Una maschera da due soldi e le foglie attaccate alla pelle.
Cambia il mio volto, muta il mio tempo.
Rami secchi e contorti.
Mi guardo allo specchio, più vecchio di quanto mi senta, e finalmente mi vedo. Sono io, un ulivo storto, le mie stagioni attraversate, vissute, l’attesa di un inverno che arriverà senza avvisare. I conti da pagare, le attese. Non ho più voglia di fingere primavere, non servirebbe.
Nel mio autunno c’è qualcosa di imprevisto. Da ragazzo pensavo succedesse agli altri, solo per loro arrivava la fine, la paura, la morte e quel senso di essere fuori tempo massimo. Ogni cosa era una voce lontana, una notizia sentita per caso. Non mi apparteneva, non mi riguardava.
Ora, invece, un’idea mi cammina accanto. Discreta, educata, e chiede giustizia, e implora risposte. È il bisogno di un porto, di una meta sicura. Ci penso, lo desidero e un po’ mi spaventa.
Poi arrivi tu con quel sorriso sporco di pastello, i colori, lo sguardo vivo e fuori posto. Non so se ringraziarti o scappare, ma so che mi cambi le carte e salvi la partita, prima che perda tutto.
La mia anima non si arrende. Mescola il mazzo e rilancia. Non comprende le regole, ma continua a giocare lo stesso. E forse il trucco è non capire ma restare, restare sempre, comunque sia e qualunque cosa accada.
Il tempo, per una volta, è amico mio. Non lo rincorro, non lo subisco. Lo tengo tra le mani e lo attraverso. Sorrido, mi tolgo il trucco, e via la faccia stanca, via la posa da vecchio, le spalle curve, le mani in tasca.
Esco.
Cammino tra i ragazzi che strepitano e vivono la vita. Il presente gli appartiene, la gioventù li incorona padroni di regni senza gloria. Sono belli, sfrenati, meravigliosi e luccicanti come braci di un camino.
Mi guardano con sospetto.
“Quello è matto”, pensano.
E hanno ragione.
Sono pazzo, sì, e adesso rido anch’io, senza difese, senza sconti. Solo la gioia di esistere e un cuore caldo.
Se c’è un senso, è tutto qui. Un sorriso inaspettato, l’apoteosi di un sogno e una libertà arrivata tardi che per questo si fa più preziosa.
In questo autunno…
In questo autunno…
Guido Mazzolini
(Tratto dal brano “In questo autunno” di Gino Paoli, dall’album “Cosa farò da grande”, 1986)
Che dire, per noi è da brivido. Buona domenica! Elena&Paola