chiedere ospitalità a siti più puri- perché, sia chiaro: scherza coi fanti, ma la carbonara la lasci stare.
stamattina alle 7.14 ho avuto il primo faccia a faccia della stagione con una tarma: in genovese le chiamiamo camole, hanno l'aspetto di orribili farfalline color pulce e sono la maledizione di ogni massaia che si rispetti. e siccome sono una massaia che si rispetti,prima di procedere allo sterminio ne ho seguito le tracce, dritto dritto fino all'armadietto della pasta secca. Dove c'erano solo confezioni sigillate- e un pacco di trenette aperto, con scadenza nel 2010. Individuare il colpevole e decretarne la fine è stato tutt'uno, ma temo fortemente di aver commesso io stessa il crimine dei crimini, tanto che non oso postarlo di là, paventando l'abbandono indignato di tutto il condominio... perché stasera, mie care, ci siamo mangiati nientemeno che....
ingredienti
240 gr. di trenette ( il peso si intende senza tarme)
5 carciofi
1 scalogno
1 hg di speck taglato a listarelle
3 uova, mezzo limone
prezzemolo
sale
pepe
formaggio pecorino
Pulire bene i carciofi, togliere le foglie esterne, taglirli all'altezza del cuore, ridurli a spicchi e togliere il fieno, mettendoli a mano a mano in acqua fredda acidulata con il succo di mezzo limone ( o aceto o acqua minerale gassata, senza altre aggiunte). Affettare sottilmente uno scalogno, farlo appassire in padella con olio EVO, aggiungere i carciofi tagliati a listarelle, salarli e farli insaporire. Allungare ocn un po' di brodo e portare a cottura: dieci minuti dovrebbero bastare.
Nel frattempo, mettere su l'acqua per la pasta.
in una capace terrina ( parlo come un libro di ricette!!!) sbattete tre uova intere con un cucchiaio di pecorino e mettete sul fuoco una padella dal fondo spesso, su cui farete saltare lo speck, senza alcun grasso in aggiunta. Attente a non farlo tostare, deve solo acquistare morbidezza.
Buttate le trenette, scolarle al dente tenendo da parte due mestoli di acqua di cottura ( servono per rendere più cremoso il condimento, ma stavolta non ce ne è stato bisogno) e versarle nella terrina. Mescolare bene con le uova e il pecorino ( ah, ovviamente io avevo del grana padano e ho usato quello), aggiungere lo speck e i carciofi ( caldi). Aggiustare di sale se è il caso (lo speck è salato di suo), una bella manciata di prezzemolo, pepe macinato all'istante e subito in tavola.
ciao
ale
P.S. se la chiamassi "carbonara fusion" avrei qualche probabiltà in più di cavarmela, secondo voi????
PP.SS. alla storia della tarma, in casa mia non ha creduto nessuno: secondo mia figlia, ho ucciso un moscerino e tanto basta per tenermi i musi fino a domani. Secondo mio marito stavo cercando un pretesto per rovinare irrimediabilmente le ricette della sua mamma, come continuava a ripetermi mentre raschiava il fondo della padella...
La foto, ovviamente, è dell'altro ieri, perché all'epoca non c'era ancora dimestichezza col mezzo, per usare un eufemismo. Al posto delle trenette, abbiamo usato gli spaghetti, non certo sulla scorta di sensi di colpa, ma sulle più materialistiche scorte della dispensa, ma il gusto è rimasto uguale...
Buon pomeriggio
Ale
sabato 30 gennaio 2010
Salsa piccante di Sabrina
Ingredienti per 300 gr circa di salsa piccante:
· 50 gr. di peperoncino piccante
· 60 gr di melanzane
· 60 gr di peperone rosso o giallo
· 50 gr di funghi freschi o una manciata abbondante di secchi (meglio se porcini)
· ½ carciofo
· 5 o 6 cucchiai di salsa (o di passata) di pomodoro
· olio extra vergine di oliva
· sale
Questi sono gli ingredienti e le quantità che sono piaciute a noi due. Il risultato è piuttosto piccante, ma non è detto necessariamente che debbano essere queste le vostre proporzioni : ognuno può scegliere di aumentare l’uno o l’altro degli ingredienti a seconda del suo gusto personale o della sua inclinazione verso un sapore o l’altro.
Il procedimento è semplicissimo: pulite le verdure, lavatele, togliete fili e semini al peperone, e mettete a rinvenire i funghi in acqua tiepida se sono secchi. (A proposito di funghi secchi per utilizzarli al meglio vi rimanderei qui, per qualche suggerimento). Quando tutte le verdure sono pronte tagliatele a pezzetti piccoli: non occorre una grande precisione, basta che siano tutti piu o meno della stessa dimensione. Metteteli ora in una capace padella con un filo d’olio evo e fateli leggermente soffriggere per pochi minuti. Aggiungete un mestolo d’acqua, mescolate con cura salate e portate a cottura : occorreranno pochi minuti. Aggiungete ora la passata di pomodoro, o la polpa, se più vi piace, quanto basta per dare un po’ di morbidezza alla salsa. Io qui aggiungo sempre una punta di cucchiaio di zucchero per correggere l’acidità del pomodoro. Lasciate insaporire per pochi minuti e togliete dal fuoco.
Daniela
I like things a little 'hot, not just those that make you stand open-mouthed, fumbling, when you cannot even breathe and yearn only, as in cartoons, to drive your head into a barrel of water to drink in 20 seconds !!!!!!! But something vibrant to give you a sense of warmth and energy, yes! I tried some time ago at a friend's house, a sauce, which she has used on pasta, really very good: spicy, but not too tasty, and colorful. She had bought it, but we liked it so much that we insist on wanting to discover the ingredients that made it up and try to reproduce it as close as possible. After mature reflection, testing, various attempts not always successful, that's what we made:
- 50 gr. chili peppers
- 60 grams of eggplant
- 60 grams of red or yellow bell pepper
- 50 grams of fresh mushrooms or a handful plenty of buckets (preferably porcine)
- ½ artichoke
- 5 or 6 tablespoons of tomato sauce
- Extra virgin olive oil
- salt
But if instead you prefer, you may slightly reduce the tomatoes and use the sauce as very good and tasty appetizer, putting a little 'over croutons.
sabato 16 gennaio 2010
Guacamole di carciofi- e i racconti di Fred Vargas
Fred Vargas: Scorre la Senna- Einaudi, 13,00 euro
Prima che vi affanniate a correre in libreria, per aggiungere un altro romanzo alle storie del commissario Adamsberg, vi dico subito che stavolta son racconti. Adamsberg c'è sempre, così come ci sono Danglard ed altri colleghi del 5° Arrondisement, ma l'ampio respiro del romanzo, gioco forza, non c'è. In compenso, sono tre bei racconti, tutti incentrati intorno a tre personaggi della personalissima galleria di questa scrittrice, nella solita, perfetta, ineffabile fusione fra reale e surreale. Sia chiaro: la Vargas è così brava che noi nemmeno ce la meritiamo, una scrittrice così. Perchè con lei, c'è sempre qualcosa che ci sfugge, che non siamo in grado di trattenere, anche se ritorniamo indietro di qualche riga, assaporiamo fino in fondo la sua scrittura e le sue trame, riflettiamo sui suoi messaggi. In un mondo dove tutto è incasellato in schemi precostituiti ma tranquillizzanti, la Vargas è l'incarnazione del borderline. E' borderline la sua prosa, così evocativa e sospesa da rasentare la pura poesia; sono borderline le sue trame, sul filo del rasoio fra un irrazionale arcaico ed arcano e una ragione moderna, che riordina e spiega; sono borderline i suoi personaggi, emarginati per forza e per scelta, ostinati difensori di scelte e punti di vista altrettanto ai margini, perché al di fuori di basse logiche di successo, denaro, omologazione. E, soprattutto, è borderline il commissario Adamsberg, a metà fra l'eroe e l'antieroe, fra la lucidità e l'intuizione, fra l'accettazione e il rifiuto di un sistema a cui appartiene per ruolo e per grado, ma da cui si distacca per l'originalità dei metodi e la sensibilità del carattere. Per quanto si possa cercare, non si troverà mai nella storia del giallo un investigatore simile a lui: così come non ci si potrà affezionare a nessun altro come a lui, a questo piccolo e scuro uomo dei Pirenei, che ha appreso dalla montagna la virile dignità della fatica e della sopravvivenza quotidiana e dalla vita la lezione, altissima, di una eticità che travalica le apparenze e che fa di lui il punto di intersezione fra ciò che è integrato e ciò che non lo è.
Questi racconti sono bellissimi, a conferma che non c'è genere letterario con cui non si possa misurare, con soddisfazione, un grande scrittore. E la Vargas, fidatevi, lo è.
Ecco, lo sapevo: troppo lunga, anche stavolta. Di Bill Brayson e della sua passeggiata nei boschi, parliamo domani.
Ingredienti (per 8 persone)
16 fondi di carciofi (surgelati)*******
4 cipollotti
1 limone non trattato
8 foglie di coriandolo fresche
1/2 cucchiaino da caffè di paprika
3 cucchiai di olio EVO
sale e pepe
tacos per servire
******* tutte 'ste stelline perché PROPRIO NO: fondi di carciofo rigorosamente freschi
Far bollire i fondi di carciofo in acqua bollente salata per circa 25 minuti *
Scolare, lasciare da parte un po' di acqua di cottura, tagliarne metà a piccoli pezzi e frullarne l'altra**
Tritare le cipolline e il coriandolo e unirlo al composto dei due carciofi (la purea e i piccoli pezzi), salare, pepare e aggiungere la paprica e il succo di limone***.
Aggiungere l'olio e mescolare, in modo da ottenere un purè morbido; se è il caso, aggiungere un po' d'acqua di cottura****
tenere un'ora in frigo e servire, accompagnato da tacos
Stravolgimenti miei
* ho fatto stufare i fondi di carciofo, in padella, con un cucchiaio d'olio, sale e poca acqua: in 15 minuti erano perfettamente cotti e teneri
** ho frullato tutto, mentre ho tagliuzzato a mano la cipollina
*** ho aggiunto prima il succo di limone, per evitare che annerissero i carciofi: quando li ho frullati, ne ho messo qualche goccia, altrettante ne ho aggiunte appena frullato.
**** a me è venuto un purè morbidissimo da subito, tanto che l'olio non l'ho messo per niente, figuriamoci l'acqua di cottura
Note mie
E' essenziale che usiate solo i fondi di carciofo, vale a dire senza neppure una traccia di foglia, per non avere filamenti. Nel dubbio, passate al setaccio: rimane comunque una purea molto morbida (vedi foto) ed evitate il rischio di sgradite sorprese all'assaggio
Buon Appetito
Alessandra
English Version
Ingredients (serves 8)
16 artichoke hearts (frozen )*******
4 onions
1 untreated lemon
8 leaves of fresh coriander
1 / 2 teaspoon paprika
3 tablespoons EVO oil o
salt and pepper
use as dipping for tacos
******* All this asterisk BECAUSE YOU MUST USE strictly fresh artichokes, OK?
artichoke guacamole
Boil the artichokes in boiling salted water for about 25 minutes *
Drain, set aside a little 'cooking water, cut half into small pieces and blend the others **
Chop the spring onions and coriander and add to the mixture of the two artichokes (the mashed ones and the chopped), salt and pepper and add the paprika and lemon juice ***.
Add oil and mix in order to obtain a smooth puree, if necessary, add a little 'cooking water ****
take one hour in refrigerator and serve with tortilla chips
My upheavals
*I stewed artichokes in a pan with a tablespoon of olive oil, salt and little water: in 15 minutes they were perfectly cooked and tender
** I blend all together, while I chopped the onion by hand
*** I first added the lemon juice to prevent blackening the artichokes: when I blended them, I put a few lemon drops, I added just as many right after blending
**** I obteined a soft puree, so that I didn't add the oil at all, neither the cooking water
My Notes
It 'important that you use only the artichoke hearts, that is to say : do not use the leaves due to the filaments. When in doubt, pass through a sieve: it remains however a very smooth puree (see photo), without nasty surpises...
Buon Appetito
Alessandra

