
Titolo: Notte senza fine.
Autore: Richard Laymon.
Genere: horror.
Pagine: 480 (formato ebook in lingua inglese); 367 (formato cartaceo in lingua italiana e inglese).
Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it (formato ebook in lingua inglese); https://www.amazon.it (la versione cartacea in italiano è molto costosa mentre quella in inglese è più economica); https://www.Ebay.it (anche qui la versione in italiano è abbastanza costosa mentre la versione in inglese è più economica) (formato cartaceo in lingua italiana e inglese) e forse anche nelle biblioteche della vostra città/ del vostro paese.
Trama: Jody Fargo ha sedici anni ma è più tosta di quanto sembri: deve esserlo. Sta dormendo a casa di un’amica quando gli assassini irrompono. Massacrano la famiglia ma Jody riesce a scappare, salvando il dodicenne Andy lungo la strada… Simon Quirt non sembra il tipo di persona che stuprerebbe e ucciderebbe nel cuore della notte. Ma, insieme ai suoi amici, è proprio quello che fa. Ora Simon è solo. Il suo compito è rintracciare gli unici testimoni oculari del massacro ed eliminarli. Simon non vede l’ora di mettere le mani su Jody…
Storyline: Jody Fargo is sweet sixteen but tougher than she looks – she has to be. She’s sleeping over at a friend’s when the killers break in. They slaughter the family but Jody escapes, rescuing twelve-year-old Andy on the way… Simon Quirt doesn’t seem the kind of fellow who would rape and murder in the dead of night. But, together with his friends, that’s just what he does. Now Simon is alone. His task is to track down the only eyewitnesses to the massacre and dispose of them. Simon just can’t wait to get his hands on Jody…
Ho appena terminato la lettura di “Notte senza fine” di Richard Laymon, uno scrittore che ha incentrato le sue storie sul genere horror.
Ma che cosa succede quando, un genere che ami, finisce per rivelarsi un mezzo flop? Beh, un po’ di delusione c’è perché di questo autore ho letto e ho nella mia biblioteca personale due titoli: “La carne” e “La bara”. Due libri che mi hanno dato il vero senso del brivido, inquietanti: insomma, due libri degni d’essere definiti degli horror.
Mentre con “Notte senza fine” non ho avvertito nemmeno un piccolo brivido, in una parte del libro solo tanta tanta noia. È molto più splatter perché le scene sanguinose e di violenza abbondano ma ciò non è bastato per poterlo ritenere un horror degno di questo nome.
Ecco, una cosa che mi è successa mentre leggevo è stata il provare un senso di nausea fisico: un fatto davvero inconsueto perché sono abituata a letture di questo genere. Probabilmente ho ricreato anche in modo troppo vivido la storia nella mia mente (quando leggo creo in contemporanea una “storia ad immagini” nella mia mente, dò una fisionomia ai personaggi, immagino i luoghi in cui si svolge la storia, ecc) e questo ha scaturito in me la nausea… ma non ho vomitato eh, 😁.
È una storia fatta di omicidi, di fughe per la sopravvivenza ma anche di unità e complicità come quella tra Jody ed Andy, i due protagonisti principali della storia. La ragazza ha assistito all’omicidio dell’intera famiglia del ragazzino e con lui, unico sopravvissuto al massacro, sono costretti a fuggire per evitare che gli assassini li trovino e li uccidano. Ci riusciranno? E fino a quando dovranno nascondersi? C’è un assassino in particolare sulle loro tracce e sembra proprio non volersi arrendere…
Voto alla fine della lettura del libro: 6 (un sei molto stiracchiato: se non fosse stato per l’inizio del romanzo e per la fine il libro avrebbe avuto un voto più basso).
👍la storia parte molto bene: la suspence e il pathos sono ben presenti e le scene d’inseguimento per scappare dagli assassini sono molto ben scritte e coinvolgenti: il finale è un’altra parte del romanzo che mi è piaciuta: si ritorna a sentire il pathos e la suspence d’inizio storia: un dettaglio che mi è piaciuto di questo romanzo è la decisione dell’autore di raccontare la storia sia dalla parte dei protagonisti (usando la terza persona singolare) che dalla parte dell’assassino (usando la prima persona singolare): in questo modo si può conoscere il pensiero da ambo le parti.
👎se si esclude l’inizio e la fine tutto il resto della storia è stata, come vi dicevo sopra, un mezzo flop: parti noiose e che non danno ritmo alla narrazione: quando è l’assassino a parlare si dilunga in monologhi sconclusionati e pallosi, pieni di dettagli inutili e superflui. Vi faccio un esempio: ad un certo punto, nel ricordare l’aspetto di una delle vittime, questi la paragona ad un maiale e dice d’aver voglia di mangiare maiale in agrodolce e subito dopo dice d’aver mangiato questo cibo. Dettagli come “ho mangiato questo con questo e questo” oppure “mi sono messo questo di questo colore e quest’altro di questo colore” e simili mi fanno dire:

Ma c’è davvero bisogno d’aggiungere e di spiegare per filo e per segno, ai fini della narrazione, i dettagli che potrebbero essere tranquillamente omessi perché insignificanti? Mah, secondo me sono parti della narrazione che potrebbero essere benissimo ridotte ai minimi termini oppure nemmeno aggiunte. Solo in minima, ma proprio in minima parte e soprattutto se sono scritti con un filo ed un senso logico, posso accettare anche i dettagli meno “importanti”, ma se questi iniziano ad abbondare e sono scritti in maniera confusionaria non esito a dare, anche per questo, una valutazione negativa al libro.
E voi avete già letto “Notte senza fine” di Richard Laymon? Vi è mai capitato di leggere un libro che parte bene ma che poi diventa noioso e si riprende solo nella parte finale?
P.S: per fortuna che questo libro non l’ho comprato ma mi è stato solo prestato, altrimenti non so per quanto tempo sarei andata avanti a darmi della pirla per un acquisto sbagliato, 😁.
