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venerdì 6 febbraio 2026

Scialle Coda di drago a maglia "Sottobosco"

Riconoscete questo modello? È lo scialle Coda di drago che ho fatto anche l'anno scorso come regalo per una mia cugina. Per vederlo cliccate qui. Stavolta l' ho realizzato per me nonostante in genere io non ami rifare due volte lo stesso modello. Questo però è divertente e veloce da fare. Inoltre il filato mohair autorigante che ho scelto gli dà un effetto del tutto particolare. Anche stavolta ho fatto una piccola variazione al modello originale: ho aggiunto una fascia a foretti prima di chiuderlo. Lo scialle è caldo e leggerissimo. Ho utilizzato solo 150 g di filato e i ferri n. 5. Il tutorial da seguire è questo di Lana, ferri e fantasia.




giovedì 27 marzo 2025

Scialle Coda di drago bicolore a maglia

Dovevo fare un regalo di compleanno ad una mia cugina piuttosto freddolosa. Cosa poteva andare  meglio di uno scialle? Così ho pensato ad uno scialle a maglia modello coda di drago. È pratico, non ingombrante ma avvolgente. Si può indossare sotto o sopra il cappotto. Insomma, è un capo versatile e modaiolo.
Mia cugina ama molto il grigio ma il filato che avevo non era sufficiente, così ho deciso di alternare il filato grigio con uno viola dello stesso tipo, un misto alpaca caldo e molto morbido ma di buona consistenza.
Ecco com'è venuto il mio scialle Coda di drago.

La particolare lavorazione e l'alternarsi dei colori dà allo scialle un fascino particolare nonostante sia lavorato a semplice punto legaccio alternato a righe di foretti.
E poi, vi assicroche tiene caldissimo.



Il tutorial che ho seguito, molto chiaro e ben spiegato è questo, di Lana, ferri e fantasia.

lunedì 2 dicembre 2024

Maglione ai ferri top down "Sfumature"

Vi mostro il mio ultimo lavoro invernale dell'anno scorso. L'ho finito nella tarda primavera in verità, ragion per cui non mi è più sembrato opportuno pubblicarlo. Il motivo è presto detto: andavo a rilento per i motivi spiegati nel post precedente e poi i miei ferri circolari in bambù  mi si sono rotti mentre finivo la prima manica. I cavi sono di una plastica troppo rigida per la tecnica magic loop. E non è la prima volta che mi piantano in asso durante un lavoro. Vedi le mie prime calze, ad esempio.

Dopo inutili ricerche nelle poche mercerie del mio paese e una pausa di almeno un paio di mesi, mi sono finalmente decisa ad ordinare dei buoni ferri circolari in acciaio con un cavo morbido ma molto resistente e così, finalmente, sono riuscita a finire sia le calze che questo maglione. Non senza traversie però. Ho scoperto troppo tardi che i ferri in acciaio e i ferri in bambù danno una resa al lavoro completamente diversa: il lavoro risulta più fitto con quelli in bambù. Ragion per cui la seconda manica, seppure lavorata in modo identico alla prima, mi risultava più larga di almeno tre o quattro cm. Incavolata anzichenò ma costretta dal mio perfezionismo innato a non accettare l' idea d'indossare un maglione difettoso, ho disfatto completamente la seconda manica e l' ho lavorata nuovamente con diminuzioni più frequenti rispetto alla prima. Ottimo risultato! Peccato che, indossando il maglione, mi accorgo che stavolta era la lunghezza delle due maniche ad essere differente. Con una pazienza degna di Giobbe disfo nuovamente l' ultima parte della manica e la rifaccio. Finalmente il mio maglione è perfetto!  

Adesso vi parlo del modello. M'ispirava molto questo, il Francis revisited di Beth Silverstein, un pattern gratuito che si può scaricare su Ravelry. Ma poi ho fatto tante modifiche in quanto ho voluto la grana di riso doppia piuttosto che semplice, i punti non mi corrispondevano per nulla, le maniche le ho volute lunghe e non a tre quarti, il collo l'ho voluto tutto a punto grana di riso, il bordo inferiore l'ho fatto molto più alto e infine non ho voluto fare alcuna sagomatura lungo i fianchi. Ormai il mio punto vita non è così marcato da richiederla. Quindi in pratica del Francis è rimasta solo l' ispirazione iniziale.



Che ne dite, vi piace? Ho usato un mega gomitolo autorigante della Mondial (credo si chiamasse Family ma non vi assicuro che sia ancora in produzione) e ferri circolari n. 5,5. La tecnica è top down quindi finito l'ultimo punto del maglione non ho dovuto fare nessuna cucitura. Che meraviglia!

Adesso non resta che aspettare il pieno inverno per indossarlo. Peccato che in Sicilia ormai l'inverno lo cerchiamo a Chi l'ha visto?

venerdì 18 ottobre 2024

Le mie prime calze. Un'avventura!

Rieccomi sul mio povero, trascurato blog per raccontarvi un'avventura creativa.

Lo scorso inverno mi sono finalmente decisa a buttarmi nella realizzazione delle mie prime vere calze a  maglia. Fino ad ora avevo realizzato scarpe da notte a maglia o all'uncinetto, qualche modello di calze all'uncinetto, ma mai delle vere calze con i ferri circolari. Ho trovato una grande, preziosa maestra su Youtube, Giuseppina Flamini del blog Knittingcakes, che aveva  messo a disposizione un vero e proprio video corso a puntate su come si lavorano le calze. Tutto il procedimento era spiegato in modo chiaro e semplice e così, armata dei miei ferri circolari in bambù n. 3 e di un magnifico gomitolo di lana per calze che avevo comprato online tempo fa (Bice di Borgo de' Pazzi), ho iniziato la prima calza. Tutto è filato liscio, dalla punta con l'avvio chiamato Judy's magic cast on, al particolare tallone chiamato Fleegle heel, alla chiusura elastica.

Dunque ho iniziato la seconda calza quando, inavvertitamente, un giorno mi siedo sui ferri e...crack! Uno dei sottili ferri in bambù si spezza in due. Povera me! Mi metto subito alla ricerca di un paio di buoni ferri circolari nelle pochissime mercerie del mio paese...niente! Non si trova il numero. Allora aguzzo l'ingegno e con un temperamatite faccio la punta al moncone di ferro, la liscio bene con la carta vetrata e ... funziona! Continuo a lavorare la mia calza. Finchè non si rompe il cavo. Basta, è troppo! Decido di comprarmi dei ferri circolari  online. Possibilmente  di buon a qualità. In particolare li voglio in acciaio, punta sharp. Mi metto alla ricerca dei siti in cui vengono venduti ma...niente!  Non sono disponibili. 

Le mie calze quindi sono rimaste incompiute, ma sono comunque contenta di aver appreso la tecnica per farle. Le avrei completate appena sarei venuta in possesso di ferri circolari decenti. 

Recentemente ho scoperto Temu. Non ci crederete ma ho provato ad acquistare i loro ferri circolari in acciaio. Appena sono arrivati li ho provati immediatamente e devo dirvi che mi hanno stupita. Prima di tutto sono in acciaio con punta sharp, proprio come li volevo io. E poi hanno i cavi rinforzati con un'anima di metallo. Assolutamente resistenti. Magari è un po' faticoso il magic loop però io in definitiva mi trovo molto bene. A poco a poco comprerò tutti i numeri che uso più spesso.

E quindi finalmente ho finito la seconda calza. Arrivata alla chiusura elastica volevo andarmi a rivedere il video di Giusi Flamini ma.......brutta sorpresa! I meravigliosi video di cui vi ho parlato non sono più disponibili. Non ho idea del motivo per il quale non lo siano più ma così è. Così ho fatto una chiusura elastica diversa che ho imparato da un video di Valentina Coscia i e così finalmente ho finito le mie calze!!!


Penso che le indosserò non prima di gennaio o febbraio visto l'andazzo del clima qui in Sicilia (io sto ancora tranquillamente in prendisole) ma mi troverò preparata. 

Vi piacciono?



domenica 20 novembre 2022

Scialle Azzu's di Emma Fassio per lo swap "L'autunno è alle porte"

Prima che non sia più autunno voglio mostrarvi un lavoro che ho fatto è che invece è proprio autunnale. Non troppo pesante, ma in caldo cotone.

 


Mi tentava da tanto tempo. Parlo di uno scialle semplice e pratico progettato da Emma Fassio e messo a disposizione gratuitamente su Ravelry: l'Azzu's shawl. Ma, forse proprio perché era un po' troppo semplice per i miei gusti, non mi ero mai decisa a realizzarlo. Finchè un giorno della scorsa primavera, di passaggio in merceria, non trovai un meraviglioso (almeno così sembrava) filato sfumato in un colore che andava dal verde al blu petrolio con un vezzoso filo di lamé azzurro che faceva  discretamente l'occhiolino fra i diversi fili che componevano il filato che si presentava per niente ritorto. Immaginavo già che non fosse semplice da lavorare, ma dato che mi era venuto subito in mente il progetto di Emma, composto semplicemente da maglia rasata e file di un lineare punto a foretti, mi dicevo che non poteva essere poi così complicato portarlo a termine.

Così, a fine maggio, durante il ricovero in ospedale insieme alla mia sorella più giovane, che doveva subire un intervento chirurgico e non poteva essere lasciata sola un attimo dato che è disabile grave, ho iniziato lo scialle. Anche perchè di certo non potevo portarmi in ospedale il copriletto Mystical lanterns diventato ormai pesante e impossibile da trasportare agevolmente. (A proposito...l'ho finito! Ve ne parlerò nel prossimo post.)

All'uscita dall'ospedale il progetto era ancora alle sue fasi iniziali, ma io mi ero già resa conto che quel bellissimo filato mi avrebbe fatto passare i guai. Un po' per il fatto che non fosse ritorto ma soprattutto a causa di quel sottilissimo filo di lamé che sembrava animato di vita propria e compariva, scompariva, si perdeva, si arruffava, s'imbrogliava...e io giù a disfare e rifare...con gli occhi letteralmente fuori dalle orbite e i nervi messi a dura, durissima prova. Ma ciononostante e maledicendo il mio perfezionismo, impiegandoci un'eternità, praticamente tutta l'estate, il lavoro l'ho portato avanti. Ma giuro, se non fossi stata la persona tenace che sono, avrei abbandonato tutto e gettato lavoro, gomitolo e ferri nella spazzatura. :)))

Nel frattempo, sul forum Isola creativa, si decideva di aprire uno swap dal titolo "L'autunno è alle porte". Occorreva creare un handmade che avesse a che fare con la stagione autunnale e cosa c'è di più caldo e adatto alla stagione che gradualmente ci porta verso il freddo di uno scialle in caldo cotone utile a scaldare le spalle e difendere il collo dai primi freddi senza essere troppo pesante ed ingombrante, proprio come l'Azzu's shawl che stava saldamente attaccato ai miei ferri circolari? Così, appena saputo il nome della mia abbinata segreta che, guarda caso, è una ragazza giovane ma che ama portare gli scialli, proprio come me, ho subito deciso di destinare a lei il mio Azzu's. Mi sono data una mossa e, più o meno in tempo per la scadenza dello swap,  il mio Azzu's shawl era pronto per essere spedito a Michela, del blog Tra fili e fiabe


Allo scialle ho aggiunto un bel portacandela shabby con candela inclusa per adornare la casa di Michela nelle lunghe serate autunnali.


Io invece ho ricevuto il mio pacchetto dalla carissima Ely del blog Da pigra a creativa che ha creato per me una bellissima agenda arricchita da tanti schemi a punto croce, foglie, frutti e ortaggi autunnali. Insomma, un oggetto utile e mooolto originale! Mi è piaciuto davvero tanto. Inoltre Ely mi ha inviato un magnete con un grappolo d'uva, anch'esso handmade, che ho subito attaccato al mio frigo.

Ecco il contenuto del mio pacchetto:



Sfogliamo un po' l'agenda... 



E qui mi fermo, ma ci sarebbero tante pagine da mostrare, comprese quelle con le bustine di infusi e tisane che mi gusteró piano piano. 

Grazie carissima Ely per aver progettato e realizzato tutto questo per me! 

Spero di rifarmi viva molto presto. Devo mostrarvi la coperta Mystical lantern finita! 





mercoledì 23 marzo 2022

Poncho a maglia per bambina.

L'ho finito da un bel po' in verità e la mia nipotina Angelica l'ha utilizzato tanto. E' utilissimo per ripararle le spalle dal freddo lasciandole le braccia libere durante il gioco o le passeggiate in giardino che adesso, con la primavera appena iniziata, si faranno sempre più frequenti.

Il modello è praticamente questo, solo che io non l'ho realizzato in due pezzi, ma in un unico pezzo bottom up, cioè partendo dal basso, con i ferri circolari. In questo modo il poncho è senza cuciture.Il filato era un'originalissima cake della Mondial, se non ricordo male si chiama Take me home. Tiene caldo, ha un'ottima resa e delle bellissime sfumature. Mi è rimasto abbastanza filato per farne un altro più grande l'anno prossimo. L'unico neo di questo filato è che con l'utilizzo forma un po' di pelucchi. 

Puntualizzo che questo post non è sponsorizzato quindi la mia breve recensione del filato è assolutamente oggettiva.

giovedì 1 agosto 2019

Cancun boxy lace top w.i.p.: una maglietta super traforata ai ferri.

Avevo in casa da decenni otto gomitoli di un filato particolare: un misto cotone e viscosa color glicine. Molto bello con il  suo lieve effetto opaco-lucido, ma un po' spesso per i miei gusti. Pesante per essere lavorato all'uncinetto e anche lavorato a maglia veniva fuori una consistenza troppo pesante per il clima estivo della mia zona. E d'altra parte otto gomitoli erano pochi per realizzare un capo a maniche lunghe. Ecco perché ho tenuto in attesa questo filato per tanti, tanti anni senza sapere cosa farne. 
Ma adesso mi sono messa in testa che il mio stash  (riserva di filati) deve essere smaltito. E così ho messo gli occhi sul quegli otto gomitoli e mi sono messa alla ricerca di un modello adatto.
Non so quante ore di ricerche su Pinterest e su Ravelry, e un po' di consigli da parte delle amiche del forum Isola creativa,  mi hanno portata a scegliere questo  modello: Cancun boxy lace top di Erin Kate Archer.
Il lavoro è in corso, ma non vedevo l'ora di mostrarvelo. Il modello originale è corto, io invece sto realizzando una maglietta più lunga. La designer ha scelto una serie di punti traforati che nella maglietta si alternano intervallati sempre da quattro giri a legaccio. L'effetto è molto traforato e credo  che ciò compensi la pesantezza del filato e dia una bella ariosità al modello. Che poi era proprio quello che cercavo.


Ho già finito il dietro della maglietta e ho iniziato il davanti. Sto studiando il modo di creare una scollatura un po' più profonda sul davanti perché sinceramente lo scollo a barchetta del modello originale mi sembra un po' soffocante. Vedremo...

Nella foto vedete la mia postazione di lavoro estiva. Siamo davanti al divanetto della cucina dove abitualmente lavoro nelle altre stagioni, ma che in estate viene abbandonato a causa del caldo in favore della mia sdraio, che mi aiuta anche a sopportare i miei mal di schiena. Nella foto la intravedete in primo piano. A sinistra si vede il pc portatile che mi permette di navigare in internet mentre lavoro a maglia. A destra invece vedete un pacchetto giallo. Sono le mie inseparabili e indispensabili salviette antizanzare. Non potrei vivere senza repellenti contro le zanzare. Sono il mio incubo!  

lunedì 18 marzo 2019

Ancora scarpe da notte! Spiegazioni.

Eh sì, ancora babbucce! O scarpe da notte, chiamatele pure come volete. Quelle che vi ho mostrato in questo  post  le ho subito regalate ad una zia che non sta molto bene. E così ho deciso di iniziarne un paio per me. Durante le ricerche in rete per cercare un pattern semplice per il kal sull'Isola creativa, avevo visto un video in turco che spiegava un modello di babbucce molto carino, con un motivo traforato sul davanti. Ispirandomi a quel modello ne ho creato uno personale, con delle differenze abbastanza sostanziali. Ecco perché mi permetto di scrivere qui le mie spiegazioni. Questa volta non si tratta quindi di una traduzione, ma di una mia variante del modello turco.



Le spiegazioni sono per un paio di babbucce misura 37-38. Tra parentesi vi dò le indicazioni per aumentare la misura.

OCCORRENTE
Circa 100 g di filato di spessore medio oppure sottile messo in doppio.
Se avete del misto lana è meglio, ma se avete del filato acrilico non fa niente. Al termine delle spiegazioni vi svelerò il segreto per ammorbidire il lavoro finito. 
Ferri 4,5  e 5 (ma dipende dalla vostra "mano". Se avete una tensione stretta vanno benissimo i ferri indicati. Se avete una tensione larga, diminuite i ferri di mezzo punto).


PRIMA TAPPA

Avviare morbidamente 44 maglie con i ferri 4,5 (potete anche usare un ferro di mezzo punto più grande per avviare, in modo che i punti non tirino) e lavorare a coste 2/2, cioè alternando due diritti e due rovesci nel primo ferro, mentre nel secondo ferro si lavorano le maglie come si presentano. Proseguire il bordo elastico per circa 10 cm (o anche più se preferite).





SECONDA TAPPA
Adesso eseguire un giro a punto passanastro per poter passare il cordoncino alla caviglia.
Ecco come si fa: sul diritto del lavoro lavorare *due punti a rovescio, un gettato, due punti insieme a diritto*. Continuare ripetendo da * a *fino alla fine del ferro.
Nel ferro successivo lavorare a rovescio 22 maglie, poi eseguire un aumento. Come si fa: con il ferro sinistro sollevare il filo che collega le due maglie sottostanti e lavorarlo a diritto ritorto. Ecco il link ad un video che vi mostra come fare.



Questa maglia in più sarà il punto centrale che darà origine al motivo traforato. Continuare il ferro lavorando a rovescio.

Adesso inizia il punto traforato.
1° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia precedente l'aumento (compresa), un gettato, un rovescio (sulla maglia aumentata nel ferro precedente), un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro.
2° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, tre diritti, un gettato, continuare a rovescio fino alla fine del ferro.
3° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, cinque rovesci, un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro.
4° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, sette diritti, un gettato, continuare a rovescio fino alla fine del ferro.
5° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, nove rovesci, un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro.
6° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, fare un gettato, undici diritti, un gettato, continuare a rovescio fino alla fine del ferro.
7° ferro: lavorare a diritto fino alla maglia che precede il gettato, un gettato, tredici rovesci, un gettato, continuare a diritto fino alla fine del ferro
8° ferro: lavorare a rovescio fino alla maglia che precede il gettato, (stavolta non si esegue il gettato), quindici diritti, (non si esegue il gettato), continuare a rovescio fino alla fine del ferro.

A questo punto si ricomincia dal primo ferro e si lavorano nuovamente gli otto ferri del punto traforato.
(per una babbuccia n. 40 occorrerà lavorare un terzo motivo traforato. Ma consiglio di provare la babbuccia sul piede. Eventualmente fermare la lavorazione a metà del motivo traforato).
Ecco come si presenta il lavoro alla fine della seconda tappa.



TERZA TAPPA
Continuare lavorando 12 ferri a punto legaccio (tutti i ferri a diritto). Questa fascia a legaccio costituirà la punta e la suola della babbuccia.
A questo punto avete due possibilità:

1) chiudere morbidamente tutti i punti lasciando una coda di filo per cucire. Infine cucire la suola e poi l'apertura sul retro con una cucitura piatta. Ecco un link ad un video che vi aiuterà.



2) durante l'ultimo ferro a legaccio, fermarsi a metà ferro, piegare il lavoro in due appaiando i ferri ed eseguire una chiusura a tre ferri. Infine cucire soltanto sulla parte posteriore della babbuccia. Eccovi il link ad un video dove viene spiegata la cucitura a tre ferri che io sinceramente preferisco perché risulta morbida e non tira.



Non vi resta che realizzare il cordoncino e inserirlo nel giro a punto passanastro.


Come dite? Non sapete realizzare un cordoncino ritorto? E io vi do pure il link ad un video che vi sarà utile per imparare a farlo.

Queste spiegazioni sono state testate da un'amica del forum, Dolcezzedimamma, che ne ha realizzate un delizioso paio in bianco e rosso. 
Tuttavia, se doveste riscontrare qualche errore, vi chiedo gentilmente di farmelo sapere in un commento.

E adesso è il momento di condividere con voi il trucco, di cui vi parlavo all'inizio delle spiegazioni, per rendere più piacevole al tatto un capo realizzato con un filato acrilico
Se, come a volte capita, avete acquistato un filato molto bello, ma acrilico e che dopo averlo lavorato si è rivelato molto ruvido, com'era il mio (tremendamente ruvido), c'è un modo efficacissimo per ammorbidire il lavoro finito. Basta passare il ferro a vapore al di sopra del lavoro, cui avrete dato la giusta forma con le mani, ma SENZA MAI TOCCARLO CON LA PIASTRA, altrimenti si appiattiranno i punti e si rovinerà. Mi raccomando, fatelo solo per qualche secondo, non di più. Più insisterete, più il lavoro cederà e quindi diventerà più morbido, ma anche più grande. Perciò tenetene conto durante la lavorazione.
Le mie babbucce infatti io le ho lavorate in una misura piccola. Alla fine sono diventate incredibilmente morbide e della misura giusta.


Bene, spero che riusciate a realizzare tante belle e calde babbucce.
A presto!

giovedì 21 febbraio 2019

Scarpe da notte semplici ai ferri. Nuova traduzione autorizzata.

Sì, direi che faccio ancora in tempo a parlarvi di babbucce di lana. O scarpe da notte, come le chiamiamo qui in Sicilia.
Qualche tempo fa, le mie amiche del forum Isola creativa mi hanno chiesto di guidarle nella realizzazione di un paio di babbucce ai ferri. Dopo tanto girovagare sul web, la scelta è caduta su  questo semplice modello di Aglaé Laser. Le spiegazioni erano in francese, quindi ho subito chiesto ad Aglaé il permesso di tradurle. Autorizzazione che mi è stata  subito gentilmente concessa. E così adesso sulla pagina Ravelry del modello si può trovare anche la versione in italiano delle spiegazioni.  
E, questa è stata la cosa più divertente, sul forum si è svolto un kal, cioè un knitting along. In pratica abbiamo lavorato in gruppo queste babbucce e in breve tempo ognuna ha potuto indossare il suo paio di calde babbucce e adesso è in grado di produrne per tutti i propri cari.
Ecco le mie.



E se volete vedere tutte quelle lavorate dalle amiche del forum cliccate qui e scorrete la discussione.  Nel primo post troverete anche il mio fototutorial e tutti i suggerimenti che ho dato, anche quelli per fare la modifica per aggiungere il cordoncino alla caviglia, che nel modello originale non c'era. Oppure, per vedere le foto, andate su Ravelry sulla pagina che ho dedicato alle mie babbucce e al kal.

AGGIORNAMENTO: nella stessa discussione successivamente sono stati aggiunti altri modelli di babbucce o scarpe da notte che dir si voglia, sia ai ferri che all'uncinetto.


Quanto alla mia traduzione autorizzata di questo modello, da oggi la troverete su questo blog, in questa pagina. Link sulla colonna laterale, insieme a tutte le altre traduzioni che ho pubblicato.

giovedì 27 dicembre 2018

Coprispalle da sposa

Non so se lo avete notato nelle foto del post in cui ho parlato del matrimonio di mia figlia, ma il coprispalle che Irene indossava sull'abito da sposa  era fatto a maglia...e l'ho fatto proprio io. Eccolo!

Irene non ama le pellicce, nè quelle vere nè quelle finte ma, dato che il vestito aveva la parte superiore del corpino trasparente,  aveva bisogno di qualcosa che la coprisse in chiesa e che la difendesse dal freddo soprattutto mentre era a fare le foto. Allora io mi sono messa alla ricerca di un filato particolare, che facesse l'effetto di una pelliccia, ma che fosse al contempo leggero e delicato. Ho trovato un filato della Mondial che si chiama Splendor ed è splendido davvero perché ha un delicatissimo riflesso luccicante. Però mi sembrava troppo...pelliccioso e poi avevo paura che risultasse troppo leggero e che non scaldasse abbastanza. Allora ho deciso di unirlo ad una pura lana merinos extrafine, sempre della Mondial. E' stata una scelta azzeccatissima. Appena ho realizzato il campione, con i ferri n. 6,  mi sono resa conto immediatamente che avevo trovato quello che cercavo. E anche Irene ne è stata subito entusiasta. Ho lavorato il coprispalle con il ferro circolare, senza cuciture quindi, seguendo lo stesso pattern del mio coprispalle di cui ho scritto le spiegazioni in questo post. Ho solo iniziato con 150 punti ed eliminato il bordo a coste.
Vi assicuro che l'effetto finale è stato molto, ma molto più bello di quello che si può apprezzare in foto. Irene sembrava essere circondata da una nuvola luminosa. E per me è stata una soddisfazione enorme sia aver realizzato una parte importante dell'abito da sposa di mia figlia, sia sentirmi fare tanti complimenti dalla proprietaria dell'atelier in cui abbiamo acquistato l'abito. Pensate che mi ha detto che trovava il mio coprispalle molto più fine ed elegante di tutti i coprispalle in pelliccia che aveva in atelier.
Altra cosa vantaggiosa: quest'anno questo tipo di filati è di tendenza e Irene potrà riutilizzare il suo coprispalle per tutto l'inverno, indossato così o anche come sciarpa infinity.

lunedì 12 febbraio 2018

Scarpe da notte a maglia: secondo modello

Sabato sera è finito il Festival di Sanremo e, com'è ormai consuetudine per me (vedi tutti i SAnREMO in maglia fatti negli anni scorsi insieme a tante amiche bloggers magliste come me), l'ho guardato con un lavoro a maglia in mano.  
Si tratta di un altro paio di scarpe da notte, stavolta realizzate per mia nipote.



Volevo testare il modello di Annarella di cui  parlavo nel post precedente e perciò ho seguito il video passo passo. Devo dire che questo modello è più facile e pratico di quello di cui ho dato le spiegazioni io, ma c'è qualcosina che modificherei se lo dovessi rifare.
Se osservate la foto sotto, dove si vedono le babbucce indossate, noterete che la parte del tallone è troppo corta.  

A mio avviso, ciò è dovuto al fatto che le diminuzioni sul tallone dovrebbero essere iniziate qualche ferro più avanti. Annarella le inizia troppo presto ed ecco perché la scarpetta "tira" sul tallone. 
Farò notare questo problema e la soluzione che propongo ad Annarella, ma le dirò anche che il modello è valido e vale la pena provarlo.

Quanto al Festival di Sanremo, devo dire che mi è piaciuta molto la direzione artistica di Baglioni. Bravissimi i conduttori che ha scelto. E poi è stato finalmente un festival dove le canzoni, in gara e non, sono state le protagoniste. Niente cabaret nè televendite, niente lunghe interviste ad attori e attrici, regine, astronauti e premi nobel...ma solo tanta bella musica. Le nuove proposte sono state finalmente valorizzate facendole esibire ad un orario decente e non a notte fonda. Se proprio devo dire qualcosa di negativo, le canzoni dei giovani erano quasi tutte rap, che è un genere che proprio non digerisco. Ma sono i miei gusti che non sono al passo coi tempi. Penso che il pubblico giovane le abbia apprezzate. La canzone vincitrice invece mi piace molto: bella la musica e profondo il testo. Il resto della classifica conta poco. Come sempre le canzoni davvero belle verranno fuori con il tempo, dopo ripetuti ascolti che permetteranno di apprezzarle meglio. 

sabato 8 aprile 2017

Sciarpa per uomo a maglia

Qui in Sicilia non è più tempo di sciarpe di lana, questo è certo. Ma io ho dimenticato di mostrarvi questa bella sciarpa che mia figlia Irene ha realizzato per il suo fidanzato e voglio rimediare subito.



La sciarpa è realizzata a maglia con un filato piuttosto corposo  in pura lana e ferri n.   .Il punto. che purtroppo non si apprezza molto bene dalla foto, è uno chevron molto lungo ed è reversibile. Il modello è di Debbie Seton e potete scaricare le spiegazioni in inglese   gratuitamente su Ravelry, previa iscrizione,cliccando qui
Cliccando invece sul pulsante qui sotto, potrete veder le altre sciarpe realizzate da altre iscritte a ravelry seguendo lo stesso pattern.


sabato 18 marzo 2017

Ancora un cappello!

La primavera si avvicina a grandi passi, ma io ho ancora da mostrarvi un progetto invernale, finito qualche settimana fa: un berretto ai ferri realizzato in modo da creare un completo con uno scaldacollo a punto catenelle che un paio di anni fa è stato oggetto di un KAL sul forum Isola creativa grazie ad Assia. Cliccando sul link che porta alla discussione sul KAL troverete le spiegazioni per realizzare lo scaldacollo e anche un chiarissimo video di Assia che mostra come lavorare il punto catenelle. 
Io ci ho messo un bel po' a finire lo scaldacollo solo perché ero indecisa sulla scelta dei bottoni, ma una volta sciolti i dubbi e cuciti i bottoni (dopo due anni nel dimenticatoio. Alla buon'ora!), avendo ancora altri gomitoli disponibili di quel bel filato color melenzana, ho deciso di realizzare un berretto con lo stesso punto e con i ferri circolari in tondo, in modo da non avere nessuna cucitura da fare alla fine. 
Ed ecco il completo...


...che però non è ancora completo! Mia sorella mi regalò tempo fa diversi gomitoli di questo filato acrilico di buona qualità. Ne ho ancora e desidero farmi anche dei guanti. Ma rinvio questo progetto al prossimo autunno. Non credo che da ora in poi qui in Sicilia mi serviranno più dei guanti. Certo, non c'è ancora caldo afoso, ma già un piacevole tepore, un bel cielo azzurro, un inebriante profumo di fiori  e tanti cinguettii di uccelli  annunciano in maniera inequivocabile, e già da un po',  che l'inverno è finito e che andiamo verso la breve primavera e la luuuuunga stagione estiva siciliana.

mercoledì 1 marzo 2017

Completo a maglia: poncho, collo e basco "Cielo d'inverno".

Questo è un completo frutto della premiata ditta Rosa e figlia. Eh sì, mia figlia Irene ormai ci ha preso proprio gusto. Voleva farsi un poncho, ma nessuno dei modelli che trovava in rete la convinceva al 100%  e allora mi ha chiesto di progettargliene uno secondo i suoi gusti.
E così ho pensato a questo modello da lavorare in un solo pezzo, senza cuciture. E' lavorato trasversalmente e poi è rifinito con un bel bordo all'uncinetto. Lo scollo invece è rifinito con un giro di maglia bassa e uno a punto gambero. La lana, che come sempre abbiamo acquistato in quantità abbondante, era sufficiente per lavorare anche uno scaldacollo e un cappello. Quest'ultimo è  un semplicissimo basco a maglia rasata con un bordo a coste 1/1. Il collo invece ha la particolarità di iniziare a punta sul davanti  e infine è rifinito con lo stesso pizzo all'uncinetto del poncho. L'effetto finale del completo a noi piace molto.


Che soddisfazione per me vedere che mia figlia esegue i miei progetti con piacere, velocità e bravura sempre maggiori! E per lei poter sfoggiare dei modelli unici, lavorati con le sue mani, sta diventando una forte motivazione  che la spinge a tenere sempre più spesso i ferri o l'uncinetto in mano.  Nel giro di pochissimo tempo, oltre a questo completo, ha lavorato anche due sciarpe, che ha regalato per San Valentino al suo ragazzo, e altri due cappellini uguali a quello che vedete nelle foto, ma con un altro filato, uno per me e uno per lei. Ve li farò vedere presto.
C'è voluto un po'  di tempo, ma finalmente ce l'ho fatta a contagiarla!  Ormai non è più solo la mia modella. Adesso è  anche una brava tester dei miei modelli. E io ne sono proprio felice! 


















Le spiegazioni di questi modelli saranno presto disponibili sul blog e su Ravelry.

domenica 8 gennaio 2017

Swap natalizio 2016

Durante il raduno del forum Isola creativa del 18 dicembre, dopo un bel pranzo organizzato con la formula "ognuna porta qualcosa",  si è svolto il nostro consueto swap natalizio. Mentre alcune forumine hanno swappato per posta, sapendo a chi sarebbe stato destinato il proprio pacco dono, noi abbiamo creato  un handmade e acquistato un regalo al buio, senza sapere a chi sarebbe toccato. 
Io, dopo tanto pensare e ripensare, ho deciso di acquistare una teiera e di "vestirla" a festa, realizzando un tea cosy, cioè un copri teiera, fatto a maglia con un bel filato di lana avorio, a punto falsa costa inglese, e delle stelle di Natale all'uncinetto, realizzate con filati più sottili.

Ho aggiunto una pallina-presepe e una simpatica gabbietta porta tealight con il suo trespolino e un pacco di candeline tealight. 



Ecco qui tutto pronto per la mia sconosciuta abbinata.



Alla fine la sorte ha deciso che il mio pacco andasse a Carla e io  sono molto felice che abbia gradito il mio dono. Poca cosa, ma fatto davvero con il cuore.

Vi dò qualche informazione sul mio tea cosy. Per la parte a maglia ho seguito questa spiegazione in inglese. Il punto è molto semplice, ma molto d'effetto. E' adattissimo anche per lavorare, sciarpe e scaldacolli.  Per le stelle di Natale invece ho seguito questo tutorial. Per il fiore centrale ho seguito tutta la spiegazione usando il filato bordeaux e ho lavorato il giro esterno di foglie in verde ingrandendo ancora di più i petali. Le parti centrali in giallo, che poi sono il vero fiore delle stelle di Natale, le ho lavorate seguendo questo video della signora Esperanza del sito Tejiendo Perù.

Adesso passiamo a ciò che io ho ricevuto in dono da Clara. Una carinissima ghirlanda fuoriporta, che io ho appeso alla porta che dal soggiorno dà accesso alla cucina, dato che la mia porta d'ingresso è troppo esposta alle intemperie.


Nel pacchetto c'erano anche un presepino delizioso che era un magnete, ma che io ho preferito appendere al mio albero di Natale


e infine un gessetto a forma di alberello, corredato da un'ottima essenza profumata. Anche questo prontamente piazzato sull'albero.


Anche Clara ha confezionato i suoi regali acqiostati in una bella scatola, che però ho dimenticato di fotografare. 
Ringrazio ancora la mia swappina. Ho apprezzato tantissimo tutto quanto.

Come sempre quando ci incontriamo il tempo vola via velocissimo e ci lasciamo con la voglia di ricominciare ad organizzare un incontro il giorno dopo. 

giovedì 3 novembre 2016

Scialle Peipponen di Heidi Alander, finito e indossato.

Beh, dovrei dire provato., perché per indossarlo c'è ancora tempo, visto che qui siamo ancora in estate. Oggi c'è stato un sole caldissimo! Ma il mio scialle Peipponen è pronto per i primi freddi che arriveranno...probabilmente a gennaio, ma arriveranno.
Ed eccolo qua, appena liberato dagli spilli, il fringuello (Peipponen in finlandese) appoggiato su un alberello del mio giardino.



E qui ve lo mostro  appoggiato sulle mie spalle, così da poterne apprezzare meglio le dimensioni. 

Vi piace?

Scialle Peipponen di Heidi Alander, lavorato con misto lana merinos e ferri circolari n. 4,5.
Traduzione in italiano del pattern, eseguita da me, disponibile in questa pagina.


Prossimamente vi mostrerò gli scialli Peipponen lavorati dalle mie colleghe di KAL sull'Isola creativa.

martedì 1 novembre 2016

Scialle Peipponen, storia di un kal.

Vi ho già parlato dello scialle che ho sui ferri in questo post e dopo un mese esatto dall'inizio del Kal (knitting along, cioè lavoro a maglia fatto in gruppo) sul forum Isola creativa che ha visto me e le altre amiche appassionate knitters portare avanti insieme questo bellissimo lavoro aiutandoci a vicenda a superare le difficoltà incontrate, sono orgogliosa di dirvi che........il fringuello è volato giù dai ferri! Sì, perché Peipponen significa proprio fringuello in finlandese, la lingua di Heidi Alander, la bravissima designer autrice del pattern.
Al momento si è posato sul tappetino di gomma che uso per bloccare i miei lavori e io l'ho imprigionato, ancora umido, con centinaia di spilli che lo hanno messo in forma ad ali spiegate e gli impediranno di volare per qualche giorno. 
In attesa di mostrarvelo quando sarà pronto per prendere il volo, vi faccio vedere le foto delle varie fasi del lavoro, cioè le varie tappe in cui è stato articolato il kal per le amiche del forum.

Seconda tappa

Questa tappa prevedeva l'esecuzione del primo punto traforato, uno zig zag molto lineare. Quattro ferri a maglia rasata separano questo punto dal successivo. Contemporaneamente prosegue la sequenza di aumenti, prevista dal pattern, che dà origine alla forma a mezzaluna dello scialle.


Terza tappa

Con la terza tappa inizia il secondo punto traforato della bordura: un vero e proprio pizzo! In questa fase è stata necessaria la massima attenzione per evitare di perdere qualche punto. Sarebbe stato davvero difficile rimediare all'errore. A meno che non si fosse disposte ad utilizzare una lifeline (video tutorial) di tanto in tanto. Lavoro rognosetto, ma che permette di non perdere tanto lavoro già fatto a causa di un errore. 




Quarta tappa

La quarta tappa consisteva nel completamento del punto traforato intermedio. Infine quattro ferri a maglia rasata diritta separano questo raffinato pizzo dal bordo traforato finale.

Quinta e ultima tappa

Ed ecco che siamo arrivate al pizzo finale. Anche qui il punto consiste in dei zig zag ripetuti in sequenza. In questa foto vedete la prima chiusura che ho eseguito. Non era quella spiegata da Heidi nel suo pattern, ma una chiusura all'uncinetto. Ne ero abbastanza soddisfatta, ma poi, una volta finito lo scialle, mi sono accorta di un errore nell'ultimo ferro traforato e quindi ho dovuto scucire la chiusura e gli ultimi due ferri per correggere l'errore. Non sarei stata capace di tenermi lo scialle con quell'errore.  Una volta ripresi tutti i punti (infinitiiiiiiiii!!!!) ho finito nuovamente lo scialle, ma questa volta ho preferito una chiusura semplice ai ferri. Ho tenuto il lavoro morbido, altrimenti il bloccaggio sarebbe stato difficile.




Ed ecco il Peipponen finito! Ma come vedete è tutto arricciato. E'assolutamente necessario un bel bloccaggio.

Dopo un veloce lavaggio con detersivo delicato e un risciacquo finale in acqua e un po' d'aceto (mai usare ammorbidenti con la lana. Contengono siliconi che alla lunga rovinano le fibre), ho fatto colare l'acqua con questo super tecnologico sistema...

...poi ho avvolto lo scialle bagnato in un  asciugamano di spugna per asciugare l'eccesso di umidità e poi, armata di spilli d'acciaio (mi raccomando! Gli spilli che non sono d'acciaio, a contatto con l'acqua,  arrugginiscono e rovinano i lavori)  e di santa pazienza, ho appuntato prima il bordo superiore tirandolo per bene e poi il bordo inferiore, punta per punta, cercando di dare una forma semicircolare quanto più possibile regolare.


E adesso non resta che aspettare che il fringuello si  asciughi e sia pronto per spiccare il volooooooo!!!!! Un fringuello mica tanto piccolo eh! L'apertura alare mentre è bloccato è di 2 metri e 4 cm. Una misura di tutto rispetto che all'inizio non mi aspettavo di ottenere.

Presto quindi potrete vedere il Peipponen shawl bell'e pronto. E io non vedo l'ora, non appena l'autunno si deciderà ad arrivare in Sicilia, di avvolgermelo orgogliosamente sulle spalle. Cosa che, immagino, non vedono l'ora di fare anche le mie compagne di kal: Annalisa, Dolcezzedimamma, Chiara, Floriana, Alessia, Loredana...