Documenti filmati dell'ultimo giorno nel paradiso dello speck
bARCa bIsBetiCa con cIURmA fAmEliCA: quotidianità di famiglie a vele spiegate. Il diario dei nostri "sogni in mezzo al mare"... tra letteratura di bassa lega, geografia pelosa, visioni mistiche, cheek to cheek, uccellini che cinguettano, cibo, musica e poesia.
"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)
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giovedì 30 dicembre 2010
domenica 28 novembre 2010
Italiani apprezzati all'estero
Mica solo "pizza & mafia" o "bunga bunga Nation" ..per fortuna c'è ancora qualcuno che in terra straniera rappresenta in pieno il nostro proverbiale saper fare.
il "Made in Italy" nella nautica: Solaris 60 by Serigi a BOOT 2010, Düsseldorf
il "Made in Italy" nella nautica: Solaris 60 by Serigi a BOOT 2010, Düsseldorf
sabato 25 settembre 2010
la "Strega di Endor" in Peloponneso
Visualizza La Strega di Endor in Peloponneso in una mappa di dimensioni maggiori
Questa è la vacanza/crociera che senza mezzi termini,
e mi sbilancio adesso che l'inverno deve ancora ufficialmente iniziare,
assumendomi tutte le responsabilità del caso,
MI PIACEREBBE FARE CON IL SANTIPPE l'anno venturo, estate 2011!!!
Lessi di questo itinerario qualche anno fà su "Bolina" (ndr: a beneficio delle masse, a seguire arriva anche il post con inserite le pagine degli articoli di cui trattasi, scannerizzate..), poi già due anni fà lo proposi al mio amico Giancarlo che andò a farlo con la sua KAIRIA,
ritornando entusiasta fino a ringraziarmi dei consigli della vigilia..
Ed adesso ne sento nuovamente dire gran bene dall'amico Sergio, che quando lo sentii intenzionato in primavera a far questo giro, inoltrai anche a lui le info di cui sopra, scansionandogli le pagine del giornalino che riguardavano questi splendidi e mitici luoghi...
Se due indizi, infine, non costituiscono una prova... poco ci manca!
e mi sbilancio adesso che l'inverno deve ancora ufficialmente iniziare,
assumendomi tutte le responsabilità del caso,
MI PIACEREBBE FARE CON IL SANTIPPE l'anno venturo, estate 2011!!!
Lessi di questo itinerario qualche anno fà su "Bolina" (ndr: a beneficio delle masse, a seguire arriva anche il post con inserite le pagine degli articoli di cui trattasi, scannerizzate..), poi già due anni fà lo proposi al mio amico Giancarlo che andò a farlo con la sua KAIRIA,
ritornando entusiasta fino a ringraziarmi dei consigli della vigilia..
Ed adesso ne sento nuovamente dire gran bene dall'amico Sergio, che quando lo sentii intenzionato in primavera a far questo giro, inoltrai anche a lui le info di cui sopra, scansionandogli le pagine del giornalino che riguardavano questi splendidi e mitici luoghi...
Se due indizi, infine, non costituiscono una prova... poco ci manca!

Di seguito, dunque,
il diario di bordo de-
la "Strega di Endor"
al ritorno dalla crociera in Peloponneso, scritto dal simpaticissimo
Capitan Sergio!
24 Luglio
Si parte da Firenze con il treno delle 8,30 da Santa Maria Novella a Bologna. Noi abitiamo a Fiesole e normalmente andiamo in motorino alla stazione ma questa volta i bagagli sono troppi. Un taxi da noi che abitiamo in una stradina, arriva molto male e inoltre la corsa costa molto dato che siamo fuori comune. Niente paura, dico a mia moglie, scendiamo in macchina e la lasciamo per strada in città e da lì chiamiamo il taxi. Arrivati giù ci rendiamo conto che ogni strada ha il suo lavaggio settimanale e che quindi era impossibile lasciare una macchina per 3 settimane. Giriamo,giriamo e intanto il tempo passa e si affaccia l’incubo che salti tutta la catena di prenotazioni fatta di due treni ed una traghetto. Infine pressati dall’ansia metto la macchina nel parcheggio della stazione ma mi rendo conto che a 3 euro l’ora al mio ritorno avrei in pratica dovuto lasciare la macchina in pagamento. Allora chiamo mio figlio che dormiva beato in campagna e gli chiedo ( costringo) a venire a recuperare la macchina ritirando le chiavi che io lascio ad un gentile signore dell’ufficio eurostar . Affannati saliamo all’ultimo minuto sul treno e , dopo aver cambiato a Bologna, arriviamo a Brindisi. La lunga attesa di un taxi ci fa fare amicizia con una coppia di ragazzi sui trent’anni che sono diretti al nostro traghetto. Saliamo sullo stesso taxi, ritiriamo insieme il biglietto del Ferry e aspettiamo insieme ad un bar del porto il momento dell’imbarco. Loro vanno a Patrasso, dove hanno prenotato una macchina per andare ad Atene, poi decideranno dove andare. Sono molto simpatici, italianissimi ma vivono a Parigi dove lui insegna italiano in un liceo e lei – avendo fatto teatro – applica la tecnica teatrale nella cura di bambini autistici. A mia moglie e a me viene in mente di invitarli a venire in barca con noi fino ad Atene: loro accettano anche se lei è andata una sola volta in mare su un ferro da stiro e in quella occasione ha avuto mal di mare: io mi spingo a dire che a vela è diverso e poi che il canale di Corinto è un mare “piccolo” e quindi la probabilità di trovare onda è bassa. Così un poco da incoscienti – sia noi che loro – sbarchiamo a Patrasso e ci facciamo una bella scarpinata per arrivare fino al porto dove troviamo la Strega ed Andrea , che, con un amico, l’aveva portata lì da Salivoli.
giovedì 18 febbraio 2010
le ferie di Charlie2
ULTIMO GIORNO!!!!!!!!!
GIORNO 41 - 28/7 - Cittanova-Caorle, solite 33 miglia a motore nelle solite 6 ore di traversata ca.
Oggi è la giornata dell'ultimo trasferimento, si torna in Italia: a parte un refolo di vento da sud che ha soffiato mentre staccavo la passerella dalla banchina, ben poco di segnalare.
E' bastato quello a farmi ben sperare, e smontare ottimisticamente pure il bimini artigianale in un eccesso di zelo misto a prudenza, ma poi ogni aspettativa è naufragata e la traversata è stata quanto di più noioso si sia mai visto. Zero vento e mare piatto come il petrolio; pure la canna ha taciuto, quindi veramente nulla di significativo da raccontare.
GIORNO 41 - 28/7 - Cittanova-Caorle, solite 33 miglia a motore nelle solite 6 ore di traversata ca.
Oggi è la giornata dell'ultimo trasferimento, si torna in Italia: a parte un refolo di vento da sud che ha soffiato mentre staccavo la passerella dalla banchina, ben poco di segnalare.
E' bastato quello a farmi ben sperare, e smontare ottimisticamente pure il bimini artigianale in un eccesso di zelo misto a prudenza, ma poi ogni aspettativa è naufragata e la traversata è stata quanto di più noioso si sia mai visto. Zero vento e mare piatto come il petrolio; pure la canna ha taciuto, quindi veramente nulla di significativo da raccontare.
martedì 2 febbraio 2010
le ferie di Charlie2
GIORNO 40 (in lettere: Quaranta !) - 27/7 - fermi a Cittanova
Ieri, giornata del nostro arrivo, era domenica e l'intero borgo celebrava il dì di festa, e tutti i telefoni cellulari erano muti, però stamattina di buon ora proverò nuovamente a ricontattare gli amici del cantiere e veder di collocare il nostro Charlie2 presso il bravo Matteo che l'aveva già una volta rimesso in sesto, e così puntualmente alle 8 lo deporto presso le officine nautiche: il primo responso è che servirà tutto il giorno per una diagnosi ben fatta, dunque decidiamo senza tanta sofferenza per una giornata di sosta, e piuttosto sfrutto come nostro solito lo spazio a terra in diga e la disponibilità di acqua per il rimessaggio del tender, ed iniziare così i lavori di check-out, che puntuali mi aspettano ad ogni fine di crociera.
L'occasione però è ghiotta anche per godere di una nuova giornata di mare, e saranno alla fine indimenticabili i tuffi dalla diga del Simone specialmente (e con la bassa marea sono quasi metri 3 di salto), ma anche le performance di ormeggiatore gentilmente offerte sempre da lui, all'arrivo in mattinata di numerose barche in assenza degli addetti portuali sul molo.
La giornata è anche l'occasione per rivedere l'amico Sergio, alias "il nostro uomo all'Havana", che dopo aver bucato l'appuntamento del giorno precedente per via di una bassa marea eccezionale che l'aveva per modo di dire "trattenuto", ci raggiunge direttamente alla sabbiera in cima al molo, dove il piccoli si rotolano beati e beatamente infangati, come fossero cuccioli di ippopotamo.
Di Charlie2 il pilota, intanto, nessuna notizia: e nonostante le intercessioni del nostro "uomo", solo domattina verrà sciolta la prognosi...
Miglia Zero (e sono sempre 500)
Ieri, giornata del nostro arrivo, era domenica e l'intero borgo celebrava il dì di festa, e tutti i telefoni cellulari erano muti, però stamattina di buon ora proverò nuovamente a ricontattare gli amici del cantiere e veder di collocare il nostro Charlie2 presso il bravo Matteo che l'aveva già una volta rimesso in sesto, e così puntualmente alle 8 lo deporto presso le officine nautiche: il primo responso è che servirà tutto il giorno per una diagnosi ben fatta, dunque decidiamo senza tanta sofferenza per una giornata di sosta, e piuttosto sfrutto come nostro solito lo spazio a terra in diga e la disponibilità di acqua per il rimessaggio del tender, ed iniziare così i lavori di check-out, che puntuali mi aspettano ad ogni fine di crociera.
L'occasione però è ghiotta anche per godere di una nuova giornata di mare, e saranno alla fine indimenticabili i tuffi dalla diga del Simone specialmente (e con la bassa marea sono quasi metri 3 di salto), ma anche le performance di ormeggiatore gentilmente offerte sempre da lui, all'arrivo in mattinata di numerose barche in assenza degli addetti portuali sul molo.
La giornata è anche l'occasione per rivedere l'amico Sergio, alias "il nostro uomo all'Havana", che dopo aver bucato l'appuntamento del giorno precedente per via di una bassa marea eccezionale che l'aveva per modo di dire "trattenuto", ci raggiunge direttamente alla sabbiera in cima al molo, dove il piccoli si rotolano beati e beatamente infangati, come fossero cuccioli di ippopotamo.
Di Charlie2 il pilota, intanto, nessuna notizia: e nonostante le intercessioni del nostro "uomo", solo domattina verrà sciolta la prognosi...
Miglia Zero (e sono sempre 500)
sabato 23 gennaio 2010
le ferie di Charlie2
GIORNO TRENTANOVE - 26/7 - Orsera - Cittanova (10mgl, tutte a vela)
La mattina scorre velocissima: doccione in marina (che hanno quelli con il rubinetto come a casa, senza maledettissimo pulsante salva acqua: ed ecco spiegata la fila siderale davanti ai cessi!), poi classico bucato di magliettine 25x25 del piccoletto, un paio di bistecche alte 1 dito recuperate nell'ottima "mesnica" locale e pure un paio di lavoretti portati a termine, tanto per portarmi avanti con la lista di avarie che inevitabilmente la crociera si porta dietro come fisiologico strascico (un bel ragno nuovo realizzato per rizzare la randa per bene, che l'altro pareva fatto con l'elastico delle mutande der nonno; belle calze nuove per i parabordi comperate allo shop); il tempo di pagare la modica cifra di 343kune, comprensiva di tassa di soggiorno per 2 adulti, ed insomma si è pronti per uscir dal porto e mettersi per rotta Nord diretti a Cittanova, dapprima a motore il tempo di uscir dall'arcipelago, poi a vela arrivati al traverso di Funtane e da li in poi ci si fa una splendida bolinetta larga su per rotta 340° mure a sinistra, praticamente fino alla diga foranea di Cittanova.
E con il tempo anche per ingaggiare un Comettino coetaneo del Topkapi e di lunghezza comparabile (un 850 o un 910, ma cambia poco perché comunque lo superiamo in tromba da sottovento con mano sapiente sulla barra), mentre un trimarano arancio pure lui sulla stessa rotta, sorpassa entrambi lasciandomi nel sospetto che andasse a motore (sospetto poi del tutto suffragato quando lo riaggancio al traverso di Cervar, trovandolo impantanato con le sue vele colorate più floscie che mai).
La frase del giorno è di Simone, e quando mai sta zitto si direbbe: "..i catamarani non li sopporto proprio! ..se ti avvicini a quello papà, giuro che l'affondo con il mezzomarinaio!"
In compenso la visione più epica di questa giornata ha protagonista un altro multiscafo, trimarano di lunghezza sugli 8 metri, ma piccolo di scafi che di più non si può, bandiera olandese, colore giallo, al 99% autocostruito nel giardinetto di casa.. un uomo al timone, una donna a prua, la coperta inzaccherata di ogni masserizia, taniche incluse. Li vediamo entrare subito davanti a noi in porto, fissandoli incuriositi per la loro "singolarità" in mare, ma poi con Daria rimaniamo letteralmente esterrefatti quando in rapida seguenza vediamo saltar fuori dallo scafo centrale, uno, poi due, poi tre, poi 4 ed infine contiamo 5 figlioli. Ci guardiamo negli occhi con mia moglie, poi il nostro sguardo corre alle due (solo 2!?!?!) nostre creature di bordo e di colpo ci sentiamo non solo per nulla gli imprudenti genitori per i quali i nonni (e molti altri..) vorrebbero farci passare, ma specialmente laaaaaaaaaarghi e con tanto tanto tanto comodo spazio a bordo!
Per il desco serale promulgo una cena di commiato con la terra croata, e come di consueto -quasi- andiamo ad accomodarci all'ottimo e affidabile tavolo della konoba "Tabasco", nel suo appartato e molto accogliente vicoletto. Ringraziando i pargoli che non sono stati troppo agitati da farcela andar per traverso, tutto è ottimo come sempre sotto la supervisione di Jarka l'ostessa sosia di Michelle Pfeiffer -le ho ricordato della musica di Graso che ci aveva somministrato in filodiffusione l'anno scorso e si ricordava pure!-, e con 345 kune per tre bocche (Francesco pastina in brodo, peggio per lui!) consumiamo un primo di pasta alle vongole e canestrelli, ed un ottima buzzara mista (pure con qualche dattero in mezzo a dar sapore), e Daria rimane entusiasta della cena a tal punto da dichiararla come miglior cena al ristorante negli ultimi 40 giorni di crociera. Rimane il dubbio che l'abbia detto come frase di circostanza per celebrarne la conclusione ("era ora!" insomma..), piuttosto che per aver dimenticato le altre cene visto il tempo non proprio breve trascorso in questi mari, in questo fortunata estate 2009 (e nuovamente "era ora che finisse", insomma..). Tutto buono al palato, però, e questo è certo.
Miglia percorse 10
(miglia totali 500, in c.t.)
La mattina scorre velocissima: doccione in marina (che hanno quelli con il rubinetto come a casa, senza maledettissimo pulsante salva acqua: ed ecco spiegata la fila siderale davanti ai cessi!), poi classico bucato di magliettine 25x25 del piccoletto, un paio di bistecche alte 1 dito recuperate nell'ottima "mesnica" locale e pure un paio di lavoretti portati a termine, tanto per portarmi avanti con la lista di avarie che inevitabilmente la crociera si porta dietro come fisiologico strascico (un bel ragno nuovo realizzato per rizzare la randa per bene, che l'altro pareva fatto con l'elastico delle mutande der nonno; belle calze nuove per i parabordi comperate allo shop); il tempo di pagare la modica cifra di 343kune, comprensiva di tassa di soggiorno per 2 adulti, ed insomma si è pronti per uscir dal porto e mettersi per rotta Nord diretti a Cittanova, dapprima a motore il tempo di uscir dall'arcipelago, poi a vela arrivati al traverso di Funtane e da li in poi ci si fa una splendida bolinetta larga su per rotta 340° mure a sinistra, praticamente fino alla diga foranea di Cittanova.
E con il tempo anche per ingaggiare un Comettino coetaneo del Topkapi e di lunghezza comparabile (un 850 o un 910, ma cambia poco perché comunque lo superiamo in tromba da sottovento con mano sapiente sulla barra), mentre un trimarano arancio pure lui sulla stessa rotta, sorpassa entrambi lasciandomi nel sospetto che andasse a motore (sospetto poi del tutto suffragato quando lo riaggancio al traverso di Cervar, trovandolo impantanato con le sue vele colorate più floscie che mai).
La frase del giorno è di Simone, e quando mai sta zitto si direbbe: "..i catamarani non li sopporto proprio! ..se ti avvicini a quello papà, giuro che l'affondo con il mezzomarinaio!"
In compenso la visione più epica di questa giornata ha protagonista un altro multiscafo, trimarano di lunghezza sugli 8 metri, ma piccolo di scafi che di più non si può, bandiera olandese, colore giallo, al 99% autocostruito nel giardinetto di casa.. un uomo al timone, una donna a prua, la coperta inzaccherata di ogni masserizia, taniche incluse. Li vediamo entrare subito davanti a noi in porto, fissandoli incuriositi per la loro "singolarità" in mare, ma poi con Daria rimaniamo letteralmente esterrefatti quando in rapida seguenza vediamo saltar fuori dallo scafo centrale, uno, poi due, poi tre, poi 4 ed infine contiamo 5 figlioli. Ci guardiamo negli occhi con mia moglie, poi il nostro sguardo corre alle due (solo 2!?!?!) nostre creature di bordo e di colpo ci sentiamo non solo per nulla gli imprudenti genitori per i quali i nonni (e molti altri..) vorrebbero farci passare, ma specialmente laaaaaaaaaarghi e con tanto tanto tanto comodo spazio a bordo!
Per il desco serale promulgo una cena di commiato con la terra croata, e come di consueto -quasi- andiamo ad accomodarci all'ottimo e affidabile tavolo della konoba "Tabasco", nel suo appartato e molto accogliente vicoletto. Ringraziando i pargoli che non sono stati troppo agitati da farcela andar per traverso, tutto è ottimo come sempre sotto la supervisione di Jarka l'ostessa sosia di Michelle Pfeiffer -le ho ricordato della musica di Graso che ci aveva somministrato in filodiffusione l'anno scorso e si ricordava pure!-, e con 345 kune per tre bocche (Francesco pastina in brodo, peggio per lui!) consumiamo un primo di pasta alle vongole e canestrelli, ed un ottima buzzara mista (pure con qualche dattero in mezzo a dar sapore), e Daria rimane entusiasta della cena a tal punto da dichiararla come miglior cena al ristorante negli ultimi 40 giorni di crociera. Rimane il dubbio che l'abbia detto come frase di circostanza per celebrarne la conclusione ("era ora!" insomma..), piuttosto che per aver dimenticato le altre cene visto il tempo non proprio breve trascorso in questi mari, in questo fortunata estate 2009 (e nuovamente "era ora che finisse", insomma..). Tutto buono al palato, però, e questo è certo.
Miglia percorse 10
(miglia totali 500, in c.t.)
domenica 10 gennaio 2010
le ferie di Charlie2
GIORNO TRENTOTTO - 25/7 - Vestar - Vrsar (9 miglia quasi tutte a vela in un paio d'ore)
Notte tribolata: prima mi sveglio che soffia forte da ponente, sarà maestro o addirittura libeccio, che comunque si incanala in baia tra l'isolotto Cisterna e le Crveni otoci ed entra sparato e diretto e si sente bello teso (non avevo visto la meteo ieri, ma dovevo sospettare questo "giro", vedendo arrivare ai gavitelli del camping, verso sera, prima un grosso DC13 italiano e poi un bel Sunbeam 36 austriaco, sempre a loro volta in mezzo a ciambelle gonfiabili e canottini d'ogni stazza); mi risveglio più tardi che pare di stare in lavatrice, giacché è terminato il vento ma s'è messa una maretta che te la raccomando, e al solito la baia non offre alcuna protezione da occidente; quando mi sveglio per la terza volta, infine, sono le 5 ed è quasi luce, è finita anche la maretta ma arriva chiaro l'eco di una discoteca che fino a quest'ora (!) pompa musica a palla. Alle 7 e mezza mi traggo definitivamente fuori ed il vento ha finalmente preso la sua piega definitiva: è bora, bianca e stesa. Uffa.
Scarico il bollettino da Spalato e mette chiaramente Bora, per tutto il giorno, ed il morale dell'equipaggio va sotto terra: abbiamo un buon gavitello, sicuro e gratis, e siamo pure ridossati al mare, ma la prospettiva di star qui a bordo -in tanta malora e fermi senza navigare- non alletta per niente, tanto più che nemmeno si riesce ad andare a terra in tender per il momento che soffia alla grandissima.
Mi metto allora a fare pasticci con la colla poliuretanica tanto per ingannare il tempo, incollando un pò di "pezzi" persi giorno dopo giorno e botta dopo botta, ma continuo a scrutare fuori con il binocolo di tanto in tanto, per capire l'evoluzione della meteo: non si vedono ochette e ci sono barche che navigano, e quando son già le 14 e vedo che la bora s'è un pò stemperata, ed il cielo s'è sgombrato dopo lo scarico violento da Oriente per tutta la mattina, decido che è il momento di andare senza ulteriori indugi. Vela di prua ridotta e motore nel canale, poi passata l'isola Rossa do tutto il fiocco a riva e con un bel vento al traverso mure a dritta, rafficato e scostante ma maneggevole mi porto fino a metà strada tra Rovigno e Orsera, su un mare protetto dalla costa sopravento. Ogni tanto il vento anzi cala di brutto, per via delle alture istrane, e quando decido di dare anche la randa quasi mi abbandona e da Koversada in poi tocca darsi aiuto con il motorino, ma siamo ormai quasi a Vrsar dove decidiamo di entrare ed imbroglio di nuovo le due vele per approssimarci al porticciolo. Il morale dell'equipaggio si risolleva subito alla vista dei moli dello splendido marina di Orsera, pulito ed organizzatissimo con tanto di marinai che, previo contatto via radio sul ch di servizio, ci accolgono venendoci incontro in gommone e scortandoci fino al posto barca già assegnato. Mi impressiona a tal punto la pulizia e l'ordine che in darsena regnano sovrani che andrò persino a chiedere poi per un ormeggio annuale, guarda caso scoprendo che i prezzi sono simili ai nostri di Caorle, ma che hanno anche oltre 350 armatori in lista d'attesa per i 200 e rotti posti tutti occupatissimi!
Una volta ormeggiati doccione generale in pozzetto con largo scialacquo offerto dalla manichetta del pontile quindi passeggiata pro-gelato: la gelateria "Istra", nell'ultima piazzetta del lungomare vecchio, quella più lontana rispetto al marina insomma, fa gelati e coppe miste con frutta e tutto il resto, semplicemente da antologia, buone e persino belle nella presentazione, e merita una segnalazione se non un viaggio a sè (ice kaffee a 21 kune, coppe tutte sulle 30 kune).
Per cena si vorrebbe fare una visita ad una nostra vecchia conoscenza gastronomica, l'affidabile ristorante "Grill STELLA", ma le belle ragazze che lo gestiscono non prendono più le prenotazioni e la cosa con i ns bimbi ci crea non pochi problemi organizzativi quanto a congruenze d'orari, quindi nostro malgrado dovremo rinunciare; alla fine però la scelta vincente fù quella di far cenare i piccoli a bordo, per deportarli poi nell'ampia zona giochi oltre le banchine portuali subito dopo cena, e sfruttare quindi, tra un loro giro alle macchinine ed un altro ai tappeti elastici, la presenza del grill "SRDELA" nei pressi a favore di noi adulti; si tratta di un casottino di legno con annesse pulitissime panche sotto al portico, che fa piatti di pesce povero per lo più alla griglia o fritto, ed a buon mercato: per due onesti piatti di fritto misto (anelletti, merluzzetti e alici) e medaglioni alla griglia sempre di pesce, molto buoni questi, con contorno abbondante di patate lesse e due birre, in tutto solo 104 kn. Ottimo direi, di questi tempi bui..
Tornati a bordo con i bimbi già cotti stappiamo la pelinkovac comperata nel primo pomeriggio e già fredda, e con Daria che segue i piccoli tra le braccia di Morfeo io mi decido a riallacciare i ponti ed i link con la società occidentale inchiodandomi un paio di ore davanti al portatile per sfruttare la wifi gratuitamente offerta dal marina.
Un particolare carino della giornata l'incontro con il tipo di un Bavaria 30 che ci accosta ormeggiando al posto vicino al nostro, che espone sulla crocetta di sinistra il vessillo con il Leone di San Marco e pure la Trinacria sicula. La mia proverbiale curiosità per codesto ambiguo accoppiamento mi spinge prima ad attaccar bottone e poi a chiedere il motivo di quelle bandierine esposte: e l'amico molto cordialmente mi spiega d'essere mestrino ma sposato con una catanese, e non solo, che ha due bimbi come i nostri, attualmente con la mamma in Sicilia dunque lontano dalla barca, e che è affascinato dal nostro spirito d'avventura e dal nostro coraggio, a tal punto che prima ci chiede di parlare al telefono a sua moglie -presunta "terricola"- per spiegarle le possibilità offerte dalla barca durante una lunga crociera a dei piccoli membri dell'equipaggio e la loro relativa tranquillità e sicurezza a bordo, ma poi sempre più entusiasta d'aver fatto nostra conoscenza corre giù al suo carteggio per trarne una seconda bandierina della Trinacria, ricevuta direttamente dal suocero siculo in terra natìa, stavolta con l'intento di regalarla -a sua volta- alla nostra barca. (Come premio alla nostra beata incoscienza???)
Miglia percorse 9
(miglia totali 490)




Notte tribolata: prima mi sveglio che soffia forte da ponente, sarà maestro o addirittura libeccio, che comunque si incanala in baia tra l'isolotto Cisterna e le Crveni otoci ed entra sparato e diretto e si sente bello teso (non avevo visto la meteo ieri, ma dovevo sospettare questo "giro", vedendo arrivare ai gavitelli del camping, verso sera, prima un grosso DC13 italiano e poi un bel Sunbeam 36 austriaco, sempre a loro volta in mezzo a ciambelle gonfiabili e canottini d'ogni stazza); mi risveglio più tardi che pare di stare in lavatrice, giacché è terminato il vento ma s'è messa una maretta che te la raccomando, e al solito la baia non offre alcuna protezione da occidente; quando mi sveglio per la terza volta, infine, sono le 5 ed è quasi luce, è finita anche la maretta ma arriva chiaro l'eco di una discoteca che fino a quest'ora (!) pompa musica a palla. Alle 7 e mezza mi traggo definitivamente fuori ed il vento ha finalmente preso la sua piega definitiva: è bora, bianca e stesa. Uffa.
Scarico il bollettino da Spalato e mette chiaramente Bora, per tutto il giorno, ed il morale dell'equipaggio va sotto terra: abbiamo un buon gavitello, sicuro e gratis, e siamo pure ridossati al mare, ma la prospettiva di star qui a bordo -in tanta malora e fermi senza navigare- non alletta per niente, tanto più che nemmeno si riesce ad andare a terra in tender per il momento che soffia alla grandissima.
Mi metto allora a fare pasticci con la colla poliuretanica tanto per ingannare il tempo, incollando un pò di "pezzi" persi giorno dopo giorno e botta dopo botta, ma continuo a scrutare fuori con il binocolo di tanto in tanto, per capire l'evoluzione della meteo: non si vedono ochette e ci sono barche che navigano, e quando son già le 14 e vedo che la bora s'è un pò stemperata, ed il cielo s'è sgombrato dopo lo scarico violento da Oriente per tutta la mattina, decido che è il momento di andare senza ulteriori indugi. Vela di prua ridotta e motore nel canale, poi passata l'isola Rossa do tutto il fiocco a riva e con un bel vento al traverso mure a dritta, rafficato e scostante ma maneggevole mi porto fino a metà strada tra Rovigno e Orsera, su un mare protetto dalla costa sopravento. Ogni tanto il vento anzi cala di brutto, per via delle alture istrane, e quando decido di dare anche la randa quasi mi abbandona e da Koversada in poi tocca darsi aiuto con il motorino, ma siamo ormai quasi a Vrsar dove decidiamo di entrare ed imbroglio di nuovo le due vele per approssimarci al porticciolo. Il morale dell'equipaggio si risolleva subito alla vista dei moli dello splendido marina di Orsera, pulito ed organizzatissimo con tanto di marinai che, previo contatto via radio sul ch di servizio, ci accolgono venendoci incontro in gommone e scortandoci fino al posto barca già assegnato. Mi impressiona a tal punto la pulizia e l'ordine che in darsena regnano sovrani che andrò persino a chiedere poi per un ormeggio annuale, guarda caso scoprendo che i prezzi sono simili ai nostri di Caorle, ma che hanno anche oltre 350 armatori in lista d'attesa per i 200 e rotti posti tutti occupatissimi!
Una volta ormeggiati doccione generale in pozzetto con largo scialacquo offerto dalla manichetta del pontile quindi passeggiata pro-gelato: la gelateria "Istra", nell'ultima piazzetta del lungomare vecchio, quella più lontana rispetto al marina insomma, fa gelati e coppe miste con frutta e tutto il resto, semplicemente da antologia, buone e persino belle nella presentazione, e merita una segnalazione se non un viaggio a sè (ice kaffee a 21 kune, coppe tutte sulle 30 kune).
Per cena si vorrebbe fare una visita ad una nostra vecchia conoscenza gastronomica, l'affidabile ristorante "Grill STELLA", ma le belle ragazze che lo gestiscono non prendono più le prenotazioni e la cosa con i ns bimbi ci crea non pochi problemi organizzativi quanto a congruenze d'orari, quindi nostro malgrado dovremo rinunciare; alla fine però la scelta vincente fù quella di far cenare i piccoli a bordo, per deportarli poi nell'ampia zona giochi oltre le banchine portuali subito dopo cena, e sfruttare quindi, tra un loro giro alle macchinine ed un altro ai tappeti elastici, la presenza del grill "SRDELA" nei pressi a favore di noi adulti; si tratta di un casottino di legno con annesse pulitissime panche sotto al portico, che fa piatti di pesce povero per lo più alla griglia o fritto, ed a buon mercato: per due onesti piatti di fritto misto (anelletti, merluzzetti e alici) e medaglioni alla griglia sempre di pesce, molto buoni questi, con contorno abbondante di patate lesse e due birre, in tutto solo 104 kn. Ottimo direi, di questi tempi bui..
Tornati a bordo con i bimbi già cotti stappiamo la pelinkovac comperata nel primo pomeriggio e già fredda, e con Daria che segue i piccoli tra le braccia di Morfeo io mi decido a riallacciare i ponti ed i link con la società occidentale inchiodandomi un paio di ore davanti al portatile per sfruttare la wifi gratuitamente offerta dal marina.
Un particolare carino della giornata l'incontro con il tipo di un Bavaria 30 che ci accosta ormeggiando al posto vicino al nostro, che espone sulla crocetta di sinistra il vessillo con il Leone di San Marco e pure la Trinacria sicula. La mia proverbiale curiosità per codesto ambiguo accoppiamento mi spinge prima ad attaccar bottone e poi a chiedere il motivo di quelle bandierine esposte: e l'amico molto cordialmente mi spiega d'essere mestrino ma sposato con una catanese, e non solo, che ha due bimbi come i nostri, attualmente con la mamma in Sicilia dunque lontano dalla barca, e che è affascinato dal nostro spirito d'avventura e dal nostro coraggio, a tal punto che prima ci chiede di parlare al telefono a sua moglie -presunta "terricola"- per spiegarle le possibilità offerte dalla barca durante una lunga crociera a dei piccoli membri dell'equipaggio e la loro relativa tranquillità e sicurezza a bordo, ma poi sempre più entusiasta d'aver fatto nostra conoscenza corre giù al suo carteggio per trarne una seconda bandierina della Trinacria, ricevuta direttamente dal suocero siculo in terra natìa, stavolta con l'intento di regalarla -a sua volta- alla nostra barca. (Come premio alla nostra beata incoscienza???)
Miglia percorse 9
(miglia totali 490)
mercoledì 30 dicembre 2009
le ferie di Charlie2
(segue, e con i racconti estivi stiamo quasi per arrivare all'anno seguente..)
GIORNO 37 - 24/7 - Uvala Soline - Vestar (17 miglia la gran parte a motore)
Dopo la cena ieri sera presso il suo bungalow, Simone ha di nuovo incontrato l'amichetto romano in vacanza ed ho dovuto conceder lui il tempo per un ulteriore saluto in spiaggia, in compenso la discesa a terra è stata redditizia giacché ad un'ennesima visita al market abbiamo accoppiato una doccia cumulativa a completo scrocco dei servizi del camping.
Finiti i saluti non siamo riusciti a partire comunque prima delle 11 e con il vento da Sud già finito da un pezzo, non invece il mare che nel frattempo ha avuto tutto il tempo di formarsi abbondantemente e fino all'incrocio con le Brioni è tutto un dondolio fastidioso, tanto da spingermi a passare interno all'arcipelago dove, in effetti, la maretta finisce ma non invece la stanca di vento e l'insopportabile canicola. Al traverso di Fazana mi fermo persino e metto su il nostro bimini autocostruito rimasto in effetti riposto nel gavone di poppa sin dal primo giorno di crociera, un successo insomma, eppure quest'oggi l'arrivo dell'ombra in pozzetto fa la festa di tutto l'equipaggio surriscaldatissimo.
Risalendo lungo la costa istrana butto un occhio alla baia di S.Paolo che non mi sarebbe spiaciuta come sosta, ma la maretta mi sembra eccessiva, ed allora decido di provare a vedere com'è Vestar, dove non sono mai stato: giudizio discreto all'arrivo in baia, e decidiamo per fermarci.
C'è nel largo golfo protetto da un isolotto all'ingresso, una moltitudine di gavitelli di competenza del campeggio e che deturba irrimediabilmente tutta la baia, altrimenti carina: io ne abbranco uno libero e mi trovo ormeggiato in mezzo a barchini e natanti di tutte le fogge di proprietà degli ospiti del campeggio (per lo più motoscafini, ma ci sono anche alla boa materassini, canotti, e mezzi da sbarco d'ogni foggia); in effetti il campeggio è popolato per lo più da germanici armati di gommone o motoscafo a traino vettura, che una volta messo il mezzo in acqua poi sfrecciano per tutto il giorno a manetta in baia, facendo la spola tra il molo e l'isolotto e solo con lo scopo di consumar benzina o trascinare quei maledetti ciambelloni che pare siano la moda becera di quest'estate 2009, in ambito moscafistico evidentemente (o per lo meno finché non li regolamenteranno, non prima che qualche bambino si faccia seriamente male..).
Alla fine l'unica nota positiva è che, in barba a quanto scritto erroneamente sul 777, la boa non è affatto cara anzi al contrario completamente aggratisse; per il resto siamo andati due volte a terra per un gelato ed una visita al campeggio, e pareva d'essere all'Oktoberfest, con boccaloni di birra spillati a ripetizione e pure con tanto di pianobar/karaoke serale, sempre ad uso di Uber Alles Deutchland. Affatto nocivo, ma tutto anche molto molto rustico!
Miglia percorse 17
(miglia totali 481)
GIORNO 37 - 24/7 - Uvala Soline - Vestar (17 miglia la gran parte a motore)
Dopo la cena ieri sera presso il suo bungalow, Simone ha di nuovo incontrato l'amichetto romano in vacanza ed ho dovuto conceder lui il tempo per un ulteriore saluto in spiaggia, in compenso la discesa a terra è stata redditizia giacché ad un'ennesima visita al market abbiamo accoppiato una doccia cumulativa a completo scrocco dei servizi del camping.
Finiti i saluti non siamo riusciti a partire comunque prima delle 11 e con il vento da Sud già finito da un pezzo, non invece il mare che nel frattempo ha avuto tutto il tempo di formarsi abbondantemente e fino all'incrocio con le Brioni è tutto un dondolio fastidioso, tanto da spingermi a passare interno all'arcipelago dove, in effetti, la maretta finisce ma non invece la stanca di vento e l'insopportabile canicola. Al traverso di Fazana mi fermo persino e metto su il nostro bimini autocostruito rimasto in effetti riposto nel gavone di poppa sin dal primo giorno di crociera, un successo insomma, eppure quest'oggi l'arrivo dell'ombra in pozzetto fa la festa di tutto l'equipaggio surriscaldatissimo.
Risalendo lungo la costa istrana butto un occhio alla baia di S.Paolo che non mi sarebbe spiaciuta come sosta, ma la maretta mi sembra eccessiva, ed allora decido di provare a vedere com'è Vestar, dove non sono mai stato: giudizio discreto all'arrivo in baia, e decidiamo per fermarci.
C'è nel largo golfo protetto da un isolotto all'ingresso, una moltitudine di gavitelli di competenza del campeggio e che deturba irrimediabilmente tutta la baia, altrimenti carina: io ne abbranco uno libero e mi trovo ormeggiato in mezzo a barchini e natanti di tutte le fogge di proprietà degli ospiti del campeggio (per lo più motoscafini, ma ci sono anche alla boa materassini, canotti, e mezzi da sbarco d'ogni foggia); in effetti il campeggio è popolato per lo più da germanici armati di gommone o motoscafo a traino vettura, che una volta messo il mezzo in acqua poi sfrecciano per tutto il giorno a manetta in baia, facendo la spola tra il molo e l'isolotto e solo con lo scopo di consumar benzina o trascinare quei maledetti ciambelloni che pare siano la moda becera di quest'estate 2009, in ambito moscafistico evidentemente (o per lo meno finché non li regolamenteranno, non prima che qualche bambino si faccia seriamente male..).
Alla fine l'unica nota positiva è che, in barba a quanto scritto erroneamente sul 777, la boa non è affatto cara anzi al contrario completamente aggratisse; per il resto siamo andati due volte a terra per un gelato ed una visita al campeggio, e pareva d'essere all'Oktoberfest, con boccaloni di birra spillati a ripetizione e pure con tanto di pianobar/karaoke serale, sempre ad uso di Uber Alles Deutchland. Affatto nocivo, ma tutto anche molto molto rustico!
Miglia percorse 17
(miglia totali 481)
martedì 22 dicembre 2009
le ferie di Charlie2 (..segue..)
GIORNO TRENTASEI - 23/7 - Veruda U.Soline ...fermi!
La pigrizia di fine crociera ammorba definitivamente skipper ed equipaggio: dichiaro già al risveglio di voler fare poche miglia e comunque non prima di una colazione come Dio comanda al bar. Ma la discesa a terra si rivelerà fatale, perché Simone incontra un coetaneo italiano, familiarizzano presto ed infine il piccolo mi chiede supplichevole di rimanere ancora una notte per accettare l'invito a cena nel bungalow del nuovo amichetto romano: come dire che dalla colazione del mattino ritorneremo a bordo solo per il pranzo, dopo una mattina trascorsa a far bagnetti sulle rive del campeggio.
Pomeriggio nell'ozio più profondo in pozzetto, allietato solo da un paio di "numeri" visti in giro per la baia:
- un grosso motoryacht che si porta in giro "al guinzaglio" una veletta di 7/8 metri, agganciata per la catena dell'ancora;
- un tale in tender che per riguadagnare la propria imbarcazione prova a remare con un retino da pesca quale improbabile pagaia;
- un First 31.7 supersportivo e supersponsorizzato con due ombrelloni da spiaggia improvvisati come tendalino da pozzetto, che decide di andare libero a zonzo arando per tutta la rada, a conferma che i regatisti armati delle loro ancorette di cartone per risparmiar peso una volta in crociera sono costituiscono un perenne pericolo in baia (..si è spostato due volte, e per due volte la sua ancora ha arato, roba da pipponi, l'unica ancora su duecento e rotte calate in baia, che arava! ..che l'intera umanità nautica di Veruda affacciata e allarmata in pozzetto, ha tirato un sospiro di sollievo solo quando il pippon-regataro ha preso la strada del marina!).
Che fauna ragazzi....
P.S. La frase del giorno è di Simone, alla vista di un catamarano piccolo vecchio cadente e sgarrupato, che ci affianca all'ormeggio: "Papà papà, guarda.. un catamarano TRISTE!"
A soli 4 anni, bontà sua, ha già capito tutto, compreso che i cat li vedi quasi sempre carichi di veline allegre e svestite e skipper abbronzati e la tartaruga in vista, e musica a palla...
Miglia persorse Zero Palla
(miglia totali sono sempre 464)
La pigrizia di fine crociera ammorba definitivamente skipper ed equipaggio: dichiaro già al risveglio di voler fare poche miglia e comunque non prima di una colazione come Dio comanda al bar. Ma la discesa a terra si rivelerà fatale, perché Simone incontra un coetaneo italiano, familiarizzano presto ed infine il piccolo mi chiede supplichevole di rimanere ancora una notte per accettare l'invito a cena nel bungalow del nuovo amichetto romano: come dire che dalla colazione del mattino ritorneremo a bordo solo per il pranzo, dopo una mattina trascorsa a far bagnetti sulle rive del campeggio.
Pomeriggio nell'ozio più profondo in pozzetto, allietato solo da un paio di "numeri" visti in giro per la baia:
- un grosso motoryacht che si porta in giro "al guinzaglio" una veletta di 7/8 metri, agganciata per la catena dell'ancora;
- un tale in tender che per riguadagnare la propria imbarcazione prova a remare con un retino da pesca quale improbabile pagaia;
- un First 31.7 supersportivo e supersponsorizzato con due ombrelloni da spiaggia improvvisati come tendalino da pozzetto, che decide di andare libero a zonzo arando per tutta la rada, a conferma che i regatisti armati delle loro ancorette di cartone per risparmiar peso una volta in crociera sono costituiscono un perenne pericolo in baia (..si è spostato due volte, e per due volte la sua ancora ha arato, roba da pipponi, l'unica ancora su duecento e rotte calate in baia, che arava! ..che l'intera umanità nautica di Veruda affacciata e allarmata in pozzetto, ha tirato un sospiro di sollievo solo quando il pippon-regataro ha preso la strada del marina!).
Che fauna ragazzi....
P.S. La frase del giorno è di Simone, alla vista di un catamarano piccolo vecchio cadente e sgarrupato, che ci affianca all'ormeggio: "Papà papà, guarda.. un catamarano TRISTE!"
A soli 4 anni, bontà sua, ha già capito tutto, compreso che i cat li vedi quasi sempre carichi di veline allegre e svestite e skipper abbronzati e la tartaruga in vista, e musica a palla...
Miglia persorse Zero Palla
(miglia totali sono sempre 464)
venerdì 4 dicembre 2009
le ferie di Charlie2 (..segue..)
GIORNO TRENTATRE' - 20/7 - Veli Losinj - Baia degli Inglesi (Lussino) - 3 miglia in 1h. motore
Dopo un giorno infame e duro, ed il successivo di recupero e relax, non si può che ripartire da un sano e generoso giorno di shopping e rifornimento di bordo. Siamo a Lussinpiccolo ed a terra si trova di tutto: dal pesce fresco al mercato ittico (2 orate allevate per cena ed una pietanza di brodetto a 50 kn o poco più), alla carne (cevapcici, salsiccia e fettine), dal pane veramente ottimo alla frutta e verdura (pomodori, insalata, fichi, uva, albicocche, banane, carote.. basta vero?). Anche alla barca non facciamo mancar nulla, caricando acqua e gasolio e pure una ricarica di gas, cercando e trovando il celebre sig. Volpato, come si fa da queste parti bussando di porta in porta, che da buon vecchietto allegro che abita in compagnia di un cagnetto simpatico dentro una specie di magazzino "fuori porta", per sole 50 kn si diletta a ricaricare "in casa" la nostra bombola di campingaz (l'alternativa in zona, la ricarica "ufficiale" presso il campeggio di Cikat, è fuori mano e funziona solo ad orari ristretti).
Di stare una notte ancora in marina perlatro non se ne parla proprio, la tariffa di 340 kn per posto barca e servizi (45 kn per acqua, 55 kn per corrente elettrica e 45 kn ancora per i servizi igienici) scoraggia, ma Lussino merita ancora un'altra notte ugualmente, e così dopo le fatiche della mattinata di compere ci facciamo vincere dalla pigrizia raggiungendo per la notte la prima baia utile, ad appena 3 miglia dal centro cittadino, appena all'esterno della sempre suggestiva "Valle d'Augusto", e ci mettiamo pertanto alla ruota in "baia degli Inglesi", prossimi all'isolotto e sfruttando il basso fondo di sicura sabbia bianca, in luogo di ammassarci alle numerose barche che affollano la parte più interna del ridosso.
Consumiamo una cena frugale a base di pesce innaffiandola con il solito prosecco di bordo ben ghiacciato, e che comincia già a scarseggiare nel gavone/cantina, ma siamo a Lussino e quasi ce la stiamo per lasciare alle spalle, ed una volta usciti dall'arcipelago nei prossimi giorni, il fatto che il vino scarseggi dopo tutte le libagioni a buon fine è anche lecito.
Miglia percorse 3
(miglia totali 427)




Dopo un giorno infame e duro, ed il successivo di recupero e relax, non si può che ripartire da un sano e generoso giorno di shopping e rifornimento di bordo. Siamo a Lussinpiccolo ed a terra si trova di tutto: dal pesce fresco al mercato ittico (2 orate allevate per cena ed una pietanza di brodetto a 50 kn o poco più), alla carne (cevapcici, salsiccia e fettine), dal pane veramente ottimo alla frutta e verdura (pomodori, insalata, fichi, uva, albicocche, banane, carote.. basta vero?). Anche alla barca non facciamo mancar nulla, caricando acqua e gasolio e pure una ricarica di gas, cercando e trovando il celebre sig. Volpato, come si fa da queste parti bussando di porta in porta, che da buon vecchietto allegro che abita in compagnia di un cagnetto simpatico dentro una specie di magazzino "fuori porta", per sole 50 kn si diletta a ricaricare "in casa" la nostra bombola di campingaz (l'alternativa in zona, la ricarica "ufficiale" presso il campeggio di Cikat, è fuori mano e funziona solo ad orari ristretti).
Di stare una notte ancora in marina perlatro non se ne parla proprio, la tariffa di 340 kn per posto barca e servizi (45 kn per acqua, 55 kn per corrente elettrica e 45 kn ancora per i servizi igienici) scoraggia, ma Lussino merita ancora un'altra notte ugualmente, e così dopo le fatiche della mattinata di compere ci facciamo vincere dalla pigrizia raggiungendo per la notte la prima baia utile, ad appena 3 miglia dal centro cittadino, appena all'esterno della sempre suggestiva "Valle d'Augusto", e ci mettiamo pertanto alla ruota in "baia degli Inglesi", prossimi all'isolotto e sfruttando il basso fondo di sicura sabbia bianca, in luogo di ammassarci alle numerose barche che affollano la parte più interna del ridosso.
Consumiamo una cena frugale a base di pesce innaffiandola con il solito prosecco di bordo ben ghiacciato, e che comincia già a scarseggiare nel gavone/cantina, ma siamo a Lussino e quasi ce la stiamo per lasciare alle spalle, ed una volta usciti dall'arcipelago nei prossimi giorni, il fatto che il vino scarseggi dopo tutte le libagioni a buon fine è anche lecito.
Miglia percorse 3
(miglia totali 427)
giovedì 19 novembre 2009
le ferie di Charlie2 (..segue..)
GIORNO TRENTADUE - 19/7 - Baldarka (Lussino) - Veli Losinj - 1 h motore per 3 miglia
Per me ieri sera si poteva anche andare a scogli, tanto sono andato in cuccia stanco, e talmente stanco che non avrei comunque nemmeno sentito il botto.
Una notte di sonno a dir poco rinfrancante era quella che ci voleva, e con la mattina anche la baia ha preso un colore nuovo e diverso: niente bora questa notte, se c'è stata non l'ho sentita e come è arrivata se ne è andata, resta che c'è una splendida luce, cielo sereno all'inverosimile e vento zero. E la voglia di riposo totale sfocia presto nell'ozio, ma solo fino ad un certo punto perché al mattino ci dedichiamo tutti al rassetto delal barca ed anche a qualche manutenzione di bordo: io e Simone controlliamo la bitta cedevole scoprendo che si era solo allentata la contropiastra interna e la riportiamo a nuovo a martellate, e già che ci siamo ripassiamo a rinforzare da dentro i gavoni tutti i dadi di tenuta del pulpito di poppa un pò barcollante, e pure sostituisco dei rivetti saltati ad una cerniera con altrettanti bulloncini inox. Nel frattempo la mamma Daria gioca a fare l'elettricista di turno e lavando di spray disossidante il neon della dinette e quello della luce di fonda li riporta in vita. Il primo poi morirà definitivamente in seguito.
Finiti i lavori ci dedichiamo al bagno e tra un bagno e l'altro decido anche di procacciare il cibo per il pranzo e con maschera pinne e coltello da cucina raccolgo qualche decina di prelibati ricci, con Simone collocato sul tender d'appoggio a farmi da campo base per la raccolta. Alla fine avrò tirato su 50 ricci o giù di lì, compresi due splendidi "imperiali", che pulirò personalmente direttamente in tender, ma consumandone una prima parte in real-time, a cavallo al tubolare e con i piedi a mollo come si conviene, per consegnare infine la pappatoia in una scodella alla mamma e condirci la pastasciutta. Gustosissimi!!!
Come non bastasse mezza giornata di riposo, ci scappa dopo pranzo anche il riposino, e davvero mi tiro su appena in tempo per chiamare a raccolta l'equipaggio, togliere la cima a terra e salpare l'ancora senza mancare l'appuntamento con l'apertura del ponte mobile alle 18 o'clock.
A Lussino (quella "vera") finalmente: in banchina con acqua e corrente, docce calde e pure un cuba libre a sera non me lo faccio mancare; ma penso che ad esser passato non sia stato il peggio, riferendomi solo alle fatiche di un giorno fà, ma forse veramente il meglio, perché la crociera è quasi veramente conclusa. Lussino è splendida e l'adoro ma mi rattrista sempre un pò per questo.. tutto inizia da qui, ma pure da qui volge al termine.
Miglia percorse 3
(Miglia totali 424)
Per me ieri sera si poteva anche andare a scogli, tanto sono andato in cuccia stanco, e talmente stanco che non avrei comunque nemmeno sentito il botto.
Una notte di sonno a dir poco rinfrancante era quella che ci voleva, e con la mattina anche la baia ha preso un colore nuovo e diverso: niente bora questa notte, se c'è stata non l'ho sentita e come è arrivata se ne è andata, resta che c'è una splendida luce, cielo sereno all'inverosimile e vento zero. E la voglia di riposo totale sfocia presto nell'ozio, ma solo fino ad un certo punto perché al mattino ci dedichiamo tutti al rassetto delal barca ed anche a qualche manutenzione di bordo: io e Simone controlliamo la bitta cedevole scoprendo che si era solo allentata la contropiastra interna e la riportiamo a nuovo a martellate, e già che ci siamo ripassiamo a rinforzare da dentro i gavoni tutti i dadi di tenuta del pulpito di poppa un pò barcollante, e pure sostituisco dei rivetti saltati ad una cerniera con altrettanti bulloncini inox. Nel frattempo la mamma Daria gioca a fare l'elettricista di turno e lavando di spray disossidante il neon della dinette e quello della luce di fonda li riporta in vita. Il primo poi morirà definitivamente in seguito.
Finiti i lavori ci dedichiamo al bagno e tra un bagno e l'altro decido anche di procacciare il cibo per il pranzo e con maschera pinne e coltello da cucina raccolgo qualche decina di prelibati ricci, con Simone collocato sul tender d'appoggio a farmi da campo base per la raccolta. Alla fine avrò tirato su 50 ricci o giù di lì, compresi due splendidi "imperiali", che pulirò personalmente direttamente in tender, ma consumandone una prima parte in real-time, a cavallo al tubolare e con i piedi a mollo come si conviene, per consegnare infine la pappatoia in una scodella alla mamma e condirci la pastasciutta. Gustosissimi!!!
Come non bastasse mezza giornata di riposo, ci scappa dopo pranzo anche il riposino, e davvero mi tiro su appena in tempo per chiamare a raccolta l'equipaggio, togliere la cima a terra e salpare l'ancora senza mancare l'appuntamento con l'apertura del ponte mobile alle 18 o'clock.
A Lussino (quella "vera") finalmente: in banchina con acqua e corrente, docce calde e pure un cuba libre a sera non me lo faccio mancare; ma penso che ad esser passato non sia stato il peggio, riferendomi solo alle fatiche di un giorno fà, ma forse veramente il meglio, perché la crociera è quasi veramente conclusa. Lussino è splendida e l'adoro ma mi rattrista sempre un pò per questo.. tutto inizia da qui, ma pure da qui volge al termine.
Miglia percorse 3
(Miglia totali 424)
martedì 10 novembre 2009
(racconto) Le giornate dello Skipper sono sempre fatte di 24h
riprendiamo dopo una pausa con i resoconti di navigazione estiva.. dopo che avevamo lasciato il Topkapi all'ancora a Uvala Mieli, sul versante orientale di Cres.
E sempre con Charlie2 in ferie ed avaria.
00.00
mi sveglio che soffia di brutto. da Sud. sto nella cuccetta di prua con Daria, nei nostri rimescolamenti di posizione notturna, ed i bimbi dormono in quadrato.. metto il naso fuori dal tambucio e non mi piace per nulla, anche sulla pilotina dei croati naturisti ha suonato l'allarme e vedo una luce accesa, qualcuno è sveglio e controlla la situazione. con la torcia gli segnalo la mia presenza, e la mia veglia. soffia, eccome se soffia. il mezzogiorno che al tramonto s'era calmato adesso ha preso la forma di uno scirocco teso e le raffiche entrano in baia per direttissima, con gli scogli che sono sottovento a 250 metri e per adesso l'allarme all'ecoscandaglio mi dice che non si avvicinano alla nostra poppa, ma per sicurezza (!?!) vado a toccare la cima tesa dell'ancora, e più che valutarne il tiro la accarezzo confidando in lei, come la volessi incoraggiare a tenere la prua del Topkapi al vento, almeno per qualche altra ora. non ho voglia di mollare e scappare, non ancora. è troppo buio e mi fido della mia linea, sta su un letto di sabbia con le marre della Bruce entrambe affondate, sono 6 metri di fondo ed ho 45 metri di calumo misto in acqua, ed il fondo degrada. non molla, mi fido. sposto i bambini con la mamma a prua e mi approprio del quadrato, lascio una luce accesa per non cadere nel sonno più profondo e tengo il tambucio spalancato nonostante faccia freschino. mi metto a nanna con il proposito di vegliare, almeno con un occhio, ma presto mi addormento stanco.
03.00
navighiamo. mi sveglio e mi sembra di stare in navigazione. esco fuori ed il vento è terminato, è una brezzetta tiepida da sud che fa quasi piacere. ma il mare è bello formato dopo la sciroccata, ed adesso i sei metri di acqua sotto la chiglia sono una lastra su cui la carena del Topkapi rimbalza e si imbizzarrisce come un cavallino nella risacca. non so se mi sento più incerto di prima che tirava vento ma non c'era tutta questa maretta in baia, la pilotina dei croati sembra debba da un momento all'altro saltare fuori dall'acqua come un cormorano, tanto volteggia leggera tra i frangenti, oltretutto loro sono ancorati molto più vicini a noi rispetto alla riva, avranno meno fondo ed adesso saltano assai di più con la risacca. prego di nuovo e mi rimetto in cuccetta, non mi sento di andare non è ancora il momento, ma stavolta non mi addormento più, di questo sono certo.
E sempre con Charlie2 in ferie ed avaria.
00.00
mi sveglio che soffia di brutto. da Sud. sto nella cuccetta di prua con Daria, nei nostri rimescolamenti di posizione notturna, ed i bimbi dormono in quadrato.. metto il naso fuori dal tambucio e non mi piace per nulla, anche sulla pilotina dei croati naturisti ha suonato l'allarme e vedo una luce accesa, qualcuno è sveglio e controlla la situazione. con la torcia gli segnalo la mia presenza, e la mia veglia. soffia, eccome se soffia. il mezzogiorno che al tramonto s'era calmato adesso ha preso la forma di uno scirocco teso e le raffiche entrano in baia per direttissima, con gli scogli che sono sottovento a 250 metri e per adesso l'allarme all'ecoscandaglio mi dice che non si avvicinano alla nostra poppa, ma per sicurezza (!?!) vado a toccare la cima tesa dell'ancora, e più che valutarne il tiro la accarezzo confidando in lei, come la volessi incoraggiare a tenere la prua del Topkapi al vento, almeno per qualche altra ora. non ho voglia di mollare e scappare, non ancora. è troppo buio e mi fido della mia linea, sta su un letto di sabbia con le marre della Bruce entrambe affondate, sono 6 metri di fondo ed ho 45 metri di calumo misto in acqua, ed il fondo degrada. non molla, mi fido. sposto i bambini con la mamma a prua e mi approprio del quadrato, lascio una luce accesa per non cadere nel sonno più profondo e tengo il tambucio spalancato nonostante faccia freschino. mi metto a nanna con il proposito di vegliare, almeno con un occhio, ma presto mi addormento stanco.
03.00
navighiamo. mi sveglio e mi sembra di stare in navigazione. esco fuori ed il vento è terminato, è una brezzetta tiepida da sud che fa quasi piacere. ma il mare è bello formato dopo la sciroccata, ed adesso i sei metri di acqua sotto la chiglia sono una lastra su cui la carena del Topkapi rimbalza e si imbizzarrisce come un cavallino nella risacca. non so se mi sento più incerto di prima che tirava vento ma non c'era tutta questa maretta in baia, la pilotina dei croati sembra debba da un momento all'altro saltare fuori dall'acqua come un cormorano, tanto volteggia leggera tra i frangenti, oltretutto loro sono ancorati molto più vicini a noi rispetto alla riva, avranno meno fondo ed adesso saltano assai di più con la risacca. prego di nuovo e mi rimetto in cuccetta, non mi sento di andare non è ancora il momento, ma stavolta non mi addormento più, di questo sono certo.
martedì 1 settembre 2009
le ferie di Charlie2 (..segue..)
7/7 - GIORNO VENTI - Scardona - (Sebenico) - Zlarin - Kaprije - Kakan, baia Potkucina (20 miglia, 4,5h a motore)
Stamattina ho deciso di capire quel che accade a mia insaputa in sentina, al che spedisco la famiglia a passeggio a far spese (al solito: pane fresco, carne e insalata; ma anche qualche cassa d'acqua sfruttando il Konzum vicinissimo alla barca, e ci scappano anche braccioli nuovi per Simone e ciabatte simil-Crocs per me, che peso tanto e le buco come fossero burro..), poi se ne andranno anche alla spiaggetta attrezzata del paese lungo il fiume, ed io mi dedico alle manutenzioni in tutta pace, calandomi letteralmente dentro le viscere del Topkapi.
Le famose "perdite" erano aumentate da qualche giorno, ma finché si trattava di un fondo di acqua non mi preoccupavo: due giorni fà ho notato l'acqua crescere seriamente, e anche senza assaggio avevo creduto che le sacche in pvc a prua sotto lo sforzo del pieno fatto a Prvic avessero iniziato a perdere più copiosamente di prima (ho sempre creduto in questa perdita, facendo il pieno tutte le volte che è stato possibile..), ma quando ieri arrivando in ambiente "lacustre" ho notato il colore dell'acqua in sentina assumere tonalità più marroncine, allora ho stabilito che il problema non fosse dall'interno, bensì legato ad acqua proveniente da fuori!!! Guaio.
E come tale, affrontato e risolto immediatamente.. ieri abbiamo fatto i turisti scattando foto in giro per le cascate, ma aver trovato la barca bella galleggiante all'ormeggio non mi sottrae dal dedicarle oggi queste ore di attenzione. Per inciso, ieri dopo la giornata di parco... ho trovato in sentina appena un pò d'acqua, ma non tanta.. bhò.
Ci ho pensato tutta la notte, poi ho anche fatto mente locale e notato che negli spostamenti a motore la pompa dell'acqua del motore, dotata nel caso del motore del Topkapi anche di una seconda girante con pescante separata in sentina, in effetti non aveva fatto per nulla il suo dovere, altrimenti non si sarebbe spiegato che anche solo dopo il breve trasferimento a motore dentro l'area portuale di Scardona ho comunque trovato dei residui di acqua in sentina.
2+2 fa 4 e mi sono precipitato direttamente ad aprire la suddetta pompa, e bingo al primo colpo ho beccato la girante lato sentina letteralmente macinata, 3 lame di neoprene su 6 rotte, ed uno spezzone era andato per l'appunto ad ostruire lo scarico in sentina della pompa stessa, sul condotto di scarico a valle della pompa di sentina principale. In effetti, solo questa girante ho trovato distrutta, mentre l'altra, la seconda che assicura il raffreddamento del motore era ok: situazione nel suo complesso già sufficiente a scaricare -per caduta- in sentina il contenuto del circuito di raffreddamento del motore, al suo spegnimento, sfruttando il condotto della pescante in senso contrario!
Mi spiego peraltro così anche delle piccole goccioline di olio o gasolio emulsionato che continuavo a trovare superficialmente alla "soluzione acquosa" nel fondo della sentina.. per ora mi spiego tutto così, gasolio incluso, per lo meno....
Infine smonto, sostituisco, rimonto, e specialmente ripulisco tutto quanto, sempre sotto lo sguardo severo dell'addetto agli ormeggi che in banchina si lamentava con aria schifata e tanto di dita a tapparsi il naso, del pasticcio di gasolio che gli ho combinato proprio davanti la piazza del paese! Mi spiace molto ma mi toccava ripartire sereno e possibilmente con la barca in ordine, prima di affrontare nuovamente il fiume stavolta in direzione contraria, diretti a riconquistare l'acqua salata.
Per le 14 puntualmente molliamo gli ormeggi e dopo una navigazione sempre noiosamente a motore, ma che almeno di ritorno appare più breve, arriviamo a Sebenico sotto un libeccio sferzante che spazza la baia ed accostare (ma specialmente staccarsi dopo!) al molo sottovento per fare benzina, al distributore subito oltre la Cattedrale, richiede tutta la mia maestria al timone, tanto da meritarmi i complimenti per le manovre riuscite sia da parte di Daria che anche del benzinaro!
In vista del mare come d'incanto i bimbi si addormentano entrambi e percorrendo il canale Sv.Ante fino al mare decidiamo di fare più miglia possibili, risalendo a motore il vento che arriva da ponente in bolina troppo stretta per la nostra rotta. Superiamo velocemente Zlarin buttando giusto un occhio dentro la baia e promettendoci di visitarla un'altra volta, quindi con il vento che rinforza sempre di più facciamo zig-zag tra le isolette sparse qua e la, aiutandoci infine anche con il genoa in vista di Kaprije, accostando per passare a ovest dell'isola e guadagnando con il genoa srollato un altro prezioso nodo. Vorremmo dare ancora fuori dal porto ma i nostri propositi naufragano presto: c'è un campo boe nuovo di zecca, con barche allineate e coperte ad occuparle tutte quante, ed il nostro tentativo di dare ancora ugualmente sopravento al campo boe (imitando un GS34 targato TS che stava pure lui facendo la stessa manovra), anche quello è vanificato dal diniego ricevuto dagli addetti alle boe.
Richiamati specialmente dal gran movimento che si è creato a bordo delle barche al gavitello gli ormeggiatori ci sono piombati addosso in gommone, prima da solo l'ormeggiatore, e poi dopo che l'avevo rimandato da dove veniva, in due, ormeggiatore e comandante del porto, scena che si è svolta sempre sotto gli improperi e le invettive che ci arrivavano (in lingua straniera almeno!) dagli equipaggi delle altre barche. Una scena mai vista, alla faccia della solidarietà marinara!
Questi succede che si sentivano poco protetti, essendo sottovento alle nostre due imbarcazioni a vela, e temendo che le nostre ancore dovessero arare nella notte, ma poco dopo ho capito che si trattava solo di una robusta dose di invidia verso cui avrebbe di certo speso meno di loro, se non nulla... e visto che il cliente che paga ha sempre ragione, a tutte le latitudini, il comandante del porto li ha ascoltati ed a noi ci ha dato il foglio di via, spiegandoci che in contemporanea al campo boe è stata fatta l'ordinanza di divieto integrale d'ancoraggio in tutta la zona portuale. Tant'è. Ne prendo atto e riferirò dell'inospitalità di quest'isola, dopo aver spiegato lo stesso pensiero al signor comandante! Peggio per loro insomma, se perdono questa opportunità di guadagno spedendoci in baia..
Di tutto il lungo sipario rimane questa scenetta: contro il più accanito di questi pseudo skipper, un vecchietto tedesco che dalla prua della sua barca a vela mi ha vomitato addosso una serie di termini impronunciabili (molti dei quali gli arrivavano suggeriti dalla frau che lo spronava all'azione da proravia dell'albero..), non sapendo come mandarlo a quel paese in lingua sassonica e non potendomi vuotare lo stomaco nella lingua dei miei avi che tanto non avrebbe compreso il mio idioma "portuale", sul momento in maniera estemporanea e con la barra del timone ancora tra le gambe, ho coniato la seguente frase, in inglese scolastico: "THE SEA IS TOO SMALL FOR YOU! ..GOOD BYE."
Temo che la lingua straniera mi abbia conferito una signorilità da vero "yachtsmen" del tutto sconosciuta al sottoscritto, ma la frase me la sono lo stesso annotata mentalmente per utilizzi a venire..
Ripieghiamo infine su Kakan, dando fondo a Potkucina in mezzo ad un nugolo di barche alla fonda, e non senza qualche difficoltà per far fare testa all'ancora su un fondale tanto insidioso (massi e pure corpi morti delle vecchie boe d'ormeggio fisse poi sparite), quanto anche a tratti molto profondo.. e non è facile trovare per me un buco in mezzo alle barche già ancorate in numero inverosimile, saranno almeno 200, riuscendo anche a dare l'ancora su un fondale preferibilmente non più profondo di 5/6 metri; ci riesco dopo un paio di tentativi, scegliendo una zona in cui reputo il fondale non scenda più di tanto e l'ancora possa far testa senza scivolare verso batimetriche maggiori, e per di più sopravento a quasi tutto l'intero campo d'ancoraggio. Mi sento responsabile di un eventuale "strike", dovesse spedare la mia bruce.. comunque stendo la catena in retro venendo sulla prua di un GS45 targato Ravenna, il cui gentile skipper mi conforta circa la riuscita del mio ancoraggio, dato che mi riferisce di conoscere il fondo molto bene.
Me ne vado al letto con il cruccio comunque di non aver potuto controllare l'ancora a vista, per l'ora tarda che frattanto è giunta, ed anzi alle prime ore di buio ci allietano i lampi di grossi temporali che da sud si muovono risalendo la costa dalmata, per fortuna ben lontani dalle nostre teste. Arriva comunque lo scirocco annunciato, e che mi aveva fatto in origine propendere per la baia di Kaprije, e ripensando alla scortesia di quel luogo mi attende una notte abbastanza movimentata.. le barche iniziano a ballare sulle catene e anziché pensare al vento che ci favorirà i giorni a venire per risalire in direzione nord, mi piazzo a dormire a prua dove con un occhio aperto e l'altro no posso sentire eventuali movimenti indesiderati del calumo.. siamo arrivati a metà crociera perfettamente "in time" ma specialmente "all right", da oggi si inizia a ritornare, ma dopo i giorni scorsi di bel tempo dovremo stare di nuovo con il naso all'insù e gli occhi puntati al cielo per capirne i segni premonitori, che non vorrei aver sorprese indesiderate da sopportare.. alla fine anche l'occhio mezzo aperto si chiude, e mi addormento appellandomi alla mia cara dolce Bruce, 6 metri più giù del mio cuscino.
Miglia percorse 20 (totali 267)


Stamattina ho deciso di capire quel che accade a mia insaputa in sentina, al che spedisco la famiglia a passeggio a far spese (al solito: pane fresco, carne e insalata; ma anche qualche cassa d'acqua sfruttando il Konzum vicinissimo alla barca, e ci scappano anche braccioli nuovi per Simone e ciabatte simil-Crocs per me, che peso tanto e le buco come fossero burro..), poi se ne andranno anche alla spiaggetta attrezzata del paese lungo il fiume, ed io mi dedico alle manutenzioni in tutta pace, calandomi letteralmente dentro le viscere del Topkapi.
Le famose "perdite" erano aumentate da qualche giorno, ma finché si trattava di un fondo di acqua non mi preoccupavo: due giorni fà ho notato l'acqua crescere seriamente, e anche senza assaggio avevo creduto che le sacche in pvc a prua sotto lo sforzo del pieno fatto a Prvic avessero iniziato a perdere più copiosamente di prima (ho sempre creduto in questa perdita, facendo il pieno tutte le volte che è stato possibile..), ma quando ieri arrivando in ambiente "lacustre" ho notato il colore dell'acqua in sentina assumere tonalità più marroncine, allora ho stabilito che il problema non fosse dall'interno, bensì legato ad acqua proveniente da fuori!!! Guaio.
E come tale, affrontato e risolto immediatamente.. ieri abbiamo fatto i turisti scattando foto in giro per le cascate, ma aver trovato la barca bella galleggiante all'ormeggio non mi sottrae dal dedicarle oggi queste ore di attenzione. Per inciso, ieri dopo la giornata di parco... ho trovato in sentina appena un pò d'acqua, ma non tanta.. bhò.
Ci ho pensato tutta la notte, poi ho anche fatto mente locale e notato che negli spostamenti a motore la pompa dell'acqua del motore, dotata nel caso del motore del Topkapi anche di una seconda girante con pescante separata in sentina, in effetti non aveva fatto per nulla il suo dovere, altrimenti non si sarebbe spiegato che anche solo dopo il breve trasferimento a motore dentro l'area portuale di Scardona ho comunque trovato dei residui di acqua in sentina.
2+2 fa 4 e mi sono precipitato direttamente ad aprire la suddetta pompa, e bingo al primo colpo ho beccato la girante lato sentina letteralmente macinata, 3 lame di neoprene su 6 rotte, ed uno spezzone era andato per l'appunto ad ostruire lo scarico in sentina della pompa stessa, sul condotto di scarico a valle della pompa di sentina principale. In effetti, solo questa girante ho trovato distrutta, mentre l'altra, la seconda che assicura il raffreddamento del motore era ok: situazione nel suo complesso già sufficiente a scaricare -per caduta- in sentina il contenuto del circuito di raffreddamento del motore, al suo spegnimento, sfruttando il condotto della pescante in senso contrario!
Mi spiego peraltro così anche delle piccole goccioline di olio o gasolio emulsionato che continuavo a trovare superficialmente alla "soluzione acquosa" nel fondo della sentina.. per ora mi spiego tutto così, gasolio incluso, per lo meno....
Infine smonto, sostituisco, rimonto, e specialmente ripulisco tutto quanto, sempre sotto lo sguardo severo dell'addetto agli ormeggi che in banchina si lamentava con aria schifata e tanto di dita a tapparsi il naso, del pasticcio di gasolio che gli ho combinato proprio davanti la piazza del paese! Mi spiace molto ma mi toccava ripartire sereno e possibilmente con la barca in ordine, prima di affrontare nuovamente il fiume stavolta in direzione contraria, diretti a riconquistare l'acqua salata.
Per le 14 puntualmente molliamo gli ormeggi e dopo una navigazione sempre noiosamente a motore, ma che almeno di ritorno appare più breve, arriviamo a Sebenico sotto un libeccio sferzante che spazza la baia ed accostare (ma specialmente staccarsi dopo!) al molo sottovento per fare benzina, al distributore subito oltre la Cattedrale, richiede tutta la mia maestria al timone, tanto da meritarmi i complimenti per le manovre riuscite sia da parte di Daria che anche del benzinaro!
In vista del mare come d'incanto i bimbi si addormentano entrambi e percorrendo il canale Sv.Ante fino al mare decidiamo di fare più miglia possibili, risalendo a motore il vento che arriva da ponente in bolina troppo stretta per la nostra rotta. Superiamo velocemente Zlarin buttando giusto un occhio dentro la baia e promettendoci di visitarla un'altra volta, quindi con il vento che rinforza sempre di più facciamo zig-zag tra le isolette sparse qua e la, aiutandoci infine anche con il genoa in vista di Kaprije, accostando per passare a ovest dell'isola e guadagnando con il genoa srollato un altro prezioso nodo. Vorremmo dare ancora fuori dal porto ma i nostri propositi naufragano presto: c'è un campo boe nuovo di zecca, con barche allineate e coperte ad occuparle tutte quante, ed il nostro tentativo di dare ancora ugualmente sopravento al campo boe (imitando un GS34 targato TS che stava pure lui facendo la stessa manovra), anche quello è vanificato dal diniego ricevuto dagli addetti alle boe.
Richiamati specialmente dal gran movimento che si è creato a bordo delle barche al gavitello gli ormeggiatori ci sono piombati addosso in gommone, prima da solo l'ormeggiatore, e poi dopo che l'avevo rimandato da dove veniva, in due, ormeggiatore e comandante del porto, scena che si è svolta sempre sotto gli improperi e le invettive che ci arrivavano (in lingua straniera almeno!) dagli equipaggi delle altre barche. Una scena mai vista, alla faccia della solidarietà marinara!
Questi succede che si sentivano poco protetti, essendo sottovento alle nostre due imbarcazioni a vela, e temendo che le nostre ancore dovessero arare nella notte, ma poco dopo ho capito che si trattava solo di una robusta dose di invidia verso cui avrebbe di certo speso meno di loro, se non nulla... e visto che il cliente che paga ha sempre ragione, a tutte le latitudini, il comandante del porto li ha ascoltati ed a noi ci ha dato il foglio di via, spiegandoci che in contemporanea al campo boe è stata fatta l'ordinanza di divieto integrale d'ancoraggio in tutta la zona portuale. Tant'è. Ne prendo atto e riferirò dell'inospitalità di quest'isola, dopo aver spiegato lo stesso pensiero al signor comandante! Peggio per loro insomma, se perdono questa opportunità di guadagno spedendoci in baia..
Di tutto il lungo sipario rimane questa scenetta: contro il più accanito di questi pseudo skipper, un vecchietto tedesco che dalla prua della sua barca a vela mi ha vomitato addosso una serie di termini impronunciabili (molti dei quali gli arrivavano suggeriti dalla frau che lo spronava all'azione da proravia dell'albero..), non sapendo come mandarlo a quel paese in lingua sassonica e non potendomi vuotare lo stomaco nella lingua dei miei avi che tanto non avrebbe compreso il mio idioma "portuale", sul momento in maniera estemporanea e con la barra del timone ancora tra le gambe, ho coniato la seguente frase, in inglese scolastico: "THE SEA IS TOO SMALL FOR YOU! ..GOOD BYE."
Temo che la lingua straniera mi abbia conferito una signorilità da vero "yachtsmen" del tutto sconosciuta al sottoscritto, ma la frase me la sono lo stesso annotata mentalmente per utilizzi a venire..
Ripieghiamo infine su Kakan, dando fondo a Potkucina in mezzo ad un nugolo di barche alla fonda, e non senza qualche difficoltà per far fare testa all'ancora su un fondale tanto insidioso (massi e pure corpi morti delle vecchie boe d'ormeggio fisse poi sparite), quanto anche a tratti molto profondo.. e non è facile trovare per me un buco in mezzo alle barche già ancorate in numero inverosimile, saranno almeno 200, riuscendo anche a dare l'ancora su un fondale preferibilmente non più profondo di 5/6 metri; ci riesco dopo un paio di tentativi, scegliendo una zona in cui reputo il fondale non scenda più di tanto e l'ancora possa far testa senza scivolare verso batimetriche maggiori, e per di più sopravento a quasi tutto l'intero campo d'ancoraggio. Mi sento responsabile di un eventuale "strike", dovesse spedare la mia bruce.. comunque stendo la catena in retro venendo sulla prua di un GS45 targato Ravenna, il cui gentile skipper mi conforta circa la riuscita del mio ancoraggio, dato che mi riferisce di conoscere il fondo molto bene.
Me ne vado al letto con il cruccio comunque di non aver potuto controllare l'ancora a vista, per l'ora tarda che frattanto è giunta, ed anzi alle prime ore di buio ci allietano i lampi di grossi temporali che da sud si muovono risalendo la costa dalmata, per fortuna ben lontani dalle nostre teste. Arriva comunque lo scirocco annunciato, e che mi aveva fatto in origine propendere per la baia di Kaprije, e ripensando alla scortesia di quel luogo mi attende una notte abbastanza movimentata.. le barche iniziano a ballare sulle catene e anziché pensare al vento che ci favorirà i giorni a venire per risalire in direzione nord, mi piazzo a dormire a prua dove con un occhio aperto e l'altro no posso sentire eventuali movimenti indesiderati del calumo.. siamo arrivati a metà crociera perfettamente "in time" ma specialmente "all right", da oggi si inizia a ritornare, ma dopo i giorni scorsi di bel tempo dovremo stare di nuovo con il naso all'insù e gli occhi puntati al cielo per capirne i segni premonitori, che non vorrei aver sorprese indesiderate da sopportare.. alla fine anche l'occhio mezzo aperto si chiude, e mi addormento appellandomi alla mia cara dolce Bruce, 6 metri più giù del mio cuscino.
Miglia percorse 20 (totali 267)
mercoledì 19 agosto 2009
le ferie di Charlie2 (..segue..)
2/7 - GIORNO QUINDICI - Statival (Kornat) - Murter, marina Hramina (17 mgl. 1,5h solo motore e 1,5h vela e motore)
Altra separazione quest'oggi: Sonia e Giorgio vanno a nord in direzione di casa mentre noi proseguiamo ridiscendendo l'arcipelago e ripercorrendo le loro rotte dei giorni precedenti. Ad addolcire un pò il sapore altrimenti amaro dell'addio (anzi, arrivederci a Caorle!), ci pensa il pescatore del posto che accosta al mattino per offrirci il pescato della notte: per due pietanze di un kilo e mezzo di misto cadauna, suri occhiate e merluzzetti, ci prende 40kn l'una, ma insistendo a lungo che per 100kn a persona li avrebbe anche serviti cotti a pranzo nella sua veranda, insieme a tanto buon vino rosso; peccato per il tempo a nostra disposizione, perché dobbiamo rinunciare, per la gioia di Daria che dovrà nuovamente prestarsi all'opera di cottura (e specialmente pulizia!) del pesce a bordo. Piuttosto affrettiamo le formalità di partenza con il frigo pieno, che non sia mai passino i ranger a riscuotere di prima mattina!
Facciamo rotta su Murter ridiscendendo il canale tra Zut e Incoronata sempre a motore senza vento, salvo trovare un leggero scirocchetto che mi induce infine ad allargare tutto il genoa oltrepassata Zut, e con un bel traverso da Vrgada in poi guadagnamo almeno un nodo riducendo anche il regime del motore.
All'inizio fa molto caldo, ed i bimbi fanno ricorso a secchio (le memorabili "abluzioni" di Francesco) e piscinetta per rinfrescarsi, ma verso terra la minaccia di temporali è perenne, come i giorni passati del resto, e mi piacerebbe guadagnare l'ormeggio prima che fulmini e saette si spostino dai rilievi all'orizzonte fin sopra le nostre teste: infine ormeggeremo appena al cadere delle prime gocce di pioggia, in maniera ugualmente concitata.
Proviamo inizialmente al molo comunale, con l'intento di risparmiare, ma senza costrutto: adocchio l'unico posto libero tra una vela di 37/40 piedi ed un motoscafone ancora più grande, oltre la vela è riservato al solito barcone da gite, con tanto di scritta a spray sulla banchina a caratteri cubitali; nessuno in banchina con questo tempaccio.. azz. Vado in retro, la manovra risulta perfetta a dispetto del vento che tende a spostarmi la prua, mentre lancio le cime a terra la moglie salta giù felina per le trappe, e che ti scopre? che i due simpaticoni della vela e del motor-yacht se ne sono prese una in più del dovuto, e la trappa non c'è più!
Faccio a tempo a dare macchina avanti che il culetto del Top sfiora la banchina, ma proprio mm considerando anche l'aiuto della moglie che prova a far opposizione con il piede sul bordo!
insomma.. lascio la moglie a terra ed esco a tutta birra dal posto barca, con i pargoli a bordo di cui il piccolo che piange come la sirena dei pompieri.. e mi dirigo in testa al molo, oltre il motor yacht imprecando in slavo antico. Altra retro, ma stavolta non faccio manco a tempo a lanciare le cime a terra che la moglie tirando la tirella gli resta pure a lei in mano, dopo che qualcuno l'avrà presa con l'elica e tranciata di netto. A-ri-imprecazioni in slavo antico. stavolta mi sono pure intraversato con il vento che è cresciuto e meno male che sono in testa al molo e non ci sono ostacoli perché salvo la barca con una retro da corsaro, e poi esco di prua schivando il motoscafone. Ultimi improperi e alla moglie rimasta in banchina faccio segno di venire dall'altra parte del molo che la carico al volo andando dentro di prua e si fottano il molo comunale -per inciso, anche senza acqua nè luce- di Murter e 3/4 dei suoi abitanti, io ne ho già piene le tasche piove già a dirotto e stasera ce ne andiamo a fare i signori in marina: il Hramina, molto bello peraltro, sta li di fronte ad attenderci, con i suoi ormeggiatori incapaci e le sue trappe altissime.. ma questa è un'altra storia...(mi toccherà montare sulla barca vicina sottovento per allentare la sua trappa con un abbordaggio assai piratesco per liberarmi dall'impasse!): e il Topkapi entrerà infine al suo posto a spinta! Il commento del marinaio addetto agli ormeggi alle mie rimostranze, circa l'altezza dei corpi morti incredibile sarà: "marina vecchio, barche nuove". Non commento.
Ottimo peraltro tutto quanto riguarda i servizi a terra: bagni pulitissimi e persino spiaggetta di ciottoli privata, dove nel tardo pomeriggio, quando al tramonto è ricomparso anche il sole, andremo a crogiolarci nel meritato ozio. C'è dentro alla darsena anche un dealer ufficiale della Raymarine presso cui mostro il pilota in avaria (ci provo!), ma senza esito nonostante le numerose telefonate fatte dall'addetto a Zara e pure a Sebenico: purtroppo il modello è vecchio e non più in produzione e nessuno in zona si trova il pezzo di ricambio adatto.
Approfittiamo nel pomeriggio di perlustrare il paese e individuiamo molte possibilità di rifornimento: c'è il Konzum per la spesa, un ottima macelleria (mesnica) e specialmente una grandiosa pekara che fa pure ottimi croissant e bomboloni; ci sono bancomat ad ogni angolo e recupero anche un tipo che mi ricarica la bombola di campingaz! Mi raggiunge presso il distributore e caricandomi sul suo scooter mi riporta in barca per la consegna della bombola scarica, poi per 80kn lui stesso la riporterà carica a bordo! Ricompero anche il parabordo F2 scoppiato a Zut (198kn) e ci scappano anche le tanto agognate pinne per Simone (135kn.. pazienza!) presso un negozio di pesca da cui cercavo gli ami giusti per aprire la caccia alle occhiate. Compriamo per ben 6 kn anche l'attacco a vite della manichetta dell'acqua, molto probabilmente lasciato sul rubinetto (sotto chiave) del molo di Berguglie. Rinuncio invece all'acquisto di un inverter giudicandolo troppo caro: faremo sempre a meno in baia del pc e del collegamento internet pertanto, e l'inverter lo cercheremo in Italia! (preso infatti a Caorle a metà del prezzo richiesto in quel di Murter.. stesso prodotto!)
A sera dopo una lunga e meritata doccia, ed un bucato gigantesco steso alle draglie e pure alle scotte del genoa, ci abbuffiamo di pesce scolandoci anche una boccia di prosecco gelato. E così sia!
Miglia percorse 17 (totali 215)




Altra separazione quest'oggi: Sonia e Giorgio vanno a nord in direzione di casa mentre noi proseguiamo ridiscendendo l'arcipelago e ripercorrendo le loro rotte dei giorni precedenti. Ad addolcire un pò il sapore altrimenti amaro dell'addio (anzi, arrivederci a Caorle!), ci pensa il pescatore del posto che accosta al mattino per offrirci il pescato della notte: per due pietanze di un kilo e mezzo di misto cadauna, suri occhiate e merluzzetti, ci prende 40kn l'una, ma insistendo a lungo che per 100kn a persona li avrebbe anche serviti cotti a pranzo nella sua veranda, insieme a tanto buon vino rosso; peccato per il tempo a nostra disposizione, perché dobbiamo rinunciare, per la gioia di Daria che dovrà nuovamente prestarsi all'opera di cottura (e specialmente pulizia!) del pesce a bordo. Piuttosto affrettiamo le formalità di partenza con il frigo pieno, che non sia mai passino i ranger a riscuotere di prima mattina!
Facciamo rotta su Murter ridiscendendo il canale tra Zut e Incoronata sempre a motore senza vento, salvo trovare un leggero scirocchetto che mi induce infine ad allargare tutto il genoa oltrepassata Zut, e con un bel traverso da Vrgada in poi guadagnamo almeno un nodo riducendo anche il regime del motore.
All'inizio fa molto caldo, ed i bimbi fanno ricorso a secchio (le memorabili "abluzioni" di Francesco) e piscinetta per rinfrescarsi, ma verso terra la minaccia di temporali è perenne, come i giorni passati del resto, e mi piacerebbe guadagnare l'ormeggio prima che fulmini e saette si spostino dai rilievi all'orizzonte fin sopra le nostre teste: infine ormeggeremo appena al cadere delle prime gocce di pioggia, in maniera ugualmente concitata.
Proviamo inizialmente al molo comunale, con l'intento di risparmiare, ma senza costrutto: adocchio l'unico posto libero tra una vela di 37/40 piedi ed un motoscafone ancora più grande, oltre la vela è riservato al solito barcone da gite, con tanto di scritta a spray sulla banchina a caratteri cubitali; nessuno in banchina con questo tempaccio.. azz. Vado in retro, la manovra risulta perfetta a dispetto del vento che tende a spostarmi la prua, mentre lancio le cime a terra la moglie salta giù felina per le trappe, e che ti scopre? che i due simpaticoni della vela e del motor-yacht se ne sono prese una in più del dovuto, e la trappa non c'è più!
Faccio a tempo a dare macchina avanti che il culetto del Top sfiora la banchina, ma proprio mm considerando anche l'aiuto della moglie che prova a far opposizione con il piede sul bordo!
insomma.. lascio la moglie a terra ed esco a tutta birra dal posto barca, con i pargoli a bordo di cui il piccolo che piange come la sirena dei pompieri.. e mi dirigo in testa al molo, oltre il motor yacht imprecando in slavo antico. Altra retro, ma stavolta non faccio manco a tempo a lanciare le cime a terra che la moglie tirando la tirella gli resta pure a lei in mano, dopo che qualcuno l'avrà presa con l'elica e tranciata di netto. A-ri-imprecazioni in slavo antico. stavolta mi sono pure intraversato con il vento che è cresciuto e meno male che sono in testa al molo e non ci sono ostacoli perché salvo la barca con una retro da corsaro, e poi esco di prua schivando il motoscafone. Ultimi improperi e alla moglie rimasta in banchina faccio segno di venire dall'altra parte del molo che la carico al volo andando dentro di prua e si fottano il molo comunale -per inciso, anche senza acqua nè luce- di Murter e 3/4 dei suoi abitanti, io ne ho già piene le tasche piove già a dirotto e stasera ce ne andiamo a fare i signori in marina: il Hramina, molto bello peraltro, sta li di fronte ad attenderci, con i suoi ormeggiatori incapaci e le sue trappe altissime.. ma questa è un'altra storia...(mi toccherà montare sulla barca vicina sottovento per allentare la sua trappa con un abbordaggio assai piratesco per liberarmi dall'impasse!): e il Topkapi entrerà infine al suo posto a spinta! Il commento del marinaio addetto agli ormeggi alle mie rimostranze, circa l'altezza dei corpi morti incredibile sarà: "marina vecchio, barche nuove". Non commento.
Ottimo peraltro tutto quanto riguarda i servizi a terra: bagni pulitissimi e persino spiaggetta di ciottoli privata, dove nel tardo pomeriggio, quando al tramonto è ricomparso anche il sole, andremo a crogiolarci nel meritato ozio. C'è dentro alla darsena anche un dealer ufficiale della Raymarine presso cui mostro il pilota in avaria (ci provo!), ma senza esito nonostante le numerose telefonate fatte dall'addetto a Zara e pure a Sebenico: purtroppo il modello è vecchio e non più in produzione e nessuno in zona si trova il pezzo di ricambio adatto.
Approfittiamo nel pomeriggio di perlustrare il paese e individuiamo molte possibilità di rifornimento: c'è il Konzum per la spesa, un ottima macelleria (mesnica) e specialmente una grandiosa pekara che fa pure ottimi croissant e bomboloni; ci sono bancomat ad ogni angolo e recupero anche un tipo che mi ricarica la bombola di campingaz! Mi raggiunge presso il distributore e caricandomi sul suo scooter mi riporta in barca per la consegna della bombola scarica, poi per 80kn lui stesso la riporterà carica a bordo! Ricompero anche il parabordo F2 scoppiato a Zut (198kn) e ci scappano anche le tanto agognate pinne per Simone (135kn.. pazienza!) presso un negozio di pesca da cui cercavo gli ami giusti per aprire la caccia alle occhiate. Compriamo per ben 6 kn anche l'attacco a vite della manichetta dell'acqua, molto probabilmente lasciato sul rubinetto (sotto chiave) del molo di Berguglie. Rinuncio invece all'acquisto di un inverter giudicandolo troppo caro: faremo sempre a meno in baia del pc e del collegamento internet pertanto, e l'inverter lo cercheremo in Italia! (preso infatti a Caorle a metà del prezzo richiesto in quel di Murter.. stesso prodotto!)
A sera dopo una lunga e meritata doccia, ed un bucato gigantesco steso alle draglie e pure alle scotte del genoa, ci abbuffiamo di pesce scolandoci anche una boccia di prosecco gelato. E così sia!
Miglia percorse 17 (totali 215)
mercoledì 12 agosto 2009
le ferie di Charlie2 (..segue..)
29/6 - GIORNO DODICI - Lavdara, baia Sud - Bizikovica, isola di Zut (3 mgl, 1h vela)
Mattinata balneare per mamme e pargoli che scendono a terra ed esplorando la zona scoprono una bella ed accessibile baietta di ciottoli sul lato opposto alla rada del nostro ancoraggio; babbi invece a bordo, io in compagnia di Francesco che dopo la delizia di un lungo bagno nel secchio se la dorme beatamente in pozzetto. Restiamo in zona fin dopo pranzo, con dell'ottima ed estiva insalata verde croata, quindi decidiamo di spostarci di qualche miglio per pernottare a Zut; dopo una cilecca in partenza da parte del motore del Tellina (un fusibile partito sul quadro generale aveva lasciato tutta la barca "al buio") anche il motore del Topkapi fa lo stesso scherzetto, come entrambi volessero ribellarsi alla decisione di partire e lasciare questa splendida baia! Mi intrufolo però in sala macchine e facendo ponte con due cacciavite sul motorino di avviamento lo rimetto in sesto ed in riga.. probabilmente in fase di spegimento il pignone del motorino era uscito dalla sua sede e lo stesso adesso non partiva più. Avaria risolta e specialmente superata..
Diamo vela appena fuori dalla baia ed al gran lasco si scende fino a Zut sul filo dei 4 nodi; ci saremo dati appuntamento presso Luka Zut, dove conosco un recesso seminascosto molto riparato ed accogliente, ma quando vedo sparire dalla mia prua il Tellina mi volto verso terra e constato che Miran ha già dato ancora dentro Bizikovica, la prima baia di Zut sul suo fianco orientale, molto ampia e che offre riparo su due lati, di cui Miran ha scelto quello settendrionale meglio ridossato. Senza esitazione orzo ed entro in baia a vela raggiungendolo alla fonda con un paio di virate, e dando motore durante l'ammainata contro vento solo per sicurezza di manovra. Una volta accostate e legate le barche, Miran preferisce aggiungere anche l'ancora del Topkapi per questa sera, e mi diletto a caricarla sul tender stendendo infine la Bruce e 20 metri di catena su un bel fondo di sabbia bianca in non più di 4 metri di acqua leggermente degradante; mi tuffo infine ad assicurare l'ancora in apnea a forza di cazzotti, per un ancoraggio a prova di cannone. Dove la protezione è poca, viceversa, è verso il moto ondoso provocato dalle imbarcazioni in transito, tanto che una serie di onde più infide, provocate da un grosso motor-yacht, investe violentemente e di lato le due barche affiancate facendole sbattere a lungo all'altezza delle falchette, per fortuna ben protette dai numerosi parabordi predisposti (uno dei quali però, il più vecchio tra i miei, s'immola alla causa e persino esplode!); Miran mi insegna allora come predisporre un ammortizzatore d'ormeggio, appendendo alle due cime di poppa e di prua i nostri secchi di bordo semipieni, ad un altezza che sfiora l'acqua: sistema per me del tutto nuovo ma che funzionerà a perfezione.
Decidiamo quindi il programma del pomeriggio: oggi faremo alpinismo scalando la montagna che sovrasta la baia, il "Tverdo Mesniak" di 163 metri, secondo quando riportano le carte.
E mai scelta si rivelò più deleteria! ..in effetti Miran che conosce il croato avrebbe dovuto dirmi subito che Tverdo in lingua locale significa "duro", dunque il nome ci avrebbe da solo lasciato desistere all'impresa: dislivello tutto sommato contenuto, ma quel che è risultato spaventosamente faticoso è stato invece il fondo, molto accidentato tra sterpi, erbacce secche, rovi spinosi e specialmente roccette taglienti come rasoi. Mamma Daria resta a bordo con Francesco, grazie al cielo, mentre tutti gli altri al ritorno in barca dall'escursione sfoggeranno graffi e segni in abbondanza, e solo un lunghissimo bagno in mare all'ora del tramonto potrà disinfettare per bene tutte le ferite e rinfrancare le membra stanche.
Ceniamo tardissimo e poi dopo ci mettiamo a chiaccherare in pozzetto nell'ora del crepuscolo, su progetti di navigazione future e racconti di quelle passate: questa è l'ultima sera che trascorreremo insieme, dopo una settimana intera di crociera fianco a fianco, e c'è una certa amarezza negli adulti consapevoli della realtà che i programmi impongono: il Tellina prevede purtroppo di fare solo 3 settimane di crociera, e più avanti anzi -risentendoci per telefono- scopriremo che sono state alla fine pure ulteriormente ridotte con un affrettato rientro imprevisto.
Speriamo semmai che i bimbi non si rattristino troppo all'indomani, nel separarsi al momento dei saluti, dopo questi splendidi giorni trascorsi insieme, e piuttosto ci auguriamo e ci promettiamo di rivederci presto, anche "a terra".
Arrivederci TELLINA!
Miglia percorse 3 (totali 187)







Mattinata balneare per mamme e pargoli che scendono a terra ed esplorando la zona scoprono una bella ed accessibile baietta di ciottoli sul lato opposto alla rada del nostro ancoraggio; babbi invece a bordo, io in compagnia di Francesco che dopo la delizia di un lungo bagno nel secchio se la dorme beatamente in pozzetto. Restiamo in zona fin dopo pranzo, con dell'ottima ed estiva insalata verde croata, quindi decidiamo di spostarci di qualche miglio per pernottare a Zut; dopo una cilecca in partenza da parte del motore del Tellina (un fusibile partito sul quadro generale aveva lasciato tutta la barca "al buio") anche il motore del Topkapi fa lo stesso scherzetto, come entrambi volessero ribellarsi alla decisione di partire e lasciare questa splendida baia! Mi intrufolo però in sala macchine e facendo ponte con due cacciavite sul motorino di avviamento lo rimetto in sesto ed in riga.. probabilmente in fase di spegimento il pignone del motorino era uscito dalla sua sede e lo stesso adesso non partiva più. Avaria risolta e specialmente superata..
Diamo vela appena fuori dalla baia ed al gran lasco si scende fino a Zut sul filo dei 4 nodi; ci saremo dati appuntamento presso Luka Zut, dove conosco un recesso seminascosto molto riparato ed accogliente, ma quando vedo sparire dalla mia prua il Tellina mi volto verso terra e constato che Miran ha già dato ancora dentro Bizikovica, la prima baia di Zut sul suo fianco orientale, molto ampia e che offre riparo su due lati, di cui Miran ha scelto quello settendrionale meglio ridossato. Senza esitazione orzo ed entro in baia a vela raggiungendolo alla fonda con un paio di virate, e dando motore durante l'ammainata contro vento solo per sicurezza di manovra. Una volta accostate e legate le barche, Miran preferisce aggiungere anche l'ancora del Topkapi per questa sera, e mi diletto a caricarla sul tender stendendo infine la Bruce e 20 metri di catena su un bel fondo di sabbia bianca in non più di 4 metri di acqua leggermente degradante; mi tuffo infine ad assicurare l'ancora in apnea a forza di cazzotti, per un ancoraggio a prova di cannone. Dove la protezione è poca, viceversa, è verso il moto ondoso provocato dalle imbarcazioni in transito, tanto che una serie di onde più infide, provocate da un grosso motor-yacht, investe violentemente e di lato le due barche affiancate facendole sbattere a lungo all'altezza delle falchette, per fortuna ben protette dai numerosi parabordi predisposti (uno dei quali però, il più vecchio tra i miei, s'immola alla causa e persino esplode!); Miran mi insegna allora come predisporre un ammortizzatore d'ormeggio, appendendo alle due cime di poppa e di prua i nostri secchi di bordo semipieni, ad un altezza che sfiora l'acqua: sistema per me del tutto nuovo ma che funzionerà a perfezione.
Decidiamo quindi il programma del pomeriggio: oggi faremo alpinismo scalando la montagna che sovrasta la baia, il "Tverdo Mesniak" di 163 metri, secondo quando riportano le carte.
E mai scelta si rivelò più deleteria! ..in effetti Miran che conosce il croato avrebbe dovuto dirmi subito che Tverdo in lingua locale significa "duro", dunque il nome ci avrebbe da solo lasciato desistere all'impresa: dislivello tutto sommato contenuto, ma quel che è risultato spaventosamente faticoso è stato invece il fondo, molto accidentato tra sterpi, erbacce secche, rovi spinosi e specialmente roccette taglienti come rasoi. Mamma Daria resta a bordo con Francesco, grazie al cielo, mentre tutti gli altri al ritorno in barca dall'escursione sfoggeranno graffi e segni in abbondanza, e solo un lunghissimo bagno in mare all'ora del tramonto potrà disinfettare per bene tutte le ferite e rinfrancare le membra stanche.
Ceniamo tardissimo e poi dopo ci mettiamo a chiaccherare in pozzetto nell'ora del crepuscolo, su progetti di navigazione future e racconti di quelle passate: questa è l'ultima sera che trascorreremo insieme, dopo una settimana intera di crociera fianco a fianco, e c'è una certa amarezza negli adulti consapevoli della realtà che i programmi impongono: il Tellina prevede purtroppo di fare solo 3 settimane di crociera, e più avanti anzi -risentendoci per telefono- scopriremo che sono state alla fine pure ulteriormente ridotte con un affrettato rientro imprevisto.
Speriamo semmai che i bimbi non si rattristino troppo all'indomani, nel separarsi al momento dei saluti, dopo questi splendidi giorni trascorsi insieme, e piuttosto ci auguriamo e ci promettiamo di rivederci presto, anche "a terra".
Arrivederci TELLINA!
Miglia percorse 3 (totali 187)
martedì 11 agosto 2009
le ferie di Charlie2 (..segue..)
26/6 GIORNO NOVE - Sakarun, Dugi Otok - Soliscica, id. (9 mgl, 1h motore + 1h vela)
Il mattino in un posto meraviglioso come questo non può che essere una giornata intensamente balneare: questa notte ha anche piovuto con il risultato che il cielo e l'aria adesso sono ancora più puliti e limpidi e riceviamo una intera mattina di caldissimo sole, e via bagni prima e dopo merenda, prima e dopo pranzo (a bordo, con un ottima quanto sbrigativa pasta al tonno in bianco), e con il solo intramezzo del rituale di pulizia del polipo consumata da Daria a cavalcioni del tender. Mentre lui cuoceva, con limone e salvia, vediamo in baia muoversi nuovamente i gabellieri e ci apprestiamo a decidere se rimanere un'altra notte o meno: l'idea infine partorita di spostarci nella baietta un pòpiù esterna sulla nostra ancora fallisce quando ci viene riferito dai soliti loschi figuri in barchino, che anche vedendoci all'ancora verrebbero a riscuotere la quota (!); decidiamo infine di spostarci, meta Soliscica, in pratica dalla parte opposta della spiaggia che vediamo in questo momento, e che venendo dal mare corrisponderebbe all'ansa più interna di baia Pantera, verso il paesino di Soline.
Sorpresa del giorno: ci scambiamo un paio di sms con Fausto di "Euforia", e per puro caso lui si trova in compagnia della sua signora, ancorato proprio a baia Pantera, di ritorno dalla loro lunga crociera estiva! Ci prendiamo ovviamente appuntamento in modo da trascorrere la serata insieme, quindi abbiamo il tempo di risalire a motore le 5 o sei miglia dell'isola Lunga fino alle Punte Bianche, doppiato quindi il faro e gli isolotti che fanno da contorno al relitto, accostiamo a dritta per entrare a baia Pantera da dove Euforia va uscendo a vela con il solo genoa tangonato.
Abbiamo anche tempo per un oretta di vela, con le tre barche che ridiscendono il profondo recesso e con il Topkapi velocissimo con il vento al giardinetto, forte della sua carena pulita, che da punti alle altre due barche.
La serata passa cenando con il nostro abbondante polipo all'insalata unito a del riso in bianco, raccontandoci con Fausto di tutte le avventure vissute nei recenti giorni di navigazione (e lui ne ha da raccontare tornando da oltre un mese di crociera che l'ha portato fino a Lastovo), con speciale curiosità da parte mia verso le sue ultime prede, essendo il caro Faustone anche un fortissimo pescatore. Curiosità la mia ovviamente del tutto interessata!
Mi assicuro anche il titolo di apneista del giorno, riuscendo a ripescare sotto la barca, nell'incredulità (e penso pure paura) di Daria, su 10 metri e mezzo di fondale, una preziosissima matassa di cima d'ormeggio che ancora addugliata era finita clamorosamente in acqua. Cima recuperata senza fatica, anzi il tuffo mi ha anche fatto venire più appetito.
Miglia percorse 9 (totali 157)
Il mattino in un posto meraviglioso come questo non può che essere una giornata intensamente balneare: questa notte ha anche piovuto con il risultato che il cielo e l'aria adesso sono ancora più puliti e limpidi e riceviamo una intera mattina di caldissimo sole, e via bagni prima e dopo merenda, prima e dopo pranzo (a bordo, con un ottima quanto sbrigativa pasta al tonno in bianco), e con il solo intramezzo del rituale di pulizia del polipo consumata da Daria a cavalcioni del tender. Mentre lui cuoceva, con limone e salvia, vediamo in baia muoversi nuovamente i gabellieri e ci apprestiamo a decidere se rimanere un'altra notte o meno: l'idea infine partorita di spostarci nella baietta un pòpiù esterna sulla nostra ancora fallisce quando ci viene riferito dai soliti loschi figuri in barchino, che anche vedendoci all'ancora verrebbero a riscuotere la quota (!); decidiamo infine di spostarci, meta Soliscica, in pratica dalla parte opposta della spiaggia che vediamo in questo momento, e che venendo dal mare corrisponderebbe all'ansa più interna di baia Pantera, verso il paesino di Soline.
Sorpresa del giorno: ci scambiamo un paio di sms con Fausto di "Euforia", e per puro caso lui si trova in compagnia della sua signora, ancorato proprio a baia Pantera, di ritorno dalla loro lunga crociera estiva! Ci prendiamo ovviamente appuntamento in modo da trascorrere la serata insieme, quindi abbiamo il tempo di risalire a motore le 5 o sei miglia dell'isola Lunga fino alle Punte Bianche, doppiato quindi il faro e gli isolotti che fanno da contorno al relitto, accostiamo a dritta per entrare a baia Pantera da dove Euforia va uscendo a vela con il solo genoa tangonato.
Abbiamo anche tempo per un oretta di vela, con le tre barche che ridiscendono il profondo recesso e con il Topkapi velocissimo con il vento al giardinetto, forte della sua carena pulita, che da punti alle altre due barche.
La serata passa cenando con il nostro abbondante polipo all'insalata unito a del riso in bianco, raccontandoci con Fausto di tutte le avventure vissute nei recenti giorni di navigazione (e lui ne ha da raccontare tornando da oltre un mese di crociera che l'ha portato fino a Lastovo), con speciale curiosità da parte mia verso le sue ultime prede, essendo il caro Faustone anche un fortissimo pescatore. Curiosità la mia ovviamente del tutto interessata!
Mi assicuro anche il titolo di apneista del giorno, riuscendo a ripescare sotto la barca, nell'incredulità (e penso pure paura) di Daria, su 10 metri e mezzo di fondale, una preziosissima matassa di cima d'ormeggio che ancora addugliata era finita clamorosamente in acqua. Cima recuperata senza fatica, anzi il tuffo mi ha anche fatto venire più appetito.
Miglia percorse 9 (totali 157)
le ferie di Charlie2 (..segue..)
25/6 GIORNO OTTO - Berguglie, isola di Molat - Sakarun bay, Dugi Otok/Isola Lunga (10mgl, 1,5h motore)
Ci svegliamo al solito quando ci vien voglia di svegliarci, ma stavolta ci sveglia qualcuno che ci chiama da fuori la barca: un pescatore appena rientrato dalla battuta di pesca accosta e ci bussa allo scafo per offrirci il suo pescato! Tra la pietanza di brodetto ed il fritto scegliamo la seconda, assicurandoci per l'iperbolica cifra di 45kn una cena a base di triglie e sardoni certamente freschissimi; ci viene poi offerto anche del polipo e non sappiamo dire di no: l'amico va di corsa a casa a recuperarlo in congelatore e poco dopo ritorna con un polipazzo da 2 kili e mezzo, per il quale spendiamo altre 160kn.
Andiamo a ritirare il pane fresco quindi partiamo velocemente per raggiungere, a motore vista la calma generale di vento, gli amici del Tellina che ci aspettano in baia; mirabolante l'uscita dal porto spingendo il Topkapi a mano per non far danni, visto il "parcheggio" risicato che c'eravamo inventati tra il basso fondale verso centro porto e numerose cime volanti a mezz'acqua pronte ad imbrogliarsi sull'elica. Pranziamo in navigazione con una buona insalata, sotto un sole ed un cielo finalmente estivi, ed in tutta tranquillità entriamo nella baia di Sakarun che ci ubriaca per la sua strabiliante bellezza: sembra di stare in Costa Smeralda o a Caprera, con i riflessi verdastri dell'acqua sul fondo di sabbia bianca. Non ero mai stato in questo posto, un pò fuori dalle rotte tradizionali trovandosi sul lato esterno dell'Isola Lunga e per di più tutto aperto ai quadranti meridionali, ma ringrazierò a vita Miran per avermelo segnalato: è la baia più bella che io abbia mai visto in acque croate, benché la presenza di un campo boe nuovissimo (e nemmeno ancora segnalato sul 777) con relativo limite di sicurezza per i bagnanti in parte la deturpa, con il giallo dei gavitelli che contrasta con i colori dell'acqua cristallina. Per fortuna non ci sono tante barche, al punto di confonderci quasi nella scelta della boa d'ormeggio: ci toglie dagli impicci Miran che vedendoci arrivare torna a bordo con il tender dalla spiaggia, per agevolare l'accosto al Tellina e condividere di nuovo un solo gavitello per la notte.
Manco a dirlo passiamo il pomeriggio a fare i bagnanti, con riposo in spiaggia ed a bordo, solo interrotto dall'arrivo dei gabellieri del posto, tra i più scontrosi e disonesti mai visti: la condivisione di un solo gavitello non ci frutta sconti, ed anzi a Miran vengono chieste inspiegabilmente 10kn in più del giorno prima (e lui in croato simpaticamente ribatte chiedendo se l'aumento sia dovuto al miglioramento della meteo) mentre a noi fanno pagare una tariffa indicata per 10m sulla ricevuta, dopo che averci chiesto la lunghezza e sentita la risposta del sottoscritto per soli 9 metri! Miran in croato sottolinea loro la mancanza di senso di ospitalità..
Ci consoliamo apprestando al tramonto per i 4 adulti della compagnia mista italo/slovena un classico "aperitivo del Comandante" preparato ed offerto dal sottoscritto nel nostro pozzetto, con prosecco ghiacciato nei calici di bordo (very glamour), pistacchi e mandorle tostati, olivette e taralli, nella pace concessaci dai bimbi impegnati a giocare da qualche parte a bordo di una delle due barche affiancate alla fonda; ceniamo in pozzetto con il fritto di pesce (ottimo e freschissimo veramente), e mi concedo anche un sigaro conclusivo a contemplare l'unica fettina di luna, seminascosta tra brutti nuvoloni neri.
Miglia percorse 10 (totali 148)


Ci svegliamo al solito quando ci vien voglia di svegliarci, ma stavolta ci sveglia qualcuno che ci chiama da fuori la barca: un pescatore appena rientrato dalla battuta di pesca accosta e ci bussa allo scafo per offrirci il suo pescato! Tra la pietanza di brodetto ed il fritto scegliamo la seconda, assicurandoci per l'iperbolica cifra di 45kn una cena a base di triglie e sardoni certamente freschissimi; ci viene poi offerto anche del polipo e non sappiamo dire di no: l'amico va di corsa a casa a recuperarlo in congelatore e poco dopo ritorna con un polipazzo da 2 kili e mezzo, per il quale spendiamo altre 160kn.
Andiamo a ritirare il pane fresco quindi partiamo velocemente per raggiungere, a motore vista la calma generale di vento, gli amici del Tellina che ci aspettano in baia; mirabolante l'uscita dal porto spingendo il Topkapi a mano per non far danni, visto il "parcheggio" risicato che c'eravamo inventati tra il basso fondale verso centro porto e numerose cime volanti a mezz'acqua pronte ad imbrogliarsi sull'elica. Pranziamo in navigazione con una buona insalata, sotto un sole ed un cielo finalmente estivi, ed in tutta tranquillità entriamo nella baia di Sakarun che ci ubriaca per la sua strabiliante bellezza: sembra di stare in Costa Smeralda o a Caprera, con i riflessi verdastri dell'acqua sul fondo di sabbia bianca. Non ero mai stato in questo posto, un pò fuori dalle rotte tradizionali trovandosi sul lato esterno dell'Isola Lunga e per di più tutto aperto ai quadranti meridionali, ma ringrazierò a vita Miran per avermelo segnalato: è la baia più bella che io abbia mai visto in acque croate, benché la presenza di un campo boe nuovissimo (e nemmeno ancora segnalato sul 777) con relativo limite di sicurezza per i bagnanti in parte la deturpa, con il giallo dei gavitelli che contrasta con i colori dell'acqua cristallina. Per fortuna non ci sono tante barche, al punto di confonderci quasi nella scelta della boa d'ormeggio: ci toglie dagli impicci Miran che vedendoci arrivare torna a bordo con il tender dalla spiaggia, per agevolare l'accosto al Tellina e condividere di nuovo un solo gavitello per la notte.
Manco a dirlo passiamo il pomeriggio a fare i bagnanti, con riposo in spiaggia ed a bordo, solo interrotto dall'arrivo dei gabellieri del posto, tra i più scontrosi e disonesti mai visti: la condivisione di un solo gavitello non ci frutta sconti, ed anzi a Miran vengono chieste inspiegabilmente 10kn in più del giorno prima (e lui in croato simpaticamente ribatte chiedendo se l'aumento sia dovuto al miglioramento della meteo) mentre a noi fanno pagare una tariffa indicata per 10m sulla ricevuta, dopo che averci chiesto la lunghezza e sentita la risposta del sottoscritto per soli 9 metri! Miran in croato sottolinea loro la mancanza di senso di ospitalità..
Ci consoliamo apprestando al tramonto per i 4 adulti della compagnia mista italo/slovena un classico "aperitivo del Comandante" preparato ed offerto dal sottoscritto nel nostro pozzetto, con prosecco ghiacciato nei calici di bordo (very glamour), pistacchi e mandorle tostati, olivette e taralli, nella pace concessaci dai bimbi impegnati a giocare da qualche parte a bordo di una delle due barche affiancate alla fonda; ceniamo in pozzetto con il fritto di pesce (ottimo e freschissimo veramente), e mi concedo anche un sigaro conclusivo a contemplare l'unica fettina di luna, seminascosta tra brutti nuvoloni neri.
Miglia percorse 10 (totali 148)
venerdì 5 settembre 2008
diario dell'ultima giornata di crociera... ultima puntata (sigh)
Mercoledì 20 agosto 2008 – giorno 12
Ci aspetta la classicissima traversata Cittanova-Caorle: la sveglia è puntata per le 0500, anzi le sveglie che data l’ora ne punto anche una seconda di rinforzo per le 0510, per andar a far uscita in Poljicia in tutta fretta e prenderci un po’ di brezza della notte.
In effetti siamo i primi a mollare gli ormeggi, è ancora buio ma purtroppo per noi il poliziotto nel gabbiotto nun ce sta: dorme? Scappato per un bisogno fisiologico improvviso? Assente ingiustificato? Sbuffo un po’ perché “adoro i piani ben riusciti” e non è il massimo svegliarsi alla buon ora e poi perdere 30 primi abbondanti trotterellando sul molo dogana che è quasi ancora notte, poi quando decido di lasciargli sotto la porta la crew list con un post-it di saluti attaccato sopra salta fuori il buon poncharello, proveniente da non si sa bene dove.
Timbro, firma, adios Hrvatska.
Usciamo in tutta fretta mentre un altro paio di barche mollano le cime dalla diga e ci mettiamo in mare decisi di regalarci l’ultimo straccino di brezza che la notte ci concede: faremo una bella oretta di vela con il vento al giardinetto, giusto per consumare in tutta calma una buona colazione nella luce dell’ultima alba gustata a bordo.
Non manco di filare in mare una lenza ma la ritiro senza artificiale dopo il tentativo inconsulto di allamare un peschereccio che taglia la nostra scia (o forse eravamo noi che tagliavamo la sua rotta?) Resta che avevamo la precedenza ma prendersela –taglio io, taglia tu- ha significato tagliare la lenza. Esperienza croata pessima per quanto riguarda le catture ittiche.. segnamo zero grammi di pesce salpato a bordo.
Diamo motore quando il sole è già cresciuto e senza vento procediamo veloci dritti verso la meta, bocca di porto di Caorle; ne approfittiamo piuttosto per rassettare e pulire la barca: mi dedico a vere e proprie pulizie di stagione, che sembravo la più indaffarata casalinga di Voghera a metter fuori i cuscini e batterli e dare aspirapolvere in ogni pertugio, poi tocca la cucina a Stefano ed il bagno ad Alfonso (ma poi la sentina, lavoro da speleologo, nuovamente a me).
Ci fermiamo solo per un bagno in alto mare, tanto per rinfrescare l’ascella, poi per un’altra sosta non prevista causa avaria non prevista nemmeno lei: il mio classico sesto senso mi dice con la solita vocina che non apro il vano motore da troppo tempo… apro, controllo e subito ordino di spegnere tutto, ferma tutto, motori stooooooooop.
Gli occhi mi cadono subito su un filetto femmina da cui manca qualcosa: un manicotto metallico, a sua volta debbo ritenere filettato, e che alla sua sommità “accoglieva” il tappo di rabbocco dell’olio. Prima c’era adesso non c’è più! Mistero.. in effetti guardo giù ed in fondo alla sentina trovo il manicotto suddetto, e pure il tappo poco più in là (e più in fondo), a sua volta pure lui svitato! Possono svitarsi due filetti profondi almeno 3cm l’uno??? “Colpa delle vibrazioni”, come si dice quando non si trova altra spiegazione plausibile e se non si vuole immaginare all’intervento degli extra-terrestri.
Riavvito il tutto, rabbocco l’olio che nel frattempo era schizzato ovunque, pulisco il motore che torna al colore originale blu metallizzato, rimettiamo in moto, diamo gas, il motore sale su di giri, mettiamo in rotta la prua, scrutiamo l’orizzonte e.. e.. e.. siamo già davanti alle bocche di porto. FINE
Miglia percorse 39 (miglia totali 466)
Ps. Un saluto a Giorgio Balich da cui ho tratto l’ottimo sistema di inserire giorno per giorno il numero delle miglia percorse in giornata ed il dato progressivo, ma specificando che essendo io un giovanotto alle prime armi, c’erano giorni che segnavo a sera il migliaggio, e giorni che pigramente lo dimenticavo, al che mi è toccato ricostruire tutto su google earth al rientro, e con il dovuto scotto quanto ad approssimazione! ..in effetti le miglia navigate hanno superato le 500, il log mi pare segnasse 511, ma capire dove fossero le miglia mancanti e ricostruire il tutto è impresa impossibile.. (chissà: forse in qualcuna delle navigazioni effettuate bordeggiando, dato che quando abbiamo trovato vento è stato pressoché sempre in prua?) La prossima crociera prometto d’esser più preciso.. promessa di marinaio.
di seguito le foto scattate ed offerte dal TANUKJ con i saluti di tutto l'equipaggio

Ci aspetta la classicissima traversata Cittanova-Caorle: la sveglia è puntata per le 0500, anzi le sveglie che data l’ora ne punto anche una seconda di rinforzo per le 0510, per andar a far uscita in Poljicia in tutta fretta e prenderci un po’ di brezza della notte.
In effetti siamo i primi a mollare gli ormeggi, è ancora buio ma purtroppo per noi il poliziotto nel gabbiotto nun ce sta: dorme? Scappato per un bisogno fisiologico improvviso? Assente ingiustificato? Sbuffo un po’ perché “adoro i piani ben riusciti” e non è il massimo svegliarsi alla buon ora e poi perdere 30 primi abbondanti trotterellando sul molo dogana che è quasi ancora notte, poi quando decido di lasciargli sotto la porta la crew list con un post-it di saluti attaccato sopra salta fuori il buon poncharello, proveniente da non si sa bene dove.
Timbro, firma, adios Hrvatska.
Usciamo in tutta fretta mentre un altro paio di barche mollano le cime dalla diga e ci mettiamo in mare decisi di regalarci l’ultimo straccino di brezza che la notte ci concede: faremo una bella oretta di vela con il vento al giardinetto, giusto per consumare in tutta calma una buona colazione nella luce dell’ultima alba gustata a bordo.
Non manco di filare in mare una lenza ma la ritiro senza artificiale dopo il tentativo inconsulto di allamare un peschereccio che taglia la nostra scia (o forse eravamo noi che tagliavamo la sua rotta?) Resta che avevamo la precedenza ma prendersela –taglio io, taglia tu- ha significato tagliare la lenza. Esperienza croata pessima per quanto riguarda le catture ittiche.. segnamo zero grammi di pesce salpato a bordo.
Diamo motore quando il sole è già cresciuto e senza vento procediamo veloci dritti verso la meta, bocca di porto di Caorle; ne approfittiamo piuttosto per rassettare e pulire la barca: mi dedico a vere e proprie pulizie di stagione, che sembravo la più indaffarata casalinga di Voghera a metter fuori i cuscini e batterli e dare aspirapolvere in ogni pertugio, poi tocca la cucina a Stefano ed il bagno ad Alfonso (ma poi la sentina, lavoro da speleologo, nuovamente a me).
Ci fermiamo solo per un bagno in alto mare, tanto per rinfrescare l’ascella, poi per un’altra sosta non prevista causa avaria non prevista nemmeno lei: il mio classico sesto senso mi dice con la solita vocina che non apro il vano motore da troppo tempo… apro, controllo e subito ordino di spegnere tutto, ferma tutto, motori stooooooooop.
Gli occhi mi cadono subito su un filetto femmina da cui manca qualcosa: un manicotto metallico, a sua volta debbo ritenere filettato, e che alla sua sommità “accoglieva” il tappo di rabbocco dell’olio. Prima c’era adesso non c’è più! Mistero.. in effetti guardo giù ed in fondo alla sentina trovo il manicotto suddetto, e pure il tappo poco più in là (e più in fondo), a sua volta pure lui svitato! Possono svitarsi due filetti profondi almeno 3cm l’uno
Riavvito il tutto, rabbocco l’olio che nel frattempo era schizzato ovunque, pulisco il motore che torna al colore originale blu metallizzato, rimettiamo in moto, diamo gas, il motore sale su di giri, mettiamo in rotta la prua, scrutiamo l’orizzonte e.. e.. e.. siamo già davanti alle bocche di porto. FINE
Miglia percorse 39 (miglia totali 466)
Ps. Un saluto a Giorgio Balich da cui ho tratto l’ottimo sistema di inserire giorno per giorno il numero delle miglia percorse in giornata ed il dato progressivo, ma specificando che essendo io un giovanotto alle prime armi, c’erano giorni che segnavo a sera il migliaggio, e giorni che pigramente lo dimenticavo, al che mi è toccato ricostruire tutto su google earth al rientro, e con il dovuto scotto quanto ad approssimazione! ..in effetti le miglia navigate hanno superato le 500, il log mi pare segnasse 511, ma capire dove fossero le miglia mancanti e ricostruire il tutto è impresa impossibile.. (chissà: forse in qualcuna delle navigazioni effettuate bordeggiando, dato che quando abbiamo trovato vento è stato pressoché sempre in prua?) La prossima crociera prometto d’esser più preciso.. promessa di marinaio.
di seguito le foto scattate ed offerte dal TANUKJ con i saluti di tutto l'equipaggio
giovedì 4 settembre 2008
diario di bordo di giorno 19!
Martedì 19 agosto 2008 – giorno 11
Sveglia alla 0830: unica tirata di sonno, potenza dell’ancoraggio alla ruota.
A bordo siamo tutti rallentatissimi come bradipi, anche i piatti della cena sono ancora da lavare e prima delle 1000 non si esce dalla baia di Soline, siamo una delle ultime barche a lasciarla, candidati al premio dei più pigri.
Ci mettiamo rigorosamente a motore per rotta esterna alle Brioni, che così non venga voglia a nessuno di proporre soste intermedie: la meta è Cittanova per fare le pratiche di uscita, sono un bel po’ di miglia, il vento non c’è e su tutto prevale la voglia di rivedere presto i miei cari (prometto che è l’ultima volta che mollo gli ormeggi senza di loro! ..promessa di marinaio ma pur sempre promessa!)
Pranzo a base di patate, ed una mega zuppona di patate lesse è quanto di meglio possa capitare al palato a bordo di una barca a vela in navigazione, rinforzate con uova sode e birra, quando siamo al traverso di Rovigno.
Da li sempre a motore per una traversata veramente senza storia, dritti dritti fino alla diga foranea di Cittanova dove giungiamo per le 17 in punto: ormeggio un po’ faticoso per via delle trappe molto corte e per la bassa marea, che richiede doti acrobatiche per affrontare la passerella; probabilmente per via dell’altissima stagione trovo l’ormeggio abbastanza rincarato, dal momento che ci chiedono 164kn per 9 metri di barca e 3 membri d’equipaggio, pari a euro 23,50 non pochi per passare appena una notte!
Anticipo la visita alla sempre gentile signora addetta presso la Capitaneria, che dalla mia ultima visita per il ponte del 25 aprile mi sorride riconoscendomi “nell’amico di Sergio Stojinic” (potenza dei rapporti velistici telematici transnazionali!), poi con Alfonso ci dedichiamo alla sciacquatura del tender e dopo averlo sgonfiato lo riponiamo a bordo, salutandolo si presume fino all’estate prossima. Poi bagno con lunghissima doccia sul molo mentre Stefano si cimenta in una partita di pallanuoto per il più classico dei derby Italia-Croazia. Telefonata di rito “al nostro uomo all’Havana” Sergio, che prontamente ci da appuntamento per la sera: coraggiosamente decidiamo di puntare al mitico “Giovanni” per una buona cena di commiato e mettiamo le gambe in spalla per affrontare la lunga camminata. Controllo sul Giorgiolano se presente il numero di telefono e poter prenotare ma non trovandolo non ci perdiamo d’animo ed affrontiamo ugualmente la fatica della lunga camminata. Decisione più deleteria non potevamo prendere, già che lo troviamo chiuso per riposo settimanale!!!! (ed ho già annotato di mio pugno sul Giorgiolano: “chiuso Martedì”)
Ritorniamo mestamente sui nostri passi e propongo di andare alla konoba “Tabasco”: la riporta il Giorgiolano senza tesserne gli elogi, ma ho buttato un occhio nel vicolo (chiamato se la mia solita memoria elefantiaca non fa cilecca “via dell’Ospedale”), dove è collocata, passando da li, ed il mio fiuto mi dice che vale la pena di provarla.
La bella proprietaria Jarka ci accoglie con modi gentili, un ottimo menù ed un sorriso che da solo vale un viaggio (l’ho definita la versione croata di Michelle Pfeiffer, quindi fate vobis..): troviamo subito l’accordo tra i commensali per un antipasto misto mare alla buzzara (cozze, scampi e canestrelli), poi altra entrèe a base di capesante gratinate, e poi piatto di linguine agli scampi per me, mentre Alfonso e Stefano optano per una spigola ai ferri con contorno di patate.
Tutto ottimo, per quanto mi riguarda trovata buona la buzzara (ma i canestrelli non sono pervenuti, dato che il mio vicino di piatto Stefano approfittando della mia canonica loquacità me li ha soffiati tutti), ottime le capesante benché non gratinate e di maniera il piatto di linguine.
Ci raggiunge nel frattempo anche il caro Sergio, che si dichiara a dieta e ci fa compagnia solo sorseggiando un bicchiere del buon bianco servito, e stringendo una tacita alleanza con il mio equipaggio dandomi da parlare per raccontar lui della crociera quasi conclusa, mentre i due felloni si davano da fare pescando sul fondo del piatto da portata gli ultimi canestrelli intatti.
Pagato in tutto 99 euro, per una cena complessivamente ottima e per un servizio superlativo (si mangia in strada in un vicolo molto romantico, su piccoli tavoli ben abbigliati sotto gli ombrelloni e con calde luci basse.. direi gran bel posto da equipaggio “misto”, e beninteso noialtri “solo maschioni” non è che fossimo ben integrati con il contesto!), compreso beveraggi e base musicale gentilmente offerta dalla languidissima voce di Petar Graso, che abbiamo appurato essere il cantante preferito di Jarka.
Miglia percorse 39 (miglia totali 427)
patata di bordo

raffreddamento patata

asciugatura libro bagnato

Ivan na Pucini

diga foranea con bassa marea (senza punti di sutura)

derby Italia-Croazia

canzone preferita da Jarka: "Petar Graso - Sta ti je svit"
Sveglia alla 0830: unica tirata di sonno, potenza dell’ancoraggio alla ruota.
A bordo siamo tutti rallentatissimi come bradipi, anche i piatti della cena sono ancora da lavare e prima delle 1000 non si esce dalla baia di Soline, siamo una delle ultime barche a lasciarla, candidati al premio dei più pigri.
Ci mettiamo rigorosamente a motore per rotta esterna alle Brioni, che così non venga voglia a nessuno di proporre soste intermedie: la meta è Cittanova per fare le pratiche di uscita, sono un bel po’ di miglia, il vento non c’è e su tutto prevale la voglia di rivedere presto i miei cari (prometto che è l’ultima volta che mollo gli ormeggi senza di loro! ..promessa di marinaio ma pur sempre promessa!)
Pranzo a base di patate, ed una mega zuppona di patate lesse è quanto di meglio possa capitare al palato a bordo di una barca a vela in navigazione, rinforzate con uova sode e birra, quando siamo al traverso di Rovigno.
Da li sempre a motore per una traversata veramente senza storia, dritti dritti fino alla diga foranea di Cittanova dove giungiamo per le 17 in punto: ormeggio un po’ faticoso per via delle trappe molto corte e per la bassa marea, che richiede doti acrobatiche per affrontare la passerella; probabilmente per via dell’altissima stagione trovo l’ormeggio abbastanza rincarato, dal momento che ci chiedono 164kn per 9 metri di barca e 3 membri d’equipaggio, pari a euro 23,50 non pochi per passare appena una notte!
Anticipo la visita alla sempre gentile signora addetta presso la Capitaneria, che dalla mia ultima visita per il ponte del 25 aprile mi sorride riconoscendomi “nell’amico di Sergio Stojinic” (potenza dei rapporti velistici telematici transnazionali!), poi con Alfonso ci dedichiamo alla sciacquatura del tender e dopo averlo sgonfiato lo riponiamo a bordo, salutandolo si presume fino all’estate prossima. Poi bagno con lunghissima doccia sul molo mentre Stefano si cimenta in una partita di pallanuoto per il più classico dei derby Italia-Croazia. Telefonata di rito “al nostro uomo all’Havana” Sergio, che prontamente ci da appuntamento per la sera: coraggiosamente decidiamo di puntare al mitico “Giovanni” per una buona cena di commiato e mettiamo le gambe in spalla per affrontare la lunga camminata. Controllo sul Giorgiolano se presente il numero di telefono e poter prenotare ma non trovandolo non ci perdiamo d’animo ed affrontiamo ugualmente la fatica della lunga camminata. Decisione più deleteria non potevamo prendere, già che lo troviamo chiuso per riposo settimanale!!!! (ed ho già annotato di mio pugno sul Giorgiolano: “chiuso Martedì”)
Ritorniamo mestamente sui nostri passi e propongo di andare alla konoba “Tabasco”: la riporta il Giorgiolano senza tesserne gli elogi, ma ho buttato un occhio nel vicolo (chiamato se la mia solita memoria elefantiaca non fa cilecca “via dell’Ospedale”), dove è collocata, passando da li, ed il mio fiuto mi dice che vale la pena di provarla.
La bella proprietaria Jarka ci accoglie con modi gentili, un ottimo menù ed un sorriso che da solo vale un viaggio (l’ho definita la versione croata di Michelle Pfeiffer, quindi fate vobis..): troviamo subito l’accordo tra i commensali per un antipasto misto mare alla buzzara (cozze, scampi e canestrelli), poi altra entrèe a base di capesante gratinate, e poi piatto di linguine agli scampi per me, mentre Alfonso e Stefano optano per una spigola ai ferri con contorno di patate.
Tutto ottimo, per quanto mi riguarda trovata buona la buzzara (ma i canestrelli non sono pervenuti, dato che il mio vicino di piatto Stefano approfittando della mia canonica loquacità me li ha soffiati tutti), ottime le capesante benché non gratinate e di maniera il piatto di linguine.
Ci raggiunge nel frattempo anche il caro Sergio, che si dichiara a dieta e ci fa compagnia solo sorseggiando un bicchiere del buon bianco servito, e stringendo una tacita alleanza con il mio equipaggio dandomi da parlare per raccontar lui della crociera quasi conclusa, mentre i due felloni si davano da fare pescando sul fondo del piatto da portata gli ultimi canestrelli intatti.
Pagato in tutto 99 euro, per una cena complessivamente ottima e per un servizio superlativo (si mangia in strada in un vicolo molto romantico, su piccoli tavoli ben abbigliati sotto gli ombrelloni e con calde luci basse.. direi gran bel posto da equipaggio “misto”, e beninteso noialtri “solo maschioni” non è che fossimo ben integrati con il contesto!), compreso beveraggi e base musicale gentilmente offerta dalla languidissima voce di Petar Graso, che abbiamo appurato essere il cantante preferito di Jarka.
Miglia percorse 39 (miglia totali 427)
patata di bordo
raffreddamento patata
asciugatura libro bagnato
Ivan na Pucini
diga foranea con bassa marea (senza punti di sutura)
derby Italia-Croazia
canzone preferita da Jarka: "Petar Graso - Sta ti je svit"
mercoledì 3 settembre 2008
pant pant.. il diario della crociera volge al termine
Lunedì 18 agosto 2008 – giorno 10
Quarnaro. Per rotta 270°. A motore. Su un mare che pare olio.
Noi che sognavamo la bora, da prendere sulla poppa uscendo da Ustrine, invece giornata serena, tiepida, luminosa, ma specialmente dannatamente senza vento.
Non resta che rilassarsi sperando che un po’ di vento entri più in là, magari dopo il faro di Porer, ed io mi piazzo a scrivere diario cosce all’aria per preservare la medicazione ginecologica che mi è stata prestata dopo il bagno mattutino: scivolone sullo specchio di poppa e graffio contro lo spigolo tagliente del cancelletto del balcone posteriore aperto all'uopo, graffio capitato proprio laddove non arriva mai il sole.. Rischi del mestiere si direbbe, ma non ne sono certissimo!
Al solito il Topkapi ed il suo equipaggio si distinguono in originalità: all’andata vedevamo sulla nostra sinistra la processione di barche che ridiscendeva il Quarnaro per la rotta classica su Unjie, e noi per fatti nostri su altra rotta, e idem adesso, unici su rotta per Ovest pieno, con la solita colonna di barche intruppate sulla direttissima Unjie-Porer, e sempre sotto il nostro controllo visivo, alla nostra sinistra. Solo un bel HR 351 ci sopraggiunge e ci supera, con il suo maestoso incedere, ma manco a dirlo andando più a motore di noi!
Al traverso di capo Promontore entra il vento, come previsto o quasi, nel senso che arriva da NW quindi sul muso, e vediamo di fare il punto della situazione: abbiamo passato il golfo più speditamente del previsto, quindi tra le diverse opzioni possibili scegliamo quella che prevede un pranzo veloce a bordo (c’è l’ultimo barattolo dell’ottimo sugo al basilico della mamma di Alfonso che chiede d’essere giustiziato entro la fine della crociera) per poter quindi goderci un pomeriggio di vela, risalendo di bolina la costa istriana fino a Val Cagoia, nostra meta serale. Ci sfiora per un attimo l’idea di continuare a far miglia fino a Rovigno, magari aiutandoci a motore, e guadagnare anche un giorno intero sul rientro per riabbracciare prima i nostri cari, che a casa ci aspettano, ma in un eccesso di egoismo scacciamo subito la vocina della coscienza e decidiamo di spegnere il motore!
Bordi meravigliosi a vela in bolina stretta, con la barca che sfiora più di una volta i 7 nodi, e con l’uomo a prua a chieder acqua negli incroci mure a dritta con le tante barche in mare. Finita la nostra quotidiana regatina semi-privata, diamo fondo verso le 17, sufficientemente appagati d’aver dato sfogo alle velleità veliche. Stefano e Alfonso decidono coraggiosamente per un escursione in tender fino al Marina ACI di Veruna mentre io fingo di restare a bordo per far da guardiano alla barca ma in realtà preferisco solo riposare: dopo una settimana abbondante di crociera, che ci siamo certo rigirati i pollici in banchina, la stanchezza inizia a farsi sentire e decido per starmene un po’ a pisolare a prua fingendo di leggere, “stile biondina di bordo”, ed un po’ in pozzetto all’ombra dopo una bella doccia rinfrescante, con tanto di morbido cuscino rubato in dinette a farmi da conforto.
Alle 20 passate, realizzo che dei due prodi vogatori non si hanno ancora notizie, e non hanno portato dietro nemmeno il walkie-talkie: quando inizio quasi a preoccuparmi scruto l’orizzonte e li vedo spuntare dal promontorio che chiude la nostra baia ignominiosamente al traino, pensate un po’, di un piccolo catamarano da spiaggia con motore fuoribordo fissato sulla traversa di prua! Che pessima figura.. (i due si giustificheranno dicendo che il traino è stato offerto loro spontaneamente dalla coppia di germanici del cat, ed ho ribattuto che allora dovevano proprio offrire uno spettacolo penoso!)
Come se non bastasse, una volta a bordo hanno anche il coraggio di protestare sul fatto che la cena non fosse ancora pronta ed io allora mi metto ai fornelli per vendicarmi immediatamente, preparando tutto in un batter d’occhio (frittata e risotto pronto knorr) ma servendo una cenetta salata che più di così non era umanamente possibile: è stato del tutto involontario, beninteso, dovuto più alla mia svogliatezza e distrazione, ma è risultato il peggior pasto della crociera e me ne sono dovuto assumere la paternità e tutte le responsabilità del caso! Al limite dell'immangibile, anche con il risotto alla zucca diluito nel piatto con acqua minerale per trasformarlo in minestra.
Maledetta stanchezza che le ho lasciato prendere il sopravvento: con lo stesso umore me ne vado a nanna e penso tra me e me che se la crociera durasse tanto ancora e non soltanto altre 48 ore, essendo venuto meno lo spirito e la voglia di avventura, e di scoperta e di invenzione, mi sentirei a forte rischio di assuefazione. Forse non era stanchezza, ma quel piacevole torpore che ci pervade quando si sta bene, appagati di quello che si è ricevuto.
Buona notte.
Miglia percorse 39 (miglia totali 388)
i Fari del Quarnaro (a motore)
Quarnaro. Per rotta 270°. A motore. Su un mare che pare olio.
Noi che sognavamo la bora, da prendere sulla poppa uscendo da Ustrine, invece giornata serena, tiepida, luminosa, ma specialmente dannatamente senza vento.
Non resta che rilassarsi sperando che un po’ di vento entri più in là, magari dopo il faro di Porer, ed io mi piazzo a scrivere diario cosce all’aria per preservare la medicazione ginecologica che mi è stata prestata dopo il bagno mattutino: scivolone sullo specchio di poppa e graffio contro lo spigolo tagliente del cancelletto del balcone posteriore aperto all'uopo, graffio capitato proprio laddove non arriva mai il sole.. Rischi del mestiere si direbbe, ma non ne sono certissimo!
Al solito il Topkapi ed il suo equipaggio si distinguono in originalità: all’andata vedevamo sulla nostra sinistra la processione di barche che ridiscendeva il Quarnaro per la rotta classica su Unjie, e noi per fatti nostri su altra rotta, e idem adesso, unici su rotta per Ovest pieno, con la solita colonna di barche intruppate sulla direttissima Unjie-Porer, e sempre sotto il nostro controllo visivo, alla nostra sinistra. Solo un bel HR 351 ci sopraggiunge e ci supera, con il suo maestoso incedere, ma manco a dirlo andando più a motore di noi!
Al traverso di capo Promontore entra il vento, come previsto o quasi, nel senso che arriva da NW quindi sul muso, e vediamo di fare il punto della situazione: abbiamo passato il golfo più speditamente del previsto, quindi tra le diverse opzioni possibili scegliamo quella che prevede un pranzo veloce a bordo (c’è l’ultimo barattolo dell’ottimo sugo al basilico della mamma di Alfonso che chiede d’essere giustiziato entro la fine della crociera) per poter quindi goderci un pomeriggio di vela, risalendo di bolina la costa istriana fino a Val Cagoia, nostra meta serale. Ci sfiora per un attimo l’idea di continuare a far miglia fino a Rovigno, magari aiutandoci a motore, e guadagnare anche un giorno intero sul rientro per riabbracciare prima i nostri cari, che a casa ci aspettano, ma in un eccesso di egoismo scacciamo subito la vocina della coscienza e decidiamo di spegnere il motore!
Bordi meravigliosi a vela in bolina stretta, con la barca che sfiora più di una volta i 7 nodi, e con l’uomo a prua a chieder acqua negli incroci mure a dritta con le tante barche in mare. Finita la nostra quotidiana regatina semi-privata, diamo fondo verso le 17, sufficientemente appagati d’aver dato sfogo alle velleità veliche. Stefano e Alfonso decidono coraggiosamente per un escursione in tender fino al Marina ACI di Veruna mentre io fingo di restare a bordo per far da guardiano alla barca ma in realtà preferisco solo riposare: dopo una settimana abbondante di crociera, che ci siamo certo rigirati i pollici in banchina, la stanchezza inizia a farsi sentire e decido per starmene un po’ a pisolare a prua fingendo di leggere, “stile biondina di bordo”, ed un po’ in pozzetto all’ombra dopo una bella doccia rinfrescante, con tanto di morbido cuscino rubato in dinette a farmi da conforto.
Alle 20 passate, realizzo che dei due prodi vogatori non si hanno ancora notizie, e non hanno portato dietro nemmeno il walkie-talkie: quando inizio quasi a preoccuparmi scruto l’orizzonte e li vedo spuntare dal promontorio che chiude la nostra baia ignominiosamente al traino, pensate un po’, di un piccolo catamarano da spiaggia con motore fuoribordo fissato sulla traversa di prua! Che pessima figura.. (i due si giustificheranno dicendo che il traino è stato offerto loro spontaneamente dalla coppia di germanici del cat, ed ho ribattuto che allora dovevano proprio offrire uno spettacolo penoso!)
Come se non bastasse, una volta a bordo hanno anche il coraggio di protestare sul fatto che la cena non fosse ancora pronta ed io allora mi metto ai fornelli per vendicarmi immediatamente, preparando tutto in un batter d’occhio (frittata e risotto pronto knorr) ma servendo una cenetta salata che più di così non era umanamente possibile: è stato del tutto involontario, beninteso, dovuto più alla mia svogliatezza e distrazione, ma è risultato il peggior pasto della crociera e me ne sono dovuto assumere la paternità e tutte le responsabilità del caso! Al limite dell'immangibile, anche con il risotto alla zucca diluito nel piatto con acqua minerale per trasformarlo in minestra.
Maledetta stanchezza che le ho lasciato prendere il sopravvento: con lo stesso umore me ne vado a nanna e penso tra me e me che se la crociera durasse tanto ancora e non soltanto altre 48 ore, essendo venuto meno lo spirito e la voglia di avventura, e di scoperta e di invenzione, mi sentirei a forte rischio di assuefazione. Forse non era stanchezza, ma quel piacevole torpore che ci pervade quando si sta bene, appagati di quello che si è ricevuto.
Buona notte.
Miglia percorse 39 (miglia totali 388)
i Fari del Quarnaro (a motore)
notte a baia Soline (Veruda): bagno del "Sirenetto di bordo" e tramonto
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