"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)
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venerdì 17 dicembre 2010

play Maps

un bel giochino realizzato con le API di maps... tutt'altro che "lavorabile" on board, ma interessante per trascorrerci qualche quarto d'ora davanti al pc, magari d'inverno sognando tante nuove mete estive............  una carta nautica base raster navigabile con gli strumenti di google Maps, e visualizzabile assieme all''immagine satellitare sovrapposta su più livelli di trasparenza!

qui il (difficilissimo) link: http://web-ais.geogarage.com/view_ships/last_position?carto=yachtua&lat=42.5995982130586&lon=10.07171630859375&zoom=9



ps.
e se qualche anima pia più capace di me ne sapesse estrapolare il codice........ magari ce lo incapsuliamo sui blogghe, che ne dite?  ;-))

venerdì 5 novembre 2010

Impianto elettrico Primario e Batterie, Atto 4 (l'autoimmunizzazione)

Ci siamo lasciati l'altro giorno con la promessa di dedicare un capitolo a sè alla previsione di intervento "lato solare", ed in effetti l'argomento è talmente vasto che mi pareva d'obbligo affrontarlo su un pezzo a sè stante, ma nella realtà dei fatti non è che ci sia molto da dire oltre quanto non sia stato già detto, senza la certezza di dire le stesse cose (e meno bene, vista la mia esperienza in materia assolutamente basic! cfr. gli articoli monografici di Roberto Minoia).

Del solare (cfr. "fotovoltaico") non si può dire che bene ed anzi nel clima di crisi energetica ed ambientale a livello mondiale, dirne bene è quasi diventato un obbligo morale, "per rispetto delle generazioni future" viene spesso ripetuto, ma sinceramente senza smuovere proclami epocali e lanciare anatemi energetici di rango assolutistico, ma rimanendo fermi alla nostra esigenza minima d'avere appena appena un pò più di corrente a bordo ed il prosecco sempre fresco in frigo, mi limiterò soltanto a ribadire le nostre intenzioni, motivandole, illustrando mooooooolto brevemente l'installazione che faremo (banale. anzi banalmente da altri ricopiata!), piuttosto soffermandomi sul reale punto di forza di un impianto fotovoltaico che resta a mio modo di vedere la flessibilità, intendendo ciascun elemento fotovoltaico come un modulo potenzialmente ripetibile senza fine, se non il limite stabilito dallo spazio concesso all'installazione dei moduli stessi. 

Per questa ragione dirò molto velocemente quello che porteremo a bordo a nostro beneficio elettrico: un pannello policristallino marca Kyocera da 85 watt, che ***dovrebbe*** garantire, installato lateralmente alla draglia, "volante" per poter essere spostato da una murata all'altra in base alla posizione del sole ed all'inclinazione della barca in navigazione, -e ovviamente "in media",- 35-40 Ah al giorno.
 

mercoledì 3 novembre 2010

Impianto elettrico Primario e Batterie, Atto 3 (la terapia)

Breve riassunto delle puntate precedenti:

atto 1, l'ANAMNESI 
(ovvero: "Houston... abbiamo un problema..")
atto 2, VISITA & DIAGNOSI
(ovvero: "kiamave un tottttòveeee..kiamave un tottttòveeee..")

Una volta acquisite tutte le informazioni preliminari del caso e "subìto" il primo responso diagnostico con relativo preventivo di spesa, diciamo che ci eravamo lasciati, prendoci una pausa decompressiva per capire esattamente la strada migliore da seguire, che fosse percorribile economicamente parlando ma che anche desse un minimo risultato!

La "sostenibilità economica" del progetto non può evidentemente essere raggirata, i problemi evidenziati vanno risolti con conseguente onere di spesa, ma le volontà anzi i desideri di up-grading vanno aggiustati da bene e condizionati onde renderli fattibili, altrimenti i progetti rischiano di restar tali, dunque le riflessioni che abbiamo fatto sono di due ordini diversi:

1) no agli sprechi: si impone dunque un ferreo riciclaggio di tutti i componenti dell'impianto integri, in questa fase anche quelli meno "desiderabili" purché funzionanti
2) no al superfluo: si impone un'attenta analisi dei bisogni effettivi di barca in assetto da crociera ed equipaggio, onde evitare acquisti in eccesso
3) si alla flessibilità: nel tempo, attraverso una pianificazione degli interventi differita nel tempo su più step di avanzamento, e nello spazio, attraverso una diversificazione degli "investimenti" già a partire dalla scelta delle possibili fonte energetiche.


lunedì 25 ottobre 2010

Impianto elettrico Primario e Batterie, Atto 2 (visita & diagnosi)

O per meglio dire lE visitE, due e ricevute a domicilio, e non certo dal medico della mutua



quanto invece dal bravo elettrauto di fiducia, indicato dalla nostra gemellina vicina di ormeggio Gs39 "Tawhiri", che dalle sue mani è già passata per un potenziamento degli impianti elettrici di bordo quasi "da manuale".

Questi i responsi Diagnostici, in ordine ai nostri problemi di "tensione" ed alle nostre ambizioni di up-grade in chiave radaiola (poi via alle critiche in commento, mi raccomando ragazzi!):

- delle due batterie di bordo, due gemelle in acido libero sigillate marca BOSCH da 100 Ah, la più vecchia, se di vecchia si può parlare avendo appena 15 mesi, risulta kaputt, difettosa all'origine a quanto è lecito supporre: espone tra 9 e 10 volt e mezzo e non si salva (c'avessimo solo avuto uno straccio di scontrino fiscale o fattura ce la si faceva buona in garanzia, peccato!);

- la seconda, imbarcata in luglio poco prima di lasciare Fiumicino è invece evidentemente ok;

- analogamente a quanto accade su "Tawhiri" l'ipotesi di potenziare il parco batterie con una terza unità, separando possibilmente il trio di accumulatori su due banchi separati per motore e servizi, è percorribile, anzi mentre "Tawhiri" ha la terza batteria extra inbucata in un vano semisegreto sotto il carteggio (stava la prima ancora che la barca arrivasse a Caorle sotto le cure del nostro comune tecnico, avendo già ricevuto il potenziamento in epoca e dalla proprietà precedente), da una veloce misura del vano stagno al di sotto della seduta del carteggio, che ospita le due attuali batterie, è verificata la possibilità di aggiungervi anche la terza al piano di sotto, a livello inferiore dunque poco sopra la sentina, orientata prua-poppa, e come del resto indicato sul manuale del proprietario (che indica il Gs39 come fornito all'origine con due batterie standard, più una terza "opzionale"), ed anzi le misure dello spazio sono quelle tipiche di un banco standard da 100 Ah: lungh. 350 mm, largh. 175 mm, altezza 230 mm (insomma in Del Pardo le misure le prendevano bene prima di tagliare i pannelli di teak..)

........resta da capire dunque il "tipo" di batteria da imbarcare... e qui tutti i discorsi fatti per via epistolare con il nostro amico esperto e di cui è già stata lasciata traccia , tornano in auge, accoppiati adesso -ovviamente- a tante cifre con il simbolo dell'euro appiccicato in calce: come da preventivo sommario per una batteria da un centinaio di ampere/ora, di ultima generazione con tecnologia AGM, servono a spanne 300 eurozzi; in ossequio a quanto indicato in precedenza dal nostro amico si potrebbe rischiare e comperare UNA sola Agm da 90Ah in luogo di DUE acido libero spendendo infine un pò meno, ottenendo una resa non dissimile, e caricando anche meno peso a bordo, ma a detta dell'installatore questa opzione sebbene "intelligente" (si capisce che cambiando tutte le batterie di bordo, magari passando a 3 unità, e scegliendo tutte AGM come ha fatto "Tawhiri", il discorso sarebbe scevro da ogni rischio, ma anche il conto diventerebbe assai salato!) andrebbe ugualmente a scontrarsi con il nostro caricabatterie da banchina, di non meglio definita marca e modello ancorché recente (< 5 anni), e potenza nominale di carica di 25A, che a detta del tecnico risulterebbe "piccolo" e specialmente inadeguato quanto a tecnologia di ricarica, per ottenere il meglio dalle AGM: poca capacità di ricarica, in questo caso solo il 12% dell'ammontare degli accumulatori, significa che una sola notte in banchina durante la crociera potrebbe non essere sufficiente a riportare le batterie provate dall'uso intenso a pieno regime di carica; la mancanza di certezze circa l'algoritmo di ricarica rischia di rendere al tempo stesso vano l'investimento economico sulle batterie AGM, giustificabile oltre tutto in ragione della loro PRESUNTA durata nel tempo solo con un "uso" attento nei cicli di scarica e specialmente ricarica elettronicamente gestita e controllata


- la richiesta di un preventivo per un caricabatterie "evoluto" ci fa desistere, infine, da ogni ulteriore approfondimento: un oggetto adatto alle nostre esigenze, con metodo di carica a 3 stadi ("bulk" a corrente costante / "absorption" a tensione costante / float o "di mantenimento", senza rischi di sovraccarico), tipo un oggettino come questo ritratto appresso senza andare lontani (Mastervolt Chargemaster da 50A) ci viene proposto dal tecnico a costo francamente eccessivo per le nostre umili risorse (600 euriiiiiiiii, porrrrrr@à##!£$%&!!!) e ci spinge ineluttabilmente in una specie di fase REM, di indugio che tende al semi-ripensamento, al punto che urge insomma una pausa di riflessione e decompressione (se non si vuole propendere immediatamente alla Opzione Zero, e non ne facciamo un bel nulla!)



(ed in più, in questo caso, anche la seconda -o terza- batteria, cioè quella ancora attualmente integra con soltanto una crociera estiva a carico, andrebbe a sua volta sostituita, perché l'adesione alla tecnologia AGM, un pò come tutte le filosofie moderne ed un pò new age, impone una scelta di tipo assoluto, con l'obbligo della sostituzione integrale anche della batteria integra, il che ci è parso un tantino talebano come comportamento.. visto che sarebbero 200 euro ancora sprecate e mandate in fondo al mare.. anzi no li no, che inquinano!)

Conclusione dell'atto 2: ATTENDERE PREGO.  
(notare fumo che esce dalle orecchie, please..)

..to be continued.........

mercoledì 20 ottobre 2010

Impianto elettrico Primario e Batterie, Atto 1 (l'anamnesi)

...botta e risposta con l' (amico) esperto!

IL QUESITO:

ciao e buongiorno carissimo,
ti scrivo perché ho un problema di batterie... discutendo mi avevi lasciato anche il tuo email personale del lavoro e lasciato la disponibilità anche a fornirmi assistenza, oltre che il "materiale", ed adesso che ho qualche noia "elettrica" ho pensato di scriverti......... come avrai forse letto sul forum ho preso la barca nuova, un Grand Soleil 39, e già mi pareva mal dotata a livello di batterie, ma adesso ho anche scoperto che sono messo ancora peggio..

martedì 11 agosto 2009

appunti (di manutenzione)

niente appunti di viaggio stavolta, ma chi viaggia corre dietro alle manutenzioni anche.. ;-)

Charlie2 tornerà a vivere. questo è assodato.
smuovendo tutti i mezzi telematici e non, amici vicini e lontani ci hanno dato i contatti giusti, e da uno di questi c'abbiamo già ricevuto un bel pistone nuovo, completo, motore, cuscinetto esploso, attuatore e tutto il resto, insomma del vecchio faremo ricambi!

ma siccome che siamo sfigati con il pilota, e questo è il secondo, dopo che il primo manco si potè aggiustare, mi segno qui per non perdermeli i contatti di tutti gli operatori del settore "antiquariato Raymarine" ..!

PAINE (Rimini) 0541-21629
PIEMME Marine (Ravenna) 0544-531713
EQUIPE SERVICE (Milano) 02-45491840
Ezio BARBIERI (Grado c/o marina Julia) 335-5239477

martedì 29 luglio 2008

pilota okkei!!!

un amico (e ne ho interpellati tanti che una parola di conforto/confronto in più non guasta mai!) mi fa notare che "le polarità non possono essersi invertite da sole"...

e ieri ho fatto prove, ed anche ripensando a questa considerazione ho avuto il colpo di genio ed ho risolto tutto..thò che vi spiego...ho collegato il pilota alla batteria dell'auto, inventandomi una presa volante con i cavi da batteria ed un pezzo di risulta da un portalampade, con due fili dall'altra parte liberi d'essere incocciati sui morsetti
metto il pistone in mano a mio figlio in piedi davanti al cofano aperto e attacco la corrente: funziona da "sinistro", cioè pigio -10 gradi e lui spinge in fuori il pistone, e viceversa se pigio +10 o +1 tira dentro il pistone (come dire che manderebbe la barra del timone verso destra ==> prua a sinistra) ..non va bene.
conscio di non far danni, secondo quel che mi diceva il tecnico della DECKmarine inverto le polarità sui morsetti e zacchete, il pilota è muto, non prende corrente!
rimetto come prima e lui s'accende, con funzionamento da "montaggio a sinistra": è chiaro che ci hanno messo un diodo sul circuito che blocca la corrente se questa entra a polarità invertita, ed è cosa buona e giusta per salvaguardare il circuito!
il tecnico della Deck mi ha detto una verità parziale: il SINTOMO è quello tipico di un pilota montato rovescio, la TERAPIA è sbagliata perché invertendo la polarità il circuito non prende corrente... ergo: il problema è sulla vite di settaggio per il montaggio destro/sinistro.. e se la vite non dice niente, e girandola non commuta su un bel niente il problema sta li!
"dovrebbe" comandare un qualche switch che commuta sulla polarità a valle del diodo di sicurezza, ma nel mio caso non commuta un bel niente..
chiudo l'auto ritorno in casa e apro a tavolino il pilota e vedo subito che il comando di cui trattasi è andato: la vite è in realtà solo la testa di un pernino di skifosissima plastica collegato sotto mediante una lenzettina sottile alla testa di una switch che funziona a rotazione, con la limettina che dovrebbe entrare nella tacca per permettere la rotazione dello switch dall'esterno, ma è talmente sottile (e vecchia) che è divelta e non fa forza alcuna..
la tolgo via che è già mezza spezzata e commuto sullo switch manualmente, con un giravite piccino.. trepidante....
rimonto richiudo riprovo al cofano dell'auto et voilà, il pilota adesso va, e va con settaggi da montaggio sulla dritta!!! :-))) VACANZA SALVA

lunedì 28 luglio 2008

autopilota kappaò..

dopo l'allagamento del caro vecchio Autohelm 1000 (riposi in pace amen!), abbiam comprato questo bestione qui.. con grandi aspettative, dato che andrebbe per barche fino a 13metri!




installato.. niente non vuol saperne di funzionare!!! ..gli dai il comando, e lui ti fa girare bello che in tondo la barca: mette il timone alla banda e via a fare girotondo! :-((
- verificato l'installazione: prese e riprese le misure, comprato placchetta di rialzo, presi raccordi in ottone per porre il pistone esattamente orizzontale.. NIX
- verificata la presenza di masse metalliche: sposta la bombola, sposta l'unità con la bussola, risposta la bombola.. NIX
..sentita "radio banchina".. si potrebbe aprire per vedere che la bussola lavori bene e specialmente libera di ruotare, ma più probabilmente è un fatto legato all'installazione sul lato dx della barca
- verificato che la rotella posteriore sia sulla posizione STARBOARD.. passato su PORTHAND.. nix.. nix de nix!!! (come lo metti metti questo fa sempre il suo dannato Credo!)

finalmente stamattina mi armo di coraggio e buona volontà e decido di chiamare direttamente l'assistenza Raymarine/Deckmarine a Milano: "radio banchina" ne dice peste e corna, che nemmeno rispondo al telefono e che si guardano bene dal dare indicazioni, consigli e suggerimenti di sorta (per non sbagliare mi doto anche di indirizzi supplementari in zona.. mi nominano la tal MICROSIGMA a Lignano, poi trovo in rete l'assistenza ufficiale Ray più vicina proprio a S.Margherita: MARINE RADIO BOAT SERVICEV. Pigafetta, 12/A tel: 0421 260422cell: 337 493034 - 329 4199694 fax: 0421 269007 Sig. Boatto, Sig. Celeghin)

..ma alla fine, il tal tecnico della Deck (mail : support@deckmarine.it tel. Uff. tecnico 02-52539439) mi da al telefono (UDITE UDITE) la ricetta giusta!!!
"ci sono da invertre i poli, al 99,9% è questo"
io non l'avrei mai fatto, anche per il timore di far danni al circuito elettrico (Giorgio di "Boiled fish" da buon elettronico mi aveva intimato di farlo!), e m'ero limitato a rigirare la vitina posteriore dell'unità centrale, espressamente preposta ad invertire la polarità.. invece il Tecnico mi dice di lasciar perdere la vite che il più delle volte non funziona e che debbo invece lavorare sulla polarità, che quello è l'input che arriva al circuito per dargli il consenso a lavorare sul lato di dritta della barca anziché sull'altro! ..e quando il consenso arriva "riverso" ecco che lui prende quel dannato comportamento "da matto": a tutta banda e via con i girotondi!

il pross we intervengo sui fili, ma prima di incrociare la polarità incrocerò tutte le dita che mi ritrovo, incluse quelle dei piedi