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Recensione libresca: “Non svegliarti” Liz Lawler.

… e se l’aggressione vissuta da Alex non fosse tutto frutto della sua immaginazione?

Titolo: Non svegliarti.

Autore: Liz Lawler.

Genere: medical thriller.

Pagine: 370 (formato ebook); 320 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it, https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

“La cosa peggiore non è ciò che ti è accaduto. È che nessuno ti crede.”

Trama: Quando Alex Taylor apre gli occhi, è distesa su un tavolo operatorio. Deve avere avuto un incidente, per questo non ricorda nulla. Ma è un medico, lavora in un ospedale, e sicuramente a breve i suoi colleghi la aiuteranno a ricostruire cosa è successo. C’è solo un problema… La persona che le sta di fronte non è un medico. E la scelta che la obbliga a compiere è indicibile. Poi Alex si risveglia. È molto confusa e non ha idea di come possa essersi salvata. Non appena i primi ricordi dell’esperienza traumatica riappaiono, nessuno è disposto a crederle. Le dicono che ha immaginato tutto, che è stato solo un brutto incubo. Emarginata dai colleghi, dalla famiglia e dal partner, Alex sta per cedere definitivamente all’idea di essere diventata pazza… ma poi incontra un’altra vittima.

Dopo che la precedente copia mi era arrivata incompleta ho potuto, finalmente, completare la lettura di questo romanzo di cui mi è stata spedita una nuova copia. Questa volta, fortunatamente, completa in ogni sua parte, 🙂.

Anche questa volta ho affrontato la lettura di un medical thriller, un sottogenere del thriller a tema medico. Queste letture sono ambientate in ospedali e cliniche, ed hanno come protagonisti medici, infermiere ed altri operatori sanitari. La sanità si intreccia con il mistero e i personaggi principali sono spesso chiamati a indagare sulle cause di eventi inspiegabili che si verificano nei luoghi in cui lavorano o in situazioni in cui si trovano coinvolti, cercando di scoprire cosa si cela dietro anomalie cliniche, morti sospette o inquietanti complotti che minacciano la vita dei pazienti e la loro stessa sicurezza.

In questo medical thriller la protagonista si chiama Alex Taylor, è una dottoressa scrupolosa e attenta che per un inspiegabile motivo si ritrova accusata di varie morti che sembrano avere un legame con la sua persona. Un misterioso quanto sfuggente assassino l’ha presa di mira sin dall’inizio e vuole portare a termine a tutti i costi il suo “piano di vendetta”. Un piano che andrà a erodere pian piano la sicurezza di Alex che, vedendosi trattata come una bugiarda, una pazza, una malata mentale, inizia a dubitare a sua volta della sua stessa sanità mentale. Ma nuovi episodi, all’inizio etichettati come “casualità”, “incidenti”, fanno capire ad Alex che non è pazza e che qualcosa di davvero terribile sta accadendo. E quando questi fatti arrivano alla polizia viene messo a capo delle indagini Greg Turner, un ispettore di polizia, separato e padre di un bambino. A collaborare nelle indagini ci sarà anche Laura Best, agente con alte ambizioni di fare carriera e di prendere il posto dell’ispettore Turner nella polizia. Mentre Turner va sempre molto cauto nei confronti delle indagini, cerca indizi e studia le prove, l’agente Best è come un bulldozer che schiaccia tutto quello che trova sul suo cammino, arrivando ad accusare Alex ancora prima che ci sia la certezza o meno della sua colpevolezza. In questo ambiente così ostile Alex ce la dovrà mettere tutta per dimostrare la sua innocenza e per riavere indietro la sua dignità di dottoressa, una dignità che sembra essere messa in dubbio anche dalle persone a lei più vicine e care.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5

👍 sino alla fine non si sa chi possa essere il colpevole perché ci sono varie situazioni che ribaltano completamente il pensiero che si è fatto fino ad un attimo prima; nel complesso è una storia abbastanza originale e piacevole da leggere; la suspense è una di quelle componenti che non mancano mai e che rendono queste letture avvincenti e coinvolgenti.

👎 nonostante la storia non manchi di suspense e attrattiva in alcuni punti la narrazione si fa un pochino lenta, quasi come se ci fosse un “freno a mano” tirato ed abbia bisogno di una spinta per proseguire con più scioltezza; durante la lettura mi sono trovata a provare una forte antipatia per due personaggi, ed ora vi spiego perché. Il primo è Patrick, il fidanzato di Alex: all’inizio il suo essere premuroso nei confronti della sua ragazza che gli racconta d’aver subito un’aggressione me l’aveva reso tenero e sensibile ma quando inizia a dubitare, come altri, che Alex si sia inventata tutto ed inizia a farla sentire anche lui come una malata mentale l’ho trovato di una cattiveria assoluta. Se davvero ami una persona le stai a fianco, cerchi di capire perché si sta comportando in un determinato modo e che cosa la spinge a fare certe affermazioni. Invece no, lui “segue l’onda” e s’aggrega alla massa che considera Alex una pazza. In breve, questo personaggio è un debole senza spina dorsale. Un altro personaggio che non ho potuto fare a meno di trovare antipatico (e questo è un eufemismo) è Laura Best, l’agente incaricata assieme all’ispettore Turner d’indagare sui vari casi che vedono coinvolta Alex. Sin dall’inizio, e senza alcun motivo, prende in antipatia la dottoressa, la dichiara colpevole a prescindere e continua ad accusarla senza avere una minima prova di colpevolezza. È così accanita e così convinta d’essere nel giusto ed avere ragione che non prende nemmeno per un attimo in considerazione che Alex potrebbe essere innocente. Inoltre è anche un personaggio invidioso, rancoroso e quando scopre che Alex, nonostante la giovane età e nonostante siano quasi coetanee, ha fatto carriera molto velocemente ed ha un curriculum di tutto rispetto (quello di Laura, al contrario, è privo di attestati e titoli) diventa ancora più cattiva nei confronti della dottoressa. Una parola sola per descrivere questo personaggio? Una Stronza, ma con la esse maiuscola.

E voi avete già letto “Non svegliarti” di Liz Lawler? Quanto vi coinvolge una storia in cui la protagonista è sola contro tutti?

Recensione libresca: “Diario dell’osservatore triste” Keyofeye.

Può una conoscenza in biblioteca evolversi in qualcosa di più oppure resterà solo il rimpianto di qualcosa che poteva essere e non è stato?

Titolo: Diario dell’osservatore triste.

Autore: Coulelavie, alias Keyofeye, alias Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com

Genere: narrativa.

Pagine: 194.

Dove reperirlo: https://www.lulu.com/spotlight/keyofeye

Trama: Kiko è un giovane adulto metodico che si reca in biblioteca due volte a settimana. In questo ambito conosce una ragazza un po’ strana di cui presto si innamora: Hushy. Però non è semplice conquistare il suo cuore… Sia perché lei sembra essere una tipa piuttosto difficile (e tiene verso lui un atteggiamento ambivalente). Sia perché, in fondo, anche per lui non è agevole gettarsi nell’avventura di un nuovo amore che faccia battere il cuore, perché lui, forse, come lei, nasconde un segreto…

Prima della recensione del libro ringrazio Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com per aver avuto la possibilità di un’altra lettura di uno dei suoi libri. Grazie, grazie, grazie, 🙏!

In questo libro Giordano mette molto di sé nel corso della storia e questo si riesce a percepirlo fin dalle prime righe: in questo modo autore e protagonista si fondono e diventano quasi un tutt’uno.

Ma passiamo alla recensione del libro: in questa storia il protagonista si chiama Kiko ed è un ragazzo che si reca in biblioteca e che, in una sorta di diario, racconta le sue giornate passate in questo luogo. Un luogo in cui non solo si respira l’atmosfera della cultura e dello studio ma che diventa anche il luogo in cui si possono fare delle nuove conoscenze. Ed è durante una di queste permanenze in biblioteca che Kiko conosce Hushy, una ragazza che lo colpisce subito per il suo essere “al di fuori degli schemi”. È anche timido e fatica a rivolgerle la parola, per questo passa un po’ di tempo prima che si presenti e le chieda come si chiami. Potrebbe essere l’inizio di un’amicizia e, forse, qualcosa di più? Ehh, non è così semplice! Anche perché Hushy ha una carattere abbastanza particolare: un giorno è allegra mentre quello dopo sembra avercela con il mondo e Kiko non sa come approcciarsi a lei quando è in una “giornata no”. Tra i due non corrono molte parole ma quando succede per Kiko è come se il mondo assumesse una nuova luce e nuovi colori. Ma se da un lato sembra tutto bello anche per Kiko, che a tratti è anche un gran sognatore, ci sono delle “giornate no” e basta un niente perché si senta triste e depresso. Scottato da una precedente relazione non riesce a trovare quel coraggio sufficiente a “voltare pagina” e darsi la possibilità di vivere una nuova storia. E quando Husky smette, da un giorno all’altro, di recarsi in biblioteca, per il ragazzo inizia un piccolo dramma. Perché la ragazza che ha conquistato il suo cuore non si fa più vedere? Ha detto o fatto qualcosa di sbagliato o che l’ha fatta allontanare da lui? Riuscirà a dimenticare questo “amore platonico” oppure continuerà a vivere nei suoi pensieri?

Voto alla fine della lettura del libro: 7.

👍 mi è piaciuta l’idea che Giordano ha avuto di narrare la storia di Kiko come se fosse un diario perché, attraverso i suoi pensieri, è facile provare empatia per il protagonista; nonostante sia già un adulto questa timidezza “adolescenziale” a tratti è molto dolce e strappa un sorriso; sempre per questa timidezza è altrettanto facile immedesimarsi perché ricorda un po’ quando, da adolescenti, c’era una persona che ci faceva battere il cuore ma si era troppo timidi per dichiararsi oppure si mandava un’altra persona a “sondare il terreno”, 😄.

👎 la timidezza, a volte, però ha anche dei lati negativi: se non si rischia, non ci si butta e si rimane “fermi” aspettando che sia l’altra persona a farsi avanti si perde l’occasione per conoscere meglio la persona che ci piace. E in alcune situazioni Kiko si comporta proprio così: si limita a qualche parola con Hushy e si lascia sopraffare dalla timidezza che lo porta fare dei “sogni ad occhi aperti”. Naturalmente non c’è nulla di male a voler sognare un po’ ma poi bisogna tornare alla realtà ed essere concreti.

“Ti piace questa persona? Vai e faglielo capire che ti piace! Non restare fermo e parlale! Se quella di prima ti ha fatto soffrire mettici “una pietra sopra e volta pagina”: la vita è una ed una soltanto ed è inutile vivere nel ricordo di un amore passato e non voler andare incontro al futuro!” Sono solo alcune frasi che, se avessi avuto di fronte il protagonista, gli avrei detto per farlo scuotere dalla sua apatia e dal suo restare “chiuso a riccio”.

Quando la vita ti mette davanti un’occasione non è mai positivo farsi troppi “film mentali” ma bisogna coglierla al balzo: male che vada non andrà come si voleva ma almeno non si sarà vissuto con il rimpianto di non averci provato.

E poi come si dice: “Meglio un rimorso che un rimpianto”. La pensate anche voi così?

E voi avete già letto “Diario dell’osservatore triste” di Coulelavie, alias Keyofeye, alias Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com? Quando nella vita vi si presenta davanti un’occasione, di qualsiasi genere o ambito sia, la cogliete al volo oppure preferite rinunciare già in partenza?

Recensione libresca: “Ninnini” Keyofeye.

Le simpatiche avventure di un bambino… con un piccolo problemino corporale, 😅.

Titolo: Ninnini.

Autore: Coulelavie, alias Keyofeye, alias Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com

Genere: umoristico.

Pagine: 118.

Dove reperirlo: https://www.lulu.com/spotlight/keyofeye (formato cartaceo).

Trama: Un libro umoristico, per grandi e piccini, in cui si narrano le pigre avventure di un certo Ninnini, il bambino con la stipsi.

Ancora una volta ringrazio Giordano, del blog https://coulelavie.wordpress.com, per aver avuto la possibilità di leggere uno dei suoi libri, 😀.

Se vi piacciono i libri umoristici e che strappano sempre delle belle e sane risate , questo è il libro che fa per voi, 😉.

A me piace questo genere di lettura e devo dire che non avrei mai smesso di leggerlo perché le avventure/disavventure capitate a Ninnini, il bambino protagonista della storia sono davvero spassose.

Ma chi è Ninnini? Ninnini è un bambino come tanti altri bambini della sua età: gli piacciono i fumetti, guardare la tv, ecc. In poche parole fare tutte quelle attività che fanno i bambini. Ma allo stesso tempo è anche abbastanza pigro e preferisce la maggior parte delle volte restare in casa piuttosto che uscire.

Nonostante la sua pigrizia vive delle avventure/disavventure davvero divertenti, come quella volta in cui, andando al parco giochi, s’innamora a prima vista di una bambina di nome Ninnina che sta giocando sull’altalena. Nonostante la timidezza decide di provare a conquistarla… ci riuscirà?

Ma le avventure/disavventure di Ninnini non si  limitano a questo: c’è il momento in cui inizia a prendere lezioni di nuoto per imparare a nuotare, il problema del non riuscire ad andare di corpo, ecc.

Ogni racconto è una risata assicurata e ad ogni avventura s’impara a conoscere sempre meglio il personaggio di Ninnini e le piccole grandi “sfide” che si troverà ad affrontare nella sua vita di bambino.

Voto alla fine della lettura: 7.

👍 una lettura divertente e spassosa che mi ha strappato risate ad ogni racconto e che, per il suo stile di scrittura, può essere letto ad ogni età; nell’episodio in cui Ninnini prende lezioni di nuoto mi sono rivista un po’ (anche se poi alla fine, rispetto a lui, ho imparato a nuotare) perché le prime lezioni di nuoto sono state piuttosto “traumatiche” in quanto mi avevano messo tra quelli che sapevano già nuotare bene mentre io a malapena “galleggiavo”. Per fortuna che poi, capendo che ero una “pivella del nuoto”, sono stata cambiata di gruppo e mi hanno messo tra quelli che dovevano ancora imparare a nuotare… e alla fine, in poche settimane, anch’io ho imparato a nuotare, 😃!

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Ninnini” di Coulelavie, alias Keyofeye, alias Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com? Voi, da bambini, che tipi eravate?

Recensione libresca: “Tutto è fatidico. 14 storie nere.” Stephen King.

Un viaggio nell’orrore sta per iniziare…

Titolo: Tutto è fatidico. 14 storie nere.

Autore: Stephen King.

Genere: horror, dark fantasy, new weird.

Pagine: 480 (formato ebook); 535 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Chi fa l’autostop di notte e sale sull’auto sbagliata; chi, al ristorante, trova che il piatto del giorno è un po’ troppo al sangue; chi scopre il paradiso in un destino sconosciuto… Benvenuti a bordo, si parte per un giro in quattordici tappe nell’ignoto, in quella regione dell’anima i cui neri abitanti popolano le trame di questi racconti. Paura e angoscia, ma anche macabro sarcasmo e assorta melanconia pervadono le vicende in cui King si lancia con la raddoppiata forza del lettore avido e dello scrittore ispirato. Perché, come asserisce da vero cultore delle raccolte, se da una parte ben pochi piaceri sono più squisiti dell’accomodarsi in poltrona a godersi tutto d’un fiato una bella storia, dall’altra non si può resistere al richiamo imperativo “di idee interessanti, idee splendidamente concise che chiedono a gran voce di essere espresse in poche pagine”. Assecondando questo moto spontaneo, il Re ha costruito, nel tempo, un repertorio poliedrico e affascinante di brevi narrazioni – best-seller negli Stati Uniti -, in cui il gusto della creazione gratuita si trasfonde in chi legge, conquistandolo come farebbe un raro artigiano con i suoi pezzi unici. Non regalate animali, non comprate niente alle svendite da cortile, ricordate che il diavolo esiste, non inimicatevi l’adolescente ombroso della casa accanto… e sappiate che tutto è fatidico.

Tra i vari libri presi alle postazioni di scambio libri ne ho trovato uno anche del mio scrittore preferito: lui, il Re, il Maestro del Terrore… il mitico Stephen King, 👑!

Questo libro è una raccolta di 14 racconti di vario genere: horror, dark fantasy e new weird. Una raccolta dove l’orrore e il macabro sono il “piatto principale” e dove la paura scorre tra le sue pagine. Tra stanze infestate, incontri misteriosi, follie del genere umano, ecc questa raccolta di racconti è un “viaggio” nella parte oscura delle persone, un percorso nell’ignoto e dove i personaggi affrontano i loro demoni e le loro paure più profonde.

Benvenuti a bordo! Che il viaggio nella paura abbia inizio!

A partire da questa recensione, ogni volta che affronterò la lettura di una raccolta di racconti, ho deciso d’arricchirla aggiungendo anche i titoli dei vari racconti il voto singolo per ognuno di essi, il mio giudizio in poche parole e una breve trama, e solo alla fine il voto della lettura nel suo complesso.

  • Autopsia: 6. Un racconto carino ma niente di eccezionale. Un uomo si ritrova sul tavolo autoptico a sua insaputa, immobile e dato per morto, nonostante sia vivo e possa sentire tutto senza però fare niente. Sembra impossibile riuscire a comunicare con gli altri… o forse no?
  • L’uomo vestito di nero: 8. Lettura piacevole e anche abbastanza inquietante. Il racconto di un uomo adulto che da ragazzino, andando a pesca, si ritrova ad incontrare niente meno che il diavolo che, con delle bugie, riesce a ingannarlo come solo questo personaggio sa fare.
  • Tutto ciò che ami ti sarà portato via: 4. Noioso e piatto. Un uomo afflitto da pensieri suicidi si rifugia nella stanza di un motel e, indeciso se farla finita o meno, ripensa alla sua vita da commesso viaggiatore e a tutte le frasi che ha “collezionato” scrivendole su un taccuino che ha con lui.
  • La morte di Jack Hamilton: 6. Abbastanza carino. Una banda di criminali sfugge alle forze dell’ordine ma nella sparatoria uno di loro resterà ferito gravemente. I due compari faranno di tutto per cercare di alleviare le sofferenze ma il destino sembra aver già deciso che cosa ne sarà di lui.
  • La camera della morte: 8. Intenso e coinvolgente. Un ex giornalista del New York Times viene catturato e portato in una camera dalla quale inizierà un interrogatorio che potrebbe essere il suo “pass per la libertà”… o per la sua condanna a morte.
  • Le piccole sorelle di Eluria: 9. Uno dei migliori di questa raccolta. Il pistolero Roland di Gilead, arrivato in una cittadina abbandonata, viene aggredito da delle “creature verdi” e si risveglia in un ospedale davvero particolare. I dottori sono degli insetti, i pazienti sono legati a dei sostegni e le suore che lo dirigono hanno qualcosa di strano. Ma che cosa?
  • Tutto è fatidico: 5. Mi aspettavo molto di più. Il protagonista del racconto ha un potere davvero insolito e per questo viene assunto da un’organizzazione misteriosa che, in cambio di una vita fatta di agi e comodità, dovrà inviare delle mail a delle persone. Ma che cosa si nasconde dietro a questo lavoro solo all’apparenza “normale”?
  • La teoria degli animali di L.T: 7. Piacevole e scorrevole. Il protagonista è un uomo loquace e a cui piace raccontare ai colleghi la storia di come è fallito il suo matrimonio. Dopo aver regalato alla moglie un cane e lei aver regalato al marito un gatto si ritrovano ad affezionarsi all’animale domestico del partner e ad odiare l’altro. E da qui inizieranno i litigi e le discussioni che li porteranno continuamente a scontrarsi e a difendere la bestiola a cui sono affezionati.
  • Il virus della strada va a nord: 8. Da brivido. Uno scrittore di libri horror, tornando a casa, acquista in un mercatino un quadro rappresentante un uomo con dei denti aguzzi alla guida di una macchina. Il quadro si chiama “Il virus della strada va a nord”. Da quel momento è un susseguirsi di fatti inspiegabili mentre il quadro inizia a “cambiare”. Semplice suggestione? Oppure c’è qualcosa di vero?
  • Pranzo al “Gotham Café”: 7.5. Inaspettato ma notevole. Una coppia è sull’orlo del divorzio e s’incontrano in un ristorante per mettere a punto i dettagli. Lei è accompagnata dal suo avvocato, lui no. Ma quando lui arriva al locale si ritrova a dover lottare per sopravvivere. Uno dei dipendenti inizia a dare segni di squilibrio ed comincia ad inseguirlo per tutto il locale: come mai questa furia omicida? E riuscirà il protagonista ad uscirne vivo?
  • Quella sensazione che puoi dire soltanto in francese: 6. Benino ma non benissimo. I venticinque anni di matrimonio sono una data importante e meritano d’essere festeggiati come si deve, così la protagonista e suo marito partono per un viaggio. Ma qualcosa di strano, una sensazione inspiegabile s’impossessa della donna che si ritroverà a vivere la stessa scena più e più volte.
  • 1408: 9. Pelle d’oca assicurato. Uno scrittore, di cui ha fatto dello scetticismo il suo punto di forza, ha costruito la sua carriera sullo smascheramento di presunti luoghi infestati. Dopo aver pubblicato tre libri sta raccogliendo materiale per il quarto e decide a tutti i costi di voler alloggiare nella stanza 1408 dell’hotel Dolphin a New York. Si dice che dentro questa stanza succedano cose strane e che molte persone siano morte nei modi più inspiegabili. Nonostante le reticenze del direttore riesce ad entrare nella presunta camera infestata… ma ancora non sa quello che lo aspetta.
  • Riding the Bullet – Passaggio per il nulla: 9. Da leggere assolutamente. Uno studente riceve una chiamata da una vicina di casa: la madre è stata ricoverata in ospedale. Così il ragazzo decide di mollare tutto e d’andare a trovarla. Ma il tragitto per arrivare a destinazione è lungo e il modo più veloce per raggiungerla è fare l’autostop. E durante uno di questi autostop viene caricato da un ragazzo molto misterioso, il cui nome assomiglia fortemente ad uno letto poco tempo prima. Chi è lo sconosciuto che gli ha dato un passaggio e perché intorno a lui aleggia un’aura di mistero?
  • La moneta portafortuna: 5. Né carne né pesce. Una cameriera, pulendo una delle stanze che gli sono assegnate, trova nella busta delle mance un quarto di dollaro. Decide così di tentare la fortuna ed inserirla in una slot machine dell’albergo in cui lavora. La fortuna sembra girare dalla sua parte e da lì, una giocata dopo l’altra, inizia ad accumulare un bel gruzzolo. I sogni, a volte, possono diventare realtà… oppure sono destinati a rimanere solo dei sogni?

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5.

👍 alcuni racconti sono davvero da pelle d’oca perché la paura e il brivido traspaiono da ogni parola e sono arrivata alla fine della lettura di essi con la consapevolezza e la certezza d’aver letto dei racconti degni d’essere catalogati sotto il genere horror; in questa raccolta di racconti oltre al classico horror si trovano altri generi che si vanno ad unire a questo creando delle storie davvero originali e che non si smetterebbe mai di leggere.

👎 purtroppo altri racconti non li ho trovati “King style”: racconti come “La moneta portafortuna” li ho trovati banali, elementari, quasi come se fossero dei racconti che si scrivono durante una verifica d’italiano e bisogna mettere su carta un racconto di fantasia.

E voi avete già letto “Tutto è fatidico” di Stephen King? Che cosa ne pensate del nuovo modo che ho usato per impostare le recensioni che tratteranno di libri con una raccolta di racconti?

P.S: sto facendo una ricerca minuziosa su Internet e finora la ricerca mi ha portato a trovare alcuni film tratti da questi racconti. Potrebbe, eventualmente, interessarvi anche la recensione dei vari film dopo che li ho visti?

Recensione libresca: “Il codice Rebecca” Ken Follett.

Spie, segreti e ombre nel cuore del deserto.

Titolo: Il codice Rebecca.

Autore: Ken Follett.

Genere: thriller, thriller storico, thriller di spionaggio.

Pagine: 364 (formato ebook); 359 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

“La lunga caccia alla spia che trasmette i piani militari inglesi a Rommel servendosi di un insolito codice: una pagina del celebre romanzo Rebecca.”

Trama: Nord Africa, estate 1942. Il generale Rommel, la “volpe del deserto”, ha accerchiato le truppe britanniche e sembra a un passo dalla vittoria finale. Ha un’arma segreta: una spia assolutamente fuori dal comune, Alex Wolff, che gli comunica direttamente i piani segreti dell’esercito di Sua Maestà servendosi di un invincibile sistema cifrato, il codice Rebecca. La Germania nazista avrà dunque il sopravvento? Così sembra, a meno che non si riesca a bloccare Wolff e a carpirgli la chiave del codice. L’unico che può farlo è un ufficiale inglese, il maggiore Vandam, nelle cui mani sono le sorti dell’umanità…

Quando Ken Follett scrisse questo libro si ispirò ad una storia realmente accaduta: durante alcune ricerche Follett scoprì la storia di Johannes Eppler, una spia nazista che, come Alex Wolff, era per metà tedesca e per metà araba, anche lui nato in Germania e poi cresciuto in Egitto, anche lui con un padre tedesco e un patrigno egiziano. I due personaggi, quello di fantasia e quello reale, hanno in comune il fatto di comunicare i loro piani tramite un sistema di codici basati sul romanzo Rebecca ed entrambi hanno avuto come “aiutante” una soubrette. Mettendo insieme tutto questi elementi è stato creato il personaggio della spia nazista Alexander “Alex” Wolff.

Ma in questo romanzo la spia non è il protagonista bensì l’antagonista: il protagonista del romanzo si chiama William Vandam (in questo caso Follett non si è ispirato a nessun personaggio esistente e il protagonista è un personaggio di fantasia), è un ufficiale inglese e ha il compito di catturare Wolff prima che questi comunichi a Rommel i piani che aiuterebbero la Germania a conquistare l’Egitto e a rendere questa nazione territorio nazista.

Ma la lotta tra bene e male è molto ardua e piena di ostacoli sul cammino: ogni volta la spia sembra sempre un passo avanti rispetto al maggiore, ogni tentativo di cattura sembra risolversi con un nulla di fatto. C’è in gioco non solo il futuro dell’Egitto ma di tutta l’umanità e il tempo stringe: i nazisti vogliono conquistare a tutti i costi la nazione e non si fermeranno davanti a niente e a nessuno.

Riuscirà il maggiore Vandam a far saltare i loro piani di conquista? Oppure il destino dell’Egitto sarà segnato dal nemico che sta avanzando sempre più velocemente?

Voto alla fine della lettura del libro: 7.

👍 una storia in cui la guerra tra le due opposte fazioni lascia con il fiato sospeso il lettore e in cui si assiste all’eterna lotta tra bene e male con la speranza, sempre, che sia il bene a vincere; rispetto al libro, sempre di Ken Follett, che ho letto in precedenza “Il codice Rebecca” scorre in modo più fluido e la lettura è molto più scorrevole; non mancano l’azione, gli inseguimenti e i momenti di tensione, aspetti che in un thriller come si deve non possono mai mancare.

👎 in questo romanzo ho trovato due personaggi che, per il loro comportamento, mi hanno suscitato una forte antipatia. Il primo, il tenente colonnello Bogge, l’ho trovato un vero e proprio scansafatiche: poco interessato a lavorare preferisce chiacchierare con i suoi sottoposti ed in più si prende i meriti dei successi ottenuti dagli altri. Ma come? Gli altri si danno da fare, mettono a repentaglio la propria vita per il bene di una nazione e tu te ne stai nel tuo ufficio a non fare una beneamata mazza? “Ma alza il culo da quella sedia e vedi d’essere d’aiuto anche tu!”: questa è una frase che mi passava per la mente ogni volta che questo personaggio entrava in scena. L’altro personaggio che ho trovato antipatico è stato Kemel, un giovane poliziotto che in realtà è tutto fuorché un tutore della legge. Si finge collaborativo verso Vandam e la sua missione, salvo poi tradirlo e appoggiare Alex Wolff, la spia nazista, nel suo intento di conquista dell’Egitto da parte della Germania. Questo personaggio è uno sporco doppiogiochista, falso e quando viene scoperto ha addirittura il coraggio di mentire su come sono andati alcuni fatti. Semplicemente disgustoso!

E voi avete già letto “Il codice Rebecca” di Ken Follett? State leggendo un romanzo e può capitare di trovare dei personaggi che non sono proprio dei fior fior di santi: qual è il vostro pensiero in merito al comportamento che tengono?