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venerdì 23 novembre 2012

Gli hamburger "del viaggio di nozze"

Di Daniela

Questa di oggi è una "non ricetta" a cui sono particolarmente affezionata. Risale infatti al mio viaggio di nozze. Essendomi sposata nel pleistocene, anno più anno meno, qui da noi in Italia, gli hamburger non erano ancora così assolutamente comuni : diciamo che McDonalds a Genova non c'era e forse in Italia aveva aperto i primi due ristoranti della catena dalla gialla M gigante...

C'erano i Burghy, sì, ma non avevano tutta questa diffusione e comunque noi eravamo decisamente più abituati alla nostra amatissima pizza. Quindi non ci era poi tanto abituale l'idea di mangiare panini con l'hamburger così spesso.

venerdì 28 settembre 2012

Per i piatti storici: filetto alla Voronoff

Di Daniela

Serge  Voronoff
Filetto alla Voronoff
Confesso che avevo un po’ di nostalgia per l’appuntamento con i piatti storici: adoro scoprire quale è la ragione per la quale pietanze che deliziano il palato di mezzo mondo, legano il proprio nome o la propria storia ad un popolo, ad un personaggio o ad una tradizione. Oggi è la volta di un personaggio e precisamente del Dott. Serge Voronoff e della ricetta del filetto a lui attribuito. Bisogna dire che parlare del dott Samuel Voronoff non è davvero facile: su di lui si è detto e scritto tutto e il contrario di tutto. E’ stato di volta in volta trattato come un visionario, un genio, un folle, un nuovo Frankenstein senza cuore, o come un grande filantropo; insomma le visioni sono completamente diverse e spesso decisamente contrastanti. Cominciamo da qualche notizia sulla sua  affascinante vita. Ebreo, russo di nascita (1866, Voronej), è costretto molto giovane a fuggire dalla sua patria a causa di una mancanza di “simpatia” per lo Zar e il suo regime, che gli costa, ancora giovanissimo, 15 giorni di carcere per diffusione di libri sovversivi. Il  rifugio per lui diventa la Francia, in grande fermento civile-culturale, in piena Belle Epoque. Il giovane Voronoff cambia il nome, che denota chiaramente la sua origine ebrea, in Serge (per evitare problemi di antisemitismo: siamo all’incirca nel periodo in cui Zola si schierò in difesa dell’ufficiale Dreyfus, mentre il caso infiammava l’opinione pubblica europea) e si iscrisse alla facoltà di medicina, dove insegnavano alcuni tra i più celebrati medici del momento.
La sua carriera universitaria è folgorante, tanto che è scelto ed inviato al Cairo per rimodernare la chirurgia egiziana. Eccellente chirurgo, affascinato dallo studio dell’influenza di alcuni ormoni sull’invecchiamento del corpo umano e dai primi trapianti, comincia ad effettuarne alcuni egli stesso, iniziando da innesti da animali, in particolare pecore, per poi arrivare nel 1917 al primo trapianto (ufficiale) tra specie diverse,  con l'innesto del lobo della tiroide di uno scimpanzé su un ragazzo affetto da cretinismo, con buoni risultati. Dopo la tiroide, pensa alla possibilità di trapiantare anche ovaie e testicoli, con lo scopo di rendere più giovanile l’essere umano, impedendogli di invecchiare fisicamente e mentalmente, ritardando l’avanzamento di forme degenerative e raggiungendo pure qualche buon risultato. Opera allo stesso modo anche con il bestiame per migliorare talune razze e alcuni loro prodotti. Si trasferisce successivamente a New York, nella clinica del premio Nobel A. Carrel, grande esecutore di trapianti ed innesti ed acquisisce così nuove conoscenze, che decide di riportare in Europa…
Villa Voronoff a Grimaldi
Pensa di allevare da solo gli animali che utilizza per espiantare gli organi e sceglie, per accogliere la sua nuova clinica, proprio la Liguria ed in particolare Grimaldi, vicino a Ventimiglia, nella splendida Villa Grimaldi, ora villa Voronoff: In pochi anni la zona diventa la meta ambitissima del jet internazionale dell’epoca, quello fatto da uomini celebri, miliardari in Rolls-Royce e signore elegantissime, che cercano nel lavoro di Voronoff una speranza contro l’opera implacabile del tempo.
E’ sfiorato da molti scandali, non ultimo un sospetto a causa della morte improvvisa di sua moglie, una miliardaria americana che lo lascia ricchissimo e libero poco dopo la loro unione, come dal pure da quello di essere troppo affascinato dal denaro dei suoi ricchi pazienti, gli unici che potessero permettersi le costosissime cure che egli somministra. La sua fama travalica il confine nazionale ed europeo, si parla di lui su giornali di mezzo mondo ed artisti di grande fama si ispirano al suo personaggio per le loro opere. Alcuni nomi? Michail Bulgakov con il suo "Cuore di cane" del 1925; Italo Svevo con "La rigenerazione", del 1926; Félicien Champsaur con "Nora, la guenon devenue femme",del 1929, e il mio amatissimo Sir Arthur Conan Doyle, con "L'avventura dell'uomo che camminava a quattro zampe", del 1923; ancora nel 1957, Fred Buscaglione lo cita in una sua canzone. Non solo: tale è la sua notorietà. che sembra venga dedicato a lui il cocktail chiamato Monkey Gland ("testicoli di scimmia"), ideato nel 1923 dal barman dell’Harry's New York Bar di Parigi. Se siete curiosi è un cocktail codificato internazionale composto da 5 cl di gin, 3 cl succo d'arancia fresco,2 gocce di assenzio, 2 gocce di granatina con molto ghiaccio ben shakerato: corroborante, vero? Qui di seguito poi vi parlerò del filetto da lui pensato come cibo nutriente e rinvigorente, il celebre filetto alla Voronoff.
foto da qui
I trapianti che pratica sono numerosissimi e vengono considerati estremamente di moda e anzi quasi futuristici, un modo per proiettarsi in un domani senza vecchiaia e debolezza. Espulso dall’Italia nel '36 a seguito delle leggi razziali, con la conseguente confisca di ogni suo bene, scappa in America, si salva, torna in Italia: ha 80 anni, ma si dedica comunque a far restaurare la sua villa ed a nuovi studi sul cancro.
Muore a Losanna a 85 anni, lasciando dietro di sé molti interrogativi non risolti, dubbi ed incertezze di ogni tipo: da anni, ogni tanto, si parla di avvistamenti di strane creature, che ricordano scimpanzé, ma dai tratti più umani, nelle zone verdi a ridosso del grande parco della vecchia villa, a perenne memoria dei suoi esperimenti con gli animali e qui, in un articolo del 23 ottobre 1997 del Corriere della sera, ne trovate un esempio, se vi va di dare un’occhiata. Eccellente è stata la sua intuizione del collegamento tra alcuni ormoni e l'invecchiamento, ma c'è una terribile domanda sospesa che grava sul capo del nostro Voronoff : potrebbero essere stati proprio i suoi trapianti di organi, prelevati da scimmie arrivate dall’Africa, a consentire l’ingresso del virus dell’HIV in Europa?



http://www.treccani.it/enciclopedia/voronoff_%28Enciclopedia-Italiana%29/ 
http://it.wikipedia.org/wiki/Serge_Voronof
http://europress2010.blogspot.it/2011/03/voronoff-i-misteri-di-villa-grimaldi.html
http://www.enzobarnaba.it/voronoff1.htm 
http://www.spaghettitaliani.com/Articoli%2017. 
http://www.sapere.it/enciclopedia/Voronoff,+Serge.html 
http://www.facebook.com/pages/Serge-Voronoff/37425203559?sk=info  
http://voronoff.wordpress.com/chateau-grimaldi/
http://www.cumpagniadiventemigliusi.it/Voce_storia/Voronoff.htm


Filetto alla Voronoff

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Ingredienti per 4
4 filetti di manzo da 180/200 gr l'uno circa
4 cucchiai di senape dolce
1 cucchiaio di worcerstershire sauce
200 ml di panna fresca
1 rametto di rosmarino
1/2 bicchierino di cognac
60 gr di burro
pepe, sale e farina q.b.

voronoff

Molte sono le ricette, altrettante le varianti che si possono trovare nelle ricette in giro per il web: c'è chi aggiunge metà brandy e metà sherry, chi mette anche il tabasco e chi neppure la Worcerstershire sauce. Ma la maggior parte è d'accordo invece sull'utilizzo del burro chiarificato.
Iniziamo con  questa operazione semplicissima, che aumenterà la digeribilità e quindi il piacere di gustare il filetto. Ci servirà per alzare il punto di fumo del burro, permettendoci quindi di rosolare la carne senza aggiungere sapore di bruciato: con questo procedimento infatti si eliminano dal burro l’acqua, la caseina e altre impurità. Basta metterne la quantità che vi necessita a sciogliere a bagnomaria e, una volta che si è formata in superficie la schiumetta bianca, eliminarla con un cucchiaino o filtrandola e utilizzare la parte liquida e giallo oro rimanente.

voronoff1

Quindi mettete in una padella il burro chiarificato con un rametto di rosmarino e appena i tutto è caldo, aggiungete le fette di filetto infarinate. Fate rosolare un paio di minuti per parte, e quando si forma una bella crosticina dorata, versate il cognac, inclinate la padella fino a sfiorare con un bordo la fiamma, "accendendo" il liquore. Fate fiammare fino a quando ka fiamma non si spegnerà da sola dopo pochi secondi, prestando un'attenzione particolare in questa operazione.

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Lasciate insaporire per qualche attimo la carne, salandola e pepandola da entrambi i lati e poi toglietela dalla padella, conservandola in un luogo tepido, magari anche il forno spento e chiuso.
Nel frattempo preparate la salsa: mettete nella padella dove avete cotto la carne la senape e la Worchestershire e sciogliete il tutto con la panna, amalgamando gli ingredienti a fiamma bassa. Lasciate restringere l'intingolo, salate e pepate.

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Prima di servirla, fate passare qualche istante la carne nella salsa e servite; oppure mettete direttamente i filetti nei piatti e ricopriteli con la salsa. In questo secondo caso, potreste agire come per i tournedos alla Rossini, sistemando sotto ogni filetto, una fetta di pancarré dorata nel burro, per raccogliere i succhi della carne.
Una delizia rapidissima e squisita.
Buona giornata a tutti
Dani

martedì 12 giugno 2012

Gli spiedini alla senape con zucchine e la L mancante

Di Daniela
immagine da qui
Ora, non è che io abbia avuto un regresso all'età della I elementare improvvisamente e che non sia più in grado di posizionare le doppie là dove ne occorrono, o che altrettanto improvvisamente abbia sviluppato una naturale antipatia per la lettera L del nostro alfabeto: anzi, l'ho sempre considerato una lettera piuttosto elegante, con la sua snella forma slanciata :-) ... E' proprio che la tecnologia, ogni tanto e per un motivo a me del tutto sconosciuto, mi si ribella ! 
E così la tastiera del mio pc improvvisamente, ha deciso che per far apparire sullo schermo la suddetta lettera, io debba impegnare il doppio della forza che per qualunque altra consonante...Quindi i miei scritti appaiono spesso come la produzione di una remigina (questa parola denota tristemente a mia età, lo so!), pieni di dele, quele, mee, ribee e così via fino ad arrivare ad apostrofi piantati lì, ad inizio parola, senza nulla davanti a giustificarne l'esistenza.

immagine da qui

mercoledì 29 febbraio 2012

Croque monsieur et croque madame : il piatto storico

Di Daniela

Ritratto di Madame de Staël
François Pascal Simon Gérard (1770–1837)

Proprio oggi , 29 febbraio, in cui cade l'annversario del 220° anno dalla nascita del grande Gioaccino Rossini, musicista immenso e gourmet quasi altrettanto grande (vi ricordate i suoi Maccheroni, o i tournedos o la più semplice citronette?), mi sembrava d'obbligo dedicare il post ad un piatto storico, per celebrarne in qualche modo la memoria.
La scelta è caduta su un semplice toast, dalla sua amata terra di Francia, ma sono certa che con gli arricchimenti del caso, il cigno di Pesaro come antipasto o veloce intermezzo non lo avrebbe disdegnato...
L’origine del celebre croque monsieur è assolutamente incerta. Per quel che riguarda il nome il CNRTL (Centre National de Ressources Textuelles et Lexicales) lo definisce dal punto di vista lessicale : "croque-monsieur, subst. masc.: Étymol. et Hist. 1918 (Proust, J. filles en fleurs, p. 699). Composé de la forme verbale croque (croquer) et de monsieur".  
Dunque nessun dubbio sulle parole che lo compongono;  invece, non è chiara la loro unione : forse era il piatto rapido e caldo che i “signori” ordinavano nella loro pausa pranzo… 
Anche riguardo a chi per primo ideò questo toast ricco e croccante si sono fatte molte supposizioni: alcuni, ad esempio, raccontano che sia stata una nascita casuale, dovuta ad alcuni operai che lasciarono inavvertitamente i loro panini su un termosifone caldo, apprezzando poi, nella pausa pranzo, l’aver trovato il formaggio fuso e il pane croccante. 
Comunque sia nato, un dato certo lo abbiamo : venne presentato per la prima volta in un menù dei un Caffè parigino in Boulevard des Capucines e la prima volta che apparve in una opera letteraria fu nel "À l'ombre des jeunes filles en fleurs" (1918) di M. Proust: «Ora, lasciando il concerto, nel prendere il sentiero che va in albergo, ci siamo fermati per un momento sulla diga , mia nonna ed io, per scambiare qualche parola con la signora de Villeparisis, che ci ha detto di aver ordinato per noi all'hotel, "croque-monsieur" e "œufs à la crème ».
Louis Leprince-Ringuet
Ci racconta Wikipedia fr. Che al lemma "croque-monsieur" contenuto nel Dictionnaire de l'Académie française è legato un aneddoto : il celeberrimo  Louis Leprince-Ringuet, fisico nucleare francese, accademico di Francia con una serie infinita di titoli, partecipò alla sessione per la creazione della IX edizione del dizionario in cui si discuteva proprio del termine in questione. La definizione finale approvata fu : «XX secolo. Vivanda formata con due fette di pane tra le quali è messo del prosciutto ricoperto di formaggio, che viene cotta al forno». 
Tornato a casa, ne parlò con la moglie che gli fece osservare che questa definizione era la prova evidente del fatto che gli autori erano solo uomini, perché qualunque donna sapeva che un croque-monsieur non si cuoce in forno, ma utilizzando un particolare utensile domestico (grille à croques-monsieurs). 
Alla seduta successiva, Louis Leprince-Ringuet mostrò ai colleghi questo attrezzo, ma nonostante l’apprezzata dimostrazione, la definizione rimase la stessa.
L'Académie Culinaire de France ha dibattuto ufficialmente la questione se il croque-monsieur si prepara in modo corretto come un sandwich aperto con il formaggio come topping, or se invece il formaggio doveva ritenersi un “ripieno” tra due fette di pane. 

Se al croque-monsieur viene aggiunto un uovo questo si trasforma in un croque-madame: Alice casa, nell’articolo da cui ho preso la ricetta, racconta che questa versione è stata inventata in onore di Madame de Staël (1766-1817) la celebre scrittrice francese, anche se mi sfugge un po’ la linea temporale del fatto in quanto la baronessa de Staël visse in tempi decisamente lontani (1766-1817) e non ho trovato in nessun altro articolo questa versione… Ma forse si intende che le è stato dedicato come omaggio e comunque in questo senso noi lo considereremo. 
 Ho letto poi che c’è anche una versione croque-mademoiselle è associato con molti panini differenti, dalle ricette più dietetiche a quelle dolci. Altre a queste tre versioni ne troviamo anche altre ormai “codificate” : 
- croque provençal (con il pomodoro) 
- croque auvergnat (con il formaggio bleu d'Auvergne [una sorta di gorgonzola.] ) 
- croque gagnet (con formaggio olandese e salciccia) 
- croque norvégien (con il salmone affumicato al posto del prosciutto) 
- croque tartiflette (con fette di patate e formaggio Reblochon ) 
- croque bolognese / croque Boum-Boum (con il ragù !!) 
- croque señor (con salsa di pomodoro) 
- croque Hawaiian (con fette di ananas) 

Julia Child and Simone Beck
Un particolare croque madame, invece, con il pollo al posto del prosciutto è “firmato” Jacques Pepin, chef francese di fama, che lo ha presentato nella serie televisiva Julia e Jacques Cucinare a casa (che è diventato anche un libro), dove ha lavorato con la mitica Julia Child.
 Sempre con J. Child ha lavorato un’altra grandissima chef francese Simone Beck a cui dobbiamo un’altra versione del croque madame, questa volta aperto e reso più “audace” dall’aromatizzazione con cognac , kirsch, o rum e solo con formaggio svizzero e uovo. 
Ultima versione firmata il croque Polaine, apparso negli gli anni '90, preparato con il pane del celebre panettiere parigino Lionel Poilane 

Ora non mi resta che presentarvi questa versione piuttosto classica. L’alternativa si presenta per la cottura: invece che in forno potreste farlo friggere per pochi minuti per lato in un padellino con il burro chiarificato.

da Alice cucina, Febbraio 2011

croque monsieur
Ingredienti
8 fette di pancarrè
4 fette di prosciutto cotto 
110 gr di groviera o fontina 
70 gr di burro
1 cucchiaio di farina
2 dl di latte
1/2 cucchiaino di senape
1 tuorlo d'uovo 
noce moscata 
sale e pepe


Croque collage

mercoledì 15 febbraio 2012

Lo Starbooks di Febbraio: Michel Roux, Uova : Uova strapazzate Magda su pan fritto e frittata thai con gamberetti

Di Daniela


Ecco la seconda giornata del mese dedicata al nostro Starbooks , il libro di Michel roux dal titolo direi chiarissimo: Uova. E chiara è la sua scuola di base che permette di affrontare ,senza eccessivi problemi, tutti i tipi di cottura per chi di uova è goloso o semplicemente ama cucinarle e offrirle.
Scendendo nello specifico , quest'oggi tocca a me riportarvi di uova fritte, strapazzate, frittate ed omelettes; e l'ultimo appuntamento, mercoledì prossimo (22 c.m.) sarà dedicato alle salse e alle creme.

L'impegno è considerevole, nonostante la semplicità dei piatti e quindi vi presento subito la programmazione odierna :
qui da noi vi parleremo delle tecniche di cottura delle uova e di Omelet thai con gamberetti e Uova strapazzate "Magda" su pane fritto;
su Vissi d'Arte...e di Cucina, Cristina B. preparerà uova di quaglia al tegamino su pane tostato,
su Andante con Gusto Patti ci farà assaggiare la frittata di zucchine e pomodorini confit
la nostra Mapi entrerà in campo in tutta la sua gloria, con uova strapazzate in nidi di piccole patate  con uova di salmone.
Quindi, supportata da siffatto eccellente gruppo, parto immediatamente con le "dritte" del Maestro per una cottura perfetta delle varie preparazioni.
Cominciamo dalle uova Fritte
Tanto per darvi un'idea della cura con cui viene spiegata ogni cottura nei particolari, vi leggerò le prime parole del capitolo che stiamo analizzando: Per friggere le uova alla perfezione è necessario spennellare la padella con un leggero velo di burro fuso o ammorbidito. Non posso sopportare le uova fritte che nuotano nel burro o nell'olio: non sono per niente sane e le trovo completamente indigeste (La traduzione è personale, poichè noi abbiamo la versione inglese del libro).
Vi anticipo anche che ho rispettato scrupolosamente i tempi per le cotture e l'utilizzo del burro, che io non uso quasi mai, preferendo l'olio. Anche per la frittura olio di arachidi, anche se preferisco  friggere con l'extravergine. Insomma ho seguito pedissequamente le istruzioni per provare le ricette. I risultati sono stati, come mi aspettavo, ottimi!

mercoledì 8 giugno 2011

Thick onion tart (Torta di cipollotti ) : Delia Smith per Starbooks

Di Daniela
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A differenza della sua omologa d'oltreoceano, quella Martha Stewart la cui vita non è estranea agli scandali (dall'amato cagnolino che morde in diretta un cameraman al carcere per truffa di qualche anno fa), Delia Smith è una signora tranquilla. Un unico marito- sempre quello- un 740 limpido, un allure di pacatezza e di serenità che contraddistingue ogni cosa che fa, libri di cucina e programmi televisivi compresi. Questo spiega perchè, le volte in cui perde l'aplomb, la povera DElia finisce sulle prime pagine di tutti i giornali, diventando spesso oggetto di dileggio, al limite dello scherno, così come è accaduto ancora recentemente.. Il problema è che queste trasformazioni, che la vedono smettere in un fiat i panni dell'icona del confort food britannico per assumere quelli di una esagitata signora incapace di controllo, avvengono sempre e solo in un'unica occasione: vale a dire, allo stadio. 
Da tempo, infatti, Delia e il marito, Michael Wynn Jones,  sostengono il Norfolk Football Club, una squadra che quest'anno tornerà in Premier League e di cui  i due sono i maggiori azionisti: l'amore che provano verso i colori della squadra è ovviamente ricambiato dai tifosi, non solo per biechi motivi economici, ma anche per la passione sincera con cui la signora Smith sostiene li proprio  team.  La sua performance più memorabile risale al 2005, nell'intervallo di un Norfolk- Manchester che vedeva la squadra di casa sotto di due gol. Nello stesso istante in cui i calciatori uscivano dagli spogliatoi, scese in campo pure Delia, armata di microfono, arringando i tifosi con un repertorio che avrebbe fatto commuovere qualsiasi scafato capo ultrà: "Siamo o non siamo la migliore tifoseria del mondo? I nostri ragazzi hanno bisogno di aiuto: glielo facciamo vedere, o no, se non siamo il dodicesimo uomo in campo?" Il tutto in rigoroso tailleur blu e mezzo tacco, sia chiaro, gli stessi che indossava poche settimane fa e che, secondo Delia, sono responsabili della serie di gaffes inanellate durante l'ultimo suo discorso in materia di calcio. 
Le cronache parlano di una Smith al balcone del municipio, con bicchiere di champagne in mano che, dopo aver storpiato il nome del general manager del Norfolk, ha proposto alla squadra un bel brindisi, per "tirarsi su"- anzchè per "scalare le classifiche", concludendo con l'augurio di potersi qualificare per quei "fottutissimi play off". Bagno di folla e sorrisi radiosi del marito a parte ("chi si sarebbe mai immaginato, che mia moglie si sarebbe inventata una frase così bloody, sanguinaria?"), il giorno dopo tutti i tabloid ironizzavano sul bicchiere di champagne, individuando in quello l'ultima fonte di ispirazione di un discorso così esaltante. Delia si è prontamente difesa, invocando il disagio procuratole dai tacchi, ma sui giornali inglesi parlano apertamente di uno stato di ebbrezza e in rete circolano video in cui la Smith canta inni di incitamento (sempre il tailelur e foulard) e in cui i denti appaiono macchiati di rosso, prova inconfutabile, a loro dire, di un'alzata di gomito a dir poco imbarazzante. 
Sarà: epperò, vuoi perchè il tifo calcistico abita qui -e pure tutto l'anno- , vuoi perchè d di chef che se la tirano da grandi pensatori non se ne può più, a noi questa Delia piace. Ci sembra genuina, spontanea, sincera, esattamente come il libro da cui stiamo scegliendo le ricette di questo mese, che oggi prevedono una torta di cipollotti assolutamente grandiosa, che immaginiamo perfetta per un pranzo veloce pre partita- magari con un buon bicchiere di rosso, per "tirarsi su"...

Thick onion tart  (Torta di cipollotti)
torta delia cipollotti 3
Il segreto di questa tarte con la sua pasta di farina integrale, formaggio e senape è quello di cuocere i cipollotti fino a quando non sono quasi caramellati così di formare un piacevole strato spesso e dorato sulla base...
Ingredienti
Per la pasta:
50 g di farina autolievitante (o 1/2 cucchiaino scarso di lievito aggiunto alla farina 00)
50 g di  farina integrale
pizzico di sale
½ cucchiaino di senape in polvere
50 g di burro
40 g di formaggio Cheddar, grattugiato (o del Gruyère)
Per il ripieno:
700 g cipollotti tritati abbastanza piccoli
50 g di burro
2 uova grandi, sbattute
110 ml di panna, yogurt naturale o latte (½ e ½)
1 cucchiaio di formaggio grattugiato tipo Cheddar o Gruyére,
sale e pepe nero, macinato al momento
torta delia fetta2
Metodo
Preriscaldare il forno a 180°
Prima di tutto preparate la pasta frolla setacciando le farine, il sale e senape in polvere in una terrina, poi mescolate il burro, fino a quando il composto diventa friabile. Poi aggiungete il formaggio grattugiato e aggiungete acqua fredda sufficiente a formare una pasta che lasci la ciotola pulita. Avvolgete la pasta in un sacchetto di plastica e lasciate riposare in frigo per mezz'ora.
Nel frattempo,  preparate il ripieno. Sciogliete il burro in una casseruola dal fondo spesso, quindi aggiungete i cipollotti tritati, mescolate per farli ben rosolare nel burro, e cuoceteli (senza coperchio) a fuoco moderato per circa mezz'ora fino a quando non si sono ridotti e hanno preso un bel colore dorato scuro. Mescolateli di tanto in tanto per evitare che si attacchino sul fondo della padella e, se alla fine del tempo non hanno raggiunto un bel colore oro scuro, abbassate la fiamma e cuocere per altri 10 minuti.
Collage cipollotti delia
Stendete ora la pasta per foderare uno stampo da crostata, bucherellate la base con una forchetta, mettetela nel forno pre-riscaldato e cuocete al centro del forno per 15 minuti. Togliete dal forno e spennellate l'interno della scatola di pasta con un po' di uovo sbattuto, recuperato da quello che userete per il ripieno, e rimettete in forno per altri 5 minuti. Poi stendete le cipolle su tutta la base della crostata, sbattete le uova con la panna , pepe e sale e versate il composto sopra lo strato di cipolle.
Infine spargete su tutto il formaggio grattugiato, riportate la crostata in forno e cuocete per 30 minuti finché il ripieno è gonfio e dorato
Buon appetito
Ale e Dani


Thick onion tart
torta delia cipollotti 2
The secret of this tart, with its wholewheat cheese pastry, is to cook the onions until they almost caramelise so they form a lovely thick, brown layer over the base.
Ingredients
For the pastry:
2 oz  self-raising flour
2 oz  Wholewheat flour
pinch of salt
½ level teaspoon mustard powder
2 oz  butter
1 ½ oz  Cheddar cheese, Grated
For the filling:
1 ½ lb  onions, chopped fairly small
2 oz  butter
2 large eggs, beaten
4 fl oz  double cream, natural yoghurt or milk
1 level tablespoon Grated Cheddar cheese
salt and freshly milled black pepper
torta delia cipollotti1
Pre-heat the oven, and a baking sheet, to gas mark 4,  350 ° F
Equipment
Also you will need an 8 inch fluted tart tin, greased.

Method
First make the pastry by sifting the flours, salt and mustard powder into a mixing bowl, then rubbing in the fat until the mixture Becomes crumbly. Then stir in the Grated cheese and add enough cold water to make a dough That leaves the bowl clean. Wrap the dough in a polythene bag and leave to rest in the fridge for half an hour.
Meanwhile, you can be preparing the filling. Melt the butter in a heavy-based saucepan, then add the chopped onions, stir to get them well coated in the butter, and cook them (uncovered) over a medium heat for about half an hour until they have reduced and turned a deep brown. Give them a stir from time to time to prevent them catching on the bottom of the pan and, if at the end of the time they haven't turned almost mahogany brown, turn the heat up and cook for a further 10 minutes.
Collage cipollotti delia
Then roll out the pastry to line the tart tin, prick the base with a fork, place it on the pre-heated baking sheet, and bake in the centre of the oven for 15 minutes. After that remove from the oven and brush the inside of the pastry case with a little beaten egg (from the filling), and return to the oven for another 5 minutes. Then spread the onions all over the base of the tart, whisk the beaten eggs together with the cream and some seasoning, and pour as much of this mixture over the onions as possible (depending on how much the onions have reduced, there may be a tiny spot left over).
Finally sprinkle the cheese over the top, return the tart to the oven and bake for 30 minutes till the filling is puffy and golden brown. 
Bon appetit
Dani

mercoledì 11 maggio 2011

Cake al prosciutto e peperoncino di espelette per Starbooks

Di Daniela
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starbooks
Eccoci ancora una volta a parlare di Starbooks. Anche in questa occasione vi proponiamo la ricetta di un cake salato che è perfetta per un buffet all'aperto (ma non è che al chiuso non sia intonato!!)  e che proviene dal magico Garden-party di cui già vi ha parlato Ale.
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La ricetta è come sempre molto semplice, ma di sicuro effetto e vale proprio la pena di prepararla per i vostri amici o, perchè no, per voi stessi... come suol dirsi, una fetta tira l'altra...
Cake al prosciutto e peperoncino di Espelette
da Garden party
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Ingredienti
4 uova
4 cucchiai di olio di oliva
1 bustina di lievito per torte salate (istantaneo)
250 gr di farina
400 gr di prosciutto cotto tagliato a pezzi
1 cucchiaio di peperoncino di Espelette (se non lo avete potrete sempre ricorrere ad uno nostrano:-))
1 bicchiere di vino bianco secco
2 cucchiai di senape
2 rametti di timo
sale, pepe
cake al prosciutto
Per chi, come me, non dovesse conoscere il peperoncino di Espelette (in Basco :  Ezpeletako biperra) racconterò che si tratta di un peperoncino rosso d.o.c. francese, molto apprezzato, coltivato nei Paesi Baschi in particolare nel comune di cui porta il nome. Ve lo mostro
foto da qui
Vedete bene che non è molto dissimile dal nostro, quindi un peperoncino nazionale calabrese (nduja) o della Baslicata (di Sinise, con l'igp) o in generale del sud d'Italia (io ne ho un po' Campani e sono eccellenti) ma anche quelli di Carmagnola, si prestano senza dubbio benissimo come sostituti. Ma procediamo.
cake prosciutto
Accendete il forno a 180°. Rompete le uova in una ciotola. Aggiungete la farina, il vino bianco, il lievito, la senape e 4 cucchiai di olio di oliva.  Preparate una pasta omogenea e incorporate i pezzi di prosciutto, il peperoncino e il timo sbriciolato (ho usato quello selvatico). 
Salate, pepate e mescolate. Versate la preparazione in uno stampo da plumcake precedentemente imburrato e cuocete per 50 minuti. 
Un consiglio , ci viene ora dall'autrice e io mi sento di sottoscriverlo in pieno: i pezzi di prosciutto sono più buoni se tagliati dalla parte finale, decisamente meno cara.
Buon appetito a tutti
Dani



Cake with ham and  Espelette's hot pepper
cake al prosciutto
Ingredients
4 eggs
4 tablespoons olive oil
1 packet of instant baking powder for pies
250 grams (2 1/4 cups) of flour
400 grams (14 oz) of cooked ham, cut into pieces
1 tablespoon chili pepper Espelette (if you do not have one you can always choose another :-))
1 cup dry white wine
2 tablespoons mustard
2 sprigs thyme
salt, pepper
The Espelette pepper (French: Piment d'Espelette; Basque: Ezpeletako biperra) is a variety of chili pepper that is cultivated in the French commune of Espelette, Pyrénées-Atlantiques, traditionally the northern territory of the Basque people. On 1 June 2000, it was classified as an AOC product .
Preheat the oven to 356°F (180°C). Break the eggs into a bowl. Add flour, white wine, baking powder, mustard and 4 tablespoons of olive oil. Prepare a smooth paste and stir in the pieces of ham, pepper and thyme crumbled (I used the wild thyme).
Add salt and pepper and stir. Pour the preparation in a loaf pan which has been buttered and bake for 50 minutes.
The author gives us a tip and I fully agree: the pieces of ham taste better when you cut them from the bottom, and are much less expensive.
Bon appetit
Dani

venerdì 15 aprile 2011

sandwich dolci e salati

 Di Daniela
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Più che un post di ricette questo sarà un post di idee... cioè quelle che si affollano in modo arruffato alla mente pensando a come organizzare un sandwich party per la Microba. La traduzione si riduce ad un banale sillogismo: la Microba vuole invitare alcune amichette, le amichettte sanno che la mamma della Microba cucina anche "cose strane", ergo le amichette desiderano mangiare le "cose strane" della mamma della Microba!!! Sempre che non decidano di cucinarle con me..... Quindi la scena è la seguente "tesoro cosa vuoi che prepari per le ragazze a merenda?" (Ragazze è il termine necessario perchè sul bambine storcono già un po' il naso) "Mi piacerebbero i sandwich, mamma, sai come quelli che mi preparava la nonna!" " Ma li vuoi dolci o salati (domanda stupida in verità!)?" " Tutti e due mamma, se puoi naturalmente.... non vorrei che ti stancassi per me (;-) colpo da maestro!), ma se potessi mi piacerebbero tanto sia dolci che salati!!"  Ora, è evidente che non posso assolutamente competere con i sandwich che preparava la nonna, perchè quelli erano magici: quindi, l'unica cosa che mi resta da fare è trovare un modo originale di proporli, perchè se c'è una cosa a cui non so assolutamente resistere è allo sguardo orgoglioso di mia figlia che mostra alle sue amiche le "meraviglie" che preparo per lei! Quindi, scartabellando qua e la e riflettendo un bel po' ecco cosa ha partorito la mia mente sconclusionata in una mattina di "studio matto e disperatissimo". I primi che  vi propongo sono quelli dolci:  nutella spalmata e messa in un cornetto di carta per disegnare i particolari per orso e maialino, cioccolato fondente sciolto con un pochno di panna e la nostra marmellata di ciliege per i due micro spartiti, disegnati con il cornetto il cioccolatoso e con una matita per dolci alla fragola il secondo. Inutile specificare che infinite sono le forme che potete ideare, e moltissime le creme da usare per decorarli, dalla pasticcera a quella al cioccolato al miele nelle sue varie gradazioni e sapori e alle infinite marmellate.....

Collage di Picnik

sandwich dolci

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Qui invece partiamo con i salati: le infradito sono ormai un cavallo di battaglia, ma bruco, maialino e "nave dei pirati che naviga nel verde mai dei sargassi" hanno avuto un certo successo!

Collage di Picnik
La farfalla certo, la più "ricca" e colorata  è stata gradita

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ma le bimbe sono rimaste colpite più che altro dalla sezione "sandwich Haute couture" che comprendeva alcuni modelli di abiti scollati da gran sera, con scarpe decoltè (Stefi, che ne dici: queste sono per te!) e borse in tono: devo dire che qui ho avuto molta soddisfazione sia nella versione patè che in quella prosciutto cotto!

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Collage di Picnik


Un capitolo a parte merita la sezione musicale utilizzata sia nel reparto dolci che in quello salato : sia i violoncelli per Microba...

Collage di Picnik

che i pianoforti in onore di Ginevra sono stati accolti da ohhhhhh di ammirazione che mi hanno fatto proprio piacere! Dimenticavo: il secondo pianoforte, quello "bianco" era un omaggio con citazione ad uno degli idoli di Ginevra, il grande J. Lennon....

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E ora qualche idea per come farcire panini un po' più da gusti adulti, presa direttamente da "Garden party" il nostro Starbook di questo mese:
Sandwich formaggio e salmone affumicato:  Stendete su una fetta di pane in cassetta integrale uno strato di formaggio morbido (tipo philadelphia), coprite con rondelle sottili di cetriolo, cospargete di aneto tritato e metteteci sopra una fetta di salmone affumicato. Sovrapponete un'altra fetta di pane
Sandwich avocado, limone verde tabasco e gamberetti: schiacciate la polpa di un avocado con un succo di limone verde, sale e alcune gocce di tabasco; stendete questa pasta su alcune fette di pane in cassetta, finite con gamberetti cotti e sguscati e coprite con una fetta di pane.
Sandwich pomodoro, bacon rosolato, formaggio morbido, senape e basilico : spalmate uno strato di formaggio bianco morbido (tipo philadelphia) su una fetta di pane casareccio, coprite con fette di pomodoro e foglie di basilico, poi fettine sottili di bacon o di pancetta affumicata rosolata. Spalmate la senape sull'altra fetta di pane e appoggiatela sul bacon.
Sandwich pomodoro, prosciutto e tapenade verde : tagliate una baguette croccante a metà e spalmate la tapenade su entrambi i pezzi.  Disponeteci sopra una fetta di prosciutto cotto e fettine di pomodoro. Richiudete la baguette.
Buon sandwich party
Dani


Coloured sandwiches
piano
I organized for my youngest daughter a sandwich party. She had a few girlfriends as guests and she asked me to prepare some sweet and some savory sandwices for their snack. These are the pictures of the ideas I had: some inspired by these two sites , some imagined by me. They are colorful and cute and the girls really liked them.
And now some ideas for stuffing sandwiches taken directly from our "Garden party" our Starbook for this month:
Cheese and smoked salmon sandwich: Spread on a slice of bread a layer of soft cheese (like Philadelphia), cover with thin slices of cucumber, sprinkle with chopped dill and put on a slice of smoked salmon. Close the sandwich with another slice of bread
Sandwich avocado, lime, tabasco and shrimp: mashed pulp of an avocado with lime juice, salt and a few drops of Tabasco sauce, spread this dough on a few slices of bread, finished with cooked and peeled shrimp and cover with a slice of bread.
Sandwich tomato, bacon browned, soft cheese, mustard and basil: spread a layer of soft white cheese (like Philadelphia) on a slice of bread, cover with sliced ​​tomato and sliced ​​basil, and thin slices of bacon or smoked bacon browned. Spread the mustard on the other slice of bread and place it on the bacon.
Sandwich tomato, ham and green tapenade: Cut a crusty baguette in half and spread the tapenade on both part. Place on a slice of ham and slices of tomato. Close the baguette.
Bon appetit

Dani



sabato 25 settembre 2010

Bresaola...tris!

Di Daniela
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Ci sono serate meravigliose che ti tengono fuori di casa fino a tardi solo per ammirare ciò che ci circonda: sono serate magiche, dove il cielo è talmente stellato e terso che ti sembra di non aver mai visto così tante stelle tutte in una volta, oppure la luna piena e luminosa illumina tutto rivelando o creando scorci che con il sole non noteresti mai e poi ci sono serate come quella che mi è capitato di osservare qualche giorno fa. Eravamo ancra al mare, e la giornata era stata veramente brutta : pioggia intermittente, tuoni e colpi d'aria violenti, mare grosso, insomma tutto ciò che fa burrasca. Poi, improvvisamente verso sera, inattesa, arriva la tramontana. In un attimo il cielo si apre e nell'ora blu tanto amata dai fotografi e dai poeti il vento trasporta verso l'alto mare ciò che resta della buriana che fino a poco prima aveva infuriato sulle nostre teste e così alle spalle, sui monti il cielo diventa a poco a poco stellato e limpido, ma in fondo, verso l'orizzonte ancora i lampi illuminano tratti di notte improvvisamente. Pensate che non abbia provato la tentazione di fotografarli? Sbagliato! Non vi dico fino a che ora sono rimasta sveglia per provare a rendere quanto di meraviglioso stavo vedendo. Ecco il risultato:
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ciò che mi piace in questo scatto sono le piccole luci che si intravedono alla sinistra dei lampi sono le...lampare, involontario gioco di parole, le barche che partono al tramonto
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per pescare con le loro luci fortissime durante la notte
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e che in quest'altra foto si intravedono mentre si allontanano verso il mare aperto, mentre la lucina che appare a destra del lampo qui sotto è quella della boa del parco marino.
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nell'ultima la luce si libera e scarica in mare tutta la sua potenza
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Non è stato uno spettacolo meraviglioso? E' vero che le foto non riescono a rendere giustizia alla grandiosità di un simile evento, specialmente a mano libera e con un obbiettivo "normale", però sono particolarmente contenta di aver condiviso con voi la bellezza della natura "scatenata".
Però va da se che dopo una serata spesa fino a tardi a cercare di catturare con la mia Fuji la bellezza effimera del lampo (e non vi posso dire quante foto ho scattato prima di catturare queste immagini!) la mattina dopo ho dormito un po' di più e per pranzo ho preparato una cosa veloce e leggera ma gustosissima come questi 3 piatti di bresaola, per i quali mi sono ispirata a 3 ricette del nostro chef E. Pini
BRESAOLA CON JULIENNE DI MELA
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dosi per 4 persone:

350 gr. bresaola tagliata a fette sottili
200 gr. lattughino
100 gr. mela tagliata in julienne (piccoli fiammiferi)
3 cucchiai olio extravergine
2 cucchiai aceto di mele
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Preparazione:
Disporre sui piatti il lattughino, addossarvi la bresaola, quindi cospargere con la julienne di mele. Condire con la vinegrette all'aceto di mele (sale, pepe bianco, aceto di mele, olio)

BRESAOLA AL CARPACCIO
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Dosi per 4 persone:

350 gr. bresaola tagliata a fettine
150 gr. carciofini (o porcini) sott'olio affettati
150 gr. formaggio casera a dadini
3 cucchiai olio extra vergine
1 cucchiaio d'aceto rosso
1 cucchiaio di senape dolce
sale e pepe quanto basta
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Preparazione:
Adagiare sui piatti le fettine di bresaola tagliata sottile.
Disporre sopra i carciofi o i porcini affettati e i dadini di formaggio casera.
Condire con la salsa alla senape: aceto, sale, senape e olio.

ROSE DI BRESAOLA CON CAPRINO FRESCO E OLIO BUONO
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dosi per 4 persone:

350 gr. bresaola tagliata sottile
150 gr. caprino fresco tagliato a rondelle
foglie di lattughino
3 cucchiai olio extravergine
pepe
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Preparazione:
Disporre sui piatti una 1/2 fetta di bresaola, guarnire al centro con una rondella di caprino. Arrotolare la fettina intorno al caprino come se fosse un petalo. fare lo stesso con un un'altra1/2 fettina. Disporre le roselline al centro del piatto decorare con qualche foglia di lattughino.
Condire con un filo d'olio e una spruzzata di pepe al mulinello.
Buon appetito
Dani


Bresaola with apple julienne
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serves 4 people:

350 gr. Bresaola thinly sliced
200 gr. lettuce
100 gr. apple cut into julienne strips (small matches)
3 tablespoons extra virgin olive oil
2 tablespoons cider vinegar

Preparation:
Arrange the lettuce on plates, put on bresaola, then sprinkle with sliced apples. Season with vinegrette apple vinegar (salt, white pepper, cider vinegar, oil)

Bresaola AL CARPACCIO
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Serves 4:

350 gr. Bresaola sliced
150 gr. artichokes (or porcini) in oil
150 gr. casera cheese, diced
3 tablespoons extra virgin olive oil
1 tablespoon red wine vinegar
1 teaspoon sweet mustard
salt and pepper to taste

Preparation:
Lay the slices on plates of thinly sliced dried beef.
Arrange artichokes over or sliced mushrooms and diced cheese dairy.
Season with the mustard sauce: vinegar, salt, mustard and oil.

ROSE OF Bresaola with goat cheese and good olive oil
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serves 4 people:

350 gr. Bresaola thinly sliced
150 gr. goat cheese cut into slices
lettuce leaves
3 tablespoons extra virgin olive oil
pepper

Preparation:
Place dishes on a 1 / 2 slice of dried beef, garnish the center with goat cheese. Roll the slices around the goat like a petal. do the same with an other 1 / 2 slice. Arrange the roses in the center of the plate garnish with a few leaves of lettuce.
Season with a little oil and a dash of fresh pepper
Bon appetite
Dani
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