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Ed Eccoci Arrivati.

Me rode ‘na cifra er chiccherone (leggasi: sono oltremodo adirato).

Nel mio inguaribile ottimismo del breve periodo ho sperato sino ad oggi in un deus ex machina che apparisse in “zona Cesarini” e ci salvasse da questo sfacelo. Siamo ancora al pomeriggio di giovedì 14, magari qualcosa cambia, ma ormai visti i segnali ci credo poco.

Di fatto, sta per scattare questa follia del lasciapassare esteso (mi rifiuto di chiamarlo “greenpass“), che – come se ne avessimo ancora bisogno – creerà tante e tali complicazioni che in confronto le follie, gli arzigogoli e le contraddizioni dei vari DPCM di Conte & Co. ci sembreranno semplici da capire come la trama dei film porno.

Lascio da parte per un attimo le alte considerazioni in merito a costituzionalità, legittimità, libertà, porco zio de qua e porco zio de là. (tranquilli, al solito all’ inizio mi tengo ma non garantisco di riuscirci fino alla fine del post).

Lasciamo stare anche le problematiche relative alle “grandi realtà” lavorative, quelle tutelate (si fa per dire) dai sindacati, che tanto si è capito già che lo prendono in culo e zitti. I lavoratori si fottano, che “qui alla CGIL siamo troppo impegnati ad abbracciarci solidalmente e a riappendere i quadri che quei brutti fasci cattivoni ci hanno tirato giù. E poi dobbiamo frignare un altro po’, insomma lasciateci soli col nostro dolore“.

Lascio perdere pure la mia posizione personale, in primis perchè non gliene frega un cazzo a nessuno e poi perchè non me frega un cazzo manco a me. Ho passato trent’anni a penare per costruirmi una situazione che mi tenesse indenne da cazzate come questa, ed oggi raccolgo i frutti: tradotto, mangio tranquillo tutti i giorni e del lasciapassare me ne fotto. Alla grande. Non mi avranno.

Ma poi penso ad altre realtà, anche a me vicine, e il sangue al cervello ci va lo stesso. Quello che succederà da domani sarà l’ ennesima (ma stavolta spropositata, sovradimensionata ed inimmaginabile) intrusione dello Stato nel Privato. Il lasciapassare sarà la chiave universale per aprire ogni porta, entrare in ogni negozio, ogni ufficio, ogni laboratorio, ogni studio, ogni cazzo di attività economica – per quanto minuscola – degna di questo nome. Ed una volta entrati, fare la qualunque.

Si, è un discorso un po’ diverso da quello che uno si aspetta. Non è tanto “no-vax” e alla fine manco tanto “no-pass“, è proprio che qui si è superato il limite, fra un po’ verranno pure a controllare se ci siamo puliti il culo dopo aver cacato.

Sono anni che va così, prima c’è stata l’ istituzione del controllo. Con la scusa della lotta all’ evasione (ma quale evasione de che ?) si sono inventati fantastiche amenità come la fattura elettronica, la moneta elettronica, il limite del contante, il sistema “Serpico” (ve lo ricordate ? Beh, esiste ancora e funziona sempre meglio, sappiatelo), gli scontrini parlanti, i registratori di cassa telematici, i controlli incrociati sui conti correnti, le ricette elettroniche

…contestualmente, anche grazie a noi che non perdiamo un’ occasione per metterci col culo a pizzo, si è fatto in modo che fossimo tutti belli tracciati e schedati nonchè sistematicamente intercettati (lo sapete, vero, che tutte le conversazioni telefoniche di chiunque abbia un telefono mobile o fisso, a prescindere dal fatto che sia un soggetto “attenzionato” o meno dall’ autorità giudiziaria vengono registrate e conservate obbligatoriamente dai singoli operatori perchè “non si sa mai”? Ufficialmente per soli 30 giorni e poi sovrascritte, ma di fatto chi lo può sapere per quanto ?)

Occhio, eh ? Non è un “gomblottista” che scrive queste cose: è uno che ci sta abbastanza in mezzo.

Aggiungiamo i GPS dei nostri cellulari, le telecamere di sorveglianza pubbliche e private, le “scatole nere” montate dalle assicurazioni sui nostri mezzi… tutta robetta apparentemente comoda e per la nostra “sicurezza”, ma di fatto – per quanto possiamo fare per sottrarci – siamo tutti dei libri aperti, per chiunque abbia il modo di leggerci.

Bene. Complice tutta questa minchiata pandemica, a quanto sopra aggiungiamo le innumerevoli ingerenze subite sinora: sia come privati cittadini che come lavoratori o esercenti di una qualsiasi attività economica. Ci hanno imposto quando aprire, quando chiudere, cosa vendere e cosa no, a chi vendere e a chi no, quanta gente far entrare e come farla entrare… e noi tutti giù a dargli retta. Perchè “c’è il covid, la pandemia, ma l’avete visti i morti ? Ma l’avete visti i camion con le bare” ? Eccetera, eccetera, ma questa ormai è roba vecchia.

Benissimo. Adesso ci fanno anche fare i controllori dei nostri stessi lavoratori. E non sia mai ci sfugge qualcosa… Zac ! Multa al lavoratore e multa al datore di lavoro.

Ovviamente, chi si azzarda a dire qualcosa di più o meno sensato contro questa situazione viene preso per il culo ed etichettato subito come nemico del popolo o – nei casi peggiori – come pericoloso sovversivo estremista.

Vabbè. Dai, stavolta vi ho risparmiato i bestemmioni, ci sono riuscito.

Però, stando così le cose, siete ancora così convinti di vivere in un paese democratico ? Vi sentite ancora veramente “liberi” (se mai vi ci foste sentiti prima) ?

Io no. Porcoiddio. (e lo sapevo che finiva così, scusa Barbara, scusa Quarc)…

No Limits

No no limits, we’ll reach for the sky!
No valley to deep. no mountain too high
“…

Mi viene in mente questo pezzo electro – dance dei 2Unlimited, del 1993 circa, qualcuno se lo ricorderà. L’ intro fatta al sintetizzatore insieme a quella di “Get Ready for This” dello stesso gruppo è una di quelle che ti si ficcano in testa e non escono per decenni.

Ma perchè mi sovviene ? E che c’entra ?

Perchè ora lo so: non ci sono limiti.

Alla coglionaggine umana.

E per umana intendo tutta la specie maledetta cui apparteniamo, compreso il sottoscritto, perchè non posso escludermi dato che oltre a continuare testardamente nel mio comportamento (che fra poco sarà definitivamente fuorilegge), scrivere qualche invettiva qui sul Blog e rispondere a colpi secchi di vaffanculo a chiunque abbia l’ardire di contraddirmi, alla fine non sto facendo un cazzo. Pertanto sono ufficialmente un coglione anche io.

Mi spiego: stiamo accettando l’ impossibile. L’ inaudito. L’ “altrimenti-nemmeno-lontanamente-accettabile”.

Mi ripeto, lo so, ma questa è una filastrocca in crescendo e come tutte le filastrocche che si rispettino, ad ogni nuovo verso bisogna ripetere tutti i precedenti (tipo la Fiera dell’ Est di Branduardi):

Abbiamo accettato le mascherine. Abbiamo accettato il distanziamento. Abbiamo accettato le chiusure dei negozi. Abbiamo accettato i “lockdown“. Abbiamo accettato il coprifuoco. Abbiamo accettato le file al supermercato. Abbiamo accettato Conte e Speranza e Arcuri e il porcodiddio. Abbiamo accettato il lasciapassare per talune attività.

E adesso stiamo per accettare (perchè lo so che lo accetteremo, anzi molti sono proprio felici), il lasciapassare per lavorare. Non solo per il pubblico impiego, fra un po’ anche per i privati. Non so se rendo.

Dove cazzo stanno quelli che invocano la Costituzione ogni 3×2 ? E soprattutto dove cazzaccio stanno i sindacati (demmerda) che come tocchi un lavoratore ti saltano alla giugulare ? Cioè io ho un dipendente che mi arriva ubriaco la mattina, si spara un cannone ad ogni pausa, mi fotte la roba dal magazzino e non lo posso licenziare… adesso qui esce che se non hai il lasciapassare non puoi andare a lavorare e dopo 5 giorni sei sospeso senza soldi e questi NON DICONO UN CAZZO ? Landini, mannaggia ai tuoi ascendenti, dove cristo sei finito ?

E se prima qualcuno poteva obiettare che il lasciapassare non era assolutamente una nostra esclusiva, adesso voglio vedere chi ha il coraggio di negare che questa sua ultima evoluzione non sia un’ anteprima mondiale assoluta. Solo da noi ! Evviva. Wow.

Che poi uno dice:e vabbè, dai, che sarà mai, te fai ‘ste punturine e li fai contenti e coglionati… che ti agiti a fare“?

Un paio di palle, dico io.

Lo ripeto per chi giustamente non avesse voglia di rileggersi tutti i miei deliri da due anni a questa parte: non me ne frega una mazza dei vaccini e di quello che contengono, dei complotti, di bigpharma, di billgates e rockefeller. Credo che la terra sia tonda e le scie chimiche le uso come filo interdentale. Non sono terrorizzato dai microchip, ho uno smartphone collegato a un account Google, ho tutti i miei documenti nel cloud, tracciamento GPS attivo, sono schedato sia digitalmente che analogicamente, la questura ha le mie impronte digitali (no, non ho precedenti se non quello di essere stato uno di loro), praticamente sanno tutti i cazzi miei… come potrei preoccuparmi di un eventuale gomblotto teso ad identificarmi con un nanochippetto della minchia ? Io i chip me li magno a colazione e li ricaco a cena.

E però ragazzi qui non se ne può più. Ma come hanno fatto a convincerci ? Al punto di essere così imbambolati da rimanere indifferenti (in taluni casi addirittura ad essere contenti) di fronte ad un tale scempio della nostra Libertà ?

Dice sempre quello di prima:e però c’è il covid, mica si scherza“.

E sti cazzi ! Ridico io. Il covid. Terribile ed implacabile morbo che ti contagia anche per osmosi e se te lo prendi sei spacciato. Ma vaffanculo te e il covid.

E però, è così. Accettiamo. E più passa più accetteremo. Non c’è limite, a questo punto non lo credo più. Non voglio fare la Cassandra, ma ogni volta che ho mostrato un timido ottimismo riguardo questa storia, dal marzo 2020 in poi, me lo sono dovuto rimangiare. Quindi adesso provo con il pessimismo, a questo punto ho più possibilità di azzeccarci.

Non c’è limite. Siamo fatti. Fatti e finiti. E vorrei sempre ricordare a chi se ne fosse dimenticato, che l’attuale classe politica – ormai, per quanto si è rimescolata – non è nemmeno in minima parte espressione della volontà popolare.

Tanto per dire.

E sti cazzi, nun ce li metti ?

Misiani (PD):  “Dopo l’ approvazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, 180 dipendenti del PD rischiano seriamente la cassa integrazione“.

Ma davvero ? Ma non mi dire. Cazzo, nun ce dormo stanotte. Mannaggialamadonna, sono sconvolto da questa cosa.

MASTICAZZIIIIIII !!!!!

Troppo pochi, 180 sò troppo pochi, tutti li dovete levà dar cazzo, il primo sei tu.

Anni e anni e anni a fare retorica del cazzo sui costi di qua i costi di là, i costi di sopra e quelli di sotto, e ogni volta che sembra si veda la luce esce fuori qualcosa.

Adesso ci mettiamo a fare il discorso penoso dei poveri dipendenti del partito che rimangono senza lavoro… Ma chi cazzo te l’ha detto di assumerli, in primo luogo ? Pagali coi soldi tuoi, se non ti bastano chiedi a D’Alema, che ce ne ha in avanzo. E se non ti bastano lo stesso, tutti a casa. E sti gran cazzi (e tre).

Il Partito non si discute. Se no sò uova fraciche

Proprio mentre in politica sembra farsi strada l’opzione del bipolarismo come si deve (nonostante i continui tentativi di scissione, tradimenti, cambi di casacca e ribaltoni vari), in un altro ambito – dove la politica dovrebbe entrarci poco – assistiamo ad una inesorabile e progressiva parcellizzazione di un sistema che dovrebbe ricercare nell’unità la sua forza.

Già mi sono sempre chiesto per quale motivo al mondo dovessero esistere tre sindacati diversi, domanda a cui ancora non trovo risposta, in più Continua a leggere Il Partito non si discute. Se no sò uova fraciche

A me, gli immigrati piacciono.

( Tre generazioni romene. Foto: J. Lawton)

Magari, venendo da me l’affermazione può sembrare un po’ strana.

Perchè la mia immagine “di destra”, da “berlusconiano”, sembrerebbe (e dico “sembrerebbe”) non conciliarsi con un pensiero del genere. Ma chi mi conosce abbastanza non dovrebbe rimanere stupito, e forse questa è l’occasione per farmi conoscere un po’ di più.

Il fatto è che gli immigrati non sono assolutamente un problema, anzi. Sono un’opportunità, una risorsa, che come tutte le risorse può essere “utilizzata” bene o male. Naturalmente, noi non ci facciamo sfuggire l’occasione per utilizzarla MALE.

Il Popolo Italiano non è razzista. Non lo è mai stato, storicamente non può esserlo. Ci hanno fatto credere di esserlo diventati, ma non è così. E’ innegabile che gli Italiani (grammaticalmente non è corretto, lo so, ma continuo a scriverlo con la “I” maiuscola) abbiano nel DNA la cultura romana, ed i romani tutto erano tranne che razzisti: la fortuna dell’Impero si basò, fra le altre cose, sulla pratica di far proprie le culture straniere, integrandole ed utilizzandole. Non certo discriminando e segregando.

Per questo rido (un riso amaro) quando sento parlare di razzismo, discriminazione, odio razziale e compagnia bella: noi non siamo razzisti. Talvolta siamo un po’ stronzi, ma il razzismo non è nelle nostre corde.

Qui c’è bisogno di integrazione, integrazione vera. I confini sono sempre più solo sulla carta, i muri sono caduti, le distanze si sono accorciate drasticamente, è destino che ci si vada tutti a “mischiare” su questa grande Palla, finchè ci farà la grazia di continuare a girare. Allora perchè resistere ? Non mi si fraintenda, credo nelle “culture” (quando esistono davvero) e sostengo le identità nazionali, la mia – la nostra – per prima, ci mancherebbe. Ma credo anche nella possibilità di una pacifica e costruttiva convivenza, dato che ormai lo spazio comincia a scarseggiare rispetto alla gente che lo popola, e che sarà meglio abituarsi a stare stretti. Ripeto: perchè resistere ?

E allora scusatemi, ma io credo di aver individuato il vero problema degli immigrati e credo di averlo fatto con il metodo più semplice e più stupido in assoluto: quello del “cui prodest“.

A chi giova quindi che l’immigrazione rappresenti un problema ? Facile: a chi ci mangia. E chi ci mangia ? Facile, cominciamo:

1) La Caritas, con enti ed organizzazioni dipendenti e/o collegate.

2) I Comuni, in proprio ed attraverso le varie ONLUS create ad hoc.

3) Demagoghi e politicanti vari, a turno (senza distinzioni fra destri sinistri centristi e ignavi).

Cosa mangiano questi signori ? (Il menù, prego):

1) Fondamentalmente denaro, nel primo caso stanziamenti pubblici ma soprattutto donazioni ed elemosine varie.

2) Denaro anche qui, pubblico, privato, fondi europei e statali, a scelta e a scatafascio.

3) Consenso per se’, dissenso verso gli oppositori, sempre a turno. Vale per tutti.

E, da ultimo, sulle spalle di chi ?

Ovviamente le nostre, in primo luogo. Le nostre perchè i soldi che rubano (perchè in genere RUBANO, quelli davvero usati per gli scopi prefissati sono una frazione di quelli ricevuti) sono i nostri, o sono comunque sottratti a noi ed ai nostri bisogni. Le nostre, ancora, perchè migliaia di Italiani, in perfetta buona fede (si chiamano “volontari”) lavorano e si fanno un culo come un secchio, sfruttati dalle citate organizzazioni e raramente retribuiti o anche solo rimborsati, ed ottengono risultati ridicoli se paragonati ai loro sforzi proprio a causa delle “dispersioni” di risorse che io chiamo FURTI. Le nostre, infine, perchè quando si sente dire “immigrato brutto e cattivo, ma io sono bravo e te lo caccio“, oppure dire “povero immigrato, tu hai sbagliato ma non è colpa tua, io sono umano e ti aiuto“, in genere è perchè è successo un fattaccio, e le vittime dei “fattacci” siamo sempre noi (sennò non funziona).

E poi sulle spalle loro (ed è la parte più pesante). Perchè se loro non rimangono “diversi”, “poveri”, “ghettizzati”, “discriminati”… in altre parole se non rimangono nella merda, non fanno più numero, non fanno più notizia, non sono più utili, ne’ produttivi. E quindi anche se apparentemente (e agli occhi di chi è davvero in buona fede) lo scopo è l’integrazione ed il riscatto, tutti questi bravi signori lavorano per l’esatto contrario. E l’immigrato viene costantemente usato e preso per il culo.

Allora, chi è il razzista ?

Io no, a me, gli immigrati piacciono.