bARCa bIsBetiCa con cIURmA fAmEliCA: quotidianità di famiglie a vele spiegate. Il diario dei nostri "sogni in mezzo al mare"... tra letteratura di bassa lega, geografia pelosa, visioni mistiche, cheek to cheek, uccellini che cinguettano, cibo, musica e poesia.
venerdì 18 febbraio 2011
domenica 26 dicembre 2010
pronti a partire con il Santippe?
(piccolo spazio, pubblicità)
domenica 28 novembre 2010
Italiani apprezzati all'estero
il "Made in Italy" nella nautica: Solaris 60 by Serigi a BOOT 2010, Düsseldorf
mercoledì 3 novembre 2010
Impianto elettrico Primario e Batterie, Atto 3 (la terapia)
atto 1, l'ANAMNESI (ovvero: "Houston... abbiamo un problema..")
(ovvero: "kiamave un tottttòveeee..kiamave un tottttòveeee..")
Una volta acquisite tutte le informazioni preliminari del caso e "subìto" il primo responso diagnostico con relativo preventivo di spesa, diciamo che ci eravamo lasciati, prendoci una pausa decompressiva per capire esattamente la strada migliore da seguire, che fosse percorribile economicamente parlando ma che anche desse un minimo risultato!
La "sostenibilità economica" del progetto non può evidentemente essere raggirata, i problemi evidenziati vanno risolti con conseguente onere di spesa, ma le volontà anzi i desideri di up-grading vanno aggiustati da bene e condizionati onde renderli fattibili, altrimenti i progetti rischiano di restar tali, dunque le riflessioni che abbiamo fatto sono di due ordini diversi:
1) no agli sprechi: si impone dunque un ferreo riciclaggio di tutti i componenti dell'impianto integri, in questa fase anche quelli meno "desiderabili" purché funzionanti
2) no al superfluo: si impone un'attenta analisi dei bisogni effettivi di barca in assetto da crociera ed equipaggio, onde evitare acquisti in eccesso
3) si alla flessibilità: nel tempo, attraverso una pianificazione degli interventi differita nel tempo su più step di avanzamento, e nello spazio, attraverso una diversificazione degli "investimenti" già a partire dalla scelta delle possibili fonte energetiche.
mercoledì 20 ottobre 2010
Impianto elettrico Primario e Batterie, Atto 1 (l'anamnesi)
IL QUESITO:
ciao e buongiorno carissimo,
ti scrivo perché ho un problema di batterie... discutendo mi avevi lasciato anche il tuo email personale del lavoro e lasciato la disponibilità anche a fornirmi assistenza, oltre che il "materiale", ed adesso che ho qualche noia "elettrica" ho pensato di scriverti......... come avrai forse letto sul forum ho preso la barca nuova, un Grand Soleil 39, e già mi pareva mal dotata a livello di batterie, ma adesso ho anche scoperto che sono messo ancora peggio..
sabato 2 ottobre 2010
per i "sognatori"
Una pagina EPICA prodotta dall'amico e navigatore (e sognatore) Luigi Ottogalli, tratta dal suo blog... BV Luigi!
Risposte pratiche per "sognatori" realistici
Causa | % |
| Manutenzione ordinaria | 25 |
| Marina e Porti | 19 |
| Assicurazioni | 16 |
| Svago, viaggi, ristoranti... | 13 |
| Cambusa | 12 |
| Manutenzione straordinaria | 11 |
| Rientri in Italia | 10 |
| Gasolio e gas | 2 |
| Internet | 2 |
| Varie | 1 |
e questo è il "Jonathan", uno Sciarrelli di 12 mt. su cui il caro Luigi viaggia, in compagnia di Silvia..
giovedì 23 settembre 2010
mercoledì 28 luglio 2010
giovedì 11 febbraio 2010
l'amico Sergio sui programmi di gestione "Boat Ownership"
lettura segnalata e consigliata ...
[Premessa] Un programma di Boat Ownership è un meccanismo in cui tu acquisti una barca e la lasci in gestione ad una società di noleggio, che ne paga tutte le spese di mantenimento e ti garantisce una rendita periodica. Sembra la formula magica per potersi permettere di possedere una barca senza rimetterci o senza potersela in realtà permettere. Ma… [Fine premessa]
........il resto di là su Velablog ("i conti in tasca al Boat Ownership" ), con il punto della situazione a proposito dei programmi d'acquisto "a rendita assicurata" ultimamente proposti dalla Moorings, e già pubblicizzati anche sul Giornale della Vela
sabato 6 febbraio 2010
L'IVA SUI POSTI BARCA VÀ PAGATA
Ecco il testo del comunicato stampa dell'Agenzia delle Entrate:
COMUNICATO STAMPA
Posti barca in affitto, lo sconto Iva non va in porto La società che affitta posti barca prende a bordo tutta l’Iva. Niente esenzione da imposta ma aliquota piena perché si tratta di una locazione assimilabile a quella di aree per il
parcheggio auto. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 1/E di oggi, che prende le mosse dalla richiesta di una società che gestisce due pontili in un porto turistico ed è interessata a sapere se la sua attività di locazione posti barca può godere del regime di esenzione Iva previsto in caso di affitto di beni immobili. In particolare, i tecnici delle Entrate richiamano una sentenza della Corte di Giustizia in cui si precisa che le locazioni in un porto di posti barca, sia in acqua sia a terra per il rimessaggio invernale delle imbarcazioni, pur riconducendosi all’affitto di beni immobili, rientrano più in particolare tra le locazioni di aree destinate al parcheggio di veicoli, escluse dal regime di esenzione e soggette ad aliquota ordinaria del 20%. Il testo della risoluzione è disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it.
venerdì 29 gennaio 2010
Bandiera Belga (....trionferà!)
(ovviamente apertissimi a precisazioni e feedback da chi ne sa di più di noi!!! .....Ringraziamento anticipato va all'amico Pino Pollera per l'attenta lettura e revisione della bozza, alla luce della sua consolidata esperienza "in materia")
bandiera Belga, istruzioni per l'uso...
prima di tutto il link di due agenzie che fanno la pratica a pagamento;
- la prima è italiana: http://www.seacily.eu/it/Bandiera_Belga.html
nel sito spiega tutto bene in italiano ma faccio presente che non li conosco!
(il costo del disbrigo pratica con questa agenzia si aggira sui 500/700 euro.......)
- la seconda è invece belga: http://www.pavillon-belge.com/procedure_immatriculation_pavillon_belge.html
e questa è molto efficiente ed affidabile, già testata da amici, il sito è molto ricco di informazioni e chiarisce molto bene tutti gli adempimenti.. (il costo del disbrigo pratica con questa agenzia si aggira sui 300/400 euro.......)
Se invece si vuole risparmiare e fare tutto da sè, come abbiamo fatto (stiamo facendo!) noi, senza difficoltà alcuna che non superi le normali faccende burocratiche di tutti i giorni, ci si rivolge direttamente al Ministero della navigazione belga, e questo è il sito governativo di riferimento: http://www.mobilit.fgov.be/
Dalla pagina bisogna andare nella sezione "Eau" e poi aprire una serie di pagine (lettre de pavillon è ciò che interessa...) in cui vengono fornite tutte le informazioni necessarie:
a sinistra clicca su Eau,
poi su Navigation de plaisance clicchi su Formulaires de demande,
su Bateau clicchi su Lettre de pavillon,
in basso clicchi su Demande de lettre de pavillon
(comunque si trova anche un opuscolo scaricabile dove c'è tutto quanto relativo al Diporto nautico, spiegato chiaramente benché in francese:http://www.mobilit.fgov.be/data/aqua/FR_plaisure_vademecum.pdf )
L' iter è poi il seguente:
-richiesta, alla Capitaneria di competenza, della dismissione di bandiera (IN ITALIA generalmente ci vogliono circa due mesi perchè, tra i vari controlli, verificano anche se sei in regola con il versamento dei contributi di eventuali marinai dipendenti... a noi la CP di Ravenna tradizionalmente molto efficiente, nei mesi invernali di minor carico di lavoro ci ha impiegato circa 30 giorni per formalizzare la risposta per posta raccomandata e chiudere la partita..)
con la precisazione che:
- per le imbarcazioni immatricolate la Capitaneria rilascia prima un "nulla osta" alla dismissione, poi solo in seguito, ottenuta la "lettre" Belga si ritorna da loro e viene perfezionata la radiazione.. questo perché non si può avere un periodo in cui l'imbarcazione non risulti iscritta in nessun registro, evidentemente!
- diversamente per i "natanti immatricolati", come è stato nel caso del Topkapi, è lecito chiedere direttamente la dismissione di bandiera e radiazione dai registri, e procedere quindi direttamente all'iscrizione presso il registro belga senza passi intermedi, nè ripresa successiva della pratica.
La domanda che noi abbiamo compilato, contenente anche le istruzioni per la compilazione e la documentazione da allegare (2 marche da bollo da euro 14,62 ; ricevuta versamento di euro 20 su cc. postale ; fotocopia documenti di riconoscimento ; busta preaffrancata per la risposta ; e chi più ne ha più ne metta!!!), si scarica direttamente dal sito della Guardia Costiera a questo link
Una volta ricevuto dalla Cp la risposta con il "nulla osta", o comunque quando si è entrato in possesso della certificazione della "cancellazione dal RID", si può procedere con l'iscrizione in Belgio e perciò vanno preparati:
-certificato di cittadinanza del/dei proprietari
- certificato di residenza del/dei proprietari
(e meglio non limitarsi alla semplice autocertificazione, ovviamente valida in campo nazionale, ma piuttosto spedire certificati emessi presso l'Anagrafe comunale, onde evitare incomprensioni con qualche funzionario belga più zelante del dovuto..)
-documento di identità relativi (questi anche in fotocopia)
-atto di proprietà dell'unità, cioè il contratto di compravendita (anche in fotocopia)
-il nulla osta alla dismissione/cancellazione dal RID di cui sopra (documento in originale)
.............e per tutti questi documenti i belgi vogliono che li si presenti anche tradotti in francese (oppure fiammingo, ma noi abbiamo preferito di no!), benché in carta semplice e senza alcuna "certificazione" della traduzione, basta insomma anche una traduzione sommaria con l'aiuto degli "strumenti linguistici di Google", senza molta formalità a livelli che che ci risulta qualcuno non li ha tradotti nemmeno e la pratica gli è andata avanti lo stesso fino a conclusione!
-a parte il documento fondamentale da spedire che è poi il seguente, e che corrisponde appunto all' istanza di iscrizione: dal sito del Ministero più su già indicato si scarica la domanda di "pavillon", e attivando le macro di Office viene subito attribuito alla paginetta in formato Doc di MsWord un numero di pratica.. che è univoco.
Vanno compilati tutti i dati richiesti nel modulo quindi spediti tutti questi documenti, -e tutti in carta SEMPLICE!- al Ministero o all'agenzia, per posta ordinaria evidentemente, e senza marche da bollo o porcherie varie! (magari meglio una raccomandata.. per esser più sicuri, ma non serve spendere decine di euro per un corriere espresso internazionale, questo sia ben chiaro!)
Gli indirizzi a cui spedire sono 5 possibili ma quello principale di riferimento è il seguente:
Service public fédéral Mobilité et Transports, Transport maritime, City Atrium, Rue du Progrès 56, 1210 Bruxelles
(e per ogni dubbio non si esiti a chiamare al numero di tél. 02 277 31 11 ...perché star sicuri che risponderà alla cornetta un cortese e specialmente competente -benché "francofono"- addetto alle relazioni con il pubblico!)
In aggiunta le autorità belghe richiedono il versamento della somma di (appena) 50 euro, per lo svolgimento di tutte le pratiche amministrative: il versamento si può effettuare anche per bonifico bancario internazionale, dalla banca presso cui si ha il proprio conto corrente d'appoggio alle coordinate seguenti (IBAN : BE18 6792 0058 3165 - BIC: PCHQBEBB), ed è preferibile effettuarlo in anticipo ed allegare una copia della ricevuta di versamento all'incartamento da spedire a Bruxelles, comunque con la causale "lettre de pavillon" più il numero che viene assegnato al momento della compilazione del modulo di cui sopra.
NB.
(facendo la pratica con agenzia serve anche:
-procura all'agenzia per rappresentarti nelle procedure)
Dopo una settimana (agenzia) o 20gg circa (Ministero) arriva la tanto agognata "Lettre de Pavillon" e si è a posto nel senso che si è già "iscritti": siamo diventati BELGI!
(e chi ha fatto la pratica per un'inbarcazione dovrà nuovamente rivolgersi alla propria Cp per notificar loro il cambio di bandiera e procedere alla cancellazione definitiva dal RiD)

...dopo circa un mese poi arriverà dal Dipartimento marittimo Belga l'avviso per fare il versamento della tassa relativa alla propria barca, se di qualsiasi lunghezza purché superiore a 7,50 ft, dal momento che in Belgio esiste una tassa sul rilascio della bandiera che si chiama "TMC-Taxe sur la Mise en Circulation", che si paga una sola volta, ma per tutelare la "piccola nautica" con l'obbligo previsto in Belgio di immatricolazione per ogni natante superiore a 2,50m, questa tassa viene calcolata anche e specialmente in base all'età:
- a partire dalla somma di 2.478,00 euro per una barca appena varata,
- la somma si andrà a ridurre del 10% per ogni anno di età della barca, secondo la tabella di calcolo già sviluppata e visibile a questo link
- con un minimo inderogabile di soglia per i natanti di oltre 10 anni di vita, pari a 61,50 euro.
(evidentemente la convenienza di battere bandiera belga è moooolto relativa per chi possiede un mezzo fresco di varo, ma ciascuno decida per sè quel che meglio crede!)
Ulteriore -unica- altra fonte di spesa è quella corrispondente al costo del rinnovo quinquennale della "lettre de pavillon", al costo fisso di 98,00 euro, e questo vale per qualsiasi natante di ogni lunghezza ed età.
Piccolo inciso: dai belgi viene assegnato un numero di targa, ma non c'è alcun obbligo di esporlo sulla barca come il numero di iscrizione al RID italiano, salvo invece sarebbe dovuto per esser veramente precisi, aggiungere sotto al nome della propria barca sulla poppa, anche l' indicazione del Porto di Stazionamento come dichiarato nell'istanza di iscrizione.
Mentre quanto agli adempimenti "quotidiani", e qui si viene al bello, valga:
1) le dotazioni di sicurezza sono a completa discrezione di skipper, che decide sotto la propria responsabilità di imbarcare quelle che ritiene più opportune secondo le condizioni meteomar, il proprio equipaggio, la navigazione che si appresta ad effettuare (niente stranezze italiote tipo "zattera costiera" o salvagenti che improvvisamente non galleggiano più e sono da sostituire con altrettanti nuovi di zecca da 150N di spinta! ..e chi ha orecchie per intendere, intenda..)
2) quanto alla patente nautica dello skipper, per questa rimane vigente quanto regolato in termini di obbligatorietà o meno, dalla Normativa Italiana sul Diporto nautico, in ragione del fatto che la necessità di avere o meno l'Abilitazione alla conduzione del tal mezzo nautico *prescinde* dalla bandiera che il natante batte, bensì *segue* la cittadinanza dello skipper, assoggettandolo alle leggi del suo Stato originario e di appartenenza.
Nb. questo passaggio è molto dibattuto, anche perché qualche CP non ha nemmeno le idee molto chiare in merito, ma l'interpretazione "letterale" del Codice del Diporto appare in tal senso pressoché chiara, e la "patente" rimane ineludibile! Non si creda cioè di appiccicare la bandiera belga al proprio 13 metri per portarlo in giro senza patente nautica: attenzione!
A parte questi aspetti, di bassa "quotidianità" (ma anche no, visto che si tratta anche di risparmiare un bel pò di dindini..), mi permetterei di far notare i VERI VANTAGGI di questa operazione:
1) per i natanti sostanzialmente la possibilità di navigare anche oltre le 12 miglia, e di avere specialmente un regolare titolo (la lettre de pavillon appunto) da far valere sui terzi alla stregua di una "vecchia" immatricolazione al RiD italiano;
2) fine di tutti gli obblighi di revisione periodica, di Licenza di Navigazione (il famoso "Rina quinquennale") e di zattere varie (3 anni per la "zattera oltre", ridotti a due anni per quella "costiera")
I Costi sono invece quelli già elencati.. niente di trascendentale nè di complicato!
Ultimo passo da compiere, infine, è quello relativo al rilascio della licenza per il vhf che non viene data contestualmente alla attribuzione di bandiera, semplicemente perché se ne occupa un diverso Ministero belga che a sua volta richiede come contorno alla domanda di rilasio della licenza una copia in allegato della "lettre de pavillon"; ma nessuna paura, quindi, perché la pratica si farà in seguito e nuovamente senza particolari difficoltà, bensì solo andando al link seguente http://www.ibpt.be/fr/466/ShowContent/1613/Demande_d_autorisation/Demande_d_autorisation.aspx
poi cliccare su "formulair ad hoc" e scaricare il modulo di richiesta.
Nulla o quasi nulla cambia, infine, relativamente alla copertura assicurativa Responsabilità Civile (obbligatoria per naviglio con motore, ausiliario o meno), salvo che:
- se in origine trattavasi di "natante", non immatricolato dunque, evidentemente la polizza RC risultava intestata al motore entro o fuori bordo, per il tramite della sua "dichiarazione di potenza" (piuttosto che "certificato d'uso del motore", per il propulsori più anziani), e nulla cambierà con la nuova iscrizione ai registri belgi,e la polizza può essere mantenuta tal quale;
- trattandosi in origine invece di "unità immatricolata", il suo indentificativo in polizza era evidentemente la "targa", cioè il numero di iscrizione al RiD, che conseguentemente alla cancellazione dai registri italiani è di fatto scomparso, e va sostituito nell'intestazione della polizza con il nuovo identificativo facente capo al registro del naviglio con bandiera belga; andrà dunque effettuata una visita presso la propria compagnia assicurativa, per una semplice modifica dell'intestazione in maniera che l'unità assicurata sia correttamente individuata, onde evitare prima di tutto sicuri problemi in conseguenza di un sinistro, al peggio la mancata copertura assicurativa.
Tutto sempre molto informale, deregolato, easy and free... la burocrazia e la carte bollate sono rimaste probabilmente solo una depravazione tutta italiota, a parte ovviamente qualche altra "democrazia delle banane" sparsa per il Terzo Mondo...
lunedì 9 novembre 2009
quanto denaro serve per girare il mondo in barca a vela ?
18 mila euro all'anno, dunque una rendita medio-bassa, secondo Luigiotto: questa è la cifra indicata nel suo libro recentemente pubblicato e già altrove in questo blog abbondantemente segnalato.. base di calcolo: rendita per la sopravvivenza di 2 persone -nel caso specifico in pensione-, tanti capelli bianchi e poche pretese nel cuore, a bordo di uno Sciarrelli d'annata di 40 piedi tutt'altro che fiammante e già abbondantemente pagato, area di navigazione Sud America/Brasile (per il momento.. ma pur prendendosela comoda Luigi non si preclude alcuna rotta per il futuro!)
diverso è la testimonianza che invece porta SHAULA3: giro del mondo per budget sostanziosi, quello loro.. a partire dalla barca comperata ad hoc (un Ovni 385), passando per la preparazione della barca e dell'equipaggio, fino alla scelta di effettuare la vacanza in partecipazione alla flotta del Blue Water Rally, ricettacolo di riccastri inglesi con velleità trans-oceaniche, per di più frettolosi giacché il giro si effettua su base biennale..
questo il loro consuntivo economico, a voi le somme:
- 100.000 Euro tondi tondi tra equipaggiamento della barca (le voci principali: nuove vele, strumentazione elettronica, generatori a vento e trainato, pannelli solari, dissalatore, SSB, carte nautiche di carta ed elettroniche, pilot books, battellino e fuoribordo nuovi) ed una ampia dotazione di parti di ricambio (sopratutto per il motore, ma anche per le dotazioni elettriche ed elettroniche fondamentali).
- costo dei viaggi per andare a lavorare sulla barca lontana: almeno altri 10.000 Euro
- l'iscrizione al Rally è costata 15.000 Euro, più il costo di alcuni viaggi in Inghilterra per le riunioni preparatorie, + corso di radio-operatore SSB e corso di pronto soccorso, per un totale di almeno altri 10-15.000 Euro.
- 5.000 Euro per revisionare il motore prima della partenza
- ristoranti durante il Rally: il fatto di essere in gruppo porta a cenare fuori come occasione di socializzazione, e nonostante in genere il costo fosse inferiore all'Europa: non meno di 10.000 Euro!!
- carburante: consumo totale di circa 6000 litri di gasolio, per una spesa totale nell'ordine dei 6.000 Euro più circa 2000 Euro di olio motore e filtri
- porti e canali: i marina in giro per il mondo sono rari, e quando esistono, sono costosi, spesa totale di circa 3.000 Euro, non contando il costo dei canali di Panama e di Suez, inclusi nel prezzo del Rally.
- manutenzione: i costi di manutenzione si sarebbero limitati a circa 1000 Euro per le ripetute sostituzioni della centralina del frigorifero ed i circa 2000 Euro per l'alaggio e l'antivegetativa applicati alle Figi. La botta imprevista è venuta dal ribaltamento: che alla fine, è costato circa 10.000 Euro
- assicurazione: RC + polizza che copriva i danni alla barca e le spese di recupero. Costosa, ed è anche difficile trovare una compagnia disposta a dare copertura in tutto il mondo (incluso il Golfo di Aden...) : costo complessivo per due anni circa 8000 Euro, circa il doppio di quello che sarebbe costata la stessa polizza in Mediterraneo.
- comunicazioni: 800 Euro l'anno per l'abbonamento Iridium (inclusivo di 500 minuti di conversazione prepagati) e 250 dollari per l'abbonamento a Sailmail, ai quali si sono aggiunti in media 100/200 Euro al mese di telefonate: fondamentale acquistare schede SIM (o telefoni GSM a basso prezzo) locali, generalmente al costo di pochi Euro.
- turismo: si viaggia per vedere i posti, ed inevitabilmente questo porta ad ulteriori spese: noleggio di auto per girare in proprio oppure gite organizzate o voli verso altre città, soste in albergo, biglietti di ingresso, eccetera: difficile definire una cifra, circa 15.000 Euro
- fondo di emergenza: è indispensabile avere a bordo una piccola riserva di denaro in valute forti, preferibilmente Dollari coi quali far fronte ad eventuali grosse spese in contanti (gite, alberghi, pratiche burocratiche, eventuali riparazioni) o, molto occasionalmente, per cambiarli in valuta locale: circa 5000 dollari e 5000 Euro i contanti.
non basta solo decidere "quando" partire come qualcuno indica, insomma, ma anche come e specialmente "quanto"..
venerdì 6 novembre 2009
lancio una nuova rubrica: "la (vecchia) Barca della Settimana"
orsù dunque: navigando tra le mie analisi informatiche ho scoperto che avete molto gradito un post dello scorso autunno -sempre in autunno eh?-, dove (qui!) vi raccontavo di belle barche d'antan spesso passate nel dimenticatoio, citandovi il raro Samoric 41 di Mauric piuttosto che il Morgante 45 dei cantieri Biasi, o la stessa certamente più nota Orca 43, insieme a molte altre non meno degne.. ma in verità solo limitandomi ad elencarvele "bovinamente" come fosse la lista della spesa, ed al più con il condimento di qualche link a siti personali o inserzioni che sono nel frattempo -logicamente- scaduti, dunque senza una trattazione all'altezza della fama e del valore di queste "Regine del Mare". Me de dolgo e me ne dispiaccio. (ho editato quell'articolo rinnovando qualche link al volo, ma accorgendomi anche di quanto fosse incompleto già nell'elenco.. basti dire che non vi ho incluso nemmeno una barca inglese o scandinava, che vergognoso nazionalismo!!!)
Allora.. non che io mi senta in grado di prestare un giudizio per codeste "regine", prima di tutto perché lo stesso non servirebbe affatto trattandosi appunto di scafi rari ma tutt'altro che poco blasonati, però ho pensato che "condire" l'intervento con qualche dato tecnico, o qualche foto, o qualche dettaglio in particolare che renda a pieno titolo il merito che vien loro attribuito, sarebbe un aspetto oggettivamente corretto se non proprio ineludibile. "Dovere di cronaca" si chiamerebbe, ma poi si rischia per passare per giornalisti mentre invece restiamo biechi ingegneri.. poi magari se tra qualche lettore ci fosse qualcuno disposto ad aggiungerci del suo, sarebbe ancora meglio, mi son detto, e si riconoscerebbe un giusto tributo a certi nomi altrimenti destinati a passar nell'oblio, pur invecchiando sempre meglio dei rispettivi armatori!
Il fatto, per giunta, che in autunno capiti che molti di voi (noi!) si guardi intorno sulle banchine, ancora reduci dal Salone di Cannes (quello di Genova non me la sento di citarlo, perdono..) con l'acquolina ancora in bocca, e l'occhio attento e vigile ai cartelli con su scritto VENDESI, mi fa venire ancora più voglia, quasi sadicamente parlando.. e l'augurio che mi faccio è infine che questa rubrica, chissà.. magari come una lettura firmata Malingri recentemente apparsa sul Giornale della Vela sullo stesso tema, non faccia venir voglia a qualcheduno di voi di mettersi in casa un solido scafo di trent'anni, e l'entusiasmo di riportarlo alla sua condizione di "regalità"
stay tuned
