VECCHIE MA BUONE.

(un piccolo time-out, sdrammatizziamo un po’)

Gira da decenni, ma ne ho una versione “attualizzata”:

Un tale, preoccupato dal suo evidente deperimento nonostante mangi come sempre, pensando al peggio va a farsi visitare dal medico di base e gli spiega la situazione.

Il medico ascolta, gli prescrive un po’ di analisi, una radiografia e gli chiede di tornare con i risultati appena possibile. Nel frattempo gli consiglia di assumere più proteine ma il tale si mette subito sulla difensiva: “vede, io sono convintamente vegano e riduco l’assunzione di proteine alle sole concesse dal mio regime alimentare“.

Bene, allora ci vediamo quando ha i referti“.

Il tale fa le sue analisi e torna dal medico, che dopo aver attentamente studiato ed osservato i risultati dà la sua diagnosi: “allora, qui tutto mi fa credere che lei abbia il verme solitario, altra spiegazione non c’è“.

Ommioddio! E cosa posso fare?

Guardi, non c’è problema, le prescrivo questo vermifugo, se ne fa una scatola e torna tutto a posto“.

Eh no! Non è possibile… io sono convintamente antifarmaci e poi eticamente non posso assumere una sostanza artificiale che possa nuocere ad un essere vivente, gliel’ho detto, sono convintamente vegano“…

Ah, beh, se è così, usiamo un metodo naturale. E’ d’accordo?

Mi dica, dottore, mi dica“.

Allora useremo il metodo del grissino e del broccolo, ci vogliono grissini, broccoli lessi e il trattamento dura dieci giorni“.

Interessante. Mi spieghi“.

Funziona così. Lei per nove giorni ogni sera si ficca in culo prima un grissino e poi un broccolo lessato. Mi raccomando, prima il grissino e sempre alla stessa ora“.

Fin qui la seguo. Difficile ma si può fare. E poi?

Il decimo giorno, alla solita ora, si ficca in culo solo il grissino“.

E poi?

E poi aspetta pazientemente. Vedrà che ad un certo punto il verme solitario si affaccerà dal suo culo reclamando il broccolo e lei a quel punto, TAC! Gli assesta una bella mazzata in testa. Problema risolto“.

Coscienza, Dignità, Onestà e Giustizia

La mia compagna stava studiando per diventare un’infermiera. Ma a un certo punto lasciò, nauseata da quell’ambiente tossico.

Un mio amico aveva il mito della carriera militare. La cominciò… per abbandonarla dopo due anni. Quando gliene chiesi il motivo mi disse che aveva visto troppe cose che non andavano. Gli chiesi di farmi un esempio ma non volle – e si vedeva che l’argomento lo incupiva parecchio.

Una volta conobbi un giovane avvocato che stava facendo praticantato. Anni dopo mi capitò di ricontattarlo. Scoprii con sorpresa che aveva del tutto cambiato vita. Mi disse che ormai quel mestiere lo ripugnava. Che non poteva sopportare le profonde ingiustizie e le ipocrisie del Sistema

(E non so se nella lista possiamo aggiungere anche il nostro Alberto… Lo dirà lui se sente di essere affine a queste persone…)

Perché vi sto dicendo tutto questo? Semplice. Per dimostrarvi che se uno ha una coscienza, se uno è onesto con se stesso, non può accettare le schifezze del mondo. E sopratutto non può fare finta di niente, di non vedere, di non sapere, una volta che ne è dentro. Non si accetta la logica del “tanto funziona così e io non posso farci niente”.

Chi invece sceglie di rimanere e far parte di questi mondi corrotti, pur sapendo benissimo come funzionano le cose, è complice e connivente. E non merita alcun rispetto.

Dormono la notte i medici che neppure ti ascoltano, che ti prescrivono un farmaco solo perché così vogliono le industrie farmaceutiche, che ti rimandano a casa dal pronto soccorso malmesso come sei venuto, perché in larga parte le leggi e lo Stato glielo permettono?

Dormono la notte gli avvocati che nelle aule dei tribunali invocano la sacrosanta giustizia, salvo poi chiedere compensi in nero ai loro clienti, o difendere gente che già sanno mafiosa spacciandola per innocente, o semplicemente coloro i quali sanno che il Sistema è iniquo e non funziona?

Dormono la notte le guardie che conoscono i gravi abusi dei loro commilitoni i quali dovrebbero essere i primi a difendere l’onestà e la giustizia… ma invece sono più corrotti della media della popolazione?

Queste persone la notte dormono benissimo, se non hanno alcuna coscienza, se fanno parte del Sistema, essendo ormai essi stessi corrotti e Sistema.

Dormono benissimo sapendo di aver scelto di stare dalla parte più forte della barricata. Anche se è quella più lercia.

Queste persone non sono esseri umani come noi brave persone. Sono subumani. E vanno trattati da subumani.

C’erano una Hazet 36, Milei e Contini Isacco 3a C.

Questo è un pelo cattivo.
Ma sarei stronzo con me stesso e con voi se lo tenessi nel cassetto.

Comunque, come dire, se è troppo (poco) porno, tolgo (cit.)

C’è poi la faccenda della chiave inglese Hazet 36, che ogni tanto qualcuno vede comparire come mia foto profilo su Facebook il 30 aprile — cioè il giorno dopo le commemorazioni funebri di Ramelli Sergio, 5a F(dG) — e allora parte la domanda: ma questo è completamente rincoglionito o sta facendo dell’umorismo malsano?

La risposta corretta è: entrambe le cose, ma come sempre con piena consapevolezza storica. Io so perfettamente che cos’è una Hazet 36, so la storia di quel modello e so perché quella misura lì è entrata nell’immaginario politico italiano in un modo così particolare. Oltre che in alcuni crani.

Altrove — o forse l’ho già fatto — ho spiegato perché ne possiedo una e a cosa mi serve davvero.

Anticipo solo questo a chi sia pigro e agli stronzi che dicono che scrivo troppo: non è che la porto in giro come una reliquia da tifo da (extra)Parlamentare. Sta sotto una campana di vetro come la Madonna dello Sterpeto, un oggetto votivo della mia storia politica personale. Tipo una bis-zia morta. Ogni tanto la tiro fuori, faccio un po’ di mindfulness e vado in giardino a minacciare un plinto di cemento, che però per rispetto delle istituzioni repubblicane non chiamerei mai Sergio – disambigua, Mattarella.
A volte “fascista di merda” capita, a volte “camerata”.

Quando la metto come foto profilo temporanea per tutta la durata del giorno 30 aprile so perfettamente che sto facendo umorismo nero, ed è verissimo che è malsano.

Però non è molto più malsano di una masnada di coglioni che quando sono da soli passano la vita a masticare amaro e infilarsi metaforicamente qualsiasi cosa nel sedere, ma quando si trovano in gruppo — possibilmente quattro contro uno — riscoprono improvvisamente un entusiasmo farinacciano per la pedagogia della sprangata.
Farinacci, tra l’altro, mi è sempre stato inspiegabilmente un sacco simpatico per quel suo vizio tutto cremonese di buttare la gente dal balcone, una forma primitiva ma chiarissima di sospensione dei lavori al Seggio per riconteggio delle schede. E diciamola tutta, anch’io se uno alla terza volta che conta, sbaglia, ho la tentazione di aprire la finestra e urlargli “Vola, colomba bianca vola!” mentre lo sospendo giù da piedi e incidentalmente mi sfugge.

Per cui sì, finché in Italia sarà serenamente concesso radunarsi in eccessivi multipli di tre — che teoricamente è il limite dell’adunata sediziosa ma è anche abbondantemente il limite superato dal decreto sicurezza Meloni — per ricordare in maniera vietata dai padri costituenti uno slogan degli anni Settanta, forse il più inutile di tutti, dedicato a uno ammazzato pure in modo vigliacchissimo – mai l’ho negato che fosse stato un gesto massimamente inutile e vigliacco – io continuerò serenamente a dire “Me ne frego!” (cit.) e a usare come foto profilo proprio la Hazet 36, la stessa marca e lo stesso modello che cagionarono quella morte che viene commemorata in quel modo lì, da quella masnada lì, in quel giorno lì.

Protesto solo il diritto, su strada a doppia carreggiata, di percorrere con lo stesso discutibile gusto il senso inverso della faccenda. Anche perchè, nell’ uno a uno, nessuno di quelli che dalle mie parti frequenterebbe happening come quello di cui sopra, se ce ne fossero. mi ha mai detto nulla sull’immagine che offro al mondo in quel giorno.

Forse dieci contro uno sì, ma uno a uno no.
Nemmeno garbate rimostranze.

Ora, fino a qui siamo nel campo delle perversioni politiche personali, che è una branca molto italiana della botanica morale.
La Hazet 36 non la porto in giro per spaccare teste, ripeto: sta sotto vetro come una statuetta votiva.
E basta!
Non siete i parenti del plinto di cemento in giardino quindi Basta!

Però succede che un giorno arriva un tipo sotto quella foto profilo e mi attacca un pippone monumentale sulla violenza della sinistra italiana.

E, spoiler, non mi sta scrivendo la quarta di copertina di un testo sul 1977. Nè sullo spontaneismo folle di Prima Linea.

Il personaggio in questione è una groupie infoiata male di Javier Milei — quello che gira per l’Argentina con una motosega accesa come se fosse un cosplay di Leatherface, con stessa mimica facciale e stesso eloquio da trisomia di certi cromosomi, ma alla Bocconi — e mi spiega con tono grave che noi di sinistra abbiamo la violenza nel DNA (cit.).

Nel frattempo sostiene anche che Milei ha ragione e al Papa andrebbero fatte cose terribili. Io su certe critiche al Papa potrei pure trovarmi d’accordo, ma lui parlava di Francesco quando usava la parola “comunista”, mentre io certe cose le penso dell’agostiniano attuale inquilino della sede, che comunista non lo è nemmeno nei suoi incubi peggiori, quindi la premessa già scricchiola.

Però il tipo insiste: voi di sinistra.
E riesce addirittura a peggiorare la situazione: voi come la Schlein – qui mi stava perdendo con questa similitudine – voi che sobillate la violenza.

A quel punto io la butto sul ridere, pieno di faccine sorridenti, e gli scrivo: “Oh però mo’ basta a dire che la Schlein è come me, sennò mo’ vado a prendere dalla foto la Hazet36 e ti meno sulla capoccia!”.

Quindici minuti di silenzio digitale.

Non succede niente di drammatico, nessun carabiniere sotto casa.
Il tipo mi risponde serissimo, dopo quei quindici minuti: “Vedi? Voi ce l’avete nel DNA questa storia della violenza. State scatenando il terrore in Italia. Gente come me, con il mio attivismo, ha paura.”

Gente come lui, cioè cheerleader Facebook di un presidente argentino che fa campagna elettorale con una motosega e di una comunità politica che si eccita all’idea della manina del mercato che aggiusta tutto, forse sui conti correnti, forse su altre parti del corpo. Forse li sega, ma non con l’attrezzo a motore. E non Milei ma la manina.

La cosa mi scivola addosso perché a un certo livello di idiozia umana sono abbastanza allenato, e la cosa apparentemente finisce là. Però qualche tempo dopo me la ricordo, e me la ricordo il giorno dopo le bombe sul Venezuela, quando mi capita sotto gli occhi il post pubblico di uno con responsabilità politiche a Empoli dentro Fratelli d’Italia e quindi eterodiretto da quelle chat abitate anche da personaggi trucidi che scrive testualmente: 

“Comunisti di merda vi stermineremo tutti.”

La frase è lì, limpida come una bottiglia rotta. 
E gli amici trucidi che scrivono roba trucida su Whatsapp ce li abbiamo tutti, in certi gruppi – non fate i santarellini del cazzo con me che con il male umano ho così tanta costumanza che…
Comunque: sul post sta scritto così.
Vi stermineremo. 
1 Persona plurale, mi sa.
L’autore si chiama Isacco Contini, e già il nome fa un certo effetto quando lo leggi accanto a una frase del genere dentro un partito che ha una fiamma che esce da una bara – quella di Lui, firmatario di certe leggi contro i correligiosi di quelli che si chiamano Isacco – nel simbolo.
Soprattutto quando usi la prima plurale, alludendo al fatto che come sempre, porti con te amici e non agisci da solo.

Il post resta online per qualche ora, poi sparisce.

Evidentemente qualcuno, pur se trucido, gli spiega che il verbo sterminare è un filino impegnativo. E che il progetto di un noi non è stato discusso. Lui però questa cosa del verbo la fraintende proprio. Forse perchè le spiegazioni, come sempre dentro quel partito, corrono sul filo di una chat di Whatsapp.

Infatti…

Dopo due giorni arrivano le precisazioni illuminate e illuminanti.

Le parole pesano: possono ferire, dividere, richiamare immagini e paure che non dovrebbero mai entrare nel confronto democratico.

Giusto, le parole possono ferire; sterminare invece è più definitivo, diciamo che non lascia molto spazio alle lacrime, dopo.

A quel punto faccio la cosa più stupida del mondo.

Perchè le star o i coglioni non dovrebbero mai avere un volto, una immagine, nemmeno un corpo.
E così cerco su Google questo Contini Isacco, lo guardo bene dalla testa ai piedi e penso che forse è meglio chiuderla lì, non sollevare nemmeno la questione con il mio amico libertario della motosega che temeva la violenza della sinistra agitata dalla Schlein.

Perché nel frattempo mi tornano in mente le chat interne di Fratelli d’Italia uscite sui giornali, quelle piene di battute raffinate tipo “il pederasta tizio” rivolte peraltro a un loro iscritto autorevole, per i suoi costumi sessuali non sempre in linea con il fuckcode meloniano. E rivolte anche massimamente ma di traverso a un altro autorevolissimo esponente dello stesso partito che parla come il vocalist del “Mucca Assassina” – discoclub romano per umanità con le chiappe chiacchierate. Di quest’ultimo non si dirà pederasta semplicemente perchè chi va con lo zoppo, si sa…
E sulle chat si evita la ridondanza.

Allora riguardo Contini Isacco, rileggo le chat, penso alle motoseghe, alla Hazet 36, alle minacce di sterminio, al cabaret permanente delle chat di partito, e mi dico che forse certi post su Facebook sono l’ultimo dei problemi.

Perchè certe chat nero-trucido dove si dileggia la gente assieme agli amici trucidi ce le avete anche voi – ripeto – e io non devo spiegarvi niente se come penso, se non conoscevate Isacco Contini poi siete pure andati a guardarlo e cercarlo.

Perchè se un nominato da un ministro può diventare “Il pederasta tizio” non voglio immaginare cosa possa diventare un umile coordinatore cittadino come Contini Isacco, con quel nome e proprio come lui, come potete vederlo in foto senza alcuna vergogna.

E questo perchè oltre ad avere idee chiare sul fuckcode, in quelle chat c’è ancora gente – un sacco di gente, non immaginate quanta – che ha un album intero di idee privatissime e chiarissime sui protocolli compassionevoli per persone in condizioni particolari ma simile a quelle del sunnominato Contini Isacco 3aC, già sperimentate con la Aktion4 – leggi Taigeto spartano o eutanasia per sciagurati – in posti come Hartheim.
Per altro con efficienza invidiabile, tedesca.

Spiegarlo a chi si fa le seghe sulla motosega di Milei o si fa segare dalla manina del mercato sarebbe tempo perso; tanto l’idiozia di Contini Isacco 3a C, quanto la violenza verbale sua, mia e sulla sua chat di partito, dove è stato democraticamente convinto a ritirare il post e ritirare se stesso a vita privata.
Per sempre, temo.
Temo perchè, un cabaret così, con piena comicità involontaria… andiamo!

Qui invece ha un senso diverso, perché ho la speranza che voi possiate capire. Soprattutto le risate e l’enorme commedia dell’assurdo che stanno diventando certe discussioni. E certi personaggi che ti scrivono certe cose e che temono per la loro vita visto il loro impegno a farsi palpare dalla manina invisibile del mercato.

Ah sì: “Manina” è un cit. pedissequo.
E guardare dalla testa ai piedi Contini Isacco, 3a C e capire tanto di lui è esercizio che vuole un attimo di tempo.

FILM BRUTTI – “La profezia di Celestino” (2006)

(1) E’ una puttanata pazzesca!!

Succede che 25 o 30 anni fa alcune persone volevano che io leggessi assolutamente il libro “La profezia di celestino” ma io non lo lessi mai sebbene sono sempre stato un lettore decisamente molto onnivoro.
Stasera ho voluto colmare questa lacuna guardando il film ed il giudizio è quello al punto (1).

Il film fa schifo al pene, è inguardabile. Personaggi di cartapesta trovati nel Dixan, sceneggiatura infantile , dialoghi da fotoromanzo amatoriale, musiche scartate dagli spot del mulino bianco e tutto il peggio che si possa immaginare. Al confronto i cinepanettoni sono film da oscar.

Ma è sopratutto la storia e l’idea che ci stanno dietro che sono vomitevoli ed a questo punto penso che lo sia anche il libro, che per fortuna non ho letto.
Il film mostra le vicissitudini associate alla ricerca di 9 o10 antiche profezie dissepolte in scavi archeologici in Perù che aprirebbero ai propri iniziati e/o ai predestinati una più ampia coscienza e l’accesso a piani superiori dell’esistenza fino a dotarli di superpoteri come quello di scomparire o vedere a colori l’aura delle persone. Se fosse un fumetto Marvel ci metteremmo il cuore in pace, ma qui si pretende davvero di fare un film serio.
Sinceramente non so cosa altro scrivere perché certe cose ottundono ogni capacità di analisi che comunque finirebbe sempre per essere ben riassunta dal giudizio di cui al punto (1).

Non guardatelo.

(RI)PARLIAMO DI “GIUSTIZIA”

tanto adesso il referendum è passato e non rischiamo di fraintenderci anche perché il discorso è un pelino più ampio e col referendum c’entra solo di striscio

Avrei potuto pensare ad una coincidenza, il sabato appena passato, quando durante una passeggiata in via del Corso cercando di ricordare quali negozi fossero cambiati e quali del tutto spariti rispetto ai “vecchi tempi” mi sono imbattuto in questa targa, che a quanto pare è lì dal 2024:

Sapete però che uno dei miei “tormentoni” preferiti è proprio “Le Coincidenze Non Esistono” ed anche in questo caso è appropriato.

Non è una coincidenza perché ci sto pensando da un po’, perché – anche se incidentalmente – l’avevo nominato proprio il giorno prima, perché ho appena finito di vedermi la miniserie “Portobello” (HBO, 6 episodi, di Marco Bellocchio con uno spettacolare Fabrizio Gifuni) che vi consiglio molto molto caldamente e perché la sua storia è fin troppo emblematica.

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