Stomachion

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venerdƬ 3 aprile 2015

A Torino: Leonardo Ortolani e il mistero della matematica

Come da immagine di apertura, Leonardo Ortolani sarà a Torino il 20 aprile 2015 (è un lunedì) alle 14 all'Aula Magna Cavallerizza Reale di Via Verdi, 9 a Torino.
L'evento, che ha anche la sua pagina Facebook, ĆØ organizzato dal dipartimento di matematica di Torino insieme con il CNR, Lucca Comics, Comics & Science (@ComicsScience) e Symmaceo (@symmaceo).
L'incontro va necessariamente prenotato a causa del numero di posti che l'aula può contenere. Per tale scopo utilizzare l'apposito indirizzo e-mail
o in alternativa sul numero di telefono che trovate sul manifesto completo

mercoledƬ 6 novembre 2013

Lo faccio solo perchƩ gentilmente richiesto...

...ma in realtà non sono in grado di poter scrivere qualcosa su 'Misterius', posso solo dire: LEGGETELO! E preparatevi a ridere come se non ci fosse un domani, perché Leo è sempre Leo!
Ci sarĆ  qualcun altro (mio fratello) a fare una recensione seria, io non riesco, rido troppo!


sabato 19 ottobre 2013

Paura della matematica

+Roberto Natalini mi ha inviato in anteprima una intervista che ha fatto a Leonardo Ortolani, insieme con alcune immagini tratte da un fumetto matematico dell'autore di Rat-Man. Il fumetto, insieme all'intervista e ad altri redazionali, sarĆ  pubblicato in un albo speciale edito dal CNR che sarĆ  in vendita a Lucca Comics e on-line. L'anteprima e alcuni estratti dall'intervista si trovano su LSB. Qui pubblico invece un altro estratto, legato alla paura della matematica. In grassetto la domanda di Roberto.

Anche se in modo abbastanza velato, fai capire chiaramente che secondo te la maggior parte delle persone odiano la matematica e ne hanno paura. Ne sei certo? PerchƩ mai dovrebbero?
Cosa posso rispondere a un matematico? Posso fidarmi? E se poi mi dai quattro? Anni e anni di campo di concentramento scientifico non possono essere cancellati cosƬ. Come se fossero scritti sulla lavagna. Noi della sezione E, oltretutto, siamo stati terrorizzati dal primo robot vivente. Controllava ogni nostra parola, durante l'interrogazione e se ne usavamo una diversa eravamo finiti. Un giorno, un mio amico il cui padre era professore universitario di fisica, risolse un problema matematico con un approccio diverso, suggeritogli dal padre. Un approccio che il robot non ci aveva insegnato. E questo lo mise in difficoltƠ. E ai robot non piace essere messi in difficoltƠ. Un giorno, consegnandomi un compito in classe mi disse: "Ortolani, con questi errori mi meraviglia che tu sia ancora a piede libero".
Era un personaggio.
Il Darth Vader della matematica.
Compagne di classe che piangevano alla lavagna. E il robot le apostrofava senza pietà: "Signorina, se piange per una cosa così, cosa farà quando le morirà qualcuno?" Questa era la matematica, per noi. La paura. E nelle altre classi non andava meglio. L'unica volta che ho amato la matematica è stato alle medie. Perché la mente riusciva a trovare il modo di risolvere le cose. Mi divertiva. Ma dalla terza liceo in poi... dagli studi di funzione in poi... nulla ha avuto più senso.
Solo una volta, studiando le funzioni nello spazio, arrivai per un attimo a una sorta di illuminazione. Capii la soluzione di un problema... era bellissimo, come se mi fossi trascinato oltre un muro e riuscissi a vedere quello che mi nascondeva. Poi, quando ho cercato di spiegarlo ai miei amici, sono scivolato di nuovo giù dal muro, nella fossa dell’ignoranza.

giovedƬ 26 settembre 2013

Parlare di ricerca

Si tratta del resto di una delle maggiori attrattive della divulgazione: fare un passo indietro, lavorare alla storia di un soggetto, indagare seguendo tracce diverse, riformulare delle teorie avanzate nel linguaggio di tutti i giorni, ripensare alla storia e al luogo di tale tema di ricerca nel panorama globale della scienza, analizzare il vostro comportamento e le vostre emozioni di ricercatore; queste attivitĆ  permettono un grande arricchimento sul piano personale. Parlare della professione di ricercatore a coloro che non la conoscono ĆØ un ottimo modo per trovare in se stessi maggiore significato e motivi di orgoglio; quanto all’investimento di tempo (veramente notevole) necessario per la preparazione di un articolo divulgativo, di una conferenza pubblica o di un intervento in una trasmissione televisiva, di solito viene ampiamente ricompensato dal piacere del lavoro di sintesi e dall’accoglienza spesso entusiastica che si riceve da parte del grande pubblico.
Cedric Villani, traduzione su gentile concessione di Roberto Natalini

mercoledƬ 23 febbraio 2011

Leonardo Ortolani, un profeta, probabilmente

Ho recentemente letto questa interessante domanda:
(...) nel fumetto italiano, quali sono i segni che possiamo cogliere di questi 17 anni di costante presenza berlusconiana nella vita politica e sociale italiana?
Ed ecco qui sotto la risposta:

E' una vignetta di Leo Ortolani. Proviene da Quelli di Parma (© Leo Ortolani), una serie uscita a suo tempo (metĆ  anni Novanta, guarda un po' proprio quel periodo) sul Gazzettino di Parma, se non ricordo male. E' uscita sull'ultimo numero di RMC (© Leo Ortolani), un bimestrale che magari qualcuno non conosce, o magari sƬ. Mi ĆØ stata gentilmente mandata, su mia richiesta, da Andrea Plazzi (questo il suo ultimo contributo al mondo dei fumetti) con il quale ogni tanto si discorre di fumetti, matematica, SciLab e altre amenitĆ . E questa ĆØ solo un esempio, non solo di quello che c'ĆØ nella serie in questione (© Leo Ortolani), ma addirittura della produzione non-ratmaniana (© Leo Ortolani), di cui mi manca ben poco. da Le meraviglie della natura a Le meraviglie della tecnica c'ĆØ un florilegio di vignette, strisce, piccole gag terribilmente divertenti, ma tremendamente reali di come era la societĆ  e di dove stava andando, con tutti i suoi difetti che oggi ci stanno travolgendo.

P.S.: Ho iniziato a usare la vignetta per questo annuncio. Aspettatevi altri usi in altri post di quel tipo.
P.P.S.: e c'ĆØ una piccola sorpresa per i sottoscrittori del feed rss!
A tutti i seguaci su rss e Buzz, ecco questa puntata dalla serie animata del Ratto: