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mercoledì 6 marzo 2013

Recensione: Buona fortuna di Barbara Fiorio


Trama:
Margot ha trentotto anni, un gatto, un fidanzato soprannominato Tormento e un lavoro precario. Giovanna, la caporedattrice del quotidiano genovese dove lavora, la costringe a un'assoluta flessibilità anche nella scrittura, chiedendole articoli in tempi record e sugli argomenti più improbabili, dalle ultime novità in fatto di cake design ai modi per favorire i migliori auspici per l'anno nuovo. Non era così che Margot aveva immaginato la propria vita: il lavoro la fagocita, Tormento si rivela ancor peggiore del suo soprannome e persino Diesel, il gatto dispensatore di abbracci, non sta niente bene. Un giorno, intenta a scrivere un nuovo pezzo, Margot varca la soglia di una piccola ricevitoria del centro di Genova gestita da un'ottantenne del tutto fuori dal comune, Caterina: lo sguardo saggio e lieve che l'anziana signora rivolge al mondo la colpisce in profondità. Pochi giorni dopo il loro incontro, Caterina viene aggredita nel suo negozio e in poche ore si ritrova incomprensibilmente travolta da una vicenda che rischia di toglierle tutto ciò che le è rimasto: la ricevitoria, la libertà, il calore della gente, la reputazione. Margot non può stare a guardare. Per affetto, per un senso di giustizia che le impedisce di assistere indifferente a un torto e anche per non farsi ingoiare dal vuoto che ha allagato la sua vita, Margot si trasforma in àncora di salvataggio della sua anziana amica e si improvvisa detective per capire chi ha interesse a rovinare la vita di Caterina. Rischia molto, Margot, rischia del suo: ma - vantaggi emotivi della precarietà! - sa che rischiare a volte è il solo modo per vincere. Con straordinaria ironia e delicatezza, Barbara Fiorio scrive la storia di un'amicizia capace di annullare il tempo e ci accompagna in un mondo - quello delle ricevitorie e di chi affida ai numeri i propri sogni - fatto di contraddizioni, speranze e desideri che sono quelli di tutti noi. La sua protagonista è capace di sorridere di sé e degli altri ma anche di prendere la vita ostinatamente sul serio, quando è necessario: sarebbe davvero bello, ogni mattina, trovare sul giornale i pezzi di Margot a darci il buongiorno...

L'autrice:
Barbara Fiorio, nata a Genova nel 1968, formazione classica, studi universitari in graphic design, un master in marketing communication, ha lavorato per oltre un decennio nella promozione teatrale ed è stata la portavoce del presidente della Provincia di Genova. Tante passioni e due, in particolare, la accompagnano fin da quando era una bambina: leggere e scrivere. Ha pubblicato il saggio ironico sulle fiabe classiche C'era una svolta (Eumeswil 2009) e il romanzo Chanel non fa scarpette di cristallo (Castelvecchi 2011).
Sito dell'autrice: http://www.barbarafiorio.com/

Recensione:
Ero in attesa dell'uscita di questo romanzo da fin troppo tempo.
Controllavo costantemente la pagina dell'agente letterario di Barbara per verificare se ci fossero novità, se ci fosse una data, un titolo o un editore. Sapevo che prima o poi il secondo (per me, terzo per l'autrice) romanzo di Barbara sarebbe giunto tra le mie mani, ma non mi bastava: avevo bisogno di una certezza, di un giorno di un mese di un anno. E invece mi era toccato accontentarmi solo di un titolo (che poi è stato cambiato) e di una trama, elementi che ancor di più intensificavano la mia curiosità. Quando finalmente Buona fortuna è giunto tra le mie mani, alternavo felicità e preoccupazione. Ero un poco in ansia. Il romanzo precedente, Chanel non fa scarpette di cristallo, è stato uno dei romanzi più belli che abbia letto negli ultimi anni: il desiderio che Buona fortuna fosse alla sua altezza faceva a botte col timore (immotivato) di andare incontro a una delusione. 
Se l'autrice fosse cambiata? Se fosse diventata più realistica e disamorata? Se avesse perso il tocco magico? 
E se invece fossi cambiata io come lettrice? Se non mi bastasse più quel che mi aveva convinto anni fa?
Dura la vita di una lettrice! (e di un'autrice che deve lasciare il suo romanzo in balia ad assurdi esistenzialismi del genere...).
Ecco perché non ho immediatamente letto il romanzo. L'ho messo in attesa, lì accanto a me, aspettando che arrivasse il momento giusto. E quando finalmente è arrivato, ho affrontato la lettura delle prime pagine dicendomi: "ecco, lo sapevo, è diversa. Ecco qui, non è come speravo. Uff, mi sa che stavolta non mi piace." Ero così concentrata sui miei timori che quasi non mi sono accorta che, arrivata semplicemente alla quarta pagina, già ero parte del libro.
C'è Diesel che esce dalla gabbietta e abbraccia la dottoressa e... come si fa a resistere a un gatto abbraccione? Diesel è stato l'artefice della magia: dal suo ingresso in scena con abbraccio ho ritrovato la Barbara di Chanel, ho detto addio ai miei pregiudizi e timori, ho dato il benvenuto alle mie emozioni di lettrice. Pronta per farmi trasportare per le vie di Genova, per farmi abbracciare da un gatto ammalato, per farmi sottovalutare da una caporedattrice tanto assurda quanto esilarante e farmi tradire bellamente da un ragazzo che risponde al nome di Tormento. E pronta prontissima per l'incontro con Caterina, l'anziana donna della ricevitoria che cambierà la vita di Margot, o forse anche la mia, che un po' Margot lo sono anche io. Seguiamo la protagonista nella sua quotidianità, una quotidianità che vista da fuori può suonare divertente e spassosa, vissuta da dentro potrebbe risultare esasperante e deprimente. Ma Margot non è né esasperata né depressa. Rassegnata, ogni tanto. Ironica, fortunatamente molto. Il suo personaggio vive la situazione disperata del lavoro sottopagato e sottovalutato senza farcene sentire il peso oppressivo. L'ironia gioca un ruolo fondamentale nel romanzo, assieme ad un pizzico di magia che si presenta sotto le spoglie di strane coincidenze.
Le pagine scorrono e i nostri occhi si spalancano, le bocche assumono la forma della oh dello stupore, per poi dare spazio a continui sorrisi e risate che escono dal cuore. A cui fanno seguito imbarazzanti lacrime che cercano di non farsi notare.
Buona fortuna si presenta in uno stato di calma apparente. Una narrazione tranquilla, sempre precisa e impeccabile, in cui sono abilmente inserite situazioni che travolgono il lettore e lo emozionano inaspettatamente. Buona fortuna è un piccolo terremoto che inizia a scuoterci con piccole scosse, indizi dell'ondata che sarà poi. Un gatto che non sta bene, un fidanzato che sembra non dire tutta la verità, una vecchietta che finisce in ospedale e, ciliegina sulla torta, un lavoro che richiede impegni assurdi. Le pagine volano e tutto cambia: gatto, fidanzato, vecchietta, lavoro. Niente tornerà più al suo posto: se tutto cambia, anche Margot deve cambiare. Accettare le sconfitte, apprezzare le vittorie, affrontare le nuove sfide. Col sostegno di noi lettori, che non possiamo che tifare per lei, sostenerla nelle sue scelte, sentirci pare della sua vita.
Vorrei inventare un nuovo aggettivo per definire questo romanzo, perché dire che è bellissimo mi fa sentire una bambina delle elementari mentre scrive il suo temino. Ma mi piace poterlo definire con questo aggettivo, così semplice e inequivocabile: Buona Fortuna è bellissimo.
Fortunati saranno i lettori che lo leggeranno!


Titolo: Buona Fortuna
Autore: Barbara Fiorio
Editore: Mondadori
Pagine: 204
Isbn: 9788804625384
Prezzo: €14,90
Valutazione: 4,5 stelline
Data di pubblicazione: 5 Febbraio 2013

martedì 8 novembre 2011

Giveaway: Chanel non fa scarpette di cristallo di Barbara Fiorio


E' uno dei miei libri preferiti del 2011. 
Una storia quotidiana, magica, che fa sognare. 
E ora è qui per essere regalata a uno tra voi: 
il vincitore riceverà una copia autografata dall'autrice ^^

Trama:
Cosa succederebbe se, anziché limitarsi a trasformare in storie la propria fantasia, gli autori delle fiabe più famose avessero stretto un patto con il diavolo condannando le proprie creature a uscire dalle pagine dei libri per affrontare i vizi e le virtù della quotidianità?
Donne favolose si troverebbero a vivere in un mondo che non è decisamente un regno fatato né un posto per principesse, dove la realtà è fatta di lavori noiosi, problemi da risolvere e uomini davvero molto diversi dai principi azzurri.
Una vita complicata, senza considerare che i termini del famoso patto stipulato alle loro spalle prevede una clausola fondamentale: la ragazza che nel corso della sua esistenza normale dovesse incontrare il vero amore perderebbe, insieme all’immortalità, anche il ricordo del tempo che fu, lasciando scivolare nell’oblio le antiche fiabe raccontate a tutte le bambine del mondo.
Così, mentre alle porte del cuore di Beatrice, Maddalena e Penelope già bussano i rispettivi cavalieri, il divertente e appassionante romanzo di Barbara Fiorio propone alle sue protagoniste l’eterno conflitto tra amore romantico e vita reale: chi vincerà?

L'autrice:
BARBARA FIORIO: Nata a Genova nel 1968, ha pubblicato C’era una svolta (2009). Ha due gatti, fa un ottimo salame dolce, è ghiotta di cioccolato, lancia fulmini e secondo alcuni legge nel pensiero, anche se ciò l’annoia spesso. Ha imparato che non tutti i rospi sono principi travestiti, ma mantiene ferma la convinzione che comportarsi da principessa sia imprescindibile per una vita da favola.

Recensione:
“Chanel non fa scarpette di cristallo”: un titolo che mi attirava come le parole di un incantesimo di cui io ero stata vittima, una cover sognante, come se qualcuno fosse entrato nel mio cervello, si fosse fatto un giretto e, una volta tornato alla realtà, avesse deciso di dipingere ciò che aveva visto (!!!). Una trama che mi incuriosiva (quel poco di trama che avevo deciso di leggere – chi mi conosce sa che io odio leggere trame, quarte di copertina e recensioni su libri non ancora letti) e poi quella frase in copertina, che mi ha lanciata verso il libro con uno spintone…
Alcune di queste cose potrebbero non essere mai successe, ma non importa. Perché sono tutte vere.
Wow! In quelle poche parole è riassunta la mia “fede” nei romanzi: tutta invenzione, ma vissuta come se fosse vera.
Ho pensato di trovarmi davanti a quello che poteva diventare “il mio libro”, uno di quelli da rileggere, da tenere sul comodino accanto al letto per compagnia, uno da carezzare con lo sguardo, da consigliare, da tenere gelosamente per sé, da prestare (sì, ok, sono contraddittoria ma penso entrambe le cose!), da adorare… Oppure rischiavo di trovarmi davanti ad una delle più grosse fregature che ogni tanto mi capita di prendere, uno di quei romanzi dove la bellezza e la perfezione sono già tutte lì, in quello stupendo contenitore. Il mio ottimismo e la mia innata fiducia mi hanno fatta avvicinare alle pagine propendendo per la prima ipotesi e sono stata accontentata, soddisfatta e anche di più.

Barbara Fiorio è al suo primo tentativo di romanzo, (“C’era una svolta” non è propriamente un romanzo) ma leggendo sembra di trovarsi di fronte ad una scrittrice che non è certo alle prime armi. Ha preso la vita di tre simpatiche ragazze – Maddalena, Penelope e Beatrice – e ce le ha fatte conoscere nella loro individualità e nella loro interdipendenza. Tre ragazze forti, ognuna con un carattere davvero particolare, ognuna col suo mondo ben definito, ma ognuna sempre bisognosa delle altre due, come se fossero una sola persona. La Fiorio ha saputo creare un intreccio che desta curiosità, che diverte, che stimola l’immaginazione e che rimanda a ricordi perduti.
Mentre leggiamo, quando siamo sicure di avere tutto sotto controllo, di aver capito tutto, di aver a che fare con una storia vera… ecco che qualche particolare ci spiazza e ci fa in un attimo perdere l’equilibrio (mentale…). E’ reale ciò che sto leggendo? E’ inventato? E’ una favola o è vita vissuta? … Fino a domandarci se in fondo le favole siano poi così irreali…

Non ci hanno forse insegnato, a noi esseri viventi – e non frutto della fantasia di qualche scrittore in vena – a inseguire i nostri sogni, a lottare per conquistarli, ad affrontare le sofferenze, a fidarci di chi ci ama?
E non è forse questa una favola? Draghi e streghe da sconfiggere, amore da trovare e da tenersi stretto, lieto fine da desiderare…
Non voglio anticipare nulla sulla trama, perchè è una di quelle da assaporare lentamente e da cui lasciarsi stupire ad ogni (geniale) trovata dell’autrice.
Vi dico solo di fare attenzione fin dall’inizio ai particolari, alle descrizioni delle ragazze e dei personaggi che le circondano, perché quando poi la verità verrà fuori, allora il lettore capirà che tutto aveva il suo significato, che la Fiorio non ha lasciato nulla al caso, e capirà come qusta scrittrice abbia saputo creare una storia così realisticamente favolosa.


Passiamo ora al Giveaway!
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GIVEAWAY!!!
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La partecipazione al giveaway si conclude il 23 novembre a mezzanotte, 
il 24 novembre verrà estratto il nome del vincitore!

Buona Fortuna a tutti!!!