Capita di incontrare, a chi passa per quell’incrocio, un tizio alto e curvo, dalle larghe spalle, coperte da un logoro cappotto spigato marrone. Tiene sotto braccio un vaso con dentro una giovane pianta di avocado e porta un copricapo militare con lo stemma dell’armata rossa.
Generalmente tiene gli occhi bassi, a fissare le scarpe consunte, e borbotta fra sé e sé qualcosa che si perde nel rumore del traffico, specialmente nell’ora di punta.
Qualcuno si dice convinto che si chiami Alfonso, altri sostengono che sia un discendente di nobili decaduti. L’hanno visto dormire sotto il Ponte di Sotto, ma anche uscire dalla porta di servizio del Grand Hotel. Il barista in piazza conferma che comunque il caffè e il cornetto, tutte le mattine, li paga regolarmente. Nessuno, a dispetto del suo povero andare, lo ha mai visto chiedere la carità.
Mi è capitato oggi di aspettare la corriera per il Capoluogo, unico sotto la pensilina, e di vederlo caracollare, armato del suo avocado, verso di me. Mi si è fermato a fianco, a due centimetri. Profumava di lavanda.
“Con quello che costa. E’ l’unica cosa da fare.” diceva. E dopo poco lo ripeteva e ripeteva ancora.
Io ho taciuto per le prime quindici volte, poi mi sono sentito in dovere di chiedere: “Cosa costa così caro?”
Alfonso si è zittito e, lentamente, si è voltato verso di me.
“Dice a me?”
“Certo. Mi chiedevo… cosa costa così caro?”
Ad Alfonso non è sembrato vero: ha raddrizzato un po’ le spalle, con gli occhi improvvisamente pieni di luce e mi ha risposto: “Ha fatto caso al clima? Si sta TRO-PI-CA-LIZ-ZANDO. E sa perché? Certo che non lo sa: nessuno lo sa. Eppure sta succedendo. E noi? Noi cosa facciamo? Andiamo avanti come niente fosse, continuiamo a radere al suolo le foreste, così i fiumi esondano, le città si allagano e con chi ce la dobbiamo prendere se non con noi stessi?
Continuiamo ad usare la carta. Si rende conto? Ogni anno in questa nazione consumiamo DUECENTOCINQUANTATREMILA TON-NEL-LA-TE di carta igienica. Non contenti di disboscare senza pietà, per pulirci il culo paghiamo un prezzo sempre più alto. Ha presente quanto costa la carta igienica? No che non ce l’ha: glielo si legge in faccia”
Io ho taciuto, non sapevo come replicare, non sapendo in effetti il prezzo corrente della carta igienica.
“L’unica cosa da fare, mi dia retta…” e qui si è messo a bisbigliare come se mi stesse per riferire un segreto “l’unica cosa da fare… è smettere di cagare!”
Avrei voluto rispondere, ma Alfonso non me ne ha dato il tempo: “Non c’è MA e MA! SMET-TE-RE di CA-GA-RE! E’ l’unica cosa da fare. Arrivederla”
Poi se ne è andato.