Archivio per gennaio, 2025

L’indifferenza è l’opposto dell’amore. Puoi odiare o maledire, ma sono azioni che vanno da te a un’altra persona. L’indifferente invece vive rinchiuso e non ha un complemento verso cui dirigersi. L’indifferente è solo, immobile in un deserto senza eco, perché quando non ti accorgi del mondo ecco che il mondo non si accorge di te.
Basterebbe un’attenzione più intensa per capire la fratellanza che ci lega a un prossimo scomodo, a chi vediamo inerme sul marciapiede, alla ragazza d’Africa che vende l’anima agli incroci del mondo. Vite disperate e disperse, nate per uno sbaglio del destino. Vite di scarto ormai scartate dalla vita. Danno fastidio, scandalizzano la nostra normalità, non ci riguardano. Ma ignorare la sofferenza di un altro essere umano è un atto vigliacco. È rinnegare noi stessi con la crudeltà di un sorriso in bocca, come chi non vede, come chi è morto dentro. Bambini, uomini, vecchi. Gli stessi occhi, la stessa umanità. Fratelli nostri, di noi pronti a chiudere a chiave l’anima e appenderla al chiodo.

Guido Mazzolini (tratto dal libro “Destinati a direzioni diverse”)

Non ti voglio vicino, accanto,
o sopra o sotto, o stesa al mio fianco,
non ti voglio adesa, appesa al collo,
a un orecchio o al polso.
Ti voglio dentro. Non vicino, dentro.
Non come il quadro al muro,
o la goccia d’acqua sul vetro,
non come la carezza sulla guancia,
l’impronta sul marmo, la foglia sul prato,
ma come una spina nel dito, la vite nel legno,
come il sughero nel vetro,
come la mano in tasca,
il pesce nella vasca, il piede nella scarpa,
come una dito nel naso o il ragno nel buco,
Non vicino.
Dentro.

Guido Mazzolini

Con le parole, tu, mi fotti.
ps: scusa il francesismo. Paola.

Ti ricorderai di me, delle mie mani grandi, del vento che strappava margherite. E il lasciapassare dei nostri nomi, e la dolcezza del pane, briciole di vite nostre. Il cuore ha memorie così nascoste che quando meno te l’aspetti bucano la terra come fiori. E crescono, cercano aria e luce. Cercano noi, passaggi e passeggeri illusi di memorie. Che bell’inganno in fondo, che bella sensazione.

Guido Mazzolini

Io ci penso spesso agli amori finiti, quelli passati che non ci sono più. A volte è un giochetto un po’ puerile, solo per ricordarmi quando ero più ragazzina…altre volte è un vero dolore di ricordi belli o brutti. E voi che ve ne fate dei ricordi? E delle storie passate? Meglio dimenticare oppure anche gli amori finiti contribuiscono a farci essere quello che siamo?????? Paola.

Avrei dovuto amarti meglio, trattenerti a denti stretti con la tenacia del guerriero, come il mastino che non molla l’osso. Avrei dovuto amarti come meriti, come il riccio attorno alla castagna, con la naturalezza del cielo che abbraccia un albero.
Così. Senza peso, ma per sempre.

Guido Mazzolini

Ma non dovrebbe essere così l’amore? Senza peso e per sempre… Fosse vero! Tra rimpianti e rimorsi la vita continua e ci si accorge che in fondo quel “per sempre” è soltanto una pia presa per i fondelli. Qualcosa da aggiungere? Elena&Paola

Il tempo è veloce, subdolo, e già è volato un altro anno. Se non fosse per i botti e lo spumante, se non fosse per tutta questa forzata allegria, nemmeno te ne accorgeresti.
Eppure ogni secondo che passa è un secondo in meno a disposizione. Un battito di ciglia, qualcosa che se ne va e non ritornerà più.
Ciò che vivi accade una volta sola. Pensaci, ora, e afferra il momento. Potrebbe essere la peggiore tragedia o il miglior capolavoro. Non importa. Godi la vita, stringila e succhiala, ingoiala come un’ostrica e troverai la perla più preziosa.
La consapevolezza del tempo che passa e del significato di questa folle corsa regala la bellezza di esistere, al di là di orizzonti e destini più o meno fortunati. Danza il tempo e avvolgiti in un tango, scuotiti, sorridi, agita i fianchi. Vivilo con coraggio e umiltà. Non ne sei padrone, non puoi aggiungere un solo istante a quelli che hai a disposizione, ma solo accogliere, grato, responsabile del miracolo di un respiro o di un’idea, di un’azione o di una scelta. Ama le persone che hai accanto, e quelle che non ci sono amale più forte, perché vivono in una dimensione di pace e di gioia, così lontane dai nostri guai ma così vicine a noi, in modo sottile e meraviglioso.
Non smettere di sognare, di credere nell’incredibile, di tentare l’impossibile.
Desidera, attendi, spera.
Tre azioni per un unico scopo, tre tinte che insieme generano un colore capace di trasformarsi in magia.
Sii responsabile di una speranza, come il contadino che semina e si prepara all’attesa, con la certezza che sarà la terra a prendersi cura del seme e a cullare il miracolo. Ama e impara la pazienza, rispetta i ritmi della tua felicità e di quella degli altri.
Ogni cosa si rinnova solo se sei capace di attendere, solo se ne hai la forza e il coraggio. Non esiste paura o pigrizia, non c’è noncuranza nell’attesa. Nel silenzio più puro si accende il sorriso del saggio, quello di chi tace aspettando una musica che annienti il frastuono del mondo, sapendo che presto o tardi arriverà.
A chi mi ha cercato, voluto, tenuto.
A chi mi ha perduto e rimpianto.
Buon 2025. Che sia un anno nuovo, ma nuovo davvero.
Auguri.

Guido.

Una bella riflessione d’inizio anno. Ancora molti auguri da noi a voi! Elena&Paola