Archivio per dicembre, 2024

Buona fine, buon principio!

Pubblicato: dicembre 31, 2024 in Uncategorized

Da noi due a voi tutti, AUGURONI e grazie di esserci, di seguire questo blog un po’ strano, che non parla direttamente di noi, ma che in fondo ci riguarda e riguarda un po’ tutti, nel bene e nel male. Vi vogliamo bene anche da qui, con tutto il cuore virtuale che questa dimensione riesce a regalare.

Buona fine anno e buon inizio!

Elena&Paola

Il Natale dei bambini è l’attesa di qualcosa che arriverà. È lo stare tranquilli, silenziosi fuori, ma dentro il tumulto. Lo stupore lo leggi negli occhi e nelle mani, e si non tratta di regali o di festa, ma di una sensazione che non riescono a definire diversamente.
Attesa. Meraviglia.
In questo anno che è passato fenetico e carico di angosce più o meno lontane, sarebbe bello attendere una novità, l’arrivo di un tempo migliore, di una luce che non venga accolta dalle tenebre e le spazzi via in un colpo solo.
Più di 2000 anni fa aspettavano un salvatore armato di scudi e lance, un giustiziere risolutivo e sanguinario. Trovarono un bambino in fasce, l’essere più indifeso e fragile. Altro che Messia, altro che giustiziere. Eppure quel bambino cambiò le sorti dell’uomo e svelò il significato di questa corsa frenetica chiamata vita. E il suo percorso, il suo senso. Il suo traguardo.
Oggi ce ne dimentichiamo spesso, eppure è così facile fare posto a un bambino, trovargli una culla, una casa, un presente. Perché un Natale senza di Lui diventerebbe una festa di bugie, un compleanno senza festeggiato.
Il Natale dei bambini e i bambini senza il Natale, quelli disperati, figli delle guerre, dell’egoismo, dei patti scellerati di uomini senza cuore. I bambini picchiati, violentati, bombardati, uccisi prima di nascere.
E in questo mondo confuso, apparentemente privo di speranza, sta per splendere una luce, una promessa. L’attesa sta per trovare il compimento.
C’è la voglia di cambiare, di essere migliori, di aprire i pugni, i denti stretti, i cuori chiusi.
C’è profumo di buono, di silenzio e di gioia.
Se ci pensi un po’ di più, c’è profumo di Dio.

Guido Mazzolini

E a queste belle, intense parole, aggiungiamo le nostre.

Auguri di buon Natale a tutti. Che sia davvero un Natale di pace, serenità, famiglia e bontà. È bello ritrovarci virtuali ma vicini, in attesa di tempi migliori per tutti, di consapevolezza e allegria. Vi vogliamo bene, anche da qui. Elena&Paola

Se ne scrivono molti, se ne leggono pochi.
I libri sono strani animali selvatici che cercano una tana. Leggerli è come entrare in mille vite, stare sul ponte della Pequod mentre il capitano Achab caccia Moby Dick, assistere al matrimonio di Renzo e Lucia, varcare con Dante la porta dell’inferno.
È uno scrivere al contrario, un consegnarsi arresi all’immortalità.
Perciò apri gli occhi. Leggi.

Guido Mazzolini

Noi non potremmo vivere senza libri. Che siano elettronici, cartacei, audiolibri…non importa, anche se personalmente preferiamo la cara vecchia carta! E voi cosa ne pensate? Elena&Paola

“I sentimenti sono boati silenziosi che si espandono, avviando meccanismi imperscrutabili che obbligano a uscire da te stesso per diventare altro. Aggrediscono senza darti il tempo per riflettere, può succedere in automobile, oppure sul divano mentre leggi un libro. Il sentimento si sdraia sotto di te e si impadronisce di tutto, non c’è un solo atomo libero, monta chiuso dentro te stesso, nel buio profondo dell’inconsapevolezza. Avanza, striscia e s’innalza, cerca il percorso più breve ed efficace. Fluisce dalle caviglie e sale lungo i polpacci, striscia nello stomaco con il sibilo di un rettile. Soccombi e chiudi gli occhi, li riapri e sei differente, precipitato nell’abisso di un’esplodente vittoria, qualcosa feroce che fa tremare l’universo.”

-Destinati a direzioni diverse-

A proposito di sentimenti, sensazioni senza freni, ipotesi, futuri futuribili e incerti, mi sorprende il pensiero che il tentativo di cancellare un passato, una vita, una certezza, spesso confini con la follia di chi precipita nel vuoto e agita le braccia, convinto di poter volare.

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Girare pagina è sempre difficile, allora è meglio restare dove si è, preferire il certo all’incerto, oppure tentare il salto nel vuoto e vada come vada? Elena&Paola

Quando eravate comunisti tutto andava meglio. Se non altro così dite, così sento ripetere da intellettualoni, giornalistoni, attoroni, rapperoni, e chi più “oni” ha più ne metta. Sì, perché quando eravate comunisti in Italia si viveva bene, c’era quell’aria di rivoluzione e impegno che permeava le folle, c’era un gran bisogno di comunità, talmente forte che chi non si dichiarava comunista veniva bellamente convinto del suo errore, caldamente convinto, impedendogli di affermare le proprie idee perché, quando eravate comunisti, chi non la pensava come voi era considerato un intralcio. Una mosca bianca – o nera – tra tante mosche rosse, un nemico da abbattere. Ma questa è ormai un’epoca antica, sorpassata da un presente che viaggia veloce, e non è facile restargli dietro. Certo, qualcuno è rimasto nostalgicamente abbarbicato al passato e ciancia di proletariato, capitale, rivolta sociale e borghesia, tutte definizioni che appartengono a un mondo che non c’è più. Credo che da quegli anni ormai sepolti dalla storia sia nato il complesso di superiorità che oggi permea la sinistra. E ne va fiera e se ne vanta, con quella faccetta da prima della classe dei tanti Fazio, Littizzetto, Severgnini, Floris, Gruber, Scanzi, Gramellini e il sorrisetto ironico per nascondere il livore e l’espressione di chi la sa lunga e ha capito tutto. E gli altri, quelli che non la pensano allo stesso modo? Beh, quelli sono ignoranti, incivili, preistorici, patriarcali, misogini, razzisti, maschilisti. In poche parole: fascisti. Nemici da abbattere, come si usava nei bei tempi andati. Ma a pensarci bene, quando eravate comunisti lo eravate perché la politica di quel tempo lo esigeva, il sistema lo pretendeva, il cinema, la letteratura, il giornalismo. E se non ti dichiaravi comunista non potevi avere un pensiero autonomo, tuo, circoscritto al singolo. E nemmeno potevi esprimerti intellettualmente o artisticamente. Per dirla meglio, o il tuo pensiero apparteneva a un pensiero comune e ideologico, oppure non era degno di essere espresso e rappresentato. Come è andata a finire lo sappiamo tutti. I giornaloni di sinistra sono crollati, le ideologie hanno chiuso i battenti riducendosi a capricci di pochi che pretendono di surclassare i diritti di molti. E pure i partiti hanno chiuso i battenti, cambiato nome, divisa, prostituendosi in ammucchiate boccaccesche con signori di ogni risma e ideologia. Insieme al crollo verticale della sinistra, in Europa come negli Stati Uniti, si assiste oggi a un ritorno di quella purezza intellettuale che ammantava tempi migliori, forse per ricuperare quel poco che è rimasto, ma mi chiedo e vi chiedo, quale purezza, quale intelletto? E soprattutto, di grazia, quale superiorità?

Guido Mazzolini

Il parere dell’autore è chiaro, ma voi che cosa ne pensate? Elena&Paola