Stomachion

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sabato 4 aprile 2015

Faccia di Luna

Il mondo di Jodorowsky ĆØ popolato di personaggi estremi ed estremizzati che in Faccia di Luna trovano una casa comune. In un mondo distopico, rappresentato da una societĆ  chiusa e confinata su un'isola, retto politicamente da una coppia di fratelli-amanti, in realtĆ  fantocci dell'autoritĆ  religiosa, fa la sua comparsa Borrado, senza volto e senza parole, che romperĆ  l'equilibrio tra le forze ribelli e quelle governative, che a loro volta finanziano e supportano alcune delle fazioni ribelli con lo scopo di controllarle.
E' un gioco sottile, leggero e delicato dove realtĆ  e finzione si mescolano grazie a donne mascoline, societĆ  matriarcali, ambiguitĆ  sessuali, il tutto vissuto con un senso del peccato malsano, che distorce ogni azione umana. Faccia di Luna rompe questo crogiolo, diventando quella luce rivelatrice della veritĆ , in grado di scoprire le menzogne e permettere agli uomini di vivere in gioia, anche dei propri errori.

mercoledƬ 14 agosto 2013

Quando Teresa si arrabbiò con Dio

Quando Teresa si arrabbiò con Dio
Jodorowsky lo conosco come sceneggiatore di fumetti, regista, artista delle arti visive in generale, ma non come scrittore e romanziere. Per cui questo Quando Teresa si arrabbiò con Dio (Done mejor canta un pajaro) è stata una scoperta piacevole ben prima di iniziare a leggerlo.
E' lo stesso Jodorowki a scriverlo nelle avvertenze iniziali:
Tutti i personaggi, luoghi e avvenimenti (benché a volte l'ordine cronologico sia alterato) sono reali. Ma questa realtà è trasformata ed esaltata fino a diventare mito. Il nostro albero genealogico da un lato è la trappola che limita i nostri pensieri, emozioni, desideri e vita materiale... e dall'altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori. Oltre a essere un romanzo, questo libro è un lavoro che, se riuscito, aspira a servire da esempio affinché ogni lettore possa seguirlo trasformando attraverso il perdono la propria memoria familiare in leggenda eroica.
Ed è proprio quello che fa lo scrittore cileno, raccontando delle peregrinazioni della famiglia del padre e della madre, che dall'Europa vanno verso il sud America in cerca di fortuna e di un riscatto dalle angherie da un lato e dall'avanzare della guerra dall'altro. Entrambe le famiglie, infatti, sono di tradizione ebraica e il vento antisemita che spirava all'epoca in Europa non poteva lasciare completamente indifferenti. La tradizione ebraica, rappresentata dallo spirito del Rabbi tramandato con un soffio da padre in figlio, si fonde quindi con quella cattolica per creare una tradizione nuova, più familiare. Il romanzo non tocca solo il tema religioso, uno dei temi cari a Jodorowsky, e trattato sempre non dal punto di vista di una religione organizzata, ma da quello del popolo che la religione la vive, trasformandola in una sorta di percorso iniziatico, ma anche quello politico, altro nodo fondamentale nella narrativa dello scrittore.
In questo caso il riferimento esplicito è allo scontro tra destra e sinistra, tra fascismi e nazismi da un lato e comunismi dall'altro. In questo duello la posizione dello scrittore è chiara: anarchia. E la posizione viene chiaramente espressa in varie occasioni, ad esempio quando vengono poste delle velate critiche al comunismo in bocca a Reccabaren, leader del partito comunista cileno. Più che in quello che il politico dice, le critiche stanno in quello che tace, come suggerisce l'autore. Dalla sua visita in Russia, infatti, il politico ritorna con l'intenzione di dire agli operai e ai suoi commilitoni ciò che, in realtà, vorrebbero sentirsi dire, lasciando la sensazione nel lettore che quanto detto dall'Anarchico, un altro personaggio del romanzo incontrato prima, sia assolutamente vero:
Salve, fratelli russi. Nella vostra patria un tempo profonda ora ĆØ in gestazione il nuovo errore mondiale: la veritĆ  imbavagliata da un potere centripeto che detta rapporti di obbedienza verticale...

venerdƬ 29 marzo 2013

Jodorowski: Megalex

Fumetti, in particolare quelli di supereroi, e letteratura di fantascienza, soprattutto negli ultimi decenni, hanno condiviso tra loro molte idee di fondo, per cui ĆØ probabilmente lecito andarsi a chiedere se buona parte di quello che oggi leggiamo in questi due campi trae origine e ispirazione da opere e/o autori fondamentali per uno di questi settori o per entrambi.
Se restiamo nel campo dei supereroi da un lato, concentrandoci magari su autori come Alan Moore, Warren Ellis, Grant Morrison, e del cyberpunk dall'altro l'autore probabilmente di riferimento principale in assoluto ĆØ Philip K. Dick, in pratica precursore del cyberpunk, che verrĆ  codificato decenni dopo da due scrittori come William Gibbons e Bruce Sterling. Le sue invenzioni letterarie sono finite inevitabilmente nelle opere di Moore e quindi di Ellis e Morrison: visioni del futuro grazie alle quali plasmare il presente (forse...); esseri quasi onnipotenti eppure estremamente vulnerabili, come Palmer Eldrich; androidi che si ribellano alla programmazione e iniziano a sostituirsi agli esseri umani. Molto e molto altro ancora di queste idee e spunti sono finiti nelle storie degli sceneggiatori qui citati e in altri ancora.
L'autore di fumetti (ma non solo) che è probabilmente il più dickiano di tutti è, però, Alejandro Jodorowski, sceneggiatore che con le sue visioni ha reinterpretato molti generi disparati, un po' come lo scrittore pulp per eccellenza, Joe Lansdale, e in particolare il genere fantascientifico.
In particolare Megalex, una trilogia disegnata da Fred Beltran e recentemente pubblicata in un unico volume dalla Magic Press, è una visione di stampo ecologista dove sull'omonimo pianeta gli abitanti, sotto il controllo di una triade di regnanti spietati, hanno costruito un'unica e sempre più grande città, mentre i ribelli a questo regime si rifugiano nei sotterranei del pianeta e nell'unica foresta ancora rimasta, intorno all'albero più antico di tutta Megalex. La struttura sociale, poi, è abbastanza semplice: per mantenere il controllo sulla popolazione da parte dei tre regnanti (padre, madre e figlia), tutti gli abitanti indossano alla base del collo un dispositivo elettronico che, in base alla casta di appartenenza, esplode dopo un certo tempo di vita del soggetto.