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domenica 5 gennaio 2025

I dolci siciliani delle feste natalizie: i buccellati!



I buccellati di papà, aggiungo io. Perchè tra un buccellato qualunque e i buccellati che faceva ogni anno mio padre ce n'è di differenza!

Papà era un cuoco, un cuoco all'antica, che non si faceva chiamare chef, primo perché ai suoi tempi non usava, secondo  perché non aveva un ristorante bensì un grande laboratorio in cui, antesignano del moderno catering, per tanti anni, insieme al suo socio e ai loro collaboratori,  ha allestito banchetti per feste di tutti i tipi, dal più piccolo e meno impegnativo a quello con 400 invitati. In gioventù aveva fatto il panettiere, aveva lavorato in un'industria dolciaria, era un bravissimo pasticciere...poi, insieme ad un collega, aprì un laboratorio in proprio che si occupava appunto di banchetti e forniture per tantissimi bar e locali del territorio.  Negli anni Ottanta, insieme al suo socio, cui lo univa un affetto fraterno, aprì anche un bar e portò avanti l'attività finché i suoi problemi di salute glielo permisero. Poi cedette la sua quota societaria al suo socio e andò in pensione. Ma  aveva esperienza da vendere e quella sua esperienza la mise a disposizione della famiglia deliziandoci con i suoi manicaretti e allestendo tutti i banchetti di compleanno e ricorrenze varie per le figlie e i nipotini che adorava. 
Non mancavano feste natalizie in cui, dopo aver preparato personalmente nel corso dell'anno, i tradizionali  ingredienti per il ripieno (la composta di pere, le bucce d'arance candite, i fichi secchi), non si mettesse nella sua attrezzatissima cucina a produrre chili e chili di meravigliosi e profumatissimi buccellati che, puntualmente, regalava anche a parenti e amici e che, purtroppo per me, erano talmente buoni da farmi prendere almeno tre chili all'anno. Valli a smaltire poi! Ma come resistere ai buccellati di papà?
Ormai papà non c'è più. Quelle che stiamo passando  sono  le seconde senza di lui e senza mamma. Le feste ormai sono velate di tristezza  per me, per tutta la famiglia. Ma una cosa non ho voluto che mancasse sulla nostra tavola delle feste: un vassoio di buccellati fatti con  la ricetta  di papà. Non saranno mai buoni come i suoi dato che io, per abbreviare i tempi, uso ingredienti acquistati e non preparati da me. Ma diciamo che, nel complesso, l'illusione che in cucina ci fosse ancora lui a sfornare buccellati, sono riuscita a darla.



La ricetta originale di mio padre la trovate qui sul blog in questo post. Io però quest'anno (papà mi perdoni) ho utilizzato la ricetta della pasta frolla all' olio di Benedetta Rossi.

E concludo augurando a tutti una felice Epifania!  

martedì 26 gennaio 2021

Panettone senza latte e burro.



In questi giorni ho rifatto il panettone, dopo i primi esperimenti fatti l'anno scorso. Mi sono imbarcata in quest'impresa perché io ho sempre amato il panettone, proprio quello classico, con i canditi e l'uvetta ma, da quando sono diventata fortemente intollerante al latte e ai suoi derivati, non ho più potuto mangiarne. E allora ho voluto provare ad adattare la ricetta ai miei bisogni. L'anno scorso ho provato varie ricette, ma solo l'ultima, realizzata a feste ormai finite, mi aveva veramente soddisfatta.

E allora quest'anno sono ripartita da quella ricetta, precisamente il panettone classico di Zia Franca. Ho seguito passo passo il procedimento spiegato da lei in questo video,  ma ho sostituito le dosi di burro con l'80% circa di olio di semi di mais. Lo so, i puristi del panettone in questo momento saranno inorriditi, ma io vi posso dire che il risultato finale non è stato affatto deludente, anzi. Sono sicura che la stessa ricetta, fatta con il burro sarà insuperabile, ma il mio, vi assicuro, è un buon compromesso che mi ha consentito, dopo tanti anni, di assaggiare di nuovo un buon panettone.

Se fra i miei lettori c'è qualcuno che, come me, non può assumere latte e derivati, e vuole provare a fare il panettone, vi consiglio proprio questa ricetta, con gli accorgimenti che vi dirò.

Adesso entro nel dettaglio e vi mostro un po' di passaggi.

Si inizia nel tardo pomeriggio impastando la biga. 

Si lascia così, coperta con la pellicola,in forno spento e si fa lievitare e riposare tutta la notte. Questa fase deve durare dalle 12 alle 15 ore.

Si procede quindi al primo impasto. Raccomando si seguire scrupolosamente i consigli di Franca sull'ordine d'inserimento degli ingredienti. Se, volete sostituire il burro, aggiungete come ultimo ingrediente 60 g di olio di semi di mais a poco a poco, esattamente come si farebbe col burro, facendo pazientemente assorbire ogni volta quello che versate prima di aggiungerne altro.

Al termine della fase di impasto (deve durare 20 minuti dopo aver finito di aggiungere l'ultimo ingrediente), mettere la massa in una ciotola bella grande infarinata, coprire con pellicola e mettere in forno spento con la luce accesa  finché l'impasto non avrà triplicato il suo volume. Ci vorranno circa 5 ore. 

Ecco il mio impasto alla fine di questa fase.


A questo punto si rimette la massa nell'impastatrice e si procede al secondo impasto. A questo proposito voglio dirvi che io non ho una planetaria, ma impasto il panettone nella macchina del pane. L'anno scorso ho provato ad impastarlo a mano. Il risultato non è lo stesso, ma è comunque buono. Ci si stanca molto di più, ovviamente. Per gli intolleranti al latte e derivati: in questa fase io aggiungo 15 g di olio di semi di mais, sempre a poco a poco. A parte questo, raccomando sempre di seguire per filo e per segno i consigli di Franca.

Finita la fase del secondo impasto, si versa la massa sul tavolo infarinato e si danno le pieghe come fa vedere Franca nel video. Si fa riposare per circa mezz'ora l'impasto sotto una ciotola capovolta (evitate il canovaccio perché potrebbe appiccicare. A me è successo). Poi si riprende, si danno nuovamente le pieghe, si fa la pirlatura, cioè si arrotonda bene la massa e poi si sistema nell'apposito stampo di carta.


Lo stampo va messo in forno spento con la luce accesa e non va coperto. Per evitare che la superficie si secchi, si mette un pentolino pieno di acqua bollente sul fondo del forno. Deve lievitare più o meno fino al bordo dello stampo. Ci vorranno circa quattro ore e mezza.


Come vedete, il mio ha perfino superato il bordo del pirottino.

A questo punto si lascia seccare all'aria il panettone per un quarto d'ora dopodiché con un coltello molto affilato o con una limetta (io uso l'apposito attrezzo in dotazione alla mia macchina del pane), in modo molto delicato,  si incide una croce sulla superficie del dolce. Sui tagli si mettono dei fiocchetti di burro. Io invece, usando un pennello di silicone, spennello con dell'olio di semi di mais.

Adesso il panettone deve andare in cottura. Attenzione perché è una fase delicata e molto dipende dal forno che si usa. Franca consiglia la cottura in forno ventilato. Io trovo che questa modalità, con il mio forno, sia troppo violenta, faccia subito colorire il dolce in superficie e non permetta al panettone di gonfiarsi bene. Con il forno statico invece, ho ottenuto risultati di gran lunga migliori. I primi 10 minuti a 170° e i successivi 40 a 160°. Dopo i primi 20 minuti di cottura, se la superficie del panettone è già ben colorita, coprite con un foglio di alluminio e tenetelo fino a fine cottura.

Se non avete l'apposito termometro per misurare la temperatura all'interno del panettone, pazienza. Non ce l'ho neanch'io. Ho fatto semplicemente la prova ad infilzare il dolce con un lungo spiedino. se esce asciutto è tutto ok e possiamo sfornare.

Non è finita qui. Bisogna infilzare il panettone con due ferri da maglia a circa due cm dalla base e metterlo a raffreddare a testa in giù o dentro un grande pentolone o fra due pentole. E' molto importante affiché il panettone non perda la sua bella calotta.

Ecco il mio dopo la fase di raffreddamento. Che bellezza! Guardate che cupola!



Ed eccolo aperto, dopo che sono già state sbranate diverse profumatissime e gustosissime fette. L'alveolatura è bellissima, il panettone è soffice e veramente buono. Nei giorni seguenti io lo adoro leggermente riscaldato al microonde.

Confesso che non sempre a casa mia riusciamo ad aspettare i due giorni di riposo raccomandati da Franca. 

Il panettone che avete già visto è quello classico e l'abbiamo consumato a NAtale.  Per Capodanno invece, ho provato a fare una variante, ma utilizzando il medesimo impasto: il panettone mandorlato all'arancia. 


Ho usato uno stampo per panettone basso, ma sempre da un kg. Ho utilizzato solo canditi d'arancia e  ho coperto il panettone, prima della cottura  e senza fare il taglio a croce, con una buonissima glassa. Per la ricetta guardate questo video di Stefano Barbato. 

Vi posso dire che il risultato è stato eccezionale! 

Adesso ho già in preparazione il panettone con gocce di cioccolato da mangiare per l'Epifania. Vi farò sapere com'è andata. 

A presto!

AGGIORNAMENTO: Vi mostro anche il panettone al cioccolato, fatto a gentile richiesta di mio genero che non ama canditi e uvetta. Nell'impasto quindi li ho sostuituiti con circa 180 g di cioccolato fondente tagliato a dadini (vanno benissimo anche le gocce di cioccolato, ovviamente). Per il resto ho seguito lo stesso procedimento del panettone classico. Alla fine della fase di raffreddamento, ho coperto la cupola del panettone con 100 g di cioccolato fondente fuso insieme a qualche cucchiaio di latte di soia (io non uso latte vaccino nè i suoi derivati, ma chi non è intollerante può mettere una noce di burro o qualche cucchiaio di latte o, meglio ancora di panna liquida. Serve a non far indurire troppo il coccolato). Infine, prima che il cioccolato si raffreddasse, ho cosparso con nocciole tostate e tritate grossolanamente. Buonissimo e soffice anche questo. Penso che le foto parlino da sole.





sabato 14 dicembre 2019

Biscotti ripieni di pere e cioccolato.

Qualche giorno fa ho provato questa ricetta che voglio raccomandarvi caldamente. Sono veramente squisiti e sono anche adatti agli intolleranti al lattosio. Provateli e mi darete ragione. Trovate la ricetta qui, sul canale di Rita chef.




giovedì 24 ottobre 2019

Biscotti bicolore a spirale

Recentemente ho voluto provare questi particolari biscotti al cacao dal curioso disegno a spirale.
Sono venuti belli e buoni, anche se sicuramente con un po' di pratica in più verranno meglio.
Ottimi anche per chi, come me, è intollerante al latte e ai suoi derivati.


La ricetta originale  prevede l'utilizzo della farina 0. Io invece, ho utilizzato la farina di Maiorca, un grano antico siciliano che contiene meno glutine, ma che è più nutriente e digeribile. E' una farina burattata, quindi non troppo raffinata, con la quale mi trovo veramente bene. Vengono benissimo anche le torte.
Troverete ricetta e procedimento dei biscotti a spirale in questo video di Rita Chef. Ho scoperto da poco queta signora e trovo che sia bravissima e piena di fantasia in cucina. Vi consiglio proprio di seguire il suo canale.

domenica 9 giugno 2019

Torta matta alle fragole e cocco.



In questo periodo in cui le fragole abbondano, a casa mia non mancano mai perché soprattutto mio figlio ne è golosissimo. Qualche tempo fa ho trovato questa ricetta sul blog di Elena, conunpocodizucchero e, visto che le torte matte le ho già provate e in varie versioni, ho voluto provare anche questa. Che dire? La trovo strepitosa. 
A differenza di Elena, io ho cotto la torta nel Fornetto Versilia e non ho usato le fragole scondite, ma le ho prima tagliuzzate e cosparse di zucchero e succo di limone. Poi, prima di decorare la ciambella, ho punzecchiato la superficie con uno stecchino e ho fatto assorbire un po' dello sciroppo prodotto dalle fragole.

Provatela e fatemi sapere cosa ne pensate. E già che ci siete, fatevi un giro sul blog di Elena. Sono sicura che vi piacerà.

sabato 14 aprile 2018

Crostata alle fragole senza derivati del latte

La primavera è arrivata, anche se non mancano giornate di cielo cupo come quella di oggi. Ed è tornata la voglia di buoni dolci alla frutta. I
Ieri sera, nonostante fossi reduce da una pesante giornata di lavoro, ho preparato un dolce che a casa mia fa subito festa...o meglio...la festa viene fatta subito al dolce, nel senso che viene sbafato in men che non si dica. Si tratta della crostata alle fragole. Buonissima, e abbastanza comune come dolce. Ma la mia ha una particolarità: è assolutamente priva di latte e  derivati.  Io sono intollerante e quindi, se vogliamo mangiare un dolce tutti insieme, devo sperimentare ricette dairy free. Ecco cosa ho tirato fuori ieri. A parte la maggiore friabilità della frolla, vi assicuro che non ha fatto rimpiangere la versione originale.


Ingredienti:

Per la pasta frolla. 350 di farina 00, 100 g di zucchero, 50 ml di olio di semi (io ho usato olio di mais), mezza bustina di lievito vanigliato, la buccia grattugiata di un limone.

Per la crema: mezzo litro di latte di soia alla vaniglia (quello che acquisto io è già leggermente zuccherato),100 g di zucchero, 4 tuorli, 40 g di amido di mais, la buccia di un limone (solo la parte esterna. Evitate il più possibile la parte bianca).

Per la decorazione: fragole mature pulite, tagliate a metà e cosparse di zucchero , 100 g circa di cioccolato fondente . Io ho usato metà cioccolato fondente al 50% e metà quello al 70% di cacao, piuttosto amaro, che fa un bel contrasto con il sapore dolce della crema e della frolla  e quello dolce, ma leggermente acidulo delle fragole. Un po' di marmellata di albicocche leggermente diluita con acqua per lucidare.

Procedimento:

disporre la farina a fontana. Nel buco centrale mettere il lievito, lo zucchero e, a poco a poco, l'olio. Impastare solo fino a quando si ottiene una palla compatta. Se doveste avere difficoltà a compattare l'impasto aggiungete poca acqua fredda e bagnatevi le mani. Porre l'impasto in frigo avvolto in pellicola trasparente. 
Nel frattempo preparare la crema. Questo è il procedimento che ho usato io e non si è formato neanche un grumo.In un pentolino mettere lo zucchero e l'amido e mescolare benissimo. Poi aggiungere i tuorli e amalgamarli bene. Aggiungere il latte di soia a temperatura ambiente a poco a poco e mescolare bene con un cucchiao di legno finché non vedrete più grumi.
Accendere il fuoco, fornello medio, e portare ad ebollizione mescolando sempre. Vedrete che la crema si addenserà anche prima dell'ebollizione, ma fate cuocere qualche minuto per cuocere l'amido che altrimenti risulterebbe indigesto. Coprire con pellicola a contatto e mettere da parte
Adesso riprendete la frolla, stendetela in uno stampo per crostate rivestito di cartaforno bagnata e strizzata. Mi raccomando, direttamente nello stampo, perché questa frolla è molto delicata. anche in questo caso aiutatevi bagnandovi le mani. Formate anche il bordo intorno allo stampo, ma senza creare un cordone spesso.  Coprire con un altro foglio di cartaforno e con dei fagioli secchi e mettere in forno a 180° per una ventina di minuti, finché il guscio di frolla avrà preso un bel colore dorato. 
Lasciar raffreddare un po' e sformare. Coprire la base di frolla con il cioccolato fuso (io uso il microonde) e dopo che si sarà leggermente rappreso versare la crema. Non preoccupatevi se nel frattempo si sarà rappresa. Sopra lo strato di crema disporre le fragole a raggiera,a cerchi concentrici e infine spennellare con marmellata di albicocche diluita per lucidare il dolce.

Oggi era ancora più buona di ieri sera. La frolla è diventata più compatta e meno fragile, ma ha mantenuto la giusta croccantezza.
Dopo pranzo ho sorpreso mio marito che si era servito questa fetta e l'aveva cosparsa con lo sciroppo delle fragole rimaste. Dovevate vederlo mentre la mangiava di gusto e si leccava i baffi...che non ha.

Scusate la presentazione poco ortodossa e le foto, inguardabili come al solito