"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)
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martedì 21 dicembre 2010

in crociera da Babbo Natale

Per tutti gli amanti delle navigazioni nordiche e di quell'ambiente unico.. tra cui (se non s'era capito già!) mi annovero!



Aurora Borealis timelapse HD - Tromsø 2010 from Tor Even Mathisen on Vimeo.


natura incontaminata, spazi enormi, immutabile quiete, una incredibile scuola letteraria contemporanea di "giallisti" ed una mirabile attenzione e tensione diffusa e spesa nazionale per la cultura che non ha eguali altrove al mondo; un'infinità di isole fiordi ed ancoraggi in mare, pesce fresco a tavola e belle donne a terra.. ma se non è il PARADISO!?!!


questa è l'isola di Orust, circa 50 km più a nord di Goteborg: tanto per gradire sede di alcuni semi-sconosciuti cantieri navali (Hallberg Rassy, Sweden yachts, Najad, Malo yachts.. giusto per citare quelli "meno" sconosciuti!)




Segnalazione quindi di un pdf reperito in rete molto molto ma molto carino, sfortunatamente non si può nè stampare nè scaricare (ma vedete che malfidati gli autori!):

http://it.calameo.com/read/000010254f52c6f4be622

C'è il resoconto di una crociera in acque svedesi portata a termine da velisti -nientepopò di meno- roveretani nel 2007, corredato da tante informazioni di viaggio, dati utili, e specialmente tanti bei bozzetti e disegni e acquerelli che ne fanno farebbero uno splendido portolano in stile Mancini versione baltica.. io lo trovo davvero ben fatto, e -visto che si approssimano le feste natalizie- lo segnalo ben volentieri, venisse utile per chi avesse avuto l'idea di andare a trovare Babbo Natale in barca a vela......




buon viaggio e buon Natale!

EDIT..........direttamente da Ellos: pubblichiamo la foto dell'ultima delizia del Nord, i 20 mt dell' H.R. 64 appena varata nel freddo e bianco inverno scandinavo.....

sabato 4 dicembre 2010

Rassegna stampa in remoto


(da un tavolino della migliore pasticceria di Ragusa)
..e comunque questa è malattia: vabbè il fascino irresistibile delle russe,ma fare il provolone con le hostess è veramente puerile (cribbio)!! Secondo me si è anche fatto portare con la manina a vedere la cabina di pilotaggio in volo, e fatto firmare il diplomino del battesimo del volo, con annessa caramellina all'arancia...

domenica 28 novembre 2010

Italiani apprezzati all'estero

Mica solo "pizza & mafia" o "bunga bunga Nation" ..per fortuna c'è ancora qualcuno che in terra straniera rappresenta in pieno il nostro proverbiale saper fare.
il "Made in Italy" nella nautica: Solaris 60 by Serigi  a  BOOT  2010, Düsseldorf

domenica 21 novembre 2010

pronti su via, ARC !!!

post dedicato all' ARC-Atlantic Rally for Cruisers, in partenza proprio quest'oggi con rotta classica da Las Palmas - Gran Canaria a Rodney Bay, St Lucia (2,700 miglia circa, miglio più miglio meno..), e che dovrebbe vedere tra gli iscritti anche qualche amico e conoscente, e amico degli amici e dei conoscenti, a cui va il ns. più sincero: in Culo alla Balena!


Sicuramente iscritto e pronto a scattare svelto al via ci sarà il Gs 50 "Nibani", attrezzatissimo allenatissimo organizzatissimo & programmatissimo, in tutto e per tutto, e di cui alleghiamo il video di navigazione del primo assaggio autunnale d'oceano, da Gibilterra a Las Palmas:






Di pari passo, non sono certo se formalmente iscritto al rally o meno, ma certamente non meno organizzato&attrezzato di "Nibani", dovrebbe iniziare la traversata con rotta sui Caraibi anche il Wauquiez Centurion 45s (full optional&gadget) "Downunder" di Marco (a bordo del quale potrebbe anche starci "in traversata", pure una nostra cara amica veneto-sicula..)



















 ciò detto: BUON  VENTO Oceanico, Gente!




Noi resteremo, ovviamente, in casa a seguirli via AIS o messaggi su forum e blog, con i piedi sulla stufa e logicamente covando nel nostro cuoricino infreddolito tutta la più malcelata invidia nei loro confronti, ma fermamente coscienti e decisi, che la Nostra traversata quando ci sarà -e ci sarà, ne siamo certi e statene certi che *ci sarà*-, assomiglierà più a quella fatta da questa truppa di sciamannati oceanici qui appresso, senza nè rally nè gadget.......... B(uona) V(isione) !   ;-)

lunedì 2 agosto 2010

In attesa di nuove albe

E di scirocco, possibilmente.
Per ora rientrati tra monti (e fa fresco) ed avere la barca ad una notte di treno mi fa star malissimo!
Occhio al meteo comunque, e pronti per il lancio, invito a bordo aperto a chiunque..

Nell'attesa godetevi l'intera prima parte del viaggio su Youposition:
le prime due settimane di crociera... caldo, sole, mare splendido, poco vento..
..poi la settimana in villaggio turistico/cantiere navale in Sicilia a Portorosa..
..infine la volata da Milazzo a Brindisi, 300 miglia esatte in 48 ore secche, dalle 21.00 del mercoledì 28 alle 21.00 del venerdì 30.. per finire con il tentativo vano di trasbordare sulla costa croata e continuare la rotta a nord, rinviato a miglior momento e quando smetterà questo vento settendrionale sin troppo penalizzante.

a presto, per riprendere il Viaggio!

giovedì 29 luglio 2010

All'uscita dello Stretto, o quasi

Bella esperienza quella dello Stretto di Messina in notturna.. Per quanto con la luna ripiena e limpida di stanotte,sarebbe più corretto parlare di notturna illuminata!
Già passata Reggio con rotta sud,quindi siamo già nello Jonio ed i temibili Scilla e Cariddi si possono mettere in archivio.
Navigazione invece quella emozionante, gradevole tra le mille luci delle due sponde ed imprevedibile al tempo stesso per le condizioni a contorno: trovate poche navi, e salvo un sorpasso subito da un grosso cargo (non ho visto se batteva bandiera liberiana, e me ne scuso..) le sorprese più inaspettate sono stati i numeri forniti dal gps: scegliendo di seguire per comodità di rotta la costa calabra, puntando sul faro rosso di Villa S.Giovanni subito doppiato capo Peloro, abbiamo subito beccato un bel tratto di mare 'bollente' con onde rotte dalla spaventosa corrente a favore che ci ha spinto fin oltre i 9 nodi, per poi provare anche l'ebbrezza del mulinello, con la prua della barca spostata di 90 gradi prima di essere riportata in rotta, subito fuori da Villa (ma avevo visto sotto i riflessi della luna qualcosa di strano sull'acqua, e già disinserito il pilota e persino avvisato Alfonso di tenersi..). Per quanto non potessi immaginare che Cariddi non si fosse del tutto estinta!
Cambio di marea poco prima di Reggio, ma sono entrati una decina di nodi di brezza dalla costa calabra, e srolotolando il genoa per intero non abbiamo rovinato la media.. Si va adesso verso punta Pellaro, ma direi che lo Jonio (il mare che amo di più perchè quello in cui mi sono bagnato per la prima volta in vita mia) ci ha già accolti: un uccellino mi ha previsto SW,ed in vista di risalire tutta la costa fino al canale d'Otranto non potrei desiderare di meglio,ma per adesso lasciamo stare i desideri e teniamo gli occhi fissi sulla prua che è il mio turno di guardia e la luce dello schermo del cellulare quasi mi acceca nella notte..

giovedì 24 giugno 2010

La “filosofia del semplice” nella Scelta di una Barca

Evitate di complicarvi inutilmente l’esistenza; date priorità assoluta all’essenziale; lasciate da parte il superfluo; non esitate un secondo a scegliere tra il semplice e il complicato: il complicato si rivelerà sempre sorgente di difficoltà immediate o future, spese inutili di denaro, perdita di tempo prezioso e spreco di energie. Questa “filosofia del semplice” mi ha guidato come un angelo custode fin dalla prima partenza. Fare con quello che si ha. Non avere occhi più grandi della pancia. La domanda fondamentale è questa : ho veramente voglia di viaggiare su una barca a vela? Una volta che si è risposto a questa domanda, senza mettere la testa sotto la sabbia, le cose si chiariranno… purché non si menta più a sé stessi.

(Bernard Moitessier)






...a scuola avrebbero aggiunto: commentare la precedente frase.

io mi permetto solo di dare il via al dibattito:

....che ne pensate di questo “stile”, senza tempo e fuori dal tempo?

........siete ancora decisi nel correre dietro all’ultimo gadget alla moda?

............siete pronti a salpare, come?

mercoledì 2 giugno 2010

Proverbio Siculo

Malavoglia docet....

"Sciroccu chiaru e tramuntana scura,
mentiti in mari senza paura"

(Scirocco chiaro e tramontana scura, mettiti in mare senza paura)



sabato 3 aprile 2010

Equipaggio Trentino sulla rotta Rimini-Aprilia Marittima

il gradevole video-racconto di un trasferimento in Adriatico, con protagonisti alcuni amici velisti trentini comm'annoi (e al neo-armatore i nostri migliori Auguri!)


RIMINI – APRILIA MARITTIMA

“Barca virosque cano, Arimini qui ab oris Apriliam vino profugi fato venit...”

Così potrebbe cominciare il racconto delle epiche gesta che hanno portato quattro uomini ed una barca da Rimini ad Aprilia Marittima, in un viaggio avventuroso che forse solo Omero o Virgilio avrebbero potuto cantare con giusto merito per i marinai e per il mare, vero protagonista di questo racconto di viaggio.

Ovviamente quello che segue è il mio punto di vista e sono certo che più tardi Flavio, l’armatore, potrà dare il suo contributo (oltre che aggiungere le foto che io ancora non ho).

La barca è una Viksund 31, nota anche come MS-33, prodotta dal cantiere scandinavo tra il 1972 ed il 1980, mentre l’equipaggio è formato da me, l’armatore Flavio, Andrea, e Bruno, uomo di montagna alla sua prima esperienza con la vela. Il programma prevede di portare la barca di Flavio, acquistata un paio di mesi fa a Rimini al suo nuovo porto, ad Aprilia Marittima.
La meteo è buona e la data è confermata.

Il mio viaggio prende il via a Trento, giovedì sera. Dopo una giornata di lavoro intenso e stressante, soprattutto per la consapevolezza che avrei perso i contatti con l’ufficio per almeno un paio di giorni, riesco a correre al treno e salire al volo.

Mi sento ancora teso, ma l’idea di una bella navigata già comincia a farsi strada. Non mi sono portato nemmeno il computer, per non correre il rischio di mettermi a lavorare anche lì! E’ tanto che non prendo il treno e mi sono portato un buon libro da leggere durante il percorso. Arriviamo a Bologna puntuali e salgo sulla coincidenza per la riviera. “Il viaggio comincia sotto una buona stella”, penso tra me e me, quando vedo il cartello che segna l’ingresso in stazione a Forlì. Manca solo mezz’ora alla favolosa mangiata di pesce che mi pregusto già da qualche giorno e sento l’acquolina in bocca!
In quel momento il treno di ferma ed una voce annuncia: “A causa di un investimento sulla linea, il treno subirà un ritardo indeterminato. Ci scusiamo per l’eventuale disagio”.
E te pareva…La faccio breve: passate tre ore, finalmente si riparte e mentre gli altri si stavano abbuffando, io mangiavo un tramezzino chef express al tacchino e carciofini…In più il bar del treno era fuori uso e girava solo un carrellino introvabile, l’acqua finita e solo birra a disposizione.
Insomma, alla fine sono arrivato a Rimini, dopo un viaggio di sei ore e mezza, praticamente brillo e quasi digiuno.
In stazione mi accolgono Flavio e Bruno ed insieme andiamo al porto-canale, dove ci attende Lelila, la barca.
La prima impressione che ho, vedendola all’ormeggio, è decisamente positiva: le linee non sono consuete e certo nemmeno filanti, ma mi dà un senso di solidità e sicurezza. Impressione rafforzata non appena salgo a bordo: il baglio, tre metri e poco più, è decisamente ampio per essere un 9.40 e lo spazio in coperta ben studiato. Il pozzetto centrale è profondo e ben riparato e l’armo a ketch mi riporta alla mente le mie prime esperienze in mare. Sotto coperta vengo accolto da un ambiente ampio, caldo ed accogliente: il baglio è sfruttato in pieno e la dinette è spaziosa, con un’altezza che senza ombra di dubbio arriva ai due metri. Il bagno è abbastanza grande, così come la cabina di prua: non sembra certo un progetto degli anni ’70!
Inoltre Flavio e la sua compagna hanno rifatto interamente le cuscinerie e le tendine ed hanno già dato un aspetto più moderno alla barca.
Mi viene destinata la cabina di poppa, con accesso esterno da pozzetto, ed anche qui, sebbene non vi sia l’altezza d’uomo, mi sembra che lo spazio sia ben organizzato. Completamente rivestita di mogano, ospita due cuccette a V che, unite, si trasformano in un grande letto che potrebbe ospitare fino a tre persone. Da solo mi ci trovo davvero bene.
Torno in dinette e sul tavolo fanno mostra di sé alcune birre ed immediatamente accetto l’offerta di benvenuto, in attesa del quarto membro dell’equipaggio, che arriva - complice il ritardo delle ferrovie – all’una e un quarto del mattino. Nel frattempo noi abbiamo già contribuito al riciclo dell’alluminio, svuotando le lattine del loro contenuto e l’umore è alto.
Il mattino successivo ci svegliamo verso le 7: l’armatore si è alzato per primo ed è andato a prendere cornetti e brioche per tutti.
Arriva anche Giancarlo, il quinto elemento – ovvero il vecchio proprietario della barca – che quasi versa una lacrima all’idea di veder partire la sua “bella”.
Lo salutiamo e ci prepariamo alla partenza. Tra una cosa e l’altra sono già arrivate le 8.45 quando lasciamo l’ormeggio.
All’esterno del canale si vede già il mare di un blu intenso con qualche onda crestata. Non ci pare vero: c’è il vento! Alle 9.15 siamo a meno di un miglio dalla costa ed alziamo le vele, armandola completamente.
Non abbiamo l’anemometro, ma a livello empirico giudico il vento, proveniente est/nord-est, tra i 12 ed il 15 nodi e la barca procede di bolina a circa 4,5 nodi. Lelila non sbanda eccessivamente, anzi, ed è veramente stabile, regalandoci una prestazione superiore alle mie aspettative.
Maciniamo diverse miglia lungo navigando per 5° ed a mezzogiorno, dopo un buon spritz in vista della piattaforma Amelia, ci concediamo il pasto accompagnato dall’immancabile birretta. Il mare comincia ad ingrossarsi ma il vento è costante e ci accompagna lunga la nostra rotta, dandoci fiducia.
Quando siamo all’altezza di Ravenna, ci raggiunge un gruppo di delfini, sono almeno una decina, che inizia a giocare con Lelila. Sono splendidi e la loro presenza ci tiene compagnia per alcuni minuti. Il vento comincia a rinforzare, seppur non eccessivo, ma il mare ha ormai raggiunto lo stato di 4, molto mosso. Le onde sono certamente superiori ad un metro e mezzo e la barca rolla vistosamente. Quando siamo nel cavo dell’onda, quella sopravvento supera in altezza la fiancata e la barca sembra scalare una piccola montagna ogni volta. E’ impressionante, fa paura ed affascina, ma ci si sente sicuri in quel pozzetto così ampio e ben protetto dalle alte murate.
Quante volte mi sono detto: “In navigazione non si bevono alcolici”, eppure ancora una volta ci ricaschiamo tutti quanti, presi dall’euforia della veleggiata.
Verso le 16.30 comincio a sentire un po’ di nausea ed una certa acidità in gola, una sensazione che non mi abbandonerà fino al giorno dopo.
C’è chi sta decisamente peggio: Bruno è messo male e decide di pasturare i pesci, anche se ormai le canne le abbiamo ritirate da un po’ e credo che anche il resto dell’equipaggio, sebbene non si lamenti particolarmente, stia condividendo con me la sensazione.
Quando il sole comincia ad abbassarsi sull’orizzonte, valutiamo la rotta percorsa, una trentina miglia, e la distanza dalla meta, altre 75 circa. Io preferirei navigare ancora qualche ora e fermarmi a Porto Levante o nei dintorni per dormire, mentre gli altri propendono per continuare la navigazione anche durante la notte. Bruno è invece concentrato sul suo malessere e non ha voce in capitolo, essendo alla prima esperienza. Ovviamente la maggioranza vince ed io, tutto sommato non troppo dispiaciuto, acconsento. Sono fiducioso e convinto che il vento ed il mare si calmeranno, soprattutto quando, verso le 19, effettivamente sembra che la situazione sia molto più tranquilla. A confermarmi le mie impressioni sul mal di mare, nessuno mangia nulla!
Alle 20 vado a dormire per prepararmi alla notte e mi rialzo alle 22.30. Fuori è abbastanza tranquillo, si accende anche il motore perché il vento è calato e vogliamo macinare più miglia possibile. A 250° si vede il faro di Punta della Maestra e Flavio mi indica a prua delle luci in lontananza e mi dice che si tratta di Chioggia; Andrea non è d’accordo ed in effetti – guardo sulla carta – siamo ancora ad una quindicina di miglia dall’accesso in laguna. L’idea che sia già però la cittadina veneta, mi rincuora. Flavio va a dormire, Bruno è invece avvolto nel sacco a pelo in coperta e dà l’idea di un cencio avvolto tra i cenci, mentre cerca di prendere faticosamente sonno. Andrea è invece sdraiato nella seduta sottovento e dorme, coperto dalla cerata. Io mi siedo a poppa, sulla tuga della mia cabina, da dove godo di una bella visuale a prua. Le vele sono tutte armate ed il vento comincia sempre più a prendere forza. Il cielo è stupendo e come sempre, durante le notturne, offre uno spettacolo straordinario. La luna è ormai tramontata e le stelle sono bellissime. La temperatura non è delle migliori, ma sono coperto bene e mi godo questo momento. L’autopilota fa, cigolando e scricchiolando, il suo dovere, anche se ogni tanto dà i numeri e bisogna rimetterlo in rotta.
Gli altri dormono tutti ed io sono solo con i miei pensieri. Osservo le luci in lontananza, il mare nero dove si vedono solo pochi punti bianchi in lontananza e quella che penso essere Chioggia a sinistra. Siamo a circa una decina di miglia dalla costa ed osservo come appaiano luminose le strade della città, nonostante si trovi anche all’interno della laguna, immaginando le persone per strada, in auto, nelle proprie case o a bere qualcosa al pub. La distanza però rimane costante e, con il passare del tempo, mi viene più di qualche dubbio…fino a che finalmente Chioggia si ferma e mi accorgo, guardando con il binocolo, che si tratta di una grande nave da crociera, talmente illuminata da sembrare una cittadina costiera! Rido tra me e me.
La rotta mi porta finalmente ad una distanza di un paio di miglia e sento perfino un vago rumore di discoteca…tunz tunz tunz…Per fortuna il vento soffia nella direzione contraria e Lelila si allontana velocemente.
Finalmente rinforza abbastanza da poter spegnere il motore, Andrea si alza ed insieme sistemiamo le vele. A questo punto procediamo per 18° a 5 nodi, accompagnati dal rumore del mare, che ha nuovamente iniziato ad ingrossarsi. Andrea si rimette sottovento e si riaddormenta, mentre io continuo la mia guardia. E’ una navigazione piacevole, nonostante il mare formato, e vedo in lontananza il bagliore delle città riflesso nelle nuvole e qualche lampo. Sopra di noi le stelle continuano a vegliare e Bruno, esausto, decide finalmente di scendere a dormire. Io invece, sfidando il malessere che mi accompagna fedelmente, mangio una brioche al cioccolato, per fortuna senza conseguenze. Mossa azzardata, ma mangiare qualcosa serve ad allontanare il sonno!
Ad un certo punto, seduto sopravvento, mi prendo uno spavento. Sono sovrappensiero quando, girandomi, vedo un’onda arrivare più cattiva delle altre e frangere a pochi metri da me. Sento lo scroscio dell’acqua, vedo la spuma ed il pensiero va subito ai tanti racconti letti sulle onde frangenti. E’ questione di un attimo, provo una fitta alla pancia ed afferro saldamente una bitta a metà mura, ma poi l’onda passa e scivola sotto la chiglia, sollevandoci e facendoci ricadere dolcemente. La barca ora cavalca con decisione ed arriviamo ad andare a 6.4 nodi reali! Che bellezza!
Verso le 2 e mezza il vento si fa più teso e lo stesso Flavio si alza a controllare. Lelila è sbandata di 22 gradi ed io e lui vorremmo ridurre, mentre Andrea non lo ritiene opportuno. Sotto coperta è il caos: i precedenti armatori, evidentemente, non avevano mai portato la barca in quelle condizioni ed i pochi blocchi a sportelli e cassetti cedono! Perfino il frigorifero, a torretta, esce dal suo alloggio e naviga per la dinette, che ora sembra aver subito gli effetti di un terremoto.
Vince la politica della riduzione e ci prepariamo ad andare all’albero per prendere due mani di terzaroli a randa e fiocco. Sto già per uscire dal pozzetto, quando Andrea mi ricorda di mettere la cintura di salvataggio! Stavo per commettere una leggerezza che poteva essere davvero pericolosa. Il sistema per ridurre la randa non è dei più efficaci: il boma gira su se stesso con l’ausilio di una maniglia a base albero ed occorrono due persone per compiere l’operazione, una alla maniglia e l’altro alla drizza. Io e Flavio, in condizioni non ottimali, arriviamo alla base dell’albero ed iniziamo ad avvolgere la randa al boma, mentre le onde ci bagnano e ci costringono ad aggrapparci con forza ai tientibene per non finire in acqua.
Faticosamente riusciamo a prendere due mani di terzaroli e la barca torna ad essere meno sbandata. La velocità è comunque buona e navighiamo a poco meno di cinque nodi.
Alle 5.00 vedo a sinistra, a sei o sette miglia, il faro di Rocchetta e davanti a noi, ad una decina di miglia, le luci di Jesolo. Dopo un po’ il sole fa capolino, non ce la faccio più e mi tuffo, letteralmente, a dormire nel caos che regna nella dinette. La barca è meno sbandata ed in pochi minuti mi addormento.
Quando mi sveglio sono le 7 e sono tutti in pozzetto. Davanti a noi c’è la cittadina che vigila alle porte orientali della laguna veneta. Cambiamo mura e proviamo a seguire la costa. Purtroppo il vento a questo punto è proprio sul muso e non possiamo fare altro che accendere il motore. Proseguire di bolina significherebbe tornare al largo per altre dieci miglia e fare almeno altri due bordi in balia delle onde, a tratti anche di un paio di metri. Siamo stanchi e preferiamo ammainare randa e genoa e proseguire a motore.
L’onda è ancora alta, da nordest, il vento forte ed il motore da 50 cavalli fatica a spingere avanti Lelila, che si arrampica e ricade a poco più di due nodi.
Ci avviciniamo allora alla costa, fino ad arrivare a poche centinaia di metri, dove finalmente il mare si calma un po’ e riusciamo a raggiungere i 3,5 nodi. Faccio colazione con arachidi, anacardi tostati e mais fritto e salato.
Alle 9 torno sottocoperta e cado tra le braccia di Morfeo. Apro gli occhi verso mezzogiorno e vedo che gli altri stanno mangiando un panino: non ho più mal di mare ed ho fame anch’io, ma il sonno e’ tanto e non riesco nemmeno ad alzarmi. Finalmente alle 14.00 mi riprendo, mi faccio un panino con il prosciutto cotto e me lo gusto come fosse una fiorentina cotta al punto giusto.
Mancano oramai poche miglia, il sole è caldo e pregustiamo tutti la doccia calda che ci attende.
Doppiamo punta Tagliamento un’ora dopo e finalmente siamo in vista di Lignano. Entriamo in laguna, dove veniamo dolcemente cullati dal mare improvvisamente calmo, ed alle 16.00, dopo una piacevole navigazione nel Canale dei Lustri, atterriamo al marina. La sera, per festeggiare, l’armatore si è messo ai fornelli e ci siamo mangiati un ottimo filetto al pepe verde, accompagnato da buon vino e dall’assenza totale di rollio. A seguire una notte di assoluto riposo.
Le miglia percorse in 31 ore di navigazione sono state circa 115, delle quali più della metà a vela.
La barca è stata affidabile e stabile ed ha affrontato con sicurezza una situazione non facile. L’armo a ketch rimane per me straordinariamente efficace e mi spiace che stia via via scomparendo.Sicuramente una bella esperienza, anche se rimpiango ancora la cena di pesce mancata.

Alcune considerazioni:
1. Anche se si va in mare da sempre, il mal di mare può essere in agguato. Diffidate da chi si dice lupo di mare e non ne ha mai sofferto, perché evidentemente non ha navigato abbastanza.
2. Quando hai fretta o sei stanco, avrai sicuramente il vento contrario
3. Le notturne più belle sono quelle degli altri


link per fb


martedì 9 marzo 2010

Nuovo schema di separazione del traffico nello Stretto di Messina

Ordinanza dell'Autorità Marittima della Navigazione nello "Stretto"
(n. 57/2009 del 09/11/2009)

Tralasciando i vari "visto", "ritenuto" e "premesso" dell'ordinanza, in solido dal 1° dicembre 2009 la navigazione nello Stretto di Messina, nelle due direttrici Sud/Nord ed Est/Ovest, è regolata su uno schema di separazione del traffico a regime "rotatorio" lungo precise CORSIE, già inserite anche nella cartografia nautica ufficiale.

Per semplificare la questione a beneficio del "diportista frettoloso medio": all'interno delle corsie di traffico circolano unicamente le navi in transito, mentre le unità di lunghezza inferiori a 20 metri e tutte le navi ed imbarcazioni a vela non debbono intralciare il passaggio di unità navali che transitano dentro la corsia.
Tutto il naviglio secondario quindi (diporto, pesca, imbarcazioni a vela e comunque unità di lunghezza inferiore a 20 mt), denominato "traffico costiero", transita unicamente nelle fasce di mare comprese tra le coste ed i limiti esterni delle corsie di traffico.

Quanto, infine, alla navigazione su rotta trasversale lungo la direttrice Est/Ovest e viceversa, questa avverrà unicamente in corrispondenza di una "rotatoria" collocata al punto Lat. 38° 12',680 N - Long. 15° 36',400 E, e l'inversione di rotta dovrà avvenire in senso di marcia ANTIORARIO, con le navi dirette lungo la costa calabra che passeranno a Sud della rotatoria, e quelle dirette verso la sponda sicula transitando a Nord.

I canali VHF di lavoro ("Messina traffic") saranno il 16 ed anche il 10.


Ma meglio alleghiamo uno stralcio di mappa per trarci fuori dalla confusione generale.......

domenica 31 gennaio 2010

obiettivi Estate 2010

iniziamo dalle cose serie... anno nuovo, vita nuova e specialmente nuove crociere da programmare.

Solo vi prego non ditemi che la foto l'hanno scattata in inverno, mentre quando ci andremo noi in luglio sarà tutto tempestato di ombrelloni e gavitelli giallo banana (che è vero, ovviamente..), e che l'idillio cesserà brutalmente in un sol colpo! ..perché comunque la cosa non mi dissuaderà mai dal togliere dal programma di navigazione estiva una tappa presso codesto seguente paradiso caraibico......



(e apposta non vi dico dov'è.. che tanto è noto e arcinoto.. ahaha)

mercoledì 16 dicembre 2009

Les enfants du large

questo era l'antefatto..





poi l'epilogo finale:




Les enfants du large
Caricato da apocalyptique01. - Video di viaggi esotici.


il link al loro sito sta "da mò" in blogroll.. adesso siamo all'epilogo. ...che dire: MERAVIGLIOSI.

lunedì 30 novembre 2009

La cucina di bordo

oggi proviamo a recensire un libro senza averlo letto.. giacché trattandosi di un ricettario a cosa serve la recensione senza assaggiare poi i risultati della lettura?




Franco Bertozzi - La cucina di bordo
pp. 240 - Isbn 978-88-95842-37-0
19,00 €
edito da Nutrimenti nella sua splendida collana "mare"


..e non ci provo nemmeno a far copia-incolla dell'abstract dal sito della casa editrice, e piuttosto vi ricopio una ricetta originale dell'autore, di quelle buone per tutte le tasche, per tutti i palati, e specialmente per tutte le andature!


..leccatevi i baffi:
pesce al cartoccio con la pentola a pressione

Ingredienti per 2 pax
1 pesce di circa 500-600 gr.(ideale orata e spigola)
2 limoni
1 spicchio d'aglio
4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
maggiorana o prezzemolo tritato
sale e pepe
1 o più (nel caso di più pesci) foglio di alluminio (che non va mangiato: golosi)
Pulire il pesce, tagliare testa e coda (se troppo grande), sciacquarlo. Si possono cuocere anche pesci al trancio (pagaro, dentice, nasello).
Spremere 2 limoni in una ciotola ed unite 2 cucchiai d'olio, aglio sbucciato e tagliato a fettine, sale, pepe, 1/2 cucchiaio maggiorana o prezzemolo tritato. Sbattete questa salsina molto bene con una forchetta ed a parte avrete preparato un rettangolo di foglio d'alluminio e versateci sopra due cucchiai d'olio che utilizzerete per ungere da ogni lato il pesce.
Preparate il cartoccio (o i cartocci) e prima di chiudere bene il tutto versateci la salsa preparataa ed unite 2-3 fettine di limone. Chiudete BENE gli involti stringendo i bordi del foglio d'alluminio e ponete il cartoccio sul FONDO DELLA PENTOLA A PRESSIONE dopo averci versato mezza tazza d'acqua. Il tutto a freddo.
Mettete il coperchio e chiudete. Accendete il fuoco e dal primo fischio calcolate 8 min di cottura se pesci di portata 12 min se grossini.
Trascorso il tempo di cottura spegnete il fuoco e lasciate in pentola ancora per 5 min i pesciolotti.
Scaricare la pressione ed aprite il coperchio.

BUON APPETITO!

mercoledì 25 novembre 2009

prima rottura all'ARC

Appeno iniziato il rally atlantico, al via da appena 3 giorni, e già la prima vittima celebre:



questo bellissimo e nuovissimo yacht da regata (uno Judel&Vrolijk di 53 piedi, chiamato Auliana II) giace già abbandonato da qualche parte a sud delle Canarie, ma non crediate di partire per recuperarlo a cuor leggero, giacché ha perduto malauguratamente il timone..tutti tratti in salvo per fortuna i membri dell'equipaggio; qui i dettagli.

edito aggiungendo il lilnk alla personal page della (ex) barca

lunedì 9 novembre 2009

quanto denaro serve per girare il mondo in barca a vela ?

alias economia per giromondisti..

18 mila euro all'anno, dunque una rendita medio-bassa, secondo Luigiotto: questa è la cifra indicata nel suo libro recentemente pubblicato e già altrove in questo blog abbondantemente segnalato.. base di calcolo: rendita per la sopravvivenza di 2 persone -nel caso specifico in pensione-, tanti capelli bianchi e poche pretese nel cuore, a bordo di uno Sciarrelli d'annata di 40 piedi tutt'altro che fiammante e già abbondantemente pagato, area di navigazione Sud America/Brasile (per il momento.. ma pur prendendosela comoda Luigi non si preclude alcuna rotta per il futuro!)

diverso è la testimonianza che invece porta SHAULA3: giro del mondo per budget sostanziosi, quello loro.. a partire dalla barca comperata ad hoc (un Ovni 385), passando per la preparazione della barca e dell'equipaggio, fino alla scelta di effettuare la vacanza in partecipazione alla flotta del Blue Water Rally, ricettacolo di riccastri inglesi con velleità trans-oceaniche, per di più frettolosi giacché il giro si effettua su base biennale..

questo il loro consuntivo economico, a voi le somme:
- 100.000 Euro tondi tondi tra equipaggiamento della barca (le voci principali: nuove vele, strumentazione elettronica, generatori a vento e trainato, pannelli solari, dissalatore, SSB, carte nautiche di carta ed elettroniche, pilot books, battellino e fuoribordo nuovi) ed una ampia dotazione di parti di ricambio (sopratutto per il motore, ma anche per le dotazioni elettriche ed elettroniche fondamentali).
- costo dei viaggi per andare a lavorare sulla barca lontana: almeno altri 10.000 Euro
- l'iscrizione al Rally è costata 15.000 Euro, più il costo di alcuni viaggi in Inghilterra per le riunioni preparatorie, + corso di radio-operatore SSB e corso di pronto soccorso, per un totale di almeno altri 10-15.000 Euro.
- 5.000 Euro per revisionare il motore prima della partenza
- ristoranti durante il Rally: il fatto di essere in gruppo porta a cenare fuori come occasione di socializzazione, e nonostante in genere il costo fosse inferiore all'Europa: non meno di 10.000 Euro!!
- carburante: consumo totale di circa 6000 litri di gasolio, per una spesa totale nell'ordine dei 6.000 Euro più circa 2000 Euro di olio motore e filtri
- porti e canali: i marina in giro per il mondo sono rari, e quando esistono, sono costosi, spesa totale di circa 3.000 Euro, non contando il costo dei canali di Panama e di Suez, inclusi nel prezzo del Rally.
- manutenzione: i costi di manutenzione si sarebbero limitati a circa 1000 Euro per le ripetute sostituzioni della centralina del frigorifero ed i circa 2000 Euro per l'alaggio e l'antivegetativa applicati alle Figi. La botta imprevista è venuta dal ribaltamento: che alla fine, è costato circa 10.000 Euro
- assicurazione: RC + polizza che copriva i danni alla barca e le spese di recupero. Costosa, ed è anche difficile trovare una compagnia disposta a dare copertura in tutto il mondo (incluso il Golfo di Aden...) : costo complessivo per due anni circa 8000 Euro, circa il doppio di quello che sarebbe costata la stessa polizza in Mediterraneo.
- comunicazioni: 800 Euro l'anno per l'abbonamento Iridium (inclusivo di 500 minuti di conversazione prepagati) e 250 dollari per l'abbonamento a Sailmail, ai quali si sono aggiunti in media 100/200 Euro al mese di telefonate: fondamentale acquistare schede SIM (o telefoni GSM a basso prezzo) locali, generalmente al costo di pochi Euro.
- turismo: si viaggia per vedere i posti, ed inevitabilmente questo porta ad ulteriori spese: noleggio di auto per girare in proprio oppure gite organizzate o voli verso altre città, soste in albergo, biglietti di ingresso, eccetera: difficile definire una cifra, circa 15.000 Euro
- fondo di emergenza: è indispensabile avere a bordo una piccola riserva di denaro in valute forti, preferibilmente Dollari coi quali far fronte ad eventuali grosse spese in contanti (gite, alberghi, pratiche burocratiche, eventuali riparazioni) o, molto occasionalmente, per cambiarli in valuta locale: circa 5000 dollari e 5000 Euro i contanti.


non basta solo decidere "quando" partire come qualcuno indica, insomma, ma anche come e specialmente "quanto"..

sabato 7 novembre 2009

lettura consigliata per la Traversata Atlantica

da leggere prima, meglio.. giàcche siamo oramai in novembre, per chi la pianifica per l'anno venturo insomma..




TRAVERSATE ATLANTICHE - la guida del Velista
di Les Weatheritt - da MAGENES editor
italian version del celebre "Your First Atlantic Crossing: A Planning Guide for Passagemakers" edito da Adlard Coles Nautical Press
isbn 9788887376586 -
186 pagine - euro 20,00

Come pianificare una traversata atlantica. Guida utile a dissipare dubbi e paure sugli aspetti tecnici e organizzativi della traversata: come armare la barca, la vita di bordo, alle prese con inaspettate tempeste di vento e improvvise calme piatte, la vera utilità del GPS, gli incontri-scontri con delfini, balene e pescherecci senza luci di via. E in più tutti gli scali dalla Spagna a Tobago attraverso le isole atlantiche e l’Africa occidentale.
"Traversate atlantiche" è una lettura essenziale e approfondisce ogni aspetto che il navigatore, sia neofita dell'Atlantico sia esperto, deve conoscere: la barca, i preparativi, la pianificazione della traversata, l'equipaggio, il tempo, il carteggio e l'arte della navigazione, le vele, le guardie notturne, le emergenze mediche, i luoghi. Questa guida offre consigli pratici, basati sull'esperienza dello stesso autore, faticosamente conquistata. Non tratta semplicemente di come navigare l'oceano, ma di come farlo divertendosi. I piacevoli racconti di Les Weatheritt ravviveranno lunghi inverni spesi a sognare traversate oceaniche e crociere ai Caraibi. Vi incoraggeranno, vi ispireranno e vi avvicineranno al magico momento della partenza.
(Les Weatheritt, ha imparato per esperienza che si può navigare in oceano nella maniera più semplice o in quella più temibile. I suoi libri distillano tali esperienze per dotare il marinaio di un approccio invidiabilmente semplice ed efficace alla pianificazione della traversata e della navigazione tra le isole)

venerdì 23 ottobre 2009

libertà

«La libertà è una barca già pagata, nessuno che ti saluta quando parti, nessuno che attenda il tuo arrivo dove stai andando»

(Bjorn Larsson)