"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)
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venerdì 11 marzo 2011

Abbordi ravvicinati del Terzo Tipo

quando il terrore non viene nè da dritta nè da sinistra..



e considerando che gli "occhi" di questi bestioni sono i sonar che captano ogni rumore in mare.. direi che non si è mai da star tranquilli quando a bordo regna il silenzio, salvo il lieve fruscìo del vento sulle vele......



meglio cantarci su và..!

sabato 19 giugno 2010

mercoledì 16 dicembre 2009

Les enfants du large

questo era l'antefatto..





poi l'epilogo finale:




Les enfants du large
Caricato da apocalyptique01. - Video di viaggi esotici.


il link al loro sito sta "da mò" in blogroll.. adesso siamo all'epilogo. ...che dire: MERAVIGLIOSI.

domenica 13 dicembre 2009

le ferie di Charlie2 (..segue..)

GIORNO TRENTACINQUE - 22/7 - Maracol (Unjie) - Veruda (Soline) - 1h. motore+ 4h. vela + 1h. motore per coprire 27 miglia

E' proprio vero che quel che il mare si prende poi lo restituisce.
Ci svegliamo tardi ed impigriti, ma un pensiero alle occhiatine che continuano a ronzare intorno alla chiglia del Topkapi glielo voglio riservare lo stesso, ma a conferma del detto prima richiamato, lanciamo più volte il sugherello fortunato del giorno prima ma sempre senza successo. Al che decido di partire, mentalmente con meta Martinscica su Cres, tanto che nemmeno noto le barche in baia tutte disposte con la prua a mezzogiorno.. e solo quando esco dalla baia traggo in fila 3 conclusioni:
1) che soffia aria da Sud quanto basta per dar vela
2) che all'ormeggio a Martinscica con questo vento si potrebbe ballare
3) che sarebbe questa -specialmente- la giornata ideale per traversare il Quarnaro.
Al che, senza esitazioni di sorta, mi sveglio dal torpore mattutino, do tutta tela e comunicando all'equipaggio le mie nuove intenzioni ed il cambio di programma, punto dritto al faro che delimita Unjie sulla punta NE, con una brezzetta al giardinetto che sulle vele a farfalla mi frutta una spinta buona per fare i 4 nodi.
Il vento arriva da SSE e doppiando la punta di Unjie conto di guadagnarci in angolo e confido pure in un rinforzo, liberandomi dalla copertura dell'isola stessa: così è in effetti, anzi trovo una 15ina di nodi che prendiamo al traverso mure a sinistra che per fare il Quarnaro è grasso che cola (e quando mi ricapita di nuovo!??!), insomma regolo le vele di fino una volta per tutte, carrelli vang meoli e tutto il resto, porto il carrello della randa un pò sopravento e con questi due cucchiai di vele che mi sono creato, belli larghi e distanti fra loro, faccio un unico esaltante bordo per rotta 275/280° fino al faro di Porer. La rotta sarebbe stata più corretta e ferma se ci fosse stato Charlie vivo a bordo mentre la mano è quel che l'è, ma tanto basta per arrivare a destinazione dopo 3 ore e rotte di splendida vela.
Quel che il mare si prende poi restituisce, appunto si diceva.. (ripensando alla traversata d'andata sotto la bora!)
Per inciso ingaggio un'altra barca delle nostre stesse dimensioni, proprio sulla punta di Unjie, pare un Hurley o un piccolo parimenti teutonico Sunbeam, e dopo averla subito passata sopravento, e tranne durante qualche minimo momento di impaccio mentre il timoniere si pappava due cheesburger con la barra del timone tra le gambe e la faccia pasticciata di salsa ketch-up, alla fine la terremo sempre ben distanziata sulla nostra poppa, lasciandole non meno di 3 miglia di distacco sull'ideale traguardo di capo Promontore.
Da li in poi niente di che per la cronaca, invece: si dovrebbe poggiare assai per costeggiare l'Istria ma con il vento alle spalle ed in calo ci si muove a malapena, e tocca dar motore fino a guadagnare la solita baia di Soline. Dopo un paio di prove in mezzo alle imbarcazioni alla ruota che riempiono la rada all'inverosimile, decidiamo di metterci con una cima a terra da poppa, in prossimità del campeggio Indie, e guadagno la posizione con una manovra chirurgica in mezzo alle barche già nei pressi. Manovra conclusa con il solito tuffo del comandante con la cima tra i denti, ma premiata dalla fortuna che mi ha fatto trovare uno splendido aggangio sulla scogliera per il capo da bloccare a terra: arrampicandomi sugli scogli ho letteralmente messo la mano, con l'intenzione di tirarmi su fuori dall'acqua, direttamente su una splendida boccola di ferro resinata agli scogli! ..da tenere a mente, per il futuro.
Nel tardo pomeriggio non resta che il tempo di andare a comperare del buon pane fresco al market del camping e poi fare la festa alle 10 occhiatine che in fondo al frigo non aspettano altro che di essere passate in padella, ed il sottoscritto da solo ne farà fuori ben sei. Innaffiando tutto, ovviamente, con l'ultima ultimissima boccia di prosecco rimasta orfana in frigo, e già che ci sono dopocena do fuoco anche all'ultimo sigaro rimasto.
Siamo "alle corse" insomma: era iniziata da qui con la baia semideserta in una giornata fredda grigia e ventosa, e tutto volge al termine sempre da qui, in mezzo ad altre 300 barche stavolta. Ma per molti di loro è l'inizio delle feste, e non per noi.

Miglia percorse 27
(Miglia totali 464)



sabato 12 dicembre 2009

Samantha Davies al Fastnet

meravigliosamente Sam, la Velina tutta muscoli della vela mondiale che qualunque armatore vorrebbe a bordo della propria unità... io l'adoro già.. praticamente questa ride sempre!!!

mercoledì 2 dicembre 2009

Mr. Big Skagerrak: nice meeting you

(pubblico con piacere l'esperienza "nordica" molto ben raccontata da Michele Antonelli sull'ultimo numero di dicembre 2009 di Bolina, insieme agli splendidi video in navigazione a bordo del meraviglioso Najad OKIPIK)

Dal Diario di bordo di Okipik 2/3 ottobre 2009.
L’ ultima tappa velica del 2009 per me era la Kiel- Henan (isola di Orust Nord di Goteborg), attraverso le isole della Danimarca, con passaggio sotto il ponte Storebro e rotta su Skagen per poi puntare a Henan. Con gli amici ADV l’ ultima volta abbiamo dovuto rinunciare causa vento forte da N e rottura della randa/tesabase sul boma.
Sono passate due settimane ed il maltempo non lascia alcuna speranza. Siamo entrati nell’autunno nordico e tutto si fa piu’ difficile. Penso addirittura di lasciarla a Kile per l’inverno. Nel frattempo la barca e’ rimasta in buone mani ed i fornitori si sono adoperati per riparare la randa e la manovra sul boma.
Consulto Windguru e pare che nel primo week end di Ottobre Eolo cominci a soffiare da SW. Qualche telefonata e due amici verranno da Goteborg, un ADV e’costretto a rinunciare per la short notice, peccato. Prendo un aereo ed un autobus e sono in porto. Effettivamente tutto e’pronto per la partenza, ci sono ancora 20 kn e domain venerdi e’prevista pioggia. Poco male, accendo il riscaldamento e vado nel ristorantino del marina di Laboe e ordino una zuppa di pesce tedesca. Non male ed a prezzi ottimi.
Si vive bene a bordo, sono con in compagnia del 3 libro di Stieg Larson che mi prende lo stomaco e la barca ondeggia leggermente nel porto. Chiudo gli occhi e sogno.
La mattina successive il traghetto della Stena line arriva in orario alle 9:00. Gli amici sono pronti e motivati: il primo mi ha venduto la barca, il secondo l’ha progettata e costruita. Rimpinguiamo la cambusa con pane, pomodori, fagioli, tonno, biscotti, piadine, acqua, birra, latte, cipolle e pasta. Carne, minestrine, caffe e il resto sono a bordo, riempiamo un serbatoio di nafta (male che vada andremo a motore) ed issiamo la randa alle 11 :00 am. Davanti abbiamo 250 miglia da percorrere in 40 ore max. Il ho il problema dell' aereo, gli amici di rientrare la domenica. Il vento ci dice buono ed anche il tempo. Ha smesso di piovere e c’e il sole. Guadagnamo l’uscita del fiordo di Kiel e puntiamo a NE verso l’isola di Longeland, detta anche la macchina del vento. Procediamo paralleli ma fuori al canale delle navi commerciali. Autopilota, plotter e radar accesi, come e’ bella la vela. Spegniamo il motore e si va gia’a oltre 8 nodi. L’ isola di Longeland a babordo e’ piatta ma ricca di vegetazione, preferiamo andare « controsenso », ma non diamo fastidio al traffico commerciale ed in piu’guadagnamo un po’di effetto venturi. Contiamo di essere sotto il ponte mitico dello Storebelt, nel Kattegat, che collega l ísola di Copenaghen a quella di Ondense. Una volta ci siamo passati in auto e mi affascinava vedere navi e barche a vela passare sotto questo gioiello ingegneristico. E’alto 65 mt, stavolta non guardero’ con tensione alla testa d’albero.
Vediamo qualche nuvolone all’orizzonte, ma il tempo e’bello e si vola. consumiamo un pasto veloce e rimandiamo a piu’tardi la cena. Non si balla, la musica ci accompagna. Eolo ci avvisa ma tardiamo ad prendere una mano di terzaroli. Il groppo ci becca a 25 kn poi 30. Riduciamo la randa e continuiamo,superiamo i 9 kn e, incredibile, il vento e’sempre al traverso. Osserviamo i turni e alle 5 scendo sottocoperta per una cena anticipata. Uscendo allo scoperto nel Kattegat e con il traffico navale che aumenta, sara’ bene essere sobri. Penne al sugo di vitello con spezie del Ceylon e Madagaskar. 500 kg in tre e non avanza niente. Il morale dell’equipaggio e’alto, lo stomaco pieno e scorgiamo il pote che e’almeno a 10-15 miglia. Alle 20 :00 abbiamo percorso 68 miglia e ci prepariamo a passare sotto il ponte, foto di rito, anche la luna e’con noi.


lunedì 23 novembre 2009

Dragonfly by Quorning Boats of Denmark

un filmato era kappaò quindi "uppo"..

..e con l'occasione dell'edit lancio un'idea: e se andassimo a vederli esposti al prossimo BOOT di Dusseldorf, dal 23 al 31 gennaio 2010?



cosa meglio di un Ovni? risposta scontata: 3 ovni!!! :-)))

(anche se non si tratta di scafi in alluminio... ma ugualmente versatili, spiaggiabili, chiudibili, gestibili, fruibili, ecc ecc ecc)


filmati che promettono veramente tanto, non si tratta di un qualsiasi Lagoon da truppa charteristica sciammannata, ritengo i modellini degni della massima attenzione....................



(e sperando che "tri" non costino tre volte che "uan")

mercoledì 11 novembre 2009

foto-racconto delle "24 ore dello Skipper"

come promesso..


18/7 - GIORNO TRENTUNO
Uvala Mieli (Cres) - Lussino baia di Baldarka, via Cres
Miglia percorse 17 (totali 421)



Balvanida


in navigazione tra Cres e Lussino



Veli Losinj






mercoledì 7 ottobre 2009

dedicato alla mia bella

che ogni tanto la tradisco (ma solo con il pensiero..) guardando altri scafi ed altri gusci, più nuovi più lunghi o più chiatti.. ma sarà lei a dondolarmi nel golfo di Triste tra poche ore..

ciao Top / occhi belli!

lunedì 5 ottobre 2009

le ferie di Charlie2 (..segue..)

(dove eravamo rimasti??? ho interrotto le trascrizioni che mi sono un attimo perso con i preparativi per la partecipazione alla Barcolana... ehm. ehm........ doveva essere una sorpresa!!! ;-DD)

16/7 - GIORNO VENTINOVE - Slatinica (Olib) - Rab - (24mgl, 2h. motore + 4h. vela)

Ci svegliamo assediati dalle api. Porto a terra le immondizie ma non sono quelle ad attirarle, ne faccio secche 5 o 6 ma quando una, peraltro già "abbattuta" punge Daria sulla pancia decidiamo di tagliare la corda. Facciamo un breve bagno poi partiamo con Francesco già "pappato" e dormiente, approfittando di una leggera brezzolina che s'è già levata, o almeno pare, e per risparmiare gasolio e non svegliare nel contempo il pargolo, disormeggio dal gavitello a vela, ed uscendo dalla baia tra le altre barche ancorate con un paio di abbattute ben calibrate, e con destinazione per lo più ignota, purché ci sia un distributore di nafta però. Siamo veramente a secco, e non voglio rischiare gli ultimi litri se non per l'ingresso in porto.
Fuori dalla baia, però l'incanto finisce presto: l'isola ci copre dal vento e per liberarcene dobbiamo ricorrere all'aiuto del motore, al minimo per lo meno, e così si va avanti fino alla punta nord di Olib; li invece il vento c'è, ed è una splendida termica di maestrale che in luogo di portarci su Lussino bordeggiando mi induce a puntare su Rab in bolina stretta, immaginando di risalire cioè tutto Pag scapolandone il "dito" sempre mure a sinistra per rotta 340 e tutto a ferro. Insomma, la strada più lunga, oltre 30 miglia rettilinee in luogo di 5 linea retta da coprire a bordi.. scelta opinabile mi auto-giudico, ma tant'è.
Tutto bene finché il vento regge, facciamo 3 ore abbondanti di vela su media ottima, divertendoci a far bagni rinfrescanti in pozzetto nella vaschetta con i bimbi e pure consumando un pranzettino volante; peccato solo che il vento dia scarso verso la punta di Pag e da li in poi via via ci molla persino, e mi tocca trascorrere un'oretta a motore per guadagnare il porto, nel canale tra Pag e Rab, consumando lattine di birra per schiacciare la fifa di rimanere senza gasolio. Quando ormeggiamo in banchina comunale all'inglese, praticamente prima della piazzetta, e spengo il motore di mio pugno, sono contento e soddisfatto ma tiro pure un sospiro di sollievo!
Tra l'altro ci siamo guadagnati un ottimo posto d'ormeggio, con il Topkapi ed il suo equipaggio praticamente esposti agli sguardi attenti, interessati ed affatto discreti dei passanti, molti attirati dalla presenza della nostra barca, unica vela di dimensioni umane nella fila di mega-yacht, motoscafini, barconi da escursione turistica e indiavolati taxi-boat, ma i più dei quali peraltro assai incuriositi dal nostro fuoribordo elettrico, in bella mostra di sè sul pulpito di poppa. Quando noto alcuni passanti quasi incantati ad ammirarlo, in estasi, temo persino che lo stesso faccia sin "troppa" mostra di sè, ma non ho lucchetti a bordo per assicurarlo e mi affido alla buona volontà del prossimo.
Con acqua e luce sono 200 kn, i ragazzi del porto sono molto disponibili anche al "patteggiamento" dei consumi tanto che mi aspettavo molto peggio, quindi non resta altro che consumare una cena veloce e poi portare il Simone già survoltato dal passeggio cittadino a terra: si merita di certo un gelato (il "solito") ma poi qui a Rab di gelati ne verranno consumati una riga!
Breve ma intensa passeggiata serale dopocena quindi, ma presto i bimbi danno segni di stanchezza per la lunga bolina odierna e li riportiamo in barca già belli che cotti; al che, trasferiti i due nostri piccoli "parabordi" in cuccetta non ci resta che stapparci un prosecchino fresco in pozzetto, e scolarcelo quasi tutto da soli mamma e papà tete-a-tete, alla luce dei lampioni.. che quando succede nuovamente?
Miglia percorse 24 (miglia totali 390)






mercoledì 9 settembre 2009

martedì 25 agosto 2009

le ferie di Charlie2 (..segue..)

4/7 - GIORNO DICIASETTE - Murter, baia Kosirina - Prvic, Luka Prvic (11mgl, 2h vela)
Mattinata balneare: si va a terra a razzolare sulla spiaggia del camping muniti di materassini, e restiamo nell'ozio a far bagnetti fino all'apertura del bar, attesa per le 11 come da (sorprendentemente messicano) orario esposto. Ci facciamo un bel gelatino ledo tutti e 3, e con meno di 30kn Simone mette in carniere altre 6 tesserine della sua raccolta Auto&Moto, e poi torniamo a bordo per ripartire, giusto in tempo per l'arrivo dell'attesa brezza da NW.
Mentre Daria rassetta un pò la barca io isso già la randa e vado a prua a recuperare l'ancora, in una baia ormai semi-deserta (dei charteristi del giorno prima nemmeno l'ombra, se ne erano scappati via in marina poco prima del tramonto, ed all'alba in baia figuravamo solo noi e due belle barche di coppie di germanici anziani, un Malò 34 piedi ed uno splendido Sunbeam di 37).
Appena fuori dalla baia srotolo anche tutto il genoa e ci mettiamo in rotta con questa splendida brezza al giardinetto, ridiscendendo Murter verso Sud; applicandomi al timone la brezzolina ci spinge fin oltre 4 nodi, ma rimpiango Charlie il pilota perché vorrei tanto mettermi al fresco quest'oggi: fa un caldo boia, mando tutti sotto coperta e pure io provo anche a regolare le vele di fino nel tentativo di lasciare la barra e mettermi all'ombra, ma il Topkapi mi resta sempre un filino orziero e poi i numerosi motoscafi di passaggio sottocosta fanno il resto con le loro onde. Non mi rimane che armarmi di berrettino e tanta buona volontà, e restare da solo a cuocermi le corna in pozzetto, concedendomi soltanto come diversivo ad un pò di giardinaggio acrobatico, mettendomi lo stick tra le gambe, o tenendolo fermo dietro al ginocchio piegato, ed innaffiando così le piantine assetate nel cesto; scopro piacevolmente che la mentuccia che pareva devastata dalla traversata del Quarnaro è ancora viva, e le riservo cure speciali ed acqua (dolce!) in abbondanza.
Faccio quindi il pelo alla punta nord di Tijat per non strambare, ma poi strambo solo il genova e mi metto a farfalla proprio mentre il solito motoscafone mi regala lo tsunami del giorno, e mi tocca faticare per recuperare equilibrio e la mia andatura a farfalla, ma per fortuna ho già scapolato il capo e vedo Sepurine sulla prua, al che orzo fino al lasco, cazzo le vele e voliamo a 5 nodi e mezzo nel canale tra Tijat e Prvic, che presto diventano 6 e passa ad un rinforzo e li mi tocca posare la penna biro e smettere di scrivere questo diario. Una splendida mattinata di vela, letteratura e giardinaggio, comunque.
Entriamo a Luka Prvic con un bel venticello cresciutello, e mi tocca anche penare e pasticciare in ormeggio, con il vento dritto sul mascone di sinistra che entrando in retro per due volte di fila mi fa intraversare, rimpiangendo l'elica di prua anche solo su un 30 piedi, in assenza di nessuno a terra che ci assista porgendoci la tirella del corpo morto! Alla fine decido di baciare il molo alla francese, mi giro su me stesso ed entro di prua.
Prima della passeggiata che ci aspetta, nell'incentevole borgo paesano, passa anche la sciura che riscuote il gabello e consegna la chiavetta dei bagni: prezzo salato, sono 26kn al metro (tariffa max in Croazia!) che fanno per noi 234kn, con acqua a volontà, bagni minuscoli ma di cui si farebbe anche a meno vista la presenza della doccia libera per tutti in cima al molo, e corrente elettrica "solo la notte", ma poi in realtà comandata da un interruttore crepuscolare, che di fatto in piena estate non garantisce più di 4/5 ore di erogazione in tutto!
Pazienza. Il paesino peraltro è delizioso, pare un'isola greca ma mi ricorda anche Panarea, salvo la chiesetta con il suo campanile veneziano e le case in sasso. Compriamo 4 fichi per 10 kn da una vecchina seduta sull'uscio di casa e prendiamo il pane fersco al minimarket collocato al primo piano della casa comunale, prima e dopo due ottime visite al bar ristorante Gostionica "Mareta", alla radice del molo e prospiciente la graziosa spiaggetta di ciottoli dove si può godere anche di un bel bagno: due birrozze da mezzo litro e 1 coca per il piccoletto, per 42kn in tutto. E dopo la cena, consumata a bordo, altra visita a "Mareta" per un giro di palacincke e gelato per Simone (64kn stavolta).
Da menzionare, durante la passeggiata, anche la visita all'interessabte esposizione delle opere, riprodotte in scala e modelli, dell'inventore e "genio locale" Faust Vrancic, una specie di Leonardo Da Vinci croato, nato a Sebenico nel '500, morto a Venezia dopo la pubblicazione del trattato contenente queste sue mirabolanti macchine e invenzioni, ed infine sepolto proprio nella chiesa di Prvic: alcuni prodotti del suo genio sono veramente straordinari!
Aneddoto del giorno: ho deciso di fare la barba quest'oggi, vista la comodità dei servizi igienici del porto, ma non trovandovi lo specchio non ho voluto rischiarci la faccia e la notizia di oggi è che il Topkapi ha -finalmente!- un vero "skipper coi baffi".
Miglia percorse 11 (totali 233)




















lunedì 17 agosto 2009

le ferie di Charlie2 (..segue..)

1/7 - GIORNO QUATTORDICI - Telascica (Mir) - Kornat, baia di Statival (6mgl, 1,5h vela)
Trascorriamo la mattina a fare i gitanti tra i gitanti, passeggiando fino al lago Salato con relativa sosta balneare, piacevole più che altro per i bimbi vista la temperatura dell'acqua assai più invitante rispetto a quella del mare assaggiata finora. Siamo assieme a Giorgio e Sonia, ma non si resiste poi tanto, visto l'assalto degli asinelli allo stato brado che si aggirano tra alberi e asciugamano, ma specialmente dopo l'arrivo delle decine di barche da escursione, che hanno vomitato sul luogo un numero incalcolabile di turisti. Scappiamo insomma a bordo per il pranzo, consumando le ultime foglie d'insalata ma anche con il pane fresco preso al mattino dall'ambulante a servizio del campo boe (40kn per due pani di formato parabordo F2).
Ci proponiamo quindi di trascorrere un'altra sera in compagnia del Boiled Fish, e propongo come meta la baia di Statival, sul lato esterno di Kornat, dove conto fiduciosamente di farla franca dalla visita dei ranger del parco (così andrà in effetti, essendo quella baietta solitamente poco occupata da barche in transito, e per di più distante da raggiungere anche per i veloci gommoni dei guardiaparco, almeno rispetto alle altre baie più "canoniche" all'interno del canale principale..).
Partiamo così di conserva, sfruttando il vento leggero da maestrale che spinge le due barche al gran lasco fuori dal parco di Telascica, e poi di poppa piena accostando per il passaggio di Mala Proversa, che affronteremo in fila indiana con delle splendide andature a farfalla, l'uno dopo l'altro, e poi testa a testa finale nel canale tra Zut e Kornat, con il sole basso a mandarci gli ultimi raggi oltre le cime di Incoronata (e con Giorgio che prova più di una volta a sfilare sottovento sfruttando l'agilità del Boiled con questo vento leggerissimo, salvo poi regolarmente incappare nei rifiuti delle nostre vele e rinunciare al sorpasso).
Entriamo in baia di bolina stretta quasi affiancati e ci mettiamo ancorati di fianco in fondo alla baia, superando l'unica barca alla fonda, un bel GS343 targato Trieste e naturista.
Mentre con il tender stendo la catena dell'ancora del Boiled, da bordo Sonia scorge alcuni pescatori intenti a trafficare sul moletto in fondo alla baia, e con Simone decido di tentare la sortita per procacciare qualche pescetto per la cena: fù questo un vero colpo gobbo, perché con 200kn mi accaparro una splendida palamita di 3 kg almeno, che risulterà poi anche gustosissima.
La testa finirà nella pentola del Boiled per farci il sugo, mentre il resto ridotto in tranci direttamente dal rugoso pescatore sul suo sanguinolento tagliere di bordo, andrà a finire cotto alla brace personalmente dal sottoscritto: tra lo stupore generale ho tratto dal gavone di poppa del Topkapi due grill-barbecue usa e getta, di quelli da campeggio, che avevo comprato apposta e laggiù custoditi, per tirarli poi fuori in occasioni come questa.
Al che mi appresto sullo stile di Signor Carunchio con tutto l'occorrente sugli scogli e procedo alla cottura sulla brace, con tanto di bagnetto delle fette appena cotte, con miscela di olio buono e origano siculo originale: Daria mi testimonierà di non aver fatto un barbecue così buono nemmeno nel giardino di casa, laddove già le mie grigliate godono di discreta fama..
La magia della serata è completata dal lume a gas del Boiled Fish che ha illuminato il nostro pozzetto durante la cena (la nostra luce da pozzetto e da fonda giace sempre in avaria!), ma anche il Sauvignon blanc dell'Abbazia di Novacella ha contribuito del suo, peccato solo fosse sfondato. Ouzo finito ed un altro sigaro è sparito, anzi due perché Giorgio ci ha cominciato a prender gusto coi miei sigarilli cubani.
Questa è vita.
Miglia percorse 6 (totali 198)





























grazie Boiled per video e foto!!!!