In amore niente regole mi sembra un omaggio alla screwball comedy (sottogenere della sophisticated comedy) che fiorì soprattutto negli anni trenta inaugurata da Accadde una notte, indimenticabile film di Frank Capra con Clark Gable e Claudette Colbert. Il genere (o sottogenere) ebbe vita lunga esaurendosi solo (almeno per quanto riguarda questo primo periodo) all’inizio degli anni quaranta, in piena seconda guerra mondiale. Naturalmente le situazioni tipiche della screwball comedy si ritrovano anche in epoche posteriori e in film divenuti veri e propri cult come ad esempio A qualcuno piace caldo di Billy Wilder. La trama di queste commedie riprende gli stilemi tipici della commedia sofisticata inserendo situazioni bizzarre e incredibili ove spesso un uomo e una donna si incontrano/scontrano prima di innamorarsi e sposarsi. Spesso i due personaggi principali vivono una situazione conflittuale e devono intraprendere un percorso di redenzione e formazione incontrando avversità di ogni tipo, anche drammatiche, ma comunque sempre “divertenti”. I dialoghi conflittuali della coppia sono raffinati e colti e producono una sorta di comicità della parola mai volgare. I diverbi, lo scambio di frasi brevi e pungenti, si trasformano in uno “scontro” col fioretto in cui i due protagonisti/antagonisti cercano di colpire l’altro per fare del male mentre finiscono per innamorarsi del “contendente”. Anzi, nella screwball comedy, l’uomo e la donna sono innamorati sin dal primo momento. Il raggiungimento del loro sogno (come compenso per il coronamento delle loro peripezie) si concretizza con la proposta di matrimonio da parte dell’uomo e nel convolare a giuste nozze in un finale frizzante e caleidoscopico in cui succede di tutto e di niente. Ogni aspetto semantico di questo genere di film è finalizzato all’happy end e al bacio risolutore. Anche i personaggi secondari (vere e proprie macchiette) contribuiscono con le loro bizzarrie, e/o acrobazie ai limiti dello slapstick, a riempire i vuoti del film. Insomma screwball comedy significa raffinatezza, rapidità, eccentricità, amore, “superficialità” apparente dei personaggi, e secondo me anche ciclicità degli eventi. Formalmente la screwball comedy supera la perfetta classicità di “superficie” della commedia sofisticata iniziando una lenta ed inesorabile erosione del regime degli sguardi tipico di commedie quali Pranzo alle otto di George Cukor, mantenendo gag e location della slapstick comedy (poco rispetto leggi fisiche e riprese in esterni o interni camuffati da esterni). Con questa lunga digressione ho inteso affermare che In amore niente regole è un gradito e gradevole omaggio a questo tipo di cinema, in parte anche riuscito, perché in effetti Clooney ha saputo trasportarci nell’ambientazione e nel clima tipico della screwball. In altri termini il film non è un “ritorno nostalgico” ai tempi passati (nascita del football professionistico, prime donne che tengono testa agli uomini, arrivo delle regole, fine dell’era dei pionieri e nascita dell’era dei burocrati) ma è uno sguardo divertito e nostalgico intorno a un certo grande cinema che segnò un’epoca e influenzò tutto il cinema a venire. Da questo punto di vista niente da eccepire: film riuscito, location ricostruite minuziosamente (vedi l’ufficio del giornale o lo stadio di Chigago), dialoghi precisi, interpreti perfettamente in grado di “mimare” lo slapstick dei grandi attori degli anni trenta e capaci di innestare la guerra tra i sessi tipica di queste commedie. Purtroppo l’operazione mi sembra riuscita sola a metà per almeno tre motivi. Insolvenza del tempo (e delle tendine). Il tempo è come plastificato, coagulato nel suo stesso presentarsi allo sguardo. Mi rendo conto (vedi la tonalità seppia della fotografia) che Clooney abbia voluto ri-costruire più il cinema del mondo rappresentato, ma ad ogni modo il mondo prevale (il cinema invece pur nella sua ossessiva presenza non mostra i propri deittici) e prevale un mondo-cartolina trovato in una bancarella di antiquariato. Neppure le foto in bianco e nero che stigmatizzano l’eccesso del colore (nella memoria storica dell’epoca soccombe al bianco e nero) riescono a sollevare lo sguardo (nel senso di creare sollievo) proprio perché l’immagine patinata assorbe i profumi dell’epoca (e del cinema d’epoca). Forse con un po’ di coraggio in più (ma nel ’27 non c’era ancora l’ottimismo del New Deal e forse si respirava già la pesantezza minacciosa della grande crisi?) ossia ampliando le sequenze della sofferenza (la trincea, la miniera, il campo da arare qui ridotti a semplici inserti) a discapito di altre (le lunghe partite di football, il giornalista assenteista, l’eccessiva lunghezza della fuga dal bar clandestino, la "scazzottata"), avrebbe reso meglio il caos dell’epoca (dove poter innestare la bizzarria della screwball). Le tende dello scompartimento della cabina letto sono siparietti consumati che vengono aperti da Dodge e da Lexie spesso inutilmente senza risolversi almeno in una dissolvenza. In Accadde una notte (non voglio paragonare i film ma solo fare esempi) la coperta sulla fune tesa che divide i letti di Peter ed Ellie diventa "le mura di Gerico" ossia una tenda simbolica che divide come un muro l’onorabilità della donna. Ma le mura di Gerico crolleranno trasformandosi in metafora dell’amplesso (il Codice Hays non l’avrebbe permesso) fungendo anche da strabiliante dissolvenza. Qui non crolla niente e anche se non si vede il sesso esplicito (per rispettare la metafora dei tempi) è anche vero che il Codice Hays non esiste più, ma nel film sembra mancare questa “presenza”. In altri termini l’arrivo delle regole nel football non sottolinea a sufficienza le regole già ferree dei rapporti interpersonali e sessuali tra maschio e femmina: il sesso nei film d’epoca della screwball comedy era ovunque, lo si respirava in ogni scena anche se contenuto dal codice. L’arrivo delle regole è sulla superficie della trama mentre Clooney avrebbe potuto inserirle sullo sfondo come un affanno o un respiro pesante che cerca di coprire ciò che non potrà mai, ossia l’amore e il desiderio di amare. All’epoca il bisogno aguzzò l’ingegno, qui il non-bisogno persiste nell’immagine senza trasformarsi in bisogno mentre l’ingegno rimane bloccato sulla superficie di tanta bellezza patinata. La debolezza del film è riassunta nel percorso del sidecar guidato da lui mentre lei lo stringe da dietro. Non c’è la metafora del bisogno e neppure una citazione precisa e forte che ci avverta che dietro quella collina faranno l’amore.
Sguardo dirottato dal contesto. Nei film screwball, anche se il centro dell’attenzione era rivolto ai due interpreti principali, si sentiva l’alito della folla dietro ogni immagine. Qui invece lo sguardo viene continuamente deviato, allontanato, rimandato, rinviato alla sequenza seguente perché la sequenza che precede si chiude con moine o smorfie preconfezionate che non restituiscono il sapore dei film d’epoca. Ad esempio la strada è troppo poco curata. Sulla strada viveva un popolo con i suoi problemi e i suoi desideri. Nel film si vedono solo stradine di campagna e le folle non percorrono niente. Gente che si sposta in cerca di fortuna. Ma all’epoca non andavano tutti a Hollywood? Forse mi sbaglio? Accadde una notte ad esempio è on the road mentre In amore niente regole è tutt’al più open field (con fango).
Distanza dal significante. Tra una gamba e un pollice verso l’alto cosa serve per fare l’autostop? In accadde una notte Ellie mostra una gamba e l’automobile si ferma. Peter con il classico gesto del pollice non riesce nell’intento. Parti del corpo che bloccano il movimento meccanico mentre altre non lo fanno. Dov’è la magia? Nella mente di chi aziona il meccanismo, nella mente dello spettatore che aumenta l’attenzione quando vede una parte di corpo più intima, quando le forme si avvolgono e si sviluppano intorno alla parola data, all’evento desiderato. Il cliché del pollice invece non interessa, troppo abusato, troppo utilizzato. Non mi fermerò mai pensa l’autista-spettatore di Accadde una notte. Invece In Amore niente regole il fluido magico non scorre tra i corpi se non forse nella bellissima scena del ballo nel bar clandestino dove per un attimo la sensualità e i profumi prendono il sopravvento.