Uomo e donna, diversi e complementari, due per essere uno. Eppure stride sentire un femminismo anacronistico che sbraita nel tentativo di ridurre la femminilità a ideologia mercificante. Si parla di donne sole, vittime, maltrattate e in pericolo. Donne che lottano, donne contro il maschio violento, femmine antagoniste nel tentativo di essere se stesse.
Si è tornati alla rivalità tipica di un femminismo di sinistra dello scorso secolo e ancora si cade nell’equivoco di voler cancellare le differenze per combattere ipotetiche supremazie di un sesso sull’altro. Ecco che la diversità naturale e corporea deve essere abbattuta in nome del “genere”, differenziazione culturale solo teorica e oggi ritenuta fondante.
Lasciamo stare la Bibbia, il “maschio e femmina li creò”, ma è innegabile che esistiamo su questa terra in due forme ben definite, maschile e femminile, e che ci piaccia o no non ne esistono altre. Questo è il disegno originario e anche il nocciolo della questione. Questa è la verità ontologica che una volta rinnegata provoca dissidi e sfocia nella violenza, perché smarrendo il concetto di unità di due diversità, ecco che l’amore viene snaturato e mistificato, trasformato in una relazione di puro egoismo che confina con la dominazione.
Altro che “maschilismo”, altro che “patriarcato”.
Siamo davanti a una logica che vuole negare la verità per scardinare la famiglia, la coppia, il maschile e il femminile, essenze che trovano compimento e senso solo specchiandosi una nell’altra.
Archivio per novembre, 2023
Uomo e donna
Pubblicato: novembre 26, 2023 in anima, citazioni, editori, erotismo, frasi, Guido Mazzolini, letteratura, lettori, libri, poesia, racconti, scrittori, scrittura, UncategorizedTag:Guido Mazzolini
Ancora una volta
Pubblicato: novembre 20, 2023 in anima, citazioni, editori, erotismo, frasi, Guido Mazzolini, letteratura, lettori, libri, poesia, racconti, scrittori, scrittura, UncategorizedTag:Guido Mazzolini
Ancora una volta un uomo ha ucciso una donna. Ancora una volta un omicidio che viene definito “femminicidio”. Riguarda una femmina, purtroppo sì, ma è curioso quanto meno semanticamente che sia stato coniato un termine, come se l’uccisione di una donna sia più grave rispetto ad altri omicidi. Una grande percentuale di questi ha come vittime gli uomini, per non parlare di tutti i bambini uccisi prima ancora che vedano la luce, e per loro non c’è nessuno scandalo, nessun politico indignato, nessuna coscienza scossa. E Indi, la bimba inglese ammazzata dallo Stato? Di lei non se ne parla più, presto dimenticata, seppellita, tradita.
Tutti pronti a innalzare barriere ideologiche e a parlare di “società patriarcale”, “virilità tossica”, “maschilismo predominante”, un’indignazione organizzata e ordinata a tavolino, una caccia alle streghe surreale. Educare i figli, insegnare al cittadino, ecco cosa emerge dal fumoso pensiero contemporaneo, l’idea che tutto si possa risolvere insegnando, come se un’ora o due alla settimana di “educazione affettiva” nelle scuole possa eliminare il male insito nella natura umana. Da una parte si sminuisce la famiglia, colpevole di avere allevato dei mostri, dall’altra si cerca di dare allo Stato un ruolo che non gli compete e che non può essere in grado di svolgere. Non basta spiegare che il “femminicidio” è un atto deplorevole. Purtroppo non basta. Nel mistero dell’uomo è presente la libertà e la capacità di scegliere tra il bene e il male. Ogni istante della nostra vita si svolge sul confine, sulla linea di demarcazione che divide l’umanità dalla disumanità, l’altruismo dall’egoismo, la luce dal buio. Serve uno sguardo più ampio che accetti il mistero, lo scandalo, la croce.
Guido Mazzolini
la giustizia di Erode
Pubblicato: novembre 12, 2023 in anima, citazioni, editori, erotismo, frasi, Guido Mazzolini, letteratura, lettori, libri, poesia, racconti, scrittori, scrittura, UncategorizedTag:Guido Mazzolini
Indi Gregory non deve vivere, e nemmeno provarci. Lo dice la legge inglese, lo dice la Corte Suprema, lo dicono i medici. Indi la reietta, condannata a morte, vittima, ostaggio di un legislatore disumano. Questa bimba, affetta da una gravissima e rara patologia, mette in crisi le nostre coscienze. È un vento leggero che mormora e scoperchia i tetti, è il grido silenzioso di un innocente, mentre il gigante di argilla crolla mostrando il suo vero volto. L’Inghilterra, paese che si vanta di essere patria della democrazia, toglie la maschera e svela il ghigno marcio di Erode. Altro che libera scelta e autodeterminazione, altro che difesa di un diritto. Siamo davanti a uno Stato mortifero e vigliacco che perseguita gli inermi. Ricordate Alfie Evans? Eravamo nel 2018, diversa malattia, ma lo stesso trattamento e la stessa fine.
Il Regno Unito ama la morte e lo stesso fanno quei medici che si rifiutano di “avere cura” di una bambina malata. Inguaribile, può essere, ma di certo curabile. La differenza è sostanziale e considerare la ventilazione forzata come un accanimento terapeutico è solo la maschera orrenda di un preconcetto terribile.
È uno Stato che annienta i legami famigliari più forti che risiedono nella coscienza. È uno Stato che non considera l’amore di un genitore nei confronti di una figlia e ci passa sopra come un ostacolo da abbattere per la vittoria di un potere che ci vuole massa scollegata da ogni rapporto umano.
La grande, potente Inghilterra non può tollerare l’affronto di una vita che silenziosamente urla il proprio diritto a esistere così com’è, senza se e senza ma, perché la vita è un valore non negoziabile anche per una creatura di 8 mesi già condannata da una malattia. Così appare il grugno sporco di un modernismo che tanto piace alle sinistre europee, politicamente corrette e moralmente corrotte. La giustizia di Erode difende il diritto alla morte, dimenticando che purtroppo la malattia da cui è affetta la piccola Indi la porterà comunque a lasciare presto questo mondo che nemmeno l’ha voluta.
Oggi vali solo se sei utile. Oggi si misura la qualità della vita attraverso poveri parametri umani. Ma attenzione: una volta stabilito che è lecito consentire a un giudice di sentenziare sulla sacralità dell’esistenza, allora ognuno di noi è in pericolo, perché qualcuno potrà decidere quando sei o non sei degno di stare al mondo.
Non siamo pezzi di ricambio di un ingranaggio perverso, da eliminare se difettosi. Come Alfie Evans anche Indi Gregory è figlia di tutti e la battaglia per difenderla è sacra, perché riguarda il senso del dolore, soprattutto quando si tratta di un dolore innocente. I giudici inglesi sostengono di non prolungare le sofferenze per l’esclusivo interesse della bambina, un interesse che il padre e la madre non riescono a cogliere. Così il dolore si fa confine e obiezione che impone alla giustizia umana di preferire la morte alla speranza, l’omicidio alla vita, il voltare la testa dall’altra parte al prendersi cura di qualcuno. Ma se la sofferenza ha un significato, allora va compreso, accompagnando chi soffre fino al termine naturale della propria esistenza, curandolo con quell’amore che la sacralità e il mistero di ogni persona meritano.
Parole
Pubblicato: novembre 9, 2023 in anima, citazioni, editori, erotismo, frasi, Guido Mazzolini, letteratura, lettori, libri, poesia, racconti, scrittori, scrittura, UncategorizedTag:Guido Mazzolini
Parliamo, ma le nostre parole hanno perso il significato. Le abbiamo usurate, consumate, sfibrate, private della loro forza primordiale. Le abbiamo trasformate in scatole colorate, avvolte da nastri e lustrini. Accattivanti ma vuote. Dobbiamo ritrovare la magia di raccontarci per tornare a credere nella potenza del suono, di una parola in grado di cambiare l’universo, di un verbo o un sostantivo che sia in grado di trasformarsi in un’idea, come un seme da piantare nella coscienza.
Guido Mazzolini