"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)
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mercoledì 16 febbraio 2011

Manuale di meteorologia


Volume a cura di Mario Giuliacci, Andrea Giuliacci e Paolo Corazzon e vanta il contributo di 14 meteorologi del Centro Epson Meteo.
Nuova edizione 2010 è completamente aggiornata e arricchita di un capitolo sui cambiamenti climatici, tema assoluta attualità nel panorama scientifico e politico mondiale.


Collana: Meteo
Edizione: Seconda (2010)
Pagine: 763
ISBN: 978-88-483-1168-7
Prezzo: € 32,00

Realizzato dal Centro Epson Meteo, il Manuale è il più completo trattato di meteorologia elementare mai pubblicato in Italia: il libro illustra e spiega tutti i fenomeni direttamente o indirettamente legati all’atmosfera, affrontando in modo esauriente argomenti di natura fisica, climatologica, storica e molti altri ancora.
Ogni argomento è esposto in uno stile che coniuga semplicità e chiarezza con il massimo rigore scientifico.


martedì 21 dicembre 2010

Laura Dekker transAtlantica

lo dice Yachtingmonthly.com


Edit altrimenti detto ERRATA CORRIGE: la notizia va bene, la foto invece no! ..troppa neve sulla mia testa o troppo Xmas Blue o troppe 15enni in giro per gli Oceani, ed ho fatto un minestrone inserendo una foto di Jessica Watson!!! ..grazie a chi mi ha fatto notare il pastrocchio, le mie scuse (ma è Natale, e siamo tutti più buoni, quindi mi perdonerete.. spero....)

martedì 2 novembre 2010

Tall ship rescue after it loses masts

(credo che si tratti della seconda nave a vela più lunga al mondo...)



"Alla fine l'hanno recuperato, seppure in condizioni critiche. Una nave scuola a due alberi con a bordo 47 persone, tra cui una trentina di ragazzi, era finito il 29 ottobre nel mare in tempesta al largo della costa della Cornovaglia. Immediati i soccorsi coordinati dalla Royal Navy che ha impiegato rimorchiatori ed elicotteri della base di Culdrose. La Fryderyk Chopin aveva perso l'albero maestro a 150 chilometri a sud delle isole Scilly."



questa e altre foto del veliero rabberciato alla deriva sulla pagina di laRepubblica.it

giovedì 21 ottobre 2010

previsioni Meteo alla Moggi

Nel senso che "non smentisco nè confermo", secondo il più classico del Moggi-pensiero alla cui scuola mi pregio d'appartenere (Lucianone Santo Subito): ma dopo un we sostanzialmente quieto, che dovrebbe vederci protagonisti di una bella gita "marittima"



lasciando le ns barche sarà il caso di controllare bene le cime d'ormeggio, che già lun 25/10 12 utc arriva un bel quadretto con f7 da NW sul Leone e f7 da scirocco sul basso Adriatico e canale d'Otranto,



poi allentano un pelo le sciroccate in Adriatico nelle ore successive (giusto il tempo di aver fatto salire il livello dell'acqua a Venezia e molto probabilmente prodotto la chiusura delle porte vinciane a valle del nostro ormeggio), ma nelle ore diurne del mart 26/10 si forma questo bel minimo depressionario di un migliaio di ectopascal tra l'arcipelago toscano e Civitavecchia, in discesa progressiva verso Sud nelle ore seguenti, e parafrasando Massimo Decimo Meridio, "a quel segnale si scatena l'inferno":

 


Venti da maestrale che raggiungono f9 tra la costa azzurra e quella della sardegna occidentale, tramontana in Liguria 25 nodi per lo meno, e con la stessa intensità soffierà libeccio nel basso Tirreno, scirocco sul canale d'otranto, bora in alto Adriatico: la più classica delle depressioni mediterranee (non credo che si possa parlare comunque di ciclone extra-tropicale, non ne ha l'intensità.. spero!) che si forma con questa bolla di scirocco proveniente dall'Africa e dalle propaggini più orientali del nostro bacino, dal Libano e dall'Egitto, e che una volta arrivata in Tirreno "collassa" prima su 4 minimi (costa azzurra al valle della foce del Rodano, al largo delle Baleari Est di Cabrera, centro Tirreno al largo di capo Carbonara, a sud di Malta), che molto rapidamento si unificano in questo bel vertice depressionario di 998/1000 hPa collocato sul Tirreno centrale, e fin quando questo non si stempera spostandosi sulla terraferma, attraversando cioè i bacini della Penisola da Ovest a Est -999,998,997,996...hPa- fino a scomparire sui Balcani nelle prime ore di giovedi, scomponendosi di nuovo in due differenti nuclei.. bhè , fino ad allora sarà il caso di stare in casa con i piedi sopra (non dentro) la stufa!!!







........a proposito: ma non è in questi/quei giorni che parte la Middle Sea Race?
(quella regata è un pò come la Ts/S.Giovanni in Pelago in alto Adriatico.. se non busca la mazzata non la fanno valida: già l' edizione 2007  si beccò una depressione come questa, se non più tosta, visto che allora la pressione scese di più e si parlò di vero e proprio ciclone extra-tropicale... BV agli equipaggi!)

Quanto a me consiglio di scaricarsi i grib, e gustarsi l'animazione con tanto di cestello di pop-corn in mano...

mercoledì 11 agosto 2010

I Love Olib

"Conosco me stesso, ed è per questo che ho paura degli altri"
(e se non l'ha già detto Confucio, oppure Oscar Wilde, mi approprio della paternità dell'aforismo..)



LINK ad una bella discussione sul forum AmiciDellaVela, tema: botte da orbi in banchina a Olib, sotto le sferzate di un neverin.. 5 le barche coinvolte, tutte italiane: una sfondata, due danneggiate in modo serio, le ultime due addirittura perdute. Dopo la conta dei danni, adesso arriva quella delle responsabilità....

martedì 18 maggio 2010

STIX, l'indice di marinità

via.. sybrancaleone.blogspot.com (ciao Rob!)


 
L'apprezzamento delle capacità marine di una barca è un tema ancora abbastanza controverso, il cui trattamento analitico è ancora allo stato embrionale.
Si parla spesso di stabilità: una barca stabile (checché ciò possa significare) è intuitivamente considerata più marina di una barca che non sia stabile per niente. Se una barca non è capace di restare o ritornare diritta, non serve a granché.
Per cercare di quantificare meglio l'idea di stabilità, e per prendere in considerazione anche altri elementi che contribuiscono al comportamento marino di una barca, si è sviluppato un indice chiamato STIX.
E' molto probabile che una volta introdotto tale indice sarà alla base dell'attribuzione di una categoria di navigazione a una data barca. Per il momento si è orientati verso tali valori limite: Categoria A--> 32; Cat. B -->23; Cat. C -->14; Cat D -->5

La formula dell'indice prende in considerazione più fattori che contribuiscono al comportamento marino di una barca, ecco un'idea della logica dietro ad ognuno di essi.
Il più importante è le lunghezza della barca. Uno stato del mare determinato sarà relativamente più piccolo per una barca più grande, gli effetti delle onde saranno più importanti su una barca più piccola. Inoltre, siccome la stabilità aumenta con potenza 4 della lunghezza, una barca più lunga sarà relativamente -molto- più stabile di una barca più corta (ecco fra l'altro perché le barche più lunghe sono relativamente più strette di quelle corte).

In seguito, vi è tutta una serie di fattori moltiplicativi, il cui valore varia fra 0.4 e 1.5. Sono tutti valori *abbastanza* adimensionali, che privilegiano un comportamento medio e penalizzano gli estremi.

Rapporto dislocamento/lunghezza: la regola considera che una barca eccessivamente leggera è più difficilmente controllabile, quindi meno marina, e che una barca eccessivamente pesante oppone molta resistenza agli elementi, quindi meno marina.

Rapporto dislocamento/larghezza: si considera che una grande larghezza associata a un dislocamento leggero aumenta il rischio di scuffia (vedi Rapporto Fastnet) e rende la barca più stabile una volta rovesciata; un fattore troppo piccolo (esempio una barca stretta e pesante) è ugualmente penalizzante perché si considera che la stabilità di forma sia insufficiente.

Raddrizzamento, due elementi.
Un primo fattore misura la capacità della barca a raddrizzarsi da una posizione di inversione a 180 gradi.
Un secondo fattore misura la capacità della barca a raddrizzarsi da una posizione di scuffia a 90 gradi con le vele piene d'acqua.

Stabilità dinamica: tale fattore dipende dall'energia necessaria al vento e alle onde per far sbandare la barca fino all'angolo di stabilità nulla (matematicamente, l'integrale della parte positiva della curva di stabilità); la presenza di aperture nello scafo/coperta che permettano l'ingresso di acqua all'interno è ugualmente considerata come penalizzante.

Il rischio di inondazione è considerato da un altro fattore che misura la possibilità che l'acqua entri nella barca a causa di un'azione del vento tale da sbandare la barca di 90 gradi.

E' interessante notare come tutti i fattori entrino in un calcolo "medio", nel senso che l'importanza di un singolo fattore è ridotta a vantaggio di un apprezzamento medio, generale delle caratteristiche della barca.
Alla maggior parte dei fattori moltiplicativi vengono applicati dei limiti massimi e minimi, fra 0.4 e 1.5 per la maggior parte di essi: se per esempio il calcolo di un fattore desse un valore di 1.8, sarebbe soltanto 1.5 a essere preso nel calcolo finale, in modo da scoraggiare gli estremi.
Naturalmente è il Comitato redattore della formula dello Stix che ha dato il suo apprezzamento sull'importanza relativa dei vari fattori.
Al risultato finale della moltiplicazione, si aggiunge 5 (cifra uguale per qualsiasi barca) se la barca completamente riempita d'acqua presenta ancora una riserva di galleggiamento e una stabilità positiva a 90 gradi. Il premio all'inaffondabilità...

sabato 15 maggio 2010

Survival Time

Cappa, secca o filante? Ancora galleggiante, cavi, o cos'altro ancora?
L'altro giorno ho pubblicato una foto di un "celebre" F10 e qualcuno mi chiedeva quale debba essere il comportamento migliore in quelle condizioni, quale la velatura più conveniente da adottare, quali le manovre corrette da eseguire: l'unico F10 che ho buscato io è stato il classico neverino adriatico, ma sono 20 minuti di inferno poi passa tutto, e con un pò d'acqua sottovento "passa (anche) la paura"... per tracciare un profilo un pò più compiuto alla risposta che mi veniva reclamata meglio dunque passare la parola a chi un vero F10 l'ha preso nel bel mezzo di un ciclone al centro del Pacifico..

ALEX CAROZZO
Qualsiasi oceano va bene. 
Pacifico in solitario. Dal Giappone a S. Francisco su una barca a vela costruita nelle stive di una nave mercantile
Editore: Incontri Nautici - 2004
ISBN: 8885986412










"E ripensando ora alle descrizioni di tempi duri o eccezionali, scritte da Errol Bruce, Adlard Coles e dagli Smeeton, sono propenso a classificare il tempo del 28 ottobre almeno come forza 9, ma più sicuramente forza 10. Quindi il riuscire a portarsi o rimanere in una zona di forza 8 sarebbe stato già un successo e una garanzia di sicurezza, o meglio, di sopravvivenza. Perché obiettivamente in forza 9, come sperimentato a bordo del Golden Lion, c'è una zona di tempo e condizioni fisiche che è marcata "survival", almeno per quanto riguarda yacht sui 10 metri fuori tutto. [...] Anche quando uno yacht ha fatto tutto il possibile per la sua sicurezza, sia fiandosi su un ancora galleggiante, sia su cavi rimorchiati, sia su un misto dei due sistemi, sia filando olio di mare, imarrà sempre in balia e sotto minaccia di una "freak wave", di un'onda di altezza e forma anormali ed eccezionali, che può formarsi e arrivare a rompere sia a 50 metri dallo yacht, sia sopra di esso. E' solo a causa di questa minaccia sempre presente che potremmo quindi identificare una forza 9 con un periodo di "condizioni di sopravvivenza", anche se durante detto periodo lo yacht non sarà strettamente soggetto a tale condizione. [...]
E' molto probabile che lo yacht, dopo aver corso in poppa -a discrezione del mare e del vento- sia ora obbligato a rimorchiare dei cavi di poppa, per rallentare l'andatura ed evitare il pericolo di essere traversato da un'onda, e probabilmente colpito dalla cresta della successiva. Tuttavia il fatto di avere i cavi filati di poppa non esonera l'equipaggio dal governo, perché anche in tali condizioni lo yacht risponderà al timone, sebbene non così prontamente come in libera corsa. E sarà sempre necessario correggere le eventuali alambardate o straorzate, poiché i cavi saranno molto spesso portati in avanti e allascati dalle onde e dalle creste, il loro effetto in tali momenti essendo molto ridotto e a volte praticamente nullo. [...]
E' inevitabile a questo punto riaprire l'eterna discussione sull'opportunità o meno di usare l'ancora galleggiante a preferenza dei cavi rimorchiati di poppa; non consideriamo ora gli altri due metodi di sostenere il cattivo tempo, e cioè (1) lasciare che lo yacht assuma la cappa naturale, permettendogli di orientarsi da solo rispetto al mare e al vento; e (2) come sopra, ma con l'uso di una mezzanella di fortuna (su un due alberi) o una piccola vela da tempesta se sloop o cutter.
Questi due sistemi non vengono qui analizzati in quanto precedono in tempo e condizioni meteo gli altri due, divenendo il loro uso impossibile o quasi, e decisamente pericoloso e da evitarsi nelle condizioni di "survival" che stiamo considerando.
Quindi ci troviamo di fronte al sistema che chiameremo classico, perché già noto e da sempre usato, mantenere la poppa o la prora al mare per mezzo di un'ancora galleggiante. Oppure filare di poppa dei cavi che totalmente o parzialmente frenino la corsa dello yacht.
[...]
L'ancora galleggiante. Dovrà essere di costruzione robustissima in ogni singola parte [...] lo yacht sarà più o meno controllato o tenuto con un'estremità al mare, a seconda della grandezza dell'ancora galleggiante [..] ed è da questa efficienza che nasce il pericolo per lo yacht di essere trattenuto anche troppo, e nel caso che creste frangenti lo colpiscano, di non poter cedere abbastanza, non poter incassare indietreggiando, ma incassare invece mantenendo quella che, rispetto alla posizione di marcia delle onde, è sempre una marcia avanti creata dalla resistenza dell'ancora galleggiante. Quindi lo yacht sarà sempre soggetto a sforzi immeritati, soggetto a essere colpito in maniera più dura di quanto lo sarebbe se potesse cedere maggiormente all'impeto del mare. Per essere efficiente il sistema dev'essere abbastanza resistente -in termini di resistenza alla deriva e allo scarroccio- sì da consentire allo yacht una corsa mantenuta entro i limiti della sicurezza, sufficientemente elastico e cedevole sì da consentire allo yacht di incassare i colpi di mare senza avarie, senza che il mare diventi una valanga distruttrice e rovinosa, come capitò al "Vertue XXXV" di Barton in Atlantico, al "Gesture" e al "Seabird" del capitano Voss in Pacifico.
Tuttavia, anche con questi esempi, è difficile dire se i danni inflitti agli yacht furono provocati dalla troppa resistenza al mare rompente, o dalla qualità, dal tipo di onda che avrebbe potuto infliggere la stessa punizione anche a uno yacht in fuga con cavi in rimorchio.
E' prendendo in considerazione i casi sopra citati e le esperienze del "Samuel Pepys" di Errol Bruce, dal "Tzu Hang" degli Smeeton, dal "Sandefjord" di Erling Tambs, dal "Cardinal Vertue" del dottor Lewis, per citare i più noti, che appare consigliabile -dopo un confronto delle esperienze, dei mezzi usati in simili o differenti condizioni meteo, e degli effetti e risultati ottenuti, o subiti -l'uso dei cavi rimorchiati di poppa, come ultima risorsa per la sopravvivenza di uno yacht."

Poi leggendo Tabarly si trova anche che i cavi.. per l'amor del cielo, mai filare cavi per rallentare!! E si scappa di gran carriera senza nulla che freni la corsa della nave! 
...ma si sa che, in fondo, l' F10 è un'oppppppinione.

mercoledì 5 maggio 2010

F 10

Foto celebre: di quelle che fanno accapponare la pelle, ma servono anche ad esorcizzare la paura!



(foto di una Velux di qualche anno fà, lui è Bernard Stamm, quello in cui si trova è un F10, e per fortuna la foto è ripresa a molti ma molti e più molti gradi di lat più a sud delle nostre rotte abituali!)

giovedì 11 marzo 2010

100 Nodi

che sarebbero quasi 200 km/h.......... dove: ieri a Trieste, da Nord-Est: Bora

foto via forum ADV





 
 







oggi per fortuna va un pò meglio, (qui la situazione aggiornata) ma a parte l'aspetto surreale della mancanza di dati per gli anemometri delle stazioni meteo divelti, ci sono anche stati danni seri, diverse barche cadute dall'invaso a Monfalcone...... (qui delle foto)
 

domenica 7 marzo 2010

Quando il mare oscurò il cielo

Un brano dello splendido diario di Claudio..


Cari Amici,
Questo è il Diario di bordo di "Adventure" - Grand Soleil 343, la n.1 - , che non vuole essere un’opera letteraria, ma un sintetico promemoria delle emozioni, oltre che dei luoghi e delle persone che ne hanno fatto parte. Ho cucito insieme gli appunti del diario, con l’intento di rendere più snella e piacevole la lettura, spero di esserci riuscito.





Italia – Corsica – Minorca (Agosto - 1988)
E’ stato un agosto pieno di eventi, con tanto mare, e tante miglia, in 22 giorni ne abbiamo fatte 960, con una media di oltre 43 nm al giorno, se vi pare poco! fatte tutte sempre solo in due Licia ed io, allora ancora fidanzatini, (si fa per dire, vista la nostra età).
La rotta: Viareggio, Portovenere, Calvì, Mahon, giro dell’isola di Minorca, Bonifacio, Solenzara, Capraia, Livorno, Viareggio.
Durante il viaggio di ritorno da Minorca, dopo ben dieci anni di inutili tentativi, libri letti, dotte tecniche di presunti esperti, finalmente riusciamo a....


Questo il resoconto del viaggio di ritorno:

Abbiamo lasciato Mahon (39°52’N 004°18’E) all’alba, con quella tensione che si ha sempre alla partenza di una lunga traversata (allora senza l’aiuto del gps! ndr.), con un discreto vento di 18/20 nodi che ci arriva al traverso con un po’ di onda e Adventure da il meglio di se, è l’andatura che preferisce, e le onde, abbastanza rotonde, rollio a parte, non creano problemi di sorta.
Abbiamo come di consueto gettato la traina con un centinaio di metri di filo del 100 e un finale dell’ 80 con attaccato un Rapala con la coda snodata di una ventina di centimetri, a mezzogiorno parte nuovamente la traina, e come troppo spesso accade, pesco l’ennesimo sacchetto di plastica, siamo a 40mg dall’isola più vicina a non meno di 150 dalla Francia la Spagna o l’ Italia, siamo soli (e non vedremo un’altra barca per 2 giorni) ma in compenso il mare è pieno di sacchetti di plastica!!!
Disgustato lascio la lenza tutta riavvolta con il solo codino di circa 10 metri in acqua, e dato che filiamo tra i 7 e gli 8 nodi, il Rapala, così vicino alla barca, non fa che saltare fuori dall’acqua, per poi ritornare dentro nelle più strane posizioni. Sono stanco e decido di andare a riposarmi, lasciando a Licia il compito di vegliare su di me, oltre che su Adventure; bisogna approfittarne quando si può.
Disteso in cuccetta di poppa seguo il movimento dello scafo, cominciando a pregustare un sonno ristoratore, quando uno “scoppio” mi avverte che è partita la traina, ma questa volta il rumore è diverso, violento, fortissimo. Mi precipito fuori di corsa urlando “molla la randa, arrotola il genoa”, gettandomi in tuffo sulla frizione del mulinello che allento per non rischiare di veder strappare tutto.
La barca comincia a rallentare, ma la fine del rocchetto si avvicina pericolosamente, comincio a stringere la frizione fino a bloccare la corsa del filo, e miracolosamente non succede niente, la lenza resta tesa e non si strappa.


mercoledì 27 gennaio 2010

Vito Dumas, "Il viaggio del Sirio"

ricevo in Bacheca e ricopio in evidenza, giacché merita.. (grazie Pime!)



(…) Ricevo le prime raffiche molto violente intorno alle ore 17. Seduto su una cassetta di whisky vuota, che mi serve da sedile, governo col braccio appoggiato. Con l’inesorabilità di un compressore stradale, la potenza dell’uragano aumenta per gradi: prima 100 nodi, poi 150. La stessa cosa che accade nel golfo di Biscaglia, in Tasmania, al capo Horn e nell’Oceano Indiano. Nulla di nuovo in fondo. E il fiocco tien duro. Trascorrono le ore e aspettando che tutto ciò finisca comincio a sonnecchiare. La cosa sta diventando monotona; ma la notte pan piano trascorre. Sono sempre alla cappa, col fiocco di fortuna, e il Sirio, anzi, rimonta un poco sopravvento. (…)
(pag 183 - ed. Mursia)


"nulla di nuovo in fondo" trovo sia quel che colpisce di più, ma sicuramente anche la "cassetta di whisky vuota" avrà contribuito abbondantemente alla causa......

BV! (in maiuscolo)

mercoledì 13 gennaio 2010

domani prima serata su MP Energy

su Mediaset Premium canale Energy domani sera, giovedi 14/1......

..serata panico on board... l'una di seguito all'altra due belle pellicole per dormir male, di quelle amerikane tutte effetti speciali e dialoghi idioti: l'ideale sarebbe guardarle direttamente a bordo per sentire poi la cuccetta improvvisamente scomoda ed angusta!

inizio alle 21.00 con ALLA DERIVA (Adrift), anche con delle immagini di vela finché succede quel che chiunque vada in barca più di tutto teme.. ed il titolo non preclude nulla! (è il sequel, ovviamente sfigato, di Open Water, quindi fate vobis..)


a seguire LA TEMPESTA PERFETTA, che invece non ha bisogno di presentazioni salvo ricordare la presenza di Clooney, per ingraziarsi la presenza sul divano delle vostre compagne! (e film che non è nemmeno malaccio, una volta guardammo il dvd a bordo mentre fuori infuriava un neverino niente male, e debbo dire che fu appropriato..)


..e B.V. (buona visione)
d

lunedì 4 maggio 2009

l'esercito del surf

sabato pomeriggio...usciti da Caorle e puntato a est.. traversone a velocità stratosferiche tra 2 e 3 nodi, un refolino appena.. tanto che mi sono fatto anche la pennichella.. tornati dopo aver incrociato gli amici del "boiled fish", bolinetta larga che girava di nuovo a traverso con il vento che dava buono per il giro del sole..

praticamente ad un paio di miglia dalle bocche di porto ci siamo quasi fermati ed ho intravisto il windex fare ping-pong, ballonzolare prua-poppa e viceversa, e li ho prontamente tratto le mie conclusioni a voce alta ed a beneficio di tutto l'equipaggio (me stesso, e Alfonso al timone): "delle due l'una: o arrotoliamo tutto ed accendiamo il motore e per oggi la finiamo qua, opp arriva la botta"


..ovvio che confidavo nella prima per ottimismo ma anche semplice valenza probabilistica, dato che non c'erano segni premonitori alcuni in cielo, invece è arrivata a sorpresa la seconda.. ;-))


molte moltissime barche sorprese in mare, venute su una distesa smisurata di ochette in men che non si dica.. 30-35 belli stesi


ho anche avuto tempo di cantare "l'esercito del surf" dritto in piedi e braccia tese in posizione Beach-Boys che s'è passati da 0 a 7 nodi scarsi in un fiat, e arrivati (troppo) presto davanti le bocche di porto ho preferito calare tutto e riparare dentro, vista l'alternativa di entrare a Chioggia dopo pochi minuti.. ;-)))


doccia in pozzetto come da previsione (sbagliata) meteo..


ps.

presto.. "forse" un documento filmato della veleggiata! ;-))


venerdì 21 novembre 2008

per pulire le coronarie...

ed io conosco una che può dire che "lei c'era". a bordo... :-O

(arrivo di regata in quel di Castelsardo, 2001 - nb. da qualche parte sul web si trovano anche le testimonianze scritte....)

venerdì 31 ottobre 2008

martedì 15 aprile 2008