Stomachion

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mercoledƬ 14 maggio 2025

Scienza take away #9: aprile-maggio 2025

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Puntuale come il Carnevale della Matematica, giunto all'edizione #187 organizzata da Flavio Ubaldini, ecco tornare Scienza take away che riassume tutti i miei post extra matematici usciti tra le due edizioni del Carnevale. Tra l'altro questo mese c'è una novità: a causa dei problemi tecnici sui server che ospitano Lo Spazio Bianco ho sospeso le attività di pubblicazione sul Caffè del Cappellaio Matto spostando i post che sarebbero stati lì destinati un po' su La scienza con i supereroi un po' su Science Backstage, che quindi avranno una sezione a loro dedicata.
Iniziamo, quindi, con il blog principale:

lunedƬ 24 febbraio 2025

Matematica, lezione 54: Sport

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Nello sport la matematica rientra in molti modi. Alcuni di questi li ho anche esaminati in occasione di alcune competizioni sportive: per esempio ai bei tempi in cui Science Backstage faceva parte di Blogosfere, piattaforma ormai defunta, avevo raccontato di come alcuni ricercatori appassionati di calcio avevano applicato la matematica delle reti alla struttura di gioco delle nazionali di calcio nelle grandi competizioni sportive. Un altro esempio, invece, lo trovate proprio qui su DropSea quando ho raccontato le ricerche matematiche del giocatore di football John Urschel. E una di queste ricerche era proprio applicata al suo sport.
A differenza degli esempi che ho fatto poco sopra, però, il 54.mo volume della collana Matematica, che porta la firma del buon Paolo Alessandrini, non si occupa della struttura di gioco, bensì della composizione dei tornei, sia quelli all'italiana, o round robin (terminologia che, per esempio, ho imparato grazie alla Coppa America), sia quelli a eliminazione diretta. E anche in questa occasione giocano un ruolo fondamentale i grafi. Il tutto spiegato con una prosa scorrevole e chiara, ma che comunque non rinuncia, come giusto che sia per la collana, al formalismo matematico.

sabato 12 febbraio 2022

La fisica dello sci

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Credo che, dal punto di vista della fisica, non ci sia uno sport più completo dello sci. A un primo livello basilare, lo sci si riduce a una questione di attrito tra l'attrezzo e la neve. La situazione ideale, ovviamente, è la completa assenza di attrito, cosa che non è vera nemmeno con la neve: non a caso ogni volta che passiamo sulla neve, questa si scioglie e questo perché parte dell'energia che usiamo per camminare viene trasferita alla neve proprio dall'attrito.
Ovviamente di discipline sciistiche ce ne sono diverse: discesa, sci di fondo, salto, sci acrobatico. Mi manterrò sulla discesa.
In questo caso, quindi, nella situazione ideale ci si aspetta che tutta l'energia potenziale dello sciatore (sì, iniziamo a piazzare lo sportivo sugli sci) si trasformi in energia cinetica. Come detto ciò non avviene nemmeno con la neve, e infatti sono state sviluppate forme più efficienti per gli sci, anche dal punto di vista aereodinamico (a questo ci arriveremo tra poco), ma soprattutto sono state ideate diversi tipi di scioline. Questo perché non tutti i tipi di scioline vanno bene per tutti i tipi di neve.
Le proprietà fisiche della neve, infatti, si modificano leggermente in funzione della temperatura dell'aria o dell'umidità. E per vari intervalli di questi parametri sono stati sviluppati tipi di sciolina che riducono il più possibile l'attrito tra l'attrezzo e la superficie ghiacciata. Si può, poi, fornire un esempio abbastanza semplice da capire sulle differenze tra i tipi di neve: possiamo ad esempio essere su una distesa di neve in una giornata limpida con il Sole in cielo e la temperatura al di sotto dewllo 0, oppure in una giornata nuvolosa, con una leggera pioggia che cade sul manto nevoso. Queste due condizioni differenti creano due tipi diversi di neve. E quindi due scioline diverse.
Le cose iniziano a diventare interessanti quando iniziamo a considerare lo sciatore che, sugli sci, si sta lanciando nella discesa. Anche il nostro sportivo oppone una certa resistenza all'avanzamento. La forza di attrito che lo rallenta ĆØ data dall'equazione

mercoledƬ 25 agosto 2021

La traiettoria di una boccia

Quello delle bocce è un gioco antico, sembra che risalga addirittura al tempi degli antichi greci. Il passo da gioco o passatempo a sport vero e proprio è stato sostanzialmente decretato nel corso del XX secolo. Ad ogni modo, al di là delle piccole differenze su cui non mi soffermo (ad esempio gli inglesi ci tengono a sottolineare che loro giocano a bowls mentre gli italiani a bocce), la sostanza del gioco non cambia in nessuna parte del mondo: i giocatori devono avvicinarsi il più possibile a una piccola pallina detta boccino usando delle palle più grandi, le bocce.
Vi scrivo questo perché, giusto ieri, mi è arrivato in timeline su twitter un estratto di una partita del campionato mondiale indoor di bocce (a quanto sembra quello dell'anno scorso, svoltosi prima dell'esplosione della pandemia in Europa). Nell'estratto del video si vede un colpo a effetto particolarmente preciso realizzato da Nick Brett, che come si vede da un video più lungo si è successivamente ripetuto con un tiro ancora più spettacolare, se possibile:

venerdƬ 30 luglio 2021

Le grandi domande della vita: Colpire palline su Marte

E' stata una settimana complicata: non ho pubblicato praticamente nulla, saltando anche la tradizionale recensione dedicata al numero settimanale di Topolino (che pure ho letto per tempo), iniziando persino ad abbozzarla. Non sono, però, riuscito a concluderla, concentrato in parte sul lavoro, in parte sull'atteso stacco dal lavoro.
Come avevo scritto settimana scorsa, in queste settimane EduINAF sta portando avanti un'iniziativa piuttosto pop come quella delle Olimpiadi Spaziali. E l'articolo uscito sabato scorso era dedicato a due sport, uno individuale e l'altro di squadra, da ipoteticamente praticare su Marte: tennis e baseball.
Fino all'ultimo ace
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Bisogna, però, avere un po' di pazienza prima di servire la palla nella metà campo avversaria. Il punto fondamentale sta nella ridotta accelerazione di gravità di Marte, $3.72 \, m/s^2$ rispetto ai $9.81 \, m/s^2$ sulla Terra. In questo caso, con un calcolo veloce, si scopre che i tempi di volo sul pianeta rosso sono all'incirca 2.7 volte i tempi di volo terrestri. Generalmente quando un tennista è al servizio, da quando lancia la palla in aria fino a quando la colpisce passano da 1 a 2 secondi in relazione all'altezza a cui la pallina arriva. A parità di velocità iniziale, il tempo d'attesa prima di colpire la pallina stessa varierebbe dai 2.7 ai 5 secondi o poco più. Questo, per uno sport molto veloce, ma anche molto lungo, dilaterebbe i tempi della partita, rendendo così necessari alcuni aggiustamenti regolamentari per non prolungare eccessivamente le partite.
In tutto questo abbiamo escluso la variabile del peso della pallina, che su Marte risulta quasi 3 volte inferiore e quindi i tennisti riuscirebbero a mandare la pallina ancora più in alto, almeno a parità di forza impressa nel braccio, aumentando così di un altro paio di secondi il tempo di attesa.
Se poi a questo aggiungiamo il fatto che la pallina dovrebbe attraversare un'atmosfera meno densa rispetto alla Terra, perdendo così una velocità praticamente trascurabile, è facile immaginare che, senza un cambio nell'impostazione di gioco, una partita di tennis su Marte si trasformerebbe in una sfilza di ace in cui a fare la differenza sarebbero proprio gli errori al servizio e le rare risposte di chi è in risposta.
Notate che, rispetto all'articolo su EduINAF, voglio mantenermi entro i limiti di gioco e quindi mantenere il campo dentro la lunghezza stabilita dei 24 metri: questo vincolo, insieme con la necessitĆ  di non over lanciare la pallina troppo in alto e con troppa foga, renderebbe una partita di tennis su Marte una sfida piuttosto interessante per gli atleti.

venerdƬ 23 luglio 2021

Le grandi domane della vita: In moto sulla Luna

Il 10 luglio su EduINAF abbiamo lanciato la prima delle due iniziative estive, le Olimpiadi Spaziali. E' una serie di articoli a tema sportivo in cui insieme con Andrea Bernagozzi, Fabio Nottebella e Luca Piantino abbiamo provato a immaginare come sarebbero gli sport giocati sugli altri oggetti celesti del Sistema Solare. A supportare il gruppo dell'Osservatorio della regione autonoma della Valle d'Aosta ci sono anche Marco Castellani, Claudia Mignone, Livia Giacomini e, in sottotraccia, anche il sottoscritto, che si sta prendendo il compito, oltre quello classico della sistemazione del layout e della programmazione, di verificare più o meno che ogni cosa sia a posto (quindi riteneremi l'ultimo responsabile di eventuali errori).
Gli articoli escono ogni sabato e, in particolare, sabato scorso ĆØ uscito l'articolo dedicato alla Luna, Campioni lunari!. L'articolo ĆØ ricco di spunti interessanti, uno di questi fornisce proprio il titolo a questa puntata (in un certo senso speciale) de Le grandi domande della vita, dedicata ovviamente anche alle Olimpiadi sportive vere e proprie, inaugurate da poche ore in quel di Tokyo.
A zonzo sulle rocce lunari
Il primo oggetto a ruote che ĆØ atterrato sulla Luna ĆØ stato il rover sovietico Lunokhod 1, giunto sul nostro satellite il 10 novembre del 1970 trasportato dal Luna 17.
Il primo rover statunitense, invece, venne portato sulla Luna nel 1971 dall'Apollo 15 e utilizzato dagli astronauti della missione, David Scott e James Irwin il 31 luglio del 1971 (come al solito il terzo componente dell'equipaggio, Alfred Worden, rimase in orbita intorno alla Luna).
Il veicolo a quattro ruote portato dall'Apollo 15, però, non fu il primo veicolo motorizzato sviluppato e testato dalla NASA: ad agosto 1969 venne testata in un classico volo orbitale (un volo in caduta libera che permette di trovarsi veramente nelle condizioni di bassa gravità sperimentate lontano dalla Terra) una motocicletta elettrica lunare!
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martedƬ 26 febbraio 2019

Corri, Usain, corri

Ispirato da un'attivitĆ  didattica proposta da Alessandra King sulle pagine di Mathematics Teaching in the Middle School mi sono andato a vedere i record del mondo di 100 metri, 200 metri, 400 metri e 3000 metri, con l'aggiunta dei record sulla gara non ufficiale dei 150 metri. Le conclusioni che si possono trarre sono interessanti. Vediamo questi dai a confronto in questa tabella:

lunedƬ 12 settembre 2016

Urschel: un grande matematico sui campi da football

La comunitĆ  matemtica ĆØ una comunitĆ  che rispetto molto. Ho il profondo desiderio di essere accetato in essa, e accettato come un membro legittimo.(1)

John Urschel, foto di Shawn Hubbard
John Urschel ĆØ un giocatore di football americano, un ragazzo canadese imponente che gioca per i Baltimore Ravens nella National Football League, dove ha esordito nel 2014 giocando nel ruolo di guardia. Urschel, però, ha anche qualcosa in comune con un quarterback texano, Frank Ryan(1), che nel 1965 ottenne il Ph.D. in matematica, pubblicando peraltro un paio di articoli sulle funzioni olomorfe, e insegnando matematica alla Rice. Avrete giĆ  immaginato che Urschel ha intrapreso il duro cammino di un Ph.D. in matematica, scegliendo il MIT come college, dove si sta interessando di teoria spettrale dei grafi, algebra lineare numerica e machine learning. Urschel gioca con il numero 64, tra le tante cose numero pari, difettivo, numero colombiano e, soprattutto, numero potente, come dovrebbe essere un giocatore di football americano. E’ anche un appassionato giocatore di scacchi (vedi ad esempio la partita sua e di Danny Rensch contro il mondo!)

giovedƬ 18 agosto 2016

I parastinchi di Olympia

In occasione delle Olimpiadi di Rio 2016, Panini Comics propone ai lettori disneyani un'iniziativa interessante come la raccolta di una serie di 12 medaglie celebrative con altrettanti personaggi impegnati in diverse discipline olimpiche. Ognuna delle medaglie ĆØ abbinata a un diverso periodico tra quelli in uscita durante le settimane olimpiche e la raccolta viene inaugurata, insieme con l'elegante raccoglitore, dal 7.mo numero dei nuovi Grandi Classici. Per l'occasione la storia di copertina ĆØ Pippo e i paratinchi di Olympia, classico di Romano Scarpa uscito nel 1972 sui Classici #45 (prima serie), numero speciale realizzato in occasione delle Olimpiadi di Monaco.
Le Olimpiadi
Le Olimpiadi erano delle competizioni sportive e religiose che si tenevano ogni 4 anni in cui gli atleti gareggiavano in varie discipline, come la lotta, la ginnastica, il tiro con l'arco. La sede dei giochi era la cittĆ  di Olimpia e durante la manifestazione venivano interrotte tutte le guerre e le scaramucce.
Le origini dei giochi si perdono nel mito, anzi nei miti: uno dei più antichi lo associa alle celebrazioni per la nascita di Zeus, con gare di lotta, salto e corsa: la prima in assoluto sarebbe stata vinta da Eracle contro i suoi quattro fratelli Paeonaeus, Epimedes, Iasius e Ida per chi sarebbe giunto prima a festeggiare il divino neonato.
Tra gli atleti più noti Cinisca di Sparta, la prima donna vincitrice di un alloro olimpico (il vincitore di una competizione veniva infatti premiato con una corona di ulivo) nella corsa del tiro a quattro; Leonidas di Rodi, corridore; Milo di Crotone, lotatore; e soprattutto Teogene di Taso, vincitore di più discipline (corridore, lottatore, combattente di pancrazio) e Corebo di Elide, indicato come il primo campione olimpico, primatista del giro di pista, la gara più prestigiosa di tutte le olimpiadi.
In un certo senso ĆØ alla fascinazione del primo campione olimpico che si deve la figura di Pipponte, che nella mitologia scarpiana sostituisce l'atleta di Elide come primo vincitore di una Olimpiade.

lunedƬ 28 gennaio 2013

Lotta svizzera

Dopo aver passato il pomeriggio a teatro e la serata con le massime esperte di lotta svizzera, ci sta anche un video su questa nobile disciplina, dai natali contadini, della Svizzera di lingua tedesca:

sabato 2 agosto 2008

L'Italia che vince...

E non convince! Certo, Riccò ha confessato, l'altra ciclista Bastianelli in un certo senso ha ammesso di avere un problema (perché, dico io, volere ancora dimagrire quando pesi appena 48 Kg?), e intanto lo schermidore Baldini, campione del mondo in carica, si professa innocente (come Riccò subito dopo la scoperta del doping presente nelle sue urine). In questo caso, credendo all'innocenza di Baldini, non si può non pensare che, comunque, l'esclusione dai giochi se la sia meritata: se ne hai bisogno, non puoi non verificare la composizione di un garmaco prima di prenderlo!
I nostri atleti sembrano avere problemi, forse di stupiditĆ , o semplicemente sono problemi legati al doping: possiamo ancora fidarci? Speriamo di si!

lunedƬ 30 agosto 2004

Obiettivo: Olimpiadi

Le Olimpiadi di Atene sono finite. Sono state ricche per l'Italia (32 medaglie) ma si prospettano difficili quelle del 2008, a Pechino.
Per intanto godiamoci quelle appena passate:
La medaglia più bella: Paolo Bettini (oro - ciclismo)
La medaglia più emozionante: Jury Chechi (bronzo - anelli)
La medaglia più giovane: Federica Pellegrini (argento - nuoto)
La medaglia inossidabile: Josefa Idem (argento - canoa)
La medaglia della fatica: Ivano Brugnetti (oro - marcia) e Stefano Baldini (oro - maratona)
La medaglia più difficile: Giuseppe Gibilisco (bronzo - salto con l'asta)
La medaglia più spettacolare: Igor Cassina (oro - sbarra)
La medaglia impossibile: Italia del Basket (argento)
La medaglia più attesa: Italia della Pallanuoto Femminile (oro)
E lasciatemi dire della medaglia più calabrese: l'Argentina del Basket (oro) con 4 ex-Viola Reggio Calabria su 12

mercoledƬ 5 novembre 2003

Punti di vista

Punti di vista sono quelli dell'ex calciatore Pasquale Bruno, che dalle pagine de Il Messaggero commenta la sentenza della Cassazione che condanna un calciatore, reo di avere, quasi 10 anni fa (questo ĆØ il vero scandalo!), rotto la mascella ad un avversario, in un'azione di gioco, con un calcio (forse il querelante era coricato per terra?):

Mi sarei fatto arrestare però mai avrei rinunciato ad un'entrata a gamba tesa. Il fallo, l'entrata un pò rude sono l'essenza del calcio.

E più sotto dice:

(...) chi pensa di rivolgersi al giudice per far valere le proprie ragioni non merita d'essere chiamato atleta. Lasci lo sport, farĆ  meglio.
Il calcio deve prendere dal rugby cha ha nel suo DNA un codice d'onore non scritto che tutti ripettano. In campo ci si affronta dando sempre il massimo, agonismo giusto per vivere nel modo migliore lo sport, entrate decise dove giganti di più di cento chili si sfidano, lottano e si affrontano senza risparmiarsi. Nessuno ha mai protestato. Poi, alla fine del match, si salutano, si abbracciano e vanno a bere insieme.


Anche perchƩ, aggiungo io, hanno ancora i denti e la mascella a posto!
Forse è più sportivo un atleta che, solo per prendere il pallone, alza il piede all'altezza della testa rispetto a chi ha preso il calcio, con conseguenze anche gravi e che non avrebbe mai pensato di tornare così malamente acciaccato per un semplice gioco, per una semplice partita.
Ma questo è un punto di vista, condivisibile o meno, ma pur sempre un punto di vista e come tale va difeso da attacchi violenti e da interventi a gamba tesa (e volante) perché è nel volo del tacco che sta l'essenza del calcio!
Un altro punto di vista, ancora più estremo, è quello dei terroristo che ieri, giorno della Repubblica, hanno colpito un maresciallo dei carabinieri con un pacco bomba, pensando a se stessi come soldati di una guerra e non come criminali e assassini che colpiscono senza pietà le persone che hanno come unica colpa quella di lavorare per il bene comune (e quindi, per estensione, per il bene di uno stato che loro non rispettano).
Se hanno veramente cosƬ poco rispetto per il paese in cui vivono e per la vita delle persone, forse farebbero meglio ad andare in un altro posto, magari proprio nel Sud America di cui parlo nel mio post di ieri, per sapere veramente cosa vuol dire morire per difendere dei giusti (in quel caso) diritti!

e non ti vantare se ci hai perso un fratello
l'amico mio ci ha perso il cervello
(a proposito delle guerre, da ogni adolescenza, dei Tre Allegri Ragazzi Morti, dal CD La Testa Indipendente)