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sabato 26 maggio 2012

Budino di fondi di carciofi con salsa mousseline, profumato ai fiori di timo

La cucina francese non è cucina francese, senza le salse, potremmo dire, parafrasando uno degli incipit più famosi della letteratura di noi ragazze di una certa età (Piccole Donne, per chi avesse meno di 40 anni): e chi è appassionato di cucina non può prescindere da certe basi che hanno l'indiscusso merito di saper valorizzare al meglio un piatto, se opportunamente dosate ed equilibrate. Prova ne è questo flan di fondi di carciofi bretoni, che dall'aggiunta della mousseline salata trae la cosiddetta marcia in più, la stessa che dà Sandra a questa tornata, non solo con le sue ricette, ma anche con le sue spiegazioni, precise, dettagliate, chiare, alle quali lasciamo immediatamente spazio: d'altronde, quando le ricette parlano da sole, che bisogno c'è, dei cappellini intoduttivi?



"Sono alla seconda ricetta perche' a noi piacciono veramente molto e sono contenta di condividerli.
Questa volta trattasi di una verdura che forse da voi sta per finire.Qui in Francia ci sono ancora dei grossi e stupendi carciofi di Bretagna .

Budino (flan) di fondi di carciofi ,profumato ai fiori di timo del giardino e salsa mousseline

Ingredienti per 8 stampini usa e getta (sempre gli stessi di due giorni fa riciclati)

450 gr di fondi di carciofi
125 cl di panna liquida
3 uova
sale
pepe da mulinello
fiori di timo o timo fresco

Cuocere in acqua bollente salata i fondi di carciofo che avrete dopo averli puliti passati in acqua con limone per evitare che scuriscano.
Frullarli lasciando dei pezzetti,non deve essere una purea ma si devono sentire masticando.
Frullare le uova ,la panna,il sale ,il pepe ed i fiori di timo.Mescolare i due composti ,carciofi e crema, mettetelo poi negli stampini dopo averli ben imburrati .Potete arrivare quasi al bordo,crescono ma non debordano dal contenitore e si sgonfieranno un po' uscendo dal forno.
Metterli in forno in bagnomaria caldo per 35 minuti circa.La superficie si colora un po.
Lasciateli intiepidire nel bagnomaria prima di servirli nel piatto.Altrimenti preparateli in anticipo e riscaldateli poi sempre in bagnomaria

Sauce mousseline
(sauce hollandaise con aggiunta di panna semimontata)

Quindi cominciamo dall'hollandaise :

Ingredienti

125 gr di burro ottimo chiarificato
2 tuorli d'uovo
qualche goccia di limone
sale ,pepe bianco

per la mousseline
3 cucchiai di panna liquida semimontata

Preparate il burro chiarificato con il forno a microonde o con altro metodo.
Nel forno a micro si mette in una ciotola il burro ,lo si scalda per 1 minuto a 600 w. per 100 gr.Se il burro é tutto sciolto ok,si toglie la schiumetta bianca ,se non é completamente sciolto scaldate ancora ma per pochissimo senza farlo mai bollire.( Robuchon)

Praparate un bagnomaria con acqua calda,in una ciotola di metallo mettete poi i due tuorli ed un cucchiaio di acqua,mettete la ciotola nel bagnomaria fuoco al massimo e con la frusta montate senza mai fermarvi facendo attenzione che sui bordi non si coaguli dell'uovo.Abbassate la fiamma quando l'acqua bollirà e continuate a montare a fiamma bassa.Deve diventare come una crema, densa e liscia ,si deve vedere il fondo quando mescolate con la frusta.Toglietela dall'acqua e continuate a lavorarla con la frusta per abbassare la temperatura.
Ora aggiungete un po' alla volta il burro chiarificato come per fare una maionese.Aggiungete infine qualche goccia di limone.Dara' leggerezza alla salsa.Tenetela al caldo in un bagnomaria che non superi i 60°.
Prima di servirla preparate la mousseline,aggiungendo tre cucchiai di panna liquida semimontata.

Servire poi i budini con la salsa e decorati con qualche fiore di timo,oppure sbizarritevi!!:-)"

venerdì 13 aprile 2012

La Pasqualina di carciofi e il rosso che fa dimagrire!

Di Daniela

Ragazzi attenzione!! Notiziona trovata sul web qui :  volete tentare una dieta che vi dia la soddisfazione di un risultato strepitoso? Volete dimagrire senza dover fare un sacrificio eccessivo, ma con un aiuto esterno?
Eccovi il come: buttate il vostro vecchio servizio di piatti (o limitatevi a metterlo da parte:-)) e compratene uno nuovo tutto rosso!!! :-)))
Pare che alcuni studiosi svizzeri dell'Università di Basilea, partendo dal presupposto che il colore rosso influenza molto, il nostro comportamento conscio e inconscio (il rosso è il segnale del pericolo, del divieto, della richiesta di massima attenzione), abbiano pensato: "E 
perchè non applicarlo anche al cibo? E così hanno approntato una serie di esperimenti per verificare la veridicità delle loro teorie. Hanno coinvolto 41 studenti e hanno servito loro bevande in contenitori rossi oppure blu: le bevande sono state servite solo dopo che i ragazzi si erano già perfettamente dissetati con acqua:, quindi, chi sceglieva di bere, lo faceva  per pura gola. 
Il risultato è stato evidente: chi ha utilizzato bicchieri rossi, ha consumato il 40% di liquidi in meno di coloro che hanno utlizzato quelli blu. Sono poi passati a valutare l'effetto sul cibo e anche qui, ad un campione di circa un centinaio di persone impegnate a compilar moduli, venivano servite ciambelline in piatti di diversi colori: coloro a cui venivano servite in piatti rossi,  ne hanno mangiate decisamente di meno rispetto agli altri. Praticamente uno STOP inconscio, che neppure gli automobilisti rispettano con altrettanta attenzione!

martedì 29 novembre 2011

Di spaghetti ai rossetti e carciofi e del dito a banana

Di Daniela

Vi ho già parlato qui e di conseguenza vi ho già chiesto scusa del mio ormai celebre "dito a banana". Se non lo avessi ancora fatto o per chi non lo sapesse vado a spiegarvi di cosa si tratta; dunque, dicesi dito a banana (espressione mutuata dallo sketch di qualche anno fa di Sabrina Impacciatore) la maldestra capacità che posseggo in certa dose, di schiacciare spesso il tasto sbagliato. Quindi, se ogni tanto vedete apparire e poi scomparire ricette dal nostro blog, con ogni probabilità la colpa è mia: una sorte ria e congiunture astrali sfavorevoli o addirittura contrarie mi inducono a ciò!
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Scusatemi, quindi, come si fa con i pasticcioni naturali: da parte mia prometto solennemente di fare maggiore attenzione d'ora in poi (pensate che oramai ricorro ad espedienti di ogni tipo per ovviare l'inconveniente, come ad esempio post-datare i miei interventi :-)) e intanto vi offro a parziale riparazione della mia maldestraggine il bouquet autunnale che vedete sopra e questi semplicissimi, ma ottimi

Spaghetti ai rossetti e carciofi
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Ingredienti per 4
350 /400 gr di spaghetti (o ancor meglio spaghettini)
250 gr di rossetti
2 carciofi
olio evo
sale e pepe
collage rossetti carciofi

Pulite i carciofi togliendo foglie esterne più dure e cuore e metteteli da parte in una ciotola di acqua acidulata.
Sciacquate i rossetti sotto l'acqua corrente.
Buttate la pasta in abbondante acqua bollente salata e portate a cottura, mantenendo gli spaghetti al dente.
Mentre la pasta cuoce, tagliate a fettine sottilissime i carciofi e fateli saltare per pochi minuti  in una padella con un filo d'olio extra vergine. Appena croccanti unite i rossetti e fate saltare insieme, salandoli leggermente; in pochissimi minuti i rossetti diventano da trasparenti, bianchi: allora sono cotti. Scolate la pasta, rovesciatela nella padella del condimento, fatela andare un paio di minuti per insaporirsi con il pesce e i carciofi. Se vi piace potrebbe non essere male aggiungere una grattugiata di buccia di limone.
Servite subito con una leggerissima spolverata di pepe appena macinato.
Avrete un piatto leggero, profumato e gustosissimo, oltre che molto veloce e semplice da fare.
Buona giornata
Dani

giovedì 24 marzo 2011

La Pasqualina di Nonna Beatrice- ovvero come scrivere un post senza smettere di mangiarne l'oggetto

pasqualina

Il titolo non rende precisamente l'idea di quello che sta accadendo qui: anzi, a pensarci bene, potrei anche lasciarvi nell'illusione di una food blogger taglia 38 che, per amor del verbo gastronomico, degusta a piccoli bocconcini la torta che ha di fronte, per estrapolarne l'intima essenza e i tortuosi meandri del percorso  filosofico dello chef.
La realtà, neanche a dirlo, è tutta diversa e l'unico paragone possibile è quello di Obelix con i cinghiali: mi mancano i baffi e le treccine, ma per il resto ci siamo (tuta da casa a quadrettini compresa). Ma tant'è, non riesco a fermarmi, da tanto è buona. 
La fonte è la nonna del marito, quella che "lo faceva meglio", per capirci, e la ricetta proviene dritta dritta dai forzieri di famiglia, aperti solo per il contributo al cestino di Fabio & Annalu, oltre che per la gioia della Stefania. E' una variazione sul tema della ben più famosa Pasqualina, la cui ricetta originale prevede solo bietole, oltre che le famosissime 33 sfoglie, una per ogni anno di Cristo. Oggi, ovviamente, non  la prepara più quasi nessuno, ma spero di non infrangere alcun tabu se dico che anche allora non fossero poi così tante le donne che tirassero la pasta in trentatrè veli. Lo dimostrano le decine di variazioni sul tema che esistono di questa torta, nessuna delle quali prevede sfogliature così elaborate. Di solito, ci si ferma a tre o quattro- e il risultato è comunque soddisfacente.
Le torte di verdura sono il fiore all'occhiello della gastronomia ligure: ne parlavo pochi giorni fa con due amici "foresti", in visita a Genova, ricordando come spesso si sbagli, pensando alla cucina genovese come ad una cucina "di mare". Non è mica tanto vero, anzi: a spulciare i ricettari antichi, non è vero per niente. Per noi Genovesi il mare è servito per scoprire nuove terre, tracciare nuove rotte commerciali, combattere e diventare ricchissimi: ma la pesca- quella organizzata, ovviamente, con pescherecci e tutto il resto- è stata del tutto trascurata. Prova ne è la nostra cucina, dove i piatti di mare si contano davvero sulle dita di una mano: anche un trionfo di frutti di mare come il Cappon Magro è in realtà una rielaborazione moderna di un piatto che, come dice il suo stesso nome, era prevalentemente a base di verdure.
Insomma, per farla breve, da noi si mangiano verdure- erbe, ad essere precisi (e con questo sono una donna morta)- e per renderle più gustose ci si inventano involucri vari, generalmente di pasta, dalle torte salate ai pansoti. Anche qui, una pasta povera, spesso senza uova, sempre senza burro, per una cucina che è specchio fedele della nostra terra, povera di materie prime ma ricca di ingegno e creatività.

 LA PASQUALINA DI NONNA BEATRICE

pasqualina1

Trattandosi di ricetta di famiglia, ricopio paro paro dalla fonte: aspettatevi quindi una seria di "un po'", "tanto" e "poco", secondo una tradizione trasversale a tutte le nonne del mondo che, senza bilance o alambicchi vari, hanno sempre sfornato robe da urlo. A me sembra tutto molto chiaro-e, soprattutto, la torta è così buona, ma così buona che l'unico consiglio che posso darvi è quello di prepararla, alla prima occasione


per la sfoglia
150 g di farina
1 cucchiaio abbondante di olio EVO
70-80 ml di acqua
sale

Con tutti gli ingredienti, fare un impasto morbido e lasciarlo riposare per un'ora.

per il ripieno
7 carciofi
1 bel mazzo di bietole
6 uova
tanto parmigiano
5-6 fettine di funghi secchi
1 spicchio d'aglio
1 cipolla
maggiorana
sale
olio EVO

In un largo tegame fate appassire la cipolla tritata,  in poco olio. Lessare le bietole, strizzarle bene, tritarle e farle asciugare nel soffritto.
Mondare i carciofi. tagliarli a fettine, tritarli grossolanamente, aggiungerli al soffritto e cuocerli qualche minuto. Spegnere la fiamma, lasciar raffreddare.
Dopodichè, unire tre uova, un trito di aglio e funghi secchi (fatti rinvenire in acqua tiepida e poi strizzati bene), maggiorana e tanto parmigiano.
Tirate la sfoglia sottilissima e rivestite con questa una tortiera ben unta, facendo debordare la sfoglia. Mettere il ripieno e formare tre incavi.
Ricoprire il ripieno con una sfoglia sottilissima e nei tre incavi mettere le tre uova rimanenti: su ciascuna mettere un po' di sale, una noce di burro e una spolverata di parmigiano.
Coprire con una seconda sfoglia il ripieno e le tre uova, ungere bene e ripiegare la sfoglia esterna, facendo un bel cordone e chiudendo il tutto.
Ungere di nuovo la superficie, infornare a forno caldo a 180 gradi e cuocere per circa un'ora, finchè la superficie è di un colore dorato.
Servire fredda.
A stasera, con un po' di libri
ciao
ale

venerdì 21 gennaio 2011

crema di carciofi e vaniglia con polpa di astice

crema di carciofo e vaniglia con astice

Di tutti i verbali di denuncia stesi dalle Forze dell'Ordine e letti da me in questi anni, il più divertente riguarda quello di un incidente automobilistico, capitato ad una allora mia collega. La signorina in questione era una donna di mezza età, non sposata, che sarebbe comodamente potuta uscire dalle pagine di un qualsiasi romanzo di Fogazzaro, se non fosse stato per la patente. La collega,  infatti, guidava: aveva una smagliante 500 rossa su cui, secondo noi, passava la cera tutti i giorni e a cui affidava quotidianamente l'incolumità della sua vita, procedendo impavida  a balzelloni per il tragitto che la separava da casa a scuola: prima- seconda- balzello- grattata di cambio- prima- seconda " e così via, tutti i giorni lo stesso rituale, almeno fino a quando una mattina la donna non trovò la 500 completamente distrutta, in parcheggio. Da lì, c'era stata tutta la trafila, dai sali al pronto soccorso del carrozziere, fino al momento clou della denuncia alle Forze dell'Ordine. I particolari non li ricordo più, ma di sicuro quel giorno in servizio doveva esserci  qualcuno fresco di James Ellroy perchè un  banale danneggiamento di veicolo era diventato una concitata scena d'azione, più degno di una presa diretta che non di un anonimo verbale di denuncia. Se ne era accorta pure la collega la quale, vincendo la sua abituale ritrosia, aveva dato lettura pubblica del documento in sala professori, leggendo incredula il crescendo di atti violenti che aveva subito la sua auto- dallo sfregio della portiera al vetro,"frantumato in mille pezzi di cristallo", fino ad arrivare al clou finale quando, riferendosi al danno del bagagliaio, il tipo scrisse , rigorosamente in prima persona: " e poi, mi sfondarono il posteriore"

crema di carciofi con astice e vaniglia

Io, per contro, sono stata più fortunata. Al primo scippo sull'autobus ero incappata in un ragazzino solertissimo che aveva compilato il verbale con una  dovizia di particolari quasi commenvente (  non sto scherzando. Io amo le persone che amano il proprio lavoro) Mi aveva chiesto praticamente di tutto, battendo sicuro sui tasti della macchina da scrivere, fino a quando aveva voluto chiedermi dove tenessi la borsa.
" A tracolla"- era stata la mia risposta
Al che lui, rapido, scrive:
"...nella borsa che tenevo attraccolla"
Dopodichè, si ferma, controlla, medita- e cancella
"...nella borsa che tenevo attraccolla a tra colla"
Altro momento di riflessione, sguardo rivolto al cielo e poi, finalmente, l'illuminazione
"...nella borsa che tenevo  attraccolla    a tra colla  ... con me"

Tutto questo per dirvi che da ieri la creatura è ufficialmente e infelicemente entrata nella categoria degli "scippati sull'autobus". Per denunciare il furto di un abbonamento AMT e della vertiginosa somma di 3 euro, ci abbiamo messo quasi un pomeriggio ,abbiamo rischiato di chiamarci Karol  e di avere un portafoglio "rosso a puah bianchi" ma, alla fine, ce l'abbiamo fatta...


CREMA DI CARCIOFI E VANIGLIA CON POLPA DI ASTICE

Al di là delle apparenze, è poco più che una non ricetta, che ha dalla sua la forza di un abbinamento ancora insolito (a dispetto delle prime apparizioni di qualche anno fa) e la gradevolezza della presentazione. Nello stesso tempo, ha richiesto più tempo del previsto, a causa degli stramaledettissimi fili dei carciofi, che mi hanno costretto prima a frullarli e poi a passarli col colino a maglie fini. Ne è valsa la pena, perchè ne è venuto fuori un antipasto delizioso, raffinato, originale e anche versatile, visto che potete benissimo servirlo come vellutata in una cena importante. Ovviamente, mi son fatta prendere la mano e la volta dopo è toccato ai topinambur, finire in padella con la vaniglia... ma questa è un'altra storia: per ora, partiamo con questa ricetta. 

Dosi per  10 persone (nel calice)- per 4 se servita come primo piatto
12 carciofi di Albenga o sardi (con le spine, cioè)
100 ml di latte
100 ml di panna
1 bacca di vaniglia del Madagascar
sale
polpa di astice
1 limone
olio EVO

Mondate i carciofi, togliendo le foglie esterne e privandoli del fieno. A mano a mano che li mondate, metteteli in acqua fredda, leggermente acidulata con il succo di un limone, per evitare che anneriscano (potete anche usare dell'acqua minerale gassata). Tagliateli a spicchi e fateli saltare in padella, con poco olio e poco sale. 

Con un coltellino appuntito, tagliate il bacello di vaniglia per il lungo ed estraete i semini: aggiungeteli ai carciofi, insieme al bacello vuoto; far insaporire e poi abbassare la fiamma e portare a cottura, coperto, aiutandovi con uno o due mestoli di acqua calda. Dopo 15 minuti, dovrebbero essere teneri. 

A questo punto, eliminate il bacello vuoto di vaniglia, scolatel i carciofi dall'acqua di cottura, metteteli in un frullatore e frullate alla massima potenza, fino ad ottenere una crema omogenea. Dopodichè, prendete un colino a maglie fitte e, aiutandovi con un cucchiaio, passate tutta la purea di carciofi, in modo da separare i filamenti dalla polpa. 

Versate la crema in una casseruola, aggiungete il latte e la panna e scaldate, fin quasi al punto di ebollizione. 
Servite tiepido, con un pezzo di polpa di astice a completamento.
ciao
Ale


sabato 25 settembre 2010

Bresaola...tris!

Di Daniela
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Ci sono serate meravigliose che ti tengono fuori di casa fino a tardi solo per ammirare ciò che ci circonda: sono serate magiche, dove il cielo è talmente stellato e terso che ti sembra di non aver mai visto così tante stelle tutte in una volta, oppure la luna piena e luminosa illumina tutto rivelando o creando scorci che con il sole non noteresti mai e poi ci sono serate come quella che mi è capitato di osservare qualche giorno fa. Eravamo ancra al mare, e la giornata era stata veramente brutta : pioggia intermittente, tuoni e colpi d'aria violenti, mare grosso, insomma tutto ciò che fa burrasca. Poi, improvvisamente verso sera, inattesa, arriva la tramontana. In un attimo il cielo si apre e nell'ora blu tanto amata dai fotografi e dai poeti il vento trasporta verso l'alto mare ciò che resta della buriana che fino a poco prima aveva infuriato sulle nostre teste e così alle spalle, sui monti il cielo diventa a poco a poco stellato e limpido, ma in fondo, verso l'orizzonte ancora i lampi illuminano tratti di notte improvvisamente. Pensate che non abbia provato la tentazione di fotografarli? Sbagliato! Non vi dico fino a che ora sono rimasta sveglia per provare a rendere quanto di meraviglioso stavo vedendo. Ecco il risultato:
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ciò che mi piace in questo scatto sono le piccole luci che si intravedono alla sinistra dei lampi sono le...lampare, involontario gioco di parole, le barche che partono al tramonto
monterosso 041
per pescare con le loro luci fortissime durante la notte
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e che in quest'altra foto si intravedono mentre si allontanano verso il mare aperto, mentre la lucina che appare a destra del lampo qui sotto è quella della boa del parco marino.
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nell'ultima la luce si libera e scarica in mare tutta la sua potenza
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Non è stato uno spettacolo meraviglioso? E' vero che le foto non riescono a rendere giustizia alla grandiosità di un simile evento, specialmente a mano libera e con un obbiettivo "normale", però sono particolarmente contenta di aver condiviso con voi la bellezza della natura "scatenata".
Però va da se che dopo una serata spesa fino a tardi a cercare di catturare con la mia Fuji la bellezza effimera del lampo (e non vi posso dire quante foto ho scattato prima di catturare queste immagini!) la mattina dopo ho dormito un po' di più e per pranzo ho preparato una cosa veloce e leggera ma gustosissima come questi 3 piatti di bresaola, per i quali mi sono ispirata a 3 ricette del nostro chef E. Pini
BRESAOLA CON JULIENNE DI MELA
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dosi per 4 persone:

350 gr. bresaola tagliata a fette sottili
200 gr. lattughino
100 gr. mela tagliata in julienne (piccoli fiammiferi)
3 cucchiai olio extravergine
2 cucchiai aceto di mele
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Preparazione:
Disporre sui piatti il lattughino, addossarvi la bresaola, quindi cospargere con la julienne di mele. Condire con la vinegrette all'aceto di mele (sale, pepe bianco, aceto di mele, olio)

BRESAOLA AL CARPACCIO
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Dosi per 4 persone:

350 gr. bresaola tagliata a fettine
150 gr. carciofini (o porcini) sott'olio affettati
150 gr. formaggio casera a dadini
3 cucchiai olio extra vergine
1 cucchiaio d'aceto rosso
1 cucchiaio di senape dolce
sale e pepe quanto basta
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Preparazione:
Adagiare sui piatti le fettine di bresaola tagliata sottile.
Disporre sopra i carciofi o i porcini affettati e i dadini di formaggio casera.
Condire con la salsa alla senape: aceto, sale, senape e olio.

ROSE DI BRESAOLA CON CAPRINO FRESCO E OLIO BUONO
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dosi per 4 persone:

350 gr. bresaola tagliata sottile
150 gr. caprino fresco tagliato a rondelle
foglie di lattughino
3 cucchiai olio extravergine
pepe
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Preparazione:
Disporre sui piatti una 1/2 fetta di bresaola, guarnire al centro con una rondella di caprino. Arrotolare la fettina intorno al caprino come se fosse un petalo. fare lo stesso con un un'altra1/2 fettina. Disporre le roselline al centro del piatto decorare con qualche foglia di lattughino.
Condire con un filo d'olio e una spruzzata di pepe al mulinello.
Buon appetito
Dani


Bresaola with apple julienne
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serves 4 people:

350 gr. Bresaola thinly sliced
200 gr. lettuce
100 gr. apple cut into julienne strips (small matches)
3 tablespoons extra virgin olive oil
2 tablespoons cider vinegar

Preparation:
Arrange the lettuce on plates, put on bresaola, then sprinkle with sliced apples. Season with vinegrette apple vinegar (salt, white pepper, cider vinegar, oil)

Bresaola AL CARPACCIO
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Serves 4:

350 gr. Bresaola sliced
150 gr. artichokes (or porcini) in oil
150 gr. casera cheese, diced
3 tablespoons extra virgin olive oil
1 tablespoon red wine vinegar
1 teaspoon sweet mustard
salt and pepper to taste

Preparation:
Lay the slices on plates of thinly sliced dried beef.
Arrange artichokes over or sliced mushrooms and diced cheese dairy.
Season with the mustard sauce: vinegar, salt, mustard and oil.

ROSE OF Bresaola with goat cheese and good olive oil
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serves 4 people:

350 gr. Bresaola thinly sliced
150 gr. goat cheese cut into slices
lettuce leaves
3 tablespoons extra virgin olive oil
pepper

Preparation:
Place dishes on a 1 / 2 slice of dried beef, garnish the center with goat cheese. Roll the slices around the goat like a petal. do the same with an other 1 / 2 slice. Arrange the roses in the center of the plate garnish with a few leaves of lettuce.
Season with a little oil and a dash of fresh pepper
Bon appetite
Dani

domenica 18 luglio 2010

Lezione di cucina sui formaggi ( III parte) : TORTINO DI CARCIOFI E MASCARPONE ALLA CREMA DI SCIMUDIN

Di Daniela
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La III parte della lezione è un tortino piuttosto veloce e goloso .
Anche qui qualche consiglio dello chef Bonetti:
intanto il mascarpone, volendo rendere il tortino più leggero può essere sostituito dalla ricotta e per ciò che riguarda i carciofi possono essere anche quelli surgelati, che ovviamente necessitano di una cottura più breve e hanno il vantaggio che si possono trovare in tutte le stagioni, senza perdere troppo in gusto. Consiglio per la decorazione dei piatti : il nostro Chef capo consiglia di decorare il piatto di portata o di servizio sempre con gli ingredienti che compongono il piatto per richiamare il gusto anche agli occhi!!!!!


TORTINO DI CARCIOFI E MASCARPONE ALLA CREMA DI SCIMUDIN

Ingredienti
400 gr di carciofi puliti
1 spicchio d’aglio
1 scalogno
Olio evo
100 gr di mascarpone (potete come sempre sostituirlo alla ricotta nel caso vogliate una preparazione light)
3 uova
Brodo vegetale qb
Pane grattugiato
Sale e pepe
Per la crema
200 gr di Scimudin (o altro formaggio a pasta morbida e semi grassa come casera o altro formaggio con le stesse qualità)
20 gr di burro
50 gr di panna
Un mazzetto di erba cipollina e prezzemolo riccio (o normale o ancora cipollotto fresco, o timo o sedano o maggiorana a seconda dei vostri gusti o di quello che avete sottomano)
Pulite i carciofi (o scongelateli) e tagliateli a fettine sottili. Stufateli con l’aglio e scalogno (o cipolla) e l’olio evo. Aggiungete il brodo vegetale, gradualmente, fino a quando i carciofi diventeranno morbidi (il tempo per quelli surgelati sarà più breve). Aggiungete sale, pepe, mascarpone e uova insieme ad abbondante parmigiano: questo passaggio va fatto quando i carciofi si sono raffreddati per non perdere la corposità del formaggio.
Amalgamate bene il tutto e mettetelo in stampi monoporzione (anche di alluminio) imburrati e passati con pane grattugiato. Infornate a 160° per 12 minuti. La comodità della preparazione sta nel fatto che può anche essere surgelata una volta cotta e poi tirata fuori circa 1 ora prima di servirla.

Sciogliete lo Scimudin con la panna e il burro in una padella, meglio se antiaderente, a fuoco basso.
Fate un letto di salsa nel piatto di portata (a specchio), sfornate il tortino e adagiatelo sopra la crema e servite.

Per la decorazione utilizzate dell’erba cipollina o uno qualunque degli ingredienti utilizzati o un rapanello o pomodorino per creare un piacevole contrasto di colore.

Buon appetito
Dani


The III part of the lesson with cheese is a pretty quick and delicious pie. Also here are some tips chef Bonetti: instead of the mascarpone, to make a lighter
pie, you can use the ricotta cheese. The artichokes can also be frozen ones, which obviously require a shorter cooking time and have the advantage that can be found in all seasons, without losing too much flavor.

ARTICHOKE and MASCARPONE PIE WITH "SCIMUDIN" CHEESE CREAM

Ingredients
14 oz cleaned artichokes
1 clove garlic
1 shallot
Extra virgin olive oil (evo)
3.5 oz mascarpone cheese (can substitute ricotta as always if you want a light preparation)
3 eggs
Vegetable broth
Breadcrumbs
Salt and pepper
For the cream
7 oz Scimudin cheese (or other soft cheese and semi-fat dairy such as cheese or another with the same quality)
1.5 tbsp butter
3.5 tbsp cream
A bunch of chives and parsley (or normal or even fresh onion, celery or thyme or marjoram or according to your tastes or what you have handy)

Clean artichokes (or unfrozen) and cut into thin slices. Stew them with garlic and shallots (or onions) and the e.v.o oil . Add the vegetable broth gradually, until the artichokes are soft (the time for frozen ones will be shorter). Add salt, pepper, mascarpone cheese and eggs with parmesan: this step should be done when the artichokes have cooled, to not lose the fullness of the cheese. Mix well and put in mold single portion (also aluminum) buttered and sprinkle with breadcrumbs. Bake at 320°F for 12 minutes. If you want, uou can also freeze this preparation, when cooked and then pulled out about 1 hour before serving. Melt the Scimudin cheese with cream and butter in a skillet, preferably nonstick, over low heat. Make a "bed " of sauce in the dish, pull out of shape the cake and put it on the cream and serve. For decoration use chives or any of the ingredients used or radish or tomato to create a pleasing color contrast.
Bon appetite
Dani

sabato 17 aprile 2010

"Tortino" ai carciofi

Di Daniela

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Questa sciocchezza, anche lei light, per far piacere soprattutto alla mia amica Maria, è dedicata esclusivamente al mio papà. In realtà "tortino" lo chiamava lui, ma è semplicemente un uovo strapazzato ai carciofi che lo mandava, però, in visibilio. Un'altra "non ricetta" rapidissima, saporita e primaverile. Solo un modo leggermente diverso di assaporare i carciofi tenerelli in quest'ultimo sprazzo di loro stagoione.
Quindi a mio papà, amante della buona tavola, dei gusti precisi, convinto sostenitore ante litteram del Dop, curioso assaggiatore competente, il suo piatto rapido preferito:

TORTINO DI CARCIOFI

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Ingredienti per persona
. 2 uova
. 1 carciofo grande o due piccoli
. sale
. pepe
. olio di oliva

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Prendete i carciofi necessari per il numero di persone dovrete servire e puliteli nel solito modo, spuntandoli e togliendo i gambi. Metteteli a mollo, a mano a mano, in una ciotola con acqua acidulata, tagliateli a fettine sottili e metteteli in una padella con un filino d'olio d'oliva. fateli cuocere per circa 6 o 7 minuti, facendoli saltare fino a qundo saranno leggermente dorati e ancora consistenti, aggiungendo un paio di cucchiaiate d'acqua se necessarie per portarli a cottura, salandoli con moderazione.
Sbattete in una scodella le 2 uova per ogni porzione, salate e pepate. Quando sono cotti i carciofi rovesciategli sopra le uova, muovendole con un mestolo di legno o con una spatola di silicone per far si che non si crei una frittata, ma che le uova si rassodino gonfiandosi un pochino. Due o 3 minuti saranno più che sufficienti per 2 uova.
Servite subitissimo
Buon appetito
Dani


This little thing , light, to please my friend Maria especially, is dedicated exclusively to my dad. Anyway, he called it "little pie", but it’s simply a scrambled egg with artichokes: that sent him, however, into raptures. Another "no recipe" fast, tasty and vernal. Only a slightly different way to taste the artichokes. So, to my dad, a lover of good food, precise tastes, strong supporter ante litteram of the PDO, curious taster, competent, his favorite quick dish

ARTICHOKES "little PIE"

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Ingredients per person

. 2 eggs
. 1 large (or two small) artichoke
. salt
. pepper
. olive oil

Take the artichokes necessary for the number of people you serve and clean them in the usual way, removing the stems. Put them to soak in a bowl with acidulated water, cut into thin slices and put them in a pan with olive oil. Cook for about 6 or 7 minutes, stirring them till when they will be slightly golden and still substantial, adding a few tablespoons of water if necessary, adding salt with moderation. Beat the 2 eggs in a bowl for each serving, add salt and pepper. When the artichokes are cooked put eggs above them, moving with a wooden spoon or silicone spatula to make sure that we do not create an omelette, but the eggs hardens and swelling a bit. Two or 3 minutes will be more than enough for 2 eggs. Serve immediately
Bon appetit
Dani

giovedì 15 aprile 2010

Insalata "favorita" di A. Escoffier

Di Daniela
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"Primavera non bussa lei entra sicura , come il fumo lei penetra in ogni fessura, ha le labbra di carne i capellidi grano, che paura, che voglia che ti prenda per mano, che paura, che voglia che ti porti lontano" E' De Andrè ovviamente ed è "il chimico" dell'album che preferisco tra i suoi, "Non al denaro, non all'amore ne al cielo". Se non ricordo male fu insignito addirittura d'una laurea honoris causa in letterature straniere, per la sua traduzione del capolavoro di E. L. Masters, "l'antologia di Spoon River". Ogni volta che arriva la primavera , io non riesco a far a meno di pensare a questi pochi versi, talmente perfetti, secondo me, da rimanere scolpiti nella memoria indelebilmente. Ed in effetti come si può resistere all'aria, ai colori, alla sensualità di morbide sfumature di profumi che si sprigionano in questa stagione, ai fiori, preludio, spesso a succosi frutti....
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Anche la cucina ovviamente partecipa a questa rinascita con gusti più lievi, e con tenerezze tutte particolari di ortaggi appena spuntati nell'orto, di erbette aromatiche croccanti e di mille altri gusti freschi. Questa insalata che vi voglio presentare è stata "composta" dal grande maestro Auguste Escoffier, un genio assoluto della cucina del quale vi proporrò nei prossimi giorni ancora una ricetta un po' più calorica ma ugualmente eccellente. E' un insalata, vi dicevo, creata con ingredienti semplici e freschissimi ed è eccellente volendo anche come piatto unico leggero oltre che come ricco contorno.
Eccovi, quindi, un'altra splendida e firmatissima non ricetta:

INSALATA FAVORITA

Tratta dal libro "Ricordi inediti" di A. Escoffier
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Ingredienti
200 gr di punte di asparagi
100 gr di cuori di carciofo
3 champignon
4 cucchiai di oliva leggero
1 cucchiaio di aceto di vino
sale
pepe
1 cucchiaio di paprica dolce
2 uova sode
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Scottate per qualche minuto le punte di asparagi e i cuori di carciofo (confesso ho scottato solo le punte di asparagi). Appena sono pronte tagliatele a fettine. pulite e tagliate a fettine sottili anche gli champignon.
Preparate il condimento mescolando olio, aceto, sale, pepe e paprica dolce
Disponete le verdure in un'insalatiera o , come dice il maestro in una coppa di cristallo, e su tutto mettete i tuorli di uovo sodo, passati al setaccio. Come vedete è semplicissima, ma chic e piacevole, con le note croccanti dei carciofi, la morbidezza dell'asparago e la punta leggermente piccante della paprica.
Buon appetito
Dani

"FAVOURITE" SALAD

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Recipe from "Unpublished Memoirs" by A. Escoffier
Ingredients
200 grams of asparagus
100 grams of artichoke hearts
3 mushrooms
4 tablespoons light olive
1 tablespoon wine vinegar
salt
pepper
1 tablespoon sweet paprika
2 hard boiled eggs
Blanch for a few minutes the asparagus and artichoke hearts (I confess I blanched only the tips of asparagus. I preferred raw artichokes). When they're tender, cut into slices. Clean and cut mushrooms into thin slices, too.
Prepare the dressing by mixing oil, vinegar, salt, pepper and paprika.
Arrange the vegetables in a salad bowl or, as the "master" says , in a crystal bowl, and put over all the hard boiled egg yolks, mashed. As you can see it is simple, but chic and pleasant with notes of crisp in artichokes, soft in asparagus tips and the slightly spicy of paprika.
Bon appetite
Dani

sabato 20 febbraio 2010

misfatti culinari - la carbonara di carciofi e speck


carbonara carciofi e speck

Premessa: oggi sono una donna morta. Ho alle spalle un catering da 20 persone che poi son diventate 30 e poi 40 e alla fine erano 50, un piede devastato, la micra stipata di vassoi-caraffe-tovaglie- cestini e tutto quanto fa aperitivo per l'inaugurazione dell'ufficio e, su tutto, il fermo proposito che, se rinasco un'altra volta, invece che la cucina, come hobby mi scelgo l'ascesi. Teoricamente, dovrei essere a letto con impacchi e cose varie, ma di privarmi anche dell'unico piacere della giornata- vale a dire le due cavolate sul blog- non se ne parla nemmeno. Però, siccome sul serio sono un po' sgarruppata, attingo agli archivi delle niusletter e vi rimando al lontano 2007, quando già mi arrampicavo sugli specchi alla ricerca di penose giustificazioni ai miei misfatti culinari. E se non ci credete, leggete qui sotto...


Non so se ci avete fatto caso, ma nel vario e vasto mondo della gastronomia esistono piatti che mettono d'accordo tutti ed altri che fanno istantaneamente litigare. Per esempio, se preparo un piatto di gnocchi al pesto so per certo che farò tutti contenti- dai palati terra terra delle amiche di mia figlia fino al gourmand più raffinato- e lo stesso capita con la pizza, con certe focacce, con la pasta e fagioli, persino con i famigerati tortini di cioccolato. Per contro, ci sono delle preparazioni che solo a nominarle viene giù il mondo, a cominciare dal diritto di primogenitura in poi e credo di non sbagliare se dico che la carbonara rientra a pieno titolo in questo gruppo. E' da quando leggo di cucina che sento disquisire su guanciale e pancetta, è da quando colleziono riviste che, prima o poi, c'è qualche sfida ( l'ultima, sul gambero rosso di marzo), è da quando bazzico per i forum che ogni tanto ne spunta uno con qualche interrogativo lacerante -ce la metti la panna? quanto sbatti le uova? quanta acqua di cottura ci aggiungi?- e non è un caso che l'ultimo esodo da cucinait sia avvenuto proprio per uno scontro epocale su una carbonara di pesce, che per il purista di turno è suonato come una bestemmia in chiesa e tanto basta per andarsene a chiedere ospitalità a siti più puri- perché, sia chiaro: scherza coi fanti, ma la carbonara la lasci stare.

stamattina alle 7.14 ho avuto il primo faccia a faccia della stagione con una tarma: in genovese le chiamiamo camole, hanno l'aspetto di orribili farfalline color pulce e sono la maledizione di ogni massaia che si rispetti. e siccome sono una massaia che si rispetti,prima di procedere allo sterminio ne ho seguito le tracce, dritto dritto fino all'armadietto della pasta secca. Dove c'erano solo confezioni sigillate- e un pacco di trenette aperto, con scadenza nel 2010. Individuare il colpevole e decretarne la fine è stato tutt'uno, ma temo fortemente di aver commesso io stessa il crimine dei crimini, tanto che non oso postarlo di là, paventando l'abbandono indignato di tutto il condominio... perché stasera, mie care, ci siamo mangiati nientemeno che....

LA CARBONARA DI CARCIOFI E SPECK


carbonara di carciofi e speck


ingredienti

240 gr. di trenette ( il peso si intende senza tarme)

5 carciofi

1 scalogno

1 hg di speck taglato a listarelle

3 uova, mezzo limone

prezzemolo

sale

pepe

formaggio pecorino

Pulire bene i carciofi, togliere le foglie esterne, taglirli all'altezza del cuore, ridurli a spicchi e togliere il fieno, mettendoli a mano a mano in acqua fredda acidulata con il succo di mezzo limone ( o aceto o acqua minerale gassata, senza altre aggiunte). Affettare sottilmente uno scalogno, farlo appassire in padella con olio EVO, aggiungere i carciofi tagliati a listarelle, salarli e farli insaporire. Allungare ocn un po' di brodo e portare a cottura: dieci minuti dovrebbero bastare.

Nel frattempo, mettere su l'acqua per la pasta.

in una capace terrina ( parlo come un libro di ricette!!!) sbattete tre uova intere con un cucchiaio di pecorino e mettete sul fuoco una padella dal fondo spesso, su cui farete saltare lo speck, senza alcun grasso in aggiunta. Attente a non farlo tostare, deve solo acquistare morbidezza.

Buttate le trenette, scolarle al dente tenendo da parte due mestoli di acqua di cottura ( servono per rendere più cremoso il condimento, ma stavolta non ce ne è stato bisogno) e versarle nella terrina. Mescolare bene con le uova e il pecorino ( ah, ovviamente io avevo del grana padano e ho usato quello), aggiungere lo speck e i carciofi ( caldi). Aggiustare di sale se è il caso (lo speck è salato di suo), una bella manciata di prezzemolo, pepe macinato all'istante e subito in tavola.

ciao

ale

P.S. se la chiamassi "carbonara fusion" avrei qualche probabiltà in più di cavarmela, secondo voi????

PP.SS. alla storia della tarma, in casa mia non ha creduto nessuno: secondo mia figlia, ho ucciso un moscerino e tanto basta per tenermi i musi fino a domani. Secondo mio marito stavo cercando un pretesto per rovinare irrimediabilmente le ricette della sua mamma, come continuava a ripetermi mentre raschiava il fondo della padella...


carbonara di carciofi


La foto, ovviamente, è dell'altro ieri, perché all'epoca non c'era ancora dimestichezza col mezzo, per usare un eufemismo. Al posto delle trenette, abbiamo usato gli spaghetti, non certo sulla scorta di sensi di colpa, ma sulle più materialistiche scorte della dispensa, ma il gusto è rimasto uguale...

Buon pomeriggio

Ale



sabato 30 gennaio 2010

Salsa piccante di Sabrina

Di Daniela

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A me piacciono le cose un po’ piccantine, non proprio quelle che ti fanno rimanere a bocca aperta, annaspante, mentre non riesci neppure a respirare e aneli solo, come nei cartoni animati, a cacciare la testa dentro un barile d’acqua per berlo in 20 secondi!!!!!!! Però qualcosa di vivace, che ti dia un senso di calore e di energia, si ! Ho assaggiato qualche tempo fa a casa di un’amica, una salsa, che lei ha adoperato per condire la pasta, veramente buonissima: piccante, ma non troppo saporita e colorata. Lei l’aveva acquistata, ma ci è piaciuta così tanto che ci siamo intestardite a voler scoprire gli ingredienti che la componevano e a cercare di riprodurla quanto più simile possibile. Dopo mature riflessioni , prove varie e tentativi non sempre perfetti ecco quello che ne abbiamo ricavato :
SALSA DI SABRINA

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Ingredienti per 300 gr circa di salsa piccante:
· 50 gr. di peperoncino piccante
· 60 gr di melanzane
· 60 gr di peperone rosso o giallo
· 50 gr di funghi freschi o una manciata abbondante di secchi (meglio se porcini)
· ½ carciofo
· 5 o 6 cucchiai di salsa (o di passata) di pomodoro
· olio extra vergine di oliva
· sale

Questi sono gli ingredienti e le quantità che sono piaciute a noi due. Il risultato è piuttosto piccante, ma non è detto necessariamente che debbano essere queste le vostre proporzioni : ognuno può scegliere di aumentare l’uno o l’altro degli ingredienti a seconda del suo gusto personale o della sua inclinazione verso un sapore o l’altro.
Il procedimento è semplicissimo: pulite le verdure, lavatele, togliete fili e semini al peperone, e mettete a rinvenire i funghi in acqua tiepida se sono secchi. (A proposito di funghi secchi per utilizzarli al meglio vi rimanderei qui, per qualche suggerimento). Quando tutte le verdure sono pronte tagliatele a pezzetti piccoli: non occorre una grande precisione, basta che siano tutti piu o meno della stessa dimensione. Metteteli ora in una capace padella con un filo d’olio evo e fateli leggermente soffriggere per pochi minuti. Aggiungete un mestolo d’acqua, mescolate con cura salate e portate a cottura : occorreranno pochi minuti. Aggiungete ora la passata di pomodoro, o la polpa, se più vi piace, quanto basta per dare un po’ di morbidezza alla salsa. Io qui aggiungo sempre una punta di cucchiaio di zucchero per correggere l’acidità del pomodoro. Lasciate insaporire per pochi minuti e togliete dal fuoco.

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Se volete usare la salsa per condire la pasta (io ho scelto delle molle, che raccolgono bene il sugo) non vi rimane che cuocerla a parte in abbondante acqua salata, scolarla al dente e farla saltare in padella con la salsa e qualche cucchiaiata di acqua di cottura. Ma, se invece lo preferite, potreste ridurre leggermente la quantità di pomodoro e utilizzala come ottimo e appetitoso antipasto, mettendone un po’ su crostini di pane.

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Buon appetito a tutti


Daniela



I like things a little 'hot, not just those that make you stand open-mouthed, fumbling, when you cannot even breathe and yearn only, as in cartoons, to drive your head into a barrel of water to drink in 20 seconds !!!!!!! But something vibrant to give you a sense of warmth and energy, yes! I tried some time ago at a friend's house, a sauce, which she has used on pasta, really very good: spicy, but not too tasty, and colorful. She had bought it, but we liked it so much that we insist on wanting to discover the ingredients that made it up and try to reproduce it as close as possible. After mature reflection, testing, various attempts not always successful, that's what we made:

SABRINA SAUCE
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Ingredients for about 300 grams of sauce:

  • 50 gr. chili peppers
  • 60 grams of eggplant
  • 60 grams of red or yellow bell pepper
  • 50 grams of fresh mushrooms or a handful plenty of buckets (preferably porcine)
  • ½ artichoke
  • 5 or 6 tablespoons of tomato sauce
  • Extra virgin olive oil
  • salt
These are the ingredients and the quantities we liked. It's a bit hot, and so these are not necessarily your proportions: everyone can choose to increase one or the other ingredients depending on your personal taste or the inclination to flavor or another. The process is simple: clean the vegetables, wash and remove wires and pepper seeds, and put to revive the mushrooms in warm water if dry. (By the dried mushrooms to make the best use we refer here, for some suggestions. When all the vegetables are ready, cut them in small pieces. Do not need great precision, just give them all, more or less, the same size. Put hours in a large pan with a little oil and fry lightly fry for few minutes. Add a ladle of water, season with salt, mix well and cook: it will take a few minutes. Now add the tomato puree, or the flesh, if you like, just enough to give a little 'soft to the sauce. Here I always add a bit of a spoon of sugar to correct the acidity of the tomato. Cook for a few minutes and remove from heat. If you want to use the sauce on spaghetti or on "molle" (that I used tis time), just cook them in salted water, drain them al dente and toss it in a pan with the sauce and a few tablespoons of cooking water. Serve immediately.

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But if instead you prefer, you may slightly reduce the tomatoes and use the sauce as very good and tasty appetizer, putting a little 'over croutons.


Bon appetit

Daniela

sabato 16 gennaio 2010

Guacamole di carciofi- e i racconti di Fred Vargas


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Siccome ogni promessa è debito- e soprattutto siccome molto eufemisticamente "le avete richieste a gran voce"- vi beccate le prime due rece dell'elenco dei libri dello scorso post. Meritereste che non ci fosse nessuna ricetta a parziale sollievo dalla lettura impegnata che segue, ma siccome sono sempre più buona, vi metto entrambe. "Rice &Rece", per farla breve...

Fred Vargas: Scorre la Senna- Einaudi, 13,00 euro
Prima che vi affanniate a correre in libreria, per aggiungere un altro romanzo alle storie del commissario Adamsberg, vi dico subito che stavolta son racconti. Adamsberg c'è sempre, così come ci sono Danglard ed altri colleghi del 5° Arrondisement, ma l'ampio respiro del romanzo, gioco forza, non c'è. In compenso, sono tre bei racconti, tutti incentrati intorno a tre personaggi della personalissima galleria di questa scrittrice, nella solita, perfetta, ineffabile fusione fra reale e surreale. Sia chiaro: la Vargas è così brava che noi nemmeno ce la meritiamo, una scrittrice così. Perchè con lei, c'è sempre qualcosa che ci sfugge, che non siamo in grado di trattenere, anche se ritorniamo indietro di qualche riga, assaporiamo fino in fondo la sua scrittura e le sue trame, riflettiamo sui suoi messaggi. In un mondo dove tutto è incasellato in schemi precostituiti ma tranquillizzanti, la Vargas è l'incarnazione del borderline. E' borderline la sua prosa, così evocativa e sospesa da rasentare la pura poesia; sono borderline le sue trame, sul filo del rasoio fra un irrazionale arcaico ed arcano e una ragione moderna, che riordina e spiega; sono borderline i suoi personaggi, emarginati per forza e per scelta, ostinati difensori di scelte e punti di vista altrettanto ai margini, perché al di fuori di basse logiche di successo, denaro, omologazione. E, soprattutto, è borderline il commissario Adamsberg, a metà fra l'eroe e l'antieroe, fra la lucidità e l'intuizione, fra l'accettazione e il rifiuto di un sistema a cui appartiene per ruolo e per grado, ma da cui si distacca per l'originalità dei metodi e la sensibilità del carattere. Per quanto si possa cercare, non si troverà mai nella storia del giallo un investigatore simile a lui: così come non ci si potrà affezionare a nessun altro come a lui, a questo piccolo e scuro uomo dei Pirenei, che ha appreso dalla montagna la virile dignità della fatica e della sopravvivenza quotidiana e dalla vita la lezione, altissima, di una eticità che travalica le apparenze e che fa di lui il punto di intersezione fra ciò che è integrato e ciò che non lo è.
Questi racconti sono bellissimi, a conferma che non c'è genere letterario con cui non si possa misurare, con soddisfazione, un grande scrittore. E la Vargas, fidatevi, lo è.

Ecco, lo sapevo: troppo lunga, anche stavolta. Di Bill Brayson e della sua passeggiata nei boschi, parliamo domani.

GUACAMOLE DI CARCIOFI


guacamole di carciofi


Altra puntata della Sex in The City Diet (la prima era la Coppa Martini con la mousse di peperone), con una trovata geniale di non so più chi: ho cercato la fonte in tutti i modi, invano. Quindi, se mai dovesse saltar fuori l'autore, faccio tutte le citazioni e i ringraziamenti del caso, perché se li merita tutti: vi rendete conto di che cosa significhi un guacamole dietetico???? Oltretutto quasi con lo stesso sapore e colore del guacamole doc? L'unica differenza è che, dovendo di necessità bollire i carciofi, impiegate un quarto d'ora di più rispetto alla tempistica tradizionale. Però, detto inter nos, cosa volete che siano 15 minuti di tempo, in confronto alla soddisfazione di potersene fare una scorpacciata, senza dover svenire sulla bilancia il mattino dopo? Al massimo, vi fate un quarto d'ora di cyclette...



Ingredienti (per 8 persone)
16 fondi di carciofi (surgelati)*******
4 cipollotti
1 limone non trattato
8 foglie di coriandolo fresche
1/2 cucchiaino da caffè di paprika
3 cucchiai di olio EVO
sale e pepe

tacos per servire

******* tutte 'ste stelline perché PROPRIO NO: fondi di carciofo rigorosamente freschi

guacamole di carciofi


Far bollire i fondi di carciofo in acqua bollente salata per circa 25 minuti *
Scolare, lasciare da parte un po' di acqua di cottura, tagliarne metà a piccoli pezzi e frullarne l'altra**
Tritare le cipolline e il coriandolo e unirlo al composto dei due carciofi (la purea e i piccoli pezzi), salare, pepare e aggiungere la paprica e il succo di limone***.
Aggiungere l'olio e mescolare, in modo da ottenere un purè morbido; se è il caso, aggiungere un po' d'acqua di cottura****
tenere un'ora in frigo e servire, accompagnato da tacos

Stravolgimenti miei
* ho fatto stufare i fondi di carciofo, in padella, con un cucchiaio d'olio, sale e poca acqua: in 15 minuti erano perfettamente cotti e teneri
** ho frullato tutto, mentre ho tagliuzzato a mano la cipollina
*** ho aggiunto prima il succo di limone, per evitare che annerissero i carciofi: quando li ho frullati, ne ho messo qualche goccia, altrettante ne ho aggiunte appena frullato.
**** a me è venuto un purè morbidissimo da subito, tanto che l'olio non l'ho messo per niente, figuriamoci l'acqua di cottura

Note mie
E' essenziale che usiate solo i fondi di carciofo, vale a dire senza neppure una traccia di foglia, per non avere filamenti. Nel dubbio, passate al setaccio: rimane comunque una purea molto morbida (vedi foto) ed evitate il rischio di sgradite sorprese all'assaggio

Buon Appetito
Alessandra




English Version

ARTICHOKE GUACAMOLE


guacamole di carciofi


Ingredients (serves 8)
16 artichoke hearts (frozen )*******
4 onions
1 untreated lemon
8 leaves of fresh coriander
1 / 2 teaspoon paprika
3 tablespoons EVO
oil o
salt and pepper

use as dipping for tacos

******* All this asterisk BECAUSE YOU MUST USE strictly fresh
artichokes, OK?

artichoke guacamole



Boil the artichokes in boiling salted water for about 25 minutes *
Drain, set aside a little 'cooking water, cut half into small pieces and blend the others **
Chop the spring onions and coriander and add to the mixture of the two artichokes (the mashed ones and the chopped), salt and pepper and add the paprika and lemon juice ***.
Add oil and mix in order to obtain a smooth puree, if necessary, add a little 'cooking water ****
take one hour in refrigerator and serve with tortilla chips

My upheavals
*I stewed artichokes in a pan with a tablespoon of olive oil, salt and little water: in 15 minutes they were perfectly cooked and tender
** I blend all together, while I chopped the onion by hand
*** I first added the lemon juice to prevent blackening the artichokes: when I blended them, I put a few lemon drops, I added just as many right after blending
**** I obteined a soft puree, so that I didn't add the oil at all, neither the cooking water

My Notes
It 'important that you use only the artichoke hearts, that is to say : do not use the leaves due to the filaments. When in doubt, pass through a sieve: it remains however a very smooth puree (see photo), without nasty surpises...
Buon Appetito
Alessandra





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